Il Royal Baby II è in arrivo: comincia la sfida tra i brand

real time marketing

Ricordate la frenesia da Royal Baby? Durante i mesi della gravidanza della Duchessa di Cambridge e quelli successivi alla nascita del principe George non abbiamo parlato d’altro e molti brand si sono dati da fare per prendere parte al topic più discusso del momento. Aziende come Unilever e Procter & Gamble hanno creato prodotti speciali per l’occasione, Ryanair ha scherzosamente rinominare se stesso Ryanheir e molte aziende si sono congratulati con la famiglia reale in modo creativo.

Così, quando lo scorso 8 settembre la famiglia reale ha dato l’annuncio ufficiale della seconda gravidanza della duchessa gli uffici marketing di tutto il mondo hanno cominciato a spremere le meningi per approfittare dell’evento e inserirsi nella conversazione sui social media.

Stavolta conquista il primato Nissan, che appena sette minuti dopo che la notizia è stata annunciata, il team social e digital di Nissan Europe ha twittato una foto dell’interno del suo X-Trail, un veicolo a sette posti, con una corona collocata su ciascun sedile e con la didascalia “Per tutta la famiglia”. Il tweet annuncia: “Potrebbero essere tre gemelli e ci sarebbe ancora  abbastanza spazio per la Regina”.

L’iniziativa è stata concepita in collaborazione con Digitas.

Ecco gli altri brand che hanno twittato le congratulazioni a Kate e William. Quale tweet preferite?

 

 

 

 

Concorso pubblico o lavoro fai da te? Questo è il dilemma

Ogni giorno un disoccupato si sveglia e sa che dovrà correre più di un raccomandato. No, non si tratta della storica pubblicità Gatorade uscita circa a metà degli anni 90. Stiamo parlando della ormai classica battaglia per la ricerca lavorativa, una lotta a colpi di test, esami, colloqui e concorsi. Ed è di questo che oggi parleremo, i concorsi italiani: i grandi test di ammissione cui ognuno di noi almeno una volta si è aggrappato pur di cercare l’eldorado lavorativo. Cerchiamo di addentrarci all’interno del pianeta concorso pubblicoe di capire quanto questo sia utile. La prima difficoltà che balza all’occhio quando ci si confronta con questo mondo è quella della ricerca.

Come e dove trovare i concorsi pubblici?

Iniziamo facendo un poco di chiarezza: se da una parte le modalità per il reclutamento sono stabilite dal testo unico del pubblico impiego, dall’altra le assunzioni negli enti pubblici avvengono attraverso tre soluzioni differenti: concorso, avviamento a selezione e chiamata numerica. È la Gazzetta ufficiale il principale punto di riferimento per i “malati dei concorsi”. Il giornale in questione pubblicizza i concorsi banditi dagli enti pubblici ed è reperibile presso le edicole, le biblioteche, i Comuni, le librerie più fornite e sul sito internet. Per quanto riguarda Regioni, Province, Comuni, Aziende Sanitarie Locali, Aziende municipalizzate e altri Enti pubblici, i bandi si trovano anche sui Bollettini ufficiali delle Regioni. E’ possibile avere notizie sui concorsi anche tramite gli albi pretori comunali, le pubblicazioni specializzate, i sindacati e, ovviamente, gli stessi enti banditori. Non solo, ormai è sempre più semplice trovare le loro tracce nei vari “giornali lavorativi” che escono mensilmente in edicola.

I concorsi: come sono fatti

In linea generale, sono distinti in concorsi unici a livello nazionale e a livello circoscrizionale o provinciale. Possono prevedere assunzioni a tempo indeterminato, a tempo determinato o con Contratto di Formazione Lavoro. L’indizione del concorso è annunciata attraverso i bandi riportati in Gazzetta ufficiale. All’interno del bando sono specificati il tipo e il numero dei posti messi a concorso, i requisiti richiesti per l’ammissione, la documentazione che deve essere allegata alla domanda, la data di scadenza, il luogo dove presentarla e le materie d’esame. Generalmente i criteri di selezione applicati nei concorsi pubblici possono essere di tre tipi: per esami, titoli o esami e titoli.

Il concorso pubblico è necessario per trovare lavoro? O conviene camminare con le proprie gambe?

La risposta non è né affermativa e neanche negativa, potremmo dire “ni”; nel senso che i concorsi possono sempre essere utili per la ricerca del posto di lavoro ambito, ma non saranno certo privi d’insidie e pericoli. Per riuscire a vincere un concorso c’è bisogno del massimo delle proprie forzeperché, negli ultimi anni, la presenza di partecipanti è cresciuta vertiginosamente, facendo crollare la lancetta delle possibilità di vittoria. Non per questo però le chance di riuscita sono così scarse.

Domanda che in molti si fanno è: passano solo i raccomandati?

Questo non è del tutto vero. A essere indispensabile non è una raccomandazione, ma un’ottima preparazione, studio (soprattutto nelle classiche materie di diritto) e tanta pazienza. Non bisogna pensare che basti uno scrocchio di dita per aggiudicarsi lo scettro. A volte possono occorrere anni per vincere un concorso e a volte altri anni per essere assunti al posto ambito. Ninja Marketing ritiene che lo studio, la pazienza e la passione in quello per cui si lotta possano sempre premiare qualsiasi persona. I concorsi pubblici negli ultimi anni, sono ormai diventati pieni di difficoltà, ma non per questo irraggiungibili. Parafrasando il noto slogan Adidas: “Impossible is nothing” e lo stesso vale per il lavoro, chiunque può vincere attraverso sudore, passione e studio.

