La guida completa alla Twitter Etiquette

Adoriamo Twitter.

Se Facebook è l’ideale per restare in contatto con i nostri cari ovunque nel mondo, Twitter è invece il luogo perfetto in cui condividere passioni, interessi e pensieri con persone a cui non interessano i più intimi dettagli della nostra vita privata o le foto dell’ultima gita al parco: vogliono solo conoscere la nostra opinione, e magari condividerla o discuterne con passione e sagacia.

Non basta, però, la sola e semplice presenza per poter essere accettati. Accanto alla proposta di contenuti interessanti e interazioni costanti, esistono delle vere e proprie regole non scritte da seguire per evitare l’isolamento da parte degli altri utenti.

Non parliamo della semplice “policy” di Twitter, bensì di un vero e proprio galateo proposto da Mashable e chiamato Twitter Etiquette (o Twitiquette), essenziale per integrarsi nella community più variegata del web, che va ad ampliare, integrare ed aggiornare i consigli che vi avevamo dato per essere un utente Twitter di successo 😉

Attenzione al contenuto

Immaginate sempre che domattina i vostri tweet possano finire sul giornale o nella cassetta della posta di casa. Fate come se vostra nonna o il vostro capo potesse leggerli in ogni momento.

Evitate volgarità gratuite e poco simpatiche, non siate profani e siate sempre rispettosi verso gli altri utenti, anche verso i troll più accaniti (bloccateli, al limite). Ovviamente non siate troll voi stessi: non diffondete notizie false, tendenziose e soprattutto non verificate, a maggior ragione se coinvolgono altri utenti.

Condividete contenuti potenzialmente interessanti, che stimolino la discussione, allegando sempre la fonte e magari citando l’autore con una mention.

Infine qualche consiglio sempre valido:

  • Curate la lingua: certo, 140 caratteri sono pochi, ma tweet troppo lunghi in cui viene totalmente eliminata la punteggiatura, vengono inserite abbreviazioni senza senso e – soprattutto – unite assieme le parole, risultano illegibili e fastidiosi;
  • Evitate l’oversharing: non c’è niente di peggio di veder invaso il proprio feed da continui tweet banali come “Adesso mi faccio un bel pisolino!” oppure “Bloccato nel traffico di ritorno dall’ufficio”.  Evitate di raccontare ogni minuzia della vostra giornata: dobbiamo già sopportare i nostri amici su Facebook!  😀
  • Spoiler vietatissimi: capita spesso di registrare quell’attesissima puntata della nostra serie tv preferita per potercela gustare senza stress nella nostra ora serale di relax. E’ vero, Twitter andrebbe a priori evitato in questi casi perché pieno di spam, ma non siate mai voi a fare il danno.
  • Cautela nell’auto-promozione: siamo su un social network basato sui contenuti. Il minimo è voler promuovere il nostro ultimo articolo o il nostro ultimo video su YouTube. Ma va tenuto sempre a mente che tutto si basa sull’interazione: previsti unfollow a raffica se si utilizza Twitter solo come “megafono” per le ultime creazioni.
  • Condividete il vostro pensiero: se qualcuno ci segue su Twitter è perché vuol sapere cosa ne pensiamo su tutti – o quasi – i temi della più stretta attualità. Se siete rispettosi del linguaggio e degli altri non c’è opinione che non possa essere espressa. Anzi, mantenersi sempre troppo vaghi senza esporsi mai può essere segno di debolezza e scarso interesse. Ovviamente, accettate ogni tipo di critica controbattendo con educazione.
  • Occhio agli hashtag: sono il cuore di Twitter. Possono conferire al tweet un tocco di umorismo o possono consentirci di ampliare una discussione. Possono identificare un determinato tema o dare respiro social ad un evento. L’importante è non esagerare: secondo la Twitter Etiquette un tweet pieno di hashtag è un pugno nell’occhio poco apprezzato. Non superate mai i tre hashtag per ogni post.
  • Restate off-line quando avete bevuto troppo: ricordate cosa abbiamo detto all’inizio? Ricordate che vostra nonna potrebbe leggervi 😆

Twittare con cura

C’è chi twitta molto spesso, e lo fa anche molto bene. Ma c’è anche chi twitta troppo, senza avere in realtà nulla da dire, risultando spesso fastidioso e monotono.

