Https e sicurezza digitale: i siti sono a prova di phishing?

Https e sicurezza online, siti a prova di phishing?

Una sigla – https – e un lucchetto: così su internet si è teoricamente certi di navigare in maniera sicura, proteggendo i propri dati da male intenzionati. Ma tale certezza giorno dopo giorno è sempre più messa in discussione. Come segnalato da Tech Economy, gli esperti di TrendMicro hanno recentemente individuato molti siti che nonostante l’utilizzo del protocollo sicuro, HyperText Transfer Protocol over Secure Socket Layer, sono usati per campagne di phishing; inoltre, pare che il numero di questi siti malevoli sia destinato ad aumentare.

https phishing site

Come funziona l’https?

Realizzato nel 1994 per Netscape e poi applicato da tutti gli altri web browser, l’https ha lo scopo di rendere sicuro lo scambio di informazioni tra due nodi web. Potremmo definirlo come un’evoluzione del semplice protocollo http usato per prevenire attacchi di hacker, man-in-the-middle, ovvero casi in cui una terza entità si inserisce nella linea di comunicazione tra client e server ed intercetta tutti gli scambi informativi tra i due nodi.

Il protocollo non solo garantisce l’identificazione del sito web che si sta visitando e del server web che lo ospita ma fornisce anche la crittografia bidirezionale della comunicazione. Un ulteriore sicurezza è data dal fatto che le autorità di certificazione (VeriSign, Microsoft, GoDaddy, VeriSign e Entrust) forniscono i certificati digitali che attestano l’autenticità del portale web visitato.

come funziona https

Https: quali sono le principali falle?

A volte può capitare però che tale protocollo e tutto il sistema vengano violati. Il caso più eclatante è la falla Heartbleed: ve ne abbiamo già parlato ad aprile nel post “Heartbleed: i siti colpiti e le password che dovreste cambiare il prima possibile”. Con il bug siti di banche online, webmail, social network e spazi cloud la sicurezza dei dati dei clienti è messa in grave pericolo.

Un altro problema recentemente emerso è con i routers. Come riportato da Tomshw, il CERT (Polish Computer Emergency Response Team) ha segnalato un attacco su larga scala tramite la modifica dei DNS dei routers.

falle https

Secondo i ricercatori del CERT i criminali intercettano le richieste non criptate e modificano i link da https al normale http: la connessione è dirottata su tali server e il collegamento protetto quindi cade prima che raggiunga l’utente; in tal modo, il contenuto decriptato (e modificato) viene trasmesso al cliente.

“Tuttavia, nei casi esaminati – affermano i ricercatori polacchi – gli hacker hanno prodotto certificati auto-firmati per il dominio thawte.com, causando messaggi di allerta da parte del browser per via della differenza tra i nomi del dominio e la mancanza di un certificato valido. Questo dovrebbe essere un chiaro segno di frode per la maggior parte degli utenti”.

Inoltre l’attuale sistema di gestione dei certificati è in parte viziato. Come evidenziato da Kaspersky (di cui abbiamo recentemente intervistato il Marketing Director Europe Aldo del Bo’) nell’affidabilità dei siti entrano in gioco i certificati root, cioè certificati considerati affidabili di default dalla maggior parte dei browser e che hanno il potere di estendere la loro attendibilità ad altri certificati.

“Diciamo che qualcuno di nome Larry distribuisce certificati ed è una certificate authority di certificati root. Il tuo browser si fiderà di qualsiasi certificato di Larry, ma non solo; si fiderà anche di qualsiasi altro certificato per cui Larry garantisce. Esistono molte certificate authority sul mercato e questo è il loro modo di verificare l’autenticità. Lasciamo quindi che le autorità certificative affidabili decidano quali siano le altre autorità certificative attendibili e tutti vivranno felici e contenti. Vi sembra giusto? Beh, non è così che dovrebbe funzionare”.

La riflessione è presto fatta: mettere a segno una campagna di phishing su https non è poi così difficile: ‘basta’ compromettere un sito che utilizza il protocollo sicuro, rubare un certificato e utilizzarlo per il dominio che si vuole forzare o forzare il DNS di un router.

Phishing: come proteggersi?

