Individuals: riutilizzo per un underwear d'elite [INTERVISTA]

 

Si chiama Individuals il nuovo brand del panorama dell’underwear, fondato da Carlo Galli e presentato a Milano durante la Milano Fashion Week, che fa del riciclo il valore aggiunto del marchio.

Lo stilista Carlo Galli al lavoro

Noi di Ninja Marketing abbiamo voluto saperne di più e l’abbiamo intervistato.

Carlo Galli muove i suoi primi passi nel comasco “terra di sete e delle migliori produzioni tessili italiane” lavorando in cravatteria e seguendo prodotti di alta gamma francesi. La svolta, ci racconta, avviente quando l’azienda assume le licenze mare e intimo di Gianfranco Ferré e Diane Von Furstenberg permettendogli di imparare molto riguardo a questi prodotti.

Si trasferisce poi a Londra, dove lancia per la prima volta il marchio Individuals, che definisce palestra durissima, ma mi ha permesso di correggere i primi errori, capire i desideri delle donne e scoprire il risvolto culturale del corpo per tutte le diverse nazionalità dei turisti che passavano al mio banco.

Gli chiediamo quindi cosa distingue il marchio Individuals dagli altri, e ben più noti, brand di intimo.

Ci spiega quindi che il suo prodotto è frutto non solo di una liberazione dai vincoli di produzione industriale, ma soprattutto da una rivalorizzazione dell’artigianalità.

I tessuti che uso provengono tutti dal distretto comasco, la fase creativa si svolge nello studio di Milano e la confezione a Varese e questi tessuti, precisa, sono le rimanenze – pochi metri – delle stoffe utilizzate dalle grandi case per confezionare cravatte e altri accessori e nel suo atelier ci mostra dei capi ottenuti con la seta utilizzata per i foulard di Kenzo.

Riutilizzo di materiali che altrimenti verrebbero letteralmente buttati ed una filiera che si sviluppa in un’area geografica ridotta significa riduzione degli sprechi, arrivando ad un prodotto di alta qualità ad un prezzo che, seppur inserendosi nella fascia medio-alta, rimane accessibile nonostante anche la tiratura limitata di ogni modello, dovuta alla quantità limitata di materie prime.

Quando gli chiediamo come scelga le forme ed i tessuti ci risponde: Il gusto per il colore e le stampe sono convinto che mi derivi ancora dal lavoro di cravatteria, dove in pochi centimetri di tessuto bisogna saper esprimere tutto il contenuto stilistico, proprio come nelle misure ridotte di un bikini o di un completino intimo. L’ispirazione per le forme nasce dalle ballerine di classica che ho sempre ammirato, ma anche dal corpino degli abiti da sera e dalla moda anni ’30 di Vionnet, senza ovviamente nemmeno arrivare a sfiorare il genio di Mme Madeleine.

 

Notiamo inoltre che imbottiture o ferretti sono completamente assenti dalla collezione e chiediamo spiegazioni.  Afferma che nella filosofia del suo brand si mira ad andare oltre il ferretto e oltre la bellezza da “veline” col seno strizzato all’insù. La bellezza che propone Individuals è più naturale, ricerca e apprezza la curva naturale del seno e la sensualità delle forme.

Carlo Galli ci racconta di come vi siano anche le collezioni Wedding. Il matrimonio, secondo lo stilista, non è un passo più lungo degli altri verso la vecchiaia , ma un punto di svolta oltre il quale le occasioni per risultare sensuali e seducenti si moltiplicano.

Seduzione, naturalezza e trasparenze quindi i fili conduttori di Individuals a cui possiamo aggiungere i tratti puramente stilistici della collezione: lo scollo a goccia, lo scollo orizzontale del bandeau, la vita alta delle culotte anni ’50 e le forme sagomate sulle curve. Per i tessuti, tulle trasparente in 7 gradazioni di colore, raso di seta fluido e cascante, charmeuse a filo crespo con stampe retrò.

Siamo rimasti affascinati da questo brand non solamente per i prodotti ma anche e soprattutto dall’idea di base legata all’artigianalità e al riutilizzo. Se per i grandi brand è relativamente semplice pensare ad iniziative green disponendo di budget colossali, per un brand appena nato e dal carattere artigianale risulta essere un gesto intelligente e coraggioso quello di fare del materiale che per altri sarebbe di scarto, la materia prima fondamentale di tutto il business.

