Social influencer, advocate o evangelist: quale fa al caso vostro?

Le diverse sfaccettature della brand communication nei social network

Di ritorno dalle vacanze, ecco che al palesarsi delle prime piogge settembrine ricomincia il tam-tam dei titoli dei telegiornali sui cosiddetti “mali di stagione”, le prime influenze che colpiscono soprattutto anziani e bambini… Sob, ma non possiamo fare nulla per debellare questi cliché televisivi:roll:

In attesa del vaccino miracoloso volgiamo lo sguardo a un altro tipo di influenza, quella in rete per mano di influencer, evangelist e/o advocate.

Influencer: dove trovarli e come ingaggiarli?

Gli influencer sembrano differire dalle due categorie successive in quanto possessori di un ingente capitale sociale e relazionale (follower su Twitter, iscritti ai feed RSS, like su Facebook, visite al blog). Per questo la relazione tra brand e gli stessi influencer viene costruita nella maggior parte dei casi su premi e incentivi come prove gratuite dei diversi prodotti, ancor prima della loro commercializzazione. Questo dà solitamente adito a rumor e a passaparola che stimolano l’interesse e l’attesa dei possibili clienti finali. Ma attenzione: molti di questi influencer aderiscono a un codice etico più e meno formalizzato che li porta a promuovere e consigliare solo quello che pensano sia realmente valido. Lavorate dunque sul prodotto prima di concentrarvi sulla comunicazione ;-)

In relazione a questo primo punto, come riuscire a trovare gli influencer in poche mosse? Ecco alcuni utilissimi consigli:

  • siate aperti, mappate la rete ed eventualmente chiedete suggerimenti e pareri su chi seguire;
  • ascoltate la rete: vi renderà più semplice capire quali siano le relazioni dei diversi influencer, sapere di cosa stanno parlando e a cosa stanno lavorando, ponendo particolare attenzione ai contenuti e alle promozioni da loro condivise;
  • partecipate ad eventi e conferenze in quanto habitat naturali dei ”social vip”, potreste iniziare dalla Social Media Week a Torino che si terrà tra qualche giorno!  8-)
  • visionate podcast e seminari web  da cui estrapolare informazioni preziose per le vostre ricerche. Vi dice niente TED?
  • curiosate nelle liste tematiche su Twitter alla ricerca dei ‘guru’ ottenendo una panoramica sui loro aggiornamenti. Considerate di aprirne in prima persona;
  • fate parte di gruppi (LinkedIn, Facebook, etc.), forum tematici  etc., veri e propri ecosistemi sociali.

Il grande valore di evangelist e advocate

Le altre due categorie (evangelist e advocate) non possiedono lo stesso capitale sociale  ma parlano spontaneamente  di un determinato brand/prodotto spinti unicamente da motivazioni intrinseche. Insomma sono veri e propri appassionati, o in termini di marketing clienti fidelizzati che hanno instaurato un forte legame con i propri lovemark. Se per gli influencer parlavamo di capitale sociale, qui facciamo dunque un ulteriore passo avanti verso il capitale emozionale.

Influencer, advocate, evangelist: chi scegliere per il vostro progetto di Digital PR?

Le aziende si trovano a dover dare una risposta al dilemma strategico che riguarda la scelta del soggetto migliore da ingaggiare e verso/attraverso cui puntare la propria comunicazione. In molti casi alla vista del termine “social media guru” alcuni direttori marketing sembrano illuminarsi d’immenso, non tenendo in considerazione la vastità di interazioni a budget zero (per ragionare da una prospettiva vicina al mondo aziendale) che potrebbero utilizzare. Magari gli stessi follower dei media guru possono essere raggiunti ugualmente passando per un paio di advocate in più, non credete?  ;-)

Per qualsiasi strategia comunicativa e commerciale, un attento monitoraggio della rete è comunque doveroso: uno spunto lo troverete utilizzando Ebuzzing con i sui diversi tool. Ricordandovi che non esiste la one best way – dipende tutto da cosa state cercando! – eccone altri molto utili (non esenti da limiti, più e meno conosciuti):

  • Brandwatch - per monitorare i forum
  • Synthesio - per  scovare influencer su Facebook
  • Radian6 - utilizzato principalmente su Twitter
  • Scoutlab - per setacciare Youtube
  • Kloutper avere un panorama di influenze dei propri contatti con relativi ambiti di influenza
  • Socialradarper avere una mappa delle connessioni tra i vari influencer

Le analisi non devono limitarsi unicamente a contemplare numeri, statistiche e grafici, bensì c’è la necessità di rendere le ricerche più umane cercando di comprendere  i bisogni profondi delle persone, molte volte andando in mezzo alla gente per capire realmente quali possano essere i diversi ‘progetti esistenziali’.

“Credo che i direttori generali gioverebbero di molte informazioni tornando nelle strade e cercando di comprendere come pensano i giovani oggi. Non semplicemente consultando risultati di ricerche e strategie dalle loro scrivanie.”

John Jay

Nel caso aveste 13 minuti e 55 secondi, qui sotto troverete infine un link al documentario “Influencers“, il cui obiettivo è trasmettere cosa significa essere influenzatori nell’ambito della musica, moda e intrattenimento (non solo)… e fate attenzione ai paradossi 2.0 delle Digital PR! :-)

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