Facebook le impedisce di accedere all’account della figlia morta

Quello che ti sto per raccontare è molto più di un semplice fatto di cronaca. Potrebbe non piacerti, perché ti porrò interrogativi che non troveranno risposta e che magari ti macineranno in testa per un po’, come per esempio: cos’hanno in comune un account Facebook e la perdita di una figlia?

Si tratta della morte di una ragazzina, del dolore di sua madre, di un account Facebook inespugnabile e di un tribunale che difende la privacy di terzi. Una privacy che potrebbe rivelare cosa, esattamente, ha fatto finire una quindicenne sotto le rotaie della metropolitana.

Stiamo ancora digerendo il fenomeno Blue Whale e, sebbene le due cose non siano collegate, i temi principali rimangono gli stessi: la morte nell’adolescenza, i social network e l’ombra oscura del dubbio.

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I fatti

Siamo nel 2012, a Berlino, e una ragazza di appena quindici anni sta per prendere la metro. Forse è un’azione a cui è abituata, forse lo fa ogni giorno. Quel giorno, però, la routine si spezza. Cade sui binari, muore. Non eravamo lì con lei, non sappiamo se è inciampata, se l’hanno spinta o se si è buttata.

Non lo sa nemmeno sua madre, che non si da pace e vuole scoprirlo. Fruga in camera della figlia in cerca di risposte, nei diari, nei disegni, nel cellulare, persino, o in quel che ne resta. Nulla. Non le rimane che scavare in un unico luogo: Facebook.

E Facebook non si apre. Forse nelle chat ci sono conversazioni che potrebbero dare un senso a quanto accaduto, forse no, ma il dubbio è un tarlo che questa madre non merita, non sopporta. Così si rivolge alla piattaforma che fattura più di 440 miliardi di dollari l’anno e domanda l’accesso all’account di sua figlia.

Accesso negato

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Si passa per vie legali, trascorrono tre anni e un tribunale regionale accoglie la richiesta della donna ma, poco tempo dopo, la Corte tedesca la rifiuta definitivamente, a tutela della privacy di terzi, che per legge viene estesa anche ai messaggi.

A non poter essere violata è anche la privacy dell’adolescente stessa, sebbene gli avvocati della madre avessero osservato che, per i minori, il diritto alla privacy non è protetto, in quanto la loro tutela è affidata ai genitori.

Niente da fare

Questa madre non saprà se sua figlia è morta per un incidente o meno. E non lo sapremo noi. Noi che non conosciamo nemmeno il nome di questa ragazza, il cui profilo Facebook è probabilmente diventato commemorativo.

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Nonostante abbia vinto la battaglia legale, il colosso digitale promette di trovare una soluzione per il futuro, così che non si verifichino altri casi simili.


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Facebook e la privacy degli account degli adolescenti

Questa vicenda ci insegna che per Mark Zuckerberg la tutela della privacy è importante. Non la pensa così, però, The Australian, il quotidiano diretto da Chris Mitchell, che tempo fa condusse un’inchiesta proprio sull’argomento.

Pare infatti che Facebook sia in grado di stabilire quando gli utenti più giovani si sentono “stressati”, “sconfitti”, “sopraffatti”, “ansiosi”, “nervosi” “stupidi”, “inutili”, o dei “fallimenti”, e questo semplicemente monitorando post, caricamenti multimediali e interazioni.

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Sempre in virtù delle leggi sulla privacy, i dati sopracitati sono “non disponibili per il pubblico” eppure, in base a quanto riportato dal The Australian, sembra che il noto Social abbia superato certi confini etici sulla condivisione, comunicando ad alcune aziende il targeting degli adolescenti che, per esempio, si preoccupano prevalentemente dell’aspetto fisico e della perdita di peso.

Ma questa è un’altra storia…

Phrasee, l’intelligenza artificiale per creare newsletter efficaci

Il digital marketing è stato costellato da novità, innovazioni, chatbot e molto altro, tutte innovazioni che si prestavano a questo mondo grazie all’insita caratteristica della dinamicità.

Al contrario, per l’universo DEM e newsletter le innovazioni sono state più sui portali di composizione ed invio delle campagne che per le campagne in sé, poiché si è pensato, fino ad oggi, che un umano in carne ed ossa fosse più adatto alla creazione di mail efficaci.

Phrasee, però, vuole smentire questa convinzione creando un software basato sull’intelligenza artificiale in grado di scrivere le newsletter più efficaci della vostra vita.

Chi è Phrasee, la startup che ha ottenuto 1,32 milioni di dollari per creare le newsletter del futuro

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Da Londra al resto del mondo, Phrasee ha deciso di aiutare i digital expert a dare una svolta alle loro campagne newsletter attraverso un‘intelligenza artificiale in grado di replicare il linguaggio umano, migliorandolo, per creare newsletter efficaci ad alto tasso di apertura.

La startup parte dalla programmazione e dall’analisi dei dati per creare il bot ideale, passando al marketing e alla promozione a 360° grazie anche agli investitori che partecipano al progetto, Next 15 e Galvanise Capital, impegnati nel supportare il lancio dell’idea nella sua fase di vita iniziale.

L’idea è piaciuta così tanto da attirare 1.32 milioni di dollari di investimento per ampliare il mercato di riferimento ed attirare nuovi collaboratori, specialisti del settore coding e marketing.

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La prima release a marzo 2017 e ora Phrasee parla inglese, francese, tedesco, italiano e spagnolo, un’intelligenza artificiale poliglotta in grado di analizzare attraverso un algoritmo il linguaggio umano del target aziendale di riferimento per creare un linguaggio personale e personalizzato in grado di rispecchiare il modo di porsi dell’azienda che si affida alla startup. Neanche slang, modi di dire o tecnicismi sono lasciati al caso!

Chi si affida a Phrasee incrementa l’interazione del pubblico con le newsletter aziendali, migliorando entrate e guadagni oltre che la reputazione aziendale. Un partner in continua evuoluzione che si modifica e modifica il linguaggio in base ai feedback, volontari o involontari, che l’utente conferisce attraverso la risposta alle newsletter, secondo quanto promesso dalla startup.

Phrasee, come funziona e quali sono i vantaggi

Phrasee

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Se tutto quello che vi abbiamo raccontato fino ad ora non vi ha ancora convinto, ecco i vantaggi elencati sul sito di Phrasee.

In particolare l’app permette al Digital Strategist di ottimizzare il proprio tempo: poche mosse per preparare il terreno che Phrasee percorrerà avendo la possibilità di dedicarsi ad altro. Una delle esigenze più grandi di tutti i professionisti del web, risparmiare tempo.

I dubbi più rilevanti potrebbero essere mossi nei confronti della capacità di un software di essere più bravo a parlare e a scrivere rispetto ad un marketer in carne ed ossa. In realtà i test evidenziano che l’algoritmo inglese ha battuto gli umani nel 95% dei casi parlando la lingua dell’azienda per cui lavora e che rimane al passo con i tempi perché caratterizzata da elevata dinamicità e resilienza rispetto ai feedback registrati dagli utenti, che aprono e cliccano la newsletter.

L’intelligenza artificiale è in grado, attraverso l’algoritmo sulla quale si fonda, di analizzare i dati che riceve dagli utenti per creare sempre campagne nuove ed efficaci partendo dall’oggetto, dal testo e finendo alla call-to-action.

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Come in ogni corpo umano che si rispetti, oltre al cervello serve anche il cuore, ed ecco che parliamo di Phrasee Pheelings, la parte del bot che è in grado di interpretare e trovare quali sono le parole, le frasi e i detti che smuovano il cuore ed il click degli utenti, modificandoli strada facendo e il più velocemente possibile, e creando dei testi più umani ed in sintonia con il target aziendale.

Ma, in pratica come funziona?

