The Bank of Things: il futuro del settore finanziario secondo Accenture

Oggi come oggi, tanti ambiti della nostra vita ruotano attorno ad una parola – o meglio a un concetto: l’Internet of Things. Esso trova applicazione quasi in ogni momento della nostra quotidianità. C’era un ambito altamente informatizzato (almeno lato consumer) che non ne aveva ancora sentito l’influenza; Accenture ha pensato di colmare questo vuoto pubblicando un bellissimo documento che ci mostra il futuro, dal titolo esplicativo: The Bank of Things.

Nel report, la società di consulenza globale afferma un fatto ovvio ma allo stesso tempo non banale: aumentando il volume di dati che ogni consumatore invierà attraverso il proprio smartphone (e non solo) nel Cloud, è lecito pensare che anche le banche possano sfruttare questi dati ed interagire in modo più spinto con l’utente finale e – ad esempio – con la sua smart home per eseguire un calcolo in real-time delle proprie disponibilità economiche (dunque, di quanto il consumatore può spendere per le proprie necessità come riscaldamento, acqua, spesa alimentare, ecc).

Da questi concetti nasce la necessità di trovare una nuova definizione per i consumatori, proponendo il cosiddetto di “Consumatore 3.0” (Customer 3.0).

Cambiando il ruolo del consumatore, inevitabilmente, cambierà anche il ruolo della banca. Essa si troverà a caratterizzare un nuovo ecosistema basato sulle nuove necessità quotidiane del Consumer 3.0. Per soddisfare le necessità del consumatore, la stessa banca dovrà quindi seguire ed implementare tre concetti primari appartenenti a quello che Accenture chiama “Extended Banking Ecosystem” e riassunto perfettamente dalla seguente immagine.

La Bank of Things anticiperà quindi i bisogni e le necessità del consumatore adattandosi e adeguandosi a cambiamenti continui, fornendo quindi all’utente soluzioni ad hoc capaci di rispondere alle esigenze reali di cui lo stesso ha bisogno. La BoT sarà quindi in grado di soddisfare tutti i tipi di cliente, partendo dal privato per arrivare ad esigenze industriali e a livello business, fornendo quindi un’integrazione verticale a tutti i layer. Per creare realmente il nuovo ecosistema della BoT le banche dovranno creare partnership solide e durevoli con provider di servizi Cloud, così come dovranno adottare una serie di implementazioni dedicate con focus su data analytics e connettività costante.

Come tutte le innovazioni tecnologiche ci sono e ci saranno innumerevoli pregi ed altrettanti difetti, utilizzi impropri e problemi oggi non immaginabili; ma non dobbiamo dimenticare che le vere innovazioni sono fatte per raggiungere lo scopo di facilitare la vita degli utenti e rendere semplici operazioni che sino a non molto tempo prima sarebbero state complicatissime.

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Il concetto di Bank of Things è una vera e propria estensione ed “esasperazione” (almeno secondo il mio punto di vista) dell’Internet Banking tradizionale.

A proposito di innovazione, non dimenticate l’appuntamento del 18 Marzo 2015 per la #BattleMI, la Battaglia delle Idee made in Ninja Marketing. Giunta ormai alla terza edizione, essa sarà il main event del Global Enterpreneurship Congress!

Come integrare il social con gli eventi: il caso Saxo Capital Markets

I social media sono uno strumento fondamentale per l’event marketing e non solo perché contribuiscono attivamente alla diffusione dell’evento, ma anche perché generano brand awareness e aumentano il successo dell’evento stesso. I social network riescono a coinvolgere e a dare respiro all’evento già a partire dalle primissime fasi organizzative, fino ad arrivare a farlo vivere in prima persona e a contribuire a creare contenuti dell’evento stesso, insieme a chi lo organizza e ci lavora. Ma non finisce qui.

La potenza del social media marketing applicato all’organizzazione di un evento sta anche nel prolungare l’esperienza vissuta ed estenderne il valore.

Oggi nessun brand può fare a meno di utilizzare i canali social e ormai risulta anche inutile fare la differenza tra online e offline, in quanto i social media sono parte integrante della nostra vita. L’integrazione tra online e offline è talmente profonda che viviamo contemporaneamente entrambi gli ambiti, ormai fusi tra loro.

saxo capital markets digital pr

La parola chiave è integrazione; unire gli strumenti online e offline non significa aggiungere, ma rendere completa la nostra strategia di marketing e riuscire a raggiungere non solo i nostri clienti, ma tutte le persone potenzialmente interessante a quello che stiamo facendo o promuovendo. Occorre, quindi, una gestione complessiva, trasversale e coerente di un’unica strategia integrata di marketing, utilizzando sia strumenti online che offline. Ecco come ad esempio l’evento Saxo Capital Markets sia un esempio da manuale.

Evento #TradingDebates

Saxo Capital Markets, specialista negli investimenti e nel multi-asset trading online, per l’organizzazione dell’evento #TradingDebates che si è tenuto a Londra il 22 ottobre 2014,  ha implementato una strategia di social media marketing sfruttando  i canali della comunicazione digitale integrando le competenze del proprio team di marketing a quelle di agenzie esterne specializzate in content marketing e digital PR.

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La collaborazione trasversale di tutte queste specializzazioni di marketing ha contribuito al successo dell’evento, brillantemente gestito in ogni sua fase.

Pre-evento

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Questa è la fase di sensibilizzazione, promozione e raccolta delle adesioni.

In questa fase, i social media sono determinanti per diffondere l’evento, raccogliere le adesioni, coinvolgere le persone e far vivere anche la fase organizzativa.

Conversare con la nostra community e condividere contenuti utili al nostro target, fa aumentare l’interesse attorno all’evento e il desiderio di essere presenti in prima persona.

