32 GIF per l’ultima campagna di Converse con Eleven di Stranger Things

Eccitazione, paura e rabbia sono sentimenti molto comuni tra i ragazzi che tornano a scuola.

L’ultima campagna di Converse “First Day Feels” – nata da un concept di Big Spaceship – nasce proprio per cristallizzare tali sensazioni in immagini e per presentare la nuova collezione. Per farlo si è scelta come protagonista Millie Bobby Brown, l’attrice della serie originale di Netflix “Stranger Things”, con un format decisamente particolare: 32 divertenti GIF.

La serie di GIF verrà pianificata su diversi media: da BuzzFeed a Teen Vogue in Nord America, UK e Francia. Oltre che su tutti i canali di Converse e su Giphy e Tenor (così da diffonderla anche sulle piattaforme native).

Questa campagna originale segue il recente rebranding del marchio, attualmente di proprietà di Nike.

s3-news-tmp-127306-converse_0--default--1280

In A Heartbeat, la storia d’amore animata finanziata su Kickstarter

Quasi 2 milioni di visualizzazioni già registrate su YouTube per In A Heartbeat, la dolce storia d’amore tra due ragazzini, che a maggio era stata finanziata grazie ad una campagna di crowdfunding su Kickstarter.

Partito con un trailer da 25 secondi, il corto animato ha colpito nel segno (e nei cuori) di tanti finanziatori, che hanno permesso al film di essere completato.

heartbeat-lede

In A Heartbeat, la storia semplice di un amore

La storia alla base di In A Heartbeat è semplice, proprio come il suo titolo: è il racconto di un innamoramento.

Un ragazzino dai capelli rossi, Sherwin, si innamora del suo compagno di classe Jonathan. Il cuore gli esce letteralmente dal petto e lui deve ritrovarlo prima che questo sveli a tutti i suoi veri sentimenti.

Un corto animato che apre al dialogo, consentendo al pubblico di capire, in modo semplice e dolce, attraverso gli occhi di un ragazzino, la confusione e le emozioni di questo momento così particolare.

I due filmmaker autori del video, Beth David ed Esteban Bravo, hanno dichiarato all’Huffington Post“Speriamo che il film sia in grado di risuonare con quelli che si identificano con questo personaggio – e per chi non vi si identifica, speriamo che ne acquisti una maggiore comprensione per chi vive questa esperienza”.

Il progetto, che ha raccolto 14mila dollari di finanziamento su Kickstarter, aveva uno scopo chiaro nell’idea dei due autori: non doveva essere una predica sull’amore omosessuale, doveva semplicemente mostrare al pubblico cosa significhi crescere, quale sia la confusione che può avere in testa un ragazzino e la paura per i suoi sentimenti.

Noi abbiamo già guardato il film animato e ci sentiamo di dire “missione compiuta”.

Goditi il video e raccontaci se ha fatto centro anche con te e cosa ne pensi sulla nostra pagina Facebook!

Sette semplici strumenti per generare lead sui social media

Non solo strumento per accrescere la notorietà del brand: i social media oggi rappresentano uno dei principali canali per intercettare l’interesse di nuovi utenti e trasformarli, attraverso le giuste strategie, in clienti.

Il rapporto tra social media e lead generation

Lo sviluppo delle tecniche per acquisire lead qualificati sui social media è cresciuto esponenzialmente negli ultimi anni.

Cosa intendiamo per lead?

I lead sono potenziali clienti che mostrano interesse nei confronti del nostro brand/prodotto/servizio: ad esempio, si sono iscritti alla nostra newsletter, hanno scaricato un contenuto o hanno contattato telefonicamente o per email la nostra azienda.

I social media rappresentano uno strumento altamente performante e in grado di generare contatti di alta qualità purché siano pianificate le giuste attività di lead generation (il processo per generare lead), attirando nuovi contatti nel funnel di vendita dell’azienda.

Uno dei principali vantaggi di utilizzare i social media per generare lead è la capacità di concentrarsi su profili altamente qualificati, grazie al targeting avanzato. Infatti i social media permettono di entrare in contatto con un pubblico vastissimo e con una miriade di informazioni, che vengono condivise volontariamente.

Come utilizzare i social allo scopo di generare nuovi contatti? Scopriamolo insieme attraverso questi utili suggerimenti.

Creare e condividere contest

Uno dei principali strumenti per massimizzare la lead generation è quello di creare dei contest. Tuttavia, affinché i contatti acquisiti siano di qualità dobbiamo sempre stare attenti a:

  • individuare un tema che sia in linea con il nostro prodotto o servizio e che rappresenti al meglio la nostra azienda;
  • mettere in palio un premio attraente e di valore per il nostro pubblico, per cui valga la pena partecipare.

Ci sono diverse soluzioni per coinvolgere gli utenti a partecipare:

  • rRetweeting/sharing/liking o following: condividere un contenuto, scrivere un commento sotto un post o mettere un like ad una determinata fan page sono sicuramente alcune delle metodologie più semplici. Tuttavia, adottare questa strategia potrebbe avere diversi svantaggi, come quello di generare un numero elevato di lead ma di bassa qualità, oppure essere penalizzati dall’algoritmo di Facebook, il quale potrebbe considerare come spam il vostro contenuto e ridurre la distribuzione del contest nella News Feed.
  • condividere link verso una landing page: sicuramente la migliore strategia. Potrete indirizzare i vostri utenti verso una landing page esterna, dove attraverso contenuti coinvolgenti ed interessanti potrete raccogliere i loro contatti per partecipare al concorso generando lead altamente profilati e di qualità, come nell’esempio dell’ultimo contest Ferrarelle #VinciEffervescente

Generare lead attraverso I contest

Trovate il vostro lead magnet e condividere gated content

Un lead magnet è qualsiasi tipologia di contenuto che possa risultare interessante per i vostri potenziali clienti, che viene condiviso gratuitamente e a cui gli utenti possono accedere solo dopo aver fornito la loro email o altre informazioni.

