I dieci modi più comuni di perdere tempo a lavoro [INFOGRAFICA]

Migliorare la produttività è l’obiettivo di ogni imprenditore, ma oggi qualsiasi datore di lavoro deve scontrarsi con un nuovo calo di produttività dovuto al web e alle nuove tecnologie. Dagli sms a Whatsapp, dallo smartphone al tablet, le distrazioni dal lavoro si sono moltiplicate con l’ascesa dell’interattività e della condivisione social.

Un’infografica di CareerBuilder, condotta su un campione di 2138 imprenditori americani e 3022 dipendenti all’inizio del 2014, mostra quali sono i primi dieci “killer della produttività” nella società americana.

Telefonate, web surfing e colleghi: tipiche distrazioni dal lavoro

Durante una tipica giornata di lavoro il 24% dei lavoratori ammette di impiegare almeno un’ora ogni giorno in telefonate, e-mail e messaggi di testo personali, mentre un 21% spenderebbe lo stesso tempo in ricerche su internet non strettamente correlate al lavoro.

 

 

Ma non ci sono solo gli apparecchi tecnologici e il web a distrarre durante l’orario lavorativo. I colleghi infatti hanno la stessa responsabilità nel generare distrazioni. Se ben il 50% degli impiegati attribuisce il calo di produttività all’uso del cellulare e dei messaggini, un altrettanto considerevole 42% lo imputa al gossip e ancora un 24% al rumore di colleghi e collaboratori.

Rispettivamente con un 39% e un 38% si conquistano il terzo e il quarto posto come fonti di distrazione dal lavoro la navigazione sul web e i social network, seguiti solo dalla pausa caffè e sigaretta.

C’è chi lo chiama Wilfing (What Was I Looking For?), una sorta di sindrome che investe soprattutto chi lavora per molte ore al computer. Il cervello ha necessità di staccare per qualche minuto, ma nello sconfinato web finisce col perdersi tra un video su youtube, un post interessante su un blog e la prenotazione di un volo per le vacanze.

 

 

La risposta dei datori di lavoro al calo di produttività

Nonostante le nuove teorie continuino ad alimentare miti sulla possibilità di sfruttare questa apparente perdita di tempo come strategia per aumentare la produttività, permettendo ai dipendenti di liberare la mente, recuperare le energie, creare un ambiente lavorativo più armonioso e stimolante, il 73% dei datori di lavoro dichiara di utilizzare misure dure per arginare la dispersione di ore lavorative e cercare in tutti i modi di evitare di perdere tempo prezioso.

Il 36% blocca l’accesso ad alcuni siti web, il 22% tiene sotto controllo l’uso di internet e delle e-mail, il 12% limita i meeting, considerati dl 23% dei lavoratori motivo di distrazione. C’è anche chi arriva a formule più estreme, come il 25% degli imprenditori che vietano totalmente le chiamate personali, anche dal cellulare.

Anche in America insomma a nulla vale l’esempio di aziende innovative come Google, che, almeno in apparenza, si vantano di aver costruito la propria fortuna su una buona dose di tempo libero per i dipendenti sul posto di lavoro.

 

Italia-Uruguay: le reazioni in real time dei brand

Real time marketing

Il social media marketing non è più lo stesso da quando Oreo pubblicò quel tweet sul blackout durante il Super Bowl. I community manager di tutto il mondo hanno una nuova parola d’ordine: Real Time Marketing, ovvero la capacità dei brand di reagire, in particolare sui social media, ad eventi e stimoli esterni.

Durante la partita giocatasi ieri Italia-Uruguay è successo qualcosa su cui i brand si sono subito fiondati per creare engagement: il morso del giocatore dell’Uruguay, Suarez, al nostro Chiellini. E poi, sì l’Italia ha perso ed è uscita dal Mondiale, ma questa è un’altra storia.

Ecco le reazioni dei brand alla partita Italia-Uruguay, con McDonald’s che apre le danze. Enjoy!

