Ivan Pols: dalla passione per il disegno a Ogilvy & Mather [INTERVISTA]

Ivan Pols, il creativo dietro le campagne di Dove, Audi e Philips, sarà uno dei giurati del PIAF di quest’anno. Abbiamo colto l’occasione per parlare con lui della sua passione, il disegno, e della sua esperienza nel settore della pubblicità.

Com’è lavorare per una delle più famose agenzie pubblicitarie al mondo con un’eredità così importante?

Come negli altri posti, credo. I lavori passati dell’agenzia sono un buon promemoria che possiamo fare grandi cose, ma è un po’ difficile farle di nuovo (e ci sono delle elevate aspettative da rispettare).

Così mi concentro su come aiutare i team a creare idee nuove e interessanti, venderle e proteggerle. E vendere e proteggere le idee è un lavoro a tempo pieno, così finisco per mangiare il pranzo alla mia scrivania e stare in ufficio fino a tardi. Proprio come tutti gli altri nella pubblicità.

Tra i premi che hai ricevuto, per quale sei più fiero?

Mi ricordo saltare su e giù sul letto quando ho scoperto che avevamo vinto il nostro primo Cannes Cyber ​​Gold nel 2004. È stato il primo Cyber ​​Gold del Sud Africa e era davvero importante per la piccola agenzia per cui lavoravo, sono orgoglioso di quello per un paio di motivi.

People Opposing Women Abuse from Ivan Pols on Vimeo.

Trasformare una grande idea/ideale in una campagna integrata internazionale. Come avviene questo processo?

È dura. Davvero difficile. È molto soddisfacente quando funziona, ma è un processo molto lungo. Le campagne possono richiedere anche 18 mesi di sviluppo creativo, ricerca e ri-sviluppo. E i progetti possono essere cancellati in qualsiasi momento o i prodotti possono cambiare. Facciamo infinite sessioni di presentazioni, motivazioni e modifiche, mentre le stagioni cambiano intorno a noi. Ma se resisti, crei una fantastica campagna integrata amata da milioni di persone. Questo è il Sacro Graal per me.

Qual è il soggetto che preferisci disegnare e perché?

Amo disegnare le donne. Sono un soggetto infinitamente affascinante, emotivamente evocativo ed è sempre un piacere catturarle e interpretarle in disegno. Se il soggetto è abbastanza buono per Matisse …

Che lavoro faresti se non fossi un mad man?

Probabilmente sarei un fumettista e un concept artist. Quello era il mio percorso di carriera originale prima essere sviato dalla pubblicità.

Cosa ti aspetti dalla tua esperienza come giurato al PIAF?

Spero di imparare un po’ di più come funzionano le grandi idee, e portare quella intuizione ai miei colleghi a Londra. Spero anche di incontrare alcune persone interessanti che amano il loro settore, perché è molto motivante essere parte di una comunità creativa ed orgogliosa di esserlo.

Elvis vivo? Sì, e beve birra con Cobain, Lennon e Marylin [VIDEO]

Elvis vivo? Sì, e beve birra con Cobain, Lennon e Marylin

C’è chi lo sostiene da anni: quella di Elvis vivo è una delle teorie che da anni movimentano le più fervide conversazioni degli appassionati di musica e non solo, e lo stesso vale anche per diversi altri artisti che il mondo ha prematuramente perso. Ora Bavaria, brand di birra olandese, ha dato corpo alle fantasie di migliaia di fan e chimerici pensatori costruendo uno spot in cui il re del rock vive felice su una solitaria isola tropicale assieme a Kurt Cobain, John Lennon, Marilyn Monroe, Tupac e Bruce Lee.

Tra drink colorati e sonate in spiaggia il gruppo sembra passarsela davvero alla grande, fino a quando non scorge in lontananza un’imbarcazione che si avvicina e che costringe all’immediato camuffamento del paradiso delle star.

Tutti si nascondono e Marilyn, ovviamente (ovvero in maniera del tutto scontata), ripropone la celebre scena della gonna che si alza de “Quando la moglie è in vacanza“.

