Ivonne Citarella: vi racconto le potenzialità di Second Life… per mettersi in gioco!

Una prospettiva molto interessante sul mondo virtuale che tanti credono in declino

Dato uno mondo virtuale  può esso  fungere da laboratorio sperimentale per lo sviluppo di abilità e competenze e anche come viatico nella conoscenza della sfera emozionale? La risposta è: .

Può lo stesso spazio virtuale essere stato considerato e descritto dalla stampa per anni come un contenitore sterile e privo di innovazione? Ancora una volta la risposta è .

Il metaverso ricco di sorprese e di ispirazione creativa ma anche fortemente criticato al quale faccio riferimento è il mondo di Second Life, la piattaforma creata nei laboratori della  Linden Lab nel lontano 2003,  da molti considerata finita dopo il 2007, anno del suo boom; ma le cose non stanno esattamente così.

Dopo il mio casuale ingresso inworld avvenuto nel 2009 e dopo circa un anno dedicato all’osservazione delle dinamiche al suo interno, ho voluto empiricamente testare alcune ipotesi che avevo teorizzato e  servendomi di un questionario semi strutturato ho compiuto una indagine sociologica. I dati raccolti, una volta elaborati sono stati sorprendenti. Se ad inizio indagine avevo ipotizzato che le professionalità traghettassero dalla Real Life alla SL (come ad esempio le grandi aziende che in passato si sono insediate al suo interno) era soprattutto vero il contrario! Nel mondo di Second Life la ludicità diventa il tramite che permette a chiunque di acquisire competenze e di avviare un’emancipazione personale che può essere  traghettata verso la Real Life. Parliamo di passioni ignote o sopite che possono essere scoperte o approfondite e diventare anche una fonte di reddito reale. Non solo, al suo interno Second Life ha una sua vitalità dove il tempo libero può strutturasi sia come  tempo dedicato al gioco sia come tempo dedicato  alla formazione.  E su tutto si compie il grande miracolo della socializzazione. Il metaverso diventa la piazza dove ci si incontra con gli amici, dove le differenze territoriali (nord vs sud) o di razza si azzerano e dove chiunque, anche la persona disabile può sentirsi al pari di altri. In Second Life ci si può  divertire ad essere un Adone o una Venere ma l’avatar non rappresenta solo l’estensione esteticamente bella ma anche quella parte di se stessi che si mette in “gioco” perché svincolata  dalle convenzioni della Real Life, spingendola verso percorsi di crescita personale incluse le linee d’ombra immancabilmente presenti in ognuno di noi.

La comunità italiana è più che mai vitale pronta a mettersi in gioco ogni giorno, concedendo momenti di condivisione che vanno dalla formazione delle più svariate materie impartite da  docenti esperti a  momenti di svago incorniciati in  ambientazioni lussuose, romantiche o semplici come un  falò su una spettacolare spiaggia bianca.

Le cifre in termini finanziari di Second Life non appartengono a questo articolo perché diverso è il messaggio che si intende trasmettere, che è quello di valorizzare le potenzialità di questa piattaforma virtuale nella quale si sviluppano ingenti operosità creative a disposizione di tutti e che ci si auspica possano essere colte dalle scuole e dalle università per l’attuazione di programmi di formazione multidisciplinari come ad esempio l’architettura, l’arte, la fisica, la storia, l’archeologia, la psicologia, la fotografia e altro ancora. Occorrerebbe riflettere che se la ludicità ha stimolato la nascita di nuove professionalità in soggetti la cui età media è di 38 anni, quanto beneficio ne trarrebbero i ragazzi coinvolti in un percorso cognitivo di questa natura?

E tra voi, quanti sono pronti a mettersi in gioco?

Second Life è tutta da scoprire e di volta in volta vi proporrò le attività che in esso si svolgono mostrandovi le abilità, le competenze e le professionalità incontrate durante la mia indagine.

Nel prossimo articolo si parlerà di Solaris e del suo owner Punk Janus aka Gianni Panconesi.

 

Ivonne Citarella aka Baby Pooley

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  • http://www.facebook.com/colpowexler Dario Buratti Colpo Wexler

    Curioso .. ho tentato di sdoganare Facebook su Second Life dicendo che era un’ottima piattaforma per promuovere eventi, contenuti, foto, video — ho tentato di sdoganarla presso utenti americani e inglesi e ho scoperto che l’80 % di loro non aveva un facebook account … alcuni lo avevano ma non lo usavano da almeno un anno in quanto considerano facebook un giochino vetusto e quasi fuori moda o comunque un sollazzo per ragazzini alle prime armi. —- [occhio al futuro] ——-

  • http://it-it.facebook.com/people/Luca-Spoldi/1290675555 Luca Spoldi

     Dario, come sempre gli strumenti (anche i social network) vanno e vengono, diventano di moda e poi passano di moda… è capitato alle tavolette di cera, a quelle di marmo, agli incunabili, alla stampa, alla tv, ai forum e ai blog sul web, ai portali come Yahoo, nel prossimo futuro sarà la volta di FB, Twitter, Google stesso… L’importante credo sia sapere utilizzare al meglio lo strumento e tenersi sempre disponibili e aperti al nuovo, per non fare la fine dei dinosauri. O di certe categorie professionali che, spesso in Italia più che altrove, per restare ancorate a un solo canale/strumento finiscono col veder morire il loro mercato di riferimento all’emergere di tecnologie “disruptive” (penso all’editoria). FB è uno strumento, come SL, sta poi all’utente usarlo come gioco/passatempo o trovare il modo di sfruttarlo professionalmente, o per intenti divulgativi, o culturali… Nulla è eterno e nulla può essere escluso o garantito a priori, manco FB appunto. Sempre occhio al futuro! ;-)

  • http://www.facebook.com/colpowexler Dario Buratti Colpo Wexler

    Beh diciamo che ero incuriosito da questo totale disinteresse da parte di alcuni amici anglosassoni – Poi sai come la penso FB è uno strumento SL no .. SL è una piattaforma tecnologica non è un social network ne una chat — L’unico paragone che io credo azzeccato è quello con il Web classico la differenza è che SL e sistemi similari sono gestiti da un solo provider per griglia — L’osservazione del valore economico di SL infatti non va ricercato negli utili prodotti da Linden Lab .. ma nei processi economici e sociali sviluppati dagli utenti, eventualmente le attività dei singoli utenti possono essere considerate Strumenti — da qui si potrebbe fare uno studio sulle attività NATIVE di SL le quali sono le uniche che abbiano mai prodotto contenuti ed utili —- Il mio esempio precedente si riferiva ad un ribaltamento del punto di vista — Interessante valutare quali siano le tendenze dell’utente medio di SL e quali siano le sue visioni della realtà esterna anche perchè  in SL la loro visione è tutto. SL non può essere valutata dall’esterno ;o)))) 

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