La trasformazione digitale passa da IBM BusinessConnect [EVENTO]

Il 16 giugno a Milano arriva alla sua terza edizione BusinessConnect, l’evento annuale di IBM con workshop, demo, tavoli di lavoro e discussione dedicato ad esperti, influencer, professionisti e manager di aziende.

Dopo aver parlato di tecnologie Cloud, Analytics, Mobile, Social e Security e di come questi strumenti incidono nel panorama dei diversi settori di industria, BusinessConnect 2015 vuole essere il momento in cui idee, tecnologie, esperienze si mettono in moto per rendere la trasformazione digitale più di una teoria: una opportunità reale e concreta, al servizio delle aziende italiane, per ridisegnare un nuovo modo di lavorare capace di creare valore.
Il Ministro dello Sviluppo Economico Federica Guidi, Roberto Maroni, Presidente della Regione Lombardia e Gianfelice Rocca, Presidente di Assolombarda inaugureranno il nuovo Data Center Cloud, una significativa testimonianza dell’impegno di IBM nel dare il suo contributo all’attivazione del sistema paese.
Insieme a Massimo Russo, direttore di Wired, avremo modo di condividere i più recenti trend e conoscere i nuovi motori dell’innovazione, tra cui le startup vincitrici del premio Smart Camp.

Il tutto si terrà presso la nuova sede di Milano di Talent Garden, luogo icona del co-working e della filosofia dello shared knowledge.

IBM BusinessConnect

Iscriviti

Quest’anno IBM BusinessConnect sarà “il luogo” in cui convergeranno idee ed energie, dove verranno messi in comune la conoscenza e le esperienze di tutti coloro che guidano la trasformazione digitale. Sarà il principale punto di incontro tra gli influencer che l’hanno studiata e anticipata, le start-up che ne sono state pioniere e le tante aziende già avanti in questo percorso. Soprattutto, sarà l’edizione in cui il mondo del business italiano entrerà concretamente nell’era digitale.

L’evento è gratuito e aperto, previa registrazione. Iscriviti e scegli le Sessioni Open a cui vuoi partecipare

Gli incontri

Tra le sessioni a cui puoi partecipare ti segnaliamo “3D marketing: il Data Driven nell’era digitale” con Mirko Pallera, co-fondatore e CEO di Ninja Marketing e Ninja Academy e Luca Bordin, General Manager Media Sales & Solutions di Nielsen.

La sessione permetterà ai partecipanti di condividere con operatori di settore ed alcuni esperti IBM esperienze, opinioni,  dubbi relativi alla digital trasformation nel marketing.  Ci interrogheremo insieme su cosa significa e quanto c’è davvero di concreto in un marketing data driven strategy. Cercheremo di comprendere quali possano essere gli elementi organizzativi chiave per implementare in modo più efficace e veloce questo tipo di strategia. L’obiettivo della sessione sarà riuscire, in un ottica di co-creation, ad individuare una roadmap comune frutto delle singole esperienze ma anche delle esempi di successo del settore.

business connect

Come pubblicare e promuovere un ebook? Partecipa gratis al Ninja Talk

ebook

Continua la collana di appuntamenti online del tutto gratuiti, pensati per i professionisti del digital. Il prossimo free webinar offerto dalla Ninja Academy è previsto per il 6 luglio, dalle ore 17 alle ore 18, ed è dedicato all’editoria digitale.

Pubblicare e promuovere un ebook in rete

L’industria dell’editoria è in pieno fermento: il mercato si polarizza tra pagine offline ed online e gli scrittori imparano ad affermare il proprio personal brand. Al centro, device tecnologici si contendono il primato di lettori e li avvicinano a scrittori emergenti in tempi rapidissimi.

Questo seminario si apre esplorando due prospettive opposte: editore ed autore. Entrambe le figure devono conoscere le diverse tipologie di publishing possibile, l’impatto del digital sui modelli di business ed i trend che muoveranno il mercato nel futuro.

Enzo Lauretta è uno scrittore che è stato appena pubblicato da Marco Frullanti: insieme daranno vita ad un dibattito che offre una prospettiva da insider a chi ora si avvicina all’industria editoriale ed al digital publishing. Lo scopo è orientare i neo-scrittori nella giungla del self publishing e del blogging indirizzandoli verso una più corretta promozione della propria opera coinvolgendo il target, grazie ad esempi pratici e casi di studio made in Italy.

Modera Diana Piemari Cereda, Vice Editor Business di Ninja Marketing.

Come partecipare ai Ninja Talks?