Quando le difficoltà si trasformano in opportunità: l’altra faccia della medaglia

Se è vero che con la progressiva diminuzione dei concorsi, il lavoro sembra venire meno, d’altro canto questo ha creato nuovo interessanti realtà. La mancanza di possibilità in ambito lavorativo, ha portato migliaia di ragazzi a “muoversi con le proprie gambe”. Parliamo di giovani imprenditori che decidono di gettarsi nel mondo della ristorazione, di giovani chef che si danno da fare incantando le cucine di tutto il mondo, sino ad arrivare alle piccole startup nazionali che sono state in grado di creare nuovi mercati molto interessanti. In conclusione cari giovani alla ricerca della vostra strada, non fatevi intimidire da concorsi difficoltosi o da progetti apparentemente irrealizzabili. Fatevi forza, non buttatevi giù e ricordate: non aspettate che avvenga il miracolo, siate voi il vostro miracolo.

TEN Collection di Fotolia svela i processi della creatività digitale: il 10 settembre "Energy of life"

 TEN Collection di Fotolia svela i processi della creatività digitale: il 10 settembre "Energy of life"

Cosa c’è di più prezioso che il segreto della creazione di un’opera?
TEN Collection è un progetto di Fotolia che, ogni due mesi, permette di avere a disposizione gratuita, per tutti, sul sito www.tenbyfotolia.com, un’opera digitale in formato PSD realizzata da artisti di fama internazionale, completo di livelli, filtri e importazioni: una miniera di informazioni per apprendere i segreti dei più bravi professionisti in circolazione.

Oggi 10 settembre 2014, solo per 24 ore, è a disposizione “Energy of life”, opera che vede al lavoro insieme – lo scambio di influenze creative e l’energia del lavoro di squadra sono uno dei motivi alla base del progetto – il francese Christophe Huet – artista digitale che deve la sua fama, tra gli altri lavori, ad una splendida campagna per Perrier – e lo spagnolo Mikel Muruzabal, apprezzato fotografo. Ognuno ha contribuito al risultato finale cercando di fondere al meglio la propria arte con quella dell’altro.

 TEN Collection di Fotolia svela i processi della creatività digitale: il 10 settembre "Energy of life"

Tra gli strumenti messi a disposizione da Fotolia per capire le procedure di lavoro che hanno portato alla realizzazione di “Energy of life” ci sono – oltre al file PSD – anche il videotutorial su Ten Collection Fotolia e sul canale officiale Youtube TEN e poi una serie di 10 immagini tratte dallo shooting fotografico, già disponibili alla vendita su fotolia.com.

Su cosa si sono concentrate le energie dei due creativi? L’opera racconta la preoccupazione degli artisti per il futuro di un’umanità costantemente sottopressione per la diffusione di stili di vita che ci alienano e ci imprigionano nel corpo e nell’anima. L’idea è quella di una liberazione, grazie all’energia della vita che passa attraverso il nostro cuore e il nostro spirito.

Tutte le informazioni sul progetto le trovate sul sito di TEN Collection e sulla pagina Facebook che vi consigliamo di tenere d’occhio!

iPhone 6 e Apple Watch: la diretta streaming del keynote

Fonte @Apple

 

“It’s not just another day in Cupertino”

Iniziamo con questa citazione e con questa immagine tratte dal sito USA di Apple lo streaming del keynote del colosso americano che apre le porte ai giornalisti in questo istante a Cupertino!

Finte @iphoneitalia

h.19:05

Apre il keynote uno spot dedicato all’azienda Apple dove con una serie di immagini in prospettiva e delle scritte chiariscono ancora una volta la visione della società e la propria filosofia. Apple è la prima società che si prende cura di ogni cosa, che si propone di cambiare le cose, ancora e ancora, che mostra il suo spirito innovativo migliorando la vita delle persone con dispositivi sensazionali.

Tim Cook da il benvenuto a tutti e parla dell’evento di 30 anni fa nello stesso luogo!

Fonte @the Verge

Dopo un resoconto sull’iPhone, ecco arrivano le immagini sullo schermo dell’iPhone 6, che conferma i rumors di questi ultimi mesi!

Finte @TheVerge

Confermati due modelli per l’iPhone 6: iPhone 6 e iPhone 6 Plus

“I migliori iPhone mai realizzati” – dice Tim Cook

Display retina HD, una nuova generazione di display, “ll più grande ed avanzato iPhone di sempre” e una fotocamera sporgente!

L’iPhone 6 Plus ha il 185% di pixel in più del 5S!

Le risoluzioni dei due modelli: 1334×750 e 1920 x 1080.

L’iPhone 6 plus è più simile all’iPad Mini e funziona anche in landscape ed ha una differente interfaccia utente.

Fonte @iPhoneitalia

Potremo quindi vedere più contenuti sull’iPhone 6 Plus, semplicemente ruotandolo in landscape.

Gli sviluppatori non dovranno modificare la risoluzione delle immagini perché sono semplicemente scalate con i nuovi display. 

h.19:20

1.3 milioni di applicazioni disponibili e completamente funzionanti!