Elvis vivo? Sì, e beve birra con Cobain, Lennon e Marylin

Elvis vivo? Sì, e beve birra con Cobain, Lennon e Marylin

Elvis vivo? Sì, e beve birra con Cobain, Lennon e Marylin

Elvis vivo? Sì, e beve birra con Cobain, Lennon e Marylin

Cosa ne pensate? Un po’ troppo, per una radler? 🙂

Ninja social oroscopo dal 27 marzo al 3 aprile

 

Se questa settimana un segno d’aria deciderà di conquistarvi sappiate che non avrete scampo: Gemelli, Bilancia e Acquario saranno i latin lover dello zodiaco. E non accettano rifiuti, sia chiaro!
Non avranno alcuna speranza però con lo Scorpione che sarà impegnato nel cercare di diventare ricco (meglio se entro mercoledi prossimo!) nè con Toro e Leone che d’amore non vorranno proprio sentir parlare.
L’Ariete invece ha voglia di spogliarsi per festeggiare la primavera, il Sagittario potrebbe farsi coinvolgere da una cenetta romantica o da un tramonto sui colli, la Vergine stranamente sbadata potrebbe cadere nella trappola ed il Pesci… beh per lui è impossibile resistere al richiamo dell’amore!
Con i Cancro, infine, forse saranno gli stessi segni d’aria a desistere e darsela a gambe, inondati da uno tsunami di parole e pensieri.
Ma il Capricorno??? Ce lo siamo dimenticato??? No… è solo che questa settimana è meglio stargli alla larga 🙂
Good Luck!

Con “Chi ha visitato il tuo profilo” di Linkedin è più facile trovare lavoro

Con “Chi ha visitato il tuo profilo” di Linkedin è più facile trovare lavoro

Chiunque sia alla ricerca di un lavoro sa quanto sia importante tenere d’occhio il proprio profilo Linkedin, ma non tutti sanno come usarlo al meglio per attirare offerte interessanti: il recente aggiornamento della piattaforma ha fornito degli strumenti molto utili per aumentare le opportunità di essere trovati e contattati.

Chi ha visitato il tuo profilo”: cos’è e come funziona

Avete presente quando siete in metropolitana o in autobus e pizzicate qualcuno mentre vi fissa? Bene, “Chi ha visitato il tuo profilo” è l’equivalente su Linkedin della suddetta situazione: permette all’utente di controllare chi ha “sbirciato” il proprio profilo negli ultimi 15 giorni.

Gli utilizzi a cui si presta sono diversi: c’è chi lo usa semplicemente per tenere traccia dell’interesse riscosso e chi invece lo vede come uno strumento attivo per la creazione di opportunità.

Con “Chi ha visitato il tuo profilo” di Linkedin è più facile trovare lavoro

Udi Milo, Product Manager che si è occupato del remake della funzionalità, ha dichiarato: “Ci siamo accorti che guardare il profilo di un utente è un po’ come bussare alla porta di qualcuno: tu mi hai visualizzato, io ti ho visualizzato, abbiamo qualcosa in comune di cui parlare”.

La versione precedente di “Chi ha visitato il tuo profilo” informava semplicemente l’utente sulle ultime cinque persone che l’avevano visualizzato, con un grafico che illustrava l’andamento delle visite nelle ultime settimane, e la percentuale di quanto fosse apparso nelle ricerche negli ultimi sette giorni.

Le informazioni si arricchiscono

Quando Linkedin ha deciso di aggiornare la funzione, Udi Milo ha deciso di partire da una domanda: come possiamo aiutare i 277 milioni di utenti del social network professionale a realizzare attivamente delle connessioni utili?

Con “Chi ha visitato il tuo profilo” di Linkedin è più facile trovare lavoro

L’aggiornamento (per ora disponibile solo per la modalità in lingua inglese) ha comportato un arricchimento delle informazioni disponibili. Adesso è possibile sapere in che settore operano i “visitatori”, dove vivono, e come sono arrivati al tuo profilo.