Prima di tutto bisogna dare al’app la possibilità di conoscerci e conoscere il linguaggio che la nostra azienda utilizza, si parte con il fare dei test per passare poi a generare una serie di oggetti email utilizzando la tecnologia orientata al mercato. Ultimo passaggio: programmare gli invii delle newsletter e aspettare di vedere i risultati. Phrasee, infatti, si occuperà di scrivere il copy, la call-to-action, anche per le campagne che prevedono invii ricorrenti.

Oggetto, testo, call-to-ation, non saranno più un problema

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L’abbiamo già detto prima, Phrasee è l’intelligenza artificiale in grado di affiancare e superare il cervello umano nella creazione delle newsletter senza lasciare niente al caso, ma pensando sia all’oggetto che al corpo della campagna, oltre che agli eventuali call to action o allo studio di una campagna ricorrente e continuativa.

Partiamo quindi dal primo elemento per creare un’email efficace: l’oggetto della mail, quella prima riga che ancora quando la newsletter è chiusa scatena l’interesse del lettore, o almeno così dovrebbe essere.

Grazie a Phrasee, l’oggetto della mail parla un linguaggio umano e porta con sé un’efficacia unica perché scritto parlando la lingua dell’azienda presa in considerazione e, grazie all’elevata capacità di modificarsi dell’algoritmo, migliorerà per rendere sempre più efficace questo primo aspetto.

I dati registrati fino ad oggi indicano un incremento del 417% di efficacia di ogni singola campagna, un miglioramento del ROI aziendale e, ovviamente, un aumento esponenziale del numero di aperture della newsletter.

Dopo aver deciso l’oggetto, è ora di pensare al copy della DEM.

Il contenuto verrà scritto interamente dal bot in un linguaggio human friendly in grado di far vivere al lettore un’esperienza di lettura e promozionale unica, senza dimenticare mai il linguaggio del brand, fondamento di una corretta comunicazione.

Phrasee può essere applicato a tutti i software di invio mail ed essere utilizzato con semplicità e velocità dal Digital Marketing Strategist.

Infine parliamo della call-to-action, ciò che vogliamo che il nostro utente faccia dopo aver aperto la nostra newsletter.

Visti i diversi clienti e considerate le diverse call-to-action, il sistema conosce già quali siano quelle più efficaci e può scegliere tra i diversi casi di successo quello più utile alla campagna in esame, scrivendolo con il linguaggio del brand.

E se siamo aziende che inviano periodicamente e in modo programmato campagne via DEM? In questo caso la startup ha trovato un metodo zero spammy e 100% differenziazione andando a modificare ed adattare i singoli invii su informazioni sempre diverse e sugli interessi del pubblico.

Curiosi di provare?

Nescafé, Groupama e Alix Avien: i migliori annunci stampa della settimana

Questa settimana i migliori annunci stampa sono quelli di Nescafé, Groupama e Alix Avien, ma scopriamo insieme tutte le campagne che hanno colpito per creatività ed esecuzione la redazione di Ninja Marketing.

Se sei alla ricerca di ispirazione per iniziare alla grande anche questa settimana, ecco qui le più belle creatività dalle migliori agenzie in giro per il mondo. Partiamo!

Nescafé: It alla starts with a Nescafé

McCann punta tutto sulla potenza creatrice dell’universo per l’ultima campagna stampa di Nescafé.

Che si tratti della mitosi e dello sviluppo della vita, o della nascita dell’universo e del Big Bang, tutto è cominciato con un Nescafé.

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Advertising Agency: Casanova//McCann, Costa Mesa, California, USA
Chief Executive Officer: Elias Weinstock
Creative Director: Fernando Poblete
Associate Creative Director / Art Director: Francisco Rojas
Senior Copywriter: Daniel Stewart
Agency Producer: Flor Castaneda
Retoucher: Luchin / LobostudioLR

Groupama: The Safest Route

Un’altra campagna dedicata alla sicurezza sulla strada per Groupama – sempre quella di Santino – stavolta firmata Marcel.

Le strade per la sicurezza passano da mille considerazioni diverse e Groupama ce ne fornisce la mappa.

 

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Advertising Agency: Marcel, Paris, France
Chief Executive Officers: Charles Georges Picot, Pascal Nessim
Creative Chairman: Anne de Maupeou
Chief Creative Officers: Dimitri Guerassimov, Fabien Teichner
Creative Director: Remy Aboukrat
Copywriter: Gaetan du Peloux
Art Director: Youri Guerassimov
Digital Art Director: Eulalia Bartolomeu
Managing Partner / CSO: Nicolas Levy
Partner: Blandine Mercier
Account Director: Alexandre Kobylko
Project Managers: Valentin Moreau, Lucas Sengler

Alix Avien: Marilyn, Amy e Frida

Alix Avien sa bene che ogni donna ha i suoi segni distintivi. Tra questi c’è naturalmente il suo rossetto.

Havas ha scelto tre donne simbolo per creare un messaggio accattivante e che coglie subito nel segno.

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Advertising Agency: Project House HAVAS Worldwide, Istanbul, Turkey
Creative Director: Serhan Acar
Art Director: Onur Karadağ
Copywriter: İrem Öksüz
Photographer: Serdar Acar
Brand Director: Birol Ecevit
Brand Manager: Gökçe Ballı

Magistral: Mute the complains of dirty dishes

Come trasformare le classiche lamentele per i patti sporchi? Che si tratti del coinquilino, del marito, della moglie o dei figli, la soluzione è Magistral!

Un’efficace comunicazione di Publicis basata sulla trasformazione delle pile di piatti in una traccia audio.

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Two weeks living together and I’m already thinking about divorce.

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Even an evil psicopath monkey would make a better roommate than you.

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I know you are my only son. But I swear I’m going to open a bottle of champagne the day you leave this house.

Advertising Agency: Publicis, Mexico City, Mexico
VP Creatives: Jessica Apellaniz, Diego Wallach
Group Creative Director: Luis Sordo
Creative Directors: Ricardo Avilés, Aldo Ramírez
Photographer: Federico Ruíz

Sanofi, Enterogermina: Sausage

In questo caso la scelta creativa di Publicis Healthcare è ancora più forte, per esprimere al meglio quale possa essere l’efficacia di Enterogermina.

“Forse tu non sai di cosa è fatta una salsiccia, ma il tuo stomaco sì!”.

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Advertising Agency: Publicis Healthcare, Mexico City, Mexico
Creative Director: Iván Pedraza
Art Director: Olivia Bustillos
Copywriter: Lorena Luqueno
Production Company: No Robot

Anche per questa settimana è tutto, ma come sempre vi aspettiamo alla prossima 😉

I social media puntano (ancora) sulla streaming TV

Probabilmente te ne sarai già accorto: negli ultimi tempi, molti social network stanno cercando di trasformarsi in TV o, comunque, di diventare una valida alternativa ai contenuti proposti da quest’ultima.

Ad esempio, Twitter sta continuando a trasmettere in live streaming concentrandosi su vari eventi sportivi e cercando di focalizzarsi sulle nicchie, e Snapchat sta lavorando ai suoi contenuti televisivi in episodi.

Ma quali sono davvero i motivi che hanno spinto questi colossi ad avvicinarsi sempre di più al mondo della streaming TV e secondo quali logiche questi contenuti vengono creati?

Per prima cosa, le persone guardano sempre di più la TV su YouTube e YouTube sulla TV.

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Negli ultimi anni, il comportamento degli utenti è molto cambiato. La fruizione di contenuti tramite social media, in particolare YouTube, è aumentata notevolmente.

Inoltre, esaminando la spesa televisiva e digitale degli Stati Uniti, questa è la situazione che emerge:

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I costi della pubblicità televisiva sono stati già superati da quelli destinati al digitale e pare proprio che la forchetta tra le due voci tenderà ad aumentare nei prossimi anni. Si tratta di un’opportunità che vale ben 78 miliardi di dollari che le reti social non possono farsi sfuggire.

Questi dati sono fondamentali per i professionisti del marketing che, a partire da questo enorme potenziale, potranno usufruire di una vasta gamma di possibilità attraverso le piattaforme social, più mirate ed accessibili rispetto alla convenzionale fruizione televisiva.