Davanti a tutti questi interrogativi, viene spontaneo chiedersi come potersi proteggere da mali intenzionati ed evitare di essere truffati online.

  • E’ importante stare attenti che il sito dove si naviga utilizzi il protocollo sicuro, e che durante l’operazione non compaiano pop-up o altre finestre che rimandano verso altri siti non protetti. Nel momento in cui si usano carte di credito si può verificare anche l’autenticità dei certificati di sicurezza: se si accede alla versione https del sito e la pagina non ha un certificato valido, appare un messaggio di avviso SSL come il seguente.

sicurezza https

  • In via precauzionale si può evitare di diffondere informazioni personali tramite cellulare ed email, evitare transazioni da smartphone e tablet. Inoltre si può proteggere il proprio computer con firewall, filtri anti-spam, anti-virus e anti-spyware. E’ utile anche verificare periodicamente il proprio conto online per controllare se ci sono stati accessi o transazioni non autorizzate.
  • Per quanto riguarda i routers è importante modificate nome utente di default e relativa password di accesso, aggiornare il firmware all’ultima release, prestate sempre attenzione ai messaggi di alert del browser e disabilitare l’impostazione di amministrazione remota, evitando qualsiasi accesso non da rete locale.

E voi guerrieri, che ne pensate? Vi è mai capitato di subire violazioni su https? Quali armi Ninja avete sfoderato?

Un video musicale girato con gli schermi di 14 iPad e iPhone [VIDEO]

Un video musicale girato con gli schermi di 14 iPad e iPhone [VIDEO]

Una delle tendenze più importanti dell’online video negli ultimi mesi è la produzione di video musicali ufficiali insoliti, divertenti, cinematografici, intricati. L’ultimo di questi è la clip di un gruppo di origini ucraine, i Brunettes Shoot Blondes, che per la loro “Knock Knock” hanno realizzato un’animazione utilizzando gli schermi di ben 14 dispositivi Apple, tra iPhone, iPad e iMac.

Una storia d’amore che si snoda tra un device e l’altro, in una meccanica godibile e magnetica che ricorda le Rube Goldberg più affascinanti da una parte e la grafica minimale e creativa dall’altra.
E che ci ricorda molto un filmato che qualche anno fa, non a caso, diventò virale: un video-karaoke-puzzle creato sulle base di We Are Young dei F.U.N..

Ecco a voi “Knock Knock“.

Delacroix, Jeep e Lotto: i migliori annunci stampa della settimana

Ben ritrovati all’appuntamento fisso con la creatività! Anche questo lunedì abbiamo selezionato per voi i migliori annunci stampa pubblicati questa settimana. Check it out:

HJK Helsinki: Supporter Leading the People

Delacroix, Jeep e Lotto

I nostri cugini francesi saranno inorriditi! A noi invece questa “rivisitazione” de La Liberté guidant le peuple piace davvero molto.

L’intento dei creativi dell’agenzia finlandese Passion Agency Cassius era quella di celebrare l’entrata in Europa League della squadra di calcio del HJK Helsinki dopo 16 anni di attesa.

Advertising Agency: 
Passion Agency Cassius, Helsinki, Finland
Creative Director: Erkko Mannila
Art Directors: Hermanni Kanerva, Tuukka Tujula
Copywriters: Antti Tuominen, Axa Fahler, Erkko Mannila
Production company: Piñata
Illustrator: Antti Lukinmaa
Original artwork: Eugène Delacroix

John Lewis: Home/Beauty/Little Waitrose

John Lewis

Grandi arrivi (in tutti i reparti) al centro commerciale John Lewis a Southampton!

Advertising Agency: adam&eveDDB, UK
Executive Creative Directors: Ben Priest, Ben Tollett, Emer Stamp
Art Director: Jon Farley
Copywriter: Alex Lucas
Photographer: Romin Favre

Wild Guanabana: Crocodile/Shark

Wild Guanabana
Wild Guanabana

Se avete bisogno di un viaggio all’insegna dell’avventura il sito wildguanabana.com (sì, esiste davvero) fa per voi! Extreme! 

Advertising Agency: Drive Dentsu, Dubai, UAE
Chief Creative Officer: Christian Djermakian
Executive Creative Director: Hisham Kharma
Art Directors: Bernardo Canto, Janpier Beauchamp, Fady Youssef

Loto Libanais: Balls

Loto Libanais
Loto Libanais
Loto Libanais

Se in Italia ci vuole culo, in Libano ci vogliono le palle.

