Quarantacinque studenti di due istituti tecnici di Biella sono stati coinvolti in un progetto del Gruppo Giovani Imprenditori dell’Unione Industriale Biellese, volto a creare un solido e reale legame tra il mondo del lavoro e quello scolastico.
Sono proprio quest’ultimi i due carburanti di Bi Fuel, un progetto che si propone di alimentare il motore della collaborazione tra aziende e studenti, che approcceranno il loro futuro professionale attraverso la via più fruttifera: la pratica.
“Portare i ragazzi a vivere l’azienda, facendo conoscere di più i diversi cicli produttivi e i vari settori manifatturieri, fino a farli investire sul loro futuro: è questo l’obiettivo che ci ha spinti a lavorare insieme negli ultimi mesi per dare vita ad un’iniziativa nuova, concreta, che potesse essere un’esperienza coinvolgente e utile per i ragazzi. Ringrazio quindi i presidi e i docenti degli istituti scolastici che hanno accolto con entusiasmo il progetto”.
Così Riccardo Stefani, Presidente del Gruppo Giovani Imprenditori dell’UIB descrive l’idea alla base di Bi Fuel.
L’organizzazione
Non ci saranno stage improvvisati e poco qualificanti nel futuro dei giovani delle classi quarte degli istituti Bona e Sella; al contrario, i percorsi di formazione sono studiati coniugando teoria e pratica in un unico progetto: suddivisi in team, gli studenti sceglieranno un prodotto da realizzare, che vedranno nascere e crescere nelle loro mani, passando attraverso le fasi di ideazione e progettazione, produzione, marketing e vendita.
Le aziende ospitanti fungeranno da tutor per le varie squadre, rappresentando una buona varietà di settori merceologici e conseguentemente una ampliando le possibilità di scelta dei ragazzi. Il progetto, per la verità, nasce nell’ambito dell’industria tessile, come testimonia la presentazione a Sistema Moda Italia, Federazione Tessile e Moda di Confindustria.
Saranno quattro, per la precisione, i prodotti che verranno realizzati dai giovani: t-shirt, accessori per l’abbigliamento, impermeabili per animali, e complementi d’arredo.
In partenza con l’avvio del prossimo anno scolastico, Bi Fuel investirà i ragazzi di responsabilità, che andranno a toccare cerchie sociali via via più ampie; verso se stessi, prima di tutto, poiché una strada spianata per costruirsi un futuro lavorativo con le proprie mani (letteralmente) non capita tutti i giorni.
Vi sono poi i compagni, che verranno visti per la prima volta nell’inusuale veste di “colleghi”, attributo che renderà necessariamente più maturi gli approcci tra coetanei che non potranno più rapportarsi solo in base alla simpatia, ma anche alla professionalità.
L’esperienza sarà di non poca utilità anche per i docenti, poiché avranno l’occasione di aggiornarsi e condividere sul campo le proprie conoscenze senza ingombranti cattedre tra essi ed i propri allievi.
Tutte le persone coinvolte avranno quindi una visione al contempo specifica e generale del tessuto produttivo locale che, afferma Francesco Ferraris, titolare del Finissaggio e Tintoria Ferraris “ha attraversato un periodo di difficoltà.
Quello del distretto è un grande passato ma è dal presente, da oggi, che dobbiamo ripartire per pensare il futuro: dobbiamo essere pronti e preparati a gestire il cambiamento di un mondo che sarà sempre più in continua e complessa trasformazione”.
La prospettiva degli organizzatori, infatti, è quella di replicare il modello su scala nazionale, proponendo un modello di sviluppo dal basso dalle solide basi, di modo da rilanciare le eccellenze italiane e rendere il Paese una fucina di talenti piuttosto che una voliera di cervelli in fuga.
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Doubleharkenhttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngDoubleharken2015-04-11 09:00:582015-04-11 09:00:58Bi Fuel: due carburanti che fanno bene all'ambiente (formativo)
Come si è ormai ben capito, ci sono due livelli di utilizzo dei social network: quello amatoriale e quello professionale.
Nella prima categoria rientra la maggior parte dell’utenza, che si serve di Facebook, Twitter, Instagram & Co. per esprimere le proprie idee e gusti, in modo istintivo e spontaneo.
