Qriously:dimmi cosa pensi e dove lo pensi

Sentiment, geolocalizzazione e mobile insieme per soddisfare la tua curiosità

Quando c’è una buona reputazione, c’è tutto. Anzi, no, quella è la salute! In realtà, si può dire che sapere cosa pensano gli altri di noi è veramente importante. Sopratutto se non si parla di persone, ma di brand. Basta pensare a quanto peso abbia nell’influenzare le nostre scelte un parere scambiato con gli amici, o l’enorme quantità di critiche, recensioni ed altro condivise in rete. Ecco perchè sempre più agenzie si specializzano proprio nell’analisi delle conversazioni e del sentiment on-line per dedurre informazioni sulla reputation delle aziende.

Le parole, da sole, però non bastano. Sapere cosa viene detto non è più sufficiente se ciò non viene accompagnato dalla geolocalizzazione. Conoscere l’opinione pubblica su un brand, un prodotto, una campagna pubblicitaria, etc, in relazione alla posizione geografica ed a un preciso riferimento temporale apre spazio a infinite posibilità. Siete “Qriously” di saperne di più?

Chiedere a milioni di persone cosa pensano su un determinato argomento e conoscere le loro risposte in real-time visualizzandole sulla mappa è l’obiettivo, appunto, di Qriously . Tramite un SDK integrato in alcune app, fin’ora per smartphone con Android e sistemi iPhone ed iPad, si possono porre domande a cui gli user potranno rispondere, direttamente dall’applicazione, tramite annunci che appaiono sul display del loro mobile device.

L’idea di misurare il sentiment espresso dalle persone e di integrarlo con la geolocalizzazione è venuta a Christopher Kahler, founder di Qriously che, come riportato da Luca Della Dora, che sul suo blog  pensa ad un’ integrazione con la prossima versione di Foursquare, evidenzia i punti di forza e i diversi utilizzi:

Pensate di essere un’agenzia, e di voler sapere se alle persone se gli è piaciuta una vostra campagna, in base alla prossimità con i cartelloni pubblicitari: ora lo potete fare. O immaginate di essere un brand e di voler cambiare la domanda in base alla posizione geografica di chi volete coinvolgere in una campagna. O ancora, di essere un piccolo esercizio commerciale, magari un panificio, che vuole sapere dalle persone che si trovano nel raggio di 5km se preferiscono bagles o baguettes” .

Le previsioni Forrester sull’ interactive marketing, d’altronde, sembrano non lasciare spazio ai dubbi: il marketing interattivo cannibalizzerà quello tradizionale e si prevede che, nel 2014, in questo settore verranno investiti circa 55 bilioni di dollari. Tuttavia, l’analisi automatica del sentiment, interessante per delineare le strategie di marketing, può essere utile solo per analisi quantitative, mentre Qriously, come si legge dal sito ufficiale, estende queste opportunità ad un numero più ampio di soggetti: ricercatori e analisti di mercato che possono implementare studi quali-quantitativi riproducendo, in maniera veloce, interviste, focus group e questionari, ma anche agenzie che possono contare su rapidi consumer insight e per il brand reputation management . Per la sua semplicità, Qriously è un tool che può essere utilizzato da tutti, per ricerche, organizzare eventi, scrivere una relazione o, appunto, per semplice curiosità.

Il servizio sarà implementato a breve ed è possibile già pre-registrarsi per fare le proprie domande, ma c’è spazio anche per chi è uno sviluppatore Android o iOs.

L’integrazione tra i trends più recenti, sentiment, geolocalizzazione e mobile, sembra prospettare interessanti sviluppi.

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