Web marketing analysis: dalla tastiera alla testa

Web marketing analysis: dalla tastiera alla testa

Il web sovrabbonda di strumenti digitali che contribuiscono a facilitare l’analisi dei dati per favorire una corretta strategia di web marketing. Ora però occorre prendere quei report e dargli un valore aggiunto: quello umano.

Daddy Kotler

Philip Kotler, padre della moderna concezione del marketing, lo definisce come “l’individuazione e il soddisfacimento dei bisogni umani e sociali”. D’altro canto, lui stesso ci ricorda che le definizioni sono funzionali allo scopo, per cui altre definizioni possono essere altrettanto valide, a seconda della prospettiva funzionale.

Ecco dunque che il ruolo sociale del marketing lo qualifica come “processo sociale attraverso il quale gli individui e i gruppi ottengono ciò di cui hanno bisogno attraverso la creazione, l’offerta e lo scambio di prodotti e servizi di valore“.

È più prosaico ma altrettanto valido identificare il marketing come “la capacità di creare il prodotto giusto sulla base delle analisi delle ricerche di mercato”.

Una visione ulteriormente disincantata lo identifica infine come un mezzo per generare un ritorno di investimento (ROI) ben definito.

Web marketing analysis: dalla tastiera alla testa

Question Marketing

Come si sia arrivati ad un certo risultato, tuttavia, non è sempre  facile da definire. Addentrandosi nel web marketing è facile trovare tool che forniscono report estesi e precisi che tuttavia spesso mancano dell’anello finale.

L’aumento del traffico sul sito è stato realmente causato dalla mia ultima iniziativa SEO? Il raddoppio delle interazioni su un social è stato causato dalla qualità delle foto e/o da un incremento degli hashtag? Le vendite dell’e-commerce sono precipitate unicamente a causa di “quella” recensione negativa?

LEGGI ANCHE: Come iniziare con la Social Media Analysis? I consigli di Emanuela Zaccone

Evolution

Il primo passo per far fruttare i dati raccolti consiste visualizzare correttamente le analisi. Certo, da Google Analytics in poi tutti i tool forniscono i più variegati report, spreadsheet e summary, ma tocca all’uomo davanti allo schermo scegliere come figurarli.

Non è banale conoscere a fondo i tool utilizzati per svicolarsi dalle impostazioni di default e ottenere delle visualizzazioni personalizzate, in grado di approfondire gli aspetti rilevanti per l’azienda alle spalle dell’essere umano e non per le statistiche su cui si basano i software.

Questo porta alla luce un aspetto più profondo: le sempre più esaustive analisi prodotte dagli strumenti necessitano di essere rapportate alla realtà, confrontate tra loro, osservate con logica oggettiva quanto con estro imprenditoriale. Ancora una volta, l’uomo è l’ultimo anello dell’evoluzione.

Web marketing analysis: dalla tastiera alla testa

Analysis Instinct

Un buon piano di marketing aiuta a ricercare, prevedere ed evidenziare possibili concause per uno stesso effetto, ma solo un professionista può decidere, ad esempio, quanto peso dare al buzz digitale sul suo brand, trovando il modo di ottenere un riscontro da altr fonti o mettendo alla prova la solidità dei giudizi provenienti dalla Rete.

L’ultimo passo è quello di sfruttare proprio le attitudini umane, e trasformare una pratica conosciuta in un’abitudine, per evitare di cadere nella trappola della procrastinazione.

Questa buona regola vale sia per i marketer quanto che i businessman, per i consulenti quanto per i dipendenti.

Sfruttate dunque i tool più moderni, ma non dimenticate che le inferenze più redditizie arriveranno dall’hardware che avete in testa. E solo voi sapete di quanti reminder avete bisogno per stimolarlo in modo duraturo.

ibm compra ustream

IBM ha comprato UStream per 130 milioni di dollari

IBM ha comprato Ustream, con l’obiettivo di creare una nuova piattaforma di servizi video in cloud, per una cifra stimata intorno ai 130 milioni di dollari (non confermata ufficialmente da IBM).

La nuova piattaforma video di IBM sarà l’unione delle recenti acquisizioni di UStream e ClearLap e, precedentemente, Cleversafe e Aspera e sarà guidata da Braxton Jarratt, in arrivo proprio da UStream come parte dell’accordo.

Il progetto della nuova piattaforma era già in cantiere, come dimostra la rapida successioni delle acquisizioni.

Una delle cose di cui siamo rimasti colpiti quando sono iniziate le trattative con IBM, è stato il grande piano generale dietro l’acquisizione – ha detto Jarratt – Non era un tentavivo di inglobare un concorrente, era un piano ben congegnato per lo sviluppo dei servizi di video cloud.

ibm compra ustream

IBM  ha comprato UStream e punta ai servizi cloud

IBM ha comprato Ustream perché possa fornire gli elementi necessari e i servizi a tutto tondo che le mancavano per la creazione della piattaforma e lo sviluppo di nuovi modi di distribuzione del video e, sul sito ufficiale, UStream diventa UStream for IBM Cloud.

Questa strategia va valutata certamente in un contesto ampio e non si limita alla realizzazione di “semplice”, per quanto innovativo, servizio di fruizione di contenuti video.

Il quadro generale è diverso: IBM ha intuito le potenzialità dei servizi cloud e della necessità di ottimi servizi di storage e ha scelto di mettersi in gioco per approdare a un nuovo mercato.