Come utilizzare queste informazioni? Milo ha dichiarato: “Il perchè questi utenti hanno deciso di cercarti non riusciremo mai a saperlo nè a comunicarlo, ma quello che posso fare è fornire agli utenti un’approssimazione del perchè. Quello che ho voluto dare all’utente sono tanti puntini che lui deve saper connettere da sé”.

Per esempio se qualcuno di un’azienda presente su Linkedin ha visitato il mio profilo, posso andare a visitare la pagina dell’azienda e vedere se ci sono delle offerte che combaciano con il mio profilo professionale. In caso positivo posso contattare direttamente il mio “visitatore” e chiedere conferma. Questo è connettere i puntini e crearsi attivamente un’opportunità e un contatto utile.

Aumentare la propria visibilità su Linkedin

Come fare quindi per aumentare la possibilità di essere trovati e “visitati” da potenziali contatti preziosi?

Con “Chi ha visitato il tuo profilo” di Linkedin è più facile trovare lavoro

Udi Milo ha cercato di rispondere anche a questa domanda, utilizzando i dati sugli utenti per raccomandare loro delle azioni finalizzate ad incrementare l’interesse esterno nei loro confronti.

Nell’ultimo elemento della sezione “Chi ha visitato il mio profilo”, viene anche chiaramente mostrato all’utente il valore dell’azione consigliata: più 15% di visibilità in più se aggiungi una competenza al tuo profilo; partecipa a un gruppo, un altro 10% in più; aggiungi un riepilogo e guadagni un altro 15%.
Queste azioni creano interesse, e questo interesse si trasforma poi in opportunità.

E voi, che tipo di utenti Linkedin siete? Quanti contatti utili siete riusciti a generare dalle informazioni che il social network vi ha messo a disposizione?

Candy Crush debutta a Wall Street: cosa è andato storto?

Il debutto di King Digital Entertainment, azienda sviluppatrice di quel Candy Crush che fa impazzire ben 97 milioni di persone, possiamo archiviarla come la cronaca di un (quasi) disastro annunciato. Nonostante l’evento/avvento si attendesse come uno dei più interessanti del panorama tech degli ultimi mesi – forse al pari delle fanfare che accompagnarono Zuckeberg nell’ingresso a Wall Street– qualche dubbio c’era già, eccome.

Vediamo insieme di capire come è stato questo debutto e quali sono i motivi principali di quello che non è esattamente un disastro ma non è neanche un risultato che fa ben sperare.

King a Wall Street: ricordate Zynga?

L’attesa di King a Wall Street era legata, ovviamente, all’Ipo: ci si attendava un inizio schioppettante con un’offerta iniziale che poteva raggiungere i 24 dollari ad azione; poi Wall Street Journal ha raffreddato gli animi con la notizia che l’offerta sarebbe stata di 22,50 dollari, che avrebbe portato la King ad avere una capitalizzazione intorno ai 6-7 miliardi di dollari.

La giornata invece, per la cronaca, si è conclusa con mezzo miliardo di dollari nell’Ipo, con le offerte iniziali che sono partite a rilento e sono scese nel corso della mattinata anche del 15%, fino alla soglia di 20,16 dollari (9:53 a.m. ora locale a New York). Quale è il motivo della sfiducia? Il ricordo dell’ingresso a Wall Street nel 2011 di un altro colosso dell’entertainment su Facebook: parliamo di Zynga, la società creatrice di Farmville, altro gioco altamente “addictive”.

Non tanto il debutto fu preoccupante, quanto quello che accadde poco dopo:Zynga entrò in borsa con una capitalizzazione stimata a 7 miliardi di dollari che oggi raggiunge i 4,2 miliardi ma nel crso degli anni ha avuto picchi di discesa fino all’80%. È al momento uno dei titoli più a rischio secondo RapidRatings. Il crollo di Zynga coincide con quello del suo gioco più famoso, appunto Farmville, che all’epoca costituiva il 90% delle entrate della società.

E se passasse la moda di Candy Crush?

