La Sdraio dell'Agnello: "Ti devi fare le ossa"

Confessioni di un (ex?) pubblicitario. Segui la Sdraio ogni lunedì per conoscere un punto di vista diverso e privilegiato su cosa accade di bello e di brutto nelle agenzie di pubblicità. In Italia e nel mondo.

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Ti dicono che sei bravo. Te lo hanno sempre detto e tu lo hai sempre pensato.
Ti dicono che sei la marcia in più, la freschezza del settore, la scintilla impazzita.
Ti dicono che senza camicia sei più nel personaggio, poi ti fai un paio di tatuaggi, ti guardi due blog di trendsetting, ti ascolti gli Alt-J e entri nel casermone dove ci sono quelli che fanno i PUBBBBBLICITARI.

La verità è che sei carne da cannone. Che probabilmente finirai a fare il vigile urbano o il cassiere o il dj per arrangiare una un po’ di soldi. La verità è che le tue idee per le quali dovresti essere stato assunto sono solo un esercizio di stile.

La verità è che i passi avanti li fai se sai stare sotto “al mastro”, a prescindere da quale mastro sia, e che le tue qualità verranno spese per il nobile scopo di cercare di far quadrare il bilancio per pagare degli stipendi accordati nel 1996 a quelle stesse persone che ti chiedono di finalizzare l’estremo layout di un bambino con un biscotto in mano.

La verità è che se finisci a fare il “ragazzo che viaggia” e che tra quattro mesi torni al bar di papà a friggere le patatine comprate al Lidl hai avuto pure un po’ di culo.

Oppure fai una bella cover dei Vampire Weekend, la metti su youtube e preghi la madonna che qualche anima pia ti faccia un trilione di click per cavarti fuori dalla vendita di BOXDOCCIA.

E fidati, ti è anche andata bene. Ti sei fatto le ossa.
Stammi bene ciccio.
L’agnello.