Extravergine di Comunicazione. La campagna elettorale fatta in casa [INTERVISTA]

Il tool che ti permette di pianificare la tua campagna elettorale in pochi semplici passi.

Extravergine di Comunicazione. La campagna elettorale fatta in casaSei un consigliere comunale e vuoi fare il salto di qualità con la tua candidatura in regione? Oppure sei un semplice cittadino che sta ponderando un’eventuale “discesa in campo” e ti chiedi quanto la scalata al potere possa gravare sulle tue tasche?

Bene! Allora Extravergine di comunicazione è il tool che fa per te!!

Basta inserire alcuni dati relativi al luogo dove vuoi candidarti ed in un attimo la tua campagna elettorale è pronta. Ti verranno forniti: una stima dei costi da sostenere, alcuni accorgimenti di base per raccogliere consenso ed un piano strategico trimestrale. Il tool nasce con l’obiettivo di standardizzare il più possibile le campagne elettorali (soprattutto nei piccoli centri), programmare le azioni e le spese ed infine adottare quanto di buono è stato fatto da altri. Abbiamo invitato Guido Porro, cervello dell’operazione, ad approfondire con noi lo scenario della comunicazione politica in Italia e le potenzialità del loro configuratore.

POLITICA E WEB 2.0

Ciao Guido e benvenuto su Ninja Marketing. Cominciamo dalle origini, puoi spiegarci in che modo il web 2.0 può venire incontro alle esigenze della classe politica?

Io penso che il web 2.0 offra ai candidati la grandissima opportunità di rendersi un po’ più professionalizzati. Grazie al web 2.0 il candidato ha la possibilità di far girare informazioni, di selezionare i contenuti e quindi aumentare il livello di professionalità della propria campagna elettorale. Inoltre mette a disposizione del candidato tutta una serie di tool, di requisiti, di capabilities e di conoscenze utili a creare un vero e proprio network di persone reali che possono essere messe a disposizione del candidato e che altrimenti verrebbero meno.
Quindi il web 2.0 nel senso più classico diventa proprio un motore di rete e di conoscenza per il candidato che altrimenti si ritroverebbe relegato nella propria nicchia del paese, piuttosto che della provincia o della regione.

L’uso corretto dei social network da parte dei personaggi politici può corrispondere a un reale ritorno in termini di voti?

Dipende molto dalla tipologia e dalla struttura dell’elettorato di riferimento, quindi non esiste una risposta univoca ad una domanda che pure è assolutamente centratissima. Da questo punto di vista quindi ritorno al tema della precedente domanda e della professionalizzazione del marketing politico. La cosa straordinaria però, è che i target di riferimento dei social network non sono probabilmente quelli che ti aspetti utilizzando dei criteri qualitativi o poco scientifici, se è vero che, soprattutto in Italia, i tassi di adozione e di crescita della penetrazione di facebook tra i cinquantenni e i sessantenni sono i più alti, ovviamente non in termini assoluti ma in termini di percentuale di crescita. Quindi la risposta è: dipende molto dal target elettorale che il candidato ha come riferimento.

LE CARATTERISTICHE DEL SERVIZIO

Mi sono molto divertito a provare le candidature previste dal configuratore (consiglio a tutti di fare un giro sul sito per rendersi conto) ed ho notato che per quasi tutte le campagne elettorali si sottolinea l’importanza dell’uso del santino, per quale motivo ritieni debba essere ancora adoperato?

Questo è un buon punto effettivamente perchè non te lo aspetteresti da un sito web 2.0 che in qualche modo spinge verso l’innovazione. Ma in realtà è proprio questo il punto, il mercato politico offre un prodotto che in sé ha dei connotati molto classici, molto strutturati, non sta proponendo un prodotto che è differente da quello che probabilmente si proponeva venti anni fa. Si fa un programma elettorale, si mette la faccia del candidato che propone e supporta il programma attraverso la propria storia, le proprie abitudini, le proprie conoscenze e il proprio network.

Si tratta di cose che potevano tranquillamente venire dette anche 20 anni fa quindi sotto questo punto di vista non c’è niente di nuovo. Ritengo però che non bisogna buttare via il buono che c’è della tipologia tradizionale di campagna elettorale. Si tratta semplicemente di riprendere alcuni spunti che nelle campagne elettorali tradizionali andavano bene e riformularli secondo i criteri e i canoni creativi nell’ottica del web 2.0. Ma utilizzare il web 2.0 non significa entrare nella stupida competizione tra usiamo di più il web e lasciamo completamente fuori i giornali e i vecchi media, si tratta anzi di avere una prospettiva equilibrata ed un buon livello di marketing mix tra i diversi canali.