C’è da dire che la TV rimane comunque il luogo principale per la riconoscibilità e l’esposizione del marchio.

Ma quali sono state le ultime mosse dei social media nell’ambito del recente spostamento verso una “TV digitale”?

Facebook ha annunciato nuove offerte per contenuti video esclusivi

Stando a quello che ha riferito Reuters, pare che Facebook abbia recentemente stretto accordi con Vox Media, BuzzFeed, ATTN e Group Nine Media per dimostrare il suo impegno nella trasmissione di contenuti video.

“Facebook sta progettando un intrattenimento video su due livelli: – ha riportato Reuters – trasmissioni in episodi di durata da 20 a 30 minuti, che saranno di proprietà del social network, e altre, in episodi da 5 a 10 minuti, di cui, invece, non sarà proprietario”.

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Facebook dovrebbe pagare fino a 250.000 dollari per i programmi di cui possiederà i diritti e tra i 10.000 e 35.000 dollari per le trasmissioni più brevi, dando agli editori il 55% delle entrate generate dagli annunci pubblicitari.

Per quanto riguarda i contenuti delle trasmissioni, recentemente Facebook ha fornito agli utenti la possibilità di guardare molti eventi sportivi in streaming.

Intanto, il social network sta cercando di fornire ai propri utenti la possibilità di fruire della TV di Facebook sui televisori domestici.

Proprio come è successo per YouTube, l’aggiunta di contenuti video esclusivi aiuterà Facebook a promuovere ulteriormente le sue offerte e trasformare le tendenze comportamentali degli utenti: se il tuo spettacolo preferito sta andando in onda solo su Facebook troverai certamente un modo per guardarlo, no?

L’obiettivo finale è quello di permettere agli utenti di imbattersi in un video di Facebook come se fosse un altro canale della TV.

Insomma, una vera e propria rivoluzione, un modo tutto nuovo per la fruizione dei contenuti che, oltre a trasformare il comportamento degli utenti, renderebbe necessarie nuove logiche di mercato.

Integrazione tra Twitter ed Apple TV

Come si è già detto, mentre sempre più persone guardano i contenuti video su dispositivi mobili, il televisore rimane ancora l’opzione di intrattenimento principale. Se le piattaforme digitali vogliono davvero competere con la TV tradizionale, dunque, è necessario che semplifichino agli utenti il modo di guardare i contenuti sui propri schermi domestici.

Proprio per questo motivo, la settimana scorsa, Twitter ha aggiunto una nuova funzione all’interno della propria applicazione iOS per facilitare la connessione diretta con i dispositivi abilitati alla Apple TV.

Certo, non si tratta di un grande cambiamento ma è comunque la strada giusta per una maggiore integrazione futura e, soprattutto, un piccolo passo verso gli utenti che consente loro una fruizione più semplice ed accessibile.

La nuova mappa di Periscope pensata per i grandi eventi

Un’altra novità di Twitter riguarda, invece, una nuova mappa di Periscope disponibile anche tramite Apple TV. Come Facebook, anche Periscope possedeva già una mappa incorporata nella sua offerta streaming ma questa nuova funzione porterà la piattaforma ad un livello più alto.

L’ampliamento della Periscope TV, grazie alla nuova mappa, sarà particolarmente interessante nell’ambito dei grandi eventi perché quest’ultima fornirà agli utenti un nuovo modo di sperimentare quello che sta succedendo da qualche parte nel mondo come se lo stessero guardando dal vivo.

Anche Snapchat annuncia nuove offerte TV

Snapchat sta lavorando alla creazione di contenuti video esclusivi, cercando di raggiungere il proprio pubblico dominante, quello dei Millennial.

Fortune ha riportato che anche Snapchat ha firmato alcuni accordi per la programmazione di nuove trasmissioni, tra cui gli spettacoli di James Corden e Conan O’Brien e un nuovo programma di informazione quotidiana con la NBC.

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“Snapchat sta lavorando anche su un accordo multi-show con la Discovery Network – ha riportato Fortune – e pare che altri accordi simili riguarderanno Vice Media, ABC News, BBC e NFL. Secondo un report su Variety, Snap intende quadruplicare il numero di spettacoli da 5 a 20”.

Nell’ambito della streaming TV, Snapchat affronta una strada un po’ più tortuosa rispetto alle altre applicazioni, ma allo stesso tempo offre la possibilità di raggiungere il mercato dei Millennial e questo potrebbe essere un grande vantaggio!

YouTube, Facebook, Twitter e Snapchat stanno facendo grandi passi avanti nella creazione di contenuti televisivi, dimostrandosi lungimiranti e sfoderando strategie ben lontane dalle logiche di mercato convenzionali e ancorate al passato.

Che ne pensate, amici lettori? Diteci la vostra sulla nostra pagina Facebook e nel nostro gruppo LinkedIn!

Un Robot nell’armadio per IKEA?

Che sia un tentativo per riuscire a fare concorrenza ai più affermati player del momento? Forse, ma sicuramente si tratta soprattutto di un ottimo strumento per capire le caratteristiche fondamentali di un assistente virtuale integrato negli oggetti di arredo.

Non solo “macchine”…

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Quando si parla di intelligenza artificiale può risultare strano parlare di “valori e  emozioni”.

Tuttavia, nel questionario di IKEA troviamo anche domande riguardanti questi aspetti: questi assistenti virtuali dovranno avere gli stessi punti di vista del cliente? Dovranno in qualche modo “capire” le emozioni umane e quindi comportarsi di conseguenza? Addirittura viene domandato se dovranno seguire una religione specifica.

Un altro delicato tema affrontato è quello della privacy, in riferimento alla raccolta e al trattamento dei dati personali per rendere migliore l’esperienza interattiva.

Insomma, sembra proprio che questi assistenti virtuali saranno il più possibile costruiti sulla base delle richieste dell’utenza, così da far sentire ciascun cliente al sicuro da ogni punto di vista.

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Negli ultimi anni IKEA aveva già introdotto nei propri prodotti alcuni sistemi interattivi: dai tavoli con le ricariche wireless ai sistemi di illuminazione ecc.

Questo quindi è l’ennesima passo verso la direzione delle Smart Home, supportato anche dalla richiesta fatta agli utenti di provare ad immaginare le soluzioni che riterrebbero più ottimali per le proprie case.  

Leggi anche: Delaktig, l’ultima novità IKEA per mobili “hackerabili”

JuveReal, Covfefe, Matteo Renzi News: epic win e fail della settimana

Non c’è bisogno di molte parole, sappiamo perfettamente che il grande fail, questa settimana, è solamente uno. Due colori, due strisce, un grande, enorme epic fail. Chiaro, vero? Anti-juventini, rilassatevi! Nella nostra consueta rubrica del lunedì sul meglio e sul peggio della settimana, nessun demerito calcistico. Lasciamo le coppe a chi preferite e in attesa di scoprire i win e i fail della settimana, bevete un bel covfefe per concentrarvi.

Win

Da bravi ninja, sapete già che l‘epic win di Ryanair nei confronti della ‘competitor’ (o meglio, ex ) British Airways è stato super. A causa di un problema informatico della BA, Ryanair ha pensato bene di trollare la concorrente con l’attore David Walliams della serie comica britannica Little Britain, famoso per la frase “Il computer dice di no”.

Un copy chiaro ed irriverente e l’epic says yes.

LEGGI ANCHE: Ryanair trolla British Airways su Twitter

È nello spirito del guerriero credere in una sana e proficua collaborazione. La vita è fatta di priorità e di scelte: se c’è la partita, la televisione non può essere occupata da altro. Stop ai litigi, stop ai ricatti. Netflix diffonde “Un bel gesto” e noi ci crediamo e condividiamo! Epic win!

Un bel gesto.