Nel caso specifico della Saxo Capital Markets, questa prima fase, è durata sei mesi.
Il nome dell’evento? Naturalmente l’hashtag stesso: #TradingDebates.

Il coinvolgimento del pubblico sui social media è stato incentivato anche attraverso organizzazione di contest su Twitter che hanno visto i partecipanti più attivi e dinamici vincere un iPad.
C’è da dire, infatti, che Twitter offre un’ottima visibilità in tutte le fasi dell’organizzazione di un evento e genera conversazioni efficaci ed utili sia per diffondere l’iniziativa, che nel corso dell’evento e in fase di monitoraggio

Per incuriosire ed animare il dibattito sui temi principali dell’evento, in questa fase, sono state diffuse anche infografiche divertenti e articoli utili al target.
Dare delle piccole anticipazioni e svelare delle pillole di ciò che si andrà a trattare in seguito, serve a creare aspettativa, a suscitare curiosità e ad alimentare il desiderio di prendere parte all’evento.

L’interazione con il target, fin dall’inizio, ha conferito al #TradingDebates un’autenticità tale che si è riusciti ad avvicinare anche un pubblico difficile come è quello del mondo della finanza e degli uomini di affari.

Gli influencer

saxo digital pr

Prima dell’evento fisico sono stati identificati gli influencer chiave per generare sempre più interesse e stimolare le conversazioni online.

Durante l’evento

Live-tweeting al #TradingDebates

I relatori si stanno alternando nei loro speech e la platea fa tesoro di quello che l’evento offre loro. Una buona strategia di marketing integrato prevede sicuramente la condivisione, in tempo reale, dell’evento sui social media. Il live tweeting, la condivisione di fotografie su Facebook ed Instagram lo streaming dell’evento, ad esempio, aumentano la partecipazione e generano conversazione diffusa, conferendo un valore aggiunto al nostro evento.

Auditorium #TradingDebates

Un’ottima idea attuata al #TradingDebates è stata quella di trasferire le conversazioni social anche su un grande monitor fisico posto sopra il palco. Nel corso dell’evento, i relatori hanno potuto rispondere, in tempo reale, ad alcune conversazioni online riportategli dal community manager, aumentando ancora di più la partecipazione di chi non era presente fisicamente.

Post-evento

Teminano gli speech, cala il sipario, si spengono le luci…
L’evento è finito? Certo che no!

Ora è il momento di raccontare ciò che è successo, condividere foto, video, slide, contatti utili, raccogliere feedback ed opinioni. In breve: estendere il valore dell’evento!

Continuare a diffonderlo anche dopo la sua realizzazione, cattura l’attenzione perfino degli assenti e dei curiosi ed alimenta il desiderio di voler partecipare, in prima persona, al prossimo evento. In questo modo si inizia già a “fertilizzare il terreno” per l’evento successivo e si mantiene sempre vivo l’interesse.

Nel caso specifico del #TradingDebates, i risultati del monitoraggio hanno fornito importanti informazioni su come migliorare la comunicazione per il target specifico e hanno portato alla luce il successo dell’evento anche da un punto di visto quantitativo, oltre che qualitativo (il social media impact è stato il triplo dell’evento Camp Alphaville organizzato dal Financial Times).

Ciò dimostra che le aziende che sono in grado di adottare tool e tecniche di marketing moderne ed integrare offline e online, riescono ad avere successo e a far sentire il pubblico il vero protagonista e co-creatore dell’evento stesso.

«Dimmi e dimenticherò. Mostrami e ricorderò. Coinvolgimi e capirò».
Confucio

Ninja Social Oroscopo dal 29 gennaio al 4 febbraio

Carissimi guerrieri, è già tempo di un nuovo Ninja Social Oroscopo della settimana, e per fortuna diciamo noi di Una Parola Buona Per Tutti perché proprio poche ore fa Venere ha salutato il segno dell’Acquario per traslocare in quello dei Pesci. “Un cambiamento mai visto, da vivere in diretta” potrebbero esclamare i più entusiasti tra di voi, e invece no, non per ora, non ancora, e il segreto sta tutto nella concretezza professata da Saturno in Sagittario e Giove in Leone.

I segni di terra, Toro, Vergine e Capricorno dovrebbero sentire più degli altri il transito di Venere nel segno dei Pesci, ma il condizionale è d’obbligo perché certamente non cercheranno una scusa per struggersi o litigare con il partner, anzi: approfitteranno di questa situazione per fare una panoramica sull’andamento delle ultime settimane e vedere dove e cosa si potrebbe migliorare, trasformando una presunta problematica in un’opportunità. 

Chi potrebbe lanciarsi impavido verso una moltitudine di sentimenti romantici saranno i segni d’acqua: i Pesci cercheranno di trasformare la loro umile dimora in una reggia, sperando che Venere non se ne vada mai più, Scorpione e Cancro faranno i conti l’uno con il proprio lato più romantico, l’altro con quello più passionale… chissà cosa sarebbero in grado di scarabocchiare su un catalogo Ikea, verrebbe fuori il loro vero io, quello che tentano, loro malgrado, di tenere segreto, segretissimo, ma che ormai abbiamo scoperto!

Giove e Saturno continuano ad assistere con particolare zelo Ariete, Leone e Sagittario. Nessuna occasione deve essere sprecata per voi guerrieri nati sotto un segno di fuoco e per questo siate sempre sinceri, sia con voi stessi sia con gli altri. Non c’è nulla di male nel voler mettere i propri obbiettivi davanti a tutto, a volersi innamorare o ad avere poco tempo e poca voglia da dedicare agli altri. Investite sulle vostre funzionalità e lasciate che gli altri borbottino in segno di disapprovazione!