Nel secondo gruppo – più ristretto in quanto a numero di user, ma estremamente importante per prestigio e visibilità – confluiscono invece coloro che lavorano con i social e che se ne servono in modo più “scientifico”, scandagliando la rete alla ricerca di informazioni utili al proprio obiettivo professionale.
Nel flusso incessante di informazioni che si susseguono ogni minuto (e addirittura ogni secondo!), è facile smarrirsi e se ci si perde il selfie dell’amica o il post ironico del collega, nulla di grave, ma se si manca l’appuntamento con un contenuto lavorativamente rilevante, potrebbero sorgere problemi.
Da qui la necessità di avere programmi che scovino e radunino tutti i contenuti rilevanti – Storify, il più noto – affinché la parte sporca del lavoro la facciano algoritmi e macchine.
Ma sappiamo che i grandi social network sono sempre alla ricerca di nuovi strumenti che tengano il proprio utente all’interno del proprio programma, limitando il più possibile il ricorso a terzi parti.
Per questo motivo Twitter lancia Curator, nuovo servizio di ricerca tematica dedicato ai broadcaster.
Questo servizio sarà rivolto ai professionisti dell’informazione, quali testate giornalistiche e media audiovisivi e consentirà loro di trovare, selezionare e mostrare i migliori contenuti presi da Twitter e Vine.
I criteri delle ricerche, come si legge sul blog ufficiale dell’uccellino cinguettante, saranno molto precisi, permettendo di selezionare i tweet più rilevanti andando a raffinare la ricerca per il numero di follower che gli utenti hanno, per la lingua utilizzata, per la località da cui provengono.
Per esempio, si potrà ricercare un hashtag specifico tra coloro che hanno più di 500 follower, residenti a Roma, che hanno commentato l’evento che stiamo monitorando.
Tra coloro che hanno potuto provare in anteprima il servizio, segnaliamo la presenza dell’ultima edizione de L’isola dei famosi, che ha fatto registrare ascolti record ed è stato da più parti lodato per l’ottimo lavoro di promozione sui social e, in particolar modo, su Twitter.
La possibilità di scovare i tweet e i video di Vine più interessanti e di mandarli in onda in diretta, rimanendo all’interno di un unico ambiente, costituirà sicuramente motivo di apprezzamento da parte dei professionisti del settore.
Non crediamo invece che il nuovo arrivato della famiglia Twitter, Periscope, entrerà mai a far parte di questo servizio.
Riteniamo infatti che il punto di forza di Periscope, sia in questo caso un limite: chi si prenderà la responsabilità di mettere online video di cui non si può conoscere né contenuto né durata?
Gli unici contenuti accettabili, sarebbero quelli precedentemente concordati con VIP e persone note, ma si andrebbe a perdere la genuinità di questa app che nelle ultime settimane sta spopolando.
Ovviamente, siamo pronti a ricrederci…
Nel frattempo, terremo d’occhio l’accoglienza che si riserverà a Curator, che può essere facilmente richiesto con la semplice compilazione di questo form online.
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Kinohttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngKino2015-04-10 16:00:352015-04-10 16:00:35Twitter lancia la sfida a Storify con Curator
Il Salone Internazionale del Mobile (14 – 19 aprile, Rho Fiera Milano), croce e delizia degli architetti e degli appassionati di design di tutto il mondo si appresta ad aprire i battenti. In occasione della design week milanese sono previsti oltre 1.200 eventi Fuorisalone: mostre, installazioni, eventi e feste che la prossima settimana animeranno la città.
Molti gli eventi degni di nota, ecco 10 chicche che secondo noi non potete proprio perdervi!
1.Ikea Temporary – Via Vigevano 18
In occasione della Milano Design Week ed in vista di EXPO, Ikea inaugura il suo temporary showroom nella zona dei Navigli, nel nuovo quartiere compreso tra la nuova Darsena e via Tortona.
Aperto dal 10 di aprile fino al 30 settembre, lo spazio ospiterà un bistrot fondato sulle proposte di Ikea food che celebrerà la cultura del cibo e le nuove tendenze della ristorazione dal Nord Europa.
