Crisi: il Natale 2013 all'insegna di risparmio e intelligenza

La profonda recessione che permea il nostro Paese non si arresta nemmeno di fronte alle feste natalizie e si conferma così, ancora una volta, il perno fondamentale delle scelte d’acquisto degli italiani.

Secondo Federconsumatori infatti, crollano anche quest’anno i consumi per Natale, subendo un calo dell’11,2%. Le stime ci dicono che ogni famiglia spenderà in media 132 euro circa contro i 148 dell’anno scorso.

Ma perché? Cerchiamo di capirlo bene insieme.

“Effetto Natale”

A partire dal 2007 (periodo pre-crisi) secondo il Codacons gli italiani hanno subito una progressiva perdita del potere d’acquisto che ha apportato, con il trascorrere del tempo, un sostanzioso crollo dei consumi natalizi. “Effetto Natale” lo chiamano gli esperti.

Le statistiche ci dicono che nel 2007 le spese natalizie effettuate nell’ultimo mese dell’anno sono state pari a 18 miliardi di euro. Oggi si stima che questa cifra non supererà i 10,3 miliardi di euro. Tutto questo sta a significare che in 6 anni le famiglie del nostro Paese hanno ridotto i consumi legati alle feste del 42,7%, tagliando le spese natalizie per 7,7 miliardi di euro circa.

Cosa compreranno gli italiani questo Natale?

L’Italia, con una forte differenza tra Nord e Sud si presenta alle festività natalizie 2013 con una contrazione dei consumi pari al 7,5%.

Codacons, in particolare, ci dice che nelle intenzioni della maggior parte delle famiglie italiane si rilevano forti riduzioni per la spesa nei i settori dell’abbigliamento e calzature (-11%), arredo per la casa (-10%) e ristorazione (-8%). Andrà meglio per il commercio dei giocattoli, elettronica, hi-tech e alimentari.

Il 94% degli italiani continuerà a cercare prodotti in saldo e 4 consumatori su 5 hanno dichiarato di voler aumentare i propri acquisti sul canale online.

Non si ammettono invece risparmi sulla salute e sull’istruzione.

Cosa desiderano gli italiani sotto l’albero?

Il regalo più desiderato sotto l’albero da un italiano su due è il denaro e, come seconda scelta, un bel viaggio.

Ma nella realtà la maggior parte degli italiani riceverà libri (42% delle intenzioni) e prodotti di cosmetica (26%).

Il Natale dei più piccoli, invece, sarà segnato prettamente da giochi educativi, mentre gli adolescenti riceveranno videogame, soldi e libri.

Il consumatore è cambiato: più qualità e meno quantità

Gli italiani non rinunceranno agli acquisti ma si conferma,come afferma Dario Righetti, Partner Deloitte e responsabile per il settore Consumer Business, la tendenza generale a prestare grande attenzione alla qualità intesa come utilità.

Compito del retailer perciò dovrà essere quello di preoccuparsi di fornire trasparenti e semplici informazioni circa i vantaggi funzionali dei singoli prodotti, in modo da tralasciare le considerazioni sui prezzi da parte degli acquirenti.

L’orientamento del consumatore di quest’anno sarà quello di soffermarsi e riflettere sul valore che ha in sé il dono da regalare.

Siamo di fronte a un consumatore evoluto e sempre più selettivo rispetto al rapporto qualità/prezzo, e tutto questo è dovuto ad un solo fattore: la crisi.

Natale 2013 all’insegna di risparmio e intelligenza!

Alla luce dell’attuale scenario economico il consumatore è costantemente attento alle proprie decisioni di spesa e il prezzo è ormai diventato un fattore determinante nelle sue scelte.

Ma oltre a questo si comincia a delineare un nuovo modo di far e soprattutto “sentire” gli acquisti natalizi.

Gli italiani si confermano cioè individui sempre più sensibili alle cause sociali, sia per tutto ciò che concerne la sostenibilità ambientale che l’etica sociale in generale.

Il consumatore non bada più soltanto al prezzo finale di un ipotetico prodotto che può rispondere alle sue immediate esigenze, ma diventato un compratore oculato, è orientato ormai alla ricerca di un consumo che rifletta anche i valori morali in cui crede.

Siamo davanti a un target di acquirenti attenti e sensibili a tutti gli aspetti sociali e alle ricadute che le proprie scelte possono avere sull’ambiente che li circonda.

Cresce così il cosiddetto “consumo responsabile e consapevole” insieme allo sviluppo sostenibile; i quali diventano elementi imprescindibili nella produzione di oggigiorno, affiancati da una comunicazione trasparente con il produttore.

Come afferma sempre Righetti: “Anche la collaborazione tra Governi e industria per un consumo differente diventa a questo punto indispensabile.”.

A Natale siamo tutti più buoni

Natale 2013 sotto il segno dell’austerity per le famiglie italiane.

I consumi sono calati rispetto alle spese folli che si facevano fino a pochi anni fa, tra regali, alberi, luci e decorazioni. Ma se risparmio significa una società che spende più intelligentemente, in maniera “sana” e utile , allora diciamolo e sottolineiamolo forte.
Si tratta dell’altra faccia della stessa medaglia, cioè della crisi e dei suoi risvolti.

In fondo, come si dice? A Natale siamo tutti più buoni.

Google, incontrarsi non è mai stato così facile [VIRAL VIDEO]

Idee chiare, prodotti vincenti e capacità di emozionare: sia che si tratti dei super rivoluzionari Glasses, dell’ultimo tablet Nexus o di un browser per navigare, la linea di comunicazione di Google rimane la medesima, dagli States all’Europa, dall’Oriente all’India.