La valorizzazione del corpo rifiutando artificiosità, la ricerca della migliore qualità sartoriale e l’attenzione nel limitare gli sprechi valorizzando il riciclo, riteniamo siano i punti forti di questo nuovo brand che non smetteremo di seguire i futuro.

Dengen Chronicles: i ragazzi di Mangatar sono pronti alla sfida internazionale

Dengen Chronicles: i ragazzi di Mangatar sono pronti alla sfida internazionale

Dengen Chronicles: i ragazzi di Mangatar sono pronti alla sfida internazionale

Dopo il grande successo conquistato con Mangatar (il social game ambientato nell’universo del fumetto giapponese), i 5 ragazzi che formano il collettivo salernitano tornano con il loro primo trading card game ufficiale: Dengen Chronicles.

Dopo l’investimento di seed capital avvenuto a fine 2012 (da parte di Digital Investments sca sicar e che ha visto dPixel come advisor), Mangatar ha accelerato la sua evoluzione, realizzando con Dengen Chronicles un prodotto maturo che rappresenta al meglio le ambizioni e le capacità del team, già onorato del Premio Nazionale per l’Innovazione 2012.

Dengen Chronicles (lanciato a luglio 2013) ha un legame speciale con Mangatar Saga, che in un anno di attività ha raccolto quasi sessantamila utenti e ha permesso di raccogliere un numero notevole di feedback. Il costante dialogo con i giocatori è stato prezioso e determinante per la realizzazione del nuovo gioco, che è stato ideato con il duplice fine di soddisfare gli utenti di Mangatar Saga e di conquistarne nuovi.

Dengen Chronicles: i ragazzi di Mangatar sono pronti alla sfida internazionale

La completezza di Dengen Chronicles (un gioco nell’universo manga) risiede nella sua specifica complessità: la caratteristica principale è lo scontro, qualcosa di assolutamente innovativo dove tutti i combattimenti vengono mostrati sotto forma di un fumetto manga che si disegna in tempo reale mentre si combatte.

Inoltre le carte del gioco non sono assegnate in maniera random dal sistema ma sono personalizzabili nel dettaglio dall’utente. Anche questo è un forte punto di distinzione dai competitor.

Dengen Chronicles: i ragazzi di Mangatar sono pronti alla sfida internazionale
Le dinamiche dei Trading Card Game si uniscono a quelle dei Role Playing Game creando interessanti peculiarità:

Personalizzazione. Il deck dei giocatori non viene scelto casualmente dal sistema, ma ogni singola carta può essere personalizzata nel dettaglio. Attraverso la personalizzazione i guerrieri migliorano le proprie abilità ed evolvono.

Strategia. A differenza dei Trading Card Game puri, Dengen Chronicles contiene una parte di strategia molto importante, tipica dei Role Playing Game. Una serie di funzionalità gestionali e strategiche sono state implementate in modo tale da rendere l’esperienza di gioco più coinvolgente e duratura.

Scontro. Il team di Mangatar ha ideato una modalità di scontro altamente innovativa che prevede la rappresentazione dei combattimenti sotto forma di un fumetto manga e l’archiviazione di tutti gli eventi all’interno di un albo personalizzato in una sorta di cronologia fumettistica .

Socialità. Altra dinamica rilevante che si inscrive nella complessità del gioco è quella social. In una prossima release verranno introdotte le “coven” e alcune modalità di scontro di gruppo che è raro vedere nei giochi di carte.

Dengen Chronicles: i ragazzi di Mangatar sono pronti alla sfida internazionale

Raffaele Gaito, co-Founder di Mangatar, afferma: “Con questo gioco vogliamo accontentare tanto i più fedeli utenti di Mangatar, che ritroveranno il look and feel che hanno amato nel nostro primo titolo, tanto i gamers più appassionati che scopriranno un card game non convenzionale, che riunisce elementi di strategia tipici degli RPG, possibilità di personalizzazione illimitate, senza dimenticare la dimensione social. Il tutto immerso in un contesto manga in grado di trasformare l’esperienza di gioco in un vero e proprio fumetto“.

