PA Risponde: il motore di ricerca semantico ad uso dei cittadini

La prima app per smartphone in grado di darti tutte le informazioni che cerchi sulla Pubblica Amministrazione

Dovete cambiare residenza e non sapete a chi rivolgervi?
Avete necessità di un certificato ma non sapete quali moduli compilare?

Chiedete al vostro smartphone!

Da oggi c’è PA Risponde: un motore di ricerca semantico in grado di rispondere ad ogni e più ampia domanda sui temi della Pubblica Amministrazione, attraverso l’elaborazione del linguaggio naturale.

Natural Language Processing: cos’è?

Per i meno esperti, il linguaggio naturale consente di porre domande ad una macchina, in questo caso lo smartphone, come se si stesse conversando con un amico o appunto con un impiegato comunale.
Provate a chiedere all’app: “Cosa devo fare per rinnovare la patente?” e fatemi sapere cosa vi risponde!

Nato dalla tecnologia semantica di QuestionCube, una società tutta pugliese e tutta giovane, e dalla abilità nello sviluppo di applicazioni mobile di Nealogic, altra società del tavoliere, PA Risponde parla la lingua del cittadino, comprende esattamente quello che si sta cercando e trova le risposte migliori e più accurate.

Grazie ad una profonda comprensione ed elaborazione del linguaggio, la tecnologia utilizzata dagli sviluppatori è in grado di colmare il divario tra il bisogno informativo dell’utente e il sistema di ricerca.

In sostanza, al contrario di quanto oggi possibile con tutti i motori di ricerca, in primis Google, l’utente nell’utilizzo dell’applicazione non ha bisogno di utilizzare parole chiave per effettuare la ricerca, bensì, è il software che attraverso l’elaborazione semantica, ossia studiando il significato delle parole, interpreta quanto richiesto dal cittadino e ne restituisce una risposta consona e adeguata.

La formula magica?

Le domande presenti nell’applicazione sono state raccolte da Linea Amica, il contact center multicanale della Pubblica Amministrazione italiana e messe a disposizione in formato Italian Open Data.

Questi ultimi proprio perchè “open” sono liberamente accessibili da tutti, senza restrizioni in materia di copyright, brevetti o altre forme di controllo volte a limitarne la riproduzione e/o la distribuzione.

L’open data ( di cui ci eravamo già occupati con un’intervista a Ernesto Belisario) si richiama alla più ampia dottrina dell’open government, in base alla quale l’amministrazione pubblica, nella sua più ampia accezione, dovrebbe essere completamente aperta ai cittadini e ai loro bisogni, tanto in termini di trasparenza (criterio cardine della macchina amministrativa nell’ordinamento italiano), quanto in termini di partecipazione diretta al processo decisionale, anche e soprattutto attraverso il ricorso alle nuove tecnologie dell’informazione e della comunicazione come PA Risponde.

Interamente realizzata in html5 l’applicazione può girare su praticamente ogni sistema supportato dal sistema operativo Android , per cui oggi è disponibile, e a breve, non appena vi sarà il lascia passare da parte di casa Apple, anche gli utenti iPhone e iPad potranno tranquillamente recarsi agli sportelli di palazzo di città pronti a dare gas alla macchina burocratica.

ARTICOLI CORRELATI

[INTERVISTA] Massimo Melica: “Politica 2.0 in Italia? Da imparare”

PoiStory: La semantica Made in Italy al servizio degli itinerari turistici

Web 2.0 e comuni d’Italia: Presente e futuro dell’e-gov [INTERVISTA]

Cesena, un comune tra le nuvole (di Google)! [INTERVISTA]

Comuni-chiamo: l’app per l’intelligenza collettiva [INTERVISTA]

Commenta

Nessun commento

RSS feed dei commenti di questo post.

Ci dispiace, i commenti sono chiusi per questo post.

adv
Corso Online in E-Commerce Management