Proprio nel continente indiano Google rilancia il prodotto core, dal quale tutto è cominciato, Google search, raccontandoci una storia, rimarcando quanto siano cambiate le nostre abitudini da quando il colosso di Montain View è entrato nelle nostre vite, nelle nostre tasche.

Il video racconta di due anziani, amici in età adolescenziale, che a causa della secessione tra India e Pakistan del 1947, sono stati costretti a prendere percorsi di vita differenti e a trasferirsi in diverse città e della volontà dei loro nipoti di farli rincontrare, provando a far loro una sorpresa, tutto grazie a Google.

Uno dei due eredi infatti, utilizzando il motore di ricerca, riesce a ritrovare l’altro e insieme organizzano l’incontro dei due amici di vecchia data in un giorno speciale. Nel corso dello spot inoltre vengono mostrate tutte le occasioni di utilizzo giornaliere del motore di ricerca: la ricerca delle informazioni meteo nella città di destinazione prima di un viaggio o gli aggiornamenti su gate e ora del volo da prendere.

La campagna Google Reunion realizzata dall’agenzia Ogilvy India si compone di ulteriori video che raccontano nel dettaglio i particolari dell’incontro tra i due amici, giocando con le differenti culture di India e Pakistan, sempre mostrando l’aiuto di Google nel confrontarsi: dal Google Translate per tradurre in indiano il nome di un’erba per il tea, alla ricerca dei risultati di cricket, sport molto praticato nei due Paesi.

Gli spot sono realizzati con cura maniacale nei dettagli, dalla musica alla fotografia per emozionare e al contempo mostrare quanto internet e Google abbiano limato le distanze fisiche permettendo di sentirsi più vicini alle persone care.

francesco-piccolo-5-geniali-iniziative-di-mobile-retail-marketing

Mobile Retail Marketing: 5 campagne geniali

francesco-piccolo-5-geniali-iniziative-di-mobile-retail-marketing

Se dovessimo dare una definizione classica e generale di Marketing, potremmo dire che si tratta “dell’arte di far coincidere le possibilità di un’azienda con i desideri dei consumatori, in modo da raggiungere i traguardi che l’impresa si pone” [McDonald, 1992].

In una strategia orientata al cliente, il coinvolgimento attivo e continuativo di quest’ultimo è una leva vincente, soprattutto perché, grazie a smartphone e tablet, gli utenti abbattono le barriere dello spazio confrontando prezzi e prodotti, ed ovviamente i retailer che hanno già definito delle iniziative di Mobile Retail otterranno un vantaggio competitivo.

Come si possono utilizzare gli strumenti Mobile per raggiungere i propri obiettivi di Business? Oggi vi presentiamo 5 iniziative di Mobile Retail Marketing da cui imparare e prendere ispirazione!

#1 – Hijack by Meat Pack: lo sconto nel negozio degli altri

francesco-piccolo-5-geniali-progetti-di-mobile-retail-marketing

Meat Pack è una giovane catena retail, ma si propone di essere il negozio di scarpe sportive più trendy e irriverente di tutto il Guatemala; è rivenditore di noti brand come Nike, Puma, Adidas e Onitsuka.

Per comunicare la propria irriverenza, innovazione e convenienza, alla Meat Pack hanno trovato un modo davvero singolare di proporre sconti: Hijack, un tool dell’app ufficiale dello store, geolocalizza gli utenti per capire quando uno di essi è in uno store di uno dei brand venduti anche da Meat Pack; a quel punto attiva, tramite notifica, un deal che offre il 99% di sconto su un prodotto del brand desiderato.

Il supersconto diminuisce dell’1% al secondo: più velocemente il cliente raggiunge lo store Meat Pack, maggiore è lo sconto. Questo gioco geolocalizzato fidelizza gli utenti e produce dei risultati molto divertenti, come mostrato nel video.Più di 600 clienti sono stati Hijacked (dirottati) verso Meat Pack. Non sappiamo se questo tipo di advertising è legale in Italia, ma è senza dubbio molto irriverente.

[yframe url=’http://www.youtube.com/watch?v=CekUwaPKUUM’]

#2 – Tesco: un supermercato virtuale sulla strada per casa

francesco-piccolo-5-geniali-iniziative-di-mobile-retail-marketing

L’iniziativa di Tesco risale al 2011, ma ha fatto davvero scuola in tema di Mobile Retail. In Corea del Sud, Tesco è la seconda grande catena di supermercati ed ha molti meno negozi fisici rispetto al primo e più grande competitor.

E’ possibile diventare il primo grande distributore senza aumentare il numero di negozi fisici? Partendo dall’analisi della popolazione, Tesco ha rilevato che i coreani del sud sono la seconda popolazione per intensità di lavoro, e ciò presuppone limitata quantità di tempo da dedicare allo shopping e frequenti spostamenti.

Focalizzandosi sui bisogni del target, Tesco ha allestito un supermercato virtuale in una stazione della metropolitana affiggendo dei manifesti che riproducevano i tipici bancali dei supermercati, con un Qr-code sotto ogni prodotto. Scansionando il codice con l’app dedicata, i passeggeri della metropolitana potevano farsi recapitare a casa la spesa giusto in tempo per quando sarebbero arrivati a casa. francesco-piccolo-5-geniali-progetti-di-mobile-retail-marketing Questa strategia ha prodotto buoni risultati: in seguito all’iniziativa, gli utenti registrati sulla piattaforma Tesco sono cresciuti del 76% e le vendite online del 130%.