Attualmente il gioco è disponibile in versione web e come app per Windows 8 (a breve arriveranno anche le app mobile) e pochi giorni fa è stato raggiunto il traguardo dei 5000 iscritti!

App of the Week: Trail Tracker GPS per non perdersi mai!

App of the Week è la rubrica di Ninja Marketing sulle app più divertenti, più cool, più utili che il nostro Kenji Uzumaki scova nei market e testa per Voi! Siete pronti a fare download? Fate tap su questa nuova App of the Week!

Trail Tracker GPS è un’app per migliorare qualsiasi esperienza di viaggio. Che sia in bicicletta, trekking, sci, camminata, corsa o guida, Trail Tracker ti seguirà per l’intero viaggio e ti mostrerà tutte le statistiche da analizzare al termine del tuo spostamento!

Ma vediamo nel dettaglio le caratteristiche di Trail Tracker GPS. Innanzitutto, il monitoraggio dei tuoi spostamenti è semplicissimo da impostare, per qualsiasi tipo d viaggio.

L’app ti mostrerà i progressi sulla mappa in una visualizzazione in live della tua posizione. Inoltre, in casi estremi di emergenza, l’app mette a disposizione una funzione rapida per inviare a qualcuno le tue coordinate, per informare qualsiasi persone sulla tua posizione attuale.

Grazie, invece, alla funzionalità Text-to-Speech potrai ricevere le info aggiornate sulla tua velocità, sul tempo o sulla distanza percorsa sotto forma vocale.

Con il Map Tracing, Trail Tracker GPS ti guiderà attraverso le mappe salvate e importate sul tuo smartphone. Dal punto di vista Social, potrai condividere le tue mappe, i percorsi e le statistiche tramite e-mail o su Facebook e Twitter. Infine, potrai ottenere e mantenere in memoria le statistiche e le informazioni dettagliate relative ad ogni percorso da te fatto, con grafici sull’andamento della velocità e del tempo trascorso.

Va anche detto che l’uso continuato del GPS in background può ridurre drasticamente la durata della batteria, e che Trail Tracker è in grado di monitorare gli spostamenti per più di 6 ore senza ricaricaTrail Tracker GPS è compatibile con tutti i dispositivi iOS e costa € 1,79 su App Store.

 

Parallax Scrolling: vantaggi, svantaggi e 5 consigli

Parallax Scrolling: vantaggi, svantaggi e 5 consigli

Parallax Scrolling: vantaggi, svantaggi e 5 consigli

Coinvolgimento e interazione sono i due obiettivi che un web designer persegue quando crea un sito. Per raggiungerli bisogna sperimentare tecnologie in grado di dare all’utente nuove esperienze di navigazione. Ad esempio sempre più web designer utilizzano il parallax scrolling per attivare dinamiche di engagement man mano che l’utente scrolla la pagina.

La tecnologia

Il termine deriva dal greco παράλλαξις (parallaxis), che significa “accavallamento”. La tecnologia utilizzata si rifà al fenomeno della parallasse “per cui un oggetto sembra spostarsi rispetto allo sfondo se si cambia punto di osservazione”. Questo fenomeno, applicato alla computer grafica, diventa una tecnica grazie alla quale le immagini di sfondo si muovono più lentamente rispetto alle immagini in primo piano creando così un’illusione di profondità che ricorda il 3D.

Tra estetica e funzionalità

Parallax e scrolling, due parole che racchiudono due esigenze.
Il parallax soddisfa esigenze estetiche, infatti questa tecnica trova un grande impiego per i siti di design e di moda. Scorrimento e sovrapposizioni creano degli effetti visivi tra elementi grafici e testo che hanno un notevole appeal estetico.

Lo scrolling è funzionale alle nuove esigenze di navigazione indotte da tablet e smartphone che spingono l’utente a scrollare la pagina e non a cliccare.
Proprio l’intersecazione tra estetica e funzionalità sta portando diverse tipologie di siti, sia B2C sia B2B, ad adottare questa tecnologia.

Vantaggi

  • Attenzione: il design dinamico tiene alta l’attenzione del visitatore e consente all’azienda di fornire più dettagli.
  • Svago: questa modalità rende la navigazione un momento piacevole e divertente.
  • Semplicità: l’acquisizione fluida e non frammentata (in più sezioni) delle informazioni permette di ottenere più velocemente  il contenuto cercato.
  • Innovazione: l’immagine aziendale beneficia dell’impiego di una nuova tecnologia.