 

Ecco le caratteristiche più specifiche dei nuovi iPhone:

– Processori A8 a 64bit

– CPU più veloce del 25%

– grafica più veloce del 50%

Questo nuovo iPhone dovrebbe sostenere meglio il carico e la pressione delle operazioni senza quindi surriscaldarsi (speriamo)!

Sullo schermo viene mostrata una demo per mostrare la fluidità della grafica.

Si parla ora di batteria:

La batteria dell’iPhone 6 è più potente (e in alcuni casi uguale) a quella del 5S. L’iPhone 6 Plus però presenta molta più autonomia.

M8 (coprocessore di movimento) fornirà informazioni più precise (compresa la misurazione di quando saliamo le scale).

Tra l’altro, nel nuovo iPhone 6 è presente anche un barometro!

<p>Fonte @TheVerge</p>

Fonte @theVerge

h.19:27

Connessione LTE

La connessione è avanzata e supporta fino a 20 bande e fino a 150mbps(che a noi in Italia non cambia molto probabilmente…).

Chiamate vocali tramite LTE, solo con gli operatori supportati.

Connessione Wi-Fi 802.11ac, come i recenti Mac.

Possibilità di chiamare tramite Wi-Fi (solo con operatori supportati).

PER LE CHIAMATE PICCOLA PRECISAZIONE

Apple ha studiato una nuova tecnologia che ci permette di avviare una normale chiamata attraverso la sim operatore e poi nel caso dovessimo tornare a casa mentre siamo ancora in chiamata, il telefono si aggancerà automaticamente al nostro wifi di casa ed effettuerà uno switch in maniera tale che la nostra chiamata passerà in wifi senza alcun costo aggiuntivo.

Fotocamera

Fonte @Theverge

L’iPhone 6 ha una fotocamera da 8MP con il true tone flash.

La risoluzione non è aumentata ma è stata introdotta una nuova tecnologia chiamata Focus Pixels.

Autofocus più veloce e reattivo (2 volte più veloce).

Miglioramento dei toni di colore e riduzione del rumore.

DIFFERENZA TRA le fotocamera di iPhone 6 e 6Plus

La prima funzione diversa tra iPhone 6 e 6 Plus: lo stabilizzatore delle immagini.

L’iPhone 6 Plus riesce ad utilizzare il giroscopio per muovere la fotocamera verso l’alto, il basso destra e sinistra, quindi riesce a stabilizzare le immagini in modo incredibile, risultando sempre ferma nonostante i movimenti della nostra mano che regge il telefono.

I video per entrambi saranno HD a 1080p a 30 o 60 fps.

È anche possibile realizzare video in slow-motion da 120 frame per secondo a 240 frame per secondo.

Nuove funzioni per i selfie legate alle nuove funzioni della fotocamera e del riconoscimento facciale.

Nel software della fotocamera sono stati inseriti accorgimenti per un miglior face detection sia per le persone vicine che lontane ed è stata migliorata la modalità Burst di scatto sequenziale dove adesso riesce a riconoscere anche i sorrisi e valuta anche quelli nella scelta dello scatto migliore.

La fotocamera frontale è ora in HD in grado di catturare l’81% di luce in più (per questo ottima per le selfie).

 

PREZZI DI IPHONE 6 e IPHONE 6 PLUS

I modelli saranno da 16GB,(199$) 64GB(299$) e 128(399$) PREZZI iPhone 6 se con contratto di due anni (ovviamente bisogna poi vedere in Italia come sarà).

L’iPhone 6 verrà lanciato il 19 Settembre!

Mentre il 6 plus inizia a 299 dollari con contratto (per l’Italia dobbiamo sempre aspettare un po’ di tempo per sapere qualcosa.

Novità anche su iOS 8, che potrà essere installato sull’iPhone 4S in su e dall’iPad 2 in su ed arriverà il 17 settembre.

Confermato che anche il 6 Plus uscirà il 19 settembre

In America l’iPhone 6 potrà essere pre-ordinato dal 12 settembre.

Quindi l’iPhone 6/Plus 19 settembre in America e entro la fine dell’anno in altri 115 paesi.

h. 19:47

APPLE PAY

Apple ora parla di pagamenti… sembra voglia rimpiazzare i portafogli, parla della poca sicurezza delle carte e dei codici attuali… presenta APPLE PAY, un intero nuovo processo di pagamento!

Fonte @TheVerge

 

L’intero processo di pagamenti è basato su una tecnologia di 50 anni, Apple ha deciso di cambiarlo, rivoluzionandolo.

Potremo pagare con un semplice avvicinamento del nostro iPhone ad un ricevitore e con la pressione del dito sul Touch ID. Tutto funziona ovviamente con l’NFC. Questo sistema sarà sia su iPhone6 che 6 Plus

I dati sono protetti e sicuri e il nuovo sistema funziona con Passbook.

Eddy Cue mostra quanto sia sicuro questo metodo di pagamento:

i dati sono privati: nemmeno Apple sa cosa comprate, dove comprate e quanto spendete; per la cronaca, anche i pagamenti online sono stati inclusi in Apple Pay;

I partner sono tanti, tra i quali McDonalds, Disney (per citarne alcuni);

pagamento con un solo tocco, nessun numero di carta inserito online, nessun indirizzo di fatturazione.

L’Apple Pay funzionerà solo su iPhone 6/Plus perchè solo loro hanno l’NFC

h. 19:59 Tim Cook annuncia la One More Thing!

Non avveniva da tantissimi anni che si citasse nuovamente questa famosa frase di Steve Jobs! Ecco Watch!

