Fermi tutti, arriva il mobile ad-blocking

6f4d8325-906f-4768-bd2e-d8f798aefb4d

AdBlock e AdBlock Plus si sono affermati per gradi. Oggi, leggiamo su Marketing Land, contano quasi 200 milioni di utenti e la cifra cresce sempre più velocemente. Sono 22 i miliardi di ricavi globali persi finora nel 2015 a causa di questi dispositivi di blocco delle pubblicità.

LEGGI ANCHE: AdBlock è realmente un problema? O lo sono i pubblicitari?

La gente non ne può più di quello che talvolta le capita navigando sul web: la video réclame che parte automaticamente mentre sta leggendo una notizia, ad esempio, o l’essere spedita in un’altra pagina in cui viene domandato il download di un’app totalmente estranea. Tutte cose fastidiosissime.

Sempre più mobile

Nello stesso articolo di Marketing Land, apprendiamo che più del 98% dell’ad-blocking avviene adesso su desktop. Ma estensioni di ad-blocking esistono già anche per le versioni mobile di Chrome e Firefox. E il nuovissimo iOS 9 consente di scaricare applicazioni come AdBlock Browser (disponibile pure per Android: Google, sotto pressione, non ha potuto esimirsi).

Il successo del mobile ad-blocking, stando a Digiday, minaccia e complica il quadro finanziario già difficile per i publisher che hanno a che fare col mobile. Ma per Adweek può trattarsi di una ragione in più, qualora le altre non bastassero, per puntare pesantemente e seriamente sul mobile (che è, vale la pena ricordarlo, la piattaforma più grande), non solo dal punto di vista economico ma anche da quello strategico.

Ma è immorale?

Happy and sad face.

È il desiderio folle di avere tutto di certi pubblicitari, indifferenti agli effetti sulla user experience del lettore, a portare le persone verso gli ad-blocker. Ma allora dove va a finire la questione morale? È chiaro che, se blocchi le pubblicità, i siti perdono entrate (e molto spesso le uniche).

Tuttavia, è pericoloso pensare che i lettori debbano sopportare qualsiasi cosa gli advertiser richiedano loro. Perché mai questi ultimi dovrebbero essere immuni al cambio evolutivo o rivoluzionario nelle abitudini dell’utente?

Altro che Darwin

Business person lokking at road with question mark sign concept

“Che forma prenderà l’evoluzione? Beh, date un’occhiata a siti come BuzzFeed e il loro impiego di contenuti native. Se la pubblicità è generata dal sito stesso, è automaticamente molto più difficile bloccarla”. A parlare è Charles Arthur, ex Editor della sezione Tecnologia al The Guardian, sul suo blog.

Inoltre, osserva acutamente il giornalista, “qualsiasi argomentazione che provi a mettere una condanna morale allo scorrere tecnologico è destinata presto o tardi a soccombere”. Così è stato nel caso di Napster e di BitTorrent, così sarà, molto probabilmente, anche con AdBlock.

Per concludere, un consiglio spassionato: coltivare una sorta di “ecologia” della comunicazione

Facebook: nuovo aggiornamento per le note

Facebook: nuovo aggiornamento per le note

Venerdì sera Facebook ha informato i suoi utenti, attraverso il solito post nella newsroom, che è disponibile un nuovo formato di note. Se anche voi guardando rapidamente l’aggiornamento avete pensato: “Hey, ma sono su Facebook o Medium?” avete pensato giusto. Il social network con questa mossa tenta decisamente di fare lo sgambetto alla piattaforma di blogging del momento, rivoluzionando le sue note, da sempre un po’ sciape all’interno di Facebook.

