9 consigli per gestire la presenza sui social media delle organizzioni no profit

Come le associazioni no profit possono fare social media marketing. Uno strumento che se usato in maniera corretta può diventare potente ed efficace.

foto di ZoofyTheJi

“Bisogna essere presenti sui social media, possono aiutarvi a raggiungere follower, pubblico, sostenitori e potenziali clienti”.

Quante volte avete letto consigli come questo? Ma cosa succede se il motivo per cui siete sui social non è strettamente legato a ottenere del profitto? Se la vostra volontà di condivisione è legata solo ad una buona causa o alla raccolta di fondi, il processo funziona lo stesso? Insomma, quello che ci chiediamo oggi è: le organizzazioni no profit possono trovare vantaggi dall’essere presenti sui social?

Abbiamo dato un’occhiata in giro per il web, ed ecco un riassunto di quello che abbiamo trovato.

Cosa fanno le associazioni no profit sui social?

Partiamo dagli errori. Soprattutto si tratta di errori legati ad un atteggiamento sbagliato nei confronti dei social media. Ritenerli di livello inferiore rispetto al valore delle singole cause portate avanti dalle organizzazioni.

Altro errore comune è porsi come obiettivo sui social media la raccolta fondi, quando invece lo scopo stesso dei social è fare rete e creare community. Non sono il mezzo per la raccolta diretta di soldi. La raccolta fondi può essere solo un proficuo ritorno.

Un altro errore è quello di agire con diverse identità sui social, bisogna sceglierne una ufficiale. Altrimenti si può generale confusione nei propri follower.

Insomma c’è solo una strategia vincente:  focalizzarsi prima sulla costruzione di reti e relazioni, così da ingaggiare poi le persone nelle proprie cause e obiettivi. Solo dopo aver un’audience coinvolta sarà possibile avere dei volontari ed eventualmente delle donazioni.

Vediamo 9 consigli per capire come muoversi sui social se dovete gestire la presenza social di un’organizzazione no profit.

1. Stabilire gli obiettivi

Decidete esattamente cosa volete ottenere dai social e utilizzate gli obiettivi per strutturare una strategia chiara. Spesso si entra nei social senza una strategia stabilita, ma semplicemente con una presenza non gestita. Questo non funziona!

La quasi totalità delle persone utilizza i social network, è ovvio che diventino un luogo nel quale incontrare i propri futuri sostenitori. Tramite l’engagement darete maggiore realtà e tangibilità alla strategia di comunicazione della vostra organizzazione.

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2. Ricordarsi di essere già sui social

Le azioni di una no profit – come di tutte le aziende – sono sicuramente già discusse online e queste discussioni non possono essere ignorate, i social sono il mezzo per accedervi.

Rivolgetevi a coloro che giá parlano di voi sui social o sui blog. Tramite le loro storie relative alla vostra organizzazione guadagnerete fiducia anche da altri possibili sostenitori.

3. Permettere alle idee di svilupparsi

Non bisogna pensare – data l’immediatezza di azione all’interno dei social media – che un’idea se non ha subito il suo seguito vada cacciata via. Se la vostra idea è intelligente crescerà e si diffonderà col tempo.

Chi pensa che date le ‘restrizioni’ dei social – come i 140 caratteri di Twitter o i 15 secondi dei video – le conversazioni debbano essere per forza banalizzate, sbaglia. I social media possono essere utili per discutere temi importanti attraverso una comunicazione trasparente.

4. Raccogliere dati utili

Uno dei più grandi vantaggi che i social network danno sono i dati che si raccolgono sui sostenitori. I social media offrono strumenti che aiutano le organizzazioni a capire chi li segue e come sono coinvolti nel processo.

5. Formare volontari e staff

È importante fornire allo staff dell’organizzazione delle linee guida di uso dei social. Chi si occupa di comunicazione e di relazioni col pubblico deve lavorare a stretto contatto con chi gestisce i social.

The Nothing Corporation

6. Usare una voce autentica e unica

Qual é la voce della vostra organizzazione nelle strategie comunicative del web e della stampa? Mantenete lo stesso “tono” di voce anche sui social. Le due voci devono assomigliarsi, due voci diverse appartenenti ad una stessa associazione potrebbero essere un problema.

7. Creare conversazioni sostenibili

I social offrono alle onlus una opportunità unica di conquistare un angolo di web e svolgervi conversazioni interessanti. Prendete le piattaforme social come un’opportunità per proseguire attraverso il dialogo la vostra mission.

Ad esempio stabilite un giorno della settimana per lanciare su Twitter un hashtag di discussione. Le infografiche o le citazioni possono accrescere, se riprese da parte dei follower, la brand awareness.

Raccontate sempre i successi raggiunti con i fondi raccolti.

8. Essere innovativi nell’approccio

Ricordate che ciò che si crea sui social è sempre in cambiamento, all’interno di un flusso, qualcosa funziona e qualcosa no. La risposta per essere efficaci è la sperimentazione e i tentativi nuovi.

Raccontate la vostra storia con contenuti di qualità attraverso fotografie e video. L’immagine stessa è una chiamata all’azione, una foto, all’interno di un social media, accumula commenti quasi sempre, ricordatelo.

9. Far sorridere

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Il fatto di essere un’organizzazion no profit non significa che si debba essere per forza noiosi o tristi nel comunicare. Si può usare una comunicazione insolita, basta restare allineati con la storia e la mission dell’associazione. Suscitare un sorriso significa aver creato una connessione con quella persona.

E voi, come gestite la presenza della vostra organizzazione sui social network?

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