Come generare lead sui social

Fanno parte di questa categoria guide, tutorial, studi di settore, white papers, tool gratuiti. Sperimentate la tipologia di contenuto che performa meglio per il vostro target, in modo da aumentare la chances di conversione. l’importante è tenere sempre a mente che il valore dei vostri contenuti dev’essere almeno pari alle informazioni fornite dagli utenti.

Integrare le custom tab di Facebook

Se è vero che gli utenti prima di entrare in contatto con la vostra azienda ricercano informazioni sul web ed in particolare sui social media, uno strumento che può aiutarvi nella lead generation sono le tab di Facebook.

Si tratta delle schede di menù che sono presenti nel lato sinistro delle fan page di Facebook e che si integrano insieme ad altre schede standard, come quella riguardante gli eventi, le offerte e le informazioni.

Il punto di forza delle tab è che sono completamente personalizzabili e vi permettono di mettere in evidenza offerte speciali, concorsi o contenuti scaricabili ed inserire al loro interno dei piccoli form per raccogliere lead.

Le tab facebook per generare lead

Anche se non siete dei programmatori, ci sono diversi tool che vi permetteranno di creare la vostra tab personalizzata come Woobox o Pagemodo.

Utilizzare le Facebook Lead Ads

Come al solito, il nostro caro Facebook ha sempre uno strumento per facilitare il vostro lavoro di social media manager. Ormai da quasi due anni, Facebook offre la possibilità di acquisire i dati degli utenti attraverso le Lead Ads, senza abbandonare la piattaforma e in 2 semplici click.

Lead Facebook

In questo modo vengono ridotti i tempi di acquisizione dei lead senza dover abbandonare Facebook o utilizzare una landing page. Prima di creare una lead ads è necessario un lead ads form, un modulo per l’acquisizione dei dati. Le informazioni che potrete chiedere ai vostri utenti sono davvero tante: dal semplice nome e cognome fino ad informazioni più dettagliate come data di nascita, titolo professionale, indirizzo, e simili.

Inoltre, avrete l’opportunità di inserire delle domande a risposta aperta o risposta multipla qualora i dati che vi interessa acquisire non siano presenti nelle user information di Facebook. Ricordate sempre di richiedere solo le informazioni necessarie per raggiungere i vostri obiettivi, altrimenti una richiesta eccessiva di dati, potrebbe allontanare i vostri utenti.

 LEGGI ANCHE: Lead generation: come raccogliere i dati su Facebook

Instagram Lead Ads

Potrete acquisire lead anche attraverso Instagram, utilizzando le stesse campagne di generazione di contatti utilizzate su Facebook. Tuttavia Instagram non supporta tutti i campi di richiesta informazioni previsti da Facebook, ma solo indirizzo email, nome completo, numero di telefono e genere. Se saranno richieste altre informazioni, come ad esempio città di residenza o indirizzo, gli utenti dovranno compilare manualmente i campi quando apriranno l’inserzione su Instagram.

Lead Generation Cards su Twitter

Anche su Twitter le inserzioni sponsorizzate stanno acquisendo una sempre maggiore rilevanza ed una crescente priorità all’interno dello stream. Quindi perché non integrare nella propria strategia le Lead Generetion Cards di Twitter?

Generare lead con twitter

Sono un particolare tipo di Twitter cards che permettono di raccogliere i dati di un utente, senza che debba uscire da Twitter.  Le lead generation card vengono visualizzate nel flusso di conversazioni di Twitter ed è possibile inserire un testo e un’immagine. Inoltre nel momento in cui un utente decide di espandere un Tweet che contiene una lead generation card, potrà visualizzare anche un bottone per la call to action.

Affinchè questo strumento sia efficace e generi conversioni in termini di lead acquisiti è importante adottare alcuni piccoli accorgimenti: inserire un’immagine accattivante, scrivere un testo che in 140 caratteri sia in grado di catturare l’attenzione degli utenti e integrare la Conversion Tracking, che  permetterà di monitorare le azioni compiute fuori da Twitter, come ad esempio iscrizioni o acquisti.

Crea hangout, live video o webinar

Secondo un recente studio di Hubspot  il 43% degli utenti desidera visualizzare più contenuti video prodotti dai marketers . Per questo le aziende oggi non possono più fare a meno dei video. Possono esserci due differenti modalità per acquisire contatti utilizzando i video.

La prima possibilità è quella di richiedere una registrazione preventiva per poter accedere ad un contenuto video. Consideriamo ad esempio che la vostra azienda abbia pianificato la diffusione di un webinar per mostrare ai suoi utenti il funzionamento di un prodotto. Individuate il vostro target di riferimento e consentite l’accesso al webinar ai soli utenti che preventivamente si iscriveranno attraverso un form, che avrete appositamente inserito in una landing page.

La seconda possibilità è quella di raccogliere nuovi lead durante la trasmissione del video. Come farlo? Potete ad esempio incoraggiare l’interazione ai video live, offrendo dei premi per la partecipazione o rimandarli (durante i live) a contenuti esterni che portano ad una landing page personalizzata o ad una specifica sezione del vostro web site. Altra possibilità è quella di incoraggiare i vostri spettatori a contattare il team social per effettuare altre domande, anche dopo la conclusione del video.