Svantaggi

  • SEO e problemi di ottimizzazione: il parallax riduce il numero di pagine necessarie per fornire informazioni, ciò non consente quindi di ottimizzare il sito con un’ampia varietà di keywords.
  • Pesantezza: in questo tipo di siti sono racchiuse molte informazioni e immagini in una sola pagina, questo può allungare i tempi di caricamento delle pagine.
  • Analisi poco accurate: gli attuali strumenti di analytics possono avere dei problemi ad analizzare performance, path di navigazione ed engagement dei visitatori all’interno di un sito che presenta poche pagine se non una sola pagina.
  • Problemi con il mobile: per quanto lo scrolling sia la modalità di navigazione più naturale per il mobile, alcuni siti progettati con modalità “spinte” di parallax  hanno dei problemi di visualizzazione su tablet e smartphone.

5 tips

  1. Effetto 3D. Valorizzare la profondità e i giochi di sovrapposizione.
  2. E se ho bisogno di un menu? Deve essere stilisticamente e tecnologicamente coerente con il parallax.
  3. Attenzione al mobile. Progettare un sito che non tenga conto degli accessi da mobile è un errore clamoroso, per questo nell’impiego del parallax bisogna considerare i requisiti dei display mobile.
  4. Call to action. Il parallax, grazie al suo valore emozionale, si presta benissimo ad esigenze di lead generation e a spingere quindi gli utenti a compiere delle azioni.
  5. Sobrietà. Questa tecnica consente potenzialmente di creare degli effetti impressionanti, ma non bisogna dimenticare che un sito web deve rispondere anche ad altre esigenze e quindi una grafica impressionante può scontrarsi con dei tempi di caricamento talmente lunghi da scoraggiare l’utente nella navigazione.

Esempi da cui prendere spunto!

Madwell

Parallax Scrolling: vantaggi, svantaggi e 5 consigli

Tinke

Parallax Scrolling: vantaggi, svantaggi e 5 consigli

Sweez

Parallax Scrolling: vantaggi, svantaggi e 5 consigli

Numéro 10

Parallax Scrolling: vantaggi, svantaggi e 5 consigli

Teapot Creation

Parallax Scrolling: vantaggi, svantaggi e 5 consigli

Boy Coy

Parallax Scrolling: vantaggi, svantaggi e 5 consigli

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A Novembre 2013 come sapete parte ufficialmente il terzo Master Online della Ninja Academy, questa volta in DIGITAL STRATEGY & SOCIAL MEDIA COMMUNICATION!

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Alla scoperta di WeChat con Benny Ho [INTERVISTA]

Nella signorile location del Fioraio Bianchi a Milano, abbiamo avuto il piacere di partecipare alla presentazione milanese di WeChat, l’applicazione di instant messaging che sta rivoluzionando il modo di interagire e comunicare con gli smartphone. Sono già 300 milioni gli utenti che la utilizzano, quindi non ci stupisce scoprirla al 5° posto tra le app più diffuse a livello mondiale (fonte: GlobalWebIndex).

Ad accogliere blogger, influencer e noi Ninja è stato Benny Ho, il direttore dell’International Business Group di Tencent, l’azienda che ha sviluppato WeChat. Benny ha presentato l’applicazione nelle sue funzioni e ha interagito con gli ospiti con un gioco realizzato per stimolare la fantasia di ognuno nella realizzazione del proprio avatar, un pretesto per scoprire l’aspetto più importante della chat: gli adesivi.

WeChat è gratuita, sviluppa al massimo livello l’interazione della messaggistica – grazie a chat singole e di gruppo, messaggi istantanei, chiamate video, adesivi – si espande verso la condivisione visuale con la bacheca dove condividere momenti fotografici – arricchiti da filtri ed effetti – e raggiunge la sua completezza grazie ai messaggi vocali istantanei, utili e personali come lo stesso Benny Ho afferma: Il testo spesso non trasmette tutti i significati che vogliamo comunicare, utilizzare la voce permette di esprimere pensieri più complessi e sfumature emozionali…

Ma oltre a potenziare e unire le funzioni di molte altre applicazioni di messaggistica, WeChat è sensibile verso la tendenza social di connessione tra utenti, difatti grazie alla funzione “agita” (gestita da un servizio di geolocalizzazione) permette con un semplice gesto di conoscere nuove persone.