Vuoi anticiparci qualcosa sui futuri sviluppi del configuratore di Extravergine di Comunicazione?

L’idea di fondo da cui è partita questa idea è il fatto che in provincia, nei piccoli comuni e nelle piccole regioni anche a fronte di mezzi finanziari economici e di professionalità non eccelse, abbiamo riscontrato molta voglia di innovazione, di creatività, di fare comune e di mettere a disposizione quello che di poco o tanto si è creato per darlo secondo la logica del dono anche ad altri, che si trovano nella stessa situazione, nella stessa campagna elettorale, o in altre situazioni di competizione politica.

Noi siamo partiti raccogliendo queste buone pratiche, quindi il modello matematico che viene sviluppato all’interno del configuratore, ha implicitamente queste buone pratiche, cerca di raccoglierle secondo logiche matematiche, econometriche e quantitative. In funzione di ciò, il prossimo passo sarà quello di uscire dalla logica puramente matematica e di costruire delle schede di valutazione delle campagne elettorali che possano mettere in collegamento gli aspetti qualitativi ai risultati ottenuti dal candidato.

A tal proposito ci piacerebbe raccogliere notizie su: come il candidato è riuscito a inserire nella propria campagna i volontari, come è riuscito a utilizzare i mezzi innovativi come il web, come è riuscito a fare un buon mix con i vecchi media e quindi a utilizzare eventualmente la radio piuttosto che i santini dei quali parlavamo prima.
Ma soprattutto a come è riuscito a strutturare una campagna attraverso un buon piano di comunicazione ovvero sapendo esattamente cosa fare prima, cosa fare dopo e cosa fare durante, senza lasciarsi perdere in inutili polemiche ma dettando l’agenda della comunicazione politica durante i mesi della campagna elettorale. Il prossimo passo sarà questo ovvero di raccogliere dei casi di particolare interesse per metterli a disposizione di tutti.

Le schede delle campagne elettorali avranno una declinazione molto visuale e saranno di facile leggibilità e comprensione difatti non condividiamo molto l’idea di scrivere articoli o saggi di cento pagine che poi nessuno legge. L’obiettivo è quello di costruire uno strumento leggero, molto navigabile (confermo che ne ha già le caratteristiche, ndr) accessibile a tutti e che possa svolgere la funzione di diffusione di buone pratiche riuscendo magari in futuro anche a mettere in contatto diretto i candidati delle campagne elettorali in questione.

MODALITA’ DI FINANZIAMENTO

Un’ultima domanda che sicuramente sta molto a cuore alla nostra comunità di lettori: come vi siete finanziati?

Per ora non abbiamo avuto dei costi vivi particolarmente pesanti, per cui diciamo che ognuno ha messo gratuitamente a disposizione le proprie competenze. Mi riferisco in particolare, soprattutto a coloro che nel gruppo hanno competenze nel campo della comunicazione politica e che proprio nella logica della gratuità hanno messo a disposizione il loro tempo e la loro capacità. Quindi ci siamo autofinanziati nel senso che tutte le attività sono state fatte a titolo volontaristico e gratuito. Ad oggi non abbiamo ancora pensato a strumenti di finanziamento veri e propri anche se in testa c’è ovviamente quello di mettere un link al sito, in modo tale da poter fare eventuali donazioni all’idea. Ma è una cosa sulla quale stiamo ancora riflettendo, per ora ci autososteniamo con il nostro tempo e con il fare tutto internamente.

A concludere mi piacerebbe far notare ai nostri lettori come tutta l’operazione racchiuda in sé le potenzialità per gettare uno squarcio di luce sul tema della politica (che da sempre si contraddistingue per inaccessibilità e mancanza di trasparenza). Il punto resta sempre lo stesso, ovvero quello di ridurre le barriere all’entrata per far si che la competizione politica possa essere la più chiara e trasparente, senza registrare rendite di posizione maturate negli anni, in funzione di patronati elettorali ed in modo tale da aprire anche a persone che nell’ottica della chiarezza vorrebbero metterci la faccia. E possiamo dire che Extravergine è un piccolo passo nel mare magnum della politica che però volge verso la giusta direzione.

Per chi è appassionato del tema della trasparenza nella politica abbiamo già trattato quest’argomento nella sezione startup!

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