Come potrebbero brandizzarsi i cartoons? O, se i brand potessero scegliere un cartoon per rappresentarli quale sceglierebbero? E perchè? Come i brand vogliono essere visti è la pietra miliare della loro strategia marketing e di sviluppo, e il loro pubblico e l’esposizione mediatica che hanno mostra diversi strati della loro cultura e la natura stessa dei marchi.
Il designer rumeno Stefan Asafti ha realizzato una serie di loghi e collegati ad essi i cartoons che potrebbero rappresentare sia il loro prodotto o il settore in cui operano: le Superchicche diventano così testimonial dell’Atari e Dexter dei Ray-Ban, per poster dallo stile minimal e fumettoso.
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00focahsukehttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngfocahsuke2013-10-02 11:15:262013-10-02 11:15:26Quando i cartoon diventano brand ambassadors
Da che mondo è mondo lo scopo di tutti i pubblicitari è quello di fare in modo che i propri lavori vengano effettivamente visti e possibilmente apprezzati.
Un recente sondaggio di ComScore, una delle più grosse società di monitoraggio dei flussi della rete, parlando di pubblicità sul web ha affermato che solo la metà di queste viene guardata. Secondo una ricerca di Sticky riportata da Business Insider, compagnia che utilizza la tecnologia di monitoraggio dei movimenti oculari, il dato invece si aggirerebbe intorno al 14%. Dopo uno studio effettuato sulla pubblicità online l’azienda ha dichiarato che il posizionamento sbagliato all’interno della pagina è fra le cause maggiori di una così bassa visualizzazione.
Secondo il presidente di Sticky Jeff Brender, il fenomeno è dovuto al fatto che la nostra mente è programmata per ignorare specifiche parti della pagina e concentrarsi su altre.
Il risultato dello studio? Cinque preziosi consigli su come poter evitare che i propri annunci passino inosservati.
1. Le immagini vanno sempre a sinistra e il testo sempre a destra.
Il motivo per il quale le immagini debbano sempre essere posizionate nella parte sinistra della pubblicità mentre il testo a destra risiede nel modo in cui il cervello percepisce le informazioni visive e come le analizza.
Come è noto siamo tutti un po’ strabici, l’occhio destro guarda a sinistra e il sinistro a destra. Essendo l’emisfero sinistro dedicato alla comprensione analitica di informazioni, mentre il destro alla creatività e alla fantasia, posizionando correttamente dati e immagini all’interno della pubblicità si risparmia al cervello il lavoro extra che servirebbe a scambiare le informazione tra i due emisferi.
2. Disambigua
Ognuno di noi ha un archivio per le espressioni facciali, infatti quando vediamo un volto il nostro cervello immediatamente cerca di dare significato a quell’espressione basandosi su quelle già immagazzinate. Se l’espressione dipinta sul volto che stiamo osservando rappresenta gioia oppure tristezza il cervello si ritiene soddisfatto e sposta l’attenzione su qualcos’altro.
Per questo motivo inserire nella pubblicità un’espressione facciale ambigua in qualche modo spinge chi la guarda a soffermarsi più tempo e in ultimo a dedicarvi più attenzione. Basti pensare a quante ore sono state spese per cercare di svelare il mistero nascosto dietro l’espressione della Monnalisa.
3. Il troppo stroppia
Oggi più che mai le pubblicità su internet hanno acquisito aggressività e invasività tanto da suscitare in qualche informatico l’idea di creare per l’utente programmi che le blocchino . Le pubblicità che risultano intrusive non sono certamente ben accette dai visitatori i quali non le visualizzano e non ne immagazzinano il messaggio, per questo il presidente di Sticky suggerisce di trovare un buon equilibrio tra la quantità e la qualità della pubblicità. Infatti la pubblicità all’interno di un sito non dovrebbe oscurare o distrarre dal contenuto del sito stesso.
4. Smussato è meglio
A scoprire il segreto dell’attrattività degli spigoli smussati è stata per prima Apple con il suo Ipod. Fino al giorno prima infatti, i lettori mp3 esistenti erano squadrati, con linee spezzate e spigoli. Spigoli e angoli tendono a colpire l’occhio e a far interrompere la linea che il cervello sta seguendo, per questo i bordi arrotondati attraggono di più.