Poiché questi utenti hanno già mostrato interesse nei confronti di un determinato contenuto, questo semplice contatto post-video potrebbe generare più lead di quelli previsti.

Ora che avete le basi per iniziare a utilizzare gli strumenti per generare lead sui social, la palla passa a voi. Pianificate la vostra strategia e il vostro obiettivo e iniziate a testare diversi strumenti per trovare il modo più performante di generare contatti da trasformare in clienti.

Alibaba, Tencent e l’ecosistema startup asiatico

Due forze tecnologiche globali stanno lasciando il segno nel nascente ecosistema asiatico delle startup, e no, non provengono dall’occidente.

Non Google, Facebook o Microsoft quindi, ma il duo cinese Alibaba e Tencent; queste le forze trainanti dietro la grande crescita economica del sud est asiatico.

Entrambe le società, nemiche giurate in Cina, sembrano aver capito il potenziale della regione e la loro battaglia per l’egemonia è appena iniziata.

L’ecosistema startup asiatico: un mercato promettente

ecosistema startup asiatico

Il sud-est asiatico è da tempo una zona di interesse per le imprese. Tecnologia a parte, l’Asia conta oltre 600 milioni di consumatori, con sei mercati primari – Singapore, Indonesia, Thailandia, Vietnam, Malesia e Filippine.

Nell’era digitale gli smartphone sono stati un catalizzatore chiave. Gli utenti del sud-est asiatico accedono a internet, principalmente, attraverso mobile, e la maggior parte di essi non possiede nemmeno un PC.

Secondo un rapporto di Google l’economia della regione – cioè tutta l’attività generata dal web – avrà un valore di 200 miliardi di dollari entro il 2025. In pratica, il commercio elettronico passerà da 5,5 miliardi di dollari nel 2015 a 88 miliardi di dollari nel 2025.

Dall’interesse all’investimento

lazada-page

Nell’ultimo anno sembra che le aziende cinesi siano passate all’offensiva.

Il primo passo è stato fatto da Alibaba, che ha investito 1 miliardo su Lazada, piattaforma eCommerce simile ad Amazon, che dall’aprile del 2016 ha iniziato a fornire prodotti a sei paesi del sud-est asiatico. L’accordo ha rappresentato il primo grande investimento nella regione da parte di un’azienda cinese.

Successivamente Alibaba ha consolidato la sua quota di partecipazione, pagando un altro miliardo di dollari a giugno, per ottenere l’83% delle azioni della società.

Tencent, nel frattempo, non è rimasta a guardare. Il secondo colosso tecnologico cinese ha investito 19 milioni di dollari in una joint venture con la tailandese Ookbee.

Oltre a questo investimento ha lavorato ininterrottamente per fare del suo servizio musicale streaming – Joox – il primo competitor di Spotify con ottimi risultati in Asia. Inoltre ha recentemente investito nella compagnia che ha lanciato l’applicazione di karaoke Smule, dopo essersi assicurata della volontà di quest’ultima di espandersi in Asia in breve tempo.

Lo scenario futuro

ecosistema startup asiatico

La corsa all’egemonia, come dicevamo, è appena iniziata. Gli scenario futuri sono molti ed in continuo sviluppo.

LEGGI ANCHE: MailUp Marketing Conference: presente e futuro del mondo digital

Tencent ha intenzione di investire sull’azienda indonesiana Tokopedia, se riuscirà ad ottenere i finanziamenti dalla giapponese SoftBank, mentre Alibaba, secondo TechCrunch, avrebbe già contatti con l’azienda indonesiana per fare da terzo incomodo nella trattativa.

La domanda che dobbiamo porci quindi è questa: riusciranno i colossi cinesi ed entrare nelle nostre vite da consumatori e a battere le forze occidentali? La battaglia è aperta!

Land Rover, Martin Firrell, Clover: i migliori annunci stampa della settimana

Come ogni lunedì, abbiamo confezionato per voi la lista dei migliori annunci stampa della settimana appena trascorsa, le più belle campagne dalle agenzie in giro per il mondo, i Best Adv of the Week, insomma.

Siete pronti ad una carica di creatività anche questa settimana? Partiamo!

Surfers Against Sewage: Mushroom Cloud, Submarine, Gas Mask

La plastica in eccesso è la protagonista di questa campagna di sensibilizzazione contro la spazzatura che ogni anno si accumula nei nostri mari. Secondo Surfers Against Sewage, questi accumuli di plastica potrebbero creare un’isola di nome “Wasteland”.

migliori annunci stampa surfers against seawage migliori annunci stampa surfers against seawage migliori annunci stampa surfers against seawage
Advertising Agency: M&C Saatchi, London, UK
Chief Creative Officer: Justin Tindall
Art Director: Angelo An
Copywriter: Alan Jones
Head of Art: Grant Parker
Deputy Executive Creative Director: Mark Goodwin
Additional Credits: Nathan Sam Long, Barney Ferguson

Martin Firrell: Remember 1967

Per il 50esimo anniversario della depenalizzazione del reato di omosessualità nel Regno Unito, Martin Firrell ha ideato la campagna “Remember 1967”, tappezzando l’Inghilterra di cartelloni pubblicitari.

La campagna mira ad aprire nuovi dibattiti riguardanti il tema della sessualità e a discutere i possibili pro e contro di una futura società più aperta in termini di appartenenza di genere.