Già a metà agosto, con una nota di uno dei suoi dipendenti, Facebook ci aveva fatto assaggiare quello che da qui a poco sarebbe diventato realtà: da oggi è infatti possibile rendere le note, o meglio i contenuti all’interno di esse, decisamente più coinvolgenti. Ecco cosa si potrà fare ora:
– aggiungere una copertina per distinguere e caratterizzare la nota
– aggiungere foto, ridimensionarle e inserire delle didascalie
– formattare il testo aggiungendo h2, elenchi puntati e inserendo virgolettati

Per il momento, le note si possono creare da desktop ma sono visualizzabili solo da mobile. Insomma, una mossa niente male per Facebook che tenta ancora una volta il colpaccio: quello di sbaragliare la concorrenza in campo blogging invitando gli utenti, ancora una volta, a trascorrere più tempo su Facebook stesso.

Facebook: nuovo aggiornamento per le note

Con queste novità, gli usi delle note potranno essere molteplici: riassumere le vacanze con gli amici, informare i propri contatti di un avvenimento molto importante in modo alternativo, o perché no scrivere la ricetta di quel dolce che vi riesce tanto bene.

E voi, avete già ricevuto l’aggiornamento? Per scoprirlo cliccate qui, sulla pagina delle note del vostro profilo.

"Drifted" di The Shoes: un video omaggio alle GIF [VIDEO]

video gif drifted

GIF, protagoniste indiscusse del web, delle community più affollate e longeve, dei tumblog, della cultura popolare contemporanea. Ecco perché se vuoi fare un video super pop, oggi, non puoi non prendere in considerazione di utilizzarne almeno un po’. Ed è quello che hanno fatto i creativi dietro a “Drifted” di The Shoes.

Un montaggio creativo di alcuni tra i frammenti televisivi e cinematografici che hanno fatto storia nel web, feticci della generazione cresciuta tra anni ’80 e ’90 e che oggi usa il web anche come enorme giostra dei ricordi. Anche di quelli un po’ più trash.

Proprio al potere di alcune derive non proprio edificanti deve aver pensato chi ha ideato questo video, che genera un’intera storia attorno ad uno dei meme più famosi al mondo: Dawson Leery in lacrime.

LEGGI ANCHE: Perché ci piacciono tanto le GIF animate?

video gif

Biometria, quando l'identità è una questione di sicurezza

biometrics

La biometria è uno strumento sempre più utilizzato in termini di sicurezza da un vasto range di industrie, soprattutto dal settore turistico e da quello bancario.

Lettura delle impronte digitali, conformazione dell’iride e rilevamento dei battiti del cuore sono solo alcune delle variabili identificative prese in considerazione dalla tecnologia biometrica.

Dal check-in doganale al prelievo bancario

Come spiega l’articolo di Business2Community, la biometria sta trovando maggior campo di applicazione alla dogana e al check in per ridurre le code ed aumentare l’affidabilità della verifica identificativa. Le più grandi compagnie aeroportuali stanno iniziando ad utilizzare strumenti biometrici in sostituzione della tradizionale carta d’imbarco. L’esempio principale è rappresentato da US-VISIT, il programma elettronico che raccoglie e confronta impronte digitali e fotografie dei viaggiatori per verificarne l’identità e confermare la conformità con le norme in materia di visti e immigrazione.

La biometria è inoltre sempre più utilizzata nel sistema bancario internazionale per dare la possibilità ai cittadini dei Paesi in via di sviluppo di avere accesso al proprio denaro abbattendo le barriere linguistiche, soprattutto in caso di analfabetismo. Anziché utilizzare una tastiera con numeri e lettere, in alcuni Paesi le banche hanno infatti implementato uno scanner di impronte ai bancomat. In questo modo si riesce ad aumentare l’accessibilità a fasce di popolazione altrimenti escluse dall’accesso ai propri risparmi.

La biometria sembra quindi essere pronta a rivolgersi ad un pubblico sempre più vasto, puntando a migliorare sicurezza e routine quotidiane.

Tecniche biometriche e fiducia dei consumatori

Ma i consumatori quanta fiducia ripongono in questa nuova tecnologia? Poca.