Real time marketing

Chiude la carrellata Barilla, che ha commentato tutta la partita su Twitter e Facebook.

Vi sono piaciute le reazioni dei brand? Quale pensate sia la più originale?

La Battaglia delle Idee: incontriamo lo speaker Roberto Zarriello [INTERVISTA]

Un giornalista e creativo vulcanico: in attesa di ascoltare il suo speech a “La Battaglia delle Idee 2″ –  il  5 e 6 luglio al Teatro Ghirelli di Salerno – facciamo quattro chiacchiere con Roberto Zarriello, fondatore e vicedirettore di “Resto al Sud“, il portale dei blogger del Sud.

Cosa significa per te “disruption”?

“È un termine che si collega al concetto di innovazione e che, personalmente, mi fa pensare molto alle parole di Steve Jobs (“siate folli”). Il mondo di oggi si muove molto velocemente: i media, i mercati, la politica, cambiano di continuo. E’ un processo ‘destabilizzante’ che non ha mai fine e a cui manager, politici, comunicatori, imprenditori, spesso non riescono a star dietro.

Occorrono strategie mirate per ogni obiettivo che abbiano un senso profondo ed è necessario saper agire in tempi rapidi per essere veri attori del cambiamento che l’era digitale sta apportando al nostro mondo. Ma tutta l’innovazione, la creatività e il ‘genio’ che possiamo racimolare nelle nostre vite e nelle nostre attività quotidiane, non servirà a nulla se non lo alimentiamo con la voglia concreta di impegnarci non solo per noi, ma anche per l’ambiente, per il territorio, per il nostro prossimo. Far qualcosa, nel nostro piccolo, per noi e per gli altri. Creare valore e condividere valori. Ecco, anche questo è ‘destabilizzante’, anche questo può essere innovazione”.

Su quali fattori del Mezzogiorno può contare l’innovazione?

“Il Sud, inteso come comunità, ancora non ha veramente compreso le reali potenzialità di questa terra: cultura, turismo, paesaggi, ambiente, archeologia, enogastronomia. Una terra che è al centro del Mediterraneo e che potrebbe diventare luogo di scambi strutturati con i Paesi più ricchi del Medio Oriente, come l’Arabia Saudita.

Le nuove tecnologie digitali, inoltre, sopperiscono ai problemi di infrastrutture viarie. Sulle nuove autostrade digitali viaggiano informazioni, ma anche merci. Oggi è possibile creare in ogni parte del mondo anche componenti di aerei con le stampanti 3D. Qualcosa comincia a muoversi. Nascono ogni giorno nuove start up create da giovani imprenditori pronti a raccogliere la sfida dei nuovi mercati. Ogni giorno nascono incubatori in grado di raggruppare queste realtà per creare reti sempre più competitive. Il concetto di lavoro ‘in squadra’ non è mai stato così attuale come oggi, così come quello di ‘Community’. E’ proprio quello che abbiamo voluto fare dando vita al progetto ‘Resto al Sud’, creando la Community dei Blogger del Sud, dove confrontarsi, raccontarsi e proporre idee e progetti innovativi per lo sviluppo di questo meraviglioso territorio.

A un anno di distanza dalla partenza del progetto, Resto al Sud è un magazine online con punte di 30 mila lettori unici al giorno, una community di oltre 100 blogger e ora anche un’accademia dove imprenditori e istituzioni possono investire per formare giovani professionisti, pagando loro una borsa di studio annuale. Ne abbiamo già attivate alcune in Campania e Sicilia”.

Nei prossimi 5 anni, come immagini che evolva la scena creativa del Mezzogiorno?