Ed ecco il punto:  King Digital è, al pari di Zynga, un“one-trick pony”, che in gergo indica una persona che sa fare bene solo una cosa. Infatti ben il 78 % delle vendite annuali di King è legato a Candy Crush, in particolare all’app mobile che, ricordiamo, esiste in versione freemium.

Sono dunque gli acquisti in app a generare rendita. Questo meccanismo ha fatto sì che  i ricavi di King Digital sono aumentati, rispetto al 2012, da $164 milioni a $1,8 miliardi. L’utile è balzato da $8 milioni a $568 milioni. E come la mettiamo allora col fatto che l’azienda è anche sviluppatrice di ben altri 180 giochi?

La storia della società King Digital Entertainment

Consideriamo anche la particolare storia della società: King Digital Entertainment è guidata dal Ceo co-fondatatore Riccardo Zacconi (eggià, un italiano, romano per la precisione, che si trasferì in Nord Europa) ed ha base a Dublino. Ha una storia lunga, dal momento che è nata in Svezia nel 2003. Il 48.2% di King Digital appartiene ad Apax Partners, un private equity di Londra, mentre Index Ventures possiede l’8.3%.

Una storia lunga ma il successo, quello vero, coincide con la nascita di Candy Crush e soprattutto della sua versione mobile: la società ha realizzato utili negli ultimi anni, ma ha avuto un inizio difficile.

King, precedentemente noto come King.com, è stata salvata dalla bancarotta nella vigilia di Natale del 2003, ha iniziato a crear profitto nel 2005 e da lì in poi ha realizzato il suo successo fino con  Candy  Crush su Facebook nell’aprile 2012. Nel novembre dello stesso anno il gioco è stato rilasciato su dispositivi Apple e sui dispositivi Android un mese dopo.

L’azienda ha dichiarato che 1.000 miliardi di caramelle sono state schiacciate fino ad oggi e gli utenti hanno trascorso l’equivalente di 103 mila anni di tempo sul gioco! Tutto bellissimo e sensazionale, ma se il gioco passasse di moda?

Aspetti che fanno ben sperare

Tuttavia, a differenza di molte altre aziende tech che sono andati di recente a Wall Street, King Digital è al momento redditizia, non ha debiti e ha generato un flusso di cassa positivo negli ultimi nove anni, cioè ben prima dell’arrivo di Candy Crush.

Insomma, rientra in quelle aziende del gaming che si possono dire “solide”: certo, non si tratta della Blizzard, ma c’è ancora da vedere come si evolverà il mercato delle mobile gaming app e se King si dimostrerà degna del suo nome.

La prima opera d'arte interattiva con i Google Glass: "Portrait of America"

L’artista newyorkese David Datuna ha lavorato con il team di sviluppo software Brick Simple per realizzare la prima opera d’arte interattiva con la tecnologia dei Google Glass.

Si chiama “Portrait of America” ed è una parte del progetto “Viewpoint of Billions”.
Si tratta di una scultura che raffigura la bandiera americana, costruita con circa 2000 lenti da vista e 400 piccoli ritratti di persone famose, contemporanee e del passato, che hanno contribuito a rendere grande l’America. Tra i ritratti si contano quelli di George Washington, John F. Kennedy, Martin Luther King, Lady Gaga, Steve Jobs, Michael Jackson, ecc.

David Datuna

Indossando un paio di Google Glass, lo spettatore con un semplice comando vocale può far partire alcune brevi clip video informative.

L’opera è interattiva perchè “pone” anche domande allo spettatore attraverso una voce registrata. Alcune videocamere incorporate nell’opera registrano le risposte dei visitatori e scattano loro una foto.
Al termine dell’esposizione, tutto il materiale raccolto verrà unito in un grande collage digitale e condiviso con il mondo attraverso i social media.