All’interno del Palazzo, Mosca Partner e DAMN hanno invitato architetti, designers e alcune aziende selezionate a creare un filo conduttore per esprimere l’origine delle cose e come i materiali possono influenzare e definire un progetto o un’idea. Michele De Lucchi e Andrea Branzi, Marcio Kogan, Emmanuel Babled, Mario Trimarchi, Ben Storm, Jasper Mson, Studio Irvine con Matteo Brioni sono solo alcuni dei nomi eccellenti coinvolti in questo progetto.
Un percorso emozionale organizzato da Best Up e Consorzio Cantiere Cuccagna, con l’art direction di Officina Temporanea attraverso progetti e presenze poetiche che si ispirano al mondo della natura e suggeriscono una visione attuale della sostenibilità, raccontandone la complessità, l’armonia e la leggerezza.
Una collettiva di designer che darà vita a una serie di performance multidisciplinari in collaborazione con Womade Factory. Due i focus della mostra: gli smart object connessi ed il cibo, grande protagonista dell’evento.
5. Eat Urban Street Food Festival – Via San Vittore 49
Il giardino interno di Via San Vittore 49 ospiterà un grande ristorante all’aperto con una selezione dei migliori food truck provenienti da tutta Italia
In mostra ritratti luminosi che nascono da 6 dipinti del pittore veneto settecentesco Pietro Rotari che ritraggono giovani donne vissute nel ‘700. Donne italiane, francesi, russe e zingare diverse per censo e per area geografica per le quali si è provato a immaginare uno storytelling che potesse sottrarle all’anonimato per farle sentire più vicine.
7. Souvenir di Milano, Piazza Affari
Ancora una volta Seletti trasformerà Piazza Affari in un luminoso e caotico luna park all’ombra dell’opera di Cattelan con l’evento Souvenir di Milano.
8. The Garden of Wonders. A journey trough scents – Via Brera 28
Il profumo protagonista all’Orto Botanico di Brera: Ferruccio Laviani progetta gli spazi di una mostra collettiva, un museo diffuso nel quale otto designer – Piero Lissoni, Jaime Hayon, Nendo, Jean Marie Massaud, Front, Tord Boontje, Fernando e Humberto Campana – interpreteranno la storia e le caratteristiche si otto case profumiere oggi non più esistenti.
Un’incredibile struttura progettata da Michiel Van der Kley, realizzata con 4760 pietre uscite da una stampante 3D
10. Green Island – Stazione Garibaldi, Piazza Freud 1
Alveari urbani in mostra a Milano, allestita intorno ad un’installazione che simula un prato, con progetti esposti dentro vasi di piante fitodepuratrici capaci di coniugare architettura, design e ecosostenibilità.
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Kumikohttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngKumiko2015-04-10 14:50:522015-04-10 14:50:52Milano Design Week 2015: i 10 appuntamenti da non perdere
Il futuro della lingerie è tutto delle curvy. Così dice Lane Bryant nella sua nuova campagna di comunicazione #imnoangel.
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Quante di voi non hanno mai provato un pizzico d’invidia davanti alle immagini delle modelle di Victoria’s Secret.
E quante di noi, una volta oltreoceano, non si sono chiuse nei camerini per sentirsi “un angelo” per qualche minuto?
Dopo le aspre critiche per la campagna di comunicazione, The Perfect Body, non c’è pace per il brand americano: Lane Bryant, una note marca di abbigliamento per taglie forti, conosciuta a livello internazionale, ha lanciato la sfida agli angeli di Victoria con #imnoangel.
Una campagna dai contenuti dirompenti, che punta sulla bellezza moderna e sulla rivincita delle modelle curvy, il target è la nuova vera innovazione della comunicazione nel mondo dell’abbigliamento, intimo e non, femminile.
L’hashtag #imnoangel è stata lanciato con un video, che evidenzia, già dalla sua struttura comunicativa, come queste giovani donne puntino su un nuovo punto di forza. Che non è la bellezza mozzafiato ma la semplicità e la sicurezza in se stesse.
