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Una persona su tre invidia le vacanze degli altri sui social network

Scatti panoramici, depressione da social network e ansia da confronto: ecco come abbiamo trascorso l'estate attraverso la lente di uno smartphone

Martina Masullo 

Social dreamer

Foto in costume, spiagge super affollate, scatti panoramici e orecchiabili hit estive che non accennano ad uscire dalla nostra mente, neanche ora che stiamo per tornare a lavoro.

Pressapoco così è stata l'estate sui social network. Le nostre bacheche sono state invase da contenuti tipicamente estivi che non ci hanno abbandonato un attimo e si sono insinuati nel nostro immaginario spingendoci a desiderare ardentemente vacanze simili - anzi migliori - a quelle dei nostri amici.

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Frustrazione estiva da social network

Cosa che difficilmente avverrà perché nella maggior parte dei casi le foto e i sorrisi in cui ci siamo imbattuti hanno superato di gran lunga la realtà dei fatti.

Ed è così che le vacanze all'epoca dei social hanno contribuito a rendere gli utenti insoddisfatti al confronto con le vacanze dei propri amici su Facebook. Attraverso le bacheche siamo stati catapultati in meravigliose realtà costruite ad hoc per la camera dello smartphone o in luoghi da favola da dove nessuno di noi sarebbe mai voluto andare via.

Un utente su tre, infatti, ha provato frustrazione scorrendo la propria bacheca Facebook e in cima alla lista dei motivi ci sono proprio le vacanze altrui. A rivelarlo, uno studio della Technische Universitat Darmstadt e della Humbdolt Universitat zu Berlin.

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L'Associazione Internazionale di Cyberpsicologia, invece, parla di depressione post vacanza da social network. Sì, proprio così.

Le vacanze vengono utilizzate sui social network per segnalare il proprio status sociale e accrescere la propria reputazione online. Ovviamente, i contenuti postati non sono avulsi dal contesto: amici e conoscenti non sanno esattamente qual è la realtà dei fatti e sono portati a credere a ciò che Facebook gli propone senza farsi troppe domande. Crederanno, dunque, alla nostra immensa felicità e questo, in molti casi, genererà depressione.

Gli utenti maggiormente messi in crisi dalle vacanze sui social network sono i giovani genitori che vivono una vera e propria ansia da confronto perché temono di non programmare, per i propri figli, vacanze all'altezza delle aspettative.

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Lo ha dimostrato una recente indagine condotta da Groupon in collaborazione con Opium Research su un campione di 1500 genitori con figli tra i 6 e i 15 anni. 

Ciò che stressa è soprattutto la possibilità di sapere cosa succede ai nostri amici esattamente nel momento in cui qualcosa sta accadendo, in real time. Questo crea un paragone immediato che genera ancora più ansia da confronto.

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Il 28% dei genitori italiani ha dichiarato di sentirsi sotto pressione - o addirittura sotto esame - ad ogni post che raffigura l'estate perfetta pubblicato dall'amico del figlio.

Insomma, è proprio vero che le vacanze all'epoca dei social sono cambiate, si sono trasformate in un vero e proprio evento mediatico.

Vacanze da vivere o solo da fotografare?

C'è stato un netto cambio di attenzione da se stessi agli altri: mentre prima l'evento-vacanza era qualcosa di proprio, che ognuno viveva in modo personale e riservato, adesso rappresenta una produzione di contenuti per gli altri, per accrescere il nostro livello di desiderabilità sociale e accentuare l'idea che le nostre vite siano perfette, dato che i social, in un certo senso, ci hanno permesso di costruirle proprio così, perfette e sensazionali, estromettendo dalla nostra bacheca le azioni normali e noiose della quotidianità che non avrebbe senso condividere con gli altri.

Si compie quindi spesso - troppo spesso - l'errore di credere che le vite degli utenti siano un susseguirsi di momenti indimenticabili, di video divertenti, di foto splendide accompagnate da sagge frasi che fanno riflettere.

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Non è così: le vite delle persone sono sempre le stesse, alcune difficili, altre meno complicate, fatte di alti e bassi esattamente come prima dei social network e questo dovremmo tenerlo bene a mente. Se è ormai troppo tardi per questa, almeno per la prossima estate!

Il 28% dei genitori italiani ha dichiarato di sentirsi sotto pressione - o addirittura sotto esame - ad ogni post che raffigura l'estate perfetta pubblicato dall'amico del figlio

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Martina Masullo 

Social dreamer

Ho 23 anni e sono laureanda in Corporate Communication and Media all'Università degli Studi di Salerno. Giornalista pubblicista e social media editor, ho coniugato due delle … continua

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