I nuovi appuntamenti #NinjaTalks targati Ninja Academy sono completamente gratuitibasterà iscriversi qui per prenotare il proprio posto digitale e collegarsi alla nostra piattaforma per seguire il webinar.

Ricapitoliamo:


Pubblicare e promuovere un ebook in rete

Enzo Lauretta, scrittore
Marco Frullanti, editore
Diana Piemari Cereda, Vice Editor Ninja Marketing

Lunedì 6 luglio 2015, dalle ore 17 alle ore 18

ISCRIVITI ORA!

Cosa fai "nel tempo di un pieno?" Segui il nuovo programma radiofonico sugli automobilisti contemporanei

Sei in auto, percorri la tua strada canticchiando insieme alla radio quando ad un certo punto ti rendi conto che la spia del carburante è accesa e che la lancetta tocca pericolosamente la prima tacchetta. Corri a fare il pieno, vero? E mentre il benzinaio ridà vita alla tua auto cosa fai? Controlli le email? Completi un livello di Candy Crush Saga? O scambi quattro chiacchiere col benzinaio che ti sta salvando la serata?

Questo è il concept alla base dell’iniziativa Nel tempo di un pieno. La stazione di servizio è da sempre un luogo in cui passano, ogni giorno, centinaia di automobilisti, ognuno con la propria storia e le proprie manie. Nessuno meglio di chi lavora sotto pensilina può raccogliere e farsi raccontare le esperienze e le storie di questi automobilisti, conosciuti “nel tempo di un pieno”.

L’iniziativa sfrutterà la compagna fidata degli automobilisti: la radio, in maniera informale, friendly, divertente ed innovativa. La scelta del canale radio non ci sorprende: quante volte vi ha fatto compagnia mentre eravate al volante? Da qui l’idea di far diventare il gestore di una stazione di servizio la voce di un programma radiofonico dedicato al mondo degli automobilisti.

Nel tempo di un pieno parte con l’ironia del programma radiofonico “Il Ruggito del Coniglio”, su Radio 2, con più spazi durante il giorno. In ogni spazio il Dj radiofonico si collegherà con il gestore di turno. Ogni spazio sarà dedicato a rubriche diverse, come ad esempio:

  • un docuradio alla scoperta delle diverse tipologie di automobilisti: le autoturbomamma, gli autostratega, gli autopigri, gli autococcolosi etc. ;
  • interviste agli automobilisti, per scoprire qual è la cosa più strana o assurda successa in auto;
  • il gestore racconta: aneddoti e curiosità in prima persona, sulle cose più bizzarre che accadono ogni giorno sotto la pensilina.

Protagonisti indiscussi della campagna saranno, quindi, la radio e le storie degli automobilisti contemporanei. L’obiettivo? Far divertire tutti: i pendolari che si recano tutti i giorni a lavoro, gli automobilisti in coda per il pieno, il pubblico radiofonico.

Se vuoi ascoltare le puntate e scoprire Che automobilista sei? puoi collegarti al sito dell’iniziativa neltempodiunpieno.it oppure puoi interagire usando #neltempodiunpieno.

Cosa aspetti? Collegati al sito neltempodiunpieno.it per scoprirne di più.

Come scegliere le parole chiave per la tua strategia SEO

selezionare parole chiave seoChe la scelta delle parole chiave per il tuo posizionamento SEO sia fondamentale non è una sorpresa. Assieme al traffico generato dai social, la ricerca organica, con Google in prima in fila, è il canale più importante per convogliare utenti e clienti sul tuo sito internet.

Certo, molto dipende dal tipo di business o di sito, ma sei alla ricerca di qualche dritta per costruire la tua strategia, sei capitato nel posto giusto (magari grazie alla nostra strategia SEO) per imparare la tecnica che usano i ninja quando si combatte la battaglia per un posizionamento SEO.

La tua strategia è chiara?

strategia seo

Prima di scegliere le parole chiave, concorderai con noi, è bene sapere di cosa stai parlando. E non parliamo solo di strategia digital, ma di strategia competitiva al livello più generale possibile. Cosa rappresenta il tuo prodotto per i tuoi clienti? Che cosa offri esattamente e cosa ti rende diverso dalla concorrenza?

Una domanda fondamentale che puoi porti, per seguire gli insegnamenti del tanto citato Porter, può essere questa: il mio vantaggio si fonda su una superiorità qualitativa o su un’offerta di convenienza?