5. The sweet spot
Tempismo e durata sono fondamentali. Bander come ultimo consiglio suggerisce di prestare attenzione alla frequenza degli annunci e alla loro durata. Egli infatti ha affermato che esiste un tempo preciso grazie al quale lo spot viene meglio assimilato e che si trova dopo 1.5 secondi. Vale a dire che se una persona guarda la pubblicità per 1,5 secondi o più, ha maggiori possibilità di immagazzinare l’informazione che questa porta con sé. Scendere al di sotto di questo “sweet spot” temporale rappresenta per il cervello un lasso di tempo insufficiente ad analizzare i dati.
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00kiwihttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngkiwi2013-10-02 10:30:472013-10-02 10:30:47Pubblicitari e neurotrasmettitori: 5 consigli per rendere la pubblicità più visibile
L'azienda sulla bocca di tutti negli ultimi giorni ha "risposto al fuoco" di Marina Shifrin.
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Da un paio di giorni in Rete si parla tantissimo della storia di Marina Shifrin, la ragazza che lo scorso sabato ha pubblicato su YouTube il suo “video di licenziamento”, una danza liberatrice in cui la protagonista manda un messaggio ben chiaro ai suoi ormai ex-capi, definiti poco attenti alla qualità del lavoro e alle competenze dei dipendenti. Capi che non hanno scelto la via del silenzio, ma colto la palla al balzo per rispondere con un video vhe parodizza la stessa Marina.
In definitiva, l’obiettivo di Marina era dimostrare che ballare scatenata in ufficio, sola e di notte, con Kanye West in sottofondo, potesse essere una mossa dalla potenzialità virale nettamente maggiore di quanto non sia per i video prodotti dall’azienda per cui lei lavorava. E in effetti sembra sia stato proprio così: Marina è diventata l’eorina della Rete, perché con tanta ironia ha comunicato la sua negativa esperienza personale (e soprattutto il modo in cui ha deciso di uscirne), che è una situazione condivisa da molti.
Tutti parlano di Marina, tuti amano Marina. Difficile criticarne la scelta e la posizione. La sua ex-azienda ha scelto di farlo, e ha realizzato “An Interpretive Dance From Next Media Animation Set To Kanye West’s Gone“, il cui messaggio in sostanza è: “Marina si è licenziata? E noi assumiamo!“. Con tanto di annotazione finale contentente la mail per candidarsi.
Vediamo quelli che immaginiamo essere i colleghi della ragazza esibirsi in simpatiche coreografie davanti alla telecamera, nei vari ambienti degli uffici. In sovraimpressione leggiamo elogi ad un’azienda che sì, richiede impegno ed esige turni non leggeri, ma dà tutto quello che serve a chi ci lavora.
Ora a noi viene da pensare: la brand image della compagnia di animazione è stata certamente messa alla prova, e una risposta da parte della stessa era più che legittima. Ma se la sfida della ragazza era dimostare di poter fare molte più visualizzazioni dei video prodotti al suo interno, copiarla in tutto per tutto con un video-parodia forse non è stata la scelta creativa e strategica migliore. O magari in questo caso scimmiottare è la presa di posizione più netta ed esplicita?
Il rating negativo del video su YouTube al momento sembra avvalorare la prima posizione. Sfidare gli eroi del web è rischioso, non c’è dubbio. E quel “Auguriamo a Marina tanta fortuna” forse non aiuterà 😀
Voi cosa ne pensate? Vi piace questa scelta, la ritenete efficace?
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Elena Silvi Marchinihttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngElena Silvi Marchini2013-10-02 09:36:552013-10-02 09:36:55Il video di risposta dell'ex-azienda di Marina Shifrin [BREAKING NEWS]
“Nel processo elettorale il finanziamento da parte dei privati è essenziale. 690 milioni di dollari sono stati raccolti per la campagna elettorale di Obama“, spiega Michael Slaby, capo dell’Integration & Innovation Officer delle campagne elettorali del presidente degli Stati Uniti. “Tutti gli aspetti dell’organizzazione hanno una loro importanza dall’editorial e content planning al mobile, passando per i paid media, ma l’elemento digitale non è solo la ciliegina sulla torta. Deve essere ovunque, dal fundraising al social“.
