Knol, la social generated enciclopedy d’autore

Google ha lanciato Knol, un sito su cui si può scrivere di argomenti in cui si è competenti ma che, a differenza di Wikipedia, non permette interventi anonimi.

“Siamo convinti che sapere chi ha scritto cosa, aiuti il lettore a fidarsi del contenuto, ha spiegato Cedric DuPont, product manager di Knol. Il nome del servizio deriva dalle singole “unità di conoscenza”, chiamate appunto “knol”. Si tratta di pagine di blog, in cui gli autori sono invitati a far rientrare tutto quello che vogliono scrivere su un argomento, e che non vengono aggiornate cronologicamente.

Allo studio c’è anche la classificazione degli interventi in base alla popolarità per incoraggiare la competizione. Per esempio, il primo knol sul “Diabete di tipo 1 è stato redatto da Anne Peters, direttore del Clinical Diabetes Programs della University of Southern California.

Quando altri professionisti scriveranno una pagina sull’argomento, gli interventi saranno classificati in base ai voti degli utenti, recensioni e numero di riferimenti che ottengono in rete.

Grazie al modello di “collaborazione moderata”, qualsiasi lettore può dare suggerimenti per l’editing all’autore, che però mantiene il controllo sul knol e può decidere di non accettarli.

Il sito è ancora molto indietro rispetto a Wikipedia, che conta 7 milioni di articoli editi collettivamente in 200 lingue. Secondo DuPont, più che una sfida alla celebre enciclopedia libera, Knol potrebbe servire da fonte autorevole di informazioni, da usare in modo complementare insieme a Wikipedia.

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  • http://danielestop.blogspot.com/ Daniele Stopponi

    Come notizia è vecchiotta oramai comunque sia io sono daccordo con Google. Detto onestamente, se leggete un articolo su Wikipedia che vi dice bere benzina fa bene voi gli date retta? Il problema purtroppo è che su Wikipedia non c’è controllo e le fonti quindi non sono garantite e quasi inutilizzabili per scopi “ufficiali”.

  • http://www.ninjamarketing.it alex

    Caro Danile il problema sicuramente non è sui suggerimenti di bere la benzina (e pure lì…), ma su piccole sfumature che in qualche modo possano indurre il lettore a false credenze. Oppure, come è capitato tempo fa, che la recensione di Gianfranco Marziano (uno dei più grandi interpreti postmoderni e primo grande fenomeno virale della rete) fu cancellata da qualche morlasita benpensante che si era fermato al linguaggio scurille dell’autore… Bella cosa! Ma lasciando stare questi fenomeni di quartiere (nel mare magno della rete l’italia uesta è) l’assunto di base è che l’intelligenza collettiva è sempre più efficace di qualsiasi intelligenza indiduale (o redazionale). Anzi, forse la possibilità di avere più voci, anche disconrdanti, può sicuramente rapresentare un esercio per aumentare la criticità dei prosumer. Sembra complicato, ma è solamente complesso. Così come la Società che stiamo costruendo ;)

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