Remember 1967 migliori annunci stampa

migliori annunci stampa remember 1967

Remember 1967 migliori annunci stampa della settimana

Media Brands: Clear Channel and Primesight

Land Rover: Urban traffic

Il traffico cittadino, i segnali stradali, i convenzionali simboli della guida hanno un nuovo significato per chi guida una Land Rover, in questa campagna creata da M&C Saatchi, Israele per Land Rover.

heavy_traffic zebra_crossing_0 children_ahead_0

Advertising Agency: M&C Saatchi, Israele
Creative Director / Copywriter: Tzur Golan
Art Director: Alon Avni
Group Account Director: Idit Zemmer
Account Manager: Rotem Pockard

LEGGI ANCHE: I tatuaggi di David Beckham prendono vita per la campagna UNICEF

Clover Long Life Milk: Tortoise, Elephant, Whale

Il marchio Clover vuole trasmettere ai consumatori l’idea che il latte a lunga conservazione ha davvero una lunga durata. Ecco come è nata l’idea del packaging a forma di tartaruga, elefante e balena, tre animali noti per la loro lunga vita. Voi cosa ne dite, è chiaro il messaggio?

Clover migliore annuncio stampa della settimana Clover migliore annuncio stampa della settimana Clover migliore annuncio stampa della settimana

Advertising Agency: Joe Public, Johannesburg, South Africa

Chief Creative Officers: Pepe Marais, Xolisa Dyeshana
Executive Creative Director: Roanna Williams
Art Director: Tshepo Mogorosi
Copywriter: Buyani Duma
Illustrators: Robert J. Lang, Lorne Schnugh
Photography / Retouching: Hue Grey
Retouching: Simon Keeling

LEGGI ANCHEMichelin, Smart e VK Plus Size: i migliori annunci stampa della settimana

MBA, la scelta formativa che può rivoluzionare la carriera

È il più prestigioso corso di specializzazione post lauream: frequentare un Master in Business Administration è una scelta importante per la vita e la carriera. Riconosciuto a livello internazionale, il diploma MBA è il titolo che può fare la differenza se vuoi diventare un Top Manager. Lo scopo del Master è fornire ai partecipanti alta formazione in tutte le tematiche che riguardano la gestione d’impresa. Perché un aspirante business man deve avere una visione ampia della macchina aziendale per poter risolvere tutti i problemi.

credits: Deposiphotos #68863947

credits: Deposiphotos # 68863947

Com’è strutturato un MBA

Il percorso di specializzazione va da 12 ai 24 mesi. Un periodo intenso e impegnativo, con frequenza obbligatoria, che vede i partecipanti sostenere esami, ad esempio, di finanza, logistica e marketing. A seconda dei programmi, l’MBA prevede anche lo studio di ambiti specifici della gestione d’impresa: restructuring, banking and financial markets, business strategy e ancora altre materie, scelte in base all’orientamento della business school. A dare prestigio al master anche laboratori, stage, presentazioni e lavori di gruppo, tutte occasioni utili a migliorare in particolar modo la capacità di gestire il tempo, asset importante per qualsiasi ruolo di leadership.

Frequentare un MBA è un biglietto da visita indispensabile per chi ambisce a lavorare in una grande azienda, è un percorso ricco di sfide che aiuta ad acquisire competenze fondamentali per accedere a ruoli manageriali in aree come ad esempio marketing, consulenza aziendale, comunicazione, gestione delle risorse umane, logistica. Il corso è quindi una scelta che può facilitare la carriera ancor di più se si ha già esperienza con il lavoro di gruppo e le presentazioni, elementi indispensabili per un manager nella maggior parte delle aziende.  Ma come si accede all’MBA? Sembrerebbe strano, eppure il momento più importante e difficile è ancor prima dell’inizio del master e riguarda la scelta dell’Università e l’ammissione al programma: bisogna valutare bene l’offerta formativa delle business school e prepararsi al meglio per superare le difficili selezioni.

The MBA Tour a Milano

Per non sbagliare può essere utile confrontarsi con gli ex alunni partecipando al The MBA Tour che lunedì 18 settembre si terrà a MilanoDalla Bocconi passando per la Columbia e la Harvard University fino all’ESADE Business School: a Milano sarà possibile parlare anche con i docenti dei più prestigiosi Master, partecipare a colloqui individuali e di gruppo, avere importanti consigli, ad esempio, in merito alla compilazione dell’application e sulla preparazione alle selezioni. I partecipanti che si iscriveranno prima all’evento avranno maggiori possibilità di essere invitati da parte delle business school a colloqui prestabiliti.

the_mba_tour

The MBA Tour è un’organizzazione con esperienza ventennale che promuove il prestigioso Master con incontri a New York, Ottawa, Panama, Tokyo, Manila, Sydney e in molte altre città del mondo, perché è un percorso di specializzazione che può rivoluzionare la carriera lavorativa. Se sei interessato a frequentare un Master in Business Administration la tappa europea di Milano, in programma il 18 settembre, è un’occasione imperdibile!

Per partecipare all’evento, gratuito, è necessario iscriversi sul sito web.

the_mba_tour_2

THE MBA TOUR

Lunedì 18 settembre, 2017
17:00 – 22:00

Westin Palace Milano
Piazza della Repubblica 20
Milan, 20124 Italy
(39)(02) 63361

Iscriviti Qui

La manifestazione è gratuita

Mailup Marketing Conference mondo digital

MailUp Marketing Conference: presente e futuro del mondo digital

Il rapporto tra brand e clienti è sempre più mediato da strumenti e tecnologie in costante mutamento: utilizzo dei dati personali, data driven strategy, messaging, sistemi di machine learning e nuovi modelli di conversazione con l’utente, sono solo alcuni dei trend per il mondo digital del prossimo futuro.

Parlare di Digital Marketing, significa, quindi, confrontarsi sempre di più con questi strumenti e tecnologie, non solo per restare al passo con i tempi, ma soprattutto per continuare a costruire relazioni con clienti e potenziali tali.