Rispondere a questo tipo di domande ti aiuterà prima di tutto a definire al meglio il tuo posizionamente competitivo e, a livello di SEO, a scegliere le parole chiave che meglio descrivono non solo il tuo prodotto, ma soprattutto il beneficio che offri ai tuoi clienti.

Frasi, non parole

frasi non parole

Da quanto ci siamo detti sopra, dovrebbe essere chiaro che molto spesso una parola non potrebbe bastare per descrivere al meglio il vostro business. Parlare di parole chiave è quindi fuorviante, sarebbe forse più corretto parlare di frasi chiave.

Facciamo un esempio. Se il tuo sito vende abbigliamento da calcio, l’utilizzo delle parole “abbigliamento” e “calcio” separatamente non può far altro che farti perdere nel mare di risultati che l’utente si troverà davanti. Cosa fare quindi? Descrivere la tua offerta nella maniera migliore possibile, anche se ti troverai ad utilizzare più di una parola.

Puntare sulla precisione o rimanere sul vago?

A questo punto, ci troviamo di fronte a un dilemma cruciale: puntiamo su parole (meglio, frasi) chiave molto generali oppure essere più specifici. Nell’esempio di prima: utilizzare “abbigliamento da calcio” oppure frasi come “maglia calcio ufficiale”?

Qui tutto dipende dai tuoi obiettivi. Con la prima strategia sei sicuro di apparire nelle ricerche di un target molto più ampio di clienti, mentre con la seconda apparirai a meno utenti che però troveranno esattamente quello che cercano sulla tua pagina.

Tieni comunque a mente che parole chiave troppo ampie non sono mai una buona scelta. Pur garantendo un alto volume di ricerca, sono caratterizzate da una forte competizione. A meno che tu non abbia un sito molto conosciuto nel tuo settore, il rischio di perderti nelle pagine di ricerca successive alla prima è molto alto.

Un po’ di ispirazione

ispirazione per parole chiave

La fantasia non è il tuo forte e il dizionario dei sinonimi e contrari lo hai perso dopo la quinta elementare? Niente paura, abbiamo a disposizione qualche strumento per trovare le parole più efficaci per la tua strategia.

Il primo, forse un po’ empirico, è Google Suggest. Per capirci, il menu a tendina che compare quando effettuiamo una ricerca. I suggerimenti ci danno l’idea di quali ricerche vengono effettuate riguardo al nostro prodotto e, quindi, quali sono le frasi più efficaci per apparire ai primi posti.

Il secondo, invece, lo puoi prendere in prestito da Google AdWords. Pur essendo pensato per il SEM, con questo metodo, puoi avere subito qualche idea per le tue parole chiave SEO. Lo strumento in questione si chiama Contextual targeting tool e lo trovi nella tua pagina AdWords.

Questo utilissimo tool, che sostituisce il compianto Google wonder wheel, ti permette di digitare una parola chiave e ottenere suggerimenti sulle frasi di ricerca correlate. Meglio di così!

La ripetizione delle parole e il contenuto

Ripetere le parole chiave può farti guadagnare qualche posizione nelle ricerche, su questo non c’è dubbio. Attento però a non esagerare; l’algoritmo di Google non è stupido e ti penalizzerà se la ripetizione è troppo forzata.

Sinonimi e altre declinazioni della parola chiave principale sono un altro ottimo strumento per guadagnare posizioni.

Ricordati infine che il contenuto è quello che fa la differenza. L’approccio ideale prevede di pensare a una frase di ricerca e costruire, di conseguenza, il contenuto della pagina. E non viceversa, come spesso accade. Fai in questo modo e vedrai che i tuoi risultati scaleranno posizioni nella ricerca

Gli utenti cambiano: la tua strategia deve adeguarsi

strategia seo

Ora che hai una pagina perfettamente indicizzata per una frase di ricerca e ti trovi nei primi posti, non pensare di incrociare le braccia e aspettare che il traffico arrivi sul tuo sito.

Ricorda che gli utenti e i loro bisogni cambiano con il tempo; una frase di ricerca ottima oggi potrebbe essere fallimentare nel giro di sei mesi. Monitora le ricerche correlate alla tua pagina con gli strumenti che abbiamo visto prima e adatta la tua strategia a seconda delle parole chiave più utilizzate dai tuoi clienti.

Pronto per affrontare la battaglia con uno spirito ninja?