“The Lane Bryant #IMNOANGEL initiative celebrates women of all shapes and sizes by redefining society’s traditional notion of sexy with a powerful core message: ALL women are sexy”
Il successo di Lane Bryant è dovuto soprattutto alla potenza comunicativa che ha ancora il tema della femminilità. Il brand invita infatti a postare un selfie su Instagram, scrivendo con un rossetto su uno specchio l’hashtag per mostrare al mondo la bellezza reale e autentica e innescare una “rivoluzione curvy”.
Chi, infatti, dopo essersi provata un capo di Victoria’s Secret, non si è sentita insicura di fronte alle immagini di modelle statuarie? Lane Bryant ha puntato proprio su questo momento di debolezza, per convincere ogni donna che non è la taglia a renderla unica.
Osserviamo ora la campagna da un punto di vista marketing: gli elementi per il successo ci sono tutti. I contenuti fanno leva su un’emozione condivisa, l’insicurezza riguardante la bellezza, sviluppano l’idea attraverso uno strumento virabile, il video, lanciando una campagna di comunicazione su Instagram, social media con i più elevati tassi di crescita.
Lane Bryant rafforza inoltre l’immagine del brand, come autentico ed eversivo nei confronti degli stereotipi femminili. Il passo ulteriore sarebbe dunque quello di reclutare nuovi target.
In questo caso questo obiettivo è ancora da sviluppare, dal momento che è affermato che la bellezza sia una tema molto a cuore delle donne, ma non tutte cambieranno idea nei confronti degli “angeli” accettando i propri difetti.
Victoria’s Secret, dal suo lato, ha continuato con la sua strategia, rafforzando sempre di più il concetto di bellezza irraggiungibile. Forse è proprio questo che porta successo al marchio.
La parola “Angel” fa capire alle consumatrici come la bellezza promessa dal brand sia quasi irraggiungibile. E forse Victoria’s Secret ha trovato la chiave del suo successo nei suoi angeli.
Lane Bryant ha fatto un passo in avanti: ha rischiato, risvegliando le donne e i loro valori. La migliore strategia di marketing sarebbe quello di continuare su questa strada, diventando il brand punta delle donne curvy, ma soprattutto, delle donne reali e autentiche nella loro semplicità.
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Harukahttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngHaruka2015-04-10 13:32:242015-04-10 13:32:24Lane Bryant vs Victoria's Secret: non siamo tutte angeli
LinkedIn, il social network business oriented, ha deciso di ampliare la portata delle sue attività in materia di formazione on-line e ha accettato di pagare 1.500 milioni (1.389 milioni di euro) per la piattaforma di e-learninglynda.com.
Come si legge in una nota di Jeff Weiner, CEO di LinkedIn, la transazione dovrebbe essere chiusa nel secondo trimestre 2015. LinkedIn paghera’ il 52% del totale in contante e il restante 48% in azioni.
”La missione di LinkedIn e quella di Lynda.com sono simili. Tutte e due le società puntano ad aiutare i professionisti a essere migliori nelle loro attività. La vasta libreria di video di lynda.com aiuterà le persone a sviluppare le capacità necessarie per accelerare la carriera professionale. Quando sarà integrata con le centinaia di milioni di utenti e di posizioni lavorative di Linkedin, lynda.com cambierà il modo in cui persone e opportunità vengono in contatto”.
Che cos’è Lynda.com?
Lynda.com, con sede a Carpinteria in California, offre corsi di programmazione, progettazione grafica, web design, fotografia, animazione, audio e video, produzione, fornendo una formazione tecnologica e creativa ad un vasto target (privati, aziende, scuole e pubblica amministrazione) per l’accesso al mondo digitale.
I costi del servizio partono da $25 al mese, come riportato sul sito web e con l’abbonamento gli iscritti possono accedere a:
corsi formativi tenuti da esperti in varie lingue (inglese, tedesco, francese, spagnolo e giapponese);
avere playlist personalizzate;
circa 3.436 video dedicati ai corsi;
un accesso illimitato per imparare ciò che si vuole, quando si vuole attingendo dalla biblioteca fornita.
New skills. Improved skills. Now.