Immagino un territorio ricco di imprese creative guidate da giovani motivati e formati ai cambiamenti rapidi e ‘destabilizzanti’ causati dall’era digitale. Imprese il cui ‘core business’ sia la cultura, l’ambiente, le nuove tecnologie, il turismo sostenibile, l’enogastronomia di qualità. Immagino un territorio fatto di ‘reti’ di imprese che lavorino per la crescita del territorio e delle persone che ne fanno parte. Immagino un territorio sempre più collegato al web e che con il web possa colmare il gap infrastrutturale dei trasporti. Immagino un territorio dove le persone, soprattutto i giovani, utilizzino la loro creatività e le loro capacità per esaltare le eccellenze del posto, senza più commiserarsi per le presunte mancanze. Immagino un territorio guidato da una nuova generazione di persone che amino la loro terra così tanto da decidere di restare qui a realizzare la loro rivoluzione”.

Domotica e mobile: l'app iCasaMia per la tua Smart Home [INTERVISTA]

Una casa intelligente, che risponda ai comandi del suo proprietario: dal controllo delle luci all’impianto stereo, dall’apertura del cancello all’accensione dell’allarme.

La domotica ha fatto molti passi avanti negli ultimi anni ed ora questa multidisciplina, che racchiude in sé ingegneria, edilizia ed elettronica, abbraccia anche le tecnologie mobile: vi ricordiamo come esempio Home Kit, l’ultima novità per gli sviluppatori presentata da Apple per il Worldwide Developer Conference 2014 – WWDC 2014.

Per comprendere meglio questo mondo, abbiamo intervistato Andrea Frascoli, Quality Manager della Foxel Electronics srl, azienda di progettazione Hardware e Software che ha realizzato l’app iCasaMia. Vediamo insieme di cosa si tratta.

iCasaMia è la App ufficiale per il controllo del Sistema Bus Domino di Duemmegi disponibile per il mondo Apple e Android (aCasaMia). Domino è il principale Sistema Bus domotico Made in Italy ad intelligenza distribuita con la possibilità di essere potenziato con l’aggiunta di una unità intelligente centrale.

iCasaMia è l’app che consente il controllo della propria Smart Home: iniziamo questa intervista spiegando allora ai nostri lettori cosa è una Smart Home e a cosa serve la vostra app.

Controllo intelligente dell’energia, illuminazione, sensori, interazione semplice ed immediata con l’utente e possibilità di controllare il tutto da qualsiasi luogo nel Mondo. Tutto questo è parte di una SmartHome la quale può interagire con il nostro smartphone e con noi stessi attraverso iCasaMia.

 

Cosa serve per far funzionare iCasaMia?

Per poter utilizzare iCasaMia è necessario avere un nostro gateway ed una rete WiFi (oltre ovviamente ai moduli per il controllo dell’impianto domotico progettati e prodotti interamente da noi). Una volta eseguito il download dell’applicazione (FREE) è necessario eseguire una rapida ricerca dei moduli installati nel proprio impianto; così facendo sarà possibile interagire con la propria Smart Home in modo semplice e funzionale.

Nel video che segue una piccola dimostrazione di quello che è possibile fare.

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Parliamo di sicurezza: avete lavorato anche a questo aspetto per la vostra applicazione?

Certo. Uno degli aspetti fondamentali di cui abbiamo tenuto conto è proprio questo. Facciamo da sempre domotica molto spinta ed abbiamo sempre avuto molto riguardo alla sicurezza dell’ambiente in cui i nostri clienti vivono, appunto perché conosciamo il pericolo di interazioni esterne con una Smart Home connessa al Web. Non posso dire altro per questioni di riservatezza.

Una casa “intelligente” può essere una tecnologia al servizio anche di persone che necessitano di una particolare assistenza, come anziani e disabili. Avete pensato anche a questa prospettiva di utilizzo per la vostra app?

Uno dei principali motivi per cui è nata la domotica è proprio quello di facilitare la vita a tutti e, a maggior ragione, ad anziani o disabili. Il nostro Sistema è già sviluppato con un ampio focus verso persone che necessitano di assistenza particolare, concetto che stiamo applicando anche alle nostre App.

Ad esempio, grazie all’apertura di Apple verso il mondo della domotica con il suo HomeKit, potremo arrivare a quello che viene quasi considerato il Santo Graal della Home and Building Automation, almeno tra quelli che realizzano seriamente e con cognizione di causa Sistemi Bus (un Sistema Bus è il cuore pulsante di qualsiasi impianto domotico degno di questo nome).