Una lista di tool per ottimizzare le azioni di Influencer Marketing

L’influencer marketing: una delle forme di comunicazione che più sta registrando consensi nell’ultimo periodo. Quasi la totalità dei brand ha ormai attivi progetti digitali legati al mondo degli influencer, ampia dimostrazione del suo valore. Una crescita che non è passata inosservata alle software house: sono molte le realtà che hanno ‘sfornato’ strumenti focalizzati a migliorare e rendere più semplici le attività dell’influencer marketing.

Free, professionali, rivolti verso ambiti precisi (Twitter, Instagram, web): c’è l’imbarazzo della scelta quando parliamo di tool. Risorse sviluppate per raccogliere dati pubblici e restituirci analisi dettagliate (Open Source Intelligence) utili ad individuare l’influencer più adatto al tuo progetto.

Oggi ti propongo alcuni tra i migliori, così da aiutarti in questa non sempre facile scelta.

Augure (Web& Social)

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La piattaforma Augure Influencer è un motore di ricerca semantico che analizza tutti i media, blog e social network di oltre 300.000 influencer online. Attraverso l’uso di parole chiave è possibile effettuare ricerche molto precise.

Augure ci fornisce inoltre i contatti e, per ogni influencer, una scheda ricca di dettagli (siti e blog per cui scrive, ultimi articoli o post). Dati che diventano fondamentali al momento della selezione.

Se non bastasse potremmo, attraverso la piattaforma, inviare direttamente messaggi, comunicati stampa 2.0 ed inviti agli influencer scelti. A completare il già ricco “pacchetto” Augure offre uno strumento di web listening e uno di analisi delle performance social.

Un tool completo, che ci dà la possibilità di seguire una campagna dalla A alla Z, tutto con un solo strumento,  in un unico luogo dedicato, una vera manna per chi lavora quotidianamente in progetti di influencer marketing.

Strumenti web generici

Buzzoole Finder

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Ecco un altro strumento dalle grandi potenzialità. Finder, il nuovo motore di ricerca degli influencer di una startup italiana, Buzzoole. Un tool dalla grande semplicità di utilizzo che ci sostiene nella fase di individuazione degli influencer più rilevanti per tematica. Finder permette ricerche negli oltre 2 miliardi di profili analizzati dallo staff Buzzoole.

Il pregio di Finder? Senza dubbio l’essere sviluppato con una user experience immediata e molto intuitiva. La ricerca ne risulta di conseguenza molto facilitata e capace di essere utilizzata anche da personale con esperienza ridotta.

Finder (come il già citato Augure) non valuta esclusivamente il lato quantitativo degli influencer (numero di follower), ma anche quello qualitativo, ponendo attenzione anche su quanto l’audience sia realmente in focus. Per esempio, se cerchi un profilo nel mondo travel non sarà rilevante che abbia 100.000 follower ma quanti di essi siano “appartenenti” al settore travel.

Klear

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La nuova versione del molto apprezzato tool di analisi Twitter Twtrland è oggi un tool per l’influencer marketing. Negli ultimi anni è passato da strumento di analisi degli utenti di Twitter a tool dedicato all’influencer marketing. Klear dà la possibilità di realizzare ricerche approfondite su ogni utente individuato tra gli oltre 200 milioni di profili. A migliorare la ricerca ci sono anche 60 mila categorie e 5 anni di storico, dati che rendono Klear preciso e attendibile.

Un tool completo, che dà la possibilità anche di realizzare ricerche free per utenti non iscritti.

Buzzsumo

BuzzSumo-Influencers

Lo stesso Buzzsumo così utile ai blogger lo è anche in chiave di Influencer Marketing? Sì. La piattaforma grazie alla feature “influencers” permette ricerche per keyword finalizzate ad individuare gli utenti più influenti ad esse connesse.

Oltre che filtrare per luogo (location) è possibile effettuarlo per tipologia di utente (Blogger, Influencer, Companie, Journalist, Regular People).

Il risultato è una lista ricca di informazioni (page authority, domain authority, followers, ecc), ovviamente ridimensionata nella versione free del tool.

Focus sui social media

Followerwonk (Twitter)

Followerwonk

Una delle risorse all’interno della suite Moz, Followerwonk pur non essendo uno strumento dedicato all’influencer marketing, è comunque un valido ‘appoggio’, ovviamente quando il campo di interesse è Twitter. Il tool permette ricerche e analisi degli account, andando inoltre a comparare gli stessi.

La ricerca può essere fatta per account , “Twitter bio” o parole chiave d’interesse. I migliori risultati sono quelli ordinati per “Social Authority”, un parametro che considera:

  • percentuale di retweet dei propri tweet;
  • tempo di decadimento dei propri tweet;
  • followers e following.

Seppur non attendibile al 100%, il Social Authority risulta discretamente preciso e pertinente.

La versione free è molto valida, ideale per chi deve seguire un numero limitato di progetti.

Iconosquare Influncers (Instagram)

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Chiudo la lista non con uno strumento, ma con una risorsa web rilasciata pochi mesi fa. La nuova feature di Iconosquare, tool celebre per la gestione e l’analisi di Instagram, dà la possibilità di avere classifiche aggiornate dei best igers a livello mondiale. Stato, tematica, follower, performance, Influencers riesce a presentare una panoramica completa per ogni utente. Un ulteriore supporto prezioso per facilitare l’individuazione e la selezione degli influencer.

