Facebook e i gradi di separazione tra gli utenti

Quando si dice: com’è piccolo il mondo!
Quante volte capita di incontrare una persona mai vista prima e dopo qualche scambio di parole si scopre di avere delle amicizie in comune? Probabilmente, senza neanche accorgecene, incontriamo continuamente sconosciuti che in una qualche maniera sono collegati a noi: immaginiamo di sedere in autobus, probabilmente conosciamo un amico dell’amico dell’amico del tale che ci è seduto accanto!

Sì, il mondo sembra davvero piccolo.

Negli anni ’60, lo psicologo Stanley Milgram nel suo ”Small World Experiment” sperimentò la sua teoria secondo la quale due persone sono separate solo da un esiguo numero di connessioni. Le connessioni necessarie perché due individui vengano messe a contatto, vengono chiamate ‘gradi di separazione’.

La prima volta che si parlò di gradi di separazione fu in un racconto intitolato ‘Catene‘ del 1929, in cui l’autore ungherese Frigyes Karinthy espresse la sua teoria secondo la quale due persone a caso sono separate da non più di sei connessioni intermedie. Da qui la teoria dei ‘‘Sei gradi di Separazione”.

La teoria dei sei gradi di separazione è un’ipotesi secondo cui qualunque persona può essere collegata a qualunque altra persona attraverso una catena di conoscenze con non più di 5 intermediari.

Questa teoria fu resa celebre dal sociologo e psicologo Stanley Milgram negli anni ’60. Milgram selezionò 296 volontari e chiese loro di inviare un messaggio ad una persona target specifica, un uomo che viveva nella periferia di Boston nel Massachusetts.

Ai volontari fu chiesto di non inviare il messaggio direttamente alla persona target a meno che non fosse già loro conoscente, ma di inviarlo ad un loro contatto che più probabilmente avrebbe avuto modo di raggiungere la persona target attraverso altri intermediari.

Milgram scoprì così che in media occorrevano 5.2 intermediari tra il volontario e il soggetto target (rappresentati da 6 ‘salti’).

Nella Figura vediamo appunto che un soggetto per raggiungere un’altro soggetto deve compiere dei ‘salti’ tra un intermediario e l’altro.

Questo eperimento dimostrò che due persone sono interrelate tra loro da un esiguo numero di intermediari.

Ciò è facilmente compresibile ora, visto che quasi ogni social network è in grado di indicare con facilità il numero di contatti in comune tra due utenti; pensiamo ad esempio a quando ci arriva una richiesta di amicizia su Facebook, proprio sotto al nome dell’utente compare il numero esatto di amici in comune.

La nascita dei social network ha reso possibile mappare digitalemente questo tipo di connessioni e permettere così a ricercatori di effettuare studi, simili a quelli di Stanley Milgram, su scala globale.

Facebook in collaborazione con l’Università degli Studi di Milano ha rilasciato pochi giorni fa due studi che approfondiscono lo studio di Milgram. Gli studi prendono come popolazione campione ben 721 milioni di utenti di Facebook (più del 10% della popolazione globale) con 69 miliardi di amicizie-interrelazioni tra loro, ad oggi questo rappresenta lo studio con il più grande campione preso in esame.

Lo studio di Facebook ha permesso di testare la teoria dei sei gradi di separazione su scala globale, giungendo alla conclusione che con un campione notevolmente maggiore rispetto a quello a disposizone di Milgram che in realtà le persone sono interrelate da meno di 6 ‘salti’, quindi da meno di 5 intermediari.
Infatti mentre il 99.6% delle persone sono interrelate da 5 gradi (6 salti), si scopre che il 92% di coppie di persone sono connesse tra loro da solo 4 gradi (5 salti).

In secondo luogo, gli studi di Facebook e dell’Università di Miliano, hanno rivelato che i gradi di separazione tra due utenti di Facebook sono inferiori a quei 5 intermediari della teoria dei sei gradi di intermediari; inoltre negli ultimi 3 anni, con la crescita degli utenti di Facebook, il numero di intermediari è diminuito ulteriormente.

Con l’aumento degli utenti in Facebook, il numero medio di intermediari nel 2008 comprendeva 5.28 salti, mentre ora nel 2011 solo 4.74.

Anche nei paesi in cui Facebook è meno presente, come la tundra siberiana e la foresta pluviale peruviana, è probabile entrare in contatto con utente di queste aree geografiche partendo dalla nostra rete di amicizie su Facebook.

Se ci limitiamo ad esaminare un singolo paese come gli Stati Uniti, l’Italia o la Svezia, vedremo che i gradi di separazione sono ancora meno, e cioè che la maggior parte delle coppie sono separate da solo 3 gradi (4 salti). In altre parole i gradi di separazione diminuiscono se riduciamo l’area di interesse.

La rete di connessioni è molto più forte quindi se ci focalizziamo su una scala locale: ad esempio è molto più probabile che due individui, che vivono nella stessa città, abbiamo un bassissimo numero di intermediari tra loro.

Questo è ciò che rende i social network unici: ognuno è ben collegato sia su scala globale che su scala locale (intesa anche a livello di singolo Paese), Facebook in particolare connette persone tra loro da tutto il Mondo, ma ha anche una forte valenza locale che possiamo osservare soprattutto nelle piccole comunità.

Alla luce di questi studi, forse riusciamo a capire ancora meglio il messaggio di benvenuto e la mappa sulla home page di Facebook.

Qui in chiusura i link al download degli studi:

J. Ugander, B. Karrer, L. Backstrom, C. Marlow.
The Anatomy of the Facebook Social Graph,
http://arxiv.org/abs/1111.4503

L. Backstrom, P. Boldi, M. Rosa, J. Ugander, S. Vigna.
Four Degrees of Separation,
http://arxiv.org/abs/1111.4570

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