La vision di LinkedIn e quella di Lynda.com si sposano perfettamente e puntano ad ampliare gli orizzonti di business, accrescendo le capacità necessarie per accelerare la carriera professionale.
“Questo è un momento storico in cui le persone possono imparare sempre e ovunque e senza confini. Noi crediamo nella visone e gestione del il futuro di LinkedIn, e sentiamo di aver trovato la misura culturale perfetta per la nostra missione”, ha scritto Lynda Weinman sul suo profilo LinkedIn.
In attesa di scoprire se realmente Lynda.com cambierà il modo con cui ci si connette con le opportunità, cari Ninjetti, potete testare gratuitamente la piattaforma per 10 giorni.
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Eufemia Scannapiecohttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngEufemia Scannapieco2015-04-10 13:30:092015-11-29 17:32:46LinkedIn rileva Lynda.com, società specializzata nella formazione online
YouTube ha annunciato ai suoi Partner una indiscrezione che sul web correva da qualche mese: a breve verrà lanciata una versione ad-free e premium del servizio video di proprietà di Google.
Questa scelta amplia i margini di monetizzazione di YouTube che, oltre al tradizionale sistema di advertising a pagamento, offrirà quindi agli utenti la possibilità di pagare un abbonamento mensile per poter fruire dei servizi della piattaforma senza essere interrotti da contenuti promozionali.
Anche nel caso del nuovo modello di abbonamento, sempre a quanto risulta dalla comunicazione inviata da Mountain View ai Partner, YouTube pagherà ai Creator il 55% dei ricavati. Nel caso in cui un contenuto preveda una doppia monetizzazione (advertising tradizionale + abbonamento) verrà riconosciuto il pagamento più alto tra i due.
Non sono state invece ancora rilasciate informazioni relative alla data di rilascio del nuovo servizio né al prezzo di quest’ultimo.
Sebbene non sia scontato che un utente decida di pagare per un servizio che ha fatto dell’accessibilità e la facile reperibilità dei contenuti il suo punto forte, il servizio in abbonamento di YouTube va verso una ben precisa e logica direzione: da una parte l’adeguamento del servizio a YouTube Music Key, servizio premium per lo streaming musicale, dall’altra una mossa commerciale per contrastare il successo di piattaforme di online video come Netflix, Hulu e la più recente Vessel.
Su TechCrunch potete leggere l’intero contenuto della comunicazione ufficiale di YouTube inviata ai Partner.
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Elena Silvi Marchinihttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngElena Silvi Marchini2015-04-10 12:50:492015-04-10 12:50:49YouTube: in arrivo una versione a pagamento senza pubblicità
Chi si occupa di pubblicità e comunicazione, soprattutto nelle piccole e medie imprese, sa quanto è difficile ottenere un budget per le campagne online. Il manager di turno crede più alle scie chimiche che all’online advertising e farebbe volentieri a meno di spendere soldi per Google Adwords e, figuriamoci, su Facebook.
Quindi, se hai lottato per ottenere il tuo tesoretto, sai che dovrai farlo fruttare bene. Ma come sempre nelle tue campagne online i risultati di reach non sono quelli che ti aspettavi. Non ha ragione il tuo capo, né è colpa di Zuckerberg (il capro espiatorio per eccellenza di chi si occupa di online advertising): forse è solo colpa di qualche piccolo errore che non sai di commettere.
Per prendere coscienza di ciò che insidia il tuo tanto agognato budget puoi ascoltare i consigli dei maestri della Ninja Academy.
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Knowledge for change. BE NINJA.
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Rocco Iannalfohttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngRocco Iannalfo2015-04-10 12:43:452015-04-10 12:43:45Gli errori che affondano le tue campagne online e che non sai di commettere [VIDEO]
Dove è tornato e lo ha fatto in grande, con un’iniziativa internazionale dalla quale è nato un video che vale già più di 3 milioni di visualizzazioni raccolti in soli in soli 3 giorni dalla pubblicazione. “Choose Beautiful | Women all over the world make a choice” è un titolo dall’ambizione documentaristica che fa da copertina ad una delle campagne Dove che già sembra essere tra le più riuscite.