10 cose che ho imparato al Corso Online in Performance Marketing [NINJA ACADEMY]

Corso online in performance marketing

L’estate è alle porte e le lezioni del Corso Online in Performance Marketing della Ninja Academy si sono appena concluse. Dopo aver salutato i docenti Gianpaolo Lorusso, Matteo Polli e Luca La Mesa facciamo il punto della situazione per affrontare il test di valutazione (e prepariamoci ai gavettoni virtuali di fine corso).

Durante il corso abbiamo approfondito e integrato le nostre conoscenze sul performance marketing ed abbiamo scoperto come potenziare ed ottimizzare le nostre campagne online al fine di sfruttare al meglio il nostro budget.

Ecco nello specifico cosa abbiamo imparato:

#1 Per essere trovati sul web servono buoni contenuti

Non è sufficiente scegliere i canali giusti e pagare per apparire nei posti più rilevanti, bisogna creare contenuti interessanti per i nostri utenti e renderli visibili e fruibili any time, any place, any device.

#2 La legge è uguale per tutti, Google no

I risultati delle ricerche su Google variano in base a vari criteri: posizione geografica, storico delle ricerche e cronologia di navigazione, scelte dei propri collegamenti e condivisioni social, dispositivo desktop o mobile. Essere i primi nella SERP può essere alquanto relativo.

serp

#3 Non è tutto oro ciò che luccica e l’occhio vuole la sua parte

Durante la navigazione su di un sito web la nostra attenzione è attirata da determinati elementi:

  • Elementi grafici che contrastano con ciò che li circonda (ma che non sembrino banner);
  • Menù di navigazione;
  • Testo nei link, nei grassetti e nei titoli (se collegato al nostro scopo o alla nostra linea di pensiero);
  • Icone e marchi noti;
  • Immagini con parti anatomiche o visi (soprattutto femminili);
  • Campi di testo.

#4 Se non sono quelli della nonna, i cookie possono risultare indigesti

Il 2015 è l’anno nero per chi lavora col web in Italia: dopo il #mobilegeddon e il cambio di algoritmo di Facebook, la tragedia della cookie law. A parte il mal di pancia legato alla nuova normativa, una strategia basata sui cookie ha comunque dei limiti: implicazioni sulla privacy, durata limitata, cancellazione della cache dei browser e plugin di adblocking sono solo alcuni dei problemi che possono pregiudicare i risultati.

#5 I soldi non fanno la felicità e nemmeno scalano la SERP

Avere a disposizione un budget importante non ti assicurerà un buon piazzamento tra gli annunci su una ricerca Google. Adwords infatti prevede un Quality Score che tiene conto di vari parametri che può rendere le tue campagne molto più onerose se non possiedi un buon punteggio.

#6 Gli algoritmi passano, la creatività no

L’edgerank, l’algoritmo di Facebook, cambia in continuazione e l’unico modo (gratuito) per raggiungere i propri fan è essere interessanti, originali e creativi. Bisogna coinvolgere il proprio pubblico per ottenere risultati soddisfacenti.

#7 La tua strategia social ha bisogno di contenuti esclusivi

La natura dei social è differente da quella dei portali di informazione, crea contenuti esclusivi che i tuoi fan possano trovare solo sui tuoi account. Se poi il contenuto è valido sarà ripreso anche da altre fonti che amplificheranno la portata dei tuoi post senza ricorrere alla sponsorizzazione dei post.

#8 Non mi ami più? Un abbraccio

Icona della musica italiana e eroe del web, Gianni Morandi ha compreso la regola fondamentale dei social: gestire flame, critiche, offese e problemi con semplicità e serenità. Perchè più che una strategia spesso basta un sorriso o un abbraccio per migliorare il tuo performance marketing.

#9 Le tue inserzioni devono essere migliori di quelle altrui, ma devono anche lottare tra di loro

Se è assodato che anche su Facebook Ads una inserzione di qualità migliore fa spendere meno per raggiungere il target giusto, forse non sai che creando un gruppo di inserzioni queste competono per lo stesso budget, che viene ripartito in base all’efficacia di ogni singola inserzione.

#10 Se stai facendo bene, puoi comunque fare meglio

L’ultima nozione è forse la più importante: l’online advertising non è una scienza esatta, devi sempre testare nuove possibilità. Anche se stai facendo bene, devi provare sempre nuovi tipi di annunci e valutare quale offre risultati migliori. Effettuando test ripetutamente si può arrivare a definire i parametri più adatti per raggiungere e coinvolgere il proprio target.

La Ninja Academy Experience

Lo so, tra il lavoro, la palestra, l’happy hour e la quinta stagione di Game of Thrones credi di non poter riuscire a seguire un corso di formazione.