Chiedetevi se il vostro tweet crea valore aggiunto ad una discussione o se può essere davvero apprezzato dai vostri follower: abbiate l’umiltà di riconoscere che non tutti i vostri pensieri valgono la pena di essere condivisi.

Di contro, abbandonare per giorni e giorni il vostro profilo farà crollare ogni sorta d’interesse verso di voi e i vostri contenuti. Twittate con moderazione, quando ne vale la pena ma con costanza.

Following e followers

Non siete obbligati a ricambiare un follow. Anzi, farlo automaticamente vi farà apparire dei robot.

Quando qualcuno decide di seguirvi non si aspetta qualcosa da voi in termini di seguito, ma in termini di contenuto. E’ interessato a conoscere cosa avete da dire e a confrontarsi con voi e i vostri temi. Ricambiare ciecamente un follow danneggerà voi e – soprattutto – la qualità del vostro feed.

Tuttavia, non ricambiare il follow di un amico o di un collega può essere considerato anche da maleducati. A volte ricambiare è quindi questione di cortesia.

Ovviamente non aspettarti dagli altri più di quanto ti abbiamo appena consigliato: non offenderti se qualcuno che segui non ricambierà, fa parte delle regole del gioco.

In questo contesto ci sono due regole d’oro della Twitter Etiquette:

  • evitare la tattica del “follow di una notte”, ossia seguire una persona sperando che questa ricambi e, indipendentemente dall’esito, cancellare il follow il giorno dopo. Metodo subdolo per ottenere maggiori seguaci che è basato su pura maleducazione.
  • mai, in nessun caso, annunciare pubblicamente quando si è deciso di smettere di seguire qualcuno.

Interagire

Su Twitter si interagisce spesso con persone che non incontreremo mai nella vita reale. Inutile essere timidi, ovviamente restando sempre nei limiti dell’educazione e della decenza.

Interagite con tutti: colleghi, amici, conoscenti, VIP, esperti, utenti che condividono i vostri interessi… ma non aspettatevi sempre una risposta. Alcuni utenti potrebbero non controllare continuamente la colonna “@Connetti” oppure hanno molte interazioni, questo non deve farvi sentire offesi o trascurati, mai.

Di conseguenza anche voi non siete obbligati ad interagire con tutti. Ma è questione di buona educazione rispondere alle domande dirette.

Ricordate infine che se qualcuno vi contatta tramite DM è probabilmente perché vuole tenere quel tipo di informazione riservata, quindi il minimo che potete fare è non riportarne il contenuto pubblicamente.

Retweet

Quando un tweet ci fa ridere da matti o contiene un contenuto particolarmente interessante è giusto omaggiarlo con un retweet. Mai, però, va spacciato il contenuto di un post di un altro utente come il nostro: si chiama rubare e, anche se su Twitter non è illegale, vi marchierà a fuoco nei confronti del vostro pubblico.

Se oltre a Retwittare un contenuto volete aggiungere anche un vostro commento, utilizzate la funzione di risposta ed aggiungete la sigla “RT” al vostro commento (lasciando intatto il tweet originale).

Tweet automatici

Vanno evitati il più possibile.

Siete su Twitter per condividere i vostri pensieri e la vostra personalità. Una timeline fatta per la maggior parte da tweet automatici provenienti dal vostro blog o – ancor peggio – da Facebook e quindi troncati e privi di senso, sono percepiti come fastidiosi e possono influenzare molto negativamente la qualità dei vostri rapporti.

Evitate anche l’invio di DM automatici ai nuovi follower. E’ più probabile che sia considerato poco sincero piuttosto che carino, e spesso allega spam (“Dai un’occhiata anche al mio sito web!”) che è davvero un brutto modo per presentarvi.

E voi? Seguivate già alcune di queste regole o ne avete altre da suggerirci? Ditecelo nei commenti!

Top 10 fumetti e illustrazioni: i migliori creativi della settimana

Top 10 fumetti e illustrazioni: i migliori della settimana

Arriva puntuale anche questo venerdì una nuova Top 10 ninja per rigenerarvi gli occhi e lo spirito: ecco i migliori creativi della settimana nel mondo del fumetto e dell’illustrazione, pescati per voi in rete (e perché no, in libreria, fumetteria o sui muri delle nostre città). Buona visione!