“È un’esperienza social che utilizza la tecnologia indossabile. Uno degli aspetti più importanti è stato non lasciare che la tecnologia contaminasse l’essenza dell’arte. La tecnologia deve essere uno strumento di coinvolgimento. […] È la visione di un artista la cui storia ricorda quella della corsa al sogno americano. Quelli di “Portrait of America” sono cronistorie che raccontano il viaggio di una nazione grande e così differenziata attraverso un nuovo linguaggio visivo.”


Volete vederla amici ninja artisti?
Attualmente l’opera è esposta a Washinton DC, allo Smithsonian’s National Portrait Gallery.

dopamina e social media

Dopamina e social media: la nuova frontiera del content marketing

dopamina e social media

Perché condividiamo qualcosa sui social network? Perché decidiamo di scattare quel selfie proprio in quel preciso momento? O ancora, perché decidiamo di seguire un brand?

L’istinto ci porterebbe a rispondere rispettivamente:

  1. Perché ci sembra interessante/divertente/importante;
  2. Perché è una situazione che vogliamo immortalare;
  3. Perché percepiamo qualità/contenuti interessanti.

Tutte risposte vere e che rappresentano le condizioni di base affinché si verifichi l'”azione”. Ma le motivazioni che ci spingono ad interagire in un certo modo sui social network (così come nei processi d’acquisto o nelle scelte più importanti della nostra vita) sono molto più profonde ed inconsce.

La natura emozionale delle decisioni

Le neuroscienze e la psicologia cognitiva, infatti, hanno scoperto che un grandissimo numero di azioni umane sono puramente istintive ed emozionali, influenzate dall’ambiente in cui viviamo ogni giorno e che ci invia continui stimoli: biologici, sociali, ambientali e tecnologici.

Tutti questi stimoli hanno contribuito a trasformare drasticamente i nostri schemi legati ai processi decisionali, anche rispetto ai contenuti che preferiamo sui social media.

Le percezioni, le emozioni e persino la nostra creatività (intesa come la ricerca di un indizio per dare un senso alla fruizione di un contenuto) possono diventare alleati dei social media manager, che potranno così studiare e proporre i contenuti più giusti per il pubblico di riferimento.

Dopamina e social media

Quando decidiamo di condividere una foto su Instagram o di aggiornare il nostro status su Facebook lo facciamo per un motivo molto specifico: cristallizzare un attimo (un pensiero, un’emozione, un’immagine) e conservarne gli effetti positivi che ci ha regalato.

dopamina

Una ricerca della Rutgers University ha stabilito che circa l’80% dei post sui social media sono frutto di esperienze che le persone stanno vivendo nel momento stesso della pubblicazione.

Ed un’altra ricerca, questa volta di Harvard, indica come, quando parliamo delle nostre esperienze e delle nostre emozioni, il cervello “si ricompensa” rilasciando una quantità di dopamina paragonabile a quella che si ottiene dal sesso, dal buon cibo o dall’esercizio fisico.

Insomma: condividere un’emozione positiva fa accrescere il nostro senso di piacere. E’ per questo che ci piace immortalare un momento di felicità attraverso una foto, uno status o un tweet.

Dalla dopamina all’engagement

Come detto, la combinazione delle percezioni di un momento, dell’emozione e della creatività, produce un arricchimento della nostra esperienza e la rende più coinvolgente e memorabile. E’ proprio quando questo coinvolgimento raggiunge elevati livelli d’intensità che parliamo di engagement.

Se a questo concetto uniamo la ricompensa derivante dalla dopamina prodotta dalla condivisione di un contenuto che amiamo, comprendiamo quanto sia importante, per i brand che decidono di puntare sui social media, realizzare una strategia di content marketing sempre più orientata verso le emozioni del proprio audience.

I contenuti che decidiamo di condividere, infatti, non sono solo “utili” (informativi, divertenti, importanti) ma ci proiettano in un mondo simbolico (il mondo della marca) in cui la funzione primaria (informare, divertire, avvertire) si fonde con la capacità del brand di creare omogeneità tra il messaggio e i sentimenti del consumatore.

In pratica, l’obiettivo è fare in modo che chi guarda al nostro contenuto si identifichi con esso e con l’immagine del brand, garantendo inoltre quella “ricompensa” derivante dalla condivisione di un’esperienza immediata e piacevole.