Gepostet von Netflix am Samstag, 3. Juni 2017

 

Noi lo sappiamo, qualcuno tra il clan ninja attende di vedere la Juve tra i fail. E invece no. Come anticipato prima, lasciamo i commenti tecnici ad altri, non è questa la sede giusta per farlo. Ma perché parliamo di win in un momento fail? Ninja, lo sapete. Il web vince sempre.  Non gioiamo delle lacrime e delle sconfitte degli altri, siamo solo felici quando vince l’ironia. Win per ogni tweet!

Ma povero Gabbani, messo così in mezzo…

La Barbara D’Urso è come il nero, sta bene su tutto. Si dice così, no?

Gli interisti lo sanno che il karma punisce sempre?

E niente, a noi un sorriso è scappato. È più win il calcio che unisce!

Ah un momento, ha predetto un win ma è stato un fail. Massimo Boldi, diciamo che con le previsioni non è stato il “massimo”. Gufata? Augurio sincero? Ironia? Proviamo a chiederglielo!

Certamente ci auguriamo che risponda, non come il mitico Salvatore Aranzulla che non sembra aver dato notizie in merito. Salvatò, tu per noi ci sei sempre. Sei l’assoluto, il genio, l’onnipotente. Faccelo questo favore, regalaci un epic win e aiuta lo zio Massimo.

Momento, ecco il vero win.

Ah e per la cronaca, Salvatore è a Berlino. Ci sembra giusto che voi lo sappiate.

 

Fail

Che cosa succede quando sei un content manager, sei stanco e commetti un errore? Finisci dritto sugli epic fail, è chiaro. Non vogliamo essere sgradevoli, quante volte lo abbiamo ripetuto? Sbagliare è umano.

Però smentire di gestire una pagina e poi controbattere con la pagina in questione è un po’ troppo. Questo fail di apertura è per Alessio De Giorgi o per Matteo Renzi News. Cioè, non lo sappiamo. Sappiamo solo che crediamo nella buona fede e nella professionalità di chi sa fare bene il proprio lavoro, ma per questa volta è un epic fail.

Un fail non oscurerà mai la primavera dei win!

Sapete cos’ è veramente fail? La cattiveria. Ci ha provato il Presidente del Veneto Luca Zaia a stringersi in un abbraccio con il calciatore nella foto per dimostrare che il Veneto non è una regione razzista. Per lui ci sta un bel win, ma niente da fare, insulti razzisti da fail non sono mancati.  Per fortuna c’è chi compensa in maniera egregia!

Un fail a chi ancora non ha capito che non esistono razze e religioni: siamo tutti guerrieri dello stesso pianeta!

Concludiamo, con l’epic fail che ci ha fatto sognare. Non è vero, non ce l’abbiamo con lui. È lui che ce l’ha con noi, altrimenti non verrebbe meno ad accordi mondiali di un’importanza clamorosa. Torniamo a noi. Twitter. Donald J. Trump. Un social che non permette di modificare il proprio post. Il fail è servito.

Quindi, facciamo il punto. Il 30 maggio il Presidente degli Stati Uniti pubblica un tweet con una parola incomprensibile. Ma lui lo sa. Oh, certo che lo sa. C’è un’arma più potente della bomba nucleare: lo screenshot.

Allora che fa, Donald? Lancia una sfida. “Qual è il vero significato di covfefe?”

 

E intanto su Twitter:

Ad ogni modo, ha ragione lei.

Buon covfefe a tutti, che il #NinjaPower sia con voi!

Gli Spectacles di Snapchat sono arrivati anche in Italia

Gli Spectacles di Snapchat sono arrivati anche in Italia

Sono finalmente arrivati anche in Italia gli Spectacles, gli occhiali da sole con telecamera integrata per Snapchat.

Li aspettavamo da mesi e alla fine gli occhiali di Snap Inc., lanciati poco prima dell’IPO della società, hanno varcato i confini statunitensi per arrivare anche in Europa. Oltre ad essere disponibili online, a Londra, Parigi, Berlino, Barcellona e Venezia saranno acquistabili anche attraverso i famosi Snapbot, una sorta di distributore automatico di occhiali Spectacles, per rendere completa questa esperienza, che ancora ha un po’ il sapore di futuro.

Gli Spectacles di Snapchat sono arrivati anche in Italia

Snapchat in Italia: come cresceranno i dati dopo il lancio degli Spectacles?

Sì, diciamoci la verità, in Italia Snapchat stenta ancora ad affermarsi, eppure gli Spectacles sono un vero e proprio status symbol, gli occhiali per veri geek.

Negli Stati Uniti e in Canada Snapchat ha ormai una community molto consolidata e attiva, ma in Europa?

Secondo dati relativi a gennaio 2017, sono circa 50 milioni gli utenti di Snapchat in Europa, con percentuali di utilizzo tra i giovani nella fascia 16-24 che superano il 50% quasi ovunque.

Anche in Italia i numeri sono in lenta ma costante crescita, con 673.000 gli utenti attivi, dei quali il 61% ha tra i 13 e i 17 anni.

LEGGI ANCHE: Snapchat presenta l’IPO da 3 miliardi di dollari

In Europa, quindi, Snapchat è ancora all’inizio della sua crescita e proprio per allargare questa base, la società potrebbe aver deciso di passare finalmente al lancio degli Spectacles anche nel vecchio continente.

Il passaggio a quello che sembra essere l’aspetto più interessante del business di Snap Inc. – la compagnia quotata in borsa ha registrato già un forte calo nel primo trimestre 2017 -, potrebbe finalmente portare ad un aumento dell’interesse verso il social network effimero anche in Italia.

Gli Spectacles di Snapchat sono arrivati anche in Italia

Gli Spectacles e le possibili polemiche sulla privacy

Gli Spectacles costano più o meno quanto un normale paio di occhiali da sole (€ 149,99), ma hanno una particolarità in più, consentendo di girare brevi video, da 10 a 30 secondi, con un semplice tocco dell’asticella laterale. I video sono naturalmente condivisi automaticamente su Snapchat.

Mentre la registrazione è avviata, una spia luminosa all’interno e all’esterno degli occhiali, ricorda che si è su “rec”, ma questa accortezza non metterà certo a riparo gli Spectacles dalle polemiche sulla privacy, come accade anche per i Google Glass.

LEGGI ANCHE: Snapchat vs. Facebook: la qualità dei contenuti può battere i numeri?

Negli Stati Uniti si sono registrate poco più di 60mila vendite in sette mesi. Come andrà in Italia? Ne sapremo di più tra qualche settimana, quando, secondo quanto promesso dall’azienda, altri Snapbot spunteranno anche in altre città italiane.

Gli Spectacles di Snapchat sono arrivati anche in Italia

Il mediterraneo nella street art di Marest per Tiwel

Colori vistosi, pattern geometrici e forme astratte: gli elementi principali e coloratissimi della nuova capsule collection lanciata dal marchio spagnolo Tiwel sono stati ideati dall’esuberante street artist Marest.

Antonyo Marest è nato ad Alicante, nel sud della Spagna. Già noto come assistente del famoso Okuda, Marest è riuscito a costruirsi una carriera artistica indipendente, lasciandosi ispirare liberamente dai colori del mediterraneo (virando di continuo modelli e texture in una profondissima tonalità blu mare) e dal post-graffitismo. Dopo numerosi viaggi la sua produzione è stata fortemente influenzata dalla cultura grafica sia dell’America sia dell’Europa centrale, incrociando, oltre alla pittura e alla scultura, anche l’arte della fotografia. Quest’ultima è diventata fondamentale per la creazione di un campionario di immagini che permette all’artista di studiare, ovunque nel mondo, tutte le suggestioni locali creando un collegamento tra tradizione, modernità e il suo segno urbano distintivo. Uno degli ultimi grandi interventi firmati da Marest ha visto, infatti, la collaborazione di circa dieci artisti originari di Rabat, città in cui l’artista ha riqualificato il più grande skate park presente in Africa in occasione della terza edizione del festival “Rue jidar-Toiles”.