Gemelli e Acquario dovranno evitare critiche gratuite, siano esse provenienti dall’esterno o “auto inflitte”, diciamo così. Il vostro cielo vi porterà ad avere reazioni diverse ma tutte molto istintive, per non creare falsi allarmi o ingigantire problemi la parola d’ordine sarà semplificare, fare chiarezza, scomporre, se necessario, ogni situazione. Chi, questa settimana, ci lascerà senza parole sarà la Bilancia: alla ricerca di autenticità non si tirerà indietro dal suo caos calmo, sicura di trovare nell’ignoto le sue risposte.

Buona settimana, guerrieri!

LinkedIn: 5 consigli per il successo delle vostre pagine aziendali

Linkedin company pages

LinkedIn è uno dei modi migliori per trovare lavoro (già nel 2013 il 53% delle attività di selezione lavorativa è avvenuta su Internet). Di solito quindi ci si concentra sui consigli da dare all’utente per poter essere il candidato ideale. Ma se invece siete i gestori di qualche pagina aziendale che cerca impiegati?

Oggi quindi vi proponiamo una serie di consigli per gestire con successo le vostre pagine aziendali, tratti da casi reali dell’ultimo anno. E non stiamo parlando di casi generici, ma delle Best LinkedIn Company Pages. Per redigere questa classifica, il social propone ai propri utenti di elencare le pagine che trovano innovative e consultano come fonte d’ispirazione.

Delle dieci migliori pagine aziendali analizzeremo nel dettaglio le prime cinque, ricavando preziosi consigli che forse vi permetteranno di raggiungere la classifica del 2015, o per lo meno migliorare i vostri risultati!

1. Dell: investimento

Dell Linkedin

Come abbiamo anticipato nei trend di quest’anno social, i post sponsorizzati diventeranno un vero e proprio must have. Se siete restii a investire nelle vostre pagine social, ricredetevi! Dell vince la medaglia d’oro del 2014, proprio grazie all’uso di post sponsorizzati.

Com’è ben noto, l’uso di questi post permette di raggiungere un’audience decisamente più consistente. I teorici del complotto sicuramente sosterranno che LinkedIn ha deciso di inserire Dell come prima azienda per spingere anche altri utenti a investire nei propri contenuti.
In realtà si tratta di semplice strategia, applicata a un minimo di furbizia: scegliete di sponsorizzare i contenuti di qualità, in modo da massimizzare il risultato con il minimo costo.

2. Evernote: social strategy

Evernote Linkedin

Medaglia d’argento per Evernote. Il consiglio da portare a casa questa volta è: usare una strategia integrata sui diversi social.

Quando Evernote rilascia una nuova feature viene postato un update che viene aggiunto (pinned) su Pinterest. Il pin e l’update permettono di mantenere le prime posizioni nella Home di LinkedIn, assicurandosi un ampio numero di visualizzazioni.

Diffidate quindi da chi vi dice di non proporre lo stesso contenuto su più piattaforme: una strategia di comunicazione integrata e ragionata è spesso imbattibile.

3. Hootsuite: contenuti di valore

Hootsuite Linkedin

Terzo posto per uno degli strumenti sacri di ogni “Social Media Coso” che si rispetti. E la sua strategia si basa proprio su questo: condividere dati tecnici, che interessano agli utenti perché dovranno usarli per lavorare su Hootsuite.

Spesso ci si dimentica che i social network sono un lavoro per molte persone, e LinkedIn rappresenta il social lavorativo per eccellenza. Sfruttate queste potenzialità, condividendo con i vostri follower dati di interesse, statistiche di settore e contenuti di valore che terranno incollati gli utenti alla vostra pagina, in attesa del prossimo aggiornamento.
Potreste anche decidere di dedicare uno spazio alle FAQ o ai post Q&A, in modo da creare un maggior engagement.

4. L’Oréal: dialogo

Loreal Linkedin

Non tutti pensando a L’Oréal si immaginano un’azienda con un approccio “friendly”. Invece la famosa casa cosmetica ha dimostrato a tutti che dialogare col proprio pubblico paga.

L’Oréal ha infatti umanizzato il suo brand, incominciando conversazioni con i follower, per stimolarli a seguire la pagina (creando quindi un circolo virtuoso).
Inoltre ha celebrato su LinkedIn il raggiungimento dei 500.000 follower, coinvolgendo ulteriormente il proprio pubblico.

Imparate a rendere il vostro brand umano, e interessatevi ai vostri follower: tra qualche anno magari sarete anche voi nella top ten di LinkedIn.

5. Luxottica: Career Page

Luxottica Linkedin

Un esempio per tutte le aziende italiane. Avere Luxottica in Top Five, riesce ad azzerare il #verybello che sta facendo scuotere la testa a tutto il web. L’azienda nata nel 1961 nel bellunese, ha da insegnare anche a P&G che si piazza solo ottava in classifica.
Ma venendo al consiglio di riferimento che ci viene fornito in questo caso: ottimizzate la Career Page.

Non limitatevi ad aprire nuove posizioni, condividete contenuti che mostrino la vostra cultura aziendale. In questo modo chi cerca lavoro presso la vostra azienda riuscirà a trovare non solo offerte interessanti, ma anche un’opportunità di fidelizzazione.

In diretta dalla Silicon Valley: Oscar Di Montigny racconta il futuro del Mondo [WEEK 1]

Marketing Manager, speaker internazionale, promotore di un’economia sostenibile e fondata sull’Amore, ma soprattutto viaggiatore. Oscar Di Montigny segue la via dell’innovazione ed è disposto a raggiungerla in tutti i modi possibili.