[yframe url=’http://www.youtube.com/watch?v=nJVoYsBym88′]

#3 – Lush Emotional Brilliance: emotional game app

francesco-piccolo-5-geniali-iniziative-di-mobile-retail-marketing
Lush è un rivenditore di cosmetici naturali fatti a mano, e presenta alcuni negozi anche in Italia. Per promuovere i propri rossetti vegan, Lush propone in alcuni negozi la Emotional Brilliance: una ruota girevole dalla quale prendere i tre colori che esprimono i propri sentimenti in quel momento.

Ad ogni colore è associato un significato in base all’ordine di scelta e ad ogni significato è associato un rossetto della linea Emotional Brilliance. Questo gioco molto semplice ha riscosso un buon successo ed è stato convertito ad app e gioco Java. Una volta ottenuti i risultati, verranno mostrati i tre rossetti corrispondenti ed un link vi porterà allo store online. Potete provare il giochino sulla  pagina web ufficiale.

[yframe url=’http://www.youtube.com/watch?v=mcWeE0t-0Q4′]

#4 – Neiman Marcus Gifts App – l’arte del regalo

francesco-piccolo-5-geniali-iniziative-di-mobile-retail-marketing
Si sa, azzeccare il regalo giusto è una vera e propria arte. Neiman Marcus, catena Luxury GDO, si propone di aiutare gli indecisi con una VIP app, NM Gifts: “i doni che tutti vorrebbero ricevere sono solo ad un tocco da te”. L’app divide le offerte di Neiman Marcus per categoria ed ogni 24 ore propone dei deal speciali.

Per stuzzicare la curiosità dei clienti, l’app prevede una modalità random attivabile scuotendo il device. Anche il Luxury Shopping può attraversare gli schermi touch, se è fatto in grande stile!

#5 – Pose: salva, condividi e scopri nuovi capi d’abbigliamento

francesco-piccolo-5-geniali-iniziative-di-mobile-retail-marketingA metà tra un social network ed un retail, Pose mette gli influencer al primo posto. Attraverso una griglia in stile Instagram, un utente può seguire i profili che lo ispirano di più.

Ogni pose rivela gli indumenti e gli accessori segnalati dal profilo e rimanda, se impostato dall’utente seguito, allo store ufficiale. Si tratta dell’ultima frontiera del social buzzing orientato al retail: includere Pose in un piano di social media marketing con un brand profile può essere un’iniziativa efficace e a basso costo.

[yframe url=’http://www.youtube.com/watch?v=qdIcz07MpO8′]

Le iniziative qui proposte incrociano e sposano bene le caratteristiche del target con gli obiettivi aziendali prefissati. Con un trend sempre crescente nell’utilizzo di smartphone e tablet, non si può prescindere dalle iniziative, seppure semplici, di mobile retail marketing, meglio se integrate con strategie social, per portare ai clienti la migliore user experience (nei negozi fisici e online).

Quali sono le campagne Mobile Retail che vi hanno colpito di più? Segnalatecelo nei commenti! Se volete approfondire l’argomento, vi ricordo che Ninja Academy propone un corso in Social Media Marketing & E-commerce!

Ring e Smarty Ring: due anelli per gestire i vostri device

Ring e Smarty Ring: due anelli per gestire i vostri device

Ring e Smarty Ring: due anelli per gestire i vostri device

Confessatelo Guerrieri, quanto desiderereste avere tutto a portata di mano? Tv, smartphone, lettore mp3, hard disk e anche conto in banca. Bene, tenetevi forte perché i Ninja hanno scovato per voi due anelli che potranno rivoluzionare oltre che il look anche il vostro stile di vita facendovi avere tutto addirittura a portata di dito!

Ah tranquilli, non c’è di mezzo nessuno scambio di promesse o di amore eterno: noi sosteniamo semplicemente la creatività.

Ring

Ring e Smarty Ring: due anelli per gestire i vostri device

Se volete gestire la vostra quotidianità con la semplice imposizione di un dito allora Ring è il prodotto che fa per voi! Pagare il conto al ristorante, accendere la tv o anche scambiarsi informazioni con una stretta di mano e aprire il cancello di casa: la Logbar, Start-Up giapponese, ha da poco annunciato il lancio di questo gadget veramente formidabile in grado di comunicare con tutti i dispositivi che quotidianamente affollano la nostra vita.

Indossando l’anello Ring potete realizzare le più svariate operazioni di comando sui device facendo semplicemente dei gesti con le dita. Sembra fantascienza, vero?! Ecco, per togliervi ogni dubbio guardate il video di presentazione del gadget made in Japan.

Il prodotto, ancora in fase di sviluppo, pare sarà sul mercato per il 2014. Al momento è stato solo annunciato e sul sito della Logbar non c’è scritto molto, mentre dalla Pagina Facebook della Start-Up scopriamo che Ring è stato premiato al TechCrunch di Tokio 2013 e che pare basarsi sulla tecnologia del 3d mapping: puntando la luce emessa dall’anello su un sistema ricettore – simile a un proiettore – basta “l’air gesture” e lo strumento connesso al gadget si attiva.

Ring e Smarty Ring: due anelli per gestire i vostri device
Un design elegante e unisex fanno di Ring un accessorio per tutti e non solo per gli hi-tech addicted. Se siete degli sviluppatori interessati sappiate poi che la Logbar ha delle API e in futuro aprirà un negozio online di applicazioni e dispositivi.