Quali scenari vi immaginate per il Mobile rispetto alla domotica?

Il mercato Mobile è in continua espansione e sarà sempre di più il fulcro per il controllo della propria Smart Home. L’interazione con nuovi device potrà migliorare in modo esponenziale l’integrazione tra utente ed abitazione, arrivando sicuramente un giorno ad una casa dotata di intelligenza propria in cui le App saranno le protagoniste.

E voi che ne pensate di questo futuro? Sarà possibile un giorno avere una casa totalmente automatizzata che risponda alle nostre richieste?

L’app è disponibile ai link qui sotto:

Apple Store

Google Play

 

La classifica italiana dei videogiochi per Console/PC più venduti a maggio

La classifica italiana dei videogiochi per Console/PC più venduti a maggio

Eccoci al consueto appuntamento mensile con la classifica italiana dedicata ai videogiochi.

Scopriamo quali sono i più venduti, ricordandovi che già all’inizio del mese avevamo pubblicato la classifica più specifica riguardo le vendite sul sito di Amazon.
Per quanto riguarda Console e PC, abbiamo sempre in prima posizione ”Watch Dogs”, un videogioco d’azione sviluppato da Ubisoft Montreal.

Scopriamo gli altri titoli nella classifica dei videogiochi riferita al mese di maggio.

CONSOLE: Classifica Videogiochi (Maggio 2014)

1) Watch Dogs su PS4Ubisoft

La classifica italiana dei videogiochi per Console/PC più venduti a maggio

2) Watch Dogs su PS3 – Ubisoft

La classifica italiana dei videogiochi per Console/PC più venduti a maggio

3) Kirby: Triple Deluxe su 3DS – Nintendo

La classifica italiana dei videogiochi per Console/PC più venduti a maggio

4) Watch Dogs su Xbox One – Ubisoft

5) Gran Turismo 6 su PS3 – Sony

6) Just Dance 2014 su Wii – Ubisoft

7) Watch Dogs su Xbox 360 – Ubisoft

8)  Fifa 14 su PS3 Electronic Arts

9) Mario Kart 8 su Wii UNintendo

10) GTA V Grand Theft Auto su PS3Rockstar Games

PC: Classifica Videogiochi (Maggio 2014)

1) Watch DogsUbisoft

La classifica italiana dei videogiochi per Console/PC più venduti a maggio

2) Diablo III Reaper of SoulsActivision Blizzard

La classifica italiana dei videogiochi per Console/PC più venduti a maggio

3) Dark Souls IINamco

La classifica italiana dei videogiochi per Console/PC più venduti a maggio

4) Diablo IIIActivisi0n Blizzard

5) World of Warcraft – carta pre-pagata da 60 giorni – Activision Blizzard

6) Wolfenstein the New Order – Activision Blizzard

7) The Sims 3 Starter Pack   – Electronic Arts

8) The Sims 3 Refresh  – Electronic Arts

9) Goat Simulator – Deep Silver

10) The Elder Scrolls Online – Bethesda Soft 

La strategia Twitter di Tesco Mobile: prendi un cliente, trattalo male…

il nuovo customer service su twitter

Credits: Pen Waggener

Dimenticate tutto ciò che pensate di sapere su Twitter e Customer Service. Abbandonate quel tono pacato con cui vi hanno insegnato a scusarvi per il disservizio e rassicurare il cliente… la verità è che alcuni vogliono solo lamentarsi o ‘trollare’. E ci sono aziende, come Tesco Mobile, che hanno deciso di puntare su di loro per rilanciare la propria strategia social.