Se non le hai, e vuoi essere un figo, hai solo una possibilità: vincere al lotto libanese!

Advertising Agency: Impact BBDO, Dubai, UAE
Executive Creative Director: Fadi Yaish
Creative Directors: Aunindo Sen, Gautam Wadher
Executive Integrated Producer / Art Buyer: Clarisse Mar Wai May
General Manager / Account Supervisor: Karim Khouri

Jeep: Keep/Deep/Beep



Keep, Deep, Beep. Il logo è quello inconfondibile di Jeep, le immagini ritraggono dei bellissimi paesaggi della natura più selvaggia che diventano idealmente raggiungibili dell’auto e che esprimono caratteristiche importanti del prodotto: Keep = attenzione alla sicurezza e alla famiglia, Deep = prestazione in tutti gli scenari, Beep (clacson) = egemonia e unicità.

Molti gli animali, manca solo il leone, ma quello, sicuramente, arriverà il prossimo anno a Cannes.

Advertising Agency: Leo Burnett, Istanbul, Turkey
Creative Directors: Oktar Akin, Emrah Akay
Art Director: Mert Özkaner
Copywriters: Ömer Siber, Ari Koen
Creative Group Head / Art Director: Ekin Arsiray
Account Director: Tuba Azak
Graphic Designer: Funda Kentüş

SmsHosting.it: il mobile marketing professionale facile da gestire

Quando si tratta di messaggistica mobile, l’SMS detiene ancora il primo posto. Nonostante l’evidente crescita di e-mail, applicazioni, messaggistica istantanea, social media e messaggi multimediali, i consumatori amano ancora il testo … e così dovrebbe fare anche il marketing!

Ecco perché oggi vi parliamo di SmsHosting.it, il gateway SMS a pagamento, per la ricezione e l’invio di SMS dal web in Italia e nel mondo realizzato da i-Contact.

L’sms marketing è “Real-time marketing”

Parlando in generale, il mobile marketing, comparato con le forme tradizionali di comunicazione come stampa, radio e televisione,  è economico, immediato e personale.  Basti pensare che quando una persona esce di casa controlla di avere con sé tre cose essenzialmente: il portafoglio, le chiavi di casa ed il cellulare.

Oggi si parla di smartphone, ma nella realtà il cellulare è, in tutte le sue forme, da quello più basic a quello più complesso, il media più diffuso del pianeta. Ed ogni cellulare può inviare e ricevere sms. Solo fino all’anno scorso Nielsen rilevava nel suo report The Mobile Consumer ( Febbraio 2013), che in Italia l’89% degli intervistati trascorreva la maggior parte del proprio tempo col cellulare scrivendo e ricevendo sms. Il 22 % dichiarava di ricevere inoltre pubblicità via messaggio, scegliendolo di fatto come canale mobile preferenziale.

L’sms marketing è inoltre da tempo accettato come canale per ricevere news alert, ad esempio da servizi bancari, di trasporto, di logistica, ecc. Ecco perché è anche uno dei canali di promozione più efficienti: diversi studi dimostrano che il ritorno di una campagna con coupon sconto via messaggi di testo si attesta tra il 15% ed il 40%, percentuali molto importanti se confrontate con un ritorno inferiore al 2% dei tradizionali coupon stampati.

Il miglior modo per definire l’sms marketing è “real-time marketing”: i clienti infatti ricevono immediatamente le comunicazioni o le promozioni inviate dalla vostra azienda. Diversamente da altre forme di pubblicità come ad esempio le email, il 90% dei messaggi via sms viene letto e riceve un’eventuale risposta entro 5 minuti.

SmsHosting: mobile marketing professionale

SmsHosting.it è il servizio di invio messaggi SMS e Push Notification direttamente da web.

Permette di effettuare invio di SMS ad alta qualità con personalizzazione del mittente e ricevuta di consegna compresa nel prezzo alla propria lista di contatti, con la possibilità anche di impostare l’invio immediato o differito.

