Habemus P2P: sharing dichiarato legale in Spagna

Cari ninja, reduci e non dalla festa romana dei pirati del 20 marzo scorso, abbiamo grandi notizie: il P2P in Spagna è legale.

Un tribunale di Barcelona, infatti, ha stabilito che – in quanto scambio di dati tra privati – lo sharing non costituisce reato.

La penisola iberica è una vera mosca bianca: in Italia la sentenza dei giudici contro Google ha fatto scalpore (ed è ancora recente l’incontro “Internet è libertà” di  Montecitorio) e idem dicasi per le sovratasse sugli store di memoria legate al decreto Bondi.

Iin Francia è stato stabilito che dopo tre reati online si è disconnessi dall’accesso alla Rete ed in Gran Bretagna si opta per il blocco totale dei siti connessi all’attività di sharing. Per non parlare delle vicende che hanno condotto alla chiusura di The Pirate Bay, nonostante i numerosi tentativi di salvataggio.

La decisione del tribunale spagnolo ha preso le mosse da una denuncia della SGAE (Sociedad General de Autores y Editores), l’equivalente della SIAE. L’accusato era Jesus Guerra, proprietario del sito elrincondejesus.com che era già stato invitato a chiudere nel giugno scorso. Il sito, in realtà, è solo uno spazio che ospita link per il download di materiali audiovisivi senza però che siano fisicamente presenti sul proprio server.

Come dunque ha osservato il giudice di Barcelona (dopo l’ovvia constatazione che Guerra non ricava alcun introito economico dal sito): “Il sistema di link è la base stessa di Internet“. Sacrosanto. Peccato che non tutti siano illuminati come lui.
Risultato: il sito si è trasformato in uno strumento di propaganda per la libertà in Rete al motto di “No al cierre de webs (“No alla chiusura del Web”), soprattutto perché il Governo – con la cosiddetta Ley Sinde – promette di dare battaglia anche ai siti contenenti semplicemente link.

Chi l’avrà vinta? Voi per chi tifate? E in ambito musicale avete già visto l’iniziativa di Music Matters? Credete che la musica sia più danneggiata dallo sharing?