YourOpera e Tweetstreet: perché non si può non amare Internet

YourOpera e Tweetstreet: perché non si può non amare Internet

Cari ninja ed internet lovers, abbiamo parlato e commentato molto ultimamente il nostro post su libertà e potere in rete.
Oggi ci piace guardare ancora ad Internet come luogo delle potenzialità creative, reame del crowdsourcing e ponte culturale.

Avete presente quando veniamo a conoscenza di qualcosa e ci viene chiesto chi ce l’abbia detto? Ecco, spesso rispondiamo che è stato l’uccellino a confessarci il segreto…e se invece ci suggerisse un bel libretto d’opera?
E’ quello che è successo con i tweets diretti alla Royal Opera House di Londra per il festival Deloitte Ignite.


L’esperimento è iniziato lo scorso 3 agosto e l’opera è poi andata in scena nel weekend dal 4 al 6 settembre.

Il meccanismo era semplicissimo: bastava inviare un tweet @youropera basandosi su queste prime righe iniziali:
“One morning, very early, a man and a woman were standing, arm-in-arm, in London’s Covent Garden. The man turned to the woman and he sang…”.

Inutile dire che l’idea ha riscosso un grande successo e, come nelle migliori “tradizioni” da social media., le foto dell’evento sono finite in un gruppo Flickr, il canale YouTube ospiterà invece alcuni estratti video dell’evento, mentre anche sulla bacheca della pagina di Facebook della Royal Opera House si è discusso dell’iniziativa. Peraltro vi faccio notare che il sito della ROH è in realtà un blog di WordPress. So 2.0!

Per chi poi si stesse ancora chiedendo quale sia il contenuto di questo celebre libretto collettivo potrà dare un’occhiata qui.

YourOpera e Tweetstreet: perché non si può non amare Internet

Accanto a questa brillante iniziativa a carattere creativo eccone un’altra di ordine “politico”.
Per raccogliere fondi destinati alle attività post-scolastiche, un giovane 36 enne olandese-palestiniano – Arjan El Fassed – ha “acquistato una strada” nel campo rifugiati palestinese di Askar, a nord di West Bank.

Il sito olandese Jouw Eigen Straatnaam, infatti, ha donato circa 146 dollari per ciascuna delle 200 strade di Askar, destinato il ricavato alla Palestinian Child Care Society (PCCS).

Intervistato ad Utrecht dalla CNN, El Fassed ha spiegato il proprio gesto sostenendo che la potenzialità di Twitter non è solo quella di connettere la gente, bensì anche di colmare i gap culturali. Ha poi aggiunto che per le persone è difficile rapportarsi ad una situazione come quella di un campo profughi ed immedesimarsi in essa, ma la Rete ha ampia risonanza. El Fassed, in ultima analisi, ha mirato a promuovere la connettività (e dopo le vicende iraniane direi che non abbiamo dubbi sulla bontà/utilità di certe azioni).

Non si può non amare Internet leggendo questo genere di notizie.
Come ha detto Scott Bradner: “Internet significa che non c’è bisogno di convincere un’altra persona della bontà di un’idea prima di metterla in pratica”.