Poco più di un anno fa Tesco Mobile era solo uno dei tanti operatori di telefonia del Regno Unito, con un sacco di clienti scontenti a causa dei frequenti disservizi. Ma a un certo punto il social media team, stanco di elargire i soliti messaggi di scuse, ha deciso di cambiare strategia. Così lo scorso giugno è partita la campagna #nojoke su Twitter, ideata dall’agenzia di comunicazione Jam, con l’obiettivo di dimostrare a chi prendeva in giro il brand che aveva trovato pane per i suoi denti.

tesco mobile twitter

Tesco ha cominciato a coinvolgere gli utenti in arguti botta e risposta, twittando di volta in volta risposte divertenti al limite dell’offesa.

A Felipe, che suggeriva di scaricare immediatamente una ragazza se il suo gestore telefonico era Tesco Mobile, il brand ha risposto: “Puoi davvero permetterti di scaricare una ragazza?”. L’inaspettata uscita ha conquistato Felipe, che da quel momento è si è trasformato in un fan. Ma non è finita qui, l’azienda lo ha poi ricontattato e gli ha spedito un regalo per aver reagito così bene all’essere stato pubblicamente preso in giro su internet.

tesco mobile tweet

Tesco non si limita a dialogare solo con i propri clienti, ma coinvolge anche i brand.  Una volta ha sfidato il concorrente O2 a una rap battle a colpi di tweet, ed è ormai entrata nella storia del social network per aver iniziato una conversazione lunghissima a cui hanno preso parte numerosi brand, tra cui Yorkshire Tea e Jaffa Cakes.

Quest’anno la compagnia telefonica ha lanciato su Twitter l’hashtag #BanishAverage, corredata da un divertente spot che invita a trasformare le cose di tutti i giorni in esperienze incredibili. Ogni tweet è un successo e capita sempre più spesso che vengano ripresi da portali come AdWeek, Buzzfeed e altri.

tesco mobile banish average campagna

Perdere un fan, per conquistarne migliaia. E i risultati si vedono: Tesco Mobile è passata dai 3,5 milioni di utenti del 2013 a 4 milioni, mentre i suoi follower su Twitter sono aumentati del 700%! La professoressa Gaia Rubera, docente del dipartimento di marketing all’università Bocconi di Milano, prova a spiegare i motivi dietro questa scelta:

Questo atteggiamento antipatico ha permesso di soddisfare uno dei bisogni critici su Twitter, quello di divertimento. La strategia è stata di sacrificare la relazione, per altro già compromessa, con il singolo cliente insoddisfatto, nel tentativo di attirare quanti più utenti Twitter possibili sul suo account.

Il segreto del successo di Tesco Mobile su Twitter, quindi, non sta nelle risposte antipatiche; piace perché è divertente e ha personalità. Il social media team è riuscito a dare al brand una voce davvero umana ed è stato in grado di comunicare con le persone a un livello più profondo che va oltre il solito, neutro “ci scusiamo per il disagio”.

Panini Mania: il successo digitale delle figurine più amate [PARTE 2]

Antonio Allegra Figurine Panini

Continua la nostra intervista al dott. Antonio Allegra, ‎Italian Market Director Stickers & Cards di Panini S.p.A, che commenta il successo del brand sui social network.

Qui la prima parte dell’intervista.

Panini è stato uno dei primi brand a comprendere l’importanza della customizzazione del prodotto. Potrebbe citarci qualche esempio?

Credo che l’esperienza principale di customizzazione del prodotto portata avanti da Panini sia il progetto MyPanini™nato a metà degli anni 2000: la possibilità per il collezionista di realizzarsi da solo, grazie ad un sito dedicato e a degli strumenti di personalizzazione facili ma allo stesso tempo completi, la propria figurina Panini.

Col tempo il servizio si è arricchito con la possibilità di progettare e realizzare anche l’album così da avere una raccolta Panini interamente customizzata e stampata esattamente come le “vere” figurine Panini.

Correva l’anno 1999 e una lungimirante Panini si dota di un dipartimento New Media. Evoluzione o rivoluzione del marketing?