Presente in differenti colori con cinturini diversi, Apple Watch sarà disponibile persino in una versione in oro 18 carati!

Un orologio ha lo schermo troppo piccolo per utilizzare il multitouch come un iPhone: Apple ha quindi creato una sorta di Corona digitaleSomiglia ad una normale corona da orologio ma avrà funzioni simile alla ghiera dell’iPod. 

Watch è anche dotate dell’app Mappe.

Se leggiamo i messaggi, con la ghiera girevole potremo scorrere la conversazione.

Se clicchiamo la corona al centro, tornerà alla Home Screen. Il design dell’orologio è veramente variegato poiché, come dicevamo sopra, possono esserci cinturini di tutte le tipologie.

Un’altra chicca? Il display si illumina quando alzate il polso!

Con due orologi vicini, si riuscirà anche a comunicare con altre persone, inviando simboli o altro.

In aggiunta alla corona digitale, Apple ha aggiunto anche un sensitive touch display sull’orologio.

Il tocco è molto preciso grazie al Taptic Engine.

Il dispositivo dovrebbe resistere all’acqua!!

Potremo perfino utilizzarlo per scattare foto a distanza, visualizzando quello che viene inquadrato!

L’Apple Watch è basato sul Chip S1 che miniaturizza un intero sistema computerizzato in un solo chip.

Apple introduce anche un sistema di ricarica del tutto nuovo, simile al caricatore del Mac, dunque sarà magnetico ad induzione!

TANTE VERSIONI DISPONIBILI

Apple ha disegnato ben 6 meccanismi diversi per attaccare cinturini molto diversi tra loro (proprio per dare la possibilità di creare il proprio stile. 

Si parte dai classici in pelle, a quelli in acciaio, o plastica. Tanti anche i modelli femminili o in alluminio flessibile con chiusura magnetica.

L’interfaccia è decisamente diversa dalla solita di iOS, ma le icone sono riconoscibilissime.

Apple Watch è adatto anche per lo sport, con un cinturino specifico, dinamico e colorato con una resistenza maggiore degli altri.

Ci sono svariate opzioni di personalizzazione del quadrante!

L’interfaccia dell’orologio può essere cambiata, scegliendo tra tantissime opzioni disponibili e tra orologi sia digitali che analogici. Dalla Home Screen, utilizzando lo schermo tattile, potremo muoverci tra le applicazioni. Potremo anche zoommare indietro per vederle tutte in una sola schermata. Si può anche impostare uno sfondo e cambiarlo a proprio piacere.

Gli sfondi sono interattivi, ad esempio, abbiamo quello della luna, il quale ci mostrerà le vere fasi lunari se spostiamo il dito muovendoci tra i giorni. 

L’applicazione Musica può controllare l’audio dell’iPhone, l’audio del nostro Mac oppure la musica salvata proprio nell’orologio.

Ovviamente ci saranno le notifiche di eventi/calendario/notizie. Potremo rispondere ad eventi calendario dalle notifiche , oppure agli sms che arrivano cliccando il tasto Reply.

Ci sono anche delle risposte/frasi prestabilite da poter inviare oppure potremo registrare un messaggio vocale dettandolo a Watch.

Per attivare siri dovremo cliccare la corona e tenerla premuta

Con l’Apple Watch potremo anche portare le nostre foto con noi. Aprendo l’app le visualizzeremo tutte e poi con la corona digitale potremo zoommarle o sceglierne una.

Anche le mappe ci mostrano la nostra posizione attuale e potremo muoverci per vedere il percorso o zoommare in maniera molto fluida.

Si possono inviare piccoli disegni tra orologi di amici e parenti disegnando direttamente sullo schermo. Si può persino inviare il proprio battito cardiaco che sarà riprodotto dalla vibrazione dell’orologio.

Come era prevedibile anche  Watch è aperto ai programmatori con il Watchkit.

Grazie a quest’apertura verso le terze parti ovviamente si possono inviare notifiche di qualsiasi app.. tra cui facebook, twitter.

 Se viaggiamo con l’Apple Watch, potremo avere il biglietto e i dettagli sull’orologio, anche quando dobbbiamo fare un chekcin in un hotel e potremo addirittura utilizzarlo per aprire le porte di alcuni hotel!

Con altre app potremo avere sotto controllo il carburante presente in auto, i trasporti, il meteo, la temperatura nella nostra casa, interfacciandosi con l’homekit potremo controllare il termostato o le luci di casa dall’orologio.

Il dispositivo può fare praticamente di tutto, proprio perché potrà fare tutto quello che fa l’iPhone.

 

h.19:38 Ora si passa a Fitness/Salute

 Due app per Watch: Fitness e Workout!

Apple Watch da la possibilità di motivare le persone ad una maggiore attività motoriaWatch impara da noi le nostre abitudini e ci aiuta a migliorare la gestione dell’attività fisica. Diciamo che è adatto sia per le persone che fanno una moderata attività che per chi si allena in maniera seria!

Utilizza l’accelerometro per i movimenti, il GPS ed il Wifi dell’iPhone per capire dove e come ci muoviamo. I movimenti, personalizzabili (dove l’orologio riesce a capire se camminiamo, corriamo o siamo in bicicletta a seconda di come si muove il nostro polso nello spazio)

Anche se lavoriamo compiamo dei movimenti e l’orologio capirà giorno dopo giorno qual è la nostra attività abituale.

