Investire e sviluppare idee imprenditoriali grazie a Pave.com

Investire e sviluppare idee imprenditoriali grazie a Pave.com

Pave.com una nasce nel 2012 a New York con l’obiettivo di aiutare la nuova generazione di imprenditori ad entrare in contatto con businessman più esperti, i quali possono decidere di investire e finanziare le idee più interessanti o semplicemente offrire utili consigli a giovani impresari. Pave.com è dunque un luogo virtuale dove imprenditori di successo o esperti di settore, possono offrire il loro finanziamento, la loro saggezza o i loro contatti in aiuto di giovani promettenti, sostenendo il loro cammino professionale e imprenditoriale.

Al posto di un prestito bancario tradizionale, il sistema Pave.com offre ai giovani un inestimabile opportunità, unendo l’ottenimento dei fondi necessari per realizzare la loro idea all’ instaurazione di un rapporto personale con chi ha più esperienza di loro in un campo d’interesse specifico. In cambio del loro investimento, i finanziatori potranno concordare una percentuale dei loro guadagni per un tempo prefissato. I finanziatori, di controparte, oltre ad effettuare investimenti remunerativi hanno la possibilità di investire in un futuro migliore.

Come funziona Pave.com?

Investire e sviluppare idee imprenditoriali grazie a Pave.com

La registrazione alla piattaforma è gratuita. E’ possibile scegliere il tipo di profilo iscrivendosi come un finanziatore (Backer) o come un portatore di un idea (Prospect). Può accadere che più Backer possano unirsi in gruppo per sostenere un singolo Prospect, creando così dei veri e propri team. Attualmente sono già attivi 8 team suddivisi su differenti aree d’interesse.

Come detto anche in precedenza, Pave.com mette in contatto i Prospect e i Backers attraverso una “Partnership”. Secondo i termini di questo accordo, un Prospect, oltre a poter beneficiare di un appoggio consulenziale/motivazionale, ottiene un pagamento una tantum da parte di uno o più Backer, e in cambio si impegna a condividere una piccola percentuale di guadagno per un periodo di tempo determinato (ad esempio, 10 anni).

La fase di screening dei Prospect

Investire e sviluppare idee imprenditoriali grazie a Pave.com

Lo spirito di Pave.com è quello di lasciare i Backers liberi di individuare le idee e i giovani più validi, tuttavia la piattaforma si riserva il diritto di effettuare una selezione all’ingresso. Il team di Pave si attiva per scrutinare tutti i membri della comunità. Infatti al momento dell’iscrizione viene chiesto ai Prospect di illustrare le proprie idee oltre ad una motivazione personale e una breve presentazione.

Per quanto riguarda i Backers, viene chiesto di fornire informazioni sulla loro esperienza professionale per verificare la loro capacità di fornire realmente un sostegno e una consulenza. Pave.Com procede quindi alla verifica dei dati di entrambe le parti, quali l’identità, il curriculum accademico e le informazioni finanziarie. Alla fine, la decisione di ammettere o meno un Prospect sarà comunque in capo ai singoli Backer.

Qual è il business model di Pave.com?

Investire e sviluppare idee imprenditoriali grazie a Pave.com

La piattaforma si finanzia tramite una prima commissione del 3%, quando i Prospect ricevono un finanziamento iniziale, e riscuotere una seconda commissione del 1,5% sui futuri pagamenti ai Backers. In sostanza l’accordo di alla base di Pave rappresenta una partnership a tempo determinato in cui solo il Backer corre il rischio di ottenere un basso rendimento nel caso in cui un Prospect non riesca ad emergere nel mercato. Questo meccanismo fa in modo che il finanziatore sia motivato a guidare e consigliare al meglio il proprio Prospect.

La fermata dell'autobus intelligente di Qualcomm [VIDEO]

Mobilitá significa tante cose. Libertá di muoversi e di essere connessi ovunque. Trasporti e connessioni, auto e tecnologia. Qualcomm, azienda leader nella tecnologia wireless e innovazione mobile, ha voluto giocare su questa dualitá creando un interessante quanto comodo servizio per viaggiatori urbani.

Scopo del progetto era semplificare velocemente la vita dei fortunati pendolari grazie alla tecnologia mobile applicata alla viabilitá. Così i creativi hanno sistemato un poster con un URL ad una fermata dell’autobus, con diverse call to action: una volta che gli utenti hanno visitato il sito, a prenderli non é arrivato un grosso mezzo pubblico bensì una sfavillante auto di lusso, piuttosto che una slitta trainata da husky.

Una dimostrazione perfetta di tecnologia efficace e divertente che accresce il sentiment positivo attorno al brand. Da queste parti un’iniziativa del genere ancor più ben vista, se aiutasse a colmare i ritardi del nostro sistema di trasporto pubblico, no? 😉

MYO: la fascia da braccio tecnologica per gestire i device!

MYO: la fascia da braccio tecnologica per gestire i device!

MYO: la fascia da braccio tecnologica per gestire i device!

Controllare il vostro Mac oppure il PC potrebbe essere semplice come muovere un braccio, basta indossare MYO. Senza toccare mouse e tastiera oppure lo schermo, potrete gestire presentazioni, video, giochi, navigazione web, musica e molto altro ancora con pochi gesti. Magia? No, lo speciale bracciale trasforma i movimenti muscolari in delle reali gesture in grado di interagire con l’altro dispositivo tramite Bluetooth.

Questa nuova tecnologia, integrata in MYO, è in grado di individuare rapidamente i movimenti, molte volte potrebbe captarli ancor prima che sia avvenuto l’effettivo spostamento del braccio. Questo accade perché i muscoli si attivano poco prima che avvenga il movimento, ma la tecnologia riesce ad interpretare anche questo gesto preventivo. Il bracciale, dunque, garantisce la massima rapidità nel rilevare