I sindaci su Facebook: cosa fare e soprattutto cosa non fare

Promossi i primi cittadini di Bari e Firenze. Bocciati gli altri.

Nell’era dei social media, come sappiamo, i social network possono essere un importante strumento per la politica, non tanto da un punto di vista propagandistico, ma come strumento per poter instaurare un rapporto sincero e diretto con i cittadini.

Facebook, in particolar modo, può diventare strumento per comunicare progetti, condividere pensieri e idee ma soprattutto un modo per ASCOLTARE la voce delle persone e questo aspetto non dev’essere trascurato. Spesso vediamo pagine facebook usate in maniera unidirezionale, non sociale e di certo non 2.0. Una delle caratteristiche per la buona riuscita di una pagina politica 2.0 è proprio la capacità di saper esprimere vicinanza ai cittadini e un contatto diretto. Normalmente, per una persona sarebbe molto difficile poter  incontrare il primo cittadino di una città. Ecco che la pagina Facebook può diventare per le persone un mezzo per raggiungere l’autorità e per il politico uno strumento per far sentire la vicinanza ai cittadini.

In occasione della settimana della politica 2.0 oggi vogliamo analizzare alcuni case history di pagine Facebook dei sindaci italiani. Abbiamo preso in considerazione le pagine ufficiali, o presunte tali, dei politici in carica in alcune delle più importanti città italiane. Subito notiamo che non tutti i sindaci in questione sono attivi su Facebook, come nel caso del sindaco di Napoli, ed entrando più in dettaglio tra quelli con pagine Facebook non tutti sfruttano a dovere le potenzialità dello strumento, che talvota gli si può ritorcere contro.

Perché Facebook?

Perché gli italiani lo hanno scelto. In base ai dati statistici di Vincos è il nostro social network preferito. Guardare per credere:

Una prima considerazione è che alcuni politici non hanno una pagina Facebook ma un profilo personale. Un errore comune, infatti, è proprio quello di aprire un profilo come persona piuttosto che come pagina Facebook così si ha la possibilità di chiedere “l’amicizia” tipo spam.

Andiamo a vedere nel dettaglio alcune pagine.

Il sindaco di Firenze

Il primo cittadino di Firenze, Matteo Renzi, ha una pagina con più di 45.000 fan. La pagina è ricca di contenuti costantemente aggiornati con informazioni sulla città, contenuti politici, news e riflessioni ed è molto attiva anche da parte dei fan che commentano e rispondono alle questioni. Come in tutte le pagine ci sono anche pareri discordanti e opinioni contrarie (non censurate) che diventano spunto per un confronto.

La pagina Facebook è ben strutturata e parte di un progetto di comunicazione 2.0 più ampio. Il sito ufficiale matteorenzi.it a sua volta è ricco di contenuti e vive in simbiosi con i social network facebook, youtube, flickr, twitter, ff, un’applicazione per iPhone e Android.

Il sindaco di Bari

Analizzando la pagina di Michele Emiliano, sindaco di Bari, la troviamo ricca di informazioni, video e contenuti. La pagina registra circa 24 mila fan ed è costantemente aggiornata, spesso con riflessioni personali. Un esempio: dopo la puntata di Striscia la Notizia del 21 febbraio commenta la consegna del provolone ad un assessore comunale “Provolone meritatissimo. Attendo scuse ufficiali alla città ed a tutti i disabili.”

Il sindaco di Milano

Al contrario, il sindaco di Milano, Letizia Moratti, per il momento non ha investito risorse sul canale Facebook. Si trovano più di una pagina a suo nome, quella ufficiale sembrerebbe una pagina che registra 160 fan creata in automatico con i contenuti di wikipedia priva di bacheca e contenuti. Da segnalare su facebook anche alcune pagine o gruppi negativi tra cui “Letizia Moratti: DIMETTITI” (500 fan).

Il sindaco di Roma

Analoga la situazione per il sindaco di Roma Gianni Alemanno con una pagina di contenuti wikipedia e 217 fan. Esiste anche una seconda pagina che porta il nome del sindaco di Roma, questa volta con più di 6.000 fan ma non sembrerebbe ufficiale o almeno non aggiornata e priva di contenuti.

Il sindaco di Cagliari

Il sindaco di Cagliari, Emilio Floris ha 318 fan in una pagina morta, ultimo aggiornamento 4 marzo 2010 e quello prima novembre 2009.

Il sindaco di Torino

Il sindaco di Torino, Sergio Chiamparino ha più di 3.000 fan nonostante l’ultimo aggiornamento risalga al 2008. Aggiornamento in cui fa notare “Ragazzi, questo non è un profilo. E’ una fan page e come tale è gestita da un fan. Ci tenevo a precisare”. Eh no, fanpage non vuol mica dire che deve essere gestita da un fan! Infatti vediamo che succede quando della gestione di una pagina si occupa un fan disattento:

Il sindaco di Parma

Il primo cittadino di Parma, Pietro Vignali, ha due pagine profilo e una pagina fan che registra solo 420 fan (rispetto a numero ben più ampio di amici nel profilo che ha reso “necessario” creare un profilo Pietro Vignali Bis). I profili sono costantemente aggiornati con considerazioni, informazioni, eventi e notizie e anche la pagina Facebook è aggiornata frequentemente.

Cosa fare e cosa non fare

Gli errori più comuni sono quindi:
–       l’inserimento discostante di contenuti
–       non rispondere ad eventuali domande o critiche
–       offendere o censurare eventuali contestazioni
–       non controllare le discussioni e le immagini caricate nella pagina o profilo

Gli aspetti più importanti rimangono:
–       contenuti e aggiornamenti
–       come gestire eventuali polemiche
–       come filtrare toni delle discussioni (non censurare opinioni contrarie ma espressioni non appropriate o frase inappropriate)
–       rispondere a domande
–       pagina Facebook parte di un progetto più ampio, che include anche altri social media
–       essere trasparenti e non prendere in giro i fan
–       ascoltare e analizzare “cosa dicono di te”

E nella vostra città come se la cava il sindaco con Facebook? Conoscete altri esempi da imitare?

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