Mentre in Italia si continua a dibattere sulla legittimità dei mezzi attraverso i quali i partiti finanziano le proprie spese, negli States, in maniera del tutto trasparente, dati alla mano, il supporto economico delle campagne politiche parte dal coinvolgimento attivo degli elettori.
Slaby racconta che durante la campagna elettorale di Obama per le presidenziali del 2012, circa 500 persone erano impegnate per raggiungerne altre centinaia di migliaia attraverso internet. E nonostante questo altre risorse sarebbero state necessarie per coprire tutto ciò che andava fatto fondamentalmente in tempo reale.
La lezione che Slaby ha tenuto a Bari il 25 settembre presso il Palazzo delle Poste, in realtà, indica delle linee guida e dei modelli di comunicazione perfettamente applicabili a strategie di mercato per raggiungere la fidelizzazione del cliente attraverso la tanto desiderata interazione spontanea.
Reduce barriers to entry
Una notevole opportunità offerta dai media digitali è l’eliminazione delle barriere fisiche, per coinvolgere davvero gli elettori con la call to action. Conversation monitoring, community growth, influencer outreach, message delivery sono le fasi che completano questo processo di coinvolgimento dal basso attraverso i social media.
Agilità: è questa la parola chiave per un rapporto bidirezionale con un’utenza attiva. A differenza dei modelli politici nostrani, sempre più estranei alla gente comune, in America i social media sono diventati un’opportunità per le persone di avvicinarsi al mondo della politica e un’opportunità per i partiti di coinvolgere le persone.
Cosa c’è nel futuro dei media secondo Michael Slaby
“Ci sono delle modalità di accesso che 10 anni fa non si potevano neanche immaginare“. Nel futuro un concetto di amplificazione della realtà sicuramente ci sarà e già i google glasses ci stanno portando in questa direzione, distogliendoci dalla stratificazione di informazioni per portarci ad una realtà amplificata. Da un punto di vista individuale bisognerà sicuramente guardare a come cambieranno le norme sulle privacy e per questo è fondamentale un dibattito pubblico su questo tema.
I media tradizionali non scompariranno, ma sicuramente avranno un ruolo diverso e oggi i giornalisti stanno faticosamente affrontando la ricerca di questo loro nuovo ruolo. E questo impatta anche il fatto tecnico, poiché probabilmente si smetteranno di stampare giornali, un sistema molto lento per dare informazione. Lo scopo dei giornali ormai dovrebbe essere diverso, perché spesso le breaking news vengono date da persone che non sono neanche giornalisti. In un’epoca in cui tutti possono pubblicare contenuti bisogna invece affidarsi ad un metodo di selezione e verifica di questi contenuti e delle fonti.
In Italia i partiti sono social?
“Guardando all’Italia, la vera novità del Movimento 5 Stelle non sta nell’uso di internet, che presto sarà d’obbligo per tutti, quanto nell’aver accettato il voto dei propri utenti come elemento decisivo della campagna“, afferma Slaby. Resta il fatto che nella mole di informazione da cui siamo travolti quotidianamente è compito di ogni elettore crearsi la propria idea,selezionare e scegliere.
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Fabio Casciabancahttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngFabio Casciabanca2013-10-02 08:00:262013-10-02 08:00:26Le strategie social di Obama. A lezione da Michael Slaby
J’adore, j’adore… Le nouveau parfum de… Ah no scusate ci stavamo sbagliando, qui parliamo di ciò che sta accadendo in Rete a proposito del nuovo i-Phone 5S Gold!
Apple non si aspettava una simile richiesta per quanto riguarda la nuova colorazione oro di iPhone, più di nove milioni di esemplari grazie alla vendita permessa a NTT Docomo, il più grande operatore del Giappone, e allo sbarco immediato nei negozi cinesi.
In Hong Kong, it’s all about the gold iPhone 5S. Apple asked suppliers to increase production of gold version. http://t.co/vi8LpnQhlV$AAPL
Il mercato asiatico non è nuovo a questa predilezione per il gold. Vi ricordate dell’uomo d’affari di Hong Kong che dovette sborsare l’equivalente di 12 milioni di euro per il modello di iPhone 5 denominato Diamond Black?