Per fortuna i materiali del corso sono sempre pronti da consultare e sul sito della Ninja Academy puoi trovare i video delle lezioni. Se hai qualche domanda puoi sempre farla al docente via email o durante i Question Time, le lezioni dedicate agli approfondimenti.

commenti facebook

La possibilità di rivedere tutte le lezioni e di consultare le slide anche a corso finito ti permetterà un rapido ripasso o all’occorrenza risolverà i tuoi dubbi.

Tramite il gruppo privato su Facebook riservato ai partecipanti del Corso Online ci si può confrontare e scambiare idee, oltre a fare networking.

10 cose che ho imparato al Corso Online in Performance Marketing

Ogni partecipante ai corsi può inoltre fornire un feedback all’Academy, così da poter permettere ai Ninja di risolvere eventuali criticità e poter costantemente migliorare il livello dell’offerta formativa.

10 cose che ho imparato al Corso Online in Performance Marketing

E ora?

Il corso online è terminato, ma dai un’occhiata ai prossimi corsi in programma:

Social Media Week Roma: 5 panel da non perdere

La Social Media Week è uno degli appuntamenti più importanti per chi lavora nel mondo del digital e del social web, e l’edizione che si terrà a Roma dall’8 al 12 giugno non sarà da meno.
187 speaker per una settantina di eventi che spazieranno fra temi e mezzi differenti, offrendo uno spaccato attuale e concreto di cosa sia, e cosa sarà, Internet.
Abbiamo scelto per voi cinque panel che consigliamo di non perdere alla Social Media Week di Roma: valgono la pena un giro nella capitale!

Content Evolution: Quando le Storie di Marca Ascoltano l’Esistenza Delle Persone

Giovedì 11, 15.30/16.30 – Casa del Cinema a Villa Borghese
Alla #SMWRome ci sarà anche Ninja Marketing: infatti, il nostro Alberto Maestri sarà presente alla Social Media Week di Roma per parlare di Content Evolution, che è anche il titolo di questo libro. Un panel per scoprire l’evoluzione del Content Marketing e una nuova forma di contenuto, che gli autori di “Content Evolution” hanno definito HyperContents. Curiosi? Alberto vi attende alla Casa del Cinema, a Villa Borghese a partire dalle 15.30, giovedì 11!

Come cambiano i modelli di business nel mercato del calcio attraverso i canali social

Lunedì 8, 15.30/16.30 – Casa del Cinema a Villa Borghese
I social network influenzano anche il mondo dello sport, e in particolare di uno dei più seguiti: il calcio. Come possono cambiare i modelli di business delle società di calcio come Juventus, Milan, Inter, Real Madrid, Barcellona e Manchester United? Ne discutono in un pane dedicato Paolo Arsillo (Responsabile Ufficio, Vivo Azzurro), Marco Di Noia (Digital Community Manager, Nazionali Italiane di Calcio), Maria Kiebacher (Senior Manager Teamsport Marketing, PUMA International) e Alessandro Veroli (Founder, SportSuite). Un panel per chi vorrebbe lavorare nel mondo dello sport, rimanendo nel digital.

Digital business e digital recruitment – Strumenti ed azioni a servizio delle imprese

Martedì 9, 14/15 – Casa del Cinema a Villa Borghese
Alla Social Media Week di Roma ci sarà spazio anche per un tema molto dibattuto negli ultimi anni: come i social network e in generale il web possono servire per farsi un’idea nel processo di selezione dei futuri collaboratori, così come agire sul proprio personal branding per affermare il proprio positioning. Il panel, organizzato da Obiettivo Lavoro, avrà come relatori Andrea Attanà (Enterprise Relationship Manager, LinkedIn), Massimo De Tommasi (Direttore Risorse Umane, Rainbow MagicLand), Federico Luperi (Direttore Innovazione e Nuovi Media, Gruppo Adnkronos), Daniele Ottavi (Marketing Manager, Gruppo Obiettivo Lavoro) e Guido Talarico (Vicepresident, Gruppo Adnkronos). La partership fra Obiettivo Lavoro e Social Media Week però non si esaurisce qui: durante tutto il giorno saranno raccolti presso il desk di Obiettivo Lavoro, CV e business cards per partnership commerciali e per tutta la durata della Social Media Week Rome, un recruiter di Obiettivo Lavoro sarà a  disposizione dalle 14:00 alle 17:00 per l’attività di CV-Check.