Il tool fondamentale: l’uomo

Gli strumenti, come in qualsiasi attività, risultano basilari, ma non dobbiamo mai scordare che questi sono un aiuto, un sostegno al know how dei professionisti. Non c’è da stupirsi, la centralità delle relazioni in questa particolare forma di marketing non può che necessitare di un lato prettamente umano e delle qualità ad esso legate. Qualità che ovviamente faticano a riscontrarsi in macchine e bot.

L’elemento essenziale è la nostra capacità di interpretare i dati e le persone che abbiamo davanti, rapportandosi con esse e dando vita a relazioni reali e produttive per entrambe le parti. Nessun tool senza il lato umano ci porterà lontano, ancor di più nel caso dell’influencer marketing. Quindi non dimentichiamolo mai: Be Human.

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Internet of Things: 5 interessanti progetti mobile

L’Internet of Things è la naturale conseguenza della pressochè totale diffusione degli smartphone: avere sempre in tasca un dispositivo capace di elaborare, ricevere ed inviare una mole importante di dati ci permetterà di interagire ad un livello più profondo con oggetti di uso comune, svolgendo le azioni quotidiane più efficacemente e in meno tempo. L’Internet delle Cose non è un concetto nuovo: se ne parla da più di un decennio ma, a causa dei limiti tecnologici e dell’alto costo dei primi dispositivi in commercio, negli anni passati tali innovazioni sono state accolte in modo tiepido dal mercato.

Lo scenario sta lentamente cambiando: con l’abbattimento dei costi legati alla tecnologia, alcuni pionieri sono riusciti a portare alla luce (e nelle case dei consumatori) il loro progetto tramite campagne di crowdfunding.

Di seguito vi mostriamo 5 dispositivi intelligenti che sembrano provenire dal futuro, ma esistono già possono essere acquistati a meno di quanto pensiate!

Fluxo – la smart lamp completamente personalizzabile

Con i suoi 300 led, Fluxo è un lampadario personalizzabile tramite smartphone nell’intensità, nel colore e nella direzione, per creare l’atmosfera giusta in ogni occasione; le impostazioni preferite possono poi essere salvate per applicazioni future. Fluxo impara automaticamente le abitudini domestiche, si spegne quando lasciate la stanza e, al rientro, imposta un’illuminazione personalizzata sulla base dell’utilizzo pregresso. Questo oggetto di design costa €699 spedizione esclusa, ma aderendo alla campagna InDemand di Indiegogo potrete portarvelo a casa a €499.

Olmose – riutilizza il vecchio smartphone come sistema di sorveglianza

Olmose è un’app che trasforma il tuo vecchio smartphone in un sistema di videosorveglianza controllabile da un altro smartphone. Attraverso l’apposito dock, acquistabile anche separatamente, guadagnerete il sensore di movimento a infrarossi, un flash ausiliario e la possibilità di avere il sistema di sorveglianza sempre sotto carica. Non solo video: Olmose traccia anche il segnale GPS, facendo da antifurto satellitare per la vostra automobile. Il prezzo dell’app Olmose+dock è di €93, ma può essere acquistato con un po’ di sconto, spedizione inclusa, contribuendo alla campagna di Kickstarter.

Remi – la sveglia multifunzione per bambini fino a 10 anni


Remi è uno strumento meraviglioso per adulti e bambini: è una sveglia antiurto, uno speaker bluetooth, un sistema di controllo dei neonati, un walkie-talkie, una luce notturna che si illumina di colori diversi, e inoltre analizza anche il sonno. La faccia stilizzata di Remi aiuta i bambini a integrarsi con il ritmo giorno/notte; tutte le funzionalità di Remi possono essere controllate da smartphone, mentre i dati sul sonno vengono inviati tramite bluetooth e analizzati con l’apposita app. È possibile acquistare Remi a 59 dollari (circa €54,18) tramite l’offerta esclusiva sulla campagna Indiegogo.

Touchjet Wave – Trasforma qualsiasi TV in un tablet touch screen

Se finora avete sognato di fare presentazioni aziendali in stile Minority Report, Touchjet Wave è il gadget che fa per voi: si tratta di un dispositivo capace di trasformare ogni TV dai 20 agli 80 pollici in un gigantesco tablet android touchscreen, capace di girare da solo o di trasmettere lo schermo di un altro dispositivo Android. È un dispositivo Android con un processore quad-core, 2GB di RAM, 16GB di memoria ROM e un sensore a infrarossi per simulare gli swype e i tap sullo schermo, estendendo le potenzialità della smart TV. È possibile ordinare il Touchjet Wave a 199 dollari (€183 circa), spedizione esclusa, sulla pagina dell’apposita campagna di Indiegogo. Le spedizioni per gli ordini di questi giorni partono da Giugno 2016.