Choose Beautiful è forse meno emozionante e toccante di precedenti advertisement del brand di proprietà di Unilever, ma la sua forza deriva dalla capacità di proporre una situazione empirica e pratica nella quale tutte le spettatrici possono facilmente calarsi e immaginarsi: una scelta tra bellezza e normalità, tra autostima e mantenimento di un basso profilo, tra sentirsi belle oppure nella media. La “scelta narrativa” a cui sono chiamate le protagoniste consiste quindi nel far loro decidere quale porta di ingresso utilizzare tra quella che porta il nome “Beautiful” e quella chiamata invece “Average“.
Ambientata in quattro diverse città attorno al mondo (San Francisco, Shanghai, Delhi, Londra e San Paolo), la campagna di Dove stimola più che in altre occasioni la riflessione personale delle spettatrici che vengono portate a calarsi nella situazione e domandarsi quale porta sceglierebbero di attraversare se anche loro vi si trovassero di fronte.
E non devono nemmeno prendere un aereo e volare verso una di queste città, perché alla fine del video attraverso due annotazioni ogni utente può scegliere tra “Beautiful” e “Average”, per poi atterrare su un blog di Tumblr dal quale è possibile scaricare una interessante guida dal titolo “Mindful Me” e un kit per la meditazione.
Dove fa un ulteriore passo in avanti nel consolidamento della sua brand equity e nella costruzione di una credibilità come soggetto influente nel discorso sull’emancipazione femminile dagli stereotipi di genere, costruendo un progetto di content marketing ampio e strutturato e non banale.
Cosa ne pensate di #ChooseBeautiful?
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Elena Silvi Marchinihttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngElena Silvi Marchini2015-04-10 11:20:402015-04-10 11:20:40Ti senti bella o nella media? Te lo chiede Dove [VIDEO]
Ormai, non parliamo più di una novità: le nostre azioni online sono perfettamente tracciabili, e generano una grande mole di dati che devono essere trasformati in informazioni utili ai processi di decision making.
Da un lato, tali osservazioni diventano ancora più valide nell’attuale contesto dominato dai Big Data; d’altra parte, diverse ricerche (per esempio “The Analytics Mandate – 2014 Data & Analytics Global Executive Study and Research Project”, progettata da MIT e SAS) sottolineano come l’utilizzo efficace ed efficiente delle analitiche diventi fonte di vantaggio competitivo solo in un primo momento di early adoption, prima che i concorrenti inizino a prestare la stessa attenzione verso dati e statistiche.
Ecco che allora la conoscenza degli approcci, degli obiettivi e degli strumenti di web analytics diventa fondamentale al fine di ottimizzare il business, online come offline. In questo articolo facciamo un po’ di chiarezza sul mondo delle analitiche digitali: siete pronti a fare i primi passi per diventare Web Analyst di successo?
Cosa sono le web analytics, e perché sono indispensabili per ottimizzare i processi aziendali e organizzativi?
Web Analytics: cos’è? Riprendendo le parole dirette della Digital Analytics Association, definiamo le web analytics come:
“La misurazione, la raccolta, l’analisi ed il reporting di dati provenienti dalla rete, con lo scopo di comprendere e ottimizzare i comportamenti online.”
Da questa prima definizione è possibile distinguere le principali differenze fra 3 etichette – misura, metrica e KPI – utilizzate spesso come intercambiabili quando si parla di (web) analytics, ma che in realtà nascondono alcune eterogeneità di fondo. Per farlo, prendiamo spunto dalla classificazione e dagli esempi riportati nell’articolo “What is a KPI, Metric or Measure?”:
Misura: una convenzione, uno standard che permette di definire linguaggio comune. Un esempio: la velocità espressa in Km/h.
Metrica: molto simile alla misura, “cala” maggiormente la definizione sopracitata su un discorso pratico e hic et nunc. Un esempio: il limite di velocità fissato a 50 Km/h.
Key Performance Indicator (KPI): metrica di performance rilevante per un’industry, un’attività, un settore, diventando poi comparabile nel tempo anche in funzione degli obiettivi pre-fissati. Un esempio: stiamo guidando ai 60 Km/h, ovvero 10 Km/h in più rispetto al limite fissato dalla legge.
