Lo storytelling è lo strumento giusto per creare brand value e battere la concorrenza

Federico Gambina 

Web Editor & Social Media Specialist

Narrare è una necessità che ci portiamo dietro sin dagli albori della civiltà. Non stiamo certo parlando di quei "c'era una volta" con i quali i nostri nonni usavano cominciare le favole, ma dell'atto stesso di comunicare. Le narrazioni però, hanno molte analogie con il business che, ora più che mai, ha necessità di trasmettere emozioni per colpire dritto al cuore dei suoi pubblici.

Eppure non molto tempo fa molti degli esperti in materia credevano al paradigma antico per cui: il marketing deve essere chiaro, razionale ed oggettivo, capace di persuadere, senza nessuno spazio per le emozioni. Errore madornale se consideriamo i trends in crescita di quelle azienda all'avanguardia che hanno capito il vantaggio della "prima mossa".

Sono molte le aziende che hanno fatto fortuna grazie allo storytelling. Una fra tutte è Barbie, la famosa bambola della Mattel. La storia d'amore tra Barbie e Ken, dal primo litigio alla riscoperta dell'amore, ha creato sui social network un'incredibile interesse dei fans che hanno seguito con passione le loro vicende amorose. Risultato: fedeltà dei consumatori e acquisizione di nuovi.

Come sostiene l'autrice Annette Simmons nel suo libro Whoever Tells the Best Story Wins: How to Use Your Own Stories to Communicate with Power and Impact, l'obiettivo delle aziende è quello di attivare l'immaginazione dei clienti (consumatori), così che possano ascoltare, vedere, sentire, odorare, toccare e assaporare la nostra storia come se fosse veramente successa loro.

In effetti lo storytelling non è esclusivamente il raccontare storie o aneddoti, ma la creazione di rappresentazioni (testuali, visive, sonore, percettive), che un brand o più semplicemente un prodotto/servizio possono realizzare per emozionare e relazionarsi meglio con un pubblico.

Uno storytelling può realmente aiutare ad impostare un business capace di distinguersi dalla concorrenza, donando personalità al brand, con l'obiettivo di creare engagement con i pubblici attraverso la loro risposta emotiva e la loro immedesimazione alla storia.

Secondo Peter Guber, autore di Tell to Win, esistono tre elementi fondamentali che possono aiutare un imprenditore a creare una storia memorabile sul brand che miri al target di riferimento:

Avere un protagonista

Una buona strategia di marketing incentrata sullo storytelling ha bisogno di un eroe, un protagonista, con il quale i pubblici possono immedesimarsi.

Creare un'antagonista

L'antagonista ha una parte fondamentale della storia. Se volessimo fare una similitudine, l'antagonista sarebbe il cliente che chiede di risolvere un problema e l'azienda deve essere pronta alla soluzione. Se ci pensiamo bene stiamo proprio parlando delle basi della narrazione, dove gli elementi principali sono fabula e intreccio al grado zero mentre protagonista e antagonista gli interpreti utilizzati.

Presentare un aha moment

Guber ci parla poi degli aha moment, termine che ha avuto popolarità grazie a Oprah Winfrey. Si tratta del momento esatto di comprensione in cui i pubblici mettono ordine alle cose, in questo caso nella narrazione.

LEGGI ANCHE: Qual'è la tua storia? 7 regola di storytelling per startup.

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