In questi giorni si trova negli Stati Uniti, insieme a Michele Berra, per un Viaggio nel futuro del Mondo, un tour che parte da San Francisco e che ricopre tutta la Silicon Valley. Startupper, scienziati, innovatori, aziende che vogliono fare la differenza: scopriamo chi ha incontrato e lasciamoci ispirare.

#1 – Martin Luther King Day, wearable e immortalità

Per approfondire: Spire; Riccardo Sabatini, filosofo e data scientist.

#2 – Startup, customization e social QI

Per approfondire: 500 Startups, CoinPipCloud Academy, Italist, FluidMind The Bridge.

#3 – Stanford: Scienziati, filosofi ed economisti

Per approfondire: Prof. Alberto Salleo.

#4 – Convivenza e cervelli non in fuga

Per approfondire: Plug and Play, Silicon House.

#5 – I grandi: innovazione, intenzioni, commodity

Per approfondire: Salesforce, Nuance, PayPal, Google, Facebook.

Il tour continua, alla prossima settimana!

Vuoi conquistare i tuoi follower? Sii sincero!

Molto spesso, soprattutto tra i non addetti al lavoro, si associa il marketing a una serie di trucchi e magie per presentare la nostra azienda nella maniera più attraente possibile, senza mai mostrare alcun segno di debolezza. Eppure, nessuno è perfetto e a volte essere trasparenti e sinceri dà i suoi risultati. È questo il modo in cui si conquista la lealtà e la fiducia dei clienti. E soprattutto un vasto seguito.

Se state cercando di generare traffico sul vostro blog e conquistare la fiducia degli utenti questo è una possibile soluzione ai vostri problemi. Essere genuini rafforza l’empatia tra il lettore e blogger, tra consumatore e azienda.

Se ancora non siete convinti ecco qualche esempio che vi farà cambiare idea. Ricordate che tutti i casi che vi stiamo presentando, grazie a un approccio aperto e trasparente, hanno avuto un enorme ritorno sia d’immagine che in termini di traffico e di fidelizzazione.  Quindi perché non pensare di iniziare a condividere un maggior numero d’informazioni con il vostro pubblico?  

LEGGI ANCHE: Vuoi aumentare le tue vendite? E allora smetti di usare queste cinque frasi

#1 Moz

La compagnia di Seattle che vende software di marketing pubblica annualmente i propri dati sui profitti, siano essi positivi o negativi. Nel proprio blog, inoltre, si parla apertamente delle lezioni imparate, degli obiettivi raggiunti e delle aree di miglioramento scoperte durante l’anno.

#2 Groove

Groove è un’azienda che fornisce software per la gestione dei clienti e del teamwork. Anche Groove pubblica mensilmente dati sui profitti ma non si limita a questo. Il blog aziendale genera un traffico considerevole. Gli utenti, che devono iscriversi, ricevono in cambio la condivisione di lezioni e strategie attuate nel viaggio verso i 500$ al mese che Groove vorrebbe raggiungere.

#3 McDonald’s Canada

Vi siete mai chiesti se è vera la storia del pink slime del Mc’Donald’s? E se le french fries siano davvero fatte solo di patate? Con la campagna Our food.Your questions McDonald’s Canada ha deciso di rispondere alle domande degli utenti riguardo a ingredienti, preparazioni e quant’altro. Una scelta azzardata ma vincente. Il rischio del fail c’era. Ma solo con la sincerità e la trasparenza si possono combattere le critiche più dure.

#4 Buffer

Buffer è un’applicazione usata per programmare contenuti sui social media. Quando nell’ottobre 2013  ne è stato attaccato sistema di sicurezza l”azienda, invece di incolpare un anonimo hacker, ha prontamente diffuso la notizia su tutti i canali a propria disposizione, scusandosi con gli utenti per l’inconveniente. Inoltre alla fine del 2013 l’azienda in un post ha reso pubblici gli stipendi dei propri dipendenti.

Forse penserete che la concorrenza possa utilizzare i dati che condividete a proprio vantaggio. Questo non è il caso. Se avete un blog, rendere pubblici i dati sul numero di utenti raggiunti, in che modo può agevolare i vostri competitor? Anzi, condividendo traguardi e obiettivi creerete coinvolgimento con chi vi legge.

Se è vero che la rete è condivisione, l’unica scelta che avete per vincere è mettervi in gioco.

Simone Tornabene ci racconta i segreti del content marketing [INTERVISTA]

digital marketing

Come ho già detto in questo articolo, nel 2015 vedremo sempre più aziende adottare il content marketing. Questo perchè gli utenti, che sono i potenziali clienti di un brand sono stanchi di vedersi interrompere la navigazione da campagne pubblicitarie invasive e che talvolta non rispecchiano ciò che stanno cercando.

In quest’ottica la soluzione è attrarre l’utente, non interromperlo. Si può cercare la sua attenzione con la creazione di contenuti che gli risultino utili e interessanti, anche talvolta utilizzando materiale che viene dall’utente stesso tramite gli User Generated Content.

Abbiamo avuto modo di approfondire questo discorso con Simone Tornabene, docente del Corso Online in Content Marketing della Ninja Academy.

1. Come inserisco la content strategy nella mia strategia digital globale?

Nella mia visione della strategia digitale, la Content Strategy viene prima della scelta dei canali. Sposo la tesi secondo la quale le aziende oggi non hanno bisogno di qualcuno che inventi una storia per loro, in modo da apparire rilevanti. Credo che le aziende abbiano bisogno di mettere a fuoco perché sono rilevanti. E allora i contenuti e la storia sono conseguenza spontanea.

E solo allora si passa alla Digital (Communication) Strategy intesa sostanzialmente come scelta dei canali e produzione dei contenuti. I canali sono da definire in base alla storia e non viceversa, come spesso succede quando si parla di storytelling.