Top 10 fumetti e illustrazioni: i migliori creativi della settimana Julie Maroh

C’è grande curiosità per “Il blu è un colore caldo” ed. Rizzoli Lizard. Il graphic novel di Julie Maroh, fresco di stampa, arriva in Italia insieme al film che ha ispirato la palma d’oro a Cannes 2013: La vita di Adele, in tutte le sale italiane dal 24 ottobre 2013.

Top 10 fumetti e illustrazioni: i migliori creativi della settimana Blacksad

Si chiama “Amarillo” (Giallo), il nuovo volume di “Blacksad” (Tomo 5) degli autori Juan Díaz Canales e Juanjo Guarnido. Questa volta il gatto investigatore privato, protagonista della saga, vivrà un intrepido road trip degno della beat generation. Uscirà a novembre in Francia per Dargaut, che ha confezionato questo bel booktrailer. A quando in Italia?

Top 10 fumetti e illustrazioni: i migliori creativi della settimana Orfani

In edicola questa settimana “Orfani”, la serie a colori di Roberto Recchioni ed Emiliano Mammucari per la Sergio Bonelli Editore. Ambientata in uno scenario post-apocalittico si annuncia ad alto tasso di spettacolarità. Per sapere tutto quello che riguarda i nuovi arrivati nella famiglia Bonelli (curiosità, autori, personaggi, storie, anticipazioni) vi rimando al sito dedicato.

Top 10 fumetti e illustrazioni: i migliori creativi della settimana Moby Dick Disney Panini

Moby Dick” è la raccolta, in un unico volume, dell’adattamento in chiave Disney del celebre romanzo di Herman Melville. Apparso tra le pagine di “Topolino” nei numeri 3003 e 3004, porta le firme di Francesco Artibani per la sceneggiatura e Paolo Mottura ai disegni, con i colori di Mirka Andolfo. Tra le novità Disney Panini Comics annunciate in occasione della prossima Lucca Comics and Games 2013.

Top 10 fumetti e illustrazioni: i migliori creativi della settimana Ken Niimura

Nel mondo delle autoproduzioni a fumetti, è pronta la nuova antologia tematica “Amenità 3”: questa volta le storie riguardano i cuccioli! Gli autori sono dodici, provenienti dall’Europa e dal resto del mondo. Qui ad esempio vediamo un dettaglio del lavoro di Ken Niimura (proprio quello di I Kill Giants).

Top 10 fumetti e illustrazioni: i migliori creativi della settimana Smolderen Clerisse

Souvenir dell’Impero dell’Atomo“, commedia fantascientifica in pieno stile grafico anni Cinquanta, si era fatto già fatto notare al Festival di Angouleme. Ora, il volume di Thierry Smolderen e Alexandre Clerisse arriva in Italia edito da Bao Publishing.

Top 10 fumetti e illustrazioni: i migliori creativi della settimana Roman Muradov

Roman Muradov è un giovane fumettista di origini russe che vive a San Francisco (USA). Lavora per il Wall Street Journal, Vogue, GQ e tantissime altre prestigiose testate. Questo è un lavoro apparso di recente sul sito del New York Times.

Top 10 fumetti e illustrazioni: i migliori creativi della settimana Lisa Graves

Si avvicina Halloween, così nel mondo anglosassone si torna a parlare di streghe. Lisa Graves ci propone delle streghe particolari nella sua “History Witches – an illustrated guide“. Sono tutte le eroine che hanno fatto la storia e tutte quelle donne che hanno disobbedito alle convenzioni sociali che stavano troppo strette, raccolte in un volume dedicato ai lettori più giovani, per raccontare i fatti da un’altra prospettiva e trasformare il valore di questa parola intesa come “etichetta”.

Top 10 fumetti e illustrazioni: i migliori creativi della settimana Howard Hardiman

Sta facendo discutere oltremanica il volume “The Lenghs” di Howard Hardiman, pubblicato da Soaring Penguin Press. Rivolto ad un pubblico maturo, raccoglie le storie autoprodotte dall’autore che hanno come protagonista un giovane gay, dalle sembianze di ragazzo-cane, che nella sua doppia vita fa l’escort.