Oltre a scoprire le caratteristiche dell’applicazione, abbiamo avuto il piacere di intervistare Benny Ho, che si è dimostrato disponibile ed entusiasta ad andare più a fondo nelle sfumature di questa nuova realtà.

Com’è nata l’idea di WeChat?

“L’idea è nata in una città del sud della Cina, da un team di persone interessato al mercato emergente dell’industria delle applicazioni, sviluppando un nuovo sistema di comunicazione e lifestyle. L’applicazione in pochissimo ha avuto un riscontro sul mercato internazionale; abbiamo ricevuto molta richiesta da nazioni come India, Turchia, Sud Africa, Spagna e dall’altro lato Argentina, Messico, Brasile.”

L’applicazione resterà sempre gratuita? Se sì, come pensate di garantire un rientro economico?

“Sì! È nata gratuita e resterà tale. Abbiamo focalizzato l’attenzione su ciò che le persone vogliono ora: esprimere sé stessi e siamo certi di garantire un modello di business grazie alla distribuzione degli adesivi, elementi fondamentali per chi chatta perché dal linguaggio internazionale, spesso non c’è un modo di dire per esprimere certe sensazioni o comunque non è comune in tutto il mondo. Con le emoticon è tutto più semplice.”

Come mai avete scelto Messi come testimonial?

“Il target che utilizza questo tipo di applicazione va dai 18 ai 45 anni, ragazzi, studenti universitari, professionisti.  Abbiamo trovato in Messi un esempio, un professionista nel suo settore, un’aspirazione per i giovani. Inoltre una delle funzioni fondamentali di WeChat è la possibilità di seguire account ufficiali di brand e personaggi famosi venendo a conoscenza delle loro abitudini, il loro lifestyle e creando un contatto diretto.”

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Qual è il vostro obiettivo per il futuro? State pensando ad un ampliamento delle funzioni?

“Stiamo ampliando l’interazione con musica e video. Già la possibilità di collegarsi con grandi gruppi come MTV ed emittenti radiofoniche permette agli utenti di seguire i loro aggiornamenti e ascoltare le canzoni direttamente all’interno dell’applicazione. Vogliamo arricchire l’esperienza al massimo, fornire un servizio completo.”

Obama, stagisti e frutta: i migliori annunci stampa della settimana

Dalle migliori agenzie del mondo un compendio dei migliori annunci stampa di questa settimana. Siete pronti a farvi invadere dalla creatività pubblicitaria più brillante? Go! 

#governmentking

Dall’iniziativa privata di due creativi dell’agenzia Texana LatinWorks nasce il progetto #governmentking che ha lo scopo di trollare i canali social del governo Americano che, colpevole della chiusura forzata di tutti gli uffici pubblici del Paese per mancanza di fondi, sta facendo vivere nell’incertezza milioni di cittadini e facendo colare a picco il consenso del Presidente Obama.

Nella composizione troviamo un uomo nell’atto del  #governmentking  cioè l’arte di fermare la propria attività  in luoghi e tempi sconvenienti.

Advertising Agency: LatinWorks, Austin, USA
Creatives: Ricardo Duran, Gerardo Guillen

Hortifruti: Only the good ones

La catena ortofrutticola brasiliana Hortifruti è famosa in patria per la sua comunicazione fresca e divertente che mette sempre al centro il prodotto. In questo annuncio stampa si gioca sul concetto di “buono” con doppia valenza (morale e gustosa): “solo i frutti buoni (che fanno buone azioni e che sono gustosi) entrano dentro (i nostri negozi)”.

L’aureola luminosa sopra l’ headline rinforza il concetto di “buono” e nobilita il punto vendita e il marchio a luogo paradisiaco.

Advertising Agency: MP, Espírito Santo, Brazil
Creative Directors: Mônica Debbané, Gustavo Mendonça
Art Director: Louis Debbané
Copywriter: Ezen Tavares
Illustrator: José Azevedo

NABS: Vintage Intern Auction

Qual è il sogno di qualsiasi stagista pubblicitario sottopagato e sfruttato? Vendicarsi sul proprio capo! Magari potendo invertire i ruoli professionali, anche solo per un  giorno. Grazie a Nabs (National Advertising Benevolent Society) questo sogno può diventare realtà.