A livello pratico, relativamente al livello di complessità dei calcoli ed alla conoscenza diffusa degli approcci, delle metodologie e degli strumenti all’interno delle organizzazioni, è possibile individuare tre principali layer:
Analytically Challenged: si tratta di attori (manager, aziende, etc.) che in generale “soffrono” il mondo delle analitiche. Si affidano maggiormente alle sensazioni di pancia, all’esperienza personale/professionale, ai percorsi storici. Nel momento in cui si approcciano ai numeri hanno difficoltà a individuare cosa misurare e in che modo, orientandosi principalmente alla riduzione dei costi di misurazione e di gestione dell’intero processo.
Analytical Pratitioners: si stanno impegnando a fondo per diventare esperti in data analysis. Concentrano sforzi e attenzioni sui dati adeguati, nella volontà finale di diventare entità data-driven.
Analytical Innovators: danno un grande valore ai dati ed alle misurazioni online e offline, e le attività sono spinte/stimolate con un approccio top-down. Manager e dirigenti sono infatti i primi attori coinvolti e consapevoli, e lavorano nell’obiettivo di diffondere una cultura analitica d’eccellenza.
Dagli obiettivi alle analitiche: il modello SMART
Naturalmente, le analitiche online e offline non hanno senso se non utilizzate per misurare in modo periodico l’andamento di azioni, dinamiche e comportamenti in funzione di specifici obiettivi.
La questione diventa allora quella di definire ex-ante i giusti obiettivi (di business, di vendite, di engagement, etc.), il cui raggiungimento potrà essere monitorato/certificato dalle stesse web analytics.
A proposito, un modello interessante è quello definito come SMART, il quale sostiene che i goal debbano avere almeno 5 caratteristiche di fondo: specificità, misurabilità, raggiungibilità, rilevanza, limitazione nel tempo. L’immagine sotto descrive più nello specifico ciascuna dimensione.
Tale modello è perfettamente applicabile a qualsiasi progetto digitale, diventando il driver per l’avvio della configurazione e gestione delle analitiche web.
2 strumenti irrinunciabili di web analytics: Google Analytics vs Adobe Analytics
Una volta chiarita la natura delle web analytics e avere differenziato le principali tipologie in funzione degli impatti digitali e di business, passiamo brevemente in rassegna 2 tool che non possono mancare nel toolkit del Web Analyst di successo, spartendosi le quote di utilizzo e mercato: Google Analytics, Adobe Analytics (Site Catalyst). Per una comparazione aggiornata al 2014 ma schematica e più complessiva, leggete l’articolo “Google Analytics vs Adobe Site Catalyst – A Quick Comparison”.
“Google Analytics non solo ti permette di misurare vendite e conversioni, ma ti offre anche dati aggiornati su come i visitatori utilizzano il tuo sito, come sono arrivati sul tuo sito e che cosa puoi fare per incentivarli a tornare.”
Uno dei tool standard di settore, Google Analytics è largamente utilizzato da manager, analisti, consulenti, utenti per monitorare le performance dei propri progetti digitali, indipendentemente da tipologia e dimensioni del business. Come riportato dalle ultime statistiche di W3 Techs e anche grazie alla versione free del prodotto, ad oggi è il servizio di web analytics più utilizzato.
Alla voce dedicata su Wikipedia, ne sono descritte molto bene le principali funzionalità:
“Sul sito è possibile monitorare i visitatori provenienti da tutte le fonti, siano essi motori di ricerca, siti referer o campagne a pagamento, il Display Advertising, le reti di Pay per click e l’email marketing, ma anche i collegamenti all’interno dei documenti PDF. Integrato con AdWords, gli utenti possono analizzare le campagne online, monitorando la qualità delle pagina di destinazione e le conversioni (obiettivi). Gli obiettivi possono includere le vendite, la lead generation, la visualizzazione di una specifica pagina o il download di un particolare file e possono anche essere monetizzati. Utilizzando Google Analytics, il marketing è in grado di determinare quale sia il rendimento degli annunci, fornendo le informazioni per ottimizzare le campagne o abbattere i costi.”