Smarty Ring

Ring e Smarty Ring: due anelli per gestire i vostri device

“Gli utenti mobile controllano il loro smartphone almeno 150 volte al giorno. Smarty Ring riduce tutto ciò del 60%”. Inizia così lo spot che presenta l’originale anello tecnologico che vi permette di essere connessi costantemente al vostro cellulare: con Smarty Ring potete avere sotto controllo chiamate e sms in entrata e uscita, email e notifiche di account social oltre che la sveglia, il tutto in tempo reale grazie al sistema Bluetooth 4.0.

Smarty vi dà la possibilità di gestire una trigger camera e la vostra musica avendo a disposizione anche un orologio digitale con ottime capacità di cronometro. La funzione che rende questo gadget imperdibile è quella di allarme: l’anello suona se il telefono è lontano da voi più di 30 metri, lo avvisa se vi siete persi e la sua suoneria si spegne se il telefono è in modalità silenziosa. Insomma un vero e proprio accessorio ad alta tecnologia.

Ring e Smarty Ring: due anelli per gestire i vostri device
Il design rende il prodotto adatto sia a uomini che donne ed è anche elegante. Smarty è realizzato in acciaio inossidabile antiallergico e il display a LED è abbastanza grande da permettere una buona visualizzazione sia di giorno che di notte. L’anello, che si carica semplicemente appoggiandolo su una base apposita, è collegato ad un’App che permette di modificare il vostro profilo Smarty Ring, impostare il fuso orario e regolare l’orologio, la luminosità del LED e il volume del segnale acustico oltre che assegnare ai pulsanti alcune funzioni di selezione rapida.

Ring e Smarty Ring: due anelli per gestire i vostri device

Tutte queste operazioni sono garantite per 24 ore al giorno: la batteria di Smarty infatti ha un’ottima durata complice anche la piccola taglia del prodotto ed è presente una garanzia di tre anni che comprende la sostituzione gratis in caso di problemi. Largo 13 millimetri e spesso 4 l’anello è disponibile dalla taglia 5 alla 15. Se vi piace tanto per averlo dovete usare proprio un solo dito, quello per cliccare su IndieGoGo e sostenere il team che ha creato il prototipo e che sta progettando lo sviluppo di micro-componenti con le aziende.

Soddisfatti dei ninja-anelli che vi abbiamo proposto? A pensarci bene potrebbero però tornarvi utili anche per qualche questione di cuore… sareste sicuramente molto originali! 🙂

Omofobia nel dizionario: Apple risponde ad una quindicenne delusa

Quante volte ci siamo trovati in disaccordo con qualcosa detta o fatta da un’azienda? Raramente pensiamo di fare qualcosa a riguardo, soprattutto perché convinti di non avere la possibilità di essere ascoltati. Non è il caso di una ragazzina che ha scritto al CEO di Apple, Tim Cook, ed ha ricevuto un risposta nel giro di un’ora.

L’ultima cosa che la quindicenne Becca Gorman, figlia di due donne omosessuali, avrebbe pensato di poter leggere sul vocabolario del suo MacBook Pro è la definizione di “gay” come “ridicolo”, “stupido”.

Una sorpresa che non ha lasciato di sasso la ragazzina, la quale ha invece prontamente inviato una lettera all’azienda per esprimere il proprio disappunto.

“Ipotizzo siate una compagnia gay-friendly e che vogliate che nessun vostro prodotto sia offensivo come quella definizione. Anche con l’aggiunta della precisazione “informale”, questa definizione normalizza la stortura svilente che molte persone associano alla parola gay“.

La risposta della mela tecnologicamente più conosciuta al mondo non ha tardato ad arrivare. In meno di un’ora, un responsabile ha provveduto a contattare telefonicamente la quindicenne dichiarando quanto la Apple fosse sotto shock per l’accaduto e che sarebbe seguita una immediata cancellazione. Attualmente però la definizione poco felice non è stata ancora modificata, probabilmente si dovrà attendere un aggiornamento del software.

A poco sono valse le scuse dell’azienda e l’impegno sociale dimostrato fino ad oggi in tema di diritti degli omosessuali in quel di Cupertino, d’altronde si sa quanto il popolo di internet non perdoni facilmente queste “sviste”.

Pinterest scommette sui viaggi, arrivano i Place Pins

pinterest

Immagine tratta da Norebbo.com


Justin Edmund
, Product Designer di Pinterest, ha di recente postato un aggiornamento sul blog ufficiale di Pinterest.

“Circa un anno fa abbiamo notato che i pinners creavano diverse board a proposito delle vacanze che stavano pianificando, posti speciali vicino ai quali vivono e luoghi che un giorno vorrebbero visitare. In effetti, ogni giorno la gente pinna circa 1,5 milioni di luoghi, e ora ci sono più di 750 milioni di pin di queste destinazioni su Pinterest. Allora ci siamo chiesti: come possiamo aiutare le persone a trasformare le loro aspirazioni di viaggio in realtà? Oggi abbiamo fatto un primo passo verso questo obiettivo con Place Pins”.

In altre parole, Pinterest ha lanciato un nuovo servizio, i “Place Pins”, progettati per combinare l’immaginario di una rivista di viaggi con l’utilità di una mappa online, in modo da poterlo condividere con gli amici . È possibile accedervi dovunque, anche con il proprio smartphone – sia con iOS sia con Android – il che significa che è possibile trovare nuovi posti in movimento e persino ottenere indicazioni stradali!