2. Come posso utilizzare il content per creare engagement con la mia community?

Sicuramente tenendo conto di due aspetti strutturali del digital: la bidirezionalità e la multicanalità. Internet è un ambiente che abilita diversi canali con regole proprie: il search, il mobile, il social e così via. Con tutte le sotto-declinazioni che conosciamo. Lavorare sul digital significa pensare a questa multicanalità che non è più un’opzione (come nel mondo offline) ma è una premessa.

Questo significa più competizione per l’attenzione (e il tempo) degli utenti e quindi necessità di essere rilevanti con contenuti che abbiano un senso (per l’interlocutore, non per l’azienda). E poi bidirezionalità: su Internet tutto è commentabile. Tutto, proprio tutto. Persino la censura è vana. Creare engagement significa lavorare ad azioni e contenuti rilevanti per la comunità. Ma anche dialogare: parlare ma anche ascoltare. Soprattutto ascoltare.

intervista su content marketing

3. I miei fan sono molto creativi, quasi quasi licenzio l’agenzia e ingaggio loro. Come posso utilizzare in mio favore gli user generated content?

Dell’agenzia ci sarà sempre bisogno (per fortuna!). Gli User Generated Content sono una forza comunicativa, ma come tutte le forze può fare del bene se si riesce a controllare. Oppure può distruggere tutto, se non si riesce ad imbrigliarla. Non è tanto una questione di modo in realtà, quanto una questione di DNA: se l’azienda non è davvero social, gli UGC non hanno efficacia.

In qualsiasi caso il vero problema degli UGC è saperli accettare: nel momento in cui il consumatore si esprime lo fa con i propri codici culturali. E non sempre questi rispettano il lavoro di posizionamento del brand. La strada migliore è la co-creazione: ingaggiare gli utenti per creare all’interno di linee guida e piattaforme strutturate. Come ad esempio in #civuoleuneroe di Ceres.

4. Cos’è la Content Curation? Perché dovrei condividere con la mia community contenuti di altri?

Internet è stato celebrato come il luogo dell’informazione. Ed è così: contiene una quantità di informazioni incredibile. Mai vista nella storia dell’umanità. Ma non sono solo tante: sono troppe. Così tante che non ce ne facciamo nulla. Se cerco un ristorante a Milano e devo trovarlo fra 5.000 possibilità è un po’ come non avere nessuna scelta.

La Content Curation è un modo per sfruttare la conoscenza altrui per orientarsi. Arrivando alle informazioni rilevanti. Rilevanti per me sulla base dell’affinità (o della fiducia) con altri soggetti la cui esperienza diretta ha portato a definire qualcosa come rilevante (vi ricordate le Guide di Super-Eva? Oppure il primo Mahalo?).

Se la Content Curation genera valore, allora chi la padroneggia è in grado di generare valore. E potenzialmente ha dunque un potere. Dovrei condividere con la community perché questo genera un vantaggio per me: accumulo potere (in senso lato). Che più tardi potrò convertire in qualche altra risorsa (ad esempio economica).

simone tornabene e il content marketing

5. Cosa fa in pratica il Content Manager? Quali strumenti utilizza?

Ciascuna organizzazione utilizza il ruolo in modo differente. Di certo è responsabilità del Content Manager la gestione dei contenuti. In primis la pubblicazione sui canali, l’ottimizzazione del contenuto per il canale (ad esempio il formato della foto) e l’analisi delle performance del contenuto.

In alcuni casi, si occupa anche della creazione/rielaborazione di un contenuto o della sua selezione (quindi sconfina nella Content Strategy e nella Content Curation), oppure della gestione dei feedback al contenuto (quindi Community Management e Reputation Management).

Oggi si occupa anche, in rari casi, della distribuzione a pagamento dei contenuti (quindi Advertising). A livello di strumenti utilizza senza dubbio le piattaforme di analisi dei singoli canali (es. Google Analytics, Facebook Page Insights, Twitter Analytics, ecc.), strumenti di gestione del calendario editoriale e dei contenuti (es. Hootsuite, Buffer, PostCron, ecc.), piattaforme di collaborazione (come Google Drive), piattaforme di ricerca contenuti (come tag board, prismatic, product hunt).

Windows 10: tutte le novità della nuova generazione di Windows

Dal 1975, anno della sua fondazione, la Microsoft Corporation ne ha fatti di passi in avanti. Dall’espansione nel mondo del gaming, all’impegno nel campo dell’educazione, l’azienda di Redmond fa del cambiamento la propria mission, all’insegna di una tecnologia sempre più flessibile ed adattabile alle esigenze del digital customer.

LEGGI ANCHE: Microsfot Health e Microsoft Band: soluzioni e device per migliorare la vita delle persone

Windows decide di volgere lo sguardo al futuro saltando una release e puntando al nuovo sistema operativo Windows 10, promettendo l’inizio di un’era informatica più personale e flessibile, ritagliando nuovi spazi e modi d’uso nella vita dei propri utenti.

Nella presentazione della “nuova generazione di Windows“, l’azienda di Redmond promette una tecnologia sempre più personale, flessibile e integrata.

Windows 10 segna l’inizio di un’era informatica più personale nel mondo dei dispositivi mobili e dei servizi cloud”, ha dichiarato Satya Nadella, CEO di Microsoft.

Dispositivi, servizi  ed esperienze d’uso sempre più mobile. La keyword di questa nuova ondata innovativa in casa Microsoft è “adattabilità”. Il nuovo sistema, infatti, è stato progettato per adattarsi a tutti i dispositivi: dalla Xbox ai PC, dagli smartphone ai tablet e ai piccoli gadget, dai dispositivi di piccole e grandi dimensioni a quelli senza schermo. Con un aggiornamento gratuito disponibile durante il suo primo anno di release, Windows 10 punta a fidelizzare i propri clienti puntando su un’esperienza sempre più integrata con i nuovi dispositivi olografici.