La Casa del Cinema a Villa Borghese, dove si svolgeranno molti dei panel in programma

Internet of Everything

Mercoledì 10, 15.30/17 – Casa del Cinema a Villa Borghese
Alla Social Media Week di Roma ci sarà spazio anche per l’Internet of Things: la Rete come strumento di gestione degli oggetti, che sempre più diventano interconnessi fra loro. A illustrare in un panel dedicato cosa questo comporterà in futuro Gianfranco Mazzone, (General Manager & Head Milan Office, Burson-Marsteller). Appuntamento per mercoledì pomeriggio!

Storytelling (digitale) fra turismo e cultura

Venerdì 12, 10.45/11.30 – Casa del Cinema a Villa Borghese
Si dice sempre che la cultura e il turismo potrebbero essere due dei pillar strategici da cui ripartire per il rilancio del nostro paese. Come lavorare in questi due ambiti con il web, e in particolare con l’applicazione della metodologia dello storytelling? Cercheranno di rispondere a questi quesiti tre relatori che giocheranno “in casa” alla Social Media Week di Roma: Silvia Bendinelli (Responsabile Ufficio Web, Zètema Progetto Cultura), Giovanna Marinelli (Assessore alla Cultura e al Turismo, Roma Capitale) e Lucia Ritrovato (Giornalista, Responsabile dell’ufficio stampa dell’Assessorato alla Cultura e al Turismo , Roma Capitale).

Per scoprire tutti i panel della Social Media Week di Roma, visitate questa pagina.

I vip sbarcano in Silicon Valley

Alcuni Vip sono addirittura letteralmente diventati pazzi per le startup nuove di zecca, appena nate e ancora in cerca di investitori.

È sempre più lungo l’elenco dei personaggi famosi che vanno a caccia della statup che diventerà famosa e che sarà in grado di cambiare e migliorare il nostro modo di vivere e guardare il mondo.

LEGGI ANCHE: Startup miliardarie, l’innovazione a nove zeri

Hollywood e le startup dei Vip

Hollywood apre i portafogli e non ci stupisce che i vip abbiano l’occhio lungo nello scovare le novità. L’ultimo ad essere colpito da questa nuova mania è Lance Armstrong, ex ciclista vincitore del Tour de France per ben sette volte, che ha deciso di investire in Mobli, piattaforma social specializzata in foto e video.

L’ex ciclista avrà un canale tutto suo all’interno del quale posterà i filmati dei sui allenamenti.

Il fondatore di Mobli, Moshiko Hogeg, afferma di aver cercato una partnership con Amstrong dopo che quest’ultimo ha raggiunto 1 milione di utenti su twitter. Indubbiamente lo scopo è quello di sfruttare la fama del ciclista al fine di supportare l’azienda nel mercato delle app per cellulare che risulta sempre più difficile da conquistare.
Non dobbiamo dimenticare però che Leonardo di Caprio, già nel lontano 2011, aveva creduto nelle potenzialità di questa startup non solo investendo 4 milioni di dollari, ma anche chiedendo di poter ricoprire il ruolo di consulente per il marketing e le pubbliche relazioni.

 

Lady Gaga è approdata nella Silicon Valley nel 2012 quando investì ben 7,5 milioni di dollari nella startup Turntable.fm, fondata insieme al musicista Kanye West.

Questa permette di condividere musica online ed ha raggiunto in breve tempo 600 mila utenti registrati. Sempre nello stesso anno la cantante più estrosa dei nostri tempi, si è unita agli azionisti di Google.

E come dimenticare il rapido fail di Tidal di Jay-z?

Tra le celebrity più tecnologicamente avanzate vi è Ashton Kutcher, appassionato di tecnologia e di come questa possa migliorare la vita di molte persone. Ha investito in diverse aziende, alcune delle quali purtroppo sono fallite, mentre altre come Skype e Airbnb hanno ripagato egregiamente gli investimenti.

Senza dubbio Skype è stata la miglior intuizione dal momento che, insieme ad altri investitori, è stata rivenduta a Microsoft al costo di 8 miliardi. Gli investimenti dell’attore variano da 50 mila ai 200 mila dollari con un guadagno più che assicurato.

Justin Bierber, nonostante la sua età e i suoi colpi di testa, ha investito nella app Shots, che inizialmente produceva solo video game per smartphone e successivamente si è evoluto in software per scattare selfie e condividerli sui social.

Anche Elton John non si è risparmiato nell’investire i suoi capitali: risulta infatti tra i finanziatori della piattaforma online Globber, che gestisce i trasferimenti e la condivisione di file, nonché l’utilizzo di strumenti dedicati alla produzione musicale.

