The innovation of loneliness: i social network ci fanno sentire soli?

"Cogito ergo sum" o ??I share, therefore I am??

Per ogni marketer è importante seguire i trend che caratterizzano una società in un dato periodo, essere a conoscenza dei pro e dei contro e valutarne i benefici per la propria strategia. Ecco perché oggi, invece di parlarvi dell’ultima campagna non convenzionale, abbiamo scelto di proporvi una riflessione sul difficile rapporto tra la solitudine dell’essere umano e i social network.

“Ciò che rende socievoli gli uomini è la loro incapacità di sopportare la solitudine e, in questa, se stessi”. Questa affermazione di Arthur Schopenhauer ci è utile per introdurre una interessante infografica animata opera di Shimi Cohen da cui parte la nostra riflessione.

Quanti amici avete su Facebook? E quanti follower su Twitter? 

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Molti dicono: I share, therefore I am. In poche parole, condivido foto, informazioni contatti, per questo sono. Ormai è stato abbandonato il cartesiano “cogito ergo sum” in favore di una prospettiva più ampia che abbraccia i social network, unico strumento attraverso il quale possiamo essere presenti nel mondo e nella vita dei nostri contatti. Queste piattaforme sono diventate il mezzo più efficace per comunicare se stessi e i propri successi personali. I social network sembrano essere diventati strumenti di identificazione e di identità.

Il video di Shimi Cohen ci dimostra in realtà quanto i social media non avvicinino le persone, ma piuttosto siano i principali fautori di un aumento della solitudine. Il senso di connessione e di appartenenza ad una rete di amici/ contatti è quindi soltanto apparente. Quanti dei vostri contatti conoscete bene? Con quanti siete andati a prendere un caffè? Con quanti vi sentite ogni giorno? Noterete subito che il numero sarà veramente esiguo rispetto alla somma totale di tutti i vostri “amici”.

Le innovazioni tecnologiche hanno sicuramente trasformato il modo in cui le persone interagiscono tra di loro. Un recente studio promosso da Ubisoft su oltre 1.000 adolescenti, di età compresa tra 12 e 18 anni, in cinque diversi paesi europei – Francia, Germania, Italia, Spagna e Regno Unito – ha evidenziato che per oltre 6 giovani europei su 10,  internet e social network rendono la vita più divertente.

Il video di Shimi Cohen non è della stessa opinione. Ispirandosi al libro di Sherry Turkle Alone Together, sottolinea gli effetti che l’utilizzo dei social media ha causato sulla psiche umana. Nel testo si raccontano alcuni episodi particolari. La tesi di Turkle è che l’uomo sta proiettando le proprie qualità sui robot e sulla tecnologia. Invece di amici veri, preferiamo stringere amicizia con sconosciuti su Facebook. Invece di consegnare curriculum a mano, preferiamo iscriverci a forum di discussione o a Linkedin. Questo permetterebbe all’essere umano di non costituire una propria identità definita, ma molteplici aspetti di se stessi disincentivandolo a formare il proprio io. Insomma, i social network non cambiano soltanto quello che facciamo, ma cosa siamo.

Rosalba Miceli, in un recente articolo de La Stampa, ha dichiarato la valenza cruciale per l’individuo del mondo social: “I Social Media aiutano a superare la barriera di 150, ipotizzata da Dunbar, con molti legami deboli e diversificati, che connettono le persone a molti ambienti sociali differenziati. […] I network più estesi offrono una grande varietà di informazione e di contatti sociali, garantiscono maggiore supporto e, al contempo, ogni individuo al loro interno si mostra più propenso a offrire supporto: si può creare in tal modo un circolo virtuoso nel quale il capitale sociale (che consiste nelle relazioni di fiducia, cooperazione e reciprocità) alimenta ulteriore capitale sociale.”

E voi Ninja? Cosa pensate dei social media? Hanno veramente cambiato le nostre relazioni sociali? Voi vi sentite soli? O pensate che il vostro capitale sociale sia aumentato?