L’annuncio è stato fatto mercoledì sera al quartier generale di San Francisco, con meno di 150 invitati ad assistere.

I Place Pins includono anche dettagli extra, come l’indirizzo e il numero di telefono direttamente sul Pin, in modo da poter reperire rapidamente informazioni utili per un’avventura di un fine settimana o di una serata fuori.

pinterest

Geolocalizzare la propria bacheca su Pinterest

Justin prosegue invitando in prima persona gli utenti di Pinterest a creare delle board geolocalizzate: per farlo basta mettere “sì” nella sezione “Aggiungere una mappa?” quando si crea una nuova scheda, o modificare le impostazioni di una scheda esistente. Dopo di che è possibile mappare tutti i pin nuovi ed esistenti sulla bacheca per pianificare la prossima avventura.

pinterest

Creare bacheche con gli amici

È possibile perfino collaborare su una bacheca di gruppo e pinnare in più persone contemporaneamente: avete un amico che sta andando in un posto che avete già visitato? Ecco, adesso potrete inviargli una bacheca con i vostri ristoranti preferiti e i luoghi assolutamente da non perdere.

pinterest

Collaborazioni locali ed internazionali strette da Pinterest

Sembra dunque che Pinterest stia investendo nel settore viaggi e tempo libero, e lo confermano gli accordi presi con Airbnb, il portale online numero uno per affittare stanze sul web, Foursquare, la rete sociale di geolocalizzazione per eccellenza, e MapBox, servizio cloud-based per la condivisione di mappe personalizzate sul web.

A questi si aggiungono partner commerciali con interessi locali, come Visit Britain, Disney, NYC & Company e Four Seasons; quindi, a patto che la meta turistica si riveli sufficientemente interessante da attirare la collaborazione di un partner internazionale o locale, Pinterest diventerà sempre più simile alla suddetta rivista di viaggi patinata e pronta per l’uso. Voi che ne dite? Vi sembra una buona idea? Dite la vostra nei commenti qui sotto! 🙂

pinterest

Come promuovere il vostro brand con i video di Instagram

Instagram è il social che ci ha conquistato col suo logo dal sapore retrò. Da quando ha introdotto la possibilità di postare i video è diventato d’obbligo all’interno di una social media stragegy.

Instagram, con i suoi 150 milioni di utenti, è, da sempre, un piccolo paradiso visivo, un bel numero di potenziali user da conquistare, che ne dici?

L’introduzione dei video non è notizia di ieri, ma dell’altro ieri. Passato un po’ di tempo è più facile e interessante proporvi una riflessione sull’uso che i brand ne hanno fatto e possono farne.

Pare persino che abbia sconfitto il suo peggior nemico Vine, questo anche perché permette di postare video di 15 secondi, rispetto ai 6 del social più giovane.

In un post su Social Media Today Alexandra Jacopetti suggerisce come fare a ‘sfruttare’ al meglio le opportunità dei video di Instagram. Vediamo qui sotto i suggerimenti.

Cosa ha in più rispetto ad altri sistemi di condivisione video

L’opzione dei 15 secondi permette ai tuoi follower un’esperienza più ‘profonda’ e coinvolgente di condivisione. La funzione tap-to-focus (la possibilità di mettere a fuoco alcune zone e sfocarne altre) insieme all’utilizzo dei filtri che hanno dato popolarità al social, permettono di creare video artistici, permettendo di esprimere al meglio il mood che volete comunicare ai vostri follower.

I video di Instagram non vanno in loop e questo aiuta gli utenti ad avere quella che si definisce una visione consumer-friendly. E ancora, se avete appena registrato un video ma vi accorgete che uno spezzone proprio non vi piace Instagram vi permette di tagliare quel frame senza dover rifare il video da capo.

Favorire l’engagement e la risposta degli utenti

MTV, ad esempio, propone – di settimana in settimana – il meglio da vedere sul canale  tramite i video e usa gli hashtag per sollecitare i follower a condividere contenuti.

No alla promozione, sì all’esperienza e alle emozioni dei follower

Per Nike il focus è sempre sugli atleti, ovviamente. Ha creato un video con le immagini del finale della Woman’s Marathon. Immagini che emozionano chi c’era, e chi è si sente atleta. Seguite l’esempio di Nike pubblicando video che incarnano lo spirito del vostro brand.

Condividere contenuti esclusivi per i follower

I brand stanno utilizzano i video per condividere contenuti particolari con i propri utenti. Ad esempio Victoria’s Secret ha creato video con i dietro le quinte.

Il segreto è creare video in base ai desideri degli utenti, e che li spinga a condividere gli stessi contenuti.

Usare i video per rispondere alle domande dei follower

Create degli how to visuali che rispondano alle domande prima che gli utenti le pongano. Potete partire, ad esempio, dalle FAQ. Potreste anche pensare a creare un portfolio video dei vostri servizi.

Instagram e gli altri social

Pubblicare un video su Instagram vuol dire permettere nello stesso identico momento la condivisione con Facebook, Twitter, Tumblr, Flickr, Foursquare ed email, con un solo gesto. Il modo più veloce per raggiungere un numero più alto di persone.

Ecco, ora siete pronti per creare video stupendi che raccontino il vostro brand.

Vi lasciamo con una news: Instagram ha lanciato la sua versione per i WindowPhone, con un bacino di milioni di nuovi utenti. Quindi perchè non approfittarne?

