Alemanno e il furto d'identità su Twitter [CASE STUDY]

Francesco Gavatorta
Francesco Gavatorta

Editor Social @Ninja Marketing

Nell’epoca della comunicazione digitale mediata attraverso i social network, Twitter e Facebook stanno diventando sempre più centrali per parlare ad elettori ed amministrati.

Lo abbiamo osservato con le scelte strategiche di Barack Obama negli Stati Uniti (Tumblr, G+Instagram etc.) , ma anche in Italia dove tanti deputati ed esponenti di partito hanno scelto di attrezzarsi, in questo senso, parlando al proprio pubblico attraverso la social sfera. Chi bazzica dalle parti di Twitter, ad esempio, ha ben presente l’hashtag #opencamera proposto da @AndreaSarubbi, deputato del PD che racconta in diretta le discussioni alla Camera dei Deputati ormai da più di un anno.

Partendo da queste conclusioni ci sono sembrate interessanti le polemiche che si sono scatenate intorno all’account “fantoccio” o fake di Gianni Alemanno, sindaco di Roma, replicato da qualche buontempone nel pieno della crisi – neve dei giorni scorsi.

@AIemannoTW, con un i maiuscola al posto della L forse per evitare pericolose sanzioni, ha popolato per tutto il week end la bacheca dei twitteri italiani con frecciate sull’operato del primo cittadino romano, talvolta molto pungenti.

La risposta del “vero” Alemanno non s’è fatta attendere: sulla pagina fan di Facebook veniva infatti pubblicato il 4 febbraio questo comunicato:

Vi segnaliamo una gravissima sottrazione di identità verificatasi sul Social Network Twitter, ed avvenuta tramite una combinazione per niente casuale delle lettere del cognome del sindaco Gianni Alemanno.
Per esporre meglio quanto accaduto, vi sottoponiamo un esempio utilizzando caratteri minuscoli: il vero nome utente Twitter di Gianni Alemanno è @alemannotw, quello usato dal falso Gianni Alemanno per inviare falsi tweet è @aiemannotw, se lo si riscrive utilizzando i caratteri alti della tastiera visivamente appare @AIemannoTW.Abbiamo già segnalato e denunciato tale “abuso” alle autorità competenti.
Chiediamo la collaborazione della rete per segnalare tale utenza come spam come immagine allegata sul profilo del falso Gianni Alemanno utilizzando il seguente link:
https://twitter.com/#!/AIemannoTW
Grazie
Staff Tecnico

È interessante notare, da un punto di vista strettamente formale, come lo staff che gestisce l’account ufficiale del singolo rimandi a Facebook senza provare a dialogare con il fake @AIemannoTW, o meglio: segnalando semplicemente che il caso è passato al vaglio dell’autorità competente.

I commenti su Facebook, in realtà, non sono stati molto accomodanti: questo per l’invasione – peraltro tipica in questi casi – di finti fan che si sono connessi alla pagina fan solo per segnalare disservizi e attaccare il sindaco (come segnalato anche dallo staff del sindaco nel tweet sopra riportato):


Il comunicato pubblicato su Facebook è in linea con la normale prassi istituzionale in casi simili. Già era capitato che alla nascita di profili fake di Mario Monti e di altre personalità di spicco del nuovo esecutivo tecnico i canali istituzionali, compreso ovviamente i siti web, smentissero sul nascere il rumors di una presenza o meno di una certa personalità sul social network.

Il punto sta nel contenuto che il finto Alemanno proponeva, un tassello da non sottovalutare quando si parla di “furto dell’identità” sul web: dal tono volutamente istrionico, i tweet di @AIemannoTW proponevano un punto di vista fortemente critico ma che rasentavano l’incredibile, discostandosi di fatto dalla nascita da un possibile conflitto di credito con l’account “reale”.

Come in uno show televisivo di satira, infatti, il finto Alemanno faceva una caricatura di quanto capitava proponendosi non come voce ufficiale ma come semplice giullare di corte, che sfrutta i disastri del regno per poter far ridere i detrattori del sindaco.

Un colpo che paradossalmente non danneggia l’immagine del sindaco, dato che il contatto con il proprio pubblico viene mantenuto invariato e assolutamente credibile (gli ammiratori di Alemanno sono già connessi ai canali ufficiali nei vari social network) e che non può togliere potenziali nuovi follower allo stesso Alemanno perché a monte non reso da una ricerca nominale attraverso il motore di interno di Twitter (@AIemannoTW infatti non viene rilevato se la keyword selezionata è il nome del sindaco stesso, Alemanno).

La reperibilità di @AIemannoTW viene ad essere determinata solamente da dinamiche virali, figlie quindi del passaparola e della diffusione dei suoi contenuti.

Eppure, il caso è stato gestito come in atto ci fosse un vero e proprio furto d’identità, come se – rimanendo in ambito digitale – vi fosse stato l’invio massivo di email a firma Gianni Alemanno a un database composto di elettori PDL: siamo quindi di fronte a una variazione dello stesso concetto d’identità?

No e sì, e di seguito capirete perché partiamo dalla negazione: no perché se un fake su Facebook e Twitter viene ricostruito anche graficamente in tutto e per tutto uguale all’originale, si può trarre in inganno l’internauta meno scafato.

Sì perché un’identità sui social network è strutturata da cosa veicola il profilo, i contenuti che vengono pubblicati, i concetti espressi e la continuità che hanno con il personaggio che vorrebbero rappresentare: pensate se ad esempio un detrattore dei cartoon Disney aprisse un profilo Twitter di Mickey Mouse. Si capirebbe subito che il suo obiettivo è demolire l’immagine, più che rafforzarla, magari da twit che inneggiano alla miglior presenza scenica di Capitan America o della migliore qualità dei fumetti Marvel.

Nel caso di AlemannoTW e AIemannoTW, una distinzione sostanziale che rende il secondo solo una semplice caricatura (simpatica o antipatica, a seconda del punto di vista).

Esempi come questi sono curiosi e certamente indicativi di come anche l’ironia talvolta venga recepita a livello comunicazionale come dannosa (pensiamo al caso di altri mezzi di comunicazione, uno su tutti la TV, con i molti comici che negli anni sono stati eliminati dai palinsesti perché “troppo provocatori”) anche in un ambiente digitale come Twitter, dove di fatto l’identità viene ricostruita grazie a una foto e una breve descrizione del sé.

@AIemannoTW ha twittato presentandosi fin dall’inizio come imitazione/caricatura, cercando quindi di eliminare fin da subito il rischio di essere confuso con il profilo reale del sindaco e ponendo l’accento su ciò che voleva dire, i suoi tweet, che diventavano il focus e il vero motivo per cui seguirlo.

In queste ore il Corriere della Sera segnala che un altro caso, questa volta riguardante Nichi Vendola, sta animando Twitter: che sia una moda passeggera o un trend a cui ci dovremo abituare?