Top 10 fumetti e illustrazioni: i migliori creativi della settimana Laura Fuzzi

Laura Fuzzi, fumettista, ha commentato nella rubrica della scorsa settimana invitandoci a scoprire la tavola che ha consegnato all’evento Komikazen 99% (di cui abbiamo parlato). Ecco il suo lavoro dallo stile personale. Per apprezzarlo meglio vi invito anche a visitare il suo blog, dove ci racconta i dettagli.

Grazie per l’attenzione e per tutti i lettori che ci dimostrano sempre di più il loro apprezzamento. Se siete degli artisti e volete segnalarci i vostri lavori, lasciate pure un commento a questo post! Ma vale anche per i lettori, se pensate che ci siano delle belle novità in giro e volete scriverci, commentate!

Alla prossima!
Odri

Star Wars di JJ Abrams: i consigli arrivano dai fan [VIDEO]

Star Wars di JJ Abrams: i consigli arrivano dai fan [VIDEO]

YouTube sta al cinema e tv come le parodie stanno a film e serie? Non sempre! Ci sono tantissimi utenti che non si limitano a imitare un prodotto culturale, ma lo ricreano, lo scompongono per creare qualcosa di nuovo. Esistono fenomeni di fandom anche molto complessi. E poi ci sono fan di Star Wars che, in pena per il destino della saga, realizzano un video per assicurarsi che JJ Abrams faccia tutto come si deve e non deluda le loro attese.

In particolare “Sincerely, Truman“, un gruppo di creativi di Portland, ha stilato una piccola lista animata con quattri consigli diretti al regista, per far tornare Star Wars agli antichi fasti di un tempo.

  1. Il set dev’essere la frontiera: Star Wars non è ambientato in una città, in un Parlamento o in biblioteca. Deve succedere tutto là fuori, nella frontiera.
  2.  
    Star Wars di JJ Abrams: i consigli arrivano dai fan [VIDEO]

  3. Il futuro è vecchio: la bellezza di Star Wars non sta nella pulizia, nella novità, ma nello sporco, negli oggetti di second mano. La bellezza della frontiera!
  4.  Star Wars di JJ Abrams: i consigli arrivano dai fan [VIDEO]

  5. La forza è misteriosa: ovvero, non dobbiamo comprendere tutto, non tutto deve essere spiegato (la fede di un fan di Star Wars è davvero infinita ;-))
  6.  Star Wars di JJ Abrams: i consigli arrivano dai fan [VIDEO]

  7. Star Wars non è carino: se entri nel bar sbagliato ti tagliano un braccio. La frontiera è un posto pericoloso!
  8.  Star Wars di JJ Abrams: i consigli arrivano dai fan [VIDEO]

Ed ecco il video 🙂

Il wi-fi sott'acqua potrebbe diventare presto realtà

Il wi-fi sott'acqua potrebbe diventare presto realtà

Il wi-fi sott'acqua potrebbe diventare presto realtà

Electrical Engineering Graduate Students Hovannes Kulhandjian and Zahed Hossain in the lab (boat) of Tommaso Melodia’s WINES Lab Research on Lake Erie. Photographer: Douglas Levere

Un team di ricercatori dell’Università di Buffalo ha testato con successo un’architettura di rete subacquea che un giorno potrebbe fornire la connessione Wi-Fi sott’acqua.

Il Wi-Fi potrebbe aiutare i ricercatori a monitorare gli oceani e l’inquinamento delle acque, salvare vite rilevando tsunami e terremoti, sorvegliare su traffici illeciti e altre attività.

Una rete wireless sommersa ci darà una capacità senza precedenti di raccogliere e analizzare i dati dai nostri oceani in tempo reale” – ha detto Melodia (professore associato e ingegnere elettrico a capo del progetto) in un comunicato – “ad esempio rendere disponibili queste informazioni a chiunque abbia uno smartphone o un computer, soprattutto quando si verifica uno tsunami o un altro tipo di disastro, potrebbe contribuire a salvare vite umane“.

Il wi-fi sott'acqua potrebbe diventare presto realtà

Electrical Engineering Graduate Students Hovannes Kulhandjian and Zahed Hossain in the lab (boat) of Tommaso Melodia’s WINES Lab Research on Lake Erie. Photographer: Douglas Levere

Melodia e i suoi studenti presenteranno un paper dal titolo “The Internet Underwater: An IP-compatible Protocol Stack for Commercial Undersea Modems” all’ottava conferenza internazionale su reti e sistemi subacquei che si svolgerà a Taiwan dall’11 al 13 novembre prossimi.

