Facebook Graph Search: nuove opportunità di business per le imprese

Alcune riflessioni e il parere di due esperti sulle opportunità di business introdotte dalla Graph Search di Facebook

Qualche giorno fa è stato svelato il tanto atteso terzo segreto di Facebook: Graph Search (ndr. gli altri due – stando alle dichiarazioni del CEO di Big F – sarebbero NewsFeed e la tanto amata Timeline). Noi di Ninja Marketing vi abbiamo tenuti informati (come sempre ;-)) con una breaking news sull’evento, ed è proprio da questa notizia che partiamo per qualche riflessione sulla ricerca social di Facebook.

Ovviamente, ogni giudizio tecnico sulle reali funzionalità del nuovo strumento targato Facebook va rinviato a quando funzionerà al pieno delle sue capacità sia geografiche sia di elaborazione.

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Graph Search è sicuramente un prodotto innovativo, quello che potrebbe rappresentare una svolta per il passaggio da una link search alla social graph, con una altissima personalizzazione delle query da porre al motore di ricerca e una risposta dei dati ritagliata su misura.

Lascia forse qualche dubbio l’accuratezza dei risultati che vengono calcolati sempre sulla base di informazioni personali degli utenti, quindi non sempre oggettivi.

Graph Search: una vera rivoluzione targata Facebook?

Con l’introduzione del motore di ricerca sociale, Facebook dà la possibiltà agli utenti, che fino ad ora hanno condiviso parte (se non tutta!) della propria esistenza sui social, di sapere cosa hanno veramente in comune tra di loro.

La ricerca fornirà risposte secondo le affinità e i gusti degli utenti, risultando anche maggiormente pertinenti grazie ai dati tramite i quali elabora le query inserite nel motore. Graph Search ci aiuterà a scegliere dove andare e cosa fare semplicemente in base a chi frequentiamo, ai luoghi dove siamo stati e alle cose che già piacciono a noi e ai nostri amici.

“Dove sta la rivoluzione?” vi starete domandando. La novità sta proprio nella normalità: gli utenti sono talmente abituati a condividere la propria vita sul social network che il passo successivo è proprio quello di chiedere alla comunità con cui già si dialoga tramite post e like.

Sarà, infatti, molto più semplice e gratificante essere consigliati dalla propria rete sociale che digitare su un motore di ricerca generico (per quanto accurato, come Google) la propria richiesta. Fare leva sui rapporti sociali che legano gli utenti e gli interessi personali per fornire una risposta accurata e tagliata su misura dell’utente, ecco la soluzione di Facebook.

E per gli esperti del settore cosa significa l’introduzione delle novità di casa Zuckerberg? A tal proposito ci risponde Fabio Lalli – Presidente degli Indigeni Digitali e startupper:

La nuova ricerca di Facebook permetterà l’arrivo di quantità di spam incredibile! Credo sia un passaggio che per molti tecnici e professionisti fosse più che prevedibile: parliamo di una modalità di ricerca che in termini di marketing permetterà ad aziende e brand di approfondire molto ricerche, studi e analisi.

Questo rilascio di Facebook è in linea con il percorso verso la social discovery, quella vera e che può funzionare veramente, che hanno intrapreso da un po’ di tempo fin dall’acquisizione di Glancee e dal rilascio delle funzionalità di Places.

Un nuovo potenziale di guadagno

Il nuovo strumento di Facebook ha delle potenzialità di guadagno davvero alte, tanto da spaventare addirittura il gigante Google. Graph Search, infatti, rischia di diventare – con le sue apparenti innovazioni – il nuovo leader nel mercato della search engineer. Ma tutto ovviamente a tempo debito. Per il momento, infatti, gli analisti hanno pronosticato che il numero di utenti del social network sarà il principale fattore di traino per il nuovo motore di ricerca sociale.

Gli utenti lo utilizzeranno per cercare i ristoranti più frequentati (e non solo i migliori consigliati), per seguire gli ultimi trend in fatto di fashion e – perchè no – di business. Questo si traduce in nuovi landscape per le imprese e nuovi possibili contatti con gli utenti che effettuano una ricerca. A patto che le aziende investano sulla piattaforma, ovviamente. Per Facebook si tratterebbe di un aumento stimato di quasi un miliardo di dollari di fatturato l’anno, se si calcola un click a pagamento per utente!

Il ritorno economico e l’efficacia dello strumento per le aziende si potrà notare soltanto dopo la fine della fase di testing della versione beta americana. Soprattutto perché non è il solo competitor del settore.

Secondo Fabio Lalli:

Questa funzionalità è l’effetto dell’efficacie struttura di dati che hanno messo in piedi e che continuano ad alimentare a suon di acquisizioni, nuove funzionalità e applicazioni collegate alle OpenGraph.

Google vs Facebook Graph Search: link search vs social search

Il gigante Google dovrebbe essere intimorito della ricerca sociale messa in piedi da Facebook?

Secondo Wired Italia, la risposta sarebbe sì dal momento che, stando a quanto dichiarato da Zuckerberg, Graph Search

troverà risposte, e non link a risposte

contando anche sui dati che Facebook ha a disposizione (oltre 1 miliardo di utenti, 18 miliardi di post geolocalizzati, 240 miliardi di foto caricate, oltre un triliardo di connessioni).

Graph Search, infatti, terrà conto solamente dei dati degli utenti (i loro ‘mi piace’ a certi argomenti, le foto in cui sono taggati, i post che hanno pubblicato e i luoghi dove sono stati) e li utilizzerà come parametri di ricerca, restituendo risultati personalizzati. Ogni ricerca sarà unica.

Quali sono, allora, i probabili problemi che Google dovrà affrontare?

1. Interesse degli inserzionisti per la ricerca altamente personalizzata di Graph Search: i principali fruitori di questo strumento di ricerca saranno sicuramente loro, i retail. Graph Search e i suoi risultati risultano molto appetibili per gli inserzionisti per la potenziale iper–segmentazione e targettizzazione che prospetta.

2. Poco utilizzo che gli utenti fanno del +1: c’è davvero poca differenza tra la normale SERP e i risultati personalizzati di Google, con un’incidenza dell’opinione degli utenti quasi nulla.

Vedremo la reazione del gigante del web, che sta già tentando la strada della ricerca social con il suo Knowledge Graph.

A tal proposito, Emanuele Calì – Web Developer, Web Designer e SEO Specialist – ci suggerisce che:

Da tempo sostengo che Zuckerberg, per dotare Facebook del modello di business che serve per l’auto- sostentamento della piattaforma, ha posto le sue mire sul search. Come dargli torto?

Mentre tutti faticano nell’individuare un business model che “funzioni” (da Twitter a Instagram passando proprio per Facebook), Google, ha costruito un impero mostruosamente redditizio con il search e l’accoppiata d’oro AdWords/AdSense. Magari, inizialmente, Graph Search non presenterà advertising ma, presto, le ricerche degli utenti saranno corredate da pubblicità che, si spera, non siano troppo invasive.

Graph Search rappresenta un’opportunità di crescita per il mondo social. Avrà anche i suoi lati negativi, che potranno essere elencati ed analizzati solo a test terminati, ma non è di certo la killer app che si è descritta. Bisogna imparare ad usarla e a capire come trarre più benefici possibili.

Secondo voi Graph Search è davvero un’innovazione per i motori di ricerca o è soltanto un fuocherello di paglia? Che contributo darà al mondo social?

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