Un smartphone-gioiello: cover in oro massiccio 24 carati del peso di 135 grammi incisa a mano. Bordi costellati da quasi 600 piccoli diamanti. Un cristallo zaffiro sostituisce il vetro di protezione del display. Nel logo posteriore sono incastonate 53 pietre preziose e un enorme diamante nero al posto del tasto Home.
Trash dite? Può darsi, in fondo non è bello ciò che è bello ma è bello ciò che piace. Ma noi la perla trash vogliamo regalarvela comunque 😉 Pensate che invece di utilizzare la vostra impronta digitale per sbloccare il vostro iphone 5s potreste usare il vostro capezzolo! Non ve l’aspettavate eh!? Ahhh questa innovazione tecnologica! 😆
Vi lasciamo con questa collezione fall/winter di tweet dedicati al nuovo gioiello di Cupertino. Se anche voi avete trovato delle chicche potete contribuire segnalando i vostri link qui sotto 😉
Da Guerre Stellari
Every time I see someone with a gold iPhone 5s I will just be thinking C-3PO now … pic.twitter.com/gNaoV95Hu8
App of the Week è la rubrica di Ninja Marketing sulle app più divertenti, più cool, più utili che il nostro Kenji Uzumaki scova nei market e testa per Voi! Siete pronti a fare download? Fate tap su questa nuova App of the Week! Segnalata su App Store tra le migliori app ridisegnate per iOS 7, Amount è un convertitore di valori intuitivo, accurato, con uno stile minimal e davvero facilissimo da usare. Grazie ad Amount puoi convertire valori in modo completamente nuovo e rapido: con due semplici tap, avrai a disposizione l’elenco completo delle conversioni che stavi cercando una dopo l’altra.
Quando usi Amount ti basta inserire il numero che ti serve convertire e scegliere tra i tantissimi gruppi di unità di conversione presenti nel lungo elenco.
L’interfaccia grafica è semplice e intuitiva, con conversioni in tempo reale, tutte presenti in una singola schermata. Una caratteristica interessante è che potrai creare la tua lista personalizzatadi categorie e di unità di conversione valori. Potrai decidere, in questo modo, visualizzarne solo le tue preferite e modificarne l’ordine a tuo piacimento.
Tenendo premuto su una qualsiasi unità, potrai visualizzarne le relative opzioni e navigare tra una pagina e l’altra grazie allo swipe. Inoltre, potrai prender visione dello storico delle tue conversioni; per le valute, verranno salvati anche i tassi di cambio passati, per vederne la variazione nel tempo.
Il sistema di conversione di Amount, per rimanere sempre aggiornato sui tassi di cambio attuali e su ulteriori info, necessita di una connessione internetper funzionare (Wi-fi o 3G), ed è strutturato in un lunghissimo elenco di categorie: Angoli, Area, Carburante, Corrente elettrica, Cucina, Dati, Densità, Energia, Forza, Frequenza, Illuminamento, Luminanza, Lunghezza/Distanza, Peso, Potenza, Pressione, Radiazioni, Temperatura, Tempo, Torsione, Tipografia, Valute, Velocità, Velocità internet e Volume.
Non ti resta che inserire un valore e convertire! Amount è un’applicazione disponibile su App Store per iPhone, iPad e iPod Touch al costo di € 0,89.
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2013/10/amount_1.jpg7571098Kenji Uzumakihttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngKenji Uzumaki2013-10-01 14:50:182013-10-01 14:50:18App of the Week: Amount, il convertitore universale dal design minimal!
Per il quinto anno consecutivo le idee più innovative e promettenti germogliate in Calabria hanno trovato il terreno fertile dove fiorire: Start Cup Calabria 2013, la business plan competition ideata da Università della Calabria e Calabria Innova (progetto integrato di sviluppo regionale per il sostegno dei processi di innovazione delle imprese calabresi).