A rivelarlo, un sondaggio Boxever che ha raccolto le opinioni dei consumatori sul modo in cui pensano che siano raccolti i propri dati personali dal comparto turistico. Il 62% dei viaggiatori non vuole che le compagnie possano localizzare la propria posizione, il 50% dei viaggiatori non vuole condividere i propri dati personali. La ragione principale: mancanza di stima e fiducia.

fiducia

Il trend allarmante dovrebbe far capire quanto sia ancora lunga la strada da percorrere per guadagnare la stima dei consumatori, consapevoli della penetrabilità di queste tecnologie identificative dal punto di vista della privacy.

I consumatori sono poco propensi ad inserire le proprie impronte nei database delle compagnie, per timore che i propri dati personali possano essere facilmente violati.

Trasparenza nel trattamento dei dati personali

Le aziende che decidono di investire in biometria, devono quindi guadagnarsi la fiducia del pubblico affinché tali strumenti possano essere accettati con tranquillità.

L’ostacolo maggiore è rappresentato dall’utilizzo dei dati personali. Oltre a dover assicurare che i dati sensibili siano sicuri e confidenziali, le compagnie devono garantire trasparenza, mostrando ai consumatori come vengono utilizzati i propri dati e perché vengono raccolti.

datipersonali

Se le compagnie sapranno utilizzare le informazioni quali geolocalizzazione, lettura delle impronte o dell’iride, miglioreranno la customer experience e potenzieranno la sicurezza, sapranno certamente guadagnarsi la fiducia dei consumatori e fare accettare la biometria con maggiore serenità.

Il lato oscuro di Instagram: cosa c’è dietro gli scatti più belli?

Il lato oscuro di Instagram: cosa c’è dietro gli scatti più belli?

La fotografia non mostra la realtà, mostra l’idea che se ne ha. [cit. Neil Leifer]

Effetti, tagli e opzioni che permettono di modificare le immagini. Sono davvero molti gli strumenti che Intagram mette a disposizione dei propri utenti per ritoccare le foto, condividendo la nostra vita mostrandoci come vogliamo apparire agli altri, escludendo alcuni particolari che potrebbero rovinare il quadro d’insieme.

Il lato oscuro di Instagram: cosa c’è dietro gli scatti più belli?

Chompoo Baritone, fotografa di Bangkok del King Mongkut’s Institute of Technology Ladkrabang, ha deciso di svelare gli inganni di Instagram con il progetto #slowlife, una serie di foto che mostrano com’è la vita dietro le foto pubblicate nel famoso social network. Il risultato ci conferma che anche dietro a foto all’apparenza perfetta si nasconde un po’ di sano e rilassante caos.

Il lato oscuro di Instagram: cosa c’è dietro gli scatti più belli?

Il lato oscuro di Instagram: cosa c’è dietro gli scatti più belli?

Il lato oscuro di Instagram: cosa c’è dietro gli scatti più belli?

Il lato oscuro di Instagram: cosa c’è dietro gli scatti più belli?

Lo stesso ha fatto Limitless con Beautifull India, un progetto lanciato per rivelare la povertà e l’inquinamento del paese, celato con maestria in alcuni scatti di Instagram.

Il lato oscuro di Instagram: cosa c’è dietro gli scatti più belli?

Il lato oscuro di Instagram: cosa c’è dietro gli scatti più belli?

Il lato oscuro di Instagram: cosa c’è dietro gli scatti più belli?

E voi? Vi è mai capitato di ritagliare una foto ad hoc per escludere qualcosa che volevate nascondere?

Ninja Digital Factory: la parola al tutor romano Raffaele Pironti [INTERVISTA]

Ninja Digital Factory: la parola al tutor romano Raffaele Pironti [INTERVISTA]

La Ninja Digital Factory legata al Master Online in Web Marketing & Social Media Communication della Ninja Academy è il percorso premium che comprende 3 sessioni di incontro dal vivo. Ciò permette ai partecipanti di portare avanti il proprio project work di gruppo lavorando negli acceleratori TIM#WCAP di Milano e Roma, oltre che a distanza grazie alle tecnologie digitali di Project Management.