Anche i vip guardano oltre per cercare nuove prospettive di business nell’innovazione.

Mobile payment: il confronto tra i player del settore [INFOGRAFICA]

Il 2015 sembra confermarsi – finalmente! – come l’anno del mobile payment: il mercato dei pagamenti mobile si è arricchito di player importanti, come Apple e Google che hanno dedicato la loro attenzione al portafoglio digitale. Il desiderio degli utenti di velocizzare i pagamenti è la prima motivazione per il boom di applicazioni e sistemi mobile dedicati a questo settore.

LEGGI ANCHE: Tutto ciò che c’è da sapere su Android Pay di Google

Inoltre, con l’aumentare degli esercenti che offrono la possibilità di pagare via smartphone, grazie a sistemi come la tecnologia Nfc, aumenta anche la richiesta dei consumatori, via via più abituati ai pagamenti online e smart e meno diffidenti. Secondo Bi Intelligence, nel 2019 il mercato del mobile payment esploderà dagli attuali 37 miliardi di dollari a 808 miliardi.

Seguendo questa tendenza, le esigenze dei consumatori rispetto ai sistemi di pagamento mobile saranno sempre più alte: dai fattori di sicurezza a quelli di praticità e velocità, i diversi player del mercato dovranno evolversi rapidamente per essere competivi.

Viralbeat, in collaborazione con il Centro Studi Etnografia Digitale, ha realizzato un’analisi di benchmarking dei principali player del settore,  analizzando i servizi offerti e le tecnologie a supporto utilizzate. I player analizzati sono: Apple Pay, 2Pay, Google Wallet, Hype, Mysi, PayPal, PlanPay, Satispay, Ubi Pay, Up Mobile e Wow.

L’analisi è riassunta nell’infografica che vi riportiamo qui di seguito:

Infografica-Mobile-Payment

Le principali differenze tra i diversi player

La ricerca classifica i diversi player secondo il possesso o meno di alcune funzionalità o caratteristiche:

– Mobile remote payment,

– mobile commerce,

– mobile money transfer,

– mobile proximity payment,

– svincolo da carta o conto,

– QR Code,

– NFC,

– Cashback.

Proprio questa ultima caratteristica è la funzione meno adottata dai player: solo 2Pay permette il cashback, ovvero la possibilità di ricevere soldi reali (spendibili immediatamente) a seguito di un acquisto (da remoto o in prossimità) portato a termine con l’applicazione. 2Pay è anche l’unico sistema che ha tutte le funzioni elencate ad esclusione della tecnologia NFC.

Se analizziamo invece il confronto tra i due big della tecnologia, Apple e Google ( tenendo però conto che l’analisi non fa riferimento all’ultimo arrivato, Android Pay, ma analizza Google Wallet), notiamo che l’unica differenza significativa è sul Mobile Money Transfer, ovvero la possibilità di trasferire denaro da persona a persona, non necessariamente in seguito a procedure di acquisto/vendita. Apple infatti non prevede questa funzione,mentre Google sì, grazie ad un sistema di trasferimento di denaro via Gmail e non via SMS come prevedono gli altri player.

Il servizio di mobile commerce è l’altra funzione presente in tutte le app ad esclusione di Mysi e PlainPay: con “mobile commerce” si indica la possibilità di effettuare attraverso dispositivo mobile la selezione e l’acquisto di un prodotto o di un servizio (selezione, acquisto, confronto di prezzi e prodotti, configurazione del prodotto ecc.) con un modello simile a quello dell’e-Commerce da PC.

Gli unici sistemi invece che permettono il mobile payment senza carta di credito o conto sono 2Pay e Hype.  Un altro dato interessante è che la tecnologia NFC, quando presente, si sostituisce al QR Code, tranne nel caso di MySi.

Il leader indiscusso dei pagamenti online, Paypal, grazie soprattutto alla sua partnership con Ebay e Amazon, è in realtà al momento il sistema che ha meno funzioni, mancando delle tecnologie NFC e QRCode per i pagamenti in prossimità.

Come pensate si evolverà il mercato del mobile payment? In Italia dovremo attendere ancora molto perché le attività commerciali si adeguino alla transazioni via device?

 

Tra tags e fumetti, la Street Art si fa Furla?

di Giuseppe Arnesano

Dopo il coloratissimo tram di Milano, questa settimana Streetness osserva con attenzione un’importantissima realtà italiana che, da più di 80 anni, è leader internazionale nel campo della moda e degli accessori dedicati al mondo femminile. Oggi vi raccontiamo l’esperienza di Furla e di come, a suo modo, ha voluto richiamare la Street Art sulla propria nuova collezione di borse.