Potremo poi inserire manualmente l’attività che stiamo per compiere, come ad esempio una corsa, e potremo decidere anche quale distanza percorrere a priori, a che velocità andare e così via. L’orologio attraverso degli avvisi ci permetterà di tenere fede ai nostri intenti.

L’Apple Watch è anche molto altro, Apple non riuscirà a mostrarci tutto oggi ma può fare molto altro ancora. La lista delle funzioni è davvero lunghissima e con un development kit può solo essere ancora più lunga.

Tre modelli: Apple Watch, Apple Watch Sport e Apple Watch Edition.

Disponibile nel 2015 a 349 dollari! 

Una precisazione fin qui ancora non fatta: Apple Watch funziona solo se connesso con iPhone 5, iPhone 5S, iPhone 5C, iPhone 6 e iPhone 6Plus.

Questo significa che 200 milioni di persone possono già utilizzarlo, perché possessori di un iPhone supportato.

 iTunes Festival: salgono sul palco gli U2

h.20:45

Si parla ora di iTunes Festival e sul palco salgono Bono Vox e gli U2!

Fonte @TheVerge

Bono chiede come a Tim Cook come può rendere gratuito per tutti l’ultimo album degli U2: ovviamente è solo una gag per annunciare che il loro ultimo LP, composto da cover,  Songs of  Innocence, è da ora disponibile per il download gratuito.

Il keynote si è chiuso alle 21:00 puntuali. Noi vi aggiorneremo in questi giorni in modo più dettagliato sulle ultime novità, grazie per averci seguito!

 

Fonte @TheVerge

A Roma i migliori MBA del mondo

In un recente post vi abbiamo svelato la classifica delle migliori università d’Italia per fare impresa, ma terminata l’università si è davvero pronti ad affrontare il mondo del business? Cosa aspetta gli aspiranti imprenditori e manager del domani aldilà della siepe (oltre a una ovvia serie di stage e contratti discutibili)? Complice la crisi, farsi strada nel mondo del lavoro diventa sempre più complesso, a ogni livello: da un lato le poltrone vacanti sono sempre meno, dall’altro la competizione è sempre più agguerrita e iperspecializzata.

Perchè un MBA?

C’è chi, terminata l’università, decide di non interrompere gli studi e proseguire dedicandosi a un MBA (sebbene pochi siano quelli che non richiedono una seppur breve esperienza lavorativa), un Master in Business Administration che prepara i partecipanti ai grandi temi del business per la gestione aziendale. La scelta è condivisa anche da chi un lavoro ce l’ha già e ritiene che un MBA sia la strada da intraprendere in cerca di un futuro professionale migliore. Ebbene sì, mettere un MBA nel proprio curriculum pare essere ancora una scelta vincente per la propria carriera: dal sondaggio GMAC 2013 emerge infatti che il 93% di coloro che hanno conseguito un MBA ha trovato il lavoro dei sogni e che – su scala globale – la loro retribuzione si aggiri intorno ai 128.569 USD. I costi esosi che molte scuole di business richiedono sono quindi ampiamente ripagati negli anni successivi agli studi: il Financial Times (2013) stima un aumento medio di stipendio del 100% per i lavoratori che hanno scelto la strada dell’MBA per far carriera.

Access MBA Tour 2014

Per chi pensa di proseguire gli studi con un MBA, questo è il momento giusto per informarsi. Si terrà infatti a Roma, il prossimo 8 ottobre, Access MBA Tour Autunno 2014 l’evento organizzato One-to-One, leader internazionale degli eventi MBA, che riunirà a Piazza di Spagna le migliori e più ambite scuole di business: London Business School, INSEAD, Bentley University Graduate School of Business, MIP Politecnico di Milano, SDA Bocconi e tante altre prestigiose realtà internazionali.
L’evento, non solo permetterà di reperire informazioni dalle business school europee e d’oltreoceano in maniera rapida e diretta, ma darà ai partecipanti la possibilità di fissare incontri one-to-one con i Responsabili della selezione e con i consulenti specializzati nell’orientamento.
Inutile dire che non mancheranno i momenti formativi: conferenze interattive, seminari e workshop per l’ammissione al GMAT (Graduate Management Ammission Test), strumento di selezione utilizzato dalle migliori università del mondo.

Qui ulteriori info e il modulo di iscrizione all’evento.

Credits accessmba.com

6 consigli per scegliere un buon dominio per una startup (o un blog)

Come scegliere un buon dominio per una startup (o un blog)

Scegliere il dominio giusto per un sito aziendale è un’operazione strategica fondamentale per una statup o un progetto editoriale di futuro successo. L’ideale è scegliere un nome che sia strettamente legato all’attività svolta. Per esempio, se la nostra è un’agenzia di marketing, avere la parola “marketing” nel dominio è una buona scelta.
Quindi, si tratta di una scelta tutt’altro che banale, ma al contrario delicata e importantissima, che può aiutare a decretare il successo di un business.

A tale proposito Inc.com ha affidato a un esperto, John Rampton, la responsabilità di regalarci qualche consiglio da seguire nel momento decisivo della selezione del dnuovo dominio: consigli che ci sentiamo di estendere anche ai blogger. Vediamoli insieme!