L’invio può essere effettuato attraverso diverse modalità: direttamente da web, tramite l’invio di una mail, o con un file,integrando SmsHosting in software esterni. È possibile, ad esempio, inviare sms multipli da PC utilizzando la rubrica online oppure collegare un software tramite le sms API del servizio.<

Un altro servizio per l’invio fornito da SmsHosting è quello che trasforma le email in sms, permettendo anche di scegliere se convertire il testo o l’oggetto del messaggio e se inviare a numeri singoli o ad un gruppo.

In alcune situazioni può essere conveniente utilizzare come corpo dell’sms inviato l’oggetto dell’email invece che il corpo della stessa: utilizzando l’opzione apposita di SmsHosting, il testo dell’email viene ignorato mentre viene utilizzato l’oggetto. Grazie alle funzionalità di importazione è possibile caricare la propria rubrica online partendo da un comune foglio Excel o da un file di testo.

Per rendere i servizio ancora più “mobile”, SmsHosting.it ha anche un’app per iPad e iPhone per inviare sms singoli o multipli, immediati o differiti, con mittente personalizzato o con il proprio numero di cellulare in pochi istanti. Integrata con la rubrica online, consente anche di tenere sotto controllo le proprie campagne di sms marketing in mobilità.

Crea la tua campagna di mobile marketing

Grazie alle funzionalità presenti si possono creare campagne di mobile marketing sfruttando anche la possibilità dell’inserimento di link direttamente nel messaggio che possono così puntare direttamente a pagine mobile.

Oltre alle funzionalità di invio, tramite gli strumenti di SmsHosting.it è possibile aumentare la lista di contatti per incrementare la base dati per le proprie campagne di sms Marketing.

In particolare con la funzione di Mobile Opt-in è possibile gestire l’iscrizione alla propria lista di contatti direttamente da telefono invitando gli utenti ad inviare un messaggio con un preciso testo ad un numero dedicato.

Un altro servizio interessante per il marketing offerto da SmsHosting.it è SmsPollun servizio per gestire sondaggi sms a risposta chiusa o aperta via sms, con cui è possibile raccogliere le risposte dei partecipanti e collezionare nella propria rubrica i contatti per eventuali comunicazioni successive. 

Non c’è dubbio che l’SMS è un canale fondamentale per il coinvolgimento di un consumatore all’interno di un progetto di mobile marketing di un marchio. Un sms è facile da capire e accessibile a quasi tutti coloro che possiedono un telefono cellulare.

Quando pensiamo qualsiasi progetto che preveda l’engagement dei consumatori, ci vengono subito in mente come un mantra queste tre regole per il successo: dobbiamo “rendere conveniente, divertente, e rilevante” la nostra campagna perché sia efficace. I messaggi di testo in questa prospettiva hanno ancora sicuramente un posto di primo piano tra gli strumenti a disposizione di un brand.

Se siete interessati a conoscere meglio il servizio offerto da SmsHosting.it, vi segnaliamo la possibilità di usufruire di una promozione speciale: registratevi ora e otterrete 100 sms gratis con il primo ordine utilizzando il codice NINJA in fase di acquisto. Ecco il link: www.smshosting.it/ninja

Jeep Renegade allo Juventus Stadium: molto più di una partita!

Photocredits @jeepress-europe.com

Conoscete il nuovo spot di Renegade? La “piccola” di casa Jeep? Non preoccupatevi, se ve lo siete persi potete vederlo qui sotto.

Bene, adesso chiudete gli occhi e venite con noi. Vi portiamo a fare un giro.

Riconoscete dove siete? No? Ora potete aprire gli occhi: avete visto bene, siete proprio a Torino, all’interno dello Juventus Stadium! A bordo campo, la Jeep Renegade risplende di un meraviglioso colore arancione.

Adesso scendiamo le gradinate, prendete posto e mettete la maglietta sul seggiolino vicino al tuo. Non preoccupatevi,  avete ragione: oggi lo stadio si tinge di nuovi colori. Ci sono oltre 30.000 magliette arancioni come la vostra!

Mentre la state indossando, tutto lo stadio all’unisono si sta tingendo di arancione. Le migliaia di magliette dello stesso colore generano un tourbillon monocromatico che richiama chiaramente quello della “piccolina” di casa Jeep. In questo momento non ci sono tifoserie in competizione, ma tutti insieme celebriamo la nuova arrivata!