L’anima dei suoi lavori si rifà alla lotta e alla comunione di stili, movimenti e tendenze nel campo dell’arte contemporanea. Per questo le suggestioni figurative dello spagnolo Joan Mirò e del collettivo italiano “Gruppo Memphis” fondato da Ettore Sottsass, sono evidenti anche nelle illustrazioni realizzate per Tiwal. Qui le dimensioni e le proporzioni si ribaltano completamente ma il risultato è una collezione d’abbigliamento sgargiante e divertente, in linea con la personalità dell’artista, che comprende felpe, jacket e soprattutto camicie streetwear leggere e dal gusto mediterraneo.

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Un chiaro riferimento ai vivaci colori della strada e ad uno stile di vita urbano è confermato dal supporto che Montana Colors ha favorito per la produzione di tutti i capi di abbigliamento inclusi nell’edizione limitata. La collezione primavera-estate 2017 include, inoltre, anche la partecipazione creativa dell’illustratrice Alba Blázquez.

Tiwel è un brand d’abbigliamento giovane, finalizzato alla realizzazione di un prodotto senza tempo ottenuto con tecniche di produzione innovative e con la tradizionale attenzione al dettaglio. L’utilità, la funzionalità e la naturalezza dei tessuti sono una parte centrale della produzione aziendale che si propone, tra l’altro, come un veicolo di promozione per artisti contemporanei.

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Streetness non poteva esimersi dal raccontare gli esiti di questa fresca partnership: il marchio spagnolo Tiwel conta dunque sul talento di un connazionale per valorizzare i proprio capi, puntando su una operazione libera e creativa, tra arte e marketing, e attenzionando una fetta di pubblico giovane ed indipendente.

A Milano il più grande hub di Accenture dedicato a retail, moda e beni di consumo

A Milano il più grande hub di Accenture dedicato a retail, moda e beni di consumo

Accenture ha appena inaugurato il suo nuovo Customer Innovation Network nel cuore di Milano. Si tratta del più grande hub dell’azienda per il retail, la moda e i beni di consumo.

Situato nel cuore del quartiere storico di Porta Nuova, diventato simbolo della capacità di innovazione della città, l’ACIN (Accenture Customer Innovation Network) milanese va a integrare la rete globale affiancandosi ai poli di Bangalore, Chicago, Manila e Singapore.

Nel nuovo ACIN di Milano sarà possibile immaginare, esplorare, scoprire e sviluppare la frontiera dei nuovi servizi digitali, un luogo in cui risolvere le grandi sfide che attendono le aziende: dall’utilizzo dei social media alla nuova ondata di applicazioni nel campo dell’intelligenza artificiale.

A Milano il più grande hub di Accenture dedicato a retail, moda e beni di consumo

Open Innovation per i settori moda, retail e beni di consumo

L’Open Innovation è la filosofia su cui si basa il centro. Forte dell’esperienza di Accenture nei settori moda, retail e beni di consumo, l’ACIN permette ai propri clienti di accedere a un ecosistema di innovazione che riunisce startup, esperti di settore, università e partner tecnologici.

Le aziende vivranno un innovation journey, un percorso di innovazione in cui ripensare gli attuali modelli di business e l’esperienza del consumatore, sviluppando una roadmap concreta e sostenibile. Mentre l’ACIN aiuterà le organizzazioni a lanciare prodotti e servizi disruptive sul mercato in modo più rapido rispetto al passato.

“L’ACIN di Milano è in grado di supportare le organizzazioni che cercano di guadagnare competitività, mettendole in connessione con il più ampio ecosistema digitale, aiutandole a creare nuove opportunità di business in un’epoca in cui l’innovazione è un elemento critico per la crescita dell’intero Paese. La rinomata conoscenza italiana dei settori moda e alimentare rende Milano lo scenario perfetto per guidare i nostri clienti a una migliore comprensione dei trend emergenti e dei consumatori, nonché per assicurare che idee originali si traducano in soluzioni innovative in grado di alimentare le performance aziendali”.

Angelo D’Imporzano, Senior Managing Director di Accenture, Responsabile Consumer Goods & Retail per Europa e America Latina

A Milano il più grande hub di Accenture dedicato a retail, moda e beni di consumo

 

Accenture conta già 12.000 professionisti in Italia dove, oltre ad ACIN, ha stabilito altri importanti Centri di Innovazione e di Delivery, come il Liquid Studio di Milano, il Digital Acceleration Center e il Centro di Eccellenza in ambito Life Science, entrambi a Roma, o ancora l’Automotive Industry Solution Center di Torino e i Technology Delivery Center di Napoli e Cagliari. L’apertura del primo centro di innovazione dedicato ai settori della moda e del lusso in Italia risale al 2006: da allora il polo ha visto un investimento continuo in nuove competenze, risorse e persone.

“Accenture dedica all’Italia investimenti costanti, a riprova del nostro impegno verso l’economia italiana che crede nell’innovazione”, ha dichiarato Fabio Benasso, Presidente e Amministratore Delegato di Accenture

Tra le Case History presentate durante l’inaugurazione, due in particolare hanno colpito la nostra attenzione. Ve le racconatiamo.

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Accenture Interactive e Larusminani, la Boutique digitale

Accenture Interactive ha realizzato l’experience commerce per Larusmiani, il brand più storico di via Montenapoleone, cuore pulsante del quadrilatero della moda milanese. Il concetto cardine della eBoutique è l’estensione del customer journey della Boutique nel mondo digitale del luxury.

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Tra le innovazioni presenti nella soluzione realizzata, il Video Commerce consente di vivere l’Heritage del Brand ed interagire in tempo reale con il dettaglio dei prodotti ed acquistarli, la eConcierge consente di accedere ad un mondo di servizi esclusivi Larusmiani come poter vivere l’emozione di essere accompagnati nello shopping da un auto da collezione con chauffeur, la rifinitura sartoriale su misura, il Gentlemen’s Barber Shop o il servizio di cura del prodotto.

L’esperienza creata con la eBoutique Larusmiani risponde alla necessità di creare una continuità di relazione tra il brand e il cliente: una customer experience estesa, oggi elemento essenziale per avere successo nel mercato globale della moda e del lusso.

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Coop Italia e il Supermercato del Futuro

Accenture e Coop Italia hanno lavorato insieme per rivoluzionare la customer experience della vendita alimentare al dettaglio e aprire le porte del primo Supermercato del Futuro. Il negozio, inaugurato a Milano a dicembre 2016, consente al consumatore l’accesso a informazioni dettagliate sui prodotti, in cui l’atmosfera tipica del mercato rionale è abbinata a soluzioni digitali che migliorano l’orientamento all’interno del punto vendita.

A Milano il più grande hub di Accenture dedicato a retail, moda e beni di consumo

Collaborando con Avanade, una joint venture tra Accenture e Microsoft, Coop ha implementato l’infrastruttura IT e sviluppato i touchpoint del punto vendita.

Il risultato è una soluzione modulare e flessibile basata su una piattaforma cloud Microsoft Azure, facilmente scalabile e replicabile in un ampio numero di negozi.

Copywriting corsi e formazione

Copywriting: il lavoro del copywriter. Cos’è, come e dove si impara

Chi è il copywriter

Quella del copywriter è una figura centrale del marketing moderno. Si tratta del professionista che si occupa del copywriting, ossia colui che scrive i testi e li rende adatti al web, per dirlo con parole semplici.

Componente fondante di ogni agenzia, progetto pubblicitario o informativo che sia, in principio il copywriter si occupava principalmente della creazione di tutte le parole della pubblicità (testi per annunci stampa, affissioni, radio, slogan per la TV, etc.), cioè del copywriting appunto.

Con questo post vogliamo offrirti una piccola guida per scoprire in dieci punti tutto quello che è necessario sapere su questo ruolo.

Partiamo quindi dal principio e scopriamo nel dettaglio qual è il lavoro del copywriter.