1. Un brainstorming per trovare il dominio giusto

Fare un brainstorming con i collaboratori è importante per capire quale strada battere nella scelta del dominio. In sostanza e come già anticipato, il dominio dovrebbe essere in linea con i servizi offerti. Sembra ovvio, magari lo è, ma ribadirlo non fa male: è facile farsi prendere dalla fantasia e cercare un nome tanto simpatico quanto lontano dalle esigenze di marketing dell’azienda.
Ciò vale anche per i blogger: un blog personale può concedersi maggiori libertà, ma perché cercare un dominio lontano dagli obiettivi del blog? Anzi, un buon dominio aiuta a rafforzare il personal branding.

Per trovare spunti utili possiamo utilizzare Keyword Discovery o Google Keyword Tool.

2. Optate per un nome breve, unico e facile da ricordare

La semplicità, come (quasi) sempre, sul web vince: è bene optare per un dominio breve, facile da ricordare e unico. Al contrario, un nome lungo, difficile da ricordare e da digitare può allontanare il potenziale visitatore dal sito. Secondo Rampton, la domanda da farsi doverebbe essere questa: se sentite un amico o la radio pronunciare il nome di un dominio, sapreste farne lo spelling? La logica da seguire, dunque, dovrebbe essere improntata alla semplicità.

3. Avete scelto il dominio? Controllate se è libero

Una volta scelto la rosa dei domini ideali, dovete assicurarvi che non siano già di qualcun altro. Per scoprirlo, basta inserire la lista dei nomi su GoDaddy e controllare se sono liberi.

4. Usate estensioni di dominio alternative

Rampton consiglia di utilizzare un dominio .com, l’opzione migliore per un business. Tuttavia essa non è l’unica valida, anzi. Per esempio, localizzare il proprio dominio (.it per l’Italia, .uk per la Gran Bretagna) è ugualmente un’ottima scelta. Da qualche mese, inoltre, è possibile registrare domini di primo livello alternativi (.hotel, .roma, .blog…). La decisione va ponderata con attenzione.

5 Contattate il proprietario del dominio che ti interessa

Il dominio giusto per voi è in mano altrui? Potete sempre provare a contattare il proprietario. Prima di fare un’offerta, però, assicuratevi che egli sia disposto a venderlo. Fate poi una piccola ricerca per capire il valore del dominio. Infine, potete presentare la vostra offerta. In bocca al lupo!

6. Partecipate alle aste

Un altro modo per avere il dominio dei desideri è partecipare alle aste. Non sono pochi i siti acquistati dagli investitori per avere un margine di guadagno: comprano un dominio, lo riempiono con contenuti e link esterni e poi lo vendono. Oppure, può capitare che il proprietario di un dominio si accorga che non è adatto ai propri scopi, e lo metta all’asta.
Esistono diversi siti su cui trovare le aste: Sedo, il già citato GoDaddy, Flippa, NameJet.

 

Eccoci arrivati alla fine di questa sfilza di consigli interessanti. Li avete trovati utili? Come vi comportate voi nella scelta del dominio? Aspettiamo le vostre opinioni!

Rudy Bandiera contro tutti: chi vincerà alla Festa della Rete? [INTERVISTA]

Rudy Bandieraè uno degli influencer più importanti del panorama digitale italiano.
L’ultimo caso che l’ha visto coinvolto, il lancio dell’hashtag #UnaMacchinaPerRudy, ha lasciato il segno. Ricordate? Un incidente in macchina, il mezzo distrutto e il noto blogger che cerca un veicolo per tamponare l’emergenza. E una nota casa automobilistica che risponde all’appello e offre una macchina, a titolo completamente gratuito.
Generosità pura oppure sfruttamento dell’influenza che Rudy Bandiera ha su Twitter e in generale nella social sfera italiana? E quanto oggi gli influencer possono dirsi determinanti nella costruzione dell’opinione?

Se ne parlerà alla Festa della Rete in un panel che vedrà ospite anche il nostro direttore Mirko Pallera in qualità di moderatore dal titolo “Rudy contro tutti: Quanto gli influencer influenzano davvero?“, che vedrà la partecipazione anche del ricercatore Alessandro Caliandro.

Abbiamo intervistato per voi il protagonista Rudy Bandiera, per cercare di strappargli qualche anticipazione.

Il titolo del panel sarà “Rudy contro tutti: Quanto gli influencer influenzano davvero?”: il focus di partenza sarà, immagino, il caso #UnaMacchinaPerRudy. A qualche mese di distanza, quali sono le tue impressioni su quello che è capitato?

Beh, lo chiedi alla persona sbagliata 😀 Per quello che mi riguarda sono entusiasta anche se ho passato momenti molti duri. E’ capitato che è indubbiamente nato un caso e quindi li, alla nascita dello stesso, il Web si è spaccato come una mela tra quelli che dicevano che il caso esiste o no. Quindi da una parte a dire “bello, geniale, pronto, brillante, creativo, strategico” e dall’altra “che schifo, una marchetta, accattonaggio digitale”. Morale, visto che tutte queste cose insieme non possono coesistere io mi sono fatto la mia idea, vado avanti per la mia strada e sono felice.

Dopo Rudy, anche Jacopo Paoletti (fra i caporedattori di Intervistato.com e cofondatore dell’associazione Michelle Bonev ndr) ha provato a lanciare il suo personalissimo hashtag #UnLavoroPerJacopo allo scopo di trovare in fretta un’occupazione: gli influencer hanno imparato a monetizzare la loro.. influenza?