Bluesmart – l’alleata del viaggiatore tech

Bluesmart è una vera valigia intelligente, con funzionalità davvero sfiziose. Dimenticate le varie combinazioni: Bluesmart utilizza una chiusura digitale che si controlla tramite smartphone. La valigia ha anche un sensore Gps, per comunicarvi sempre la sua esatta posizione, oltre ad un sensore di prossimità e una bilancia incorporata. Un’altra importante feature riguarda la batteria incorporata per la ricarica di dispositivi mobili, che vi consentirà fino a 6 ricariche complete. In futuro, le potenzialità di Bluesmart potranno essere incrementate lavorando sull’app. Ad esempio, l’app potrebbe interagire con il calendario dello smartphone per consigliare servizi e orari di partenza sulla base delle proprie abitudini. Bluesmart è disponibile in preordine su Indiegogo al prezzo di 399 dollari (circa €366,3) spedizioni escluse.

Gli smart gadget sono la “next big thing”?

Con il segmento degli smartphone nella sua fase di maturità, produttori e consumatori sono in fermento per la prossima grande svolta che segnerà i consumi e costumi futuri. Ci sono buone possibilità che l’Internet delle Cose avrà un ruolo determinante per i prodotti del futuro prossimo.

week in social

La settimana sui social: da Facebook per gli sportivi al crollo di Twitter

Come chiudere la settimana social se non con un bel riepilogo di tutto ciò che vi siete persi tra le news dei nostri social media preferiti? Il venerdì , si sa, è #weekinsocial. Scopriamo insieme, prima di disconnetterci per il weekend, cosa è successo in questa intensa settimana social.

Facebook per gli sportivi

Mark Zuckerberg a stare con le mani in mano proprio non riesce e ha deciso di soddisfare le esigenze proprio di tutti. E quando diciamo tutti, questa volta ci riferiamo agli sportivi ma soprattutto agli amanti dello sport, quelli che non si perdono mai una partita o un match. Facebook introduce, infatti, la nuova funzionalità Sport Stadium.

Week in social

Di cosa stiamo parlando? Detto fatto. Con questa nuova funzionalità Facebook ora può combinare i risultati in tempo reale, le statistiche e le informazioni sulle squadre coinvolte in una partita, come se stessimo seguendo e commentando le partite al bar con gli amici ma in versione social 2.0. Così Steve Kafka, Product Manager di Facebook descrive la nuova funzione:

Con 650milioni di appassionati, Facebook è il più grande stadio al mondo, dove gli utenti condividono gioie e dolori sportivi. Ora abbiamo creato un luogo dedicato allo sport per avere la sensazione di guardare la partita con i propri amici anche quando non si è insieme”.

Per il momento il servizio è attivo solo per gli iPhone negli Stati Uniti e quindi supporterà il football americano.

Week in social

Sempre made in Facebook il servizio social che partirà in Italia dal prossimo giugno che riguarda l’inclusione di Facebook nel monitoraggio delle conversazioni sulle trasmissioni TV.

Nielsen (Multinazionale statunitense di telecomunicazioni) ha infatti annunciato l’espansione del suo “Twitter TV Ratings”, lo strumento con cui finora ha misurato l’attività e l’audience delle conversazioni su Twitter relative a quel che passa sul piccolo schermo, al miliardo e mezzo di persone che usano Facebook. Ben presto il “Social Content Ratings” riguarderà anche le menzioni su Instagram.

Ma non finisce qui. Parliamo di riservatezza dei dati e comunicazioni criptate. Facebook, dopo aver reso possibile agli utenti l’accesso da computer sotto copertura della rete Tor, il sistema di comunicazione anonima su Internet, ora estende questa possibilità anche agli utenti di Android.

Il crollo social di Twitter

Periodo non felicissimo per il microbloggig che ha visto per la terza volta, nel giro di poco tempo, un crollo dovuto a malfunzionamenti del sistema. Niente cinguettii per diverse ore, lo scorso 19 gennaio, e oltre al malcontento mondiale dei propri follower, è stato il calo vertiginoso dei titoli in borsa a far tremare le alte sfere di Twitter.

LEGGI ANCHE: Che cosa è successo a Twitter?

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Fase down compensata però da alcune novità social interessanti. Unione di fatto con Periscope, di cui Twitter ne integra completamente i video sulla propria piattaforma. Da ora i contenuti di Periscope si potranno guardare direttamente nel feed del microblogging senza dover cliccare su un link e aprire l’app esterna di Periscope.

Ma le novità non finisco qui. Dopo aver incassato la delusione tutta orientale del concorrente Weiboil social cinese avrebbe infatti annunciato di voler estendere il limite dei 140 caratteri a duemila entro la fine di questo mese – il microblogging dei cinguettii lancia Twitter Flight School, ovvero un programma di formazione online e interattivo dedicato alle agenzie con l’obiettivo di sfruttare tutta la potenza della piattaforma per ideare, implementare e ottimizzare le campagne marketing su Twitter.

week in social
Linkedin e le parole più utilizzate nei social CV

Il social network amato dai professionisti festeggia i 20 milioni di utenti nel Regno Unito e ci regala un’interessante curiosità: La classifica dei termini più utilizzati nei curriculum italiani su Linkedin.

Esperto, strategico, responsabile e creativo sono queste le parole che ricorrono con maggiore frequenza su CV e profili made in Italy. La classifica è stata messa a punto da Linkedin per il quinto anno consecutivo e a livello mondiale a trionfare è la parola leadership.

Concludiamo la social week con un’altra stuzzicante curiosità. Gli italiani hanno poca inventiva e questo ce lo dimostra il fatto che nel 2015 la password più usata, anche per gli account social è stata ancora “12345”, seguita dall’intramontabile “password”. La classifica delle password più utilizzate è stata messa a punto dalla società SplashData sulla base di 2 milioni di password rubate negli attacchi durante tutto il 2015.