La nascita della divisione New Media nel gennaio 1999 – divisione che all’inizio si chiamava Business Development e anche da questo fatto si capisce come veniva vissuto il progetto – fu originata da una lungimiranza di visione della direzione generale del Gruppo che, andando anche al di là del semplice aspetto marketing ma ragionando in termini di evoluzione del business nel suo complesso, vedeva nel web e nel multimedia in generale un’area strategica da presidiare e su cui investire in prospettiva.

Oggi, la divisione fornisce supporto alle 12 filiali del Gruppo Panini oltre che ai partner e i distributori, e sviluppa prodotti e servizi, anche B2B, sui mercati di tutto il mondo.

Figurine Panini Balotelli

“Non importa in che cosa si è primi. Ciò che conta è esserlo, perché le persone si aspettano che tu lo sia”, così dichiara Ben Welsh, Executive Creative Director di M&C Saatchi Sidney. Quanto è vera per lei questa affermazione e in che cosa Panini si può dire pole position?

Affermazione per quanto mi riguarda, condivisibile, che va ben al di là della semplice frase ad effetto. In Panini questo concetto si coniuga con l’altro, simile e complementare, del fare comunque una cosa prima possibile: se è giusta avremo acquisito un vantaggio competitivo, se è sbagliata potremo partire prima per rimediare al nostro errore e ripartire.

Panini oggi mi sembra in pole position come strumento, “scusa”, base di partenza per condividere e rendere partecipi gli altri delle nostre passioni e lo stiamo vedendo in maniera importante in occasione di questi Mondiali FIFA e del successo che sta avendo questa collezione non solo in termini di prodotto venduto ma anche di “utilizzo” in senso più ampio – e penso ad esempio ai tifosi olandesi (e non solo) visti sulle tribune delle partite “abbigliati” come una figurina Panini.

Sale la febbre Panini su Facebook: una star planetaria, come Mario Balotelli che si chiede “Why always me” e si tagga in una foto assieme a uno speciale album Panini e Luca Argentero, l’attore sex symbol italiano che posta una sua immagine mentre attacca una figurina all’album: che cosa significa “condividere” al giorno d’oggi?

Le figurine Panini sono di fatto un social network ante litteram, una passione che è bella nel momento in cui è condivisa grazie allo scambio (e non solo).

Gli esempi citati di Balotelli – con la pagina dell’Italia dell’album Panini completata solo con sue figurine (e oltre 200.000 like in poche ore, oltre ad un fortissimo riscontro sui media mondiali) – e Argentero – che ha anche twittato una sua figurina Panini offrendosi come 12mo uomo a Prandelli – sono sintomatici della vicinanza “di spirito” tra le figurine Panini ed i social network, strumenti complementari per “condividere”

Luca Argentero fan di figurine Panini

Un’ultima domanda: chi vincerà i mondiali?

La scaramanzia mi impedisce di rispondere…;)

E se una Coca-Cola costasse 140 calorie? Il nuovo spot Happy Cycle

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Coca-Cola impegna le agenzie creative a forgiare di anno in anno spot e campagne pubblicitarie dal grande impatto. Il video che tra poco vedrete vi sembrerà irreale, perché dopo un’introduzione alla storia della Coca-Cola vi troverete di fronte uno scenario molto particolare.

Tutto nasce con The Happiness Cycle, il circolo della felicità, un nuovo progetto nato dalla collaborazione tra Bycicle Network e Coca Cola per stimolare i giovani a fare sport ed attività fisica. L’ambasciatore del progetto è il campione olimpico di BMX Sam Willoughby.

Un tempo il costo di una Coke era di 5 cent, tu cosa saresti disposto a fare se bere una Coca Cosa ti costasse solo 140 calorie?

La campagna ‘Where Will Happiness Strike Next?’ ha sicuramente sorpreso tutti trasformando la spiaggia di Portland in un’installazione a cielo aperto con una super bici dove i passanti potevano decidere di pedalare, bruciare calorie e finalmente bere una Coca-Cola.

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Una macchina fantasmagorica che ricorda gli esperimenti di Ritorno al Futuro è stata una vera sorpresa, un modo molto strambo di poter attirare i fan della Coca-Cola e convincerli a salire su una bici gigante per potersi guadagnare una bevanda fresca.

