Come il digital può cambiare i musei del futuro

Museo: l’acceleratore culturale 2.0

Questo è il mio primo post taggato 2011 e inauguro l’anno parlandovi di culturamusei e digitalizzazione, prendendo spunto da un articolo di EdelmanDigital, incentrando così la riflessione su come i “ conservatori” di patrimonio culturale stiano cambiando il concetto di experience e di contatto tra i visitatori e le istituzioni.
La funzione “classica” dei musei è quella di “testimoniare” la storia e la cultura di una collettività , [ri]percorrendo insiemi gli aspetti che hanno contraddistinto la “società”.
Il concetto di museo, per l’immaginario collettivo è il luogo deputato all’ “educazione” , o meglio, come direbbe Giuseppe Granieri il museo è un acceleratore culturale attraverso il quale si ha la possibilità di apprendere conoscenza e cultura in contesti del tutto “accelerati”.

Dall’educational all’edutainment

Questi contesti sono intrinsecamente non partecipativi , ma ora grazie ai nuovi strumenti del 2.0 e della tecnologia l’attenzione si sta spostando sempre più dal concetto di educational al concetto di edutainment, neologismo formato dalla parola (education + entertainment). Ovvero quell’insieme di “prodotti” che nasce con il preciso scopo di facilitare la trasmissione delle conoscenze tramite l’intrattenimento, comprese quelle relative al settore scientifico e culturale.

Ed ecco che alcuni musei stanno [ri]organizzando il concetto di fruizione trasformando i contenuti classici e statici in una e vera esperienza multidimensionale, passando dalla staticità alla mobilità culturale attraverso piattaforme dinamiche, favorendo così il dialogo e la condivisione.

Alcune nuove tecnologie

Tecnologie come il Qr Code e Augmented Reality sono due delle tantissime applicazioni che possono contribuire a migliorare la gestione e l’accesso alla conoscenza di un determinato museo. Il Qr code è un’ottima applicazione per “godere” la conoscenza in mobilità di un opera o di un “contenuto” culturale, come dimostra il case history della mostra di  Guggenheim di VeneziaQui una lista curata dall’Istituto Europeana Foundation dove potrai visualizzare una lista di musei digitali.
UAR [Urban Augmented Reality] è un’applicazione disponibile, al momento per le città di Amsterdam e Rotterdam, che attraverso tecnologie 3D e di Augmented Reality  proiettano il visitatore in un situazione di futuro [come sarà la città] o in un viaggio a ritroso su come sarebbe potuta essere. Tempo fa invece vi avevamo parlato di un’ applicazione simile  di AR [augmentend reality] per lo Street Museum di Londra. [scarica qui applicazione per Iphone]

Conclusioni


Il precedente video è uno dei tanti esempi di come la cultura digitale stia modificando l’esperienza di  fare cultura, se per cultura in senso antropologico intendiamo “l’insieme di conoscenze, immagini del mondo, credenze, modelli interpretativi, valori, norme, definizioni, sistemi di classificazione, linguaggi, simboli, segni, modelli di comportamento, tradizioni, […] prodotti dell’arte e della tecnica, che in un determinato momento storico orienta, attraverso l’apprendimento diretto o indiretto, l’esperienza e l’agire degli individui che appartengono a una stessa unità sociale. [Enzo Colombo]

Le nuove tecnologie permettono al visitatore  di “fare vivere delle vere” esperienze di apprendimento partecipativo, offrendo il valore aggiunto dell’edutainment, in modo da poter veicolare indirettamente le peculiarità di un cultural place.

Il vero successo sta nell'”integrazione” degli strumenti  e nella condivisone delle esperienze: solo diversificando  l’accesso alla conoscenza potremo crescere tutti insieme e apprezzare di più le nostre origini.

Buon 2011!

Un wikio interessante

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