Quali sono le principali novità introdotte dal lancio di Windows 10? Ecco una overview!

Cortana su PC e tablet

Grazie ai feedback entuasti degli utenti Windows Phone, l’assistente personale digitale Cortana presterà i suoi servigi digital anche su computer e tablet Windows 10.

La nostra ambizione è che gli 1,5 miliardi di utenti Windows attuali si innamorino di Windows 10, e far sì che miliardi di altri utenti decidano di fare di Windows la propria casa”.

L’AD di Microsoft Satya Nadella non promette  una storia d’amore in stile “Her” (la celebre pellicola del 2013 di Spike Jonze), ma una delle carte vincenti di Windows 10 è proprio l’interazione immediata, vocale o tramite tastiera, con Cortana. Mutuato dalla game series Halo, Cortana è un software di assistenza e riconoscimento vocale sviluppato per identificare le preferenze e le modalità d’uso dell’utente, per poter offrire suggerimenti personalizzati, un accesso rapido ad informazioni mirate e promemoria importanti.

Dall’angolo in basso a sinistra dello schermo, l’assistente digitale di Windows 10 consente di migliorare l’esperienza dell’utente, analizzando e osservando le informazioni che lo riguardano, assicurando la propria presenza su diversi device dotati della piattaforma Windows 10: su PC ma anche su dispositivi mobile, per una digital experience sempre più integrata e assistita. Con la possibilità di un’interazione più immediata, ponendo domande e impartendo comandi, Cortana offre un’ulteriore apertura ad attività multitasking, consentendo, ad esempio, l’accesso ad email e, contemporaneamente, la ricerca di brani musicali o l’utilizzo di App e così via, senza interruzioni dai contenuti visualizzati sul dektop.

Il nuovo browser Project Spartan

Dopo l’epica lentezza che ha reso Internet Explorer il browser più deriso dagli utenti sul web, la nuova generazione Windows punta su Project Spartan.

Anche il nome di battaglia del nuovo browser progettato in casa Windows 10 proviene dal mondo Halo. La mission del web browser Project Spartan diventa garantire l’interconnessione tra dispositivi ed un’esperienza di navigazione più efficiente grazie ad un’interfaccia ridisegnata per gli utenti di Windows 10 e che offre nuove features come:

  • l’inserimento di note e commenti direttamente sulla una pagina web, con la possibilità di evidenziare e condividere le annotazioni con la propria rete professionale o di amici, consentendo un’esperienza più touch con i dispositivi dotati di Windows 10
  • una modalità di lettura priva di distrazioni, che strizza l’occhio ad un’esperienza di lettura di contenuti web e offline più rapida e mirata, permettendo un layout semplificato e l’opzione Reading List che consente all’utente di salvare articoli e pagine da leggere successivamente
  • l’integrazione con Cortana per ricerche, annotazioni ed operazioni online più rapide

Nuove esperienze di gioco

Con Windows 10 la rete Xbox Live diventa ancora più estesa ed accessibile per tutti i gamers e gli sviluppatori, sia da computer che su Xbox One.

Con lo sviluppo di una delle features più apprezzate, il Game DVR, gli Xbox One players potranno registrare, editare e condividere sempre più rapidamente i migliori momenti di gioco con la propria rete di amici, trasformando l’esperienza digitale di gaming in un’esperienza sempre più social.

Game streaming diventa una delle parole chiave del nuovo sistema operativo Windows: grazie all’integrazione tra Xbox e Windows 10, infatti, le esperienze di gioco disponibili su Xbox One possono essere condivise in streaming su PC e tablet dotati del nuovo sistema operativo, consentendo all’utente di scegliere il device più congeniale alle proprie esigenze.

Con l’innovativa Xbox App Windows 10 contribuisce a rendere l’esperienza di gioco più social, consentendo agli utenti di condividere le proprie prestazioni e i propri risultati, attraverso servizi di instant messaging ed activity feed, da qualsiasi dispositivo: PC o console. Windows 10 vira verso un’esperienza di gaming all’insegna della multimedialità e dell’interattività.

Office per Windows 10

L’upgrade delle versioni di Word, Excel, Power Point, OneNote ed Outlook sono state anch’esse riprogettate dal team Microsoft per offrire un’esperienza sempre più touch agli utenti, consentendo, ad esempio, di aggiornare e creare un foglio di calcolo in Excel senza ricorrere a tastiera e mouse, ma anche di aggiungere note alle diapositive di una presentazione in Power Point in tempo reale. Tutto questo grazie alla tecnologia touch. Anche il pacchetto Office, insomma, punta su un restyling per riposizionarsi tra i competitors sul mercato.

LEGGI ANCHE: Tre tool digitali a confronto per creare presentazioni originali

Microsoft Surface Hub: la forza della collaborazione

Microsoft progetta anche un nuovo dispositivo per ottimizzare le esperienze collaborative sulla piattaforma Windows 10.

Con il display multi-touch Surface Hub, Microsoft punta a rendere più efficiente presentazioni e riunioni di gruppo. L’ideazione e la condivisione di idee e progetti in team, infatti, può avvalersi dei nuovi tool disponibili sul device progettato da Microsoft.

Surface Hub consente una nuova esperienza di co-working anche a distanza, grazie alle features disponibili, come la lavagna digitale, le funzioni di conferenza a distanza istantanee attivabili direttamente dalla home screen, la possibilità per più persone di condividere e modificare contenuti sullo schermo da diversi device – laptop, tablet o smartphone. Le keyword identificative del nuovo dispositivo progettato da Microsoft diventano interazione e collaborazione.

La nuova generazione di Windows è un impegno a liberare le persone dalle complessità della tecnologia e consentire loro di fare grandi cose”.