Bene, ma cosa ha a che fare tutto questo con lo spot mostrato a inizio articolo? Ora giratevi: le vedete quelle persone sulle scalinate? Venite con noi e andiamo a incontrare… le riconoscete? Sono proprio i personaggi che visti nel video! Ci sono i ragazzi con la tavola da surf, le ragazze che fanno jogging e la ragazza con il cuore di peluche,  l’atleta che fa stretching e il ragazzo che fa aikido. Non potete non averlo capito, è un chiaro richiamo alle caratteristiche della Renegade, a suo agio in qualsiasi situazione; in grado persino di trasformare uno spot in realtà, proprio qui allo stadio!

Fino ad ora ci siamo scaldati, ma il bello deve ancora venire: lo stadio infatti sta cambiando ancora! Dalla curva sta arrivando una marea arancione, composta da ragazzi con palloncini che si posizionano al centro del campo. Ma il vostro sguardo è fisso sul tunnel degli spogliatoi: chi sta entrando con un mega palloncino con il logo Renegade? Qui l’emozione è grande: è proprio lui, Andrea Pirlo, il regista della Juventus!

Andrea è accompagnato dalla canzone dello spot realizzata in esclusiva dall’artista poliedrico Victor Chissano, attraversa il campo e dà inizio a un gioco corale con gli altri palloncini portati all’interno del rettangolo di gioco, con un finale in crescendo tutto colorato di arancione che termina con Andrea che lascia volare il suo palloncino fuori dallo stadio!

Photocredits: LaPresse - Daniele Badolato

La nostra Renegade con Andrea a bordo sta uscendo dal campo e lascia spazio al riscaldamento delle due squadre. Fra poco inizia la partita!

Quella che vi abbiamo appena raccontato è stata una sorpresa per tutti i tifosi che, a loro insaputa, sono stati coinvolti in un evento di guerrilla marketing decisamente interessante ed appassionante da vivere in prima persona. Jeep ha riportato sul campo dei campioni d’Italia lo spot di Renegade, il primo Small Suv di casa Jeep prodotto proprio in Italia, a Melfi: questa unione, che va oltre il rapporto di sponsorship tra i bianconeri e Jeep, rappresenta un messaggio molto forte riguardante l’italianità di questo progetto, base fondante e forza di quest’auto. Un’auto giovane, con un target anch’esso giovane e dinamico.

Per sottolineare il messaggio di Renegade, durante la giornata Juventus aveva svelato sui propri canali social un hashtag misterioso, #skyisthelimit, che aveva fatto da teaser per quello che sarebbe successo durante la serata. Un hashtag a nostro parere decisamente riuscito, perchè spiega in pieno la mission di Renegade con l’invito ad andare oltre i propri limiti, per cambiare le regole del gioco: per questo sono state portate situazioni ordinarie, quelle proposte dagli attori replicando lo spot, nel contesto in questo caso straordinario dello stadio. Simbolo di rottura degli schemi tradizionali è stato il palloncino liberato dal regista bianconero, che ha idealmente superato “le barriere” del rettangolo di gioco per volare libero nell’aria, alla ricerca di nuove sfide, con il cielo soltanto come limite. Esattamente come afferma il testo della canzone dello spot.

Il colore arancione dello stadio caratterizza Renegade Opening Edition, l’allestimento in tiratura limitata proposto in Omaha Orange o Alpine White che Jeep sta promuovendo al lancio con un prezzo vantaggioso rispetto al valore dei molti optional offerti sul modello.

Photocredits @jeeppress-europe.com

Il match è finito: possiamo tornare a casa. Siete vicini al parcheggio, ma che cos’è quella cosa arancione legata al tergicristallo? Ma… è proprio lui, il palloncino di Andrea Pirlo! E non è il solo: gli altri 2.000 palloncini che danzavano in mezzo al campo sono finiti legati alle auto vicine.

Una giornata indimenticabile, vero? Ci salutiamo, ma mentre andiamo e facciamo finta di niente già compare, riflesso nel retrovisore, un bel sorriso stampato sul volto.