Spiegheranno la tecnologia ed i test effettuati in questi mesi. Se volete leggere il paper e scoprire l’architettura del sistema, i protocolli usati e le altre configurazioni con i dati, potete farlo seguendo questo link al pdf.

Gioca come un professionista con Nike grazie al projection mapping

Tante volte abbiamo sognato di indossare capi d’abbigliamento o usare accessori che donassero poteri straordinari, soprattutto in fatto di sport. Quanto abbiamo desiderato poter calciare come gli sportivi che mostrano il loro immenso talento nelle pubblicità della Nike?

Cosciente di questo desiderio latente, Nike in collaborazione con l’agenzia BBH Asia Pacific, ha promosso la nuova scarpa da calcio Hypervenom, offrendo ai cittadini di Bangkok la possibilità di esibirsi come una vera stella del calcio nella House of Deadly.

Un vero e proprio stadio virtuale realizzato con un’operazione di projection mapping legato a dei rilevatori di movimento.

Gli impavidi calciatori dovevano riuscire a eludere il fascio di luce in movimento. I livelli da superare erano ben cinque ed evitare il raggi laser e le figure animali (parte integrante del piccolo stadio) non era per niente facile.

House of Deadly è stato un esperimento magistrale di projection mapping unito a all’utilizzo di un sistema di controllo visivo da parte di una telecamera che doveva individuare il punto in cui il pallone era toccato e chi tra fascio di luce e calciatore ci riuscisse.

Samsung Galaxy Gear: da cult di cinema e tv alla realtà [VIDEO]

Che cosa hanno in comune i Power Rangers, George Jetson, il capitano Kirk e Michael Knight? Semplice: un super tecnologico smartwatch da polso. E per questo tutti noi li abbiamo invidiati. Fino ad oggi, grazie al nuovissimo Samsung Galaxy Gear.

Un orologio che, con un semplice tocco, diventa una macchina fotografica, un lettore musicale, un telefono e molto altro ancora. Non si tratta di fantascienza ma di realtà: il Galaxy Gear è il nuovo nato in casa Samsung che rivoluzionerà il concetto di smartphone e, per lancio sul mercato, l’azienda sudcoreana-americana ha pensato bene di scomodare tutti i grandi personaggi di telefilm, film e cartoni animati.

Il video A long time coming nasce dalla fusione di brevi frame di serie tv, film e cartoni animati che hanno un oggetto in comune: un orologio super tecnologico in grado di comunicare. Un capolavoro della tecnologia che Samsung ha reso realtà con Galaxy Gear che viene mostrato alla fine del filmato al polso di una ragazza.

A long time coming gioca sull’effetto nostalgia mixando frame di film, serie tv e cartoni animati appartenenti al passato legati da un fil rouge tecnologico: lo smartwatch. Il montaggio è realizzato ad opera d’arte con un ritmo calibrato e dinamico che non annoia ma, anzi, coinvolge lo spettatore che si diverte a riconoscere i protagonisti delle clip.

Samsung Galaxy Gear: da cult di cinema e tv alla realtà [VIDEO]

Samsung Galaxy Gear: da cult di cinema e tv alla realtà [VIDEO]

Samsung Galaxy Gear: da cult di cinema e tv alla realtà [VIDEO]

Colpo di scena finale l’arrivo del Samsung Galaxy Gear: lo smartwatch viene mostrato in tutta la sua bellezza. Una ragazza, imitando i gesti dei protagonisti delle clip, parla all’orologio che esegue i suoi comandi. Insomma, che dire, per Samsung il futuro arriva… dal passato!

Credits:

Agency: 72andSunny
Editorial: Arcade Edit
CEO/Partner: John Boiler
Editor: Paul Martinez
ECD/Partner: Jason Norcross
Creative Director/Writer: Barton Corley
Creative Director/Designer: Travis Britton
Head of Film Production: Sam Baerwald
Executive Producer: Nicole Haase
Senior Film Producer: Angelo Mazzamuto
Film Production Coordinator: Jamie Glass
Executive Producer: Michael Pardee
Creative Director: Rob Trent

Christian Jackson ed i suoi poster minimalisti ispirati dalle fiabe [INTERVISTA]

Christian Jackson, brillante graphic designer di Square Inch Design, ha illustrato le fiabe con cui tutti noi siamo cresciuto con una serie di poster minimalisti capaci di dare vita ad un personaggio grazie all’accostamento di pochi elementi fondamentali. Una treccia, un paio d’occhi oppure una mela. Tanto basta a dare vita ad illustrazioni  che rimandano a Biancaneve, Alice nel Paese delle Meraviglie, Pinocchio oppure Cappuccetto Rosso.