Più che altro Jacopo, che conosco, stimo e ho sostenuto in questa operazione, ha sfruttato “un evento di riflesso” ed è stato molto furbo. Non so come sia andata a finire ma mi auguro bene.

Secondo voi è corretto affermare che un influencer è (anche) un content creator particolarmente in gamba? Prendiamo l’esempio di Gianni Morandi, che in questi giorni sta spopolando con la sua fanpage di Facebook, di fatto orientando anche i gusti di chi lo segue e rinvigorendo la propria immagine: tutto grazie a una gestione genuina, basata su contenuti semplici, autentici, friendly. Avete altri modelli di riferimento da consigliare agli aspiranti influencer?

Ma scusate ragazzi, cosa vuol dire content creator? Cioè mi spiego, se Morandi NON fosse Morandi avrebbe tutti quei riscontri con un semplice “ciao” sulla bacheca? No, non li avrebbe. La cosa va vista da un altro punto di vista, ovvero come diventare un influencer? Io non lo so eh, però l’esempio di Morandi non vuole dire nulla in questa ottica. E’ bravo a gestire la sua popolarità ma NON è un bravo content creator. E Morandi è diventato influente NON grazie ai contenuti, in effetti.

Domanda forse un po’ antipatica: è etico, secondo voi, che un influencer possa ottenere benefici pratici dagli utenti che lo seguono? La domanda vale in particolare per chi costruisce la propria influenza sull’audience sfruttando il proprio lavoro di divulgazione di notizie, competenze e conoscenza.

Certo che è etico. La domanda si potrebbe girare in altro modo, ovvero è etico che un calciatore prenda dei soldi per portare una maglia brandizzata? Il discorso è IDENTICO. Tu ti costruisci una identità forte, la coltivi, la fai crescere e alla fine arrivi ad “influenzare”. Bene, se non lo fai in modo occulto (ovvero marchette) è etico eccome! Sempre che uno non pensi che non sia etico il rapporto commerciale che tiene in piedi nel mondo occidentale, perchè li il problema sarebbe di modello politico 😀

Esiste il rischio che si possa diventare influencer senza aver competenze e contenuti sufficienti a giustificare questo ruolo?

Non lo so. Giuro. Ci vorrebbe un metro per decretare chi è influencer, prima, ma non c’è. Aranzulla è un influencer, per esempio. Ha particolari doti? In molti direbbero di no, io dico di si. Ha avuto la dote di fare una cosa prima degli altri e di farla bene.

In una frase, anticipa con che spirito darai battaglia durante il panel.

Lo spirito deve essere sempre costruttivo! Se critico per criticare o per portare attenzione SOLO su di me allora sono un perdente. E nessuno vuole essere un perdente, no? 😉

L’appuntamento è per il 12 settembre, a partire dalle 18.20 a Rimini: non mancate, amici lettori!

La tecnologia non è tutto: l’ultimo spot Wind firmato Ogilvy

A volte per comunicare davvero, la tecnologia non è tutto. Questo è il claim della nuova campagna istituzionale online di Wind. Niente a che vedere con gli spot televisivi con Fiorello, Vanessa Incontrada o Giorgio Panariello. Preparate i cleenex accanto allo schermo.

Il cortometraggio, ideato dall’agenzia Ogilvy & Mathers, è diretto dal regista italiano Giuseppe Capotondi (già famoso per numerosi video musicali e il film La doppia ora). L’azienda ha scelto la storia delicata di un figlio che, invece di cercare il contatto con il proprio padre attraverso i mezzi che ci offre la tecnologia, decide di tornare nella sua casa d’infanzia e incontralo di persona. Il payoff di Wind, non a caso, è Più vicini.

Il cortometraggio sembra allontanarsi da quelli che erano i concetti di chiarezza e trasparenza delle passate campagne istituzionali. Molto forte, infatti, è il pathos, nel senso aristotelico del termine: il fattore emotivo è predominante.

Questo è uno dei pochi esempi in Italia di come i brand stiano gradualmente abbandonando la pubblicizzazione dei propri prodotti in favore di una ricerca di dialogo e condivisione con il proprio pubblico. Se il consumatore si identifica con la marca, se è davvero fidelizzato, allora diviene superfluo insistere sul prodotto in sé. Ed è questo ciò che fa Wind con questo spot.

Lo spot è stato distribuito esclusivamente sul web, un ambiente di certo più adatto agli scopi prefissati dalla campagna, in cui trovare punti di contatto e di dialogo con un pubblico diverso da quello della televisione. La società di telecomunicazioni italiana va oltre le regole proponendosi ai propri clienti in un modo alternativo ammettendo che la tecnologia è potente, ma non onnipotente.

In conclusione, ci affidiamo alle parole della stessa Wind, che con questa campagna pubblicitaria ha portato avanti il rinnovamento nel mondo pubblicitario italiano. Speriamo che sia un tentativo che abbia seguito nel nostro Paese.

“La tecnologia ci ha avvicinato. Comunicare è sempre più semplice e sempre più veloce. Ma ci sono occasioni in cui gli uomini e le donne hanno e avranno sempre bisogno di incontrarsi e comunicare così, uno di fronte all’altro.”

Dieci motivi per cui un curriculum viene cestinato

Sono sempre di più le accortezze richieste per evitare che un curriculum venga cestinato ancor prima di aver avuto l’opportunità di scambiare quattro chiacchiere con un responsabile delle risorse umane. Ecco dieci possibili cause di un mancato riscontro da parte dell’azienda a cui avete inviato il vostro curriculum.