Schermo d'acqua in 4D: la rivoluzione digitale delle sfilate di moda guidata da Ralph Lauren

Non solo telefoni, TV ed orologi si trasformano in dispositivi sempre più performanti, ma ogni ambito cerca di rivoluzionarsi sfruttando la tecnologia contemporanea, in modo da attirare l’attenzione dei media coinvolgendo al contempo le persone.

Quando parliamo di innovazione non ci riferiamo solo a settori come quello della telefonia o dei computer: il discorso ormai può essere esteso quasi senza limiti. E le Fashion Week internazionali delle ultime settimane hanno offerto ottimi esempi: uno è sicuramente lo show di Ralph Lauren, brand che a New York è riuscito a stupire gli spettatori non solo grazie ai vestiti, ma anche tramite il metodo di presentazione della stessa sfilata.

Via la tradizionale passerella che tutti ben conosciamo, e via anche le classiche modelle in carne ed ossa. Il famoso marchio ha trasformato un muro d’acqua in uno schermo in 4D per proiettare la sua nuova linea femminile. Sul lago di Cherry Hill, all’interno della suggestiva cornice di Central Park, sorgevano le top model che sembravano spuntare dall’acqua. Si trattava in realtà di ologrammi circondati da particolari ambientazioni che collocavano le indossatrici in varie zone del mondo. Moda e tecnologia si sono dunque fuse alla perfezione in questa sfilata che non poteva non conquistare New York.

[yframe url=’http://www.youtube.com/watch?v=ugBbTiBmZ2g’]

Una trovata che non solo è riuscita a stupire gli spettatori, ma è stata anche in grado di mettere in moto un nuovo meccanismo che spingerà i competitor di Ralph Lauren (e non solo) ad utilizzare metodi sempre più innovativi nel campo della moda.

Lodgify, la piattaforma per gestori di B&B e case vacanze


Una startup dal respiro veramente europeo. Due fratelli italiani nel Regno Unito per motivi di studio, concepiscono un progetto nell’ambito turistico partecipano al Seedcamo Londra e aprono la sede a Barcellona, città molto attiva nel settore dell’innovazione legata ai viaggi.

La startup è Lodgify, la piattaforma che consente ai gestori di Bed & Breakfast o proprietari di case vacanze di creare un sito web con tutti gli strumenti necessari per aumentare le prenotazioni e semplificarne la gestione giornaliera.

Per conoscere la loro storia, e con essa il mondo della startup legate al turismo, abbiamo intervistato uno dei founder, Gabriele De Gregorio.

Avete trovato difficoltà a penetrare il mercato dei B&B e delle case vacanze?

Essendo un mercato molto frammentato -moltissimi piccoli proprietari- rispetto a quello che può essere il mercato alberghiero, non risulta conveniente andare a cercare il cliente, ma sarà lui stesso a trovarci nel momento in cui capisce di avere bisogno di un aiuto (sia per la creazione di un sito web, che per semplificare la gestione quotidiana delle prenotazioni). Quindi prettamente un sistema di vendite incentrato su Marketing e SEO/SEM.

Anche per questo abbiamo tradotto il sito in italiano, spagnolo e tedesco. Qui in Europa inoltre la concorrenza è minore che negli US.

Quali risultati avete ottenuto al momento?

Abbiamo già oltre 1.000 proprietà attive con più di 300 clienti con abbonamenti mensili, annuali e biennali.
Circa un 50% degli utenti sono del mercato americano e canadese, ma comunque in generale abbiamo già utenti dalla maggior parte dei paesi più importanti.

Avete trovato differenze tra US e Canada e l’Italia?

Personalmente non ho trovato grandi differenze tra i vari mercati. Magari negli Stati Uniti stanno iniziando ad emergere un maggior numero di property managers, mentre in Italia è ancora tutto un po’ più frammentato.

Perché avete scelto Barcellona come sede della startup?

Il nostro primo passo è stato quello di aprire la nostra sede a Barcellona e di assumere due bravissimi programmatori. Abbiamo deciso di andare a Barcellona, ​​in quanto fornisce un ambiente ideale per le start-up, è una città molto viva ed attiva, ed è piena di giovani di talento. Barcellona si è trasformata ultimamente in un grande centro per startup, in particolare per quelle incentrate sul settore turistico.