Adobe Analytics (Site Catalyst)
Tool interno alla suite Adobe dedicata al Digital Marketing, Adobe Analytics è il tool di actionable real-time intelligence che permette ai Marketers di monitorare le statistiche e le metriche di successo del posizionamento online.
A pagamento, più complesso (e più potente) di Google Analytics, lo strumento è adottato dagli headquarters internazionali delle principali aziende globali.
Risulta particolarmente adatto al tracciamento dei dati di eCommerce, nonché quando esiste la necessità di svolgere analisi più approfondite.
Conclusioni: le web analytics come alleato essenziale nella strategia digitale
In questo articolo abbiamo trattato diversi temi legati all’argomento delle web analytics, sottolineandone la rilevanza non solo per ottimizzare i progetti e le strategie digitali, ma anche per incrementare la competitività di business aziendale più complessiva.
E voi, Ninja, siete pronti per diventare dei veri esperti di analitiche digitali?
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https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Alberto Maestrihttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngAlberto Maestri2015-04-10 11:00:502015-04-10 11:00:50Cosa sono le Web Analytics, e come utilizzarle per ottimizzare il vostro business digitale?
Biskrem, il biscotto turco diventa protagonista di un'avventura interattiva su Instagram.
Cosa succederebbe se il vostro biscotto preferito non fosse mai esistito? O se addirittura vi fosse stato portato via? Cosa sareste disposti a fare per averlo di nuovo?
Questo è quello che ha pensato di fare l’agenzia creativa Arno Brasco di Istanbul, per la notissima e iconica marca di biscotti turca Biskrem. La strategia attuata dall’agenzia si serve della popolarità con cui viene attualmente utilizzato il social network Instagram.
I creativi dell’agenzia hanno ben pensato di creare un gioco di avventura interattivo che sostituisca l’utente Instagram all’inventore dei famosi biscotti, con l’obiettivo ultimo di, una volta superati tutti gli ostacoli relativi ad ogni step del gioco, creare il biscotto Biskrem.
Un salto indietro nel tempo al momento precedente la creazione del biscotto; il 1991 diventa nel gioco l’anno per salvare il futuro del biscotto Biskrem. Un gioco diverso e appassionante, a detta dei commenti degli utenti; sei steps durante i quali l’utente dovrà padroneggiare le dinamiche di Instagram e Biskrem chiaramente, con il risultato finale di riportare tra le persone il famoso e amato biscotto.
Pronti a giocare?
Durante il gioco, l’utente sarà chiamato a rispondere a domande difficili, a scoprire dove si trovino i biscotti, a scovare stanze segrete e svelare passwords. Una volta ottenute tutte le risposte, l’utente dovrà inserirle nella barra di ricerca e se tali risposte saranno corrette accederà automaticamente allo step successivo.
Ma se la volete sapere tutta, nel caso non si siano trovate le risposte giuste, avrete la possibilità di utilizzare il jolly @bibiskremversem, account creato come slogan per “What if I give a Biskrem?”, che troverete nei commenti alle foto e vi permetterà di accedere al livello successivo.
Utilizzando tutte le caratteristiche di Instagram, incluse le mappe, l’opzione di tag, la barra di ricerca, le foto, i video e l’opzione per l’invio di messaggi privati, il gioco si struttura in 70 diverse visualizzazioni personalizzate, con la possibilità di definire una delle 17 conclusioni possibili al gioco.
Alla fine della campagna, verranno spedite ai giocatori le loro creazioni, i biscotti Biskrem naturalmente! Tutto questo, oltre a divertire molto gli utenti di Instagram, ha portato alla marca un incremento di circa l’850% di followers, 9990 likes e 9658 commenti positivi.
Un altro modo questo per mostrare come non ci sia nessun limite all’utilizzo di Instagram e di altri social network per scopi creativi e pubblicitari. Tutto nasce da una buona idea, che gestita e mediata attraverso il giusto canale può portare grande beneficio all’infinito universo della marca.
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Barikajulhttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngBarikajul2015-04-10 10:30:452015-04-10 10:30:45Biskrem, il primo biscotto protagonista di un adventure game su Instagram
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