A sostegno di quanto affermato da Terry Myerson (Executive Vicepresident of Operating System Group in Microsoft), arrivano anche le Universal App: applicazioni integrate disponibili su tutti i dispositivi che consentono di passare con disinvoltura da un device all’altro tramite OneDrive, memorizzando e sincronizzando tutti i contenuti desiderati (dalle fotografie alla musica, passando dai contatti personali alla messaggistica, includendo posta e calendario).

Microsoft HoloLens

La vera innovazione della nuova generazione di Windows si chiama Microsoft HoloLens, la tecnologia olografica che promette di traslare l’esperienza del nuovo sistema operativo dal mondo digital a quello reale. La prima piattaforma informatica olografica al mondo consente di creare e posizionare ologrammi tridimensionali nel mondo fisico, volgendo lo sguardo a nuovi metodi di comunicazione, ponendo la persona al centro dell’esperienza informatica, per un’esplorazione più personalizzata degli ambienti ed un’integrazione sempre più profonda della tecnologia nell’esperienza umana.

Senza la necessità di cavi, telefoni o connessione a un PC, infatti, Microsoft HoloLens consente di visualizzare ed ascoltare gli ologrammi che prendono vita nello spazio circostante, grazie all’utilizzo di lenti olografiche trasparenti ad alta definizione e sensori avanzati.

Con Microsoft HoloLens si inaugura un nuovo modo di guardare e di interagire nello spazio, ma anche di accedere alle informazioni e di comunicare, integrando le esperienze olografiche nella realtà. La possibilità di creare ed interagire con immagini tridimensionali diventa più “tangibile” con il visore a realtà aumentata progettato dall’azienda di Redmond. Qualche settimana fa abbiamo provato a riflettere su alcune delle rivoluzioni rese possibili dalla stampa 3D in diverse aree, ora provate ad immaginare le possibilità, i benefici e le sfide future inaugurate con l’esperienza olografica promessa dal progetto Micrososft HoloLens. Prossimamente approfondiremo questa novità marchiata Microsoft.

Una tecnologia sempre più centrata sulle persone, che punta su mobilità e crossmedialità, per offrire esperienze all’insegna dell’interconnessione e della condivisione, rendendo il cloud computing una risorsa fondamentale ed irrinunciabile.

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Nuova vita al catalogo IKEA con le illustrazioni di Sarah Horne

Cos’hanno in comune un sognatore e un appassionato dell’IKEA? Apparentemente nulla, certo. Come coniugare, direte infatti voi, l’estro indomabile di un creativo con l’estetica seriale della società che ha fatto della standardizzazione la chiave del suo successo?

Questa però è la storia tutt’altro che prevedibile di Sarah Horne, illustratrice e mamma che come tutti i creativi disegna un po’ dappertutto e, per diletto, ha iniziato a farlo anche sul catalogo IKEA, ambientando le sue fantasie tra librerie BILLY e tavolini LACK.
La mobilia svedese diventa così teatro di fantastiche avventure: mostri e fate da altri mondi siedono a tavola con i bambini per pranzi e cene davvero fuori dal comune!

Il progetto non è passato inosservato ai piani alti IKEA, che ha offerto alla Horne un lavoro presso uno dei suoi negozi londinesi, nominandola Illustratore Residente: durante l’evento “Mythical Meals” l’illustratrice ha così collaborato con centinaia di bambini, ascoltando le loro richieste e trasformandole in fantastici disegni multicolor.

Tutti a tavola con la fantasia, dunque, e una stellina di merito a IKEA che, ancora una volta, si conferma tra le più sensibili alla creatività!

Contenuti digitali: 5 errori di cui puoi fare volentieri a meno

Da quando le aziende hanno capito che con creazione di contenuti digitali si riesce a coinvolgere in maniera più attiva i consumatori rispetto alle pubblicità tradizionali, in tanti si sono improvvisati social media manager, blogger o grafici. E’ proprio in questo momento che articoli poco interessanti, post senza alcun senso e foto poco appropriate hanno cominciato a invadere le bacheche Facebook di tutti noi non senza qualche fastidio.

Creare contenuti interessanti per i nostri clienti (attenzione, per loro, non per noi!) può essere effettivamente un’arma importante con cui iniziare uno scambio di esperienze e opinioni, nonché un modo per instaurare quel dialogo che sarà in grado di accrescere la fiducia reciproca; in fondo, ogni relazione che si rispetti si basa proprio su questo.

Qui, i cinque errori più comuni nella creazione di contenuti digitali, quelli che hanno colto in fallo prima o poi tutti noi, con le relative soluzioni perchè, come diceva Confucio, “l’importante non è non cadere mai, ma risollevarsi sempre”.

Pronti con matita e blocco per gli appunti?

1. “Io, io, io”, il narcisismo del brand

La maggior parte delle aziende, che si affaccia al mondo della creazione dei contenuti digitali, lo fa pensando solo a se stessa, a quello che ritiene importante, a cosa crede sia interessante senza prestar abbastanza attenzione a quello che è, invece, il punto di vista dei suoi fruitori.

SOLUZIONE: Cercate di concentrarvi di più su quello che i vostri clienti ritengono davvero interessante, d’ispirazione o utile e fornite loro ciò che stanno cercando e si aspettano da voi.

Un esempio è la To Write Love on Her Arms, associazione che si occupa di persone in difficoltà con problemi di depressione, autolesionismo, suicidio o dipendenza, che grazie alla condivisione di messaggi di speranza e conforto sui suoi canali, ha costruito una comunità di milioni di persone.