Per basare l’apprendimento su sfide concrete la Ninja Academy ha stretto una partnership didattica con Microsoft Italia: i partecipanti, infatti, si metteranno alla prova lavorando su 10 brief operativi incentrati sulle attività di Web Marketing che Microsoft Italia affronta nell’ambito del digital e del social.

Oggi conosciamo meglio Raffaele Pironti che sarà tutor dei nostri guerrieri Ninja in questo percorso.

Ninja Digital Factory: la parola a Raffaele Pironti [INTERVISTA]

Per il Gruppo Editoriale L’espresso, sei Senior Product Manager della Divisione Digitale. Qual è la maggiore sfida che i digital marketer devono affrontare oggi?

A mio avviso, la sfida principale per un digital marketer è quella di acquisire le competenze per capire gli obiettivi e le necessità di un’azienda, saper agire sulle leve strategiche ed operative nel mondo digital, ed essere in grado, in breve tempo, di mettere in piedi strategie di marketing efficaci.

La sfida è anche quella di saper guardare al mondo digitale con sicurezza, senza limitarsi a capire solo cosa vogliono i clienti (gli utenti), ma avere una visione prospettica di quello che si fa, perché quando si arriverà alla fine del processo, un bisogno di un cliente, potrebbe già essere superato. Per fare ciò, “bisogna sentirsi pirati e non marines”.

Il digitale è un ambiente molto competitivo e oggi ci si deve muovere con grande astuzia e rapidità. Si pensi all’“Internet of things” e a come oggi sia sempre più facile parlare alle persone grazie alle piattaforme di advertising e alla multicanalità. Un’azienda che opera sul digitale oggi, ha la necessità di mettere in campo una strategia a tutto tondo per rappresentare i prodotti nei diversi mondi (web e mobile – smartphone – tablet – smartwatch etc).

Ninja Digital Factory: la parola a Raffaele Pironti [INTERVISTA]

La Digital Factory metterà alla prova i gruppi di lavoro con un project work ideato insieme a Microsoft Italia. Cosa ti aspetti dai partecipanti?

La cosa più importante sarà fare in modo che il team si confronti costantemente in tutte le fasi del progetto e che si lavori in connessione e con affiatamento, creando un vero e proprio lavoro di squadra; nei contesti aziendali è la cosa più importante. Solo creando un team efficace si raggiungeranno risultati sorprendenti.

Ci saranno 10 brief di Web Marketing sviluppati insieme a Microsoft Italia.

Per ogni singolo brief si ragionerà con il team sull’obiettivo e sulle leve più adatte per raggiungere i risultati. In questa fase mi aspetto un lavoro di analisi delle informazioni e degli strumenti da utilizzare, con un occhio sempre rivolto ai competitor, con il fine di mettere in piedi la migliore strategia e costruire un buon piano operativo.

Microsoft è una delle aziende leader del mondo digital, e credo che lavorare direttamente su un brand così prestigioso come questo, sia una grande opportunità per il team di lavoro. Bisognerà lavorare di fino, con un approccio strutturato alla progettazione.

I Guerrieri della Factory dovranno lavorare a stretto contatto, incontrandosi dal vivo e preparandosi online. Quali opportunità hanno offerto le nuove tecnologie digitali per il project management?

Oggi esistono tantissimi strumenti online in grado di aiutare e facilitare le interazioni in un team di lavoro, per gestire progetti, dai più semplici a quelli di grande complessità. Queste piattaforme danno l’opportunità ai team di seguire con precisione tutte le fasi del progetto e di intervenire.

Sceglieremo con il team gli strumenti necessari per fare in modo che il progetto possa essere portato avanti a distanza; useremo quelli più potenti, con l’obiettivo comune di finire il progetto tutti insieme e nei tempi prestabiliti.

Dallo sharing delle informazioni al controllo delle deadlines prestabilite, dalla execution dei progetti, alla gestione dei ruoli all’interno del team e molto altro ancora.