In questa prospettiva, l’aggiornamento continuo e la formazione diventano momenti fondamentali per la crescita aziendale e per il miglioramento della produttività.

Per questo motivo, oltre all’aggiornamento costante fornito attraverso la pubblicazione dei sui eBook, MailUp ci dà appuntamento il prossimo 12 dicembre a Milano, presso Palazzo Mezzanotte, con la MailUp Marketing Conference, una giornata di condivisione e formazione scandita da approfondimenti, case study, panel tematici a cura di speaker italiani e internazionali e con uno spazio dedicato al networking, in cui sarà possibile seguire demo, presentazioni ed entrare in contatto con gli sponsor dell’evento.

mondo digital mailup marketing conference

Tutto quello che devi sapere sul mondo digital alla MailUp Marketing Conference

Per fare luce sul rapporto tra brand, tecnologia e clienti, l’evento si snoderà tra un ricco panel di speaker italiani e internazionali, per condividere conoscenze e know-how su architettura dei dati, nuove normative, messaging e scenari futuri.

Lungo tutta la giornata, dalle 8.30 alle 18.00, approfondiremo i fondamentali temi di Digital Marketing che caratterizzano il rapporto tra brand e clienti oggi: dalle nuove prospettive nell’utilizzo dei dati personali alle data driven strategy, fino ai futuri scenari del messaging.

MailUp Marketing Conference è promossa da MailUp con il supporto di Meet the Media Guru e Osservatori Digital Innovation, Wobi, TVN Media Group e Digital4Marketing.

Per maggiori informazioni puoi consultare la pagina dedicata del sito web e fino al 30 agosto puoi approfittare del prezzo early booking.

>>> Cosa aspetti a iscriverti? Scopri tutti i trend del mondo digital con la MailUp Marketing Conference!

Epic Win & Fail: fra Megan Gale, laureati in lotta e vestiti verdi

Non potevamo però non aprire l’ultima settimana prima delle meritate ferie con la rubrica più epica del nostro magazine: Epic Win e Fail. Il clima di vacanza sembra aver moderato il numero di colpi d’autore, mentre paiono esser aumentati gli strafalcioni social su Facebook, Twitter & co. Dopo la ricarica di creatività fatta in vacanza potremo avere un’edizione speciale di soli epic Win? Chissà. Intanto cominciamo questa carrellata!

Win

Grande successo (e aggiungiamo, meritato) per la campagna #RiscattaLaurea lanciata dalla pagina Facebook @RiscattaLaurea, il coordinamento nazionale che “nasce con l’intento di vincere insieme una importantissima battaglia: il riscatto gratuito degli anni di laurea ai fini pensionistici senza distinzione anagrafica e di reddito!!!

La pagina è stata aperta a maggio e conta migliaia di fan, che postano continuamente fotografie dove richiedono ad alta voce il riscatto gratuito degli anni di studio.

 

Un bel modo per segnalare un’operazione che certamente aiuterebbe non poco i giovani italiani, non trovate?  

Epic fail

E che ne dite della firma del contratto tra AS Roma e Nainggolan? Che siate tifosi o no, quello che ha colpito noi ninja è che la firma sia stata apposta su un tavolo addobbato con una tovaglia… interista! Distrazione, scaramanzia o un interista che si è infiltrato per trollare?   La cosa non è passata inosservata fra i supporter giallorossi, che per certi versi l’hanno anche presa sul ridere. Considerando che Radja è soprannominato “il ninja”, non possiamo non solidarizzare con lui! Altro giro, altro fail, questa volta “a luci rosse”. Megan Gale continua a turbare i sogni di molti maschietti, ninja e non, soprattutto dal suo account Instagram. Forse per troppa fiducia nella traduzione automatica, uno degli ultimi post post ha saputo accendere le fantasie di molti, ma soprattutto il sarcasmo dei tanti commentatori che, fan o no, sono rimasti favorevolmente divertiti dalla cosa.

Feeling refreshed thanks to a bit of blow wavin’ hair love from @marieuva & @uvasalon ? Un post condiviso da MEGAN GALE (@megankgale) in data:

epicwinfail29lug_1

La prossima volta Megan disattiva la traduzione automatica!

Da soubrette a cantante: “la piccola meraviglia”, come si definisce nella sua pagina Rita Pavone, ha scatenato un flame niente male pubblicando una foto scattata mentre era in vacanza a Maiorca. La foto è stata interpretata denigratoria, considerando lo scatto come tentativo di deridere una persona per il suo aspetto.

rita_pavone_fb_

Sembra però che il body shaming fosse lontano dalle intenzioni di Rita, che ha invitato chi commentava contrariato ad essere meno ipocrita e a non interagire più con lei.
 Il post è poi sparito, rimane però il fatto che il fenomeno del body shaming sia fin troppo diffuso e sottovalutato.

Prossima volta, Rita, occhio a cosa condividi!

Da oltreoceano invece arriva il fail di Sarah Huckabee Sanders, nuovo portavoce della Casa Bianca, che ha avuto l’idea di usare un bel vestito verde durante una conferenza stampa.. A sue spese e grazie al video realizzato dal comico Jesse McLaren, ha scoperto perché il verde non sia un colore da usare se si apparirà in un video.

Il verde è il colore usato per un effetto speciale (chroma key) usato anche al cinema, in cui lo sfondo colorato (di solito verde appunto, qualche volta blu) può essere sostituito da altre immagini.

Ecco nel video di Jesse McLaren una bella dimostrazione di questo effetto. Probabilmente la nuova portavoce della Casa Bianca non userà mai più il verde, anche se non ci saranno telecamere in giro!

