La sfida continua: Facebook dice no a Adsense di Google

Ormai ci abbiamo fatto l’abitudine: l’appassionante Derby che coinvolge i due più grandi colossi del web prosegue da anni, e non sembra destinato a concludersi presto. Non un combattuto braccio di ferro, bensì una vera e propria battaglia, con strategie offensive, duri colpi e repliche altrettanto feroci.

L’ultimo gancio l’ha piazzato Facebook, con una decisione che ha lasciato a bocca aperta non solo il quartier generale di Google, ma anche gli stessi sviluppatori di Facebook App. Tramite l’ormai famosissimo Blog Ufficiale degli Sviluppatori, infatti, il Social Network ha comunicato importanti cambiamenti sulle politiche in tema di pubblicità, informando gli utenti che gli annunci pubblicitari sulle App potranno essere pubblicati solo se provenienti da un selezionato elenco di Advertiser.

Il link in calce al post ha svelato quello che molti ipotizzavano, ma che forse nessuno avrebbe mai immaginato potesse realizzarsi: Facebook ha escluso Google AdSense dall’elenco di Advertiser autorizzati ad operare sulla piattaforma.

Ovviamente nessun esplicito riferimento a Google AdSense; solo una frase sibilinna che avrà fatto fischiare le orecchie ai dirigenti di Mountain View:

If a company you wish to work with is not on this list please direct them to the terms linked to above. / (Se il vostro provider di annunci non è in questo elenco, ti invitiamo ad indicar loro le nostre condizioni sopracitate.)

La scelta non è stata accompagnata da motivazioni specifiche, ad esclusione delle dichiarazioni di un portavoce di Facebook che precisato come “La lista è aperta e pubblica e noi incoraggiamo nuovi providers ad accettare le condizioni in ogni momento”. Insomma: non abbiamo scartato noi AdSense, è stata Google a non accettare le nostre condizioni.

Appare evidente come non si tratti più di semplici ripicche, ma di veri colpi ai fianchi con i quali Facebook vuole sfinire il suo avversario prima del colpo del K.O. (ed infatti i rumors su un sistema di Advertising made in Palo Alto ormai si moltiplicano).

Insomma il Derby è entrato nel vivo, e il fischio finale è tutt’altro che vicino.

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