Copywriting definizione

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Cos’è il copywriting: definizione

Il copywriting è l’arte di scrivere contenuti persuasivi e orientati alla conversione, che richiede tecniche diverse in base al mezzo di comunicazione adottato.

Il termine copywriter, come abbiamo già accennato, nasce storicamente nel XIX secolo, nell’ambito delle redazioni giornalistiche, per indicare chi si occupava prevalentemente di redigere annunci.

Con la diffusione dei mass media su larga scala, il copywriter si è poi specializzato come vero e proprio pubblicitario, lavorando in agenzie di pubblicità o di comunicazione o come freelance, spesso in coppia con l’art director, ossia con chi cura la parte grafica delle pubblicità.

Oggi, con il digital marketing, le attività di copywriting sono passate a coprire sempre di più i tanti aspetti testuali dei contenuti online: dall’advertising sui social media, agli articoli per i blog aziendali ottimizzati in ottica SEO, il copywriting è un aspetto essenziale della comunicazione su Internet.

Non si tratta solo di saper scrivere correttamente nella lingua specifica di riferimento e di consegnare testi grammaticalmente corretti, un copywriter è in grado di comunicare il messaggio del brand attraverso le parole, utilizzando specifiche tecniche di scrittura per il web.

Tecniche di copywriting - cos'è, come si fa, dove si impara

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Tecniche di copywriting: come si diventa copywriter

Quali sono le più efficaci tecniche di copywriting e le migliori tecniche di scrittura per il web?

Partiamo da una considerazione: il compito principale del copy è quello di scrivere annunci in grado di catturare l’attenzione del target di riferimento.

Trattandosi di un lavoro basato sulla creatività, è difficile stabilire delle norme precise per orientare il lavoro. Possiamo però delineare delle linee guida:

  • innanzitutto è necessario identificare il target che si vuole raggiungere, perché il messaggio è efficace solo se adotta un linguaggio adatto al pubblico di riferimento. Più il pubblico è specifico, più è facile cogliere nel segno;
  • poiché l’obiettivo finale di una attività di copywriting è vendere, il prodotto deve occupare una posizione centrale rispetto all’idea creativa. Per questo è importante seguire il principio della Unique Selling Proposition (USP), ossia della formulazione di una sola idea creativa, che dovrà mettere in luce la caratteristica ritenuta più importante in sede di ideazione della strategia, seguendo le indicazioni di un brief;
  • infine, si devono evitare le contraddizioni: è essenziale che immagine e testo dicano cose diverse, per non sovrapporsi, ma complementari, per completare l’una il messaggio dell’altra. Una struttura formale ben impostata rende l’annuncio più facile da decodificare e permette di entrare più rapidamente in sintonia con il target di riferimento.

Una volta stabiliti questi concetti di base sul copywriting, vediamo insieme alcune semplici tecniche per la creazione di contenuti, soprattutto sul web.

  1. La prima tecnica di copywriting consiste nella ripetizione del titolo: quando scrivi un copy dovrai ripetere nel testo le stesse parole utilizzate nel titolo ma combinate in modo differente o arricchite con l’aggiunta di ulteriori informazioni per rafforzare il messaggio. Anche in ambito di Search Engine Optimization questa tecnica si rivela molto utile per comunicare informazioni importanti ai robot dei motori di ricerca.
  2. La seconda tecnica è quella della concretezza: l’obiettivo in questo caso è quello di attirare il lettore/utente focalizzandosi su un problema o su un interesse dell’utente stesso. Introdurre dati concreti e misurabili e informazioni nuove rispetto a quelle offerte dai concorrenti, rende il copy davvero attrattivo per il pubblico di riferimento.
  3. La tecnica del problema consiste invece nel porre una domanda comune, a cui molti utenti cercano risposta, per farli sentire coinvolti nella discussione. Attenzione però, perché la domanda dovrà essere una domanda vera e non una domanda retorica, di cui tutti conoscono già la risposta. Il rischio altrimenti è quello di vanificare gli sforzi.
  4. Penultima tecnica, è quella del contrasto o dell’alternativa: a fronte della domanda che abbiamo posto con la tecnica del problema, possiamo anche offrire una risposta concreta o una alternativa a una risposta già nota, proponendoci come esperti del settore. In questo caso è importante mettere in luce tutte le caratteristiche del prodotto/servizio che offriamo che possono aiutare l’audience di riferimento a risolvere il proprio problema.
  5. L’ultima tecnica è quella della chiamata all’azione: molto utile soprattutto in chiusura di un testo la call-to-action incentiva l’utente a cliccare su un annuncio o comunque a interagire con il marchio. Gli utenti sapranno così cosa fare per ottenere le informazioni di cui hanno bisogno e saranno guidati in questa scoperta.
Copywriting persuasivo

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Cosa si intende per copywriting persuasivo o scrittura persuasiva

Spesso chi scrive contenuti online, lo fa per spingere i lettori a compiere un’azione (call-to-action): iscriversi alla newsletter, lasciare un contatto, acquistare un prodotto o un servizio.

Per farlo ci sono delle precise regole che prendono il nome di persuasive copywriting, in italiano scrittura persuasiva.

Il copywriting persuasivo parte da un’analisi delle caratteristiche del prodotto, anche rispetto ai concorrenti, e usa le parole giuste per convincere il pubblico della bontà della sua scelta.

Il copywriting persuasivo parte dai bisogni degli utenti, quelli che muovono ogni nostra azione. Il testo deve entrare nello specifico, descrivendo e raccontando ogni dettaglio: più si è esaurienti e più si ha la possibilità di convincere chi legge.

Le persone devono essere in grado di toccare il prodotto attraverso le parole, proprio come se lo stessero vedendo dal vivo. La scrittura persuasiva, infatti, tocca le emozioni.

La maggior parte delle volte le persone comprano d’impulso, seguendo il flusso delle loro emozioni. Un bravo copywriter sa come toccare le corde giuste per riuscire a colpire nel segno. Per questo è necessario conoscere le regole del copywriting persuasivo.

  1. Per suscitare emozioni racconta anziché descrivere: quando si scrive per convincere qualcuno a comprare qualcosa o a compiere un’azione, è buona regola girare il testo in positivo. Elimina i “non” e i “no” dalle frasi.
  2. Le persone leggono l’inizio e la fine, ma quello che c’è nel mezzo di solito lo saltano: i lettori sono distratti e su internet vanno di fretta così prestano attenzione alle frasi iniziali, poi scorrono il testo velocemente e leggono la conclusione. Alla luce di questo dato, le informazioni più rilevanti del testo vanno inserite proprio in queste sezioni.
  3. Senza invito all’azione non c’è copywriting persuasivo: difficilmente qualcuno compierà una determinata azione di sua spontanea iniziativa. Le persone sono pigre di natura e devi guidarle tu attraverso l’acquisto. Una buona call-to-action è diretta, breve e imprime un carattere d’urgenza in chi legge.
  4. Un ultimo ruolo importante nella scrittura persuasiva è quello del testimonial: i feedback positivi delle persone che hanno già acquistato un prodotto o servizio sono importantissimi, soprattutto su internet dove le cose non si possono vedere dal vero e non si possono toccare. Il passaparola resta una delle migliori pubblicità di sempre e i consumatori tendono a fidarsi dei giudizi di altri consumatori più di quanto si fidano di te come azienda.
  5. Ultima regola per un copywriting persuasivo, ricordare sempre che un buon testo mette al centro le persone che lo leggono: da qui parte per svilupparsi. Chi sono i lettori? È necessario parlare con il loro linguaggio.
Esempi di Copywriting

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Esempi di copywriting

Il copywriting, quindi, ci permette di avere testi creativi e persuasivi, che accompagnino diversi tipi di pubblicazioni: dal post blog all’annuncio pubblicitario, dal tweet alla scheda di prodotto per un eCommerce, gli esempi di copywriting sono ovunque.

Per capire meglio cosa intendiamo, abbiamo selezionato tre esempi particolarmente riusciti, che applicano il copywriting a diversi tipi di testo.