Ed ovviamente anche per motivi economici: è molto più conveniente rispetto a Londra o Parigi. Inoltre, e non è poco, il clima ed il mare sono fattori da non dimenticare…

Com’è il panorama delle startup in Spagna?

La Spagna si è dimostrata molto attiva e vivace per quanto riguarda il panorama startup, esistono varie associazioni che danno aiuti, ti consigliano e guidano, soprattutto quando sei alle prese con i primi passi, che sono sicuramente i più difficili quando non si ha esperienza.

Inoltre spesso vengono organizzati eventi e concorsi per incubatore d’impresa.


Cosa vi ha dato la partecipazione a Seedcamp?

Seedcamp ci ha fatto fare quel salto di qualità e quell’esperienza che serve per pensare in grande.

Sono stati giorni molto intensi, dove abbiamo potuto fare rete con altre startup e grandi investitori, condiviso le migliori pratiche per startup, trasferito conoscenze, continue riunioni con tutor e mentori per capire la strategia migliore con la quale procedere, ed una grande preparazione sui vari temi per riuscire ad ottenere un investimento importante (che stiamo quasi per chiudere).

Jack Daniel's trasforma i discorsi da bar in brand storytelling

Esiste una taverna nel centro della mia città, nascosta nel dedalo dei vicoli più antichi, dove persone di tutte le età si incontrano da centinaia d’anni. Il pretesto è quello di bersi un bicchiere di vino, ma le vere motivazioni sono altre. Qui puoi infatti incontrare avventori di ogni tipo, appoggiati ai lunghi tavoloni di legno, che condividono entusiasti  le proprie storie. Giovani viaggiatori, anziani dal passato avventuroso, viandanti tuttologi di argomenti sconosciuti ai più.

E’ il trionfo dello storytelling come insegnato ai master di marketing: un buon concept, contenuti esclusivi, ritmo incalzante, rapporto diretto con l’audience e tanta tanta creatività (si sa che al bar le storie vengono sempre un po’ esagerate).

Jack Daniel’s, brand americano leader nella vendita di whiskey, ha capito il potenziale di questa narrativa da bar, e ne ha fatto un’operazione di storytelling multicanale che ci proietta tutti per qualche minuto in una bettola dell’Alabama ad ascoltare le storie del vecchio del paese.

L’operazione Tales of Mischief, Revelry and Whiskey parte proprio da qui, dai racconti sentiti nei bar bevendo al bancone. Girando per locali, pub, osterie e roadhouse in giro per gli Stati Uniti, Jack Daniel’s ha raccolto, selezionato e pubblicato alcune delle storie più incredibili. Ascoltatene qualcuna, navigando il sito favoloso creato apposta per l’operazione, farcito di musiche, suoni e chicchiericcio tra i tavoli di sottofondo.

Jack Daniel’s si pone così come portavoce della gente comune, creando uno storytelling multicanale che offre ampie garanzie di intrattenimento originale.

Non vi rovino la sorpresa anticipandovi i contenuti delle storie, ma vi assicuro che molte di queste potrebbero tranquillamente essere l’idea iniziale per una sceneggiatura vincente.

Di seguito alcuni video che raccolgono le testimonianze (ne sono stati girati 7 in totale). L’operazione ideale per i copywriter ed editor, che si sono limitati a trascrivere e registrare le testimonianze della gente comune.

E voi avete delle belle storie da bar da condividere con il loro stesso entusiasmo? Fatecele sapere, abbiamo sempre sete di avventure avvincenti.

Come gestire le relazioni online con gli influencer della rete? La parola a Giovanna Montera. #ninjamaster

Gestire le relazioni con gli influencer: Giovanna Montera

Continuiamo a conoscere i docenti della seconda edizione del Ninja Master Online in Digital Marketing, il #digitaldreamteam del marketing digitale italiano. Oggi è il turno di Giovanna Montera, docente del modulo in Digital PR del #ninjamaster.

Ciao Giovanna, puoi spiegare ai nostri lettori chi sono gli Influencer e come intercettarli?