Caravaggio MMX: cosa avrebbe dipinto oggi secondo Giuseppe Zanoni [INTERVISTA]

Narciso

Celebrare un artista eclettico e contradditorio come Caravaggio a più di quattrocento anni dalla sua morte dando un’interpretazione in chiave moderna delle sue opere non è certo un’impresa semplice.
Caravaggio MMX è una raccolta di immagini fotografiche, una rilettura delle opere del pittore che unisce alle sue composizioni e al suo uso delle luci oggetti, simboli, temi e figure cardine della società moderna.

Proprio come Caravaggio inseriva elementi della sua quotidianità all’interno dei suoi quadri, Giuseppe Zanoni ha dato nuova vita a quelle opere raccontandoci qualcosa del grande pittore ed anche qualcosa della nostra società.

Canestro di frutta

Un progetto fotografico certamente ambizioso, che l’artista Giuseppe Zanoni ha intrapreso in collaborazione con l’architetto Giacomo Pietrapiana e la giornalista Annegriet Camilla Spoerndle. Attraverso le immagini ci viene mostrato un universo di simboli e immagini capaci di acquisire nuovi significati senza stravolgere l’idea originale del pittore.

Per sapere di più riguardo questo interessante progetto abbiamo fatto alcune domande a Giuseppe Zanoni e abbiamo rubato qualche scatto dal backstage di “Narciso“.

Backstage Narciso

Backstage Narciso

Backstage Narciso

Quali sono le parole chiave che definiscono il tuo progetto?

Che cosa avrebbe dipinto oggi Caravaggio?” Questa è la domanda sulla quale ha ruotato il progetto CARAVAGGIO MMX. E poi, luce e composizione, due parole imprescindibili per le quali doveva passare necessariamente questo lavoro. La luce del Caravaggio, gioia per chi guarda ma dolore per chi prova a ricrearla, a causa della particolarità. La composizione sarebbe dovuta essere rigorosa ma con nuovi elementi di riflessione rispetto al lavoro del pittore. L’ombra del Caravaggio mi ha accompagnato per tutto il percorso, ogni volta che dovevo ricreare la luce dell’opera originale, modularla, spostare anche solo di pochi centimetri un flash; mi stavo confrontando con uno dei più importanti artisti della storia dell’arte italiana.

Suonatore di Liuto

Come è nato questo progetto?

Il progetto è nato nel 2005 ma ha visto la luce solo nel 2010, in occasione del quadricentenario della morte del Caravaggio. Nel 2005 stavo lavorando ad una serie di ritratti sul presepe vivente di Porto Ercole. Erano scatti forti, molto espressivi, con la gente del luogo, alla maniera di Pasolini. Gli scatti furono anche selezionati al Premio Arte ed esposti al Museo della Permanente a Milano. Dopo quel progetto volli continuare sulla strada del ritratto, così decisi di indagare sul lavoro del Caravaggio. Un Caravaggio contemporaneo, un Caravaggio fotografo, come ancora non avevo visto interpretare da nessun artista. Fondamentale fu l’esperienza di qualche anno prima, nello studio di Marco Delogu a Roma, dove imparai l’uso del banco ottico e la gestione dei flash da studio.

Giuditta e Oloferne

Come è nata la collaborazione con Giacomo Pietrapiana e Annegriet Camilla Spoerndle?

Fin dall’inizio prospettai a Giacomo e Camilla la possibilità di collaborare insieme a questo progetto ed è stato fantastico vedere crescere le idee e questo lavoro con il loro importante contributo. Senza il loro apporto questo lavoro sarebbe stato completamente diverso.

Ritratto di un Cavaliere di Malta

Quale scatto rappresenta al meglio l’anima di questo progetto?

Cena in Emmaus” è sicuramente lo scatto che sintetizza questo lavoro. Per la complessità della scena e per le tante idee che abbiamo messo in campo. La parte della progettazione ha occupato molto tempo ed oltre alla difficoltà con la luce, il lavoro con i modelli è stato veramente difficile. Devo ricordare al riguardo che tutti i modelli sono persone che non avevano mai posato per una fotografia in studio né avevano mai lavorato con il banco ottico, dove le pose si allungano notevolmente. Per questo è stato necessario fare dei veri e propri training prima del set finale.

Cena in Emmaus

Questo progetto è diventato anche una mostra?

Il progetto è stato esposto a Porto Ercole in occasione del quadricentenario della morte del Caravaggio nell’ex Scuola Elementare al centro del paese che per l’occasione è stata riaperta e ristrutturata dal Comune. Dopo Porto Ercole la mostra si è spostata a Palermo nell’ Oratorio di Santo Stefano Protomartire, dove è stata esposta di fianco al Martirio di Santa Caterina del Caravaggio e successivamente a Grosseto nella Chiesa dei Bigi. La prossima esposizione avverrà a Firenze, nel Maggio del 2014, a Palazzo Medici Riccardi.

Madonna dei Pellegrini

Dash vs Dixan: pubblicità ingannevole e consumatori consapevoli [INTERVISTA]

Avrete sicuramente già sentito parlare dello spot del detersivo Dash, prodotto P&G, ideato dall’agenzia Saatchi & Saatchi in cui Dash proclama la sua maggiore efficacia rispetto a quello che viene definito “il principale concorrente”. Di quale prodotto sta parlando se non Dixan di Henkel?