1. UrbanDaddy

UrbanDaddy invia frequentemente email ai suoi clienti, registrando elevati tassi di apertura, grazie ad un ingrediente segreto: il divertimento, fin dall’oggetto della mail. In questo caso “FUN”, appunto.

L’azienda evita lunghi preamboli al messaggio, così che i lettori non avvertano la sensazione di star perdendo tempo nel leggere quella mail. Il tono di voce è un misto tra il classico slogan promozionale e l’ironia, per sottolineare l’aspetto divertente del prodotto.

La società conosce il suo pubblico e sa di poter scherzare per catturare l’attenzione.

esempi di copywriting efficace

2. Trello

Certamente conoscerai Trello, un tool molto utile per il management di progetti in team e per la gestione quotidiana dei task. Forse però non ti sei mai fermato a considerare il copywriting del suo sito.

La descrizione del prodotto chiara e scritta con uno stile molto semplice. Tutte le caratteristiche sono elencate in un’unica frase che rassicura l’utente.

Anche le immagini sono integrate con un copy esplicativo che permette di avere subito chiare tutte le funzionalità e le modalità di utilizzo del tool.

trellohomepage come diventare un copywriter professionista

3. VISA

Nonostante sia una delle carte di credito più usate nel mondo, Visa ha individuato una distanza emotiva tra il brand e i clienti.

Così ha deciso di creare la campagna GoInSix: una serie di contenuti interattivi per motivare le persone a mangiare, fare shopping o viaggiare, usando video di sei secondi, vignette da sei immagini o semplicemente sei parole.

La campagna ha funzionato su tutti i canali social, anche grazie a un copy particolarmente riuscito, basato su una formula molto familiare per i clienti: la to-do list, ripensata in chiave emozionale.

esempi di copy writing - come si diventa copywriter

 

Come si diventa copywriter?

Forse all’inizio di questo articolo avrai pensato che quello del copywriter è un mestiere che può fare chiunque: “Basta saper scrivere in italiano!”. Ma siamo certi che continuando a leggere ti sarai reso conto di quante competenze e conoscenze c’è bisogno.

La strada per diventare giudice, notaio o insegnante è sempre molto chiara: una laurea, un po’ (un bel po’) di anni di tirocinio, un esame di Stato o un’abilitazione e se superi tutto questo percorso, sei dentro! Ovviamente stiamo semplificando, ma solo per spiegare che per diventare copywriter spesso il percorso non è così lineare e definito.

Ci sono infinite strade attraverso cui crearsi una professionalità che va oltre il saper scrivere bene, anche se le basi sono uguali per tutti.

Innanzitutto la formazione. Una laurea in materie umanistiche o almeno una formazione in questo ambito ti renderà certamente la vita più semplice, ma non puoi pensare di essere già un professionista dopo aver pubblicato qualche dozzina di articoli su un blog.

Anche senza seguire corsi di scrittura o master, puoi partire dal materiale che trovi in rete per capire come scrivere contenuti di qualità. Iscriviti a gruppi LinkedIn e Facebook sull’argomento per trovare opinioni, suggerimenti e approfondimenti, e poi leggi, leggi tanto, leggi qualsiasi cosa, soprattutto la pubblicità.

Un altro utile suggerimento è quello di iniziare a specializzarti da subito su pochi argomenti, da approfondire e studiare a fondo, sulla base di quelle che sono le tue passioni, ma seguendo sempre filoni legati al business, per i quali possano esserci aziende interessate ad averti come produttore dei loro contenuti.

Avere un tuo blog non è essenziale, ma è certamente un ottimo esercizio, soprattutto per allenare la costanza nella scrittura. Non sempre scriverai di ciò che ti piace o quando ti va. Trattandosi di un lavoro dovrai essere in grado di sviluppare quelle tecniche che ti consentano di farlo davvero per lavoro.

Utilizza Google Analytics e Google Search Console, accompagnati da altri SEO tool, per perfezionare questo aspetto nei tuoi articoli.

In fase di formazione, accetta anche qualche collaborazione gratuita se chi te la propone può offrirti un benefit in cambio, come un corso di formazione o semplicemente l’opportunità di menzionare la collaborazione così importante nel tuo CV.

Segui corsi, anche online, come quelli di Ninja Academy, per specializzarti su temi specifici e acquisire nuove competenze su Digital Marketing, strategie SEO e Social Media Marketing. Avrai nell’arco molte frecce in più rispetto alla concorrenza, potendo imparare dai migliori professionisti del settore.

Diventare copywriter dipende molto dalla tua capacità di sperimentare e di cercare strade diverse per la tua formazione, ma non dovrebbero mancarti anche alcuni requisiti fondamentali:

  • conoscere in modo approfondito la lingua con cui scriverai i testi: un errore grammaticale per un copywriter è inaccettabile;
  • scrivere deve piacerti: non pensare di diventare copywriter solo per lavorare da casa o perché immagini che sia un lavoro facile;
  • avere creatività: il copywriter non è uno scrittore, ma la sua abilità nell’uso della parola deve avvicinarsi a quello di un artista e lo stesso vale per la sua capacità di utilizzare figure retoriche e giri di parole.;
  • sapersi adattare: come in tutti i lavori da freelance, i clienti saranno sempre diversi e starà a te conciliare le loro richieste con la tua professionalità, proponendo il giusto tone of voice e pensando al target corretto;
  • non smettere mai di studiare: anche la scrittura come il web e i social è in continua evoluzione e anche l’attualità può condizionare i tuoi testi, per questo, ancora una volta, leggi, leggi tantissimo e resta aggiornato;
  • essere pazienti: come dicevamo non tutti i clienti sono uguali e non a tutti andrà sempre bene il tuo lavoro. L’importante è capire gli obiettivi e cercare di raggiungerli insieme. Variando il lavoro finché non sarà perfetto.

 

lavorare come copywriter

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Opportunità di lavoro per copywriter

Assumere un copywriter è un’ottima idea per qualsiasi tipo di business, dalle startup alle grandi aziende fino alle piccole e medie imprese.

Tutti, infatti, meritano contenuti di qualità.

Content is King è diventato negli ultimi anni una specie di mantra, e per questo il copywriter sta diventando una delle figure più ricercate nella nuova economia basata sulle interazioni social.

Gli ingredienti per guadagnarsi un posto di preferenza tra le braccia dei recruiter saranno naturalmente competenze trasversali, in grado di spaziare dalla scelta e creazione dell’aspetto visuale della comunicazione, fino all’ottimizzazione SEO dei contenuti prodotti. Bando all’improvvisazione, poi, perché se anche ai migliori capita di sbagliare, la precisione per un copywriter dovrà essere uno dei regi principali durante i colloqui di lavoro.

Chi non ricorda l’incredibile errore nei manifesti pubblicitari di EXPO2015?

esempi di copywriting ed errori di copywriting

Per le aziende, insomma, assumere un copywriter sta diventando sempre più essenziale, a prescindere dalle dimensioni, perché sapere dire le cose giuste nel modo giusto conferisce serietà e professionalità al brand e offre nuove opportunità di contatto con i potenziali clienti.

Le offerte di lavoro non mancano.

Basta fare una banale ricerca su Google per verificare quanti annunci sia possibile incontrare in tutta Italia, e in particolare a Milano, dove sono spesso le agenzie di comunicazione e internalizzare questa professionalità.

A seconda dell’esperienza e delle competenze acquisite un copywriter può arrivare a guadagnare fino a 2.000-2.500 euro al mese.

Tutto, come al solito, dipende però dalle aziende con cui si collabora, dai progetti sui quali si è impegnati e dal proprio livello di professionalità.

Copywriter freelance o in azienda?

Diverse le opzioni per i copywriter e gli aspiranti tali: dal lavoro come freelance, ottimo soprattutto agli inizi per fare la classica gavetta, a quello in azienda come risorsa interna, fino al lavoro in agenzia.