Time Table e Socialeating: se la cultura incontra la cucina stellata [EVENTO]

time_table_socialeating_se_la_cultura_incontra_la_cucina_stellata

Metti a tavola un po’ di social, aggiungi un pizzico di arte e condisci il tutto con del buon cibo. No, non sto parlando della ricetta del giorno, per quello basta aspettare la prossima serie di Master Chef. Parlo di una formula gentilmente offerta da Palazzo Madama e Gnammo, ormai considerato il più grande e attivo portale italiano dedicato alla ristorazione e agli eventi conviviali casalinghi.

LEGGI ANCHE: Home restaurant e social eating, arriva il codice etico di Gnammo

È grazie a questa inaspettata collaborazione che nasce Time Table #Socialeating: tre appuntamenti immersi nell’incantevole Palazzo Madama di Torino, i cui protagonisti saranno la tavola condivisa, la cultura e la cucina stellata.

Time Table e #Socialeating, la storia in cabina di regia

Time Table e #Socialeating se il social eating incontra la cucina stellata-3

Ogni ospite avrà la possibilità di fare un inedito itinerario attraverso cibi e ricette dal sapore incredibilmente storico.

Un vero e proprio viaggio nel tempo culinario in cui si potranno scoprire i riti sociali più particolari e curiosi, che hanno caratterizzato la nostra storia.

Pronti, partenza, via! La macchina del tempo è già partita venerdì 18 settembre con Forma e colore: il Design del Novecento, a cura dello chef stellato Marcello Trentini del Ristorante Magorabin di Torino.

Il social eating dall’oriente al medioevo

Time-Table-e-#Socialeating-se-il-social-eating-incontra-la-cucina stellata

Questo viaggio tra tempo e prelibatezze culinarie ha in programma altre due fermate. Il 2 ottobre sarà il giorno della cena passione orientale che porterà il proprio pubblico nel Seicento, mentre il 13 ottobre la sosta sarà direttamente nella “stazione Medioevo”: protagonista dell’evento questa volta è Mariangela Susigan, direttamente dal ristorante Gardenia di Cluso.

Time Table e #Socialeating, un’occasione per mangiare e discutere

Time-Table-e-#Socialeating-se-il-social-eating-incontra-la-cucina-stellata

Non si tratta di semplici cene, ogni serata sarà l’occasione per parlare e discutere riguardo ai singolari aspetti della mostra culinaria, mentre lo chef del giorno racconterà il proprio menu e l’excursus storico che lo ha portato alla scelta delle ricette.

Spazio al design

time_table_socialeating_se_la_cultura_incontra_la_cucina_stellata (2)

Sarà una gioia per il palato, per le discussioni ma anche per gli occhi.

Con la collaborazione con Lago Design, i piatti saranno serviti su tavoli d’eccezione: strutture fluttuanti lunghe quasi sei metri in cui coabiteranno la concretezza del legno naturale sui piani di appoggio e la leggerezza delle gambe di sostegno in cristallo.

Come fare per partecipare? Semplice, ti basterà prenotarti sul sito Gnammo.

E ora scusami, ma è ora di pranzo e a me è venuta una certa fame! Prendo la macchina del tempo e faccio un salto nel Medioevo: gira voce che facciano delle bistecche ai ferri veramente niente male.

Guidecentral, l'app per guadagnare con il Fai da Te

Guidecentral_guadagnare_con_il_Fai_da_Te

Siete creativi?

Trascorrete parte del vostro tempo libero dilettandovi nella realizzazione di creazioni fatte a mano?

Il mondo dell’handmade sul web ha blog, siti web, ecommercee e forum dedicati, ma molti di voi si saranno chiesti: “Come faccio a guadagnare con i miei lavori?”

LEGGI ANCHE:10 Imperdibili consigli per un handmade design efficace

Noi abbiamo trovato per voi l’app Guidecentral dedicata al mondo dell’handmade.