Un BarCamper che punta dritto al TechGarage
Ha dato il via a Start Cup Calabria 2013 il BarCamper, un tour che ha percorso le cinque province calabresi per scovare le idee imprenditoriali a più alto contenuto innovativo del panorama regionale.
Numerosi i progetti presentati e grande l’entusiasmo di studenti, neolaureati, docenti, ricercatori e giovani imprenditori, a riprova di un Meridione di talento che guarda all’innovazione come possibile driver della crescita.
Alla fase di scouting sono seguite due fasi di selezione:
•Tech Meeting (16-19 luglio) momento di incontro con i giovani startupper impegnati nell’approfondimento dell’idea proposta con il supporto di esperti del settore.
•TechWeek (2-6 settembre) all’interno del campus dell’Università della Calabria si è tenuta una settimana di formazione intensiva su tematiche manageriali e di organizzazione d’impresa, nonché di lavoro sui progetti imprenditoriali in vista dell’ultima fase della business competition.
Start Cup Calabria: Big Data, trasporti e ovaie sullo stesso podio
I dieci team che si sono distinti nel lungo processo di selezione hanno avuto accesso al TechGarage, la fase finale in cui i giovani protagonisti di Start Cup Calabria 2013 hanno presentato i propri progetti davanti a una giuria composta da personalità di spicco del mondo accademico, delle istituzione e dell’imprenditoria, oltre che da venture capitalist, business angels e operatori di istituti finanziari.
Tra le finaliste, ecco le business ideas che sono state premiate dalla giuria di professionisti per l’alto contenuto innovativo e l’effettiva fattibilità del progetto:
• 1° classificato – Scalable Data Analytics (Paolo Trunfio, Eugenio Cesario, Fabrizio Marozzo, Domenico Talia): sistema rivolto a imprese, analisti di business, organizzazioni scientifiche per la gestione efficiente e a costi contenuti di Big Data immagazzinati in sistemi cloud.
• 2° classificato – Share your transport (Samuele Furfaro, Antonino Bonfiglio, Daniele Furfaro, Fabio Baleani): piattaforma online e mobile che crea un match in tempo reale tra domanda (sia aziende produttrici che privati) e offerta di trasporto (vettori) per la massimizzazione di ricavo per singolo viaggio e la semplificazione dei sistemi di acquisto.
• 3° classificato – Ovage (Alessia Sarica, Roberta Venturella, Daniela Lico) servizio web-based per la predizione- affabile e validata clinicamente- dell’età ovarica della donna.
Oltre a un premio in denaro destinato alla realizzazione dell’idea imprenditoriale attraverso l’istituzione di una società con sede operativa in Calabria, gli startupper saliti sul podio usufruiranno dei servizi di supporto offerti da CalabriaInnova e TechNest (incubatore per start up dell’Università della Calabria) per lo sviluppo del proprio business. Inoltre i tre vincitori concorreranno all’assegnazione del Premio Nazionale per l’Innovazione che decreterà le migliori idee imprenditoriali tra quelle vincitrici delle Start Cup Competition organizzate da Atenei e Enti Pubblici di Ricerca.
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2013/09/la_calabria_che_innova_a_start_cup_calabria_2013_1.jpg.jpg408612franceskahttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngfranceska2013-10-01 13:00:442013-10-01 13:00:44La Calabria che innova a Start Cup Calabria 2013
Secondo Jeff Slutsky, co-autore di No BS Grassroots Marketing ed esperto di local business, molti imprenditori investono tempo e risorse in attività di marketing che accrescono la visibilità, solleticano il proprio ego, ma che non hanno un adeguato ritorno in termini economici.
Esistono invece alcune strategie low cost di sicuro successo che possono essere messe in atto soprattutto se si tratta di promuovere un business di tipo locale.
In linea generale, bisogna concentrarsi sul fare rete con le altre attività della zona, e poi, in seconda battuta, pensare ad attività di marketing ed eventi su più ampia scala.
Ecco 5 idee che l’esperto fornisce per promuovere un’attività locale.
#1 Strette di mano e biglietti da visita
“C’è questo nuovo incredibile social network che sta diventando davvero molto popolare ultimamente, una cosa rivoluzionaria chiamata incontra dal vivo le persone e parla con loro” – scrive scherzosamente Slutsky.