L’idea dell’associazione è quella di raccogliere i migliori e più quotati professionisti dell’advertising e metterli all’asta come lotto. Chi sborserà più denaro potrà usufruire per un giorno di tutta l’esperienza e professionalità di questi guru della pubblicità per imparare tecniche ed estrapolare segreti e trucchi del mestiere. Ma il regolamento, ed è qui che l’operazione si fa interessante, dà anche la possibilità di poter abusare del super professionista, degradandolo al rango di stagista.

Tutte le classiche umiliazioni da intern potranno essere riversate con gli interessi al capo che, prestandosi al gioco per una causa benefica, non potrà che assecondare il fortunato compratore. Godibile il video su youtube che simula l’asta del professionista che avverrà materialmente sul sito dell’associazione. L’asta è aperta, fate un’offerta!

Advertising Agency: Zulu Alpha Kilo, Canada
Art Director / Designer: Grant Cleland
Copywriters: Nick Asik, George Ault
Agency Producer: Bette Minott
Director of Photography: Jonny Cliff

HEMOSC: Hero

L’eroe dei fumetti associato al donatori è un concept che continua ad essere molto usato nelle campagne stampa sudamericane. La scorsa settimana avevamo visto questo concetto veicolato in una campagna per la donazione degli organi, questa volta, invece, siamo in presenza di un annuncio stampa di una campagna per la donazione del sangue.

Advertising Agency: SAMBBA Propaganda, Florianópolis, Brazil
Creative Director: Rafael Bittencourt
Art Director: Sal Santos
Copywriters: Chico Decker, Rafael Bittencourt
Photographer: Julian Wolkenstein

Orquesta Sinfónica Nacional: Playstation/Nintendo

Ci sono orchestre molto particolari che non eseguono partiture di Bach o di Rossini ma si impegnano con tutta la loro bravura per deliziare il pubblico con le colonne sonore dei videogiochi classici più amati. Se non sapete di che cosa sto parlando date un’occhiata su Youtube e ne vedrete delle belle!

Da qualche anno questo fenomeno si sta allargando ed è una scelta davvero molto pop che di fatto sta avvicinando alla musica da camera un target lontano dalle logiche del Teatro.

Per pubblicizzare al meglio un evento di questo genere l’agenzia pubblicitaria Garnier BBDO ha messo in scena le classiche custodie rigide degli strumenti musicali adattandole a contenere i joystick  della Playstation e del Super Nintendo.

Advertising Agency: Garnier BBDO, Costa Rica
Chief Creative Officer: Manuel Travisany
Creative Director: Alan Carmona
Art Directors: Hector Acuña, Yoshua León
Copywriter: Randall Vega

Piaciute le creatività di questa settimana? Thumbs up allora! See you soon!

 

 

Maker Faire Rome, i maker svelano il futuro che ci aspetta

Trentacinquemila presenti e lo stupore di circa 6.000 studenti hanno popolato il Palazzo dei Congressi nella giornata di venerdì 4 ottobre. Anche noi, con gli occhi quasi increduli, ci siamo sentiti come bambini che per la prima volta si trovano davanti a qualcosa di mai visto. Con stupore e meraviglia abbiamo ripreso, applaudito e fotografato un pezzo di storia, quella con cui probabilmente entreremo in confidenza nel futuro prossimo e che adesso ci lascia ancora un po’ sorpresi.

Mentre assaporavamo quella che è stata definita la più grande esposizione europea sulla creatività e sull’artigianato digitale, abbiamo incontrato loro, i Maker, gli hobbisti tecnologici di tutta Europa, dal cui entusiasmo e creatività è stato impossibile non essere contagiati. Per ben 4 giorni ci hanno mostrato le creazioni più innovative, facendoci immergere in un nuovo modo di vedere la realtà che ha a che fare con nuovi modelli di produzione sostenibili e a basso costo.