 

Guidecentral_guadagnare_con_il_fai_da_te

Guidecentral è un’ applicazione mobile disponibile gratuitamente sia per i dispositivi iPhone che Android, che offre l’opportunità di scoprire e condividere idee con una community  di Maker amanti del fai da te.

Come funziona?

Il suo utilizzo è molto semplice, una volta effettuata l’iscrizione e completato il vostro profilo personale, potrete pubblicare i vostri tutorial e consultare  tutto ciò che è di vostro interesse.

Con Guidecentral avrete a disposizione numerose guide che vi spiegheranno passo passo come realizzare le vostre creazioni, e al tempo stesso avrete l’opportunità  di scoprire nuovi strumenti e materiali utilizzabili.

I tutorial disponibili interessano diversi settori: craft, bellezza, cucina, tecnologia e moda.

Guidecentral, non è solo apprendimento ma è anche condivisione e luogo in cui si possono conoscere  persone provenienti da tutto il mondo che nutrono gli stessi interessi.

Guadagnare facendo ciò che vi rende felici

Guidecentral_guadagnare_con_il_Fai_da_Te

Guidecentral è la prima applicazione che consente ai Maker di guadagnare condividendo la propria creatività e le proprie conoscenze. Il tutto è possibile aderendo al Maker Program: per ogni nuova guida pubblicata avrete la possibilità di guadagnare fino a 4$. Una volta raggiunto un minimo di almeno 100$, i vostri soldi verranno trasferiti direttamente sul vostro conto PayPal.

Se volete trasformare la vostra passione per la creatività in un vero e proprio lavoro l’applicazione Guidecentral può esservi d’aiuto, oltre ad essere un’ottima vetrina per le creazioni handmade, vanta una community attiva e molto numerosa e questo fa di essa uno strumento utile per attirare l’attenzione e raggiungere nuovi potenziali clienti.

Con Guidecentral l’handmade diventa social

Più visibilità avrà il vostro profilo, più alto sarà il guadagno che potrete ottenere.

Dovrete essere bravi nel far risaltare il vostro profilo all’interno della community per attirare l’attenzione e conquistare nuovi follower.  Parola d’ordine essere attivi, l’app vi offre la possibilità di seguire i vostri Maker preferiti per rimanere aggiornati sui loro progetti, commentare e lasciare un like a tutto ciò che avete apprezzato.

Essere attivi all’interno della community è molto importante per ricevere il “Social Bonus”, ossia ogni volta che riceverete dei “mi piace” al vostro progetto vi verranno calcolati e accreditati alcuni centesimi in base alla popolarità del vostro profilo, aumentando così il vostro guadagno.

Nonostante la versione italiana sia stata rilasciata ad Aprile 2015, la community del nostro paese sembrerebbe essere in forte e rapida crescita su Guidecentral.

Quello che ora ci chiediamo è: questa applicazione diventerà un punto di riferimento per la creatività made in Italy?

Se sì, riuscirà ad esaltare al meglio le potenzialità del Maker che c’è in ognuno di noi?

Powerade & Beats: l'adv sportivo ama le storie dei campioni [VIDEO]

powerade spot

Keep it simple, keep it real. È una delle regole d’oro per la creazione di contenuti pubblicitari ed editoriali nell’era dei social media, regola che molti brand hanno dimostrato di saper seguire magistralmente.

Tra questi, in particolare, i brand legati al mondo dello sport, che possono contare su un immenso patrimonio narrativo ereditato dalle storie personali dei grandi campioni testimonial delle stesse aziende.

In virtù del loro successo e delle loro stra-ordinarie abilità, questi personaggi sono amati e a volte perfino idolatrati alla stregua delle star dello spettacolo. La ferrea routine dello sportivo permea tuttavia la loro figura di una rispettabilità aggiuntiva: non c’é nulla di più meritocratico del successo raggiunto con il sudore e la fatica, per cui queste storie personali e a volte travagliate diventano sempre qualcosa da ammirare e a cui ispirarsi.