La campagna punta assolutamente sull’effetto sorpresa e sulla capacità delle persone di godersi momenti inaspettati.

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Wendy Clark, il responsabile del Marketing Strategico di Coca-Cola Company per il Nord America ha sostenuto: “Ci siamo divertiti molto a girare il video. Tutte le calorie contano, e vogliamo aiutare i nostri consumatori a comprendere meglio il ruolo del bilancio energetico quotidiano derivante dall’alimentazione. Questo video è un modo allegro e coinvolgente per fare proprio questo “.

The Coca Cola Company ha scelto la missione più difficile: offrire momenti di felicità alle persone di tutto il mondo. La strategia? Tramite la forza del brand incoraggiare le persone ad essere più attive, a muoversi ed a godersi la vita.

Coca-Cola è felicità. Anche se, che fatica per consumare tutte quelle calorie! Voi che ne pensate, cari Ninja?

First Moon Party, finalmente uno spot divertente su “quei giorni” [VIDEO]

First Moon Party, finalmente uno spot divertente su “quei giorni”

Negli ultimi mesi abbiamo parlato diverse volte di campagne di successo nate per lanciare sul mercato una nuova linea di prodotti; business innovativi che per farsi conoscere e posizionarsi sul mercato puntano fin da subito sulla comunicazione: vi ricordate di DollarShave o PouPourri? Oggi a far loro compagnia è arrivata HelloFlo, con il suo divertente spot “First Moon Party”.

HelloFlo è un e-commerce specializzato in tamponi femminili, spediti direttamente a casa proprio al momento del bisogno, grazie ad un sistema a sottoscrizione.

Questa la mission dell’azienda:

HelloFlo è arrivata. Siamo partiti con una piccola missione – dare ad ogni donna ciò di cui ha bisogno nel momento in cui ne ha bisogno. Nel tempo ci simao evoluti. Oggi offriamo kit unici nel loro genere per aiutare donne e ragazze nei periodi di transizione della loro vita. Allo stesso tempo, offriamo contenuti che vi educheranno, ispireranno e intratterranno. Non possiamo cambiare la biologia, ma la possiamo rendere più divertente.

Nato per evitare alle donne la fastidiosa incombenza di acquistare, trasportare, mimetizzare i famigerati tamponi, HelloFlo ha poi ampliato la propria offerta integrando un servizio di spedizione di kit adatti ad ogni esigenza: come ad esempio il “Period Starter Kit“, un simpatico arredo composto anche da accessori utili e materiali informativi per le ragazzine che hanno a che fare con il loro primo ciclo (e per i loro genitori).

Proprio al topico quanto a volte traumatico momento del primo ciclo è dedicato “First Moon Party“, video davvero comico che con 18 milioni milioni di view è candidato a diventare una case history per il settore (che, non è una novità, soffre da sempre di mancanza di creatività comunicativa).

Protagonista una ragazzina che, stufa di aspettare, mette in scena il suo primo ciclo utilizzando mezzi quanto poco verosimili che non sfuggono alla madre. La quale, per punire la spavalderia della figlia, decide di organizzare una festa in grande stile e decisamente stravagante, invitando tutti (ma proprio tutti) a festeggiare l’ingresso della figlia nella vita femminile adulta.

L’utilizzo dell’espediente narrativo della “camera confession” che ricorda un po’ “Modern Family” rende il video ancora più esilarante!

First Moon Party, finalmente uno spot divertente su “quei giorni”

First Moon Party, finalmente uno spot divertente su “quei giorni”

First Moon Party, finalmente uno spot divertente su “quei giorni”

First Moon Party, finalmente uno spot divertente su “quei giorni”

First Moon Party, finalmente uno spot divertente su “quei giorni”

Magari non tutte le mamme organizzeranno party a tema, ma certamente molte saranno affascinate dalla possibilità di poter affrontare questo momento con un kit ad hoc. E non c’era modo migliore per comunicarlo! Grazie HelloFlo (e speriamo che molti tuoi competitor seguano il tuo esempio 😉 ).