Lo spot contiene, in particolare, l’affermazione secondo cui “un misurino di Dash smacchia come un misurino e mezzo del principale concorrente”. Ma è davvero così?

No, secondo l’Autorità garante della concorrenza e del mercato, che dopo una verifica della veridicità dell’affermazione condotta attraverso analisi comparative sui due prodotti, ha dichiarato che non c’è “una sostanziale superiorità in termini di caratteristiche ed efficacia” del detergente Dash rispetto a Dixan. Di conseguenza l’Antitrust ha impedito a Procter & Gamble di continuare a diffondere lo spot, e ha condannato la società a pagare una multa di 100mila euro.

A poco è servita la linea di difesa adottata dal colosso americano, i cui avvocati hanno affermato che l’obiettivo della campagna non era affatto denigrare il “principale concorrente”, ma piuttosto “veicolare ai consumatori il messaggio di un corretto utilizzo del prodotto” perché “il consumatore italiano tende costantemente a iperdosare il detersivo liquido come, invece, consiglia il produttore del detersivo di riferimento”.

Quando si parla di pubblicità ingannevole?

Ce lo spiega l’avvocato Claudio Partesotti, partner di ICT Legal Consulting. La pubblicità ingannevole è definita dall’art. 2 del D.lgs 145/2007 come:

“qualsiasi pubblicità che in qualunque modo, compresa la sua presentazione è idonea ad indurre in errore le persone fisiche o giuridiche alle quali é rivolta o che essa raggiunge e che, a causa del suo carattere ingannevole, possa pregiudicare il loro comportamento economico ovvero che, per questo motivo, sia idonea a ledere un concorrente”; pertanto, può essere ingannevole qualunque messaggio pubblicitario che abbia queste caratteristiche, ovviamente anche quando la pubblicità sia di tipo “non comparativo”.

Con riferimento specifico alla pubblicità comparativa, troviamo poi un ulteriore riferimento (ma non una definizione) all’art. 21 co. 2 del D.Lgs 205/2006 (c.d. codice del consumo), che chiarisce come la pubblicità comparativa illecita (e, beninteso, solo quando illecita) costituisca una pratica commerciale ingannevole:

“2. E’ altresi’ considerata ingannevole una pratica commerciale che, nella fattispecie concreta, tenuto conto di tutte le caratteristiche e circostanze del caso, induce o e’ idonea ad indurre il consumatore medio ad assumere una decisione di natura commerciale che non avrebbe altrimenti preso e comporti:
a) una qualsivoglia attivita’ di commercializzazione del prodotto che ingenera confusione con i prodotti, i marchi, la denominazione sociale e altri segni distintivi di un concorrente, ivi compresa la pubblicita’ comparativa illecita”.

Negli ultimi anni i consumatori sono diventati sempre più consapevoli ed esigenti. Ma hanno i mezzi, dal punto di vista legale, per far valere i propri diritti?

Noel Hendrickson/Digital Vision

L’avvocato Partesotti risponde al mio dubbio:

“A mio avviso la risposta in Italia può ritenersi positiva. Negli ultimi anni i consumatori hanno acquisito una crescente consapevolezza sui loro diritti. Tra i fattori decisivi di tale maturazione possono individuarsi i diversi interventi normativi, la sempre maggiore reperibilità di informazioni sul web, la possibilità di usare il web come cassa di risonanza di possibili abusi, e il peso crescente riconosciuto alla tutela del consumatore dagli organi di informazione (pensiamo alle trasmissioni dedicate).

La tutela del consumatore è poi rafforzata dai poteri di iniziativa individuale che il singolo consumatore può intraprendere:
– denunciare all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato qualunque pratica commerciale ritenuta contraria alle norme del Codice del Consumo .
– richiedere l’intervento del Comitato di Controllo dell’Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria (IAP) nei confronti delle forme di comunicazione commerciale ritenute non conformi alle norme del Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale.

La possibilità di chiedere l’intervento di questi organi in modo gratuito, con strumenti informatici e senza l’assistenza di un legale costituisce un ulteriore elemento di accessibilità di tali strumenti e, in sostanza, di tutela effettiva del consumatore.

La risposta di Dixan

Perché ne stiamo parlando ancora, chiederete voi. Perché qualche giorno dopo la sentenza è arrivata la risposta di Dixan, attraverso una campagna stampa, in cui si informano i consumatori della decisione presa dall’Antitrust. Perché bisognava proprio precisare che Dixan “garantisce la qualità di sempre, un pulito brillante. Anche senza esagerare”.

Ninja Marketing ha avuto la possibilità di parlarne con Irene Larcher, Direttore Marketing Divisione Laundry and Home Care Henkel Italia, che ci ha rivelato dei dettagli interessanti in merito alla campagna. (FYI: abbiamo provato a contattare anche un referente di Dash, ma non abbiamo ricevuto riscontro).

Siamo curiosi di saperlo: quanto tempo prima avete preparato la campagna ‘di risposta’ allo spot incriminato?

La campagna è stata preparata in tempi rapidissimi, subito dopo il pronunciamento dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato. Non è stata però il frutto di una decisione affrettata: quest’azione s’inserisce nel quadro della nostra strategia di comunicazione relativa a Dixan, attraverso la quale vogliamo continuare ad evidenziare le qualità dei nostri prodotti parlando al consumatore attraverso messaggi che siano il più possible chiari e rilevanti.
Per noi, più di ogni altra cosa, conta la fiducia che i nostri consumatori ripongono nelle nostre marche, ogni giorno e ogni volta che decidono di sceglierci.