Che tu sia il proprietario dell’attività o il general manager fai in modo di presentarti almeno a 5 persone a settimana. Non c’è bisogno di grandi cerimonie, basta un semplice “Ciao, sono Mario, il proprietario della pizzeria in fondo alla strada. Volevo solo presentarmi. Dimmi una cosa: hai già provato la nostra pizza speciale ai quattro formaggi? È una nostra invenzione.”
Se la persona a cui ti sei presentato non è mai venuta da te, tira fuori il biglietto da visita e sul retro scrivigli un’offerta. Segna anche data e ora. Delle 250 persone che avrai incontrato nel corso dell’anno, 150 probabilmente ti faranno visita per usare il coupon e 50 diventeranno tuoi clienti abituali. Se ci pensi, si tratta di un aumento significativo delle vendite senza nessun investimento pubblicitario.
#2 Fai offerte in collaborazione con altri commercianti della zona
È tempo di fare rete e aiutarsi a vicenda. Dai alle attività della zona la possibilità di regalare ai propri clienti dei coupon sconto relativi alla tua attività. In questo modo avrai pubblicità gratuita e i tuoi partner saranno contenti di offrire ai propri clienti un vantaggio.
#3 Tratta i lavoratori della zona come dei VIP
Si è aperta una grande azienda con tanti dipendenti vicino a te? Cogli al volo l’occasione. Offrire uno sconto ai lavoratori che mostrano il loro badge potrebbe sembrare la soluzione migliore, ma spesso non funziona perché solo i dipendenti che sono già tuoi clienti ne trarrebbero vantaggio. E invece devi puntare ad intercettare nuovi clienti. È più efficace, quindi, convincere l’azienda stessa a distribuire VIP card ad ognuno dei suoi lavoratori.
La maggior pare di essi metterà la tua card nel portafogli o nella borsa e poi deciderà se darti una possibilità. In genere dovresti offrire uno sconto o un’offerta per un intervallo di tempo abbastanza ampio che va dai 30 ai 60 giorni. Un ristorante, per esempio, può offrire uno sconto del 20% o il dessert gratis. Un fotografo può vendere le foto di un formato più grande al costo di quello più piccolo.
#4 Sfrutta ogni situazione per avere un ritorno
Ti è mai capitata l’occasione di fornire prodotti o servizi a un gruppo di persone che di solito non sono tuoi clienti? Poniamo tu abbia un ristorante e che tu debba curare il catering per un evento, oppure un negozio di t-shirt a cui un importante locale ha commissionato 200 t-shirt per un evento estivo. La tua azienda fornirà prodotti e servizi agli ignari partecipanti di questi eventi. Perché non farglielo sapere? Ognuna di queste persone potrebbe diventare tuo cliente diretto.
Per esempio, oltre al catering, potresti regalare ad ognuno un coupon sconto. Molti spenderanno il coupon e non ti faranno più visita, ma altri potrebbero essere colpiti dal tuo servizio e diventare clienti abituali.
#5 Supporta le raccolte fondi della tua zona
Per dimostrare l’importanza di partecipare attivamente agli eventi della propria zona, Slutsky racconta la storia di uno dei suoi clienti a cui ha dato una mano per espandere il suo business.
Questa persona possedeva un ristorante e una volta fu avvicinato da un volontario che gli diede un invito per un’asta di beneficenza. Si scoprì che all’evento erano attese circa 400 persone. Non male per un evento di questo genere. Così Slutsky decise di creare dei coupon da consegnare a tutti gli invitati. Su ogni biglietto c’era scritto che sarebbero stati donati 5 dollari per ogni 10 dollari spesi nel ristorante del cliente di Slutsky.
Furono riscattati 135 coupon. L’iniziativa fruttò un incasso extra di 710 dollari e di colpo il ristorante conquistò una dozzina di nuovi clienti abituali per un valore di 1.800 dollari di incasso in più all’anno. Il cliente di Slutsky si costruì una buona reputazione nel quartiere e, soprattutto, intercettò nuovi clienti.
Come si vede, queste strategie non richiedono troppo tempo, costano poco e soprattutto generano business facendo leva sull’appeal del prodotto invece che su grandi investimenti in pubblicità che magari si perdono nel tentativo di attirare un pubblico distante e disperso.