Le innovazioni che cambieranno il nostro futuro

Siamo stati testimoni di ben 250 progetti, selezionati dalla Call for Makers, e abbiamo assistito ad esibizioni, workshop, performance dal vivo che hanno dissetato la nostra sete di “nuovo”, mostrandoci come è possibile, a livello concreto, realizzare oggetti di design, costruire strumenti musicali a partire dal riutilizzo dei materiali, elaborare nuove forme di vivibilità e mezzi di trasporto eco-sostenibili che nascono da quella che probabilmente è la più grande invenzione degli ultimi tempi, la Stampante 3D.

Tra gli espositori, ricordiamo 3DItaly, il primo 3D Printing Store a operare in Italia. Li abbiamo visti nella 3D Print Exhibition, intanto che non mancavano le dimostrazioni del loro credo “Se puoi immaginarlo, puoi crearlo“. Così abbiamo visto un oggetto di design, come un vestito o una scarpa, diventare accessibile al singolo, a partire dal processo di produzione.  Il design della moda è solo uno dei campi d’applicazione di questa sorprendente tecnologia: al Maker Faire è stato esposta la prima moto elettrica 100% italiana i cui pezzi sono stati prodotti con la stampante 3D.

E se da un lato gli studenti hanno avuto modo di conoscere come l’introduzione della Stampante 3D renderebbe più divertente e innovativo l’apprendimento tra i banchi, dall’altro la Maker Faire per molti di loro è stato il momento in cui per la prima volta hanno visto da vicino dei Robot. Dal Robot para-rigori, al Robot Bassista, è stato un susseguirsi di competizioni in chiave interattiva ed educativa. La Robotica educativa è stato un tema centrale di questa edizione della Maker Faire, esempio di come le attività logico-creative possano essere di stimolo per i giovani.

Il lato “naturale” dell’innovazione

Oltre a Robot musicisti, abbiamo visto grazie ai Capone & BungtBangt che è possibile non solo far nascere un basso da una scopa e percussioni da una vecchia tastiera di pc, ma che addirittura è possibile metter su un’intera band! Sul palco dell’Auditorium del Palazzo dei Congressi, la band campana ha portato un sound energico e travolgente, quello degli strumenti musicali creativi e  a costo zero fatti con amore per la musica e per la natura.

L’innovazione, quindi, incontra la sostenibilità e si traduce in risparmio. E oltre che fruirne all’esterno, di innovazione si vive… dentro! Questo è lo spunto che ci suggerisce Emiliano Cecchini presidente de “La Fabbrica del Sole” che ci insegna a vivere Off-Grid, staccati dalla rete elettrica delle case. La soluzione è la Off-Grid Box, un scatola che consiste di un sistema ecologico-termico capace di rendere un’abitazione sostenibile dal punto di vista energetico.

Pronti per il grande passo?

Riassumere tutto quello che abbiamo visto purtroppo è impossibile. Però è certo che, come Massimo Banzi, co-fondatore di Arduino e anima del movimento Maker a livello mondiale  “c’è una parte consistente del nostro Paese pronta a fare il prossimo passo verso un nuovo futuro“. Questa è la parte che partecipa al mega-racconto fatto di chipopen sourcemateriali di riciclo e circuiti digitali. Questi siamo noi, quelli che vogliono vivere nell’humus di una cultura basata sulla condivisione dei risultati, dove la creatività è un’ondata che travolge tutti i campi e li trasforma, mettendo in scena nuovi paradigmi esistenziali. E’ lei a tenere vivo il sogno di cambiare l’economia globale.

Il nostro videoracconto

Il nostro fotoracconto

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I 10 errori nelle relazioni pubbliche che le startup devono evitare

Non è facile essere una startup.

Senza un enorme budget da investire in campo pubblicitario, diventa molto complicato ottenere visibilità sui media.
Se questa operazione risulta difficile anche per attività o brand affermati, per le nuove imprese create o ancora in fase embrionale, può essere davvero scoraggiante, soprattutto se nessuno dei fondatori ha esperienza con la stampa.

Fortunatamente però, la maggior parte degli gravi errori a cui si può andare incontro causa inesperienza, si possono aggirare; ecco qui dieci disastri di relazioni pubbliche che le startup devono assolutamente evitare:

Un lancio troppo in grande stile

Il mondo delle startup è pieno di storie di grandi party celebrativi di aziende che ormai non sono più sul mercato.
Una presentazione esagerata può far nascere dei dubbi su quanto rimanga dell’investimento a seguito di una festa faraonica con champagne e caviale. Se non hai un buon prodotto, nessun trampoliere coreografico e nessun invitante cocktail con ombrellini variopinti potrà renderlo migliore. Gli invitati devono lasciare l’evento col tuo prodotto fissato in mente, non con l’immagine di una contorsionista.