1. Indirizzo e-mail

Se state inviando il vostro curriculum tramite mail, sappiate che a volte è sufficiente il vostro indirizzo di posta per essere cestinati. Vince la semplicità del “nome punto cognome”, niente supereroi o personaggi di Star Trek, e soprattutto no ai provider che non usa più nessuno, in favore di Google, Yahoo, Microsoft o meglio ancora un dominio con il vostro nome.

2. Lunghezza del curriculum

Tutte le informazioni necessarie per essere valutati e i dati anagrafici e di contatto per essere richiamati rientrano in una pagina di Word, al massimo due, ma è un’eccezione per chi ha frequentato più di dieci università e lavorato in più di quindici aziende, senza utilizzare caratteri inferiori a dieci. Le informazioni mancanti verranno approfondite durante il colloquio.

 

 

3. Ricerca in Google

Passati il primi due punti, se il recruiter si attiva a ricercare il vostro nome su Google significa che un minimo di interesse nel vostro curriculum c’è, e basta davvero poco per spazzarlo via. I fortunati Mario Rossi possono saltare al punto 5, tutti gli altri devono fare attenzione ai risultati delle ricerche, soprattutto al punto 4.

4. Social network

Google proietterà i recruiter direttamente alle pagine social cui è associato il vostro nome di battesimo. Gestire la visibilità dei post attraverso le impostazioni di privacy è fondamentale, ed utilizzare correttamente i social network, anche se non vi state candidando per un posto da social media manager.

5. Foto di Linkedin

Per definizione Linkedin è un network professionale,  di conseguenza la foto sul vostro profilo dovrebbe essere il più professionale possibile. Seguite le guidelines per un profilo più efficiente, ed evitate foto di pessima qualità, scansioni dal passaporto o selfie imbarazzanti.


 

6. L’unico numero sul vostro CV è il telefono

I numeri in un curriculum sono tanto importanti quanto le parole, soprattutto quando vengono confrontanti curriculum con caratteristiche simili. I numeri aiutano a sintetizzare a valutare concretamente le attività svolte, i tempi sono cambiati e le metriche contano spesso più che le attitudini.

7. La descrizione delle attività svolte è incomprensibile

Siamo tutti chief officer di qualcosa e community manager di qualcos’altro,  etichette a parte, ciò che più conta è spiegare nel modo più chiaro e lineare possibile le mansioni svolte senza giri di parole.  Sarebbe bene allineare la descrizione delle competenze tecniche agli strumenti utilizzati per portare tali attività a termine.

8. Il formato Europass

Il classico curriculum in formato europeo non ha più ragione d’essere utilizzato. I programmi di scrittura come Office e Pages propongono modelli sempre più creativi e vari, basta poco per trovare quello più adatto alle proprie esigenze.

9. Il motivo più banale e più ricorrente per cui un curriculum viene cestinato

Rileggere e attivare il controllo ortografico e grammaticale, basta poco per farlo e basta altrettanto poco per essere cestinati per un errore nel CV o nel testo della mail. Il vostro curriculum è un biglietto da visita, e nessuno fa stampare il proprio biglietto da visita con degli errori di ortografia o di formattazione.

10. X-factor

Se avete seguito tutti e nove i consigli e non siete stati chiamati dall’azienda in questione, la colpa potrebbe essere del cosiddetto imponderabile fattore X, e non solo il vostro, ma anche quello del vostro reclutatore. Un fattore incognito, il tempismo sbagliato, un’infinità di altre ragioni legate al fattore umano.

Polo Tech Shirt: Ralph Lauren entra nel mondo Wearable!

Ralph Lauren ha da poco presentato la nuovissima Polo Tech Shirt, una t-shirt hi-tech pensata per il mondo sportivo che segna l’ingresso nel Wearable di una grande compagnia di moda appartenente al mondo del luxury lifestyle.

Questa innovativa t-shirt registra in tempo reale i dati del nostro corpo ed invia i propri dati biometrici in real-time al proprio device mobile che può uno smartphone o un tablet. I dati vengono rilevati grazie alla presenza di fibre d’argento tessute direttamente nella trama della t-shirt.

Oltre alla metodologia di rilevamento dei dati biometrici attraverso i sensori, uno degli aspetti sicuramente più interessanti di questa nuova t-shirt è la disponibilità sui propri device mobili dei dati interpretabili praticamente da chiunque, grazie alla connettività Bluetooth.

Polo Tech Shirt permette di rilevare e registrare la distanza percorsa, le calorie bruciate, l’intensità dei movimenti, il battito cardiaco e molto altro. In pratica, i dati vengono inviati ad un dispositivo collegato direttamente alla maglietta, che registra tramite accelerometro e giroscopio tutte le informazioni di interesse.

Questa nuovissima t-shirt è stata presentata durante gli US Open 2014 e sarà resa disponibile nel 2015 nel colore nero (almeno per ora) e logo giallo in contrasto. La Polo Tech Shirt segna una data storica per il mondo dei Wearable Device in quanto è il primo indumento hi-tech pensato e realizzato da una nota casa di moda il cui core business è legato al lifestyle.

Di seguito trovate un video di presentazione della Polo Tech Shirt, una t-shirt sicuramente pensata per gli sportivi più esigenti con un occhio di riguardo allo stile, diventando così un capo di abbigliamento cool e trendy. E voi, la comprerete? 😉