Ci sono i costi relativi ai prodotti regalati o venduti in offerta, è vero, ma il rischio che ci si assume è in ogni caso contenuto, perché le persone sono sempre molto propense a comprare qualcosa se realizzano la possibilità di un risparmio.
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Daniele Crocellehttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngDaniele Crocelle2013-10-01 11:30:452013-10-01 11:30:455 idee low cost per fare local marketing
TheQ Camera è la prima macchina fotografica veramente social, che permette l’upload di foto sul web in maniera automatica.
Una social camera dal design cool e colorful, nata per riportare in primo piano il piacere di fotografare il proprio mondo da un obiettivo diverso da quelli degli smartphone. L’anima friendly strizza un po’ l’occhio alle Lomo, anche per la possibilità di messa a fuoco manuale.
Il team di TheQ ha da poco ottenuto il prestigioso riconoscimento di “Site of the day” su Awwwards: all’interno della crew ci sono anche alcune menti creative italiane.
Abbiamo incontrato Joe Lesina, uno dei fondatori del progetto.
1 – Da quale idea nasce il progetto TheQ Camera?
Come tutte le migliori storie, anche quella di TheQ nasce in un bar. È la storia di tre ragazzi che senza alcuna esperienza in business si tuffano di testa nel mondo delle start-up con una semplice idea, basata su design e innovazione. La fotografia e le macchine fotografiche sono sempre state in un modo o nell’altro parte della nostra vita e una sera ci venne in mente la pazza idea di crearne una. Ovviamente la nostra conoscenza in produzione di fotocamere era inesistente ma credevamo nel potere delle idee: mettendo insieme le nostre competenze siamo riusciti a trasformare un’idea in un progetto, un progetto in un business.
2 – Quanto tempo ci è voluto per realizzarlo?
Da quella sera nel bar, il primo anno è stato dedicato a lavorare la notte nella cucina di casa mia montando presentazioni e business plans alla ricerca di Skype calls con potenziali investitori. In quel periodo lavoravo come art-director in un’agenzia pubblicitaria e i miei due soci (Andrea Arcari e Brandon Ricci) erano anche impiegati a tempo pieno, il tempo e la disponibilità quindi non erano dalla nostra parte.
Dopo un anno di duro lavoro riceviamo il primo finanziamento da una società in Svezia: ricevuto l’investimento ci siamo trasferiti ad Hong Kong dove ci è voluto un altro anno per aprire la compagnia, sviluppare il prodotto, il brand e tutti i servizi online.
3 – Per realizzare un progetto così ambizioso è necessario un team molto numeroso, con personalità diversificate e complementari tra loro. Da quante e quali persone è composto?
Il team era composto da 5 persone fino a sei mesi fa. Le nostre conoscenze in quanto founders si limitavano principalmente a creatività, design e organizzazione quindi, quando abbiamo aperto l’ufficio ad Hong Kong l’anno scorso, abbiamo assunto un CEO che fosse in grado di portare avanti il progetto a livello strategico e un Product Manager che sapesse sviluppare il prodotto. Ora contiamo su una ventina di persone tra sales, development, hardware, software, marketing e design sparsi per il mondo.
4 -TheQ Camera è una delle prime social cameras (insieme alla Samsung Galaxy Camera). Però il suo design cool e originale, la personalità friendly, la tecnologia social e la fascia di prezzo fanno sì che i suoi diretti competitors siano forse più gli smartphone che le tradizionali fotocamere. Cosa ne pensate? E in questo caso, cosa ha TheQ Camera di veramente distintivo nel mercato?
TheQ Camera vuole posizionarsi in un mercato dove la fotografia non è più professionale, in cui tutti possono essere fotografi del loro mondo, ed il nuovo media si trova online. Una rivoluzione creata da social media e per l’appunto dagli smartphones, ma TheQ vuole riportare il piacere della fotografia senza la distrazione del social networking.
TheQ Camera permette la presenza istantanea su tutti i social networks senza il coinvolgimento diretto, condividendo istantaneamente le foto attraverso un semplice tasto.
