SEO e Facebook: ottimizza la tua brand page!

Quando l'ottimizzazione delle brand page Facebook può essere la nuova arma vincente

Il fatto che la brand page Facebook non sia il canale di comunicazione principale di un’azienda e che proponga un tipo di contenuto diverso da quello ‘classico’ ed istituzionale, non deve portare a compiere il decisivo errore di sminuire il ruolo fondamentale del SEO, anche su Facebook.

Essere ben indicizzati sui motori di ricerca, infatti, è ancora oggi un valore aggiunto fondamentale per le aziende, soprattutto per quelle che fanno del web la loro casa e che investono molto nei social network e nei nuovi media.

Questo vale quindi anche per le brand page Facebook, che come tutte le altre pagine web subiscono le logiche di indicizzazione dei motori di ricerca.

Riuscire ad ottenere un buon posizionamento sui motori di ricerca può essere un forte vantaggio per una fanpage, sopratutto se associato ad una sapiente pratica di SEO anche sugli altri canali. In questo modo tutte le comunicazioni saranno immediatamente raggiungibili dall’utente all’atto della ricerca, consegnando così all’azienda non solo un maggior numero di visite (e di like) ma anche un’immagine forte agli occhi dell’user.

Ecco quindi elencati alcuni aspetti di primaria importanza in ottica SEO per le brand page Facebook presentati da Simply Zesty. Ce ne sono altri?

Parole chiave negli aggiornamenti di stato

Un primo accorgimento SEO-oriented che un buon community manager dovrebbe seguire è, per quanto ovvio, l’attenzione agli aggiornamenti di stato pubblicati quotidianamente.

Esattamente come per un buon articolo, che deve contenere le parole chiave legate al contenuto già nel titolo, anche un aggiornamento di stato deve contenere le keyword relative al messaggio che si vuole comunicare agli utenti.
Una sapiente gestione delle parole all’interno degli aggiornamenti di stato può portare benefici considerevoli tanto nell’ottimizzazione sui classici motori di ricerca quanto (e soprattutto) nell’ambito della ricerca interna di Facebook.

E’ sempre più atteggiamento tipico degli utenti di Facebook, infatti, cercare all’interno del social network link, gruppi di discussione o note legate ad un evento di attualità. In questo senso, un aggiornamento di stato scritto in modo giusto può garantire immediata visibilità, interazione e condivisione di contenuti.

Titoli dei link condivisi

Quando condividiamo un link sulla nostra pagina, Facebook ci da la possibilità di modificarne il testo del titolo.

Questa modifica risulta importante specialmente se la nostra fonte non ha curato molto il lato SEO del proprio lavoro, oppure se vogliamo focalizzarci su uno specifico punto dell’articolo, puntando su quello per ottenere attenzione e visibilità.

Questo tipo di azione, da associare alla cura del testo che accompagna il link condiviso (mai condividere un link senza un commento o una call-to-action!), è ancora una volta fondamentale soprattutto per la ricerca interna di Facebook.

Link nel campo ‘informazioni’

La brand page, oltre che uno strumento di comunicazione e di interazione con i propri clienti, è un vero e proprio veicolo capace di ‘trainare’ e spingere i canali istituzionali dell’azienda.

In questo senso è fondamentale non lasciare mai sguarnito o povero il campo “informazioni” della nostra pagina, sfruttando anzi anche la possibilità di creare tab personalizzate con collegamenti immediati ai contenuti di maggior interesse (ad esempio al catalogo prodotti piuttosto che ad altri profili social), senza limitarsi al solo campo “website”.

Essenziale è quindi anche il box “About”, che con la nuova Timeline è ancor più in evidenza. In ottica SEO, questa può essere considerata come la sezione più importante all’interno della struttura CSS della pagina, e quindi se ne dovrebbe avere la massima cura, compilandola accuratamente e soprattutto aggiornandola nel tempo.

Descrizione dei contenuti

A seconda del core business aziendale, la brand page avrà una specifica prevalenza circa la tipologia di contenuti condivisi. Ciò che accomuna quasi tutte le pagine, però, è la condivisione di foto e video, principalmente auto-prodotte.

Questo tipo di contenuti è indubbiamente il più apprezzato (come abbiamo già avuto modo di sottolineare: ricordate il post “Facebook: 6 tipi di post che stimolano l’engagement“?) ed è quello che statisticamente genera la maggiore interazione con gli utenti.

Quando vengono condivise nuove foto o video, magari inerenti uno stesso evento, bisogna fare in modo che le descrizioni ai diversi contenuti caricati non siano casuali o troppo differenti tra loro. L’ideale è conservarne una uniforme e contenente keyword coerenti rispetto all’evento rappresentato.

Ancora meglio se nella descrizione viene inserito anche un link. La sua presenza, in un contenuto molto visitato e condiviso come le foto o i video, impatterà significativamente sul ranking della brand page nei motori di ricerca.

Utilizzo sapiente dei tag

Taggare un’altra pagina in un proprio aggiornamento di stato è un’ottima pratica SEO per la propria brand page.
Questo principalmente per due motivi: anzitutto aggiungiamo un link alla nostra brand page, che è sempre un vantaggio in ottica di posizionamento, e poi postiamo automaticamente il messaggio sulla bacheca della pagina taggata, generando non solo un ulteriore link ma anche maggiori possibilità che il nostro contenuto venga visitato, garantendo anche visibilità alla pagina citata (che in futuro potrebbe ricambiare ;) ).

Coerenza nei link

Per una buona pratica SEO sulle brand page è certamente importantissimo creare link esterni che puntino alla pagina Facebook. E’ altrettanto importante, però, che tali link siano gestiti strategicamente e non in maniera casuale.

I link esterni verso la brand page possono provenire dalle risorse più diverse (ad esempio LinkedIn, la firma digitale nelle mail o il sito web istituzionale) ma devono avere sempre una coerenza, possibilmente legata al testo di ancoraggio. Se questo testo verrà utilizzato in maniera coerente e strutturata, conferirà vantaggi significativi nel ranking sui motori di ricerca, che tengono conto della relazione tra il testo di ancoraggio ed il contenuto della pagina web.

Edgerank

Di questo fondamentale algoritmo utilizzato da Facebook per riconoscere le brand page più attive abbiamo parlato più volte (sia qui sia la scorsa settimana), ma è sempre bene ripetere i concetti fondamentali: puntare sulla call-to-action, sull’interazione e su contenuti dinamici per gli utenti è sempre un vantaggio, perché migliora l’edgerank e ne aumenta la visibilità nel news-feed, con un vantaggio immediato per le visite potenziali. In questo modo, si genera un circolo virtuoso che ci consente di sfruttare al massimo gli altri strumenti SEO visti.

Non solo siti web e blog, quindi. Il SEO può aiutare la vostra azienda anche nel migliorare l’attività sui canali social, determinando un vantaggio fondamentale in un contesto nel quale ancora pochi hanno colto l’importanza di queste dinamiche.

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