La sua è davvero una bella storia che arriva da oltreoceano, nata tra le quattro pareti del suo studio e poi diventato un progetto di successo richiesto ed acquistato in tutto il mondo. Incuriositi dal suo lavoro abbiamo contattato Christian, e gli abbiamo chiesto di più riguardo il suo progetto, il suo modo di lavorare e la sua filosofia minimalista.

Qual è il tuo background?

Ho frequentato una scuola tecnica terribile, non vale neppure la pena menzionare il suo nome. Mi sono laureato in print design ma adesso lavoro con il design interattivo e come illustratore. Ad accezione delle notazioni fondamentali sono un autodidatta.

Ci puoi raccontare qualcosa del tuo progetto Fairy Tales?

La mia vita ha cominciato ad andare in una direzione legata al mondo dell’infanzia a partire da quando sono diventato padre – 4 anni e mezzo fa – ed ho creato la serie Fairy Tales. Credo questo sia un mio modo di trasformare creativamente l’energia che mi trasmettono le mie figlie. Non ho creato questi poster per venderli ma poi il progetto ha cominciato a guadagnare popolarità online e le persone hanno cominciato a chiedermi di poter comprarli. Il passo successivo è trovare distributori ed arrivare alla gente attraverso la rete ed i blog come il vostro. Ho anche creato un Volume 2 della serie, disponibile online, perché mi sono state richieste altre storie classiche.

Quali sono le parole chiave che descrivono il tuo lavoro?

Intelligenza e semplicità.

L’ispirazione arriva dai tuoi bambini?

Le mie figlie sono la base della mia ispirazione e le muse della mia creatività. Loro fanno in modo che io rimanga sciocco e mi ricordano di giocare perché questo è il modo migliore per imparare. Professionalmente parlando comunque una grande risorsa di ispirazione per me deriva dalle cose brutte e dai lavori fatti male. Le cose che sono disegnate in modo povero rendono creativo il mio lavoro. Posso aiutare, provare e trasformarle per renderle migliori.

Parliamo del tuo stile, davvero minimalista. Ti ritrovi nella frase “less is more”?

Credo che la frase stessa sia davvero stupida. Il meno diventa più quando si ha il know-how per lavorare in modo intelligente con poco è renderlo più significativo. Trasportando questo concetto al minimalismo, visivamente parlando c’è meno, ma quando è ben fatto il minimalismo impegna chi guarda più che solo con gli occhi. Trasmette accenni di idee più ampi e permette al publico di esporre ed estrapolare i dettagli. Da solo il minimalismo è incompleto, ha bisogno di un’interpretazione per diventare completo. Si tratta di un incredibile medium perchè fa lavorare lo spettatore. La mente completa gli spazi e crea un momento wow che è perfetto per ognuno a suo modo. Siccome la perfezione è un ideale e gli ideali esistono solo nella mente, il minimalismo in questo senso è perfetto perché si impiega per renderlo tale.

Nel tuo sito la tua presentazione dice un sacco di cosa senza troppe parole, qual’è il tuo approccio con internet ed i social media?

Approccio ogni aspetto della mia vita con la mentalità di un minimalista, non solo nel mio lavoro di designer. Se non è bello o utile allora non serve, non vale la pena. Questa è una regola che applico in ogni cosa che faccio. Ogni decisione può essere chiarita attraverso questa affermazione.

Quali sono i tuoi nuovi progetti per il futuro?

Attualmente sto illustrando un libro per bambini. Si tratta di un progetto di collaborazione con un caro amico scrittore. Il libro si chiama “Maggie and the Sprikle Tree“. La storia parla di una piccola ragazza di campagna con un’immaginazione selvatica che ha un’incredibile magica esperienza con il salice del suo cortile.

Storytelling e Pixar: 22 regole da manuale [CASE STUDY]


storytelling, pixar


Dopo avervi suggerito i passi fondamentali dello Storytelling, vogliamo analizzare i segreti dei giganti della comunicazione.