Un Fail (offline) che diventa Win online

Chiudiamo la nostra carrellata con un ultimo fail (offline) che grazie ai social si rivelato win per qualcun’altro.

La Nazione, quotidiano di Viareggio, strilla all’invasione straniera con una foto di tre belle ragazze, di cui una con tratti somatici orientali. Sembra apparentemente l’ennesimo manifesto populista che colpisce a caso stranieri la cui unica colpa è non essere italiani, ma… Oplà, la ragazza in questione è invece italianissima, e ci tiene a ribadirlo chiaramente dal suo account Facebook.

Irene, questo è il nome dell’interessata, pubblica una lettera che ben presto diventa virale: considerando che la ragazza sembra essere una fotomodella, possiamo tranquillamente dire che grazie all’assenza di verifiche sulle fonti di cui si è resa protagonista da La Nazione, abbia guadagnato un bel po’ di pubblicità gratuita (oltre ad affermare un sacrosanto diritto, quello della propria identità).

Che dire? Brava Irene.

Con questa bella notizia chiudiamo questa puntata: non dimenticate che però potete segnalarci tutti gli #EpicWinFail che troverete scrivendoci su Facebook, su Twitter o su LinkedIn! E ora, chiudete le valigie, fra poco si parte!

Buone vacanze!

Facebook Messenger, il decalogo per il customer service

Messenger, il software di messaggistica istantanea sviluppato da Facebook, si è evoluto in modo tale da offrire numerosi servizi per il business e può dimostrarsi un canale comunicativo performante per brillare nel customer service. Abbiamo creato un decalogo che potrà permetterti di sfruttarlo per offrire un corretto servizio clienti, creando engagement e fidelizzando i tuoi clienti. Se ti stai chiedendo perché dovresti preoccupartene, ti convinceranno gli ultimi dati su Facebook Messenger: ogni mese vengono scambiati due miliardi di messaggi tra clienti e brand e il 53% degli utenti afferma di preferire un’interazione by chat con un’azienda.

Coniuga tecnologia e tocco umano

Fai coesistere il feeling umano con la prontezza di un bot.

LEGGI ANCHE: Chatbot su Facebook Messenger: 6 consigli prima di lanciarne uno

Per quanto possa essere d’aiuto, la tecnologia non può bastare per empatizzare con un cliente: le persone che si rivolgeranno alla tua attività per risolvere un problema si stuferanno velocemente se capiranno di parlare con un programma che gli invia messaggi preimpostati. Per ovviare al problema, usa entrambi. Puoi sfruttare i bot di Messenger per il primo step, indicando al cliente le diverse vie con cui può interagire con la tua attività, inserendo tra queste un contatto diretto con un operatore che si occuperà di lui/lei.

messenger2

Rispondi a tutti

Seppur non debba mai mancare il tocco umano, i chatbot sono utili per rispondere a ogni tuo cliente, in modo da non ignorare nessuno. Un utente che presenta un problema e che non riceve risposta è quasi sicuramente un cliente perso. Chiunque può connettersi con te in qualsiasi momento e l’uso di programmi, oltre a ridurre i costi per il customer service del 30%, ti daranno la possibilità di iniziare una conversazione con ogni tuo cliente. Messenger può aiutarti nella selezione e costruzione del bot giusto per te. Inoltre, il software ti permette di sfruttare su browser una piattaforma da cui gestire contemporaneamente più interazioni: i commenti nella pagina Facebook, le chat attive e i commenti che ricevi su Instagram nel caso tu abbia associato un profilo.

messenger8

Rispondi velocemente

Altro vantaggio dei bot: la tempestività. Avrai sicuramente notato che in alcune pagine Facebook è presente un badge che attesta una “elevata reattività ai messaggi”. Questo è ottenibile con un tasso di risposta del 90% (Vedi punto 2) e un tasso di risposta di 15 minuti (Bada bene, le risposte programmate dalla sezione “Impostazioni” della tua pagina non vengono conteggiate). La velocità di risposta è importante: Freshsparks ha riportato che il 42% dei clienti si aspetta una risposta dal customer service in 60 minuti. La delusione per mancata risposta potrebbe avere più effetti: la stessa fonte riporta che statisticamente il 56% dei delusi non vorrà più usufruire dei tuoi servizi; il 52% ne parlerà a parenti e amici; il 54% tenterà di riportare il problema ad un supervisore.

messenger5

Sii sempre cortese

Per quanto una domanda o una lamentela possano essere poste in modo sbagliato, fai della gentilezza il modus operandi del tuo customer service. Ricorda sempre che lo screen è dietro l’angolo e la scortesia fa più notizia di 100 problemi risolti! I social network site sono spesso la prima finestra con cui il cliente si interfaccia, la professionalità nella risposta accompagnerà il cliente verso un grado di soddisfazione che gioverà al tuo nome.

Usa il nome di battesimo dei clienti

Ricorda, non sei un robot! E al cliente gli automi non piacciono. Chiamare per nome le persone che si rivolgono a te getterà le basi per un dialogo con il quale il cliente si sentirà preso in considerazione e l’engagement ne trarrà benefici.

messenger4

Firmati e fai firmare

Il tuo team di moderatori dovrà ovviamente seguire direttive specifiche per ogni situazione, ma è anche importante che ognuno di loro firmi le proprie risposte. Per lo stesso motivo del punto 5, far usare il nome di battesimo a chi risponde per conto della tua azienda instaurerà un rapporto più umano con l’utente. Quest’ultimo sentirà maggiormente di ricevere una risposta diretta e mirata a sé stesso e la seconda persona singolare farà eco ad una giusta friendly online culture.

messenger3

Distingui pubblico e privato

Non tutti i panni vanno lavati in casa! L’educazione non è una prerogativa comune, tanto meno la calma per un cliente insoddisfatto. Nel caso in cui una conversazione pubblica (un commento ad un post della pagina Facebook, un post di un utente sulla medesima) dovesse scadere nei toni o comunque divenire spinosa, usa repentinamente la conversazione privata. Il tuo brand potrà beneficiarne sul piano immagine.