Ninja Social Oroscopo dal 22 al 28 Gennaio

Cari Guerrieri, siete pronti ad affrontare anche questa settimana transiti ed opposizioni a testa alta e con le armi (del marketing!) affilate?

Bene, perché ci sarà da tenersi pronti ad una Venere, pianeta dell’amore, che si sposterà nel segno del Capricorno andando così a raggiungere il pianeta del pensiero Mercurio. Che significa? Che la razionalità prenderà il sopravvento sulle emozioni, che prima di darvi un bacio la vostra metà vi chiederà di recitare la tabellina del 9 tutta d’un fiato insieme alla vostra promessa di fedeltà assoluta ed infine che la pubblicità della Barilla prima di scaldarci il cuore con la voglia di casa dovrà rispondere alle nostre domande.

Ecco, Venere in Capricorno significa razionalità e concretezza. Bando alle chiacchiere da content manager e viva il reparto IT!

Così quindi il Capricorno questa settimana prima di invitarvi a cena controllerà accuratamente il vostro profilo Linkedin… e se qualcosa non dovesse essergli chiaro baderà bene a chiedervene conto prima del bacio sottocasa! Per fortuna esiste il Toro che questa settimana non solo sarà pronto ad aggiornare il suo profilo perché sia competitivo al massimo ma avrà anche poca voglia di baciare… quindi aspetterà senza impazienza!

Lo Scorpione non avrà dubbi: con Marte nel segno si sente super sexy ma anche super ardito e quindi approva le aziende che comunicano su Tinder così come ha approvato la scorsa settimana la mossa di Diesel di fare adv sui siti hot. Viva l’audacia! Non la penserà allo stesso modo invece il Leone che sarà pigro da tutti i punti di vista: sia sotto le coperte che sui social network… Nessun aggiornamento di status nè un misero selfie. Silenzio!

La Vergine con Venere che torna favorevole riprende fiducia in sè stessa e per mostrarlo a tutti pubblicherà su Instagram con Layout una gallery di collage di selfie. Casomai non aveste capito che è tornata in formissima! La seguono a ruota il Cancro che mosterà in time lapse con Hyperlapse tutto il percorso vita che riuscirà a fare al parco in tempo record (grazie a Marte che lo rende instancabile e forte) ed anche il Gemelli che per festeggiare Venere che finalmente lo lascia un pò in pace userà le gif animate di Boomerang per mandare in loop baci su baci.

Anche i Pesci hanno da festeggiare un pò di ritorno di autostima questa settimana e potrebbero approfittare della nuova app Friendz per farsi selfie rigorosamente dall’alto e magari guadagnarci anche qualcosina… che con questo Giove opposto potrebbe essere utilissimo! L’Acquario invece bando ad ogni diplomazia decide di dire finalmente la sua senza peli sulla lingua in merito ai selfie, ai filtri di Instagram, agli hashtag inappropriati e anche alla Facebook Ads che lo tormenta. E, se non fosse chiaro, non saranno complimenti e congratulazioni!

L’Ariete secondo l’oroscopo della settimana decide che è davvero giunta l’ora di prendere in mano la situazione ed incrementare il suo business… anzi, adesso che con Venere quadrata non perderà nemmeno tempo in smancerie, ha tante serate libere per studiarsi G+ e Google Business. Che compagnia! Forse però potrebbe dargli retta ed anzi seguire il suo esempio il Sagittario che, bramoso di trovare risposte, le cerca anche attraverso Google e tutti i suoi strumenti. Comprese le community di Google +!

Infine la Bilancia attaccata proprio dalla sua amata Venere ne approfitterà questa settimana per lamentarsi, cosa nella quale riuscirà benissimo, ed anche per esprimere desideri al limite dell’impossibile come il supporto telefonico da Facebook h24 per gli inserzionisti!

Facebook, Instagram e Twitter Ads: la parola a Lorenzo Viscanti

lorenzo viscanti master social media

Mancano solo due mesi all’inizio del Master Online in Social Media Marketing di Ninja Academy. Abbiamo intervistato Lorenzo Viscanti, tra i docenti Ninja, per capire quali saranno gli argomenti più importanti in ambito advertising sui Social Media.

Lookalike e Custom Audience: quanto conta la profilazione degli utenti per l’advertising su Facebook?

L’advertising si sta spostando verso la performance: contano meno le impressioni dei nostri annunci, contano meno i click. Quello che conta sono le azioni svolte dagli utenti dopo avere cliccato sugli annunci: ad esempio, le installazioni della app, gli ordini di pizza da consegnare a casa, gli abbonamenti ad un servizio di streaming sottoscritti, etc. In quest’ottica gli algoritmi che analizzano enormi quantità di dati per predire quali utenti, quali posizioni degli annunci, quali creatività grafiche produrranno il maggior numero di questi azioni sono determinanti.

Custom Audiences e Lookalikes sono gli strumenti che Facebook ci mette a disposizione per allargare la platea degli utenti che probabilmente convertiranno e quindi sono fondamentali, contando la reach che Facebook ha raggiunto, in particolare su mobile.

Instagram e Pinterest: la pubblicità a base di Visual Content e immagini è sempre la formula vincente?