Sono previste altre iniziative in merito?

La campagna è uscita sui principali quotidiani nazionali e regionali, nella prima metà di novembre è apparsa sui maggiori settimanali femminili e su alcuni mensili rivolti alla grande distribuzione. Non sono previste altre iniziative nel prossimo futuro.

Pensa che questo episodio segnali la fine della pubblicità comparativa?

Non penso proprio. La pubblicità comparativa rappresenta un’efficace modalità di comunicazione, laddove utilizzata in modo corretto, nel rispetto del consumatore e di tutti i soggetti coinvolti.

Quali lezioni per il crisis management emergono da questo caso?

Questa esperienza ci ricorda ancora una volta quanto sia importante la trasparenza nelle comunicazioni verso il consumatore e il mercato. Il web e i social media amplificano la diffusione delle informazioni e le rendono disponibili a chiunque, per cui è fondamentale prestare attenzione a quello che diciamo e basare ogni comunicazione su dati veritieri, verificabili e il più possibile oggettivi. Questo permette all’azienda di costruire un rapporto di reale fiducia con i propri interlocutori interni ed esterni.

C’è tanto da imparare, quindi, quando ci troviamo di fonte a casi di questo tipo. Ringraziamo Dash e Dixan per averci dato una interessante lezione di marketing!

SafeBook by Durex: il progetto per le scuole che punta alla protezione dell'identità digitale

SafeBook by Durex: il progetto per le scuole che punta alla protezione dell'identità digitale

SafeBook by Durex: il progetto per le scuole che punta alla protezione dell'identità digitale

Anche quest’anno torna tra i banchi di scuola SafeBook by Durex, l’ambizioso progetto scolastico attraverso cui il brand, leader mondiale nel mercato della contraccezione, coinvolgerà oltre 11.000 istituti tra scuole medie inferiori, rivolgendosi alle classi seconde e terze, e scuole medie superiori di tutta Italia per promuovere tra i giovani una corretta educazione all’affettività e alla sessualità.

La seconda edizione del progetto SafeBook by Durex si arricchisce della straordinaria partecipazione di Gianluigi Buffon, capitano della nazionale italiana di calcio, in qualità di testimonial del progetto. Da sempre attento alle tematiche giovanili, Buffon sceglie di schierarsi al fianco di SafeBook by Durex e soprattutto dei ragazzi per sostenere un corretto comportamento nella vita così come nello sport.

Le novità 2013

Quest’anno SafeBook by Durex dedica uno spazio importante alla “protezione dell’identità digitale” affrontando con particolare attenzione il dilagare del fenomeno del sexting. “È importante sottolineare – afferma il professor Giovanni Ziccardi, Professore di Informatica giuridica nonché Fondatore e Direttore del Corso di perfezionamento in computer forensics e investigazioni digitali presso l’Università degli Studi di Milano – come i ragazzi al giorno d’oggi non abbiano sufficiente consapevolezza delle tecnologie che utilizzano e dei rischi digitali legati a comportamenti potenzialmente a rischio derivati da una inadeguata conoscenza degli strumenti e da un loro conseguente, quanto spesso sbagliato, utilizzo”.
Il professore afferma che “i rischi legati alla realtà digitale crescono sempre più velocemente se si considera oggigiorno la facilità d’accesso alle tecnologie, come rilevato dall’Indagine Conoscitiva sulla condizione dell’infanzia e dell’adolescenza in Italia (2012) condotta da Eurispes sul tema sexting”.

Alcuni dati sul fenomeno in Italia

Infatti nel nostro Paese, continua il professor Ziccardi “ben il 62% dei bambini ha a disposizione un telefonino proprio e il 44% dei bambini acquisisce un cellulare tra i 9 e gli 11 anni”. È inoltre interessante notare, come spiega l’esperto, che “tale fascia d’età si sta ancor più abbassando se si considera che ben il 17,6% dei ragazzi possiede un cellulare ben prima dei sette anni. In questo modo tra i ragazzi i rischi di diffusione di materiale privato crescono notevolmente”.

La sessualità si confronta dunque sempre più anche col sexting. L’auto-fotografarsi col telefono in pose provocanti e compromettenti, l’invio di immagini esplicite attraverso sms, mms e mail è un fenomeno in continua diffusione. È infatti interessante capire quanto tra i giovanissimi l’esperienza del sexting non sia un’eccezione: “addirittura 1 adolescente su 4 (25,9%) – sostiene Ziccardi – “afferma di essere stato oggetto di sexting, ovvero di aver ricevuto sms/mms/video a sfondo sessuale”.

“In crescita al 12,3% invece la percentuale di adolescenti che dichiara di avere inviato materiale pornografico. Dato ancor più preoccupante – continua l’esperto – è quel 2,3% del campione che ammette di averlo fatto in cambio di soldi, di una ricarica telefonica o perché vittima di minacce”.

Il progetto trova inoltre declinazione sul sito dedicato www.safe-book.it che si riconferma un importante punto di riferimento per approfondire le tematiche oggetto del percorso educativo, testare le nozioni acquisite in classe e in questa edizione partecipare al concorso “Sfida Buffon. Per rendere l’appuntamento con l’apprendimento ancor più coinvolgente SafeBook by Durex mette in palio la possibilità di incontrare il capitano della nazionale italiana di calcio, effettuare “un tiro in porta con Gigi Buffon” e aggiudicarsi una giornata con la Carrarese partecipando al concorso online sul sito.