Le voci del web ritenute più autorevoli dal pubblico stesso. Sono questo gli influencer: utenti esperti e seguiti dagli altri, un’opportunità per la riuscita di una campagna di digital PR. L’aspetto più interessante di un influencer è la capacità di costruire attorno a se una community di utenti che lo segue e interagisce costantemente con lui. Quello che mi affascina di queste persone è la curiosità, l’interesse e la ricerca delle novità e l’alta propensione alla sperimentazione di nuovi prodotti, servizi, brand.
La selezione degli influencer è sicuramente una parte fondamentale nel processo delle digital PR, pertanto gli strumenti utilizzati per identificarli devono essere scientificamente validi. Selezionare i giusti interlocutori per una campagna di digital PR è il primo passo verso il suo successo.
Ci sono oggi strumenti molto accurati per l’identificazione degli influencer, su tutti la network analysis che consente di ricostruire il network dei canali e, quindi, delle persone più influenti nel discorso attorno ad un qualsiasi oggetto di ricerca (che può essere anche un prodotto, un servizio, un brand). Ovviamente faccio il tifo per questo strumento e per la netnografia ma è anche vero che sono di parte. 😉

 

Alcuni esempi con cui è possibile coinvolgere gli influencer?

È necessario avere un contenuto o un’esperienza valida da proporre per catturare la loro attenzione prima e invogliarli ad attivarsi poi. Chiedetevi sempre se voi, nei loro panni, fareste quello che gli state proponendo di fare e perché.
In generale, un’esperienza entusiasmante da vivere o dei benefit interessanti possono stimolare gli influencer a partecipare ad una campagna.
Anche la personalizzazione di un regalo è un modo per suscitare simpatia ed entusiasmo per un marchio/un progetto da parte degli influencer, riesce a creare un clima di intimità tra la persona e il brand che ha pensato a lui.

Al di là di tutto, ritengo che la capacità di coltivare relazioni sincere e la gentilezza e l’onestà nel presentare se stessi e il progetto che si sta seguendo, siano degli ingredienti fondamentali per questo tipo di attività.

Quali sono le tue app e i tuoi strumenti web preferiti?

Inutile dire che utilizzo molto le app mobile e le uso per qualsiasi cosa.
Le mie preferite in generale sono quelle per programmare viaggi: una web app molto interessante è Wanderio che consente di confrontare mezzi e prezzi per qualsiasi destinazione, scegliere la soluzione più interessante e prenotare tutto assieme. Amo molto anche le app per ricercare prodotti di seconda mano (sono appassionata di mobili antichi) come Subito.it e per fare shopping on line (Privalia, Amazon BuyVip, Made.com per gli oggetti di design).

La tua soddisfazione lavorativa più grande?

Tante piccole cose mi rendono felice e mi soddisfano nel lavoro. Ogni giorno.
La possibilità di lavorare in un mondo in continua evoluzione, fare innovazione
e condividere questo viaggio con belle persone che un po’ mi somigliano.
Entrare in contatto e vivere esperienze positive con gente sempre nuova e stimolante (studenti, clienti, ecc.) e, oggi, avere la possibilità di insegnare un metodo che, in qualche modo, si è contribuito a costruire.
Quando poi alla fine di un corso, ti salutano così, cosa vuoi di più dalla vita? 😀

Grazie Giovanna! Ci vediamo online al Master Online in Digital Marketing! #ninjamaster 😉

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L'iphone 6 si piega o no? Nel dubbio scatta il bendgate

Immagine di Omar Mohsen ‏@OmarMohsen04

Il real time marketing è sempre più importante per i brand, soprattutto sui social network. I social media manager sanno che bisogna sapere sfruttare in maniera ottimale ogni occasione.

Oreo insegna, si sa, e ultimamente i brand hanno capito come farlo in maniera divertente e coinvolgente, vi ricordate i meme del famoso morso di Suarez durante Italia-Uruguay ai mondiali del Brasile?

Se poi l’occasione è il fail – o presunto tale – di un concorrente e, soprattutto, di uno dei brand più famosi del mondo, la lotta allo sfottò e all’engagement è assicurata.

Dicono che l’ iphone 6 si pieghi. L’articolo pubblicato su Mashable ha scatenato l’inferno in rete. In attesa che l’ipotesi sia verificata o meno, i brand hanno dato sfogo alla creatività dando vita al #bendgate.

Ecco alcuni esempi relativi al bendgate che coinvolgono, ovviamente, alcuni competitor. Siamo sicuri che la lista si allungherà 😉