Due chiacchiere con Miriam Goi, la fondatrice di LoSgamato.it [INTERVISTA]

Cosa possono fare dei ragazzi di vent'anni per raccontare il mondo con i loro occhi? Aprire un giornale online

Una settima fa si è chiuso il Social Case History Forum di Milano: un racconto collettivo che prende vita in spazi di interazione attraverso le parole di chi l’ha vissuto in prima persona.

A questo evento ha partecipato anche la fondatrice di Lo Sgamato.it Miriam Goi, per presentare il suo progetto Muoversi a Milano, ma anche starci fermi. E noi non potevamo fare altro che intervistarla :-)

Ciao Miriam! Raccontaci un po’ di LoSgamato.it: come è nata l’ idea del suo sviluppo?

LoSgamato.it è un magazine online nato circa due anni fa per iniziativa mia e di un amico web designer. Sentivamo un forte bisogno di creare un contenitore eterogeneo di pensieri, riflessioni, articoli e poesie. Volevamo raccontare Milano dal punto di vista degli studenti e dei precari che la vivono e abbiamo coinvolto fin da subito ragazzi molto giovani, sui 19-20 anni. Inizialmente il sito aveva una veste grafica molto diversa, che abbiamo rinnovato nei primi mesi del 2012, nell’ottica di una linea editoriale nuova e definita.

Il progetto è nato da solo due persone ma ora – dopo due anni di attività online – quanti siete?

Il core group de LoSgamato.it, quello formato dalle vecchie leve e dai redattori che vi collaborano con una scadenza fissa, è di circa 10 persone. In realtà, tra autori fissi e collaboratori occasionali, videomaker e altri siamo intorno alle 25-30 persone.

Sempre pronti ad accogliere nuove reclute!

Sì, assolutamente. Tantissimi giovani di Milano e non solo hanno tante cose da dire, idee da esprimere, articoli da scrivere. Non accettiamo e non pubblichiamo tutto ciò che ci arriva e facciamo una selezione dei contenuti. Ma siamo sempre pronti ad allargare il nostro team e a diffondere testi e lavori di giovani talenti.

Tutti giovanissimi ma molto impegnati. Come funziona la vostra redazione?

Non abbiamo una redazione fisica o un ufficio. Cerchiamo di incontrarci di persona il più spesso possibile per fare il punto della situazione tra un bicchiere di vino e l’altro, proporre idee e progetti e confrontarci sull’andamento del sito, ma l’attività maggiore la svolgiamo tenendoci sempre in contatto tra di noi e sfruttando programmi utili per l’organizzazione dell’agenda, del calendario e degli appuntamenti online.

Quale è il vostro obiettivo?

Vogliamo trasformare Lo Sgamato in un contenitore sempre più multimediale. In una prima fase ci eravamo concentrati solo sulla scrittura, sul proporre un contenuto di alta qualità scritto da ragazzi per lo più universitari. Solo in un secondo tempo ci siamo resi conto di quanto potessimo sfruttare la nostra nuova visibilità per proporre contenuti di tipo diverso: video, soprattutto realizzati durante iniziative e manifestazioni di piazza, fotografie, illustrazioni.

Al nostro evento dello scorso anno abbiamo affiancato un concerto ad un live painting, con la collaborazione di alcuni illustratori di Milano, e nel nostro piccolo è stato un successo. Quest’estate abbiamo proposto Fatti Sgamare: un’iniziativa che, grazie al passaparola e ad una pagina evento su Facebook, ci ha fatto guadagnare autori e collaboratori nuovi che ci hanno inviato i loro testi di prova tramite mail. Visto il successo, abbiamo ora proposto un bis dell’iniziativa, dedicata stavolta ai giovani creativi.

Cosa avete presentato al Social Case History Forum?

Come ti dicevo, siamo appena partiti con la fase due del progetto Fatti Sgamare. Al Social Case History Forum del 15 novembre abbiamo presentato il nostro video teaser, realizzato dal regista Alberto Sansone. E’ un video molto ironico che rappresenta visivamente il significato dell’espressione fatti sgamare e che ha fatto il suo esordio sul web proprio la mattina dell’evento. Lo utilizzeremo come supporto per la campagna: cerchiamo infatti giovani che abbiano voglia di fare, creativi bisognosi di una vetrina per i loro lavori, fotografi che vogliano condividere con noi il loro materiale narrativo sulla città di Milano. E molto altro… Per chiunque fosse interessato, è possibile contattarci tramite Facebook o via email.

Al Social Case History Forum i protagonisti raccontano le buone pratiche svelando le loro chiavi di successo. Quale è la vostra forza?

Siamo tutti giovani, universitari o lavoratori, sempre di corsa. Per noi LoSgamato è un lavoro volontario, che facciamo solo per passione. Nonostante questo curiamo il più possibile i contenuti del sito e offriamo articoli che possono coinvolgere l’utente, incuriosirlo, offrirgli nuovi spunti di riflessione e punti di vista inediti. Questa è la forza de LoSgamato: urliamo a gran voce che siamo giovani, ma che questo non ci frena dal voler raccontare Milano e il mondo che ci circonda in modo originale, critico e costruttivo.

Non possiamo non chiedervelo: quanto vi sentite social?

Stiamo cercando di diventare sempre più social. Inizialmente concepivamo la pagina Facebook in maniera molto statica, come una piattaforma per rilanciare i contenuti del sito. Poi ci siamo resi conto che non esisteva supporto migliore per creare forme di interazione con i nostri fan e per creare contenuti non solo scritti: abbiamo realizzato alcune infografiche, come quella sul Bike Sharing in Europa, che è stata visionata anche dal Comune di Milano.

Quest’estate abbiamo creato una pagina evento ad hoc per trovare nuovi sgamati e farli salire a bordo, a scrivere con noi. Ma sicuramente il nostro momento migliore dal punto di vista social è stato al Festival del Giornalismo di Perugia, quando Beppe Severgnini, prima di un’intervista, ci ha fotografati e ha caricato la nostra foto su Twitter, citandoci. Non ha dato valore aggiunto ai nostri contenuti editoriali e redazionali, ma vuoi mettere la soddisfazione?

Il miglior risultato ottenuto?

Il miglior risultato ottenuto è recentissimo. Dopo la rielezione di Barack Obama, un nostro redattore ha pensato “perché non traduciamo il suo discorso della vittoria? Questo contenuto non c’è ancora sul web”. Detto, fatto. Un paio d’ore dopo la pubblicazione, lo stesso redattore mi ha contattata per dirmi che la nostra traduzione era finita sulla home di uno dei principali quotidiani online indipendenti, come contenuto di punta e in evidenza.

Grazie mille Miriam per questa chiacchiera. La prossima volta la facciamo davanti a un bicchiere di vino come nelle vostre riunioni 😉

Va bene. Offro io. :)

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