Con l’advertising su Instagram Facebook ha fatto un piccolo capolavoro. Le campagne che già abbiamo su Facebook ora possono girare in modo semplicissimo anche su Instagram. E la resa che hanno sulla app per foto è splendida, grazie ad una cura maniacale per il Visual Content che il team di Instagram ha dimostrato.

Personalmente credo che Instagram diventerà una piattaforma incredibile per l’advertising a performance nei prossimi anni, proprio grazie alla qualità e potenza dei suoi formati di advertising, uniti naturalmente alla capacità di profanazione di Facebook.

Per quanto riguarda Pinterest, secondo me nei prossimi mesi dovrà guardarsi le spalle proprio da Instagram. Facebook ha capito bene qual è il valore della piattaforma nel connettere gli utenti in particolare con chi fa ecommerce e farà di tutto per conquistare questo mercato.

La domanda interessante ora potrebbe essere dove arriverà Instagram, si mangerà tutto il mercato del Visual Content su mobile?

loghi instagram

Ritieni che il Formato Carousel per un eCommerce sia il migliore per fare advertising su Facebook?

Il team di Facebook, sia sulla app stessa di Facebook che su Instagram, ha fatto un lavoro che ammiro molto nei formati grafici usati per gli annunci. Ma se gestisco un eCommerce quello che controllo ogni mattina quando mi sveglio è il numero di vendite realizzate il giorno prima.

Adesso il Carousel è senz’altro il formato più accattivante, e Facebook continuerà nel tempo a sfornare formati eccellenti, che catturino l’attenzione (e i click) degli utenti. Usiamolo senz’altro, ma stiamo pronti ad adottare anche il prossimo formato che Facebook tra pochi mesi sfornerà per migliorare ancora le performance. Quello che conta sono le azioni, ancora più dei formati grafici.

Una tua valutazione sulle tendenze sponsorizzate di Twitter: associarle ai Tweet sponsorizzati in occasione di determinati eventi è una strategia efficace per un brand?

Ogni volta che vedo la televisione, una notizia è tale se è diventata importante su Twitter oppure se qualcuno di ‘importante’ ne ha parlato con un Tweet. Ma in realtà i numeri di utilizzo di Twitter sono piuttosto scadenti.

Nonostante questo, un tweet ben riuscito o un trend sponsorizzato è come un buon rinfresco offerto ai giornalisti presenti ad una conferenza stampa. Non cambia la qualità del prodotto in alcun modo, ma fa in modo che qualcuno ne parli.

Speriamo che i numeri reali dell’utilizzo di Twitter migliorino a breve, altrimenti sarà difficile per Jack Dorsey e la sua piattaforma aumentare i budget pubblicitari che raggiunge nel tempo. Infatti proprio come ho detto prima, contano meno le impressioni e contano di più le azioni post-impressione. Se la base utenti non cresce come faranno ad arrivare in massa queste azioni?

corso social media marketing

Facebook Insights può rappresentare una sorta di “competitor” di Google Analytics nell’implementazione di una strategia di Performance Marketing? Quali scenari si apriranno per il futuro?

Qualche anno fa ogni giorno guardavo Google Analytics di tutti i miei siti. Ora la mattina guardo i dati dei click su Facebook Insights e alcune informazioni dalle statistiche di bit.ly. Anche voi avete cambiato le vostre abitudini in questo modo?

Probabilmente tra qualche anno useremo uno strumento nuovo per vedere i dati di utilizzo delle nostre properties sul web, uno strumento che in una unica pagina ci dirà cosa succede sul nostro sito, cosa succede sulla nostra app e anche sulla nostra pagina Facebook. Uno strumento che ancora non esiste e che forse sta nascendo in un qualche garage della Silicon Valley. O, spero, in Italia.

facebook insights

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Boomerang, Layout e Hyperlapse: la suite Instagram al servizio dei brand

Con oltre 400 milioni di utenti mensili, Instagram si sta rapidamente rivelando come una sorta di grandi magazzini Harrods nel panorama social network. Insomma, un luogo in cui aziende e brand, delle più disparate categorie merceologiche, non possono mancare. Più gli account aumentano, e con loro la bagarre tra marchi, più diventa difficile farsi notare nel flusso di immagini e parole del social fotografico. Dunque come differenziarsi? Un Social Media Manager ninja si distingue da un SMM nella norma grazie alla creatività: Instagram, oggi, offre molte soluzioni con la suite composta da Boomerang, Layout e Hyperlapse. Applicazioni leggere e di semplice utilizzo, che se usate bene restituiscono benefici visibili, in termini di like, follower ed engagement.

Boomerang, Layout e Hyperlapse: la suite Instagram al servizio dei brand

Pubblica video con Hyperlapse

L’applicazione Hyperlapse permette di creare video in time lapse di alta qualità, soltanto grazie al tuo smartphone. Uno dei principali vantaggi nell’utilizzo di Hyperlapse è la tecnologia integrata di stabilizzazione dell’immagine, per assicurare video piacevoli da guardare e poco soggetti alla classica mano traballante che ci affligge (chi più, chi meno).