Oltre il concetto di prodotto “connesso” abbiamo pensato di inserire caratteristiche che generalmente nessuno smartphone si può permettere, tra cui un ecosistema di servizi online chiamati TheQ LAB, la resistenza all’acqua, il flash anulare tanto usato nella moda e una messa a fuoco manuale.
5 – Che cos’è The Q Lab? Una sorta di Instagram Q-centered?
Da non confondere con un “altro” social network, theQ LAB è un servizio web con il quale TheQ camera comunica tramite connessione 3G. TheQ non è solamente una fotocamera bensì un ecosistema di prodotti diversi all’interno dello stesso brand: con TheQ Camera infatti si ottiene accesso ad una serie di servizi online che completano il sistema.
TheQ LAB è da considerare come una memoria infinita della macchina fotografica, come un album virtuale privato e come un pannello di controllo allo stesso tempo.
Le immagini vengono salvate direttamente su TheQ LAB, per non doverle mai scaricare attraverso un cavo o addirittura perderle. Il sistema è assolutamente privato, in modo da avere totale controllo e sicurezza sulle foto. Lo spazio è illimitato, per non doversi mai preoccupare di cartelle e memoria nei nostri computers. Inoltre, gran parte dei settings della fotocamera sono gestibili online tramite TheQ LAB, disponibile anche sotto forma di applicazione su App Store, per lasciare nelle mani dei consumatori quello che realmente conta al momento dello scatto: la fotografia.
6 – Come avete deciso di essere Hong Kong based? Motivi legati al business, alla tecnologia o al design?
Hong Kong è oggi il canale perfetto tra business e tecnologia, la sua vicinanza con la Cina permette il contatto diretto con la produzione mentre il suo volto internazionale agevola i rapporti con partners e potenziali contatti. In una sorta di pittoresca città del futuro dove tutto è possibile, Hong Kong ha gli strumenti giusti per trasformare le parole in fatti.
7 – Il cuore del progetto è italiano anche se il team è assolutamente multiculturale. Quanto c’è di made in Italy nella Q Camera?
Il team è assolutamente multiculturale, abbiamo sedi a Hong Kong, Copenhagen e Stoccolma e tutti insieme ricopriamo 10 paesi diversi in quasi tutti i continenti, per questo motivo ci tengo a specificare che il cuore del progetto non è italiano. L’Italia nel progetto gioca un ruolo semplicemente geografico in quanto al momento dell’idea noi founders ci trovavamo li, ma l’approccio nel design, le strategie di marketing e soprattutto la tipologia di business è tutt’altro che italiana.
Ci piace infatti definire il progetto come “made in Sweden” per l’influenza che questo paese ha avuto, in ambito creativo e ovviamente finanziario.
E voi amici ninja, la provereste?
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2013/09/TheQ_Camera_molto_più_di_una_social_camera_1.jpg00Gabakeshihttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngGabakeshi2013-10-01 10:20:362013-10-01 10:20:36TheQ Camera: oltre gli smartphone, molto più di una social camera
come sapete Venerdì 27 settembre Alessandro Martemucci ha presentato il Ninja Corso Online in Marketing Low Cost che partirà Lunedì 07 Ottobre. Il free webinar di presentazione è stato un’occasione utile a presentare nel dettaglio contenuti ed obiettivi di questo corso. E se ve lo siete persi? Nessun problema, perchè la Ninja Academy ha pensato anche a voi! 😎
Il Ninja Corso Online in Marketing Low Cost per PMI & Startup si rivolge a tutti i professionisti di piccole e medie imprese, neo-imprenditori e startupper, freelance, responsabili commerciali e vendite, marketer e comunicatori alla ricerca di strumenti immediati, concreti e intuitivi per abbattere costi, evitare sprechi e ottimizzare il proprio ritorno sugli investimenti.
Inoltre, il percorso é adatto a studenti e neolaureati di tutte le facoltà che desiderano avvicinarsi al marketing low cost.
Il team Ninja Academy resta a vostra disposizione per qualsiasi dubbio o chiarimento. Potete scrivere a info[@]ninjacademy.it o telefonare allo 02 40042554 o al 346 4278490.
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