L’impatto sulle dinamiche di social media marketing

Il passaggio da una società “razionale” a quella attuale, in cui prevale l’esperienza emozionale, è maturato in modo graduale per poi avere un’accelerazione decisiva dopo gli anni 2000 con l’avvento di internet.

I social network hanno estremizzato questo passaggio in quanto hanno reso teoricamente infinita la frequenza delle interazioni, cambiando completamente i parametri in cui si sviluppa la relazione brand-cliente.

In questo contesto la parola “emozione” è sempre più popolare, ed è utilizzata come sinonimo di esperienza piacevole ed indimenticabile. La troviamo abbinata ad un nuovo modello di automobile, oppure ad un profumo per i momenti romantici o a un viaggio in luoghi meravigliosi.

Se, quindi, i brand riusciranno a cogliere le opportunità offerte da questa nuova frontiera del content marketing riusciranno ad avere un impatto molto più potente sul pubblico, sia in termini di esperienza immediata sia in termini di ricordo.

engagement

Riscoprire la vera natura dei social network

In pratica, occorre dedicare molta più cura ed attenzione a ciò che i consumatori non dicono (perché non consapevoli) ma che certamente pensano. E tutto dovrà essere in linea con le aspirazioni e le aspettative del pubblico: i prodotti, l’impegno sociale, i valori aziendali e, ovviamente, i contenuti proposti.

Dare la possibilità al nostro audience di essere soddisfatto, appagato e – perché no – fiero del nostro brand e dei valori che esprime avrà un impatto molto più elevato di qualsiasi prodotto potrà mai essere venduto, e ci garantirà il sostegno e la fedeltà della clientela. Saranno i clienti stessi la nostra vera arma promozionale.

Citando Veronica Gentili:

I social network non sono nati per vendere. Coinvolgere le persone interessate a ciò che hai da raccontare è l’unico modo possibile per abitare le reti sociali con successo.”

Magico Sconto: il sito con i migliori coupon per gli store online

Magico Sconto: il sito con i migliori coupon per gli store online

Magico Sconto: il sito con i migliori coupon per gli store online

Sempre più italiani si affidano agli acquisti online: un dato di fatto, consolidato dagli investimenti pubblicitari che testimoniano questa crescita.
La tendenza all’acquisto online è di fatto aumentata. Dati alla mano, il fatturato stimato per il 2013, pari a 11,2 miliardi di euro, è in salita del 17% per cento rispetto all’anno precedente.

Secondo i dati raccolti da una ricerca Zanox, in Italia la crescita dei coupon online è del 265%. Alcuni dati ufficiali di mercato dicono che l’anno scorso ha visto l’affermarsi della vendita online di beni (+29%), cresciuta in misura molto maggiore rispetto a quella di servizi (+14%). I settori che hanno fatto da traino a questo fenomeno sono stati abbigliamento (+11%) e consumer electronics (+10%) –  Fonte: Netcomm ottobre 2012.

Cos’è Magico Sconto?

Magico Sconto è il sito italiano di sconti che propone le migliori offerte sul web.
Cosa fa di preciso? Il sito offre una selezione di veri e propri “codici sconto”, da utilizzare durante la fase di acquisto sul proprio negozio online preferito, ma funziona anche come aggregatore di offerte, tra quelle scovate sul web, scelte in base ai trend del momento e alle richieste degli utenti.

Magico Sconto: il sito con i migliori coupon per gli store online

Un nome su tutti? Zalando, con cui Magico Sconto condivide non solo la passione per la moda, ma la propria base, dato che entrambe le aziende hanno sede a Berlino. Magico Sconto è infatti uno dei progetti di Global Leads Group GmbH, startup con sede a Berlino che crede nel “content” e che lavora per offrire servizi web di qualità, in diversi paesi del mondo.