Il suo direttore, Jonathan Frazier spiega la filosofia che c’è alla base con queste semplici parole: “Orgoglio e paura bussano in continuazione alla nostra porta offrendoci cose come fama e soldi, così facendo ci distrae de da quello che il bisogno primario degli esseri umani – il significato”. Proprio sull’importanza del significato si basa la loro campagna di comunicazione ed è evidente che questo atteggiamento sta ripagando il loro lavoro.

2. L’ostinazione di puntare troppo sulle caratteristiche del prodotto/servizio

Le persone non creano una connessione emotiva né con la lista dei servizi che proponiamo né con il libretto d’istruzioni del nostro miglior prodotto, piuttosto lo fanno con l’immagine di sé stessi che questi sono in grado di regalargli.

Per far un esempio pratico: molti resisteranno senza grandi sforzi alla tentazione di comunicare ad amici e colleghi che sul loro smartphone è installata una app in grado di eseguire comandi dati vocalmente, mentre molti di più, invece, moriranno dalla voglia di condividere con tutti la storia che Siri gli ha raccontato prima di andare a letto per farlo addormentare. Caratterista fredda di mera utilità vs Inserimento nella quotidianità, 0-1.

SOLUZIONE: Focalizzatevi sul contesto d’uso, su dove le persone utilizzano i vostri prodotti, quando lo fanno e come si sentono in quel momento, che cosa rende quell’esperienza piacevole, unica e indimenticabile.

Ma cosa si fa per creare questo legamene emozionale con i nostri clienti? “Pensa in modo creativo”, suggerisce Dario Meli, CEO della piattaforma Quietly. “Esplora quanti più angoli diversi degli stili di vita di quelle persone che interagiscono con il tuo prodotto e scopri come le cose si fondono”. Insomma, trova il modo di creare contenuti digitali in grado di far venir voglia alle persone di scoprire che cosa avete da offrire e di andare oltre.

3. Fingere

Non avete scampo, i consumatori sono abituati a scovare come segugio ogni balla che cercherete di rifilargli, evitate.

SOLUZIONE: Il vostro brand nasce da un’idea, da qualcosa che per voi ha un valore ed è proprio questo quello che le persone si aspettano che voi gli regaliate. Siate genuini, basatevi su ciò che di meglio avete da offrire e è proprio da lì che dovete cominciate a creare con autenticità e onestà: le bugie hanno sempre le gambe corte, tenetelo a mente.

“Devi essere davvero onesto e parlare attraverso i contenuti che produci di quali sono le cose importanti per il brand e spiegare perché lo sono.” Con queste parole Mazdack Rassi, co-fondatore  e direttore creativo della Milk Studios, agenzia media americana, spiega la chiave alla base del successo che li ha portati ad avere oggi più di 100.000 followers in Instagram.

4. Aspettarsi troppo, troppo presto

Il web è un mondo meraviglioso ma che necessita costanza e pazienza, vi basti pensare a quante pagine fan siete invitati a mettere “mi piace” ogni giorno. Una volta si diceva: “only the brave”, ora sembrerebbe proprio il caso di dire “only the lasting!”

SOLUZIONE: Il contenuto digitale è uno dei metodi che avete di mostrare agli altri chi siete, che cosa fate e attirarli nella vostra direzione curiosi di conoscervi meglio. Questo processo ha bisogno, però, dei suoi tempi e non ci si deve aspettare di goderne i frutti dall’oggi al domani.

Stefan Merriwweather, il coordinatore della parte multimedia delle Harvevs Industries, spiega l’atteggiamento nei confronti dei contenuti digitali prodotti dal suo team in questo modo: “Contaminiamo i contenuti della compagnia dandogli una personalità, raccontando che cosa ci interessa e ci piace. Questo ci permette, non solo di scoprire interessi comuni con i nostri clienti ma anche di creare un’interazione di valore con loro”. E’ proprio questa che farà la differenza e che bisogna coltivare con pazienza giorno dopo giorno.

5. Concentrarsi su quello che si può prendere, invece che su quello che si può dare

Ci proteggiamo naturalmente da chi è interessato a noi solo per quello che può guadagnarci, lo stesso lo facciamo con le aziende. Se ci accorgiamo che il loro obbiettivo è solo quello di arricchirsi alle nostre spalle, scappiamo a gambe levate e è così iniziano a piovere gli “unsubscribes” o, peggio, spiacevoli hashtags.

SOLUZIONE: Cambiate la prospettiva della domanda di base e invece di dare troppa importanza al guadagno che i contenuti digitali prodotti porteranno alla vostra azienda, concentratevi su quello che avete da offrire ai vostri clienti. Pensate a ogni pezzo che producete come ad un regalo che farà nascere un sentimento nel vostro audience, un sentimento che vi metterà in connessione.

Michael Bubin, CEO del Dollar Shave Club, ci mette in guardia: “Preoccupatevi che (i clienti) se ne vadano con qualcosa per loro, potrebbe anche essere un qualcosa di semplice come una risata. Non fate si che giri tutto intorno a voi, non vorrete certo essere gli unici soddisfatti a seguito dell’esperienza che avete creato.”

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Detto questo, ora tocca a voi sbizzarrirvi con contenuti che siano interessanti anche per chi legge ma, mi raccomando, solo dopo aver riflettuto bene su quali sono i valori che volete comunicare, individuato i contenuti che meglio rispondono alla richiesta del pubblico a cui andrete a riferirvi e esservi messi in testa che ci vorrà del tempo.

Ricordatevi che ogni singolo pezzo rappresenta un passo in più nella direzione dei vostri clienti e più lo farete con coscienza e attenzione, più la falcata sarà lunga. Riuscire a creare con loro una relazione basata sulla fiducia e sull’affinità di interessi e quella sarà la conferma dell’ottimo investimento che state facendo portandovi sicuramente risultati sul lungo periodo. Buon lavoro!