 

Eccedere nel follow-up della startup

Questa è una fase temuta e delicata. Per un giornalista non c’è nulla di più noioso che ricevere quotidianamente la stessa mail, più e più volte. Questa strategia rischia di raggiungere l’effetto opposto: scoraggiare chi sarebbe stato interessato a parlare del vostro prodotto con una serie di mail degne di uno stalker.
Non puoi importunare qualcuno mascherando questo comportamento come persistenza. La morale: non esagerare.

Fare uno di questi errori tipici da posta elettronica

1. Scrivere una email sgrammaticata, piena di errori.
2. Inviare una email con una forma sgradevole, costruita con copia/incolla da testi diversi, ognuno con una formattazione differente.
3. Scrivere con eccessiva confidenza: iniziare la comunicazione con “Caro [nome]..”. Succede più spesso di quanto si possa pensare.
4. Inviare comunicazioni con troppi allegati o troppo pesanti. Oltre al serio rischio di venire filtrati da procedure anti-spam, intasare la posta di un giornalista può essere davvero controproducente.

Rendersi difficilmente reperibili

È incredibile quanto alcune aziende facciano il possibile per non rendere evidenti le proprie informazioni di contatto.
Non dovrebbero essere necessari più di 15 secondi per accedere alle informazioni di contatto una volta approdati sul tuo sito.
È impensabile che un giornalista, costretto da scadenze e tempi ridottissimi, possa sottoporsi a form di registrazione per accedere ad alcuni dati o per scaricare delle immagini del prodotto. Fatti trovare facilmente.

Sperare che un piccolo lancio diventi un evento enorme

Non puoi pensare di affidare la comunicazione ad un piccolo canale e poi sperare che, una volta coperto l’argomento, venga ripreso da mezzi di diffusione più grandi e appetibili.

Non comprendere e non rispettare i tempi tecnici

Se per una startup, sebbene sia tutto progettato e discusso da mesi, il lancio può essere complicato, è ancora più difficile per un giornalista scrivere un pezzo su un prodotto o un evento che, all’uscita della rivista, sarà già vecchio. Se riesci a comunicare uno scoop o una notizia dell’ultimo minuto, avrai maggiori probabilità di copertura.

Partire in un momento sbagliato

Scegliere il momento giusto è importante. Se già le grandi aziende sono sottoposte al rischio che eventi inaspettati possano compromettere il lancio di un servizio o un prodotto, questa possibilità si moltiplica a dismisura quando la protagonista è una startup.
Se tutta la stampa specializzata è indaffarata e concentrata sul lancio del nuovo prodotto Apple, ad esempio, è una mossa suicida pianificare una presentazione negli stessi giorni.
Questo errore può fare perdere grandi occasioni, è quindi necessario documentarsi ampiamente sugli eventi in corso.

Commenti negativi sui concorrenti

È un grande errore concentrare il proprio messaggio su ciò che i potenziali concorrenti stanno facendo male; le startup dovrebbero diffondere solo vibrazioni positive su quello che stanno facendo e come lo stanno facendo.
Le startup hanno spesso bisogno di collaborare, in quanto “piccoli pesci” in un mare sconfinato. Crearsi dei “nemici” è una mossa sicuramente sbagliata, decisamente poco professionale e porta a bruciarsi dei ponti che si potrebbe avere interesse ad attraversare in futuro.

Scambiare entusiasmo per partnership

È probabile che presentando il vostro elevator pitch le reazioni possano essere di approvazione ed entusiasmo. È necessario ricordare che “dobbiamo fare qualcosa insieme” è solo una frase, non un partenariato formale.

Poca attenzione alle dichiarazioni “fuori onda”

Alcuni soggetti compiono l’errore di lasciarsi andare a dichiarazioni poco lusinghiere o inappropriate perché non c’è nessun addetto della stampa nelle vicinanze. Attenzione a questo atteggiamento: con la condivisione sui social supportata perfettamente dalla tecnologia, ogni frase, dichiarazione, ammissione può facilmente finire in rete.