Qualche numero su Magico Sconto?
Una media di 100 coupon mensili, collaborazioni con alcune tra le fashion blogger più influenti del panorama italiano e con i negozi online più cool del momento (tra cui il già citato Zalando, Asos, eBay e così via), visite in crescita esponenziale ed un numero di fan sui social media che supera i 3000 contatti, seppur la giovane età (un anno).

La Mission
Educare gli italiani al “couponing”, cioè all’utilizzo di sconti per i propri acquisti, ma soprattutto dare un contributo alla crescita dell’e-commerce e dello shopping online in Italia, come valida alternativa ai prezzi non sempre accessibili dell’offline.

Qualunque sia il tuo marchio preferito, il tuo stile o le tue passioni, MagicoSconto ti offre un assortimento di codici promozionali che varia da sconti sui prodotti, spedizione gratuita o omaggi all’acquisto. Perché spendere di più? Sii furbo e approfitta dell’opportunità di comprare online con MagicoSconto.
Scopri la semplicità su www.magicosconto.it

Facebook annuncia il prossimo colpo: l'acquisizione di Oculus VR

Facebook annuncia il prossimo colpo: l'acquisizione di Oculus VR [BREAKING]

Facebook annuncia il prossimo colpo: l'acquisizione di Oculus VR

Con uno status su Facebook, Mark Zuckerberg coglie tutti di sorpresa annunciando l’intenzione di acquisire Oculus VR, società leader per quanto riguarda la realtà virtuale.

Zuckerberg annuncia infatti:

I’m excited to announce that we’ve agreed to acquire Oculus VR, the leader in virtual reality technology.
Our mission is to make the world more open and connected. For the past few years, this has mostly meant building mobile apps that help you share with the people you care about. We have a lot more to do on mobile, but at this point we feel we’re in a position where we can start focusing on what platforms will come next to enable even more useful, entertaining and personal experiences.
This is where Oculus comes in. They build virtual reality technology, like the Oculus Rift headset. When you put it on, you enter a completely immersive computer-generated environment, like a game or a movie scene or a place far away. The incredible thing about the technology is that you feel like you’re actually present in another place with other people. People who try it say it’s different from anything they’ve ever experienced in their lives.
Oculus’s mission is to enable you to experience the impossible. Their technology opens up the possibility of completely new kinds of experiences.
Immersive gaming will be the first, and Oculus already has big plans here that won’t be changing and we hope to accelerate. The Rift is highly anticipated by the gaming community, and there’s a lot of interest from developers in building for this platform. We’re going to focus on helping Oculus build out their product and develop partnerships to support more games. Oculus will continue operating independently within Facebook to achieve this.
But this is just the start. After games, we’re going to make Oculus a platform for many other experiences. Imagine enjoying a court side seat at a game, studying in a classroom of students and teachers all over the world or consulting with a doctor face-to-face — just by putting on goggles in your home.
This is really a new communication platform. By feeling truly present, you can share unbounded spaces and experiences with the people in your life. Imagine sharing not just moments with your friends online, but entire experiences and adventures.
These are just some of the potential uses. By working with developers and partners across the industry, together we can build many more. One day, we believe this kind of immersive, augmented reality will become a part of daily life for billions of people.
Virtual reality was once the dream of science fiction. But the internet was also once a dream, and so were computers and smartphones. The future is coming and we have a chance to build it together. I can’t wait to start working with the whole team at Oculus to bring this future to the world, and to unlock new worlds for all of us.

Oculus VR è diventata famosa per aver prodotto Oculus Rift, un casco con uno schermo, dei sensori e un giroscopio per calcolare il movimento della testa.
Il casco permette di spostare la visuale nel mondo virtuale con il movimento della testa, replicando esattamente quello che facciamo nella realtà.

Con questa mossa si aprono nuove strade: pensate ai social, all’istruzione, al gaming ed alle piattaforme che permetteranno un’esperienza d’uso davvero fantastica. I progetti sui quali stava lavorando il team di Oculus VR ora dovranno essere solo accelerati.

