LivingSocial e Coca-Cola: cosa ci rende felici?

LivingSocial e Coca-Cola: cosa ci rende felici?

Con oltre 300 milioni di utenti attivi Facebook è virtualmente la quarta “nazione” più popolata al mondo, costituendo così uno strumento di visibilità particolarmente utile per azioni di marketing (anche non convenzionale, come abbiamo detto).

In particolare, con un picco di utenti che ha raggiunto la cifra di 32 milioni a metà maggio, LivingSocial si piazza al primo posto tra le applicazioni sviluppate per il celebre social media.


L’idea di base è quella di esprimere una preferenza tra cinque cose date di una categoria (ad esempio qual è il tuo dolce preferito tra quelli già proposti), oppure di selezionare quelle che a tuo giudizio sono le cinque migliori cose – da individuare tramite motore di ricerca – per una categoria esistente o inventata dall’utente (ad esempio “i cinque album che mi hanno cambiato la vita”).
E’ evidente che soprattutto il primo caso può avere un valore di indagine non irrilevante per almeno due motivi:
1) ci dice cosa piace e a chi, facendoci così guadagnare vantaggi non solo sotto l’aspetto quantitativo ma anche qualitativo (soprattutto per una corretta profilazione del target).
2) il vero valore aggiunto è dato dallo streaming informativo dei feed di status: i nostri amici vedono cosa abbiamo scelto e a loro volta possono esprimere la propria preferenza.

LivingSocial e Coca-Cola: cosa ci rende felici?

LivingSocial, insomma, si configura come un ottimo strumento di marketing ed è questa l’intuizione che – come ci spiega bene InsideFacebook – ha mosso MediaVest in partnership con appssavvy a sviluppare una campagna per Coca-Cola.
Intendiamoci, l’uso di applicazioni a scopo promozionale su Facebook non è nuovo, basti pensare ai vari widget – non a caso si parla di widget economy e di net widgetization – che accompagnano le uscite dei film (ma che anche Coca-Cola non disdegna come vedremo), la novità qui è però che non è stato creato uno strumento apposito ma si è cavalcata l’onda del successo di uno già esistente.

Andando più nel dettaglio, dobbiamo osservare come il nuovo leit motiv delle campagna della celebre bevanda – la felicità – sia anche il filo rosso (rosso Coca-Cola ovviamente) scelto per il “Pick your five”.

Dopo lo scivolone con la campagna italiana di Giulia (di cui vi abbiamo detto e il cui poco gradimento ha trovato eco su Facebook), Coca-Cola sembra aver ritrovato il brillante smalto di sempre.
La scelta di uno strumento già esistente e popolarissimo le ha consentito di raggiungere con certezza un’ampia base di potenziali clienti, sposando il tutto con lo spirito ludico/statistico di LivingSocial.
Ovviamente l’azienda si muove anche sugli altri “piani promozionali” consentiti dal social media: ha una fan page che conta più di tre milioni di iscritti (vi facciamo noatre che in calce al pick 5 c’è i link per diventare fan) e i materiali del sito ufficiale possono essere condivisi su Facebook, oltre alla possibilità di scaricare il widget delle Coke creatures.
Insomma, l’azienda cerca di coprire ogni possibilità. In tal modo non si rischia però di saturare troppo Facebook con il proprio brand? Al momento il volume di vendite dice di no e, a parte le lamentele per il caso di Giulia, le campagne Coca-Cola sono “fedelmente” diffuse dagli utenti.

Quel che è chiaro è l’impossibilità di non considerare Facebook come strumento essenziale dell’attività di marketing, mai come con i social media è vero che l’importante non è che se ne parli bene o male, bensì che se ne parli e basta.