Evita il copia-incolla selvaggio

Se un cliente espone un problema spiegato nel dettaglio e se la soluzione è una risposta mirata, partire con un messaggio copia-incolla è da evitare. Seppur sia consigliato preparare una serie di risposte a seconda della tipologia di problema (esempio: “Ciao Andrea! Se desideri contattare telefonicamente un operatore chiama al numero 01234567” in risposta ad un’esplicita richiesta di contatto telefonico), costringere il cliente a ripetersi, esponendo una seconda volta il problema perché il copia-incolla non ha risolto nulla, scalderà ulteriormente l’utente.

Il cliente ha sempre ragione

Proprio così, non vale solo offline! Attaccare un cliente non porterà mai a nulla di buono. Il customer service entrerà in gioco sempre in presenza di un problema reale di un cliente o di un potenziale tale. In caso di lamentela, ricorda sempre che l’utente potrebbe essere incappato in una mancanza della tua azienda o di una falla nel percorso di fruizione del servizio.

Conosci i tuoi clienti con Messenger

Creare una community online potrà solo far bene al tuo brand. Alcuni clienti si rivolgeranno a te in più occasioni e parte della pubblicità passerà proprio da loro. Oltre ad aver ben chiaro quale sia il tuo target, crea una lista dei tuoi clienti più affezionati e regala loro attenzioni particolari. Un cliente coccolato è un cliente che non ti abbandonerà mai. Per iniziare puoi sfruttare la finestra che trovi sulla destra nella plancia citata nel punto 2: essa ti darà informazioni base sul cliente in questione, ti darà la possibilità di scrivere note su di lui/lei (visibili solo dagli amministratori della pagina), ti elencherà le attività dell’utente sulla pagina.

messenger9

In sintesi

Il decalogo è costituito da semplici regole, ma come avrai notato non tutte le aziende sparse per il web sanno applicarle correttamente. In alcuni casi vengono date per scontate o applicate solo in parte. Con la giusta formula potrai contenere costi e giovare del passaparola tra clienti e se saprai adattarle alle piattaforme con cui ti interfacci sul web, oltre a Messenger, i benefici cresceranno esponenzialmente. Se il volume di utenti da gestire è troppo ampio, circondati di un team capace e valorizza le qualità di ogni collaboratore in modo da indirizzarle coscientemente alla risoluzione di qualsiasi problema possa presentarsi ai tuoi clienti. In bocca al lupo!

Migrazione del sito web, buone prassi SEO

In questo articolo affronteremo il tema della migrazione di un sito web strutturando il contenuto in 3 parti, ovvero:

  • cos’è la migrazione di un sito web e perché è così importante gestirla correttamente (utenti e motori);
  • buone prassi: pre-migrazione, migrazione e post-migrazione;
  • risorse utili da Google.

Prima di affrontare l’argomento è però necessaria una breve premessa.
Per parlare in modo davvero esaustivo di migrazione, attività che per altro trova un posto d’onore nella lista delle preoccupazioni di SEO e webmaster, sarebbe necessario più che un articolo addirittura un intero libro/ebook o un webinar di un paio di ore.

In questo contesto, quindi, non ci soffermeremo sui dettagli, ai quali comunque rimandiamo inserendo gli opportuni riferimenti alle guide ufficiali di Google. In questo articolo guarderemo alla migrazione del sito come a una macro tematica che merita tutta l’attenzione possibile, e ora vedremo anche perché.

Cos’è e perché è importante

“Spostare” o “trasferire” sono i verbi maggiormente utilizzati per spiegare cosa si intenda con il termine “migrazione”. Sostanzialmente si tratta di, appunto, trasferire i contenuti e non solo quelli testuali, ma tutti i file, da “qualcosa” che Google e/o gli utenti già conoscono a “qualcosa” che, in alcuni casi, né Google né gli utenti conoscono ancora.

Questo “qualcosa” può essere, ad esempio, il dominio A che diventa il dominio B, il cambio di CMS, il restyling che interessa l’architettura informativa, ma anche il dominio che passa dal protocollo http al protocollo https, ecc… Non tutte le attività hanno lo stesso grado di “rischio”, ma qualsiasi attività tra quelle elencate richiede la medesima attenzione.

Multiple ways for going from A to B, reaching destination or solution, alternatives - concept presented with sticky notes, white chalk on blackboard

credits: Depositphotos #2057401

Nel caso del passaggio da http a https, e qualora a cambiare fosse solo e soltanto il protocollo, gli utenti fidelizzati non avranno problemi a riconoscere il brand (con accesso diretto) ma Google potrebbe averne qualora questo passaggio non dovesse essere gestito correttamente.

Ed ecco perché, in generale, la migrazione gioca un ruolo decisivo per la corretta archiviazione delle pagine web da parte del motore di ricerca.
Non fornendo al motore di ricerca chiare indicazioni in tal senso, il rischio è che il traffico acquisito vada perso.

Possiamo immaginare il sito web come un negozio il cui proprietario decida di spostarsi altrove, in un’altra città o in un’altra via. Deve però fare in modo, ovviamente, che i suoi clienti, i potenziali clienti e fornitori, possano ancora trovarlo.