Come ottimizzare le tue campagne con la Marketing Automation

marketing automation

Gli strumenti e le tattiche con le quali le aziende tentano di generare ricavi online sono molteplici: dal Sito Web al Content Marketing, passando per Email Marketing e SEO.

Come collegare tutti questi strumenti e generare una campagna di digital marketing a 360° di successo? La risposta è Marketing Automation.

Cos’è la Marketing Automation?

La Marketing Automation consiste nell’a­dozione di piattaforme e tecnologie in grado di automatizzare i processi legati alla generazione di ricavi, ottimizzandone i risultati e minimizzando l’apporto di lavoro umano.

È un processo che analizza il comportamento dei clienti (anche potenziali), proponendo offerte rilevanti a cluster specifici nel momento di massima propensione all’acquisto.

Quali sono, nel dettaglio, i benefici che le imprese possono ottenere utilizzando una piattaforma di Marketing Automation?

piattaforma marketing automation

Creare campagne automatizzate

Adottando una piattaforma di Marketing Auto­mation l’azienda migliora la sua interazione con l’utente comunicando automaticamente un messaggio di volta in volta più appropriato e creato in base alle informazione in possesso sul destinatario. Per riuscirci la piattaforma profila sistematica­mente ed in maniera continuativa il prospect dal punto di vista comportamentale.

Ciò significa avere la possibilità di mostrare al visitatore del tuo sito web la pagina relativa al prodotto più giusto per lui; inviargli una email inerente all’offerta che sta valutando; capire quando ha bisogno di un upgrade del suo abbonamento. Maggiori interazioni stabilisci con l’utente, maggiore è il livello di profilazione che la piattaforma di marketing automation può attuare.

Lead Scoring e Lead Nurturing

Monitorando i percorsi di navigazione, le email aperte e lette, i form compilati e ogni contatto avvenuto tra il cliente – attuale o potenziale – e l’azienda, la piattaforma di marketing automation è in grado di capire se il singolo utente è più o meno predisposto alla conversione e gli assegna un punteggio in base alla propensione all’acquisto che viene costantemente aggiornato sulla base dei suoi comportamenti.

In questo modo anche il lead nurturing, ovvero tutte le interazioni che il commerciale stabilisce con l’utente per convincerlo al comple­tare l’acquisto, sarà ottimizzato.

Lead Scoring e Lead Nurturing

Marketing comportamentale

Definire il tipo di messaggio a seconda del comportamento dell’utente significa avere molte più possibilità di cogliere il bersaglio. E con la Marketing Automation è ancora più facile: se fino ad ora abbiamo profilato gli utenti su dati statici, ora possiamo lavorare su dati dinamici perché costantemente aggiornati.

Social Media

In questo processo entrano in gioco anche i social media, loro fornitori di importanti informazioni sull’utente. Se vi state chiedendo che tipo di ROI potete ottenere dai social, questo tipo di utilizzo ne è un esempio.

La Marketing Automation con Wixab

Se negli Stati Uniti la Marketing Automation è stata inserita nelle iniziative di marketing delle aziende da ben tre anni, in Italia è un mercato ancora tutto da scoprire.

Wixab è la prima soluzione italiana di Marketing Automation rivolta alle imprese che, sia nel B2B che nel B2B, vogliono massimizzare il ROI dai canali digitali e generare nuova domanda.

piattaforma marketing automation wixab

Con Wixab è possibile:

  • creare contenuti come pagine web, moduli di contatto e newsletter;
  • creare campagne automatizzate, individuare di target e analizzare le statistiche usando unicamente l’interfaccia visuale;
  • dare priorità ai lead che sono maggiormente motivati e più propensi all’acquisto;
  • segmentare la clientela secondo interessi e bisogni.
Lead

Wixab è inoltre distribuito in partnership con Engineering, leader in Italia nel software e servizi IT.