Intervista a Paolo Bacilieri: Canzoni in A4

I fumetti incontrano la musica esplorando nuovi immaginari in brevi ed intense storie inedite

Intervista a Paolo Bacilieri: Canzoni in A4

Un foglio bianco davanti, una canzone nelle orecchie, una storia che nasce. Anzi quattro, le quattro nuove Canzoni in A4: Reptilia degli Strokes, White Winter Hymnal dei Fleet Foxes, Mercy mercy me di Marvin Gaye e Canzone ostinata dei Verdena, apparse di recente sul blog di Paolo Bacilieri, uno dei più grandi autori del fumetto italiano contemporaneo. Col suo stile originale, potente e personalissimo, ha pubblicato sia in Italia che all’estero, spaziando tra riviste specializzate (a partire da Comic Art  in Italia e A Suivre  in Francia), fumetto d’autore (impossibile non citare la serie di Zeno Porno) e produzioni seriali (come  Napoleone per  Sergio Bonelli Editore).

Curiosi di sapere come suona una Canzone in A4? Dagli schizzi su carta al libro, passando per la mostra e arrivando su computer e smartphone, Bacilieri ci racconta come nascono questi piccoli gioielli musicali.

Canzoni in A4. Perché la scelta di questo formato? Cosa rappresenta il foglio A4 ? E’ solo il tuo abituale strumento di lavoro o c’è qualcosa di più?

Il foglio A4 è un basico strumento di lavoro, mio e di tantissima altra gente naturalmente. Parlo proprio dell’umile “carta da fotocopie” da 80 grammi quella su cui si può scarabocchiare senza rimorsi magari mentre si parla al telefono. Lo faccio da anni e nel tempo ho accumulato risme e risme di disegni; studi, scemate, ritratti, appunti visivi, nature vive o morte. Una piccola parte di questo materiale nel 2008 è diventata una mostra (a Perugia presso la MioMao Gallery) e appunto un libro: Canzoni in A4Kappa Edizioni, Galleria MioMao, 2008).

Intervista a Paolo Bacilieri: Canzoni in A4
Reptilia degli Strokes, Canzoni in A4, dettaglio 

Indagando sul rapporto tra la storia breve a fumetti e la canzone, possiamo dire che entrambe queste due forme d’espressione sono legate alla questione del ritmo e dell’autoconclusività. L’aver scelto delle canzoni dipende proprio dal feeling nell’espressività di una certa cultura pop, quella dei videoclip?  E’ stato interessante avere una sceneggiatura fatta di musica e parole?

Tra fumetto e canzone c’è senz’altro qualcosa in comune, pur essendo distanti quanto la Groenlandia e la Nuova Caledonia. Non so bene se si possa avvicinare al videoclip la gratuità delle mie canzonette in A4…ma naturalmente (negli anni 80 avevo vent’anni) il videoclip è parte del mio bagaglio visivo e può capitare di ricordarli/citarli (vedi Atmosphere/Joy Division su Canzoni in A4).

Entrare “di soppiatto” nella struttura di una canzone, rubarne il testo, l’immaginario, e costruire qualcos’altro è quello che mi piace veramente fare. Spero non rimanga soltanto un esercizio di stile ma che serva a raccontare chi mi sta intorno, le cose che succedono, il mondo in cui vivo. Del resto non sono il primo né sarò l’ultimo a raccontare a fumetti una canzone, le mie preferite rimangono quelle di Robert Crumb.

Intervista a Paolo Bacilieri: Canzoni in A4
White Winter Hymnal dei Fleet Foxies, Canzoni in A4, dettaglio

Per la scelta dei singoli brani, invece, hai lavorato sull’ispirazione legata al momento, sui tuoi gusti personali o c’è un’idea più complessa dietro alle Canzoni in A4?  E’ una vera e propria playlist da sfogliare? O sarebbe il caso di chiamarlo, rimanendo nel parallelismo musicale, un “concept album”, visto anche che i personaggi che vi transitano sono quelli che hanno vissuto e che vivono nel tuo universo?

Credo che le mie scelte apparentemente incoerenti siano dettate dalla “fumettosità” di certi pezzi. Che sia dei Verdena o di Marvin Gaye, si tratta comunque di un pezzo che mi piace e che sento vicino.

A volte mi limito al “mero karaoke”, in altri casi cerco di sviluppare una ministoria. Mi piace il fatto che la musica sia assente e che lasci spazio ad una cosa terza…ho l’impressione che anche se non conosci la canzone leggendo il fumetto la musica “risuoni” internamente, nella testa di chi legge.

Come molti colleghi sono un ascoltatore ossessivo/compulsivo. Noi fumettisti inchiodati per ore ad un tavolo da disegno sopravviviamo solo grazie alla musica.  A me va bene quasi tutto R&R, Jazz, Classica,Opera lirica…Dato che ho la fortuna di lavorare in uno studio, con altre persone ascolto spesso anche la musica altrui. E la radio!

Intervista a Paolo Bacilieri: Canzoni in A4
Mercy Mercy Me di Marvin Gaye, Canzoni in A4, dettaglio

E’cambiato qualcosa quando hai iniziato a postare invece le canzoni sul tuo blog, quindi per una fruizione diversa, in rete, in digitale? Ritieni che il formato A4 sia altrettanto fruibile (e godibile) anche in questa versione? In generale, come ti trovi da fumettista sul web?

Beh non saprei, ho (come tutti!) un blog da un paio d’anni che cerco di aggiornare quando posso. L’ho aperto con un intento ben preciso: fare “territorial pissing” intorno alla storia su cui sto lavorando da almeno un decennio, ”Sweet Salgari”. Poi come spesso succede ci metto dentro un sacco di altre cose, comprese le Canzoni in A4.

Queste nel mio blog ci sono entrate da poco tempo e non mi aspetto certo rivoluzioni, ma credo che siano adatte anche a questa fruizione.  Anche dall’I-phone si possono vedere/leggere/rileggere benissimo!

In generale pur essendo un aurignazianoinnamorato della carta e dei libri fino al feticismo (uno dei motivi per cui vado fiero di lavorare per Sergio Bonelli è la ruvida cartaccia giallina dei suoi albi) ritengo il web vitale (anche) per i fumetti. Offre spazi sconfinati e democratici che piano piano li fa crescere, li rende più liberi, anche se si tratta probabilmente di una libertà condizionale.

L’altro lato della medaglia è che il web fa perdere un sacco di tempo al fumettista che  già di suo tende naturalmente al cazzeggio!

Intervista a Paolo Bacilieri: Canzoni in A4
Canzone Ostinata dei Verdena, Canzoni in A4, dettaglio