Quel che è importante è che la strada per arrivare al nuovo negozio non sia accidentata altrimenti dopo un paio di tentativi i clienti si rivolgeranno altrove.

Buone prassi: pre-migrazione, migrazione e post-migrazione

Per svolgere il lavoro in modo che nulla sfugga al nostro controllo possiamo ordinare le attività in tre fasi principali considerando che stiamo accingendoci a passare da un dominio a un altro.

Pre-migrazione

Per riprendere l’esempio del negozio fisico, pensiamo a questa prima fase come fosse un inventario: “… ricerca, classificazione, descrizione e valutazione …” (Treccani).

In pratica, riassumendo, si tratta di:

  • mappare il sito web (tutti i file);
  • verificare le regole scritte nel file .htaccess;
  • associare pagina a pagina per le redirezioni;
  • correggere eventuali errori 404;
  • verificare i linking interno;
  • verificare i link esterni (backlink);
  • analizzare in modo approfondito il traffico (organico e non solo; script e log analyzer).

Si tratta di fare una vera e propria fotografia degli elementi on-site e off-site del sito web e di organizzarli evitando, appunto, la perdita di traffico.

L’analisi del traffico ci fornirà preziose informazioni sulle pagine migliori e peggiori e quindi ci servirà anche per capire se e dove “tagliare”. Il test del sito in ambiente locale dovrà essere poi svolto per verificare la correttezza delle implementazioni.

Un paio di consigli
Se sappiamo già quando andrà online il nuovo sito web cerchiamo di abituare gli utenti alla nuova struttura e/o alla nuova grafica, ad esempio inserendo nel vecchio sito un link a una pagina web che racconti e mostri la nuova versione.

La questione “redirezione da pagina a pagina corrispondente” è molto rilevante, tuttavia può accadere che per alcune non vi sia questa possibilità. Evitiamo quanto più possibile la redirezione delle pagine verso la home e in tal caso optiamo invece per la redirezione verso la categoria più vicina all’argomento della pagina. In alternativa utilizzare il 404 o il 410.

Migrazione

Dopo aver opportunamente verificato:

  • txt;
  • index, follow;
  • canonical;
  • corretto funzionamento delle redirezioni;
  • nuova mappa xml (che contenga solo url canoniche e nessun errore né pagina che nel robots.txt fosse in disallow);
  • corretto e reale status code 404 per le pagine not found;

possiamo dunque provvedere a informare Google della presenza di un nuovo sito web registrandolo e configurandolo su Search Console.

In Search Console occupiamoci della voce Scansione

  • diamo in pasto al motore le pagine più importanti (visualizza come Google);
  • segnaliamo la nuova mappa xml (Sitemap).

Un paio di consigli.
Utilizzando le informazioni che provengono dalle statistiche di accesso al sito per almeno un anno, possiamo renderci conto se ci sono periodi in cui vi è un normale calo di traffico. Se possibile è consigliabile effettuare in questo periodo (giorno, ora) la migrazione. E se il sito web è di notevole dimensione potremmo pensare di effettuare un trasferimento graduale partendo dalle categorie meno scansionate/modificate in modo da avere almeno un’idea degli effetti.

Se si tratta dell’attivazione del protocollo https è necessario aggiungere una nuova proprietà ma non eliminiamo la proprietà http. Nel tempo vedremo una normalissima oscillazione dei dati relativi alle Analisi delle ricerche.

credits: Depositphoos #84032458

credits: Depositphoos #84032458

Post-migrazione

Per facilitare l’analisi sia nella fase pre che nella fase post esistono tool e strumenti gratuiti o a pagamento che possono esserci di aiuto, oltre, ovviamente, a Search Console.
Ma in questa fase non possiamo accontentarci solo di un’operazione automatica, dobbiamo integrare anche con un controllo manuale.

Un primo controllo manuale può essere quello di verificare la corretta indicizzazione del sito utilizzando l’operatore site. Quindi operiamo poi più o meno i medesimi controlli effettuati nella fase pre-migrazione avvalendoci anche dell’utilizzo di Search Console (Indice di Google e Scansione) e monitoriamo queste informazioni di frequente.

Contestualmente dedichiamo del tempo a navigare il sito web per verificare cosa accade sulle pagine e come queste rispondono.

In questa fase potremo richiedere la modifica dei vecchi backlink indicando le nuove URL corrispondenti alle vecchie.

Un paio di consigli
Il monitoraggio di un sito web è una delle attività più rilevanti a prescindere dall’avvenuta o meno migrazione. In questa occasione, se possibile, diventa ancora più rilevante. Search Console, per adesso, mantiene i dati “Analisi delle ricerche” degli ultimi 3 mesi, per poter avere uno storico più esaustivo è possibile scaricarli mensilmente e crearsi un proprio file oppure utilizzare strumenti o componenti aggiuntivi del browser.

Quando analizzeremo le statistiche di accesso ricordiamoci di confrontare non tanto il periodo attuale con quello precedente, ma lo stesso identico periodo in anni diversi.

Risorse utili da Google

Come indicato all’inizio di questo articolo, alcune tematiche inerenti la migrazione possono richiedere un approfondimento. Google offre a tal proposito diversi contenuti utili che suddivide essenzialmente per due diversi casi di migrazione:

Inoltre troviamo anche indicazioni utili su best practice https.

Infine, un ultimo consiglio.
La migrazione di un sito web può comportare diverse problematiche e di diversa natura, possono esserci casi in cui non riusciamo a capire bene perché le cose non stanno andando come dovevano. In questo caso basta utilizzare il motore di ricerca del Forum ufficiale di Google per l’assistenza ai webmaster cercando la problematica di nostro interesse e magari ordinando i risultati per data.