Proprio così, Emma Coats, ex disegnatrice storyboard della Pixar, ha di recente twittato ben 22 regole acquisite mentre lavorava presso la prestigiosa casa di produzione cinematografica, le quali sono diventate in breve tempo una lista virale su Reddit.

Si tratta di 22 regole su come scrivere uno Storytelling efficace, ma udite udite: le sue intuizioni sono applicabili a qualsiasi professione nell’ambito della comunicazione, inclusi gli sviluppatori software.

22 perle di saggezza “narrativa” made in Pixar

Poco meno di un mese fa, grazie ad un post su Imgur di Dino Ignaciociascuna regola è stata integrata con un’illustrazione tratta da un film Pixar, diventando così tutte assieme un vero e proprio “manuale motivazionale per diffondere il verbo della Pixar sul web. Ma vediamole direttamente dalle seguenti slide:


Le regole

Di seguito proponiamo la nostra traduzione delle regole:

  1. Un personaggio si ammira più per i suoi tentativi che per i suoi successi.
  2. Tieni presente ciò che t’interessa come lettore, piuttosto che ciò che ti diverte come scrittore. Possono essere due cose MOLTO diverse.
  3. Esercitati pure sul tema della storia, ma non saprai mai di che cosa tratta finché non sarai arrivato alla fine. Perciò riscrivila.
  4. C’era una volta ___. Ogni giorno, ___. Un giorno ___. Perciò, __. Allora, ___. Finché finalmente ___.
  5. Semplifica. Concentrati. Combina tra loro i personaggi. Prendi delle scorciatoie. Ti sembrerà di aver perso qualcosa d’importante per strada, invece sarai libero.
  6. Cosa sa fare il tuo personaggio, in cosa riesce meglio? Scaraventalo in una situazione opposta. Mettilo alla prova. Come si comporterà di conseguenza?
  7. Inventati il finale prima di esser arrivato a metà della storia. Dico sul serio. I finali sono difficili, portati avanti con il lavoro.
  8. Finisci la tua storia, anche se non è perfetta non importa. In un mondo ideale avresti entrambi (la fine ed una storia perfetta), ma vai pure avanti. Farai meglio la prossima volta.
  9. Quando ti senti bloccato, fai una lista di cosa sai che NON accadrà. Spesso in questo modo emergerà il materiale che ti serve per sbloccarti.
  10. Metti da parte le storie che ti piacciono. Ciò che ti piace di loro è una parte di te; prima di poterla usare devi prima imparare a riconoscerla.
  11. Scrivi la tua idea, ti aiuterà a focalizzarla. Se resta nella tua testa, non potrai certo condividerla con qualcuno.
  12. Scarta la prima cosa che ti viene in mente. Quindi scarta anche la seconda, la terza, la quarta, la quinta… Metti da parte l’ovvio. Sorprenditi.
  13. Genera delle opinioni nei tuoi personaggi. Un individuo passivo o malleabile può sembrarti piacevole mentre scrivi, ma è altamente nocivo per il pubblico.
  14. Perché devi raccontare proprio QUESTA storia? Quale convinzione arde in te a tal punto da far divampare una storia? Questo è il cuore della questione.
  15. Se tu fossi il tuo personaggio, in questa situazione, come ti sentiresti? La sincerità conferisce credibilità persino alle situazioni più improbabili.
  16. Qual è la posta in gioco? Crea delle ragioni che spingano a tifare per i tuoi personaggi. Cosa succede se non ce la fanno? Proponigli degli ostacoli.
  17. Nessun lavoro va sprecato. Se non funziona, mettilo da parte e vai avanti – ti tornerà utile più tardi.
  18. Devi conoscere te stesso e la differenza che passa tra saper fare del tuo meglio e agitarti inutilmente. Creare una storia dipende dal mettersi continuamente alla prova, non da eccessivi perfezionismi e raffinatezze inutili.
  19. Le opportunità di mettere i propri personaggi nei guai sono fantastiche; le opportunità di tirarli fuori sono ingannevoli.
  20. Esercitati: prendi gli spezzoni di un film che non ti piace. Come li riorganizzeresti in un modo a te gradito?
  21. Devi identificarti con i tuoi personaggi e le loro situazioni personali, non puoi semplicemente scrivere ‘questo è figo!’. Cosa farebbe agire TE in un determinato modo piuttosto che un altro?
  22. Qual è l’essenza della tua storia? Qual è il modo più semplice di raccontarla? Se lo sai, puoi cominciare a costruirla partendo da qui.

