Sai proteggere la tua privacy online? tre passi per iniziare [PRIVACY]

Di Un ragazzo chiamato Bi - Fonte Flickr - Licenza CC -by-saAnnoso problema, quello della tutela della nostra riservatezza online, meglio conosciuta come privacy – concetto proprio del mondo anglosassone. Il popolo di internet si divide equamente tra i sostenitori della necessità di porre della barriere alla nostra vita digitale, e coloro che, invece, sull’onda emotiva del ‘non ho nulla da nascondere‘, lasciano tranquillamente in rete qualsiasi traccia del proprio passaggio digitale.
A scanso di equivoci, preferisco confessarvi da subito che non sono una grande sostenitrice di nessuna delle due correnti di pensiero. L’utilizzo della rete comporta la conoscenza e l’uso di strumenti notevolmente differenti da quelli della vita analogica e, soprattutto, dalla enorme potenzialità diffusiva.
Semplificando, si dice che immettere qualcosa in rete equivale ad averla persa per sempre. Un po’ drastico, ma con un fondo di verità: è necessario sapere quali dati immettere in Rete, evitando di fornirne di non strettamente necessari, e soprattutto, come. Fondamentalmente, vale sempre e comunque la stessa regola di accortezza: mai mettere in Rete qualcosa che non si divulgherebbe con la stessa facilità al vicino di casa. Un modo come un altro per sottolineare che il problema dell’utilizzo della rete non è relativo a ciò che ciascuno di noi può o vuole rivelare di se stesso e della propria vita, ma l’uso che altri possono fare delle informazioni cosi raccolte. E, soprattutto, le tracce che inconsapevolmente lasciamo, e che possono venire utilizzate per mancanza di trasparenza e di accordi chiari con l’utente della rete.

E’ praticamente impossibile riassumere in poche righe quello che potrebbe essere oggetto di un trattato, per cui mi riprometto di ritornare nelle prossime settimane sull’argomento.

Voglio, però, partire da tre indicazioni preliminari, tre piccoli passi per affrontare con maggiore sicurezza la navigazione online:

1. La sicurezza parte dal proprio pc.
La tutela della privacy, prima che dalla Rete, parte da casa nostra o dal nostro ufficio, dall’utilizzo di computer sicuri e aggiornati, primo vero strumento per difendere la nostra sicurezza online.
Qualche esempio:
Usate ancora IE6?
Impostate correttamente il firewall, o autorizzate il traffico di rete?
Aggiornate costantemente l’antivirus e il SO?
E, soprattutto, prima di affrontare una sessione di navigazione, avete cura di impostare le opzioni di privacy presenti in tutti i browser?

2. Navigazione anonima? perchè no!
Nella navigazione web alcuni dati personali vengono utilizzati per migliorare ‘l’esperienza online’ (cito testualmente). In altre parole, i siti tengono traccia – tramite i cookies di cui abbiamo parlato in precedenti occasioni – della nostra navigazione, e delle attività effettuate online, utilizzando i dati personali da noi (spesso) inconsapevolmente forniti.
Si può evitare di fornire tali dati utilizzando la modalità di navigazione anonima messa a disposizione dai diversi browser:
Firefox dalla versione 3.5;
IE dalla release 8 – InPrivate browsing;
Google Chrome – navigazione in incognito (a proposito, qualcuno ha capito il riferimento agli ‘agenti segreti’ tra i soggetti di cui diffidare?);
Safari – navigazione privata;
Opera – private browsing – dalla release 10.50.

E’ una alternativa più che utile nel caso non si utilizzi il proprio computer, ma una postazione multiutente o un pc non personale. Evita che il browser – e il pc – memorizzino i dati di navigazione comunemente raccolti – durata della sessione, siti visitati, link attivati, etc.. Attivando tale opzione, solo il proprio ISP potrà tenere traccia della navigazione dell’utente.
Attivando tali modalità, non verranno registrate le pagine visitate, i moduli e le barre di ricerca, le password inserite, l’elenco dei download affettuati, i cookies – tranne nel caso si sia spuntata la voce relativa ad un singolo sito – il contenuto della cache.

Un suggerimento ulteriore: spesso si trascura di impostare le opzione di privacy e di condivisione relative a flash player. Chi non l’ha mai fatto o non sa di che parlo, troverà molto interessante questo link e tutti i link ad esso collegati presenti nella pagina.

3. La prima sicurezza sei tu!
Ancora prima dell’hardware e del software, il primo imprescindibile livello di sicurezza è la consapevolezza dell’utente. La divulgazione di determinate informazioni potrebbe essere quantomeno non opportuno. In questo caso, i primi interessati sono i minori, che hanno spesso un utilizzo molto ‘disinvolto’ di chat e bacheche, tramite l’accettazione delle impostazioni di di default stabilite da siti e programmi.
Come sappiamo, non basta stabilire un limite minimo di età per l’utilizzo di un servizio: facebook (e tutta internet) sono piene di minori (sovra)esposti, spesso anche per volontà degli stessi genitori, che non esitano a pubblicare foto e notizie che li riguardano.

Un po’ di attenzione in più su questo non guasterebbe: la Polizia Postale sottolinea che nell’anno appena trascorso 6 minori su 10 sono stati contattati da sconosciuti online, e che oltre 3 minori su 10 hanno accettato di incontrare persone che non conoscevano, senza poter accertare con sicurezza la loro identità. Cifre su cui riflettere.
Nelle prossime settimane approfondiremo sicuramente la gestione della privacy in relazione ai social network.
Intanto, cominciamo da questi primi passi.