Attraverso la narrazione seppur romanzata di queste storie di successo, i brand cercano quindi di trasferire alla loro brand equity un po’ di quei nobili valori che caratterizzano i campioni dello sport.

Gli ultimi spot di Powerade e Beats by Dre, dedicati rispettivamente al campione dell’NFL Jimmy Graham e alle star del rugby Chris Robshaw, Wesley Fofana e Richie McCaw, ne sono un esempio calzante.

“Jimmy Graham è uno dei nomi del football più riconoscibili oggi, ma poche persone conoscono gli ostacoli che ha dovuto superare nel sua cammino verso il successo. La nostra speranza è che gli atleti che vedranno questa campagna si sentano ispirati dalla storia di Jimmy e comprendano che anche lui era solo un bambino che veniva da Goldsboro.” Victoria Badiola, senior brand manager di Powerade.

Pawshake: l'app che fa incontrare padroni e pet sitter

pawshake-app-pet-sitter-2

Hai un viaggio di lavoro e non sai a chi affidare il tuo animale domestico? Hai paura che chi si occuperà di lui durante la tua assenza non avrà le giuste attenzioni nei confronti del tuo amico a quattro zampe?

Oggi ti parliamo dell’app Pawshake che ti consente di trovare affidabili e amorevoli pet sitter nella tua zona.

Con Pawshake dalla stretta di mano si passa alla “stretta di zampa”, questo il significato letterale del nome, scelto per sottolineare l’importanza del momento in cui avviene il primo incontro tra l’animale e colui il quale si prenderà cura di lui. Sarà amore a prima vista?

LEGGI ANCHE: Dogalize, i tuoi amici a quattro zampe diventano social

Pawshake è la prima app interamente dedicata alla sistemazione temporanea degli animali, in grado di mettere in contatto padroni e persone disposte ad offrire il servizio di pet sitting, disponibile gratuitamente sia per iPhone che per Android.

Come funziona?

Pawhake

Il funzionamento è molto semplice, basta inserire il nome di una città o il codice postale, e il sistema fornisce un elenco di pet sitter presenti e disponibili in una determinata zona, con i relativi costi. Ogni pet sitter ha un profilo personale, consultabile in cui sono indicati i vari servizi offerti , alcuni offrono servizi aggiuntivi come la toelettatura, l’addestramento o il dog walking.

Hai individuato la persona ideale?  Lo step successivo è confermare online la prenotazione ed effettuare il pagamento con carta di credito o con Paypal, attendere la conferma da parte del soggetto ospitante, entro 24 ore è il gioco è fatto!

Per i più apprensivi, o per chi soffre da ansia da separazione, niente panico, prima di procedere all’acquisto del servizio, è possibile contattare il pet sitter scelto, fissare un incontro conoscitivo gratuito e accertarvi così che il vostro amico a quattro zampe si troverà bene.

Come scegliere il pet-sitter giusto?

Pawshake

L’app offre ai proprietari l’opportunità di curiosare il profilo personale dei pet-sitter, in modo tale da capire più o meno a quali mani sarà affidato il proprio fedele compagno a quattro zampe.  Ogni profilo è caratterizzato da descrizione del pet sitter, con le relative motivazioni che lo spingono ad offrire questa tipologia di servizio, e le competenze personali.

Non solo parole per entrare nel mondo del soggetto ospitante, ma anche foto che lo ritraggono alle prese con altri animali.

Il parere di chi ha già provato prima di voi potrebbe aiutarvi ad effettuare la scelta giusta? Pawshake consente agli utenti di lasciare un giudizio e una recensione sulla qualità del servizio ricevuto, che sia esso positivo o negativo sicuramente agevolerà chi vorrà usufruirne in futuro!

Non finisce qui l’app fornisce un’assicurazione gratuita per coprire le eventuali spese veterinarie in caso di necessità. Il servizio è attivo 365 giorni all’anno, pronti per provarlo?