Niente di nuovo, direte voi. Può darsi, ma la ex storyboard artist della Pixar non ha soltanto riportato alcuni dei suoi pensieri o dei propri colleghi, bensì un vero e proprio stile di concepire ed affrontare la narrazione stessa.

In tali 22 “regole d’oro” si possono facilmente individuare tre protagonisti: lo scrittore, il personaggio e lo storytelling stesso.

1. Lo scrittore

Innanzitutto emerge con una certa regolarità la consapevolezza che è richiesta da parte dello scrittore: che scriva libri, storyboard, post o infografiche non è determinante, l’importante è che in lui arda una convinzione tale da far divampare una storia (#14) che lo spinga a chiedersi perché debba raccontarla.

Può sembrare banale, ma saper focalizzare un obiettivo narrativo non è da poco, come riconosce più avanti tirando in ballo addirittura il mantra socratico “temet nosce”: devi conoscere te stesso e la differenza che passa tra saper fare del tuo meglio e agitarti inutilmente (#18).

storytelling

2. Il personaggio

Che cosa fa il personaggio secondo la Pixar? È colui che si ammira più per i suoi tentativi che per i suoi successi (#1), qualcuno con cui lo scrittore deve misurarsi costantemente per chiedersi: “Se tu fossi il tuo personaggio, in questa situazione, come ti sentiresti?” (#15) e renderlo più attraente per un pubblico ansioso di identificarsi in lui, dunque un personaggio critico (genera delle opinioni nei tuoi personaggi, #13), onesto (la sincerità conferisce credibilità persino alle situazioni più improbabili, #15), e messo a dura prova (#6 e #16), proprio come il suo creatore.

storytelling

3. Lo storytelling

E per finire, lo storytelling! A parere della Coats, va progettato a ritrosoinventati il finale prima di essere arrivato a metà (#7). Va finito a tutti i costi, anche se è incompleto o imperfetto (#8): “nessun lavoro va sprecato” (#17), dato che prima o poi tornerà utile. L’importante è conoscere qual è l’essenza della tua storia ed il modo più semplice di raccontarla (#22).

Il buon vecchio “C’era un volta…” a quanto pare funziona sempre (#4), unendo questo ai consigli sulla gestione dei blocchi creativi (fai una lista di cosa NON accadrà, #9), delle idee (scrivi la tua idea, #11) e degli spunti (scarta la prima cosa che ti viene in mente, #12 […] sorprenditi)… esercitati pure sul tema della storia, ma non saprai mai di che cosa tratta finché non sarai arrivato alla fine. Perciò riscrivila (#3).

storytelling


A chi non capita di chiedersi come finire una storia, una volta iniziata? Dite la vostra, commentate e condividete! L’articolo finisce qui, ma la storia continua… 😉

di Francesco Dei Rossi

storytelling

Digital PR: il free webinar di Giovanna Montera [VIDEO]

Cari ninja,

come sapete Venerdì 11 ottobre Giovanna Montera ha presentato il Ninja Corso Online in Digital PR che partirà il 28 Ottobre. Il free webinar di presentazione è stato un’occasione utile a presentare nel dettaglio contenuti ed obiettivi di questo corso. E se ve lo siete persi? Nessun problema, perchè la Ninja Academy ha pensato anche a voi! 😎

Il corso in Digital PR ha lo scopo di rendere i partecipanti competenti sulle attività che consentono alla marca di entrare in contatto diretto con utenti e influencer della rete, per dialogare con loro e coinvolgerli in maniera partecipativa, rispondendo alle seguenti domande:

  • Come attivare una campagna di marketing relazionale?
  • Chi sono gli influenti del mio brand? Come posso intercettarli?
  • Come misurare il “buzz” attorno a un argomento e gli effetti di un’azione di Digital PR?
  • Come prevenire o curare una crisi sui media sociali?

Il team Ninja Academy resta a vostra disposizione per qualsiasi dubbio o chiarimento. Potete scrivere a info[@]ninjacademy.it o telefonare allo 02 40042554 o al 346 4278490.

Knowledge for change!
BE NINJA.