Utilizza Hyperlapse per:
• condividere dei mini tutorial su come utilizzare un prodotto;
• offrire tour degli uffici dell’azienda;
• fare un annuncio su nuovi prodotti e/o servizi;
• mostrare un evento o un party aziendale;
mostrare il “dietro le quinte” dell’azienda;
illustrare un processo step-by-step relativo a un particolare prodotto.
Le aziende possono sfruttare Hyperlapse per differenziarsi dalla massa, come ad esempio ha fatto Cosmopolitan Magazine, con un breve tour dei suoi uffici, mentre Footlocker ha utilizzato l’app della suite Instagram per lanciare un nuovo modello di sneaker.

Taco Bell, invece, ha proposto la sua nuova linea di salse.

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Arricchisci la storia con Layout

Layout è lo strumento che ti permette di aggiungere più immagini in un solo post su Instagram. Questo consente ai brand di creare un collage di foto (per un massimo di nove) e sfruttare al massimo la forza di engagement dello storytelling. Abercrombie & Fitch ha utilizzato Layout per offrire al proprio pubblico un “dietro le quinte” degli step di progettazione di un vestito.

Il marchio è stato quindi in grado di raccontare una storia più complessa e offrire una prospettiva diversa al pubblico.
Sephora, Walmart, Marriott Hotels & Resorts e molti altri hanno utilizzato l’applicazione per raccontare storie più lunghe, ottenere input dalla community, e aggiungere varietà e creatività al classico piano editoriale.

Proporre GIF grazie a Boomerang

Boomerang ha riportato alla mente una canzone del 2006, “La Camisa Negra” (soprattutto dal minuto 2 in poi) di Juanes (un sosia di Colin Farrell). Ma torniamo a noi. Come sapete, le GIF sono una tipologia di contenuti ormai molto gettonata su quasi tutti i canali social. Con Boomerang ognuno di noi è in grado di creare la propria GIF, velocemente e senza utilizzare software complessi. Inoltre l’applicazione è anche la risposta di Instagram a due piattaforme, molto utilizzate dai millennial: PHHHOTO e Vine.
Utilizza Boomerang per mettere in risalto ciò che contraddistingue il marchio dalla concorrenza. Ad esempio, guardate cosa ha proposto Refinery29.

Anche Plated, Benefits Cosmetics, Purina, Timberland e altri marchi hanno utilizzato Boomerang rendendo più “movimentata” la loro presenza su Instagram.
Forse è il momento di spendere un po’ di tempo su queste app, e cercare di capire quale possa essere la più adatta per la comunicazione del tuo brand o del tuo cliente.

Raccontaci le tue esperienze ninja con la suite Instagram.

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Friendz, l’app italiana che ti fa guadagnare con un selfie

I social network sono una grande opportunità per le aziende, ma non è facile emergere tra i competitor. Ogni giorno si trovano nuove strategie di social media marketing e nuovi strumenti: abbiamo avuto modo di conoscere una startup italiana, Friendz app, che offre una nuova opportunità alle aziende.

Una startup nata da meno di 7 mesi che conta già un team di 10 persone diviso fra Roma e Milano e oltre 10.000 utenti attivi. I tre ideatori, Alessandro Cadoni (CEO) , Daniele Scaglia (COO) e Cecilia Nostro (CMO), hanno capito quanto sia complessa la visibilità sui canali social per i brand oggi: algoritmi che penalizzano la visibilità organica prediligendo i post sponsorizzati e utenti sommersi di pubblicità che tendono a dare sempre più attenzione a quanto condiviso dagli amici.

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Vediamo allora come Friendz può rispondere a questa nuova esigenza di visibilità da parte dei brand con Cecilia Nostro che ci racconterà qualcosa di più!

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Cos’è Friendz e come è nata l’idea?

Friendz nasce per risolvere un problema delle aziende cogliendo un’opportunità che arriva dai social network. Non abbiamo inventato nulla, abbiamo piuttosto abbinato due trend. Il problema che andiamo a risolvere è la difficoltà che i community manager hanno nel comunicare con clienti o prospect a causa della mole di informazioni che l’utente è costretto a sorbire durante la propria navigazione online. Mentre l’opportunità è la predisposizione delle persone a creare contenuti e la disponibilità a “brandizzarli” sentendosi veri ambassador dell’azienda.

Friendz è semplicemente il meccanismo che permette la connessione fra le aziende che vogliono apparire naturalmente sui social e le persone che vogliono fare un’attività per i loro brand preferiti a fronte di un piccolo compenso.

Quindi concretamente come funziona l’app? Vuoi farci qualche esempio concreto?

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L’app è per gli utenti semplicissima: basta scegliere la campagna più vicina ai propri interessi, scattare una foto a tema seguendo le regole e il brief e tramite l’app caricarla su Facebook (presto anche Instagram), a quel punto il contenuto avrà le sue interazioni e godrà di visibilità organica che è di fatto quello che vendiamo ai nostri clienti.

Ad esempio  per Natale abbiamo lavorato per Trudi, le persone hanno fatto una foto ad un pacchetto di Natale con l’hashtag “#speriamoSiaTrudi” accostando alla foto un pupazzo della medesima marca. Un brand come questo non ha bisogno di essere conosciuto piuttosto di essere ricordato e scelto in occasione dello shopping natalizio e ancora di essere sempre associato a sensazioni positive come lo sono, per eccellenza, quelle del Natale.

Vi ritenete una valida alternativa alle Facebook Ads? Quali sono i vantaggi per i Brand che decidono di investire in Friendz?