Vendere su Facebook, il segreto è nei giovani

Vendere prodotti su Facebook è ormai una sfida per molti aspiranti venditori tramite e-commerce. Eppure sembra che questo ostacolo si possa facilmente aggirare, semplicemente affidando questo settore di vendita a membri dello staff decisamente più giovani, in grado di sfruttare a pieno le loro conoscenze di nativi digitali nell’attività di vendita sui social.

Facebook & marketing

Un esempio emblematico è quello di Allison Young che, con la sorella, è proprietaria di un franchise Apricot Lane, tra Dallas e San Antonio, in Texas. Hanno più o meno venticinque anni e pensano che la chiave del successo su Facebook della loro attività sia da attribuire ad una “sensibilità da native digitali”, specie nel campo del fashion retail femminile. “Abbiamo iniziato a sfruttare il marketing su Facebook già prima di aprire la nostra attività al pubblico”, ha spiegato Allison. “E quando abbiamo aperto, abbiamo subito iniziato a integrare il negozio su Facebook, scattando foto e pubblicandole. La gente ha subito iniziato a chiamare e fare ordini telefonici. Il passo successivo è stata l’aggiunta di un carrello della spesa“.     Utilizzando un sistema di social commerce di Ecwid, le sorelle Young hanno aggiunto un pulsante “Shop” alle pagine Facebook, che contano quasi 36.000 fan, un numero piuttosto elevato per una piccola attività. Senza perdersi nell’analisi delle statistiche c’è un dato certo che emerge dall’esperienza delle due sorelle texane: l’uso del social commerce ha incrementato le loro vendite, passando da un 25 a un 33%. E l’interazione è importantissima. Per esempio, spiega Allison, “quando andiamo in viaggio a Los Angeles per comprare nuovi prodotti per il nostro negozio, postiamo le foto dei capi, chiedendo u feedback agli utenti di Facebook. Così possiamo davvero coinvolgerli nel processo di acquisto”, dando già un’idea in anteprima di ciò che poi troveranno in negozio.  

Capire i consumatori ed intavolare una discussione

Ma ci sono altri esempi per capire l’importanza di un team giovane e orientato ai social. Tim Gritzman ad esempio è proprietario di Natural Body Inc. e ha recentemente assunto un impiegato di 21 anni che lo aiuta a gestire la sua strategia Facebook. Gritzman nella sua sede di Long Island a New York, sfrutta le intuizioni e la prospettiva “giovane” della sua collaboratrice sui social media, per formulare post e annunci news feed. “Penso che i giovani capiscano che i consumatori vogliono essere parte di una conversazione. E questo è in ultima analisi, il modo per guadagnarsi la fiducia di qualcuno e costruire relazioni attraverso i social“, ha spiegato Gritzman. Ingresso del giovane addetto Facebook nel team sembra aver aiutato le vendite. Come Young di Apricot Lane, Gritzman ha implementato Facebook con un carrello per l’acquisto ed è entusiasta dei risultati ottenuti finora.   Si offre un modo alternativo ai clienti per effettuare i propri acquisti e si offre un servizio in più anche sui social. Anche quando on comprano direttamente su Facebook, infatti, il passaggio dalla pagina si traduce comunque in una vendita, e l’uso della pagina social diventa un passaggio verso il sito vero e proprio, dove poi il cliente acquista.

Il ventenne rende la vendita più intuitiva

Totally Sound Health, una piccola azienda di e-commerce australiana, attribuisce addirittura il 20% delle sue vendite a Facebook, e il raddoppio delle vendite nell’ultimo anno al sito social. Simone Carot – Collins possiede e gestisce il sito da sola, e pur avendo 35 anni concorda con Gritzman e Young che un ventenne rende la vendita su Facebook più intuitiva. Così, se la sua azienda continuerà a crescere, avrà sicuramente un’attenzione particolare verso i più giovani nella scelta dei suoi collaboratori.

Comprendere la natura social del marketing su Facebook significa interagire con la gente, piuttosto che applicare le strategie a senso unico del marketing tradizionale“. Perciò queste sono le qualità che un neolaureato dovrebbe includere e sottolineare nel proprio curriculum.