La storica azienda bolognese, che dopo la costituzione della Fondazione nel 2008 ha aggiornato la sua mission puntando maggiormente sulla creatività, l’arte e la moda dei giovani emergenti, da qualche mese ha lanciato la nuovissima.

In questo modo gli intramontabili modelli delle borse Furla, come il bauletto Candy, la pochette Royal, il portafogli Babylon e la borsa bandoliera Metropolis, cambiano decisamente design, stile e colori. Questa speciale edizione primavera-estate 2015, quindi, si presenta come un must accattivante ed esplosivo proposto in differenti abbinamenti cromatici.

In verità, le immagini che si distendono sui diversi modelli dell’azienda si ispirano, variamente, allo stile urban e, anche se alla lontana, alla pop art: gli stili ricordano il lettering, le tags e addirittura i fumetti, ma forse tutto questo è stato pensato con poca attenzione nei confronti di un fenomeno artistico decisamente trasversale e che gli ultimi tempi è riuscito ad attirare su se stesso l’attenzione dei maggiori market leader mondiali.

Come è stato raccontato negli articoli precedenti, anche altre e famose aziende italiane e non solo hanno guardato alla Street Art e creduto in contest particolari, ben strutturati e che hanno interessato in prima persona – questo è il vero plus che ci sentiamo di dire sia, oramai, irrinunciabile – i migliori street artist al mondo.

La questione a noi sembra semplice: un tempo bastava riferirsi al fenomeno per intero, sia per estetica sia per performance, per soddisfare una clientela, di varia specie e verso varia merceologia, desiderosa di collegare i propri acquisti alla percezione di un segno urbano e del suo capitale immaginifico; da qualche anno, tuttavia, occorre premiare l’autore, lo street artist con come e cognome, la sua storia, il suo premio estetico che rende agli oggetti commerciali per i quali la sua creatività viene ingaggiata.

Il pensiero è dunque che, forse, qualcuno avrà scritto Furla nello stile di graffiti o qualcosa del genere, campionando ed adattando segni e forme tipiche del fenomeno intero, e questo basta all’azienda e al mercato; ma questo mondo, il più recente, cresciuto nella lunga e lenta lievitazione culturale della street art probabilmente sarà appagato da qualcosa di più preciso, che ci auguriamo Furla doni al proprio target, coltivandone a suo volta il gusto e qualificando così il suo passeggio.

Fermi tutti: Netflix arriva in Italia

netflix_italia

No, non è una bufala o l’ennesimo articolo speranzoso fondato solo su rumours. L’annuncio che stavamo tutti aspettavamo è arrivato ed è ufficiale. Molti pensavano che mai e poi mai Netflix, il colosso dello streaming online, arrivasse in Italia e invece oggi Wired annuncia in esclusiva che dal prossimo autunno anche noi potremo abbonarci al servizio per accedere a una vasta selezione di serie tv e film in alta definizione.

Reed Hasting, il CEO dall’azienda californiana, dichiara sulle pagine di Wired di giugno: “Per cinquant’anni abbiamo avuto la tv lineare, ma ogni cosa ha il suo tempo e prima o poi viene sostituita: la tv del futuro sarà un grande iPad”.

Il servizio sarà disponibile in Italia da ottobre, i prezzi non sono ancora stati ufficializzati, masaranno comunque in linea con quelli degli altri paesi europei” , dove gli abbonamenti partono da 7,99 euro al mese.

È certo che l’offerta includerà alcune serie tv originali Netflix come Marvel’s Daredevil, Sense8, Bloodline, Grace and Frankie, Unbreakable Kimmy Schmidt e Marco Polo, documentari, docu-serie e spettacoli comici. Mancheranno, almeno all’inizio, Orange is the new Black (in esclusiva su Mediaset Premium) e House Of Cards, (in onda in Italia su Sky Atlantic).

L’applicazione sarà disponibile su smartphone, tablet, smart tv e console, e potrebbe essere inclusa anche nei decoder di Sky e Mediaset. Al momento non si parla di esclusive con nessun operatore. A fare concorrenza a Netflix in Italia ci sono già Sky Online e Mediaset Infinity oltre a servizi come Chili, Tim Vision, iTunes e Google Play Film.

Netflix eroga in circa 50 Paesi oltre 100 milioni di ore di show televisivi e film al giorno a più di 62 milioni di iscritti.