Generalmente si tratta di una professione in cui la partita iva è molto apprezzata dalle aziende: trattandosi di un lavoro spesso sviluppato su progetti e non su una collaborazione giorno per giorno – a meno che non parliamo di web agency o media agency – i dirigenti preferiscono avvalersi di collaboratori esterni, che siano in grado di gestire e portare a termine il singolo obiettivo di volta in volta.

Oggi, però, sempre più aziende riescono a cogliere le grandissime opportunità del digital e proprio per questo avere un copywriter in azienda significa avere a disposizione una figura dedicata alla produzione di tutti i testi aziendali, dai copy per i canali social ai testi per i materiali stampa, fino ai contenuti per il blog aziendale.

La soluzione freelance resta comunque la più flessibile, in grado di garantire organizzazione autonoma di tempi e modalità di lavoro, a patto di avere una solida base organizzativa personale. Come per ogni freelance, il tempo è denaro!

 

Copywriting corsi e formazione

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SEO copywriting: dare visibilità a contenuti ben scritti

Se il copywriting è l’arte di scrivere contenuti persuasivi e orientati alla conversione, il SEO copywriting è l’arte di combinare questi contenuti con l’ottimizzazione per i motori di ricerca.

Come non considerare oggi le enormi possibilità offerte da Internet per ogni azienda? Impossibile. E qual è il modo migliore per farsi trovare dai potenziali clienti su Google? Naturalmente scrivere contenuti rilevanti – interessanti e utili, capaci di rispondere alle ricerche degli utenti – e ottimizzati in ottica SEO.

Un copywriter oggi non può prescindere dall’utilizzo corretto dei meta data e dalla compilazione coerente dei contenuti per puntare alla migliore indicizzazione.

Conoscere la struttura di un articolo online, saper utilizzare correttamente h1, h2, meta description e keyword è essenziale in ogni copywriting per il web.

I contenuti rappresentano ormai circa il 50-60% di ciò che permette di raggiungere i migliori posizionamenti sui motori di ricerca e se avere capacità di buona scrittura è già un’abilità, essere anche in grado di implementare una scrittura ottimizzata per la SEO è un doppio vantaggio.

In breve, ti elencheremo le caratteristiche essenziali da tenere presenti per produrre contenuti in ottica SEO, ma potrai approfondire l’argomento anche in questo post di Argoserv sulla SEO copywriting.

  1. Usa il tag h1 per il titolo e i tag h2, h3 e così via per i titoli dei paragrafi e dei sottoparagrafi;
  2. utilizza la keyword in modo naturale nel testo e utilizzane le varianti (singolare e plurale, sinonimi, contrari…);
  3. usa grassetto, corsivo e sottolineato in modo coerente;
  4. usa i meta tag;
  5. utilizza gli elenchi puntati e numerati;
  6. rinomina i file e le immagini utilizzando le keyword nel titolo, compila il campo del testo alternativo;
  7. utilizza link interni e link esterni utili, coerenti e rilevanti;
  8. inserisci i link su anchor text rilevanti;
  9. fai attenzione alla proporzione tra testo e codice (non sempre un testo da 300 parole è sufficiente a bilanciare questo rapporto).

 

SEO Copywriting

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Libri sul copywriting

Una volta compreso il compito del copywriter, scoperte le tecniche di scrittura persuasiva, appreso il SEO copywriting e capite le opportunità di lavorare come copywriter, se hai ancora bisogno di ispirazione, di fonti che ti indichino le skill da possedere e come sfruttarle, ti suggeriamo una serie di libri sul copywriting che potranno esserti utili.

  1. Sul mestiere dello scrittore e sullo stile
    È uno dei saggi del filosofo Arthur Schopenhauer: 156 pagine nelle quali Schopenhauer ci mette in guardia sui malcostumi di coloro i quali si occupano di scrittura. Racconta vizi sempre più diffusi che alimentano un uso sbagliato e nocivo della comunicazione e ci istruisce con argomentazioni garbate ma allo stesso tempo pungenti e metodiche.
  2. Il mestiere del copy. Manuale di scrittura creativa
    Questo testo è un po’ da considerarsi la pietra miliare sulla quale costruire la figura del copy. Scritto nel 2005 da uno dei più grandi copy italiani, Michelangelo Coviello, dispensa consigli utilissimi su come curare ed allenare lo strumento principale di ogni buona campagna pubblicitaria: l’italiano.
  3. Content Evolution – La nuova era del Marketing digitale
    Dai colleghi Ninja Francesco Gavatorta ed Alberto Maestri, questo libro focalizza la sua attenzione sulla nuova frontiera del marketing moderno, il content marketing. Un buon copy produce contenuti, testi che abbiano un appeal se usati con destrezza, efficaci se concepiti per il giusto fine e la canalizzazione nei mezzi più adeguati.
  4. Neuromarketing – Attività celebrale e comportamenti d’acquisto
    Scritto da Martin Lindstrom e tradotto in italiano da V.B Sala, questo testo ci spiega che essere un buon copywriter significa poter produrre un testo accattivante, ma per farlo bisogna comprendere i meccanismi che innescano lo stato di interesse delle persone e nel concreto, capire cosa acquistano e perché lo fanno. L’indagine durata oltre tre anni su 2000 persone da tutto il mondo svela tutti questi piccoli segreti che sono alla base del successo di intere campagne pubblicitarie, spot, slogan simbolici etc. etc.
  5. A lezione dai Mad Men
    Capire il marketing moderno, anticipare le evoluzioni future, inserirsi in un contesto lavorativo altamente competitivo, tutte cose che richiedono una profonda conoscenza del passato, della storia della pubblicità dagli albori ai giorni nostri. La nostra Adele Savarese ed Emma Gabriele prendono spunto dalla serie di successo Mad Men per accompagnarci in un excursus alle radici dell’advertising attraverso le storie di Don Draper e soci.
  6. Copywriter 101
    Ebook scritto dagli autori del blog internazionale Copyblogger, è una vera e propria lezione di copywriting in dieci passi. Un testo veloce di apprendimento, intuitivo, schematico e molto avvincente che ci illustra non solo il corretto modo di svolgere la professione ma tenta di inculcarci quegli elementi volti al marketing non convenzionale moderno.
  7. Create! Progettare idee Contagiose (e rendere il mondo migliore)
    Un posto speciale lo occupa il sensei Mirko Pallera con il suo testo a cura di Sperling & Kupfer. Non si tratta solo di una formula per fare del marketing virale non convenzionale, si tratta di capire alle radici cosa vuol dire l’essenza di Ninja Marketing.

LEGGI ANCHE: Scrittura Persuasiva, le sei tecniche per migliorare il tuo business

Formazione: un corso di copywriting per apprendere le nozioni di base

Ora che sai proprio tutto del copywriting e del mestiere di copywriter, forse ti starai domandando quale sia la strada migliore per cominciare. Il suggerimento è quello di partire da un buon corso di formazione, per apprendere le nozioni di base nei diversi ambiti che il copywriting abbraccia.

Ascoltare l’esperienza dei professionisti del settore, conoscere gli strumenti del mestiere per preparare la tua “cassetta degli attrezzi”, leggere casi di studio e imparare dagli esempi è senza dubbio il primo passo mentre inizi a lanciarti nelle tue sperimentazioni personali, per esercitarti nella creazione costante di testi coinvolgenti e persuasivi.

Ninja Academy, ad esempio, ti propone una serie di corsi online che possono fornirti eccellenti fondamenta per la costruzione del tuo futuro professionale.

Grazie al Corso Online in WordPress, ad esempio, imparerai come impostare una piattaforma di Content Marketing, mentre il Corso Online in Search Engine Marketing ti insegnerà le tecniche per scalare i motori di ricerca con SEO e Search Advertising.

Infine, per raggiungere un livello di preparazione avanzato, potrai seguire l’Executive Master in Web Content Marketing, per scoprire come progettare contenuti di successo per i canali digital e social.