Friendz App
Preferiamo considerare Facebook ads un tool complementare, non sostituto; anche per una tema di taglia! Mi spiego meglio, quello che facciamo noi è di stimolare le persone a creare contenuti spontanei per i brand che vengono condivisi e assumono una connotazione virale, l’interpretazione delle persone è molto empatica e convincente ma è pur sempre una re-interpretazione che non ha senso se non c’è stata, in prima battuta, una esposizione diretta dell’azienda.

Concludendo, potremmo definirci una buona alternativa solo se l’obiettivo delle ads è di veicolare il brand in maniera capillare, non lo siamo sicuramente se il fine è quello di comunicare in senso stretto un brand o un nuovo prodotto.

Torniamo un po’ indietro nel tempo: come avete trasformato l’idea in un modello di business concreto? È stata un’evoluzione naturale o avete incontrato degli ostacoli?

Quando si vuole lanciare un prodotto innovativo che ha pochi “benchmark” è molto difficile trovare il modello di business corretto e non è detto che quello attuale sia ottimizzato e definitivo.

La più grande sfida è stata quella di “fare assomigliare Friendz a qualcosa” già presente sul mercato. Non tutti riescono a fidarsi dell’innovazione quindi preferiscono associare i nuovi prodotti a quelli vecchi individuando le differenze e punti di forza. Dinamiche nuove, metriche nuove, misurazioni nuove, risultati nuovi, non è immediato né naturale per tutti il cambiamento.

Un grande traguardo, la vittoria al Pitch COmpetition del Web Marketing Festival 2015 di Rimini. Come vi vedreste oggi senza questa vittoria alle spalle che vi ha portato il primo round di investimenti?

Friendz AppIl Web Marketing Festival 2015 di Rimini è stato un momento molto importante per noi del team e per Friendz, naturalmente. “Vincere tutto” davanti ad una platea di addetti al settore ci ha dato una carica esplosiva. Dopo quel week end siamo partiti più carichi che mai per trovare e convincere il primo investitore, che è sempre il passo più arduo, della bontà e delle potenzialità del nostro progetto.

Per quanto si lavori sodo le approvazioni altrui sono fondamentali, soprattutto se provengono da potenziali clienti e utilizzatori del tuo prodotto. Non nego che anche il premio economico ci ha fatto molto comodo per partire, eravamo studenti, con una voglia immensa di realizzare il nostro progetto. Non ci è sembrato vero tornare a casa con quegli assegni!

Gadget of the week: Kodak lancia la prima Super 8 digitale

Se sei nostalgico dei bei tempi andati e della registrazione su pellicola, Kodak potrebbe aver creato il gadget che fa per te. La nuova Super 8 Camera presentata nelle scorse settimane al CES 2016 riprende fedelmente la versione datata 1965, ovviamente con qualche update per rendere utilizzabile questo gioiellino oggi, senza dover scendere a compromessi. Perché si sa, resistere ad un prodotto tecnologico dal fascino retrò è praticamente impossibile.

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Kodak Super 8 Camera, versione digital: cosa c’è di nuovo?

Anche se non tutti amano o sentono la necessità di avere più megapixel possibili e ampi schermi LCD, non significa che la Super 8 Camera del 2016 non debba presentare feature interessanti.

La nuova versione di questo prodotto Kodak, ideata avvalendosi delle competenze del designer industriale Yves Bihar, si presenta infatti riveduta e corretta, seppur caratterizzata da quel mood vintage che non guasta mai. La Super 8 originale risale al 1965, quando venne introdotta sul mercato con lo scopo di rendere più semplice la produzione di home video grazie ad un sistema maggiormente intuitivo e ad una maggiore praticità.

L’innovazione per la versione 2016 di questa classica videocamera, che filma a 9, 12, 18, 24 e 25 frame al secondo e presente lenti Ricoh da 6mm o 6-48mm, può registrare sia su pellicola che in digitale, caricando il girato anche su una SD card in modo da poter effettuare il download sui propri device. Inoltre, lo schermo dove visualizzare quanto realizzato è un LCD ribaltabile e, in onore dello slogan ‘You Press The Button, We Do The Rest’ (tu premi il bottone, noi facciamo il resto) le cartucce saranno vendute con un processo di elaborazione integrato ed un accesso alla scansione del film, consentendo quindi agli utenti di effettuare un editing rapido. La camera è dotata anche di un microfono integrato per effettuare registrazioni audio e tre ingressi, per caricare la batteria e per lo streaming durante la registrazione. Insomma, mai come in questo caso è opportuno utilizzare la definizione “tradizione ed innovazione”, che ben si sposa con la Super 8 Camera di Kodak.

La voglio! Come posso averla?

Ti sei innamorato di questa videocamera? Spiacente, ma c’è ancora da aspettare un po’: presto verranno annunciati i prezzi di Kodak Super 8 Camera, ma secondo quanto dichiarato al Wall Street Journal da Jeff Clarke, CEO di Kodak, il cartellino dovrebbe aggirarsi tra i 400$ ed i 750$, mentre la pellicola costerà tra i 50$ ed i 75$ e la release avverrà nel corso di questo anno. Inoltre, una versione maggiormente accessibile potrebbe fare il suo ingresso sul mercato nel 2017.

Ha dichiarato ancora Clarke:

“Non si tratta del classico copione ‘digitale contro analogico’. In questo caso si tratta di avere le caratteristiche complementari di entrambi.”