I costi generati dai dipendenti distratti sui social media [RICERCA]

Una ricerca ha rilevato i danni causati da un cattivo uso degli strumenti social sul posto di lavoro

Non sempre l’utilizzo dei social media è positivo per il business, anzi! Essi possono essere ottimi strumenti per riempire i tempi morti sul lavoro, ma spesso riescono anche a farci perdere minuti preziosi!

Il provider di social email Harmon.ie ha condotto a tal proposito una rilevazione per quantificare l’ammontare di questo tempo perso online. I risultati della ricerca, che ha coinvolto più di 500 lavoratori di aziende statunitensi con più di 1000 dipendenti, sottolineano come tali “distrazioni” possono far perdere più di 10 milioni di dollari ogni anno!

A livello individuale le persone sostengono di non riuscire a passare più di 15 minuti senza essere interrotte da una notifica, un beep, una vibrazione. Più della metà di loro conclude dicendo di perdere almeno un’ora al giorno in questo modo.

Social network, messaggi di testo, email, chat e tanti altri: sarebbero loro i principali responsabili dei cali di concentrazione e produttività, anche se con percentuali e pesi differenti:

  • Email processing: 23%
  • Switching windows to complete tasks: 10%
  • Personal online activities such as Facebook: 9%
  • Instant messaging: 6%
  • Texting: 5%
  • Web search: 3%

L’iper-utilizzo di tali strumenti non sarebbe controproducente solo per le aziende e la loro competitività ma anche per le stesse persone, che diventerebbero sempre meno capaci di sfruttare la propria creatività, processare le informazioni in modo adeguato, concentrarsi su una decisione e rispettare le scadenze.

Concludendo, cosa dimostrano i dati dello studio? Che non esiste ancora una ricetta valida per trasformare automaticamente questi strumenti in un vantaggio concreto per il business. Lo avevamo già accennato nell’articolo “Business revolution! Alcuni consigli per un’azienda social media-friendly”: per le imprese la rivoluzione social è una bella sfida da gestire e da trasformare in opportunità (magari con l’aiuto di qualche esperto internazionale).

Occorre soprattutto diffondere una cultura orientata contemporaneamente all’innovazione tecnologica ed alla lealtà, per non essere poi costretti a licenziare i dipendenti perché passano troppo tempo su Facebook o perché sfruttano i social per azioni contro l’immagine aziendale: ricordate cosa hanno fatto i dipendenti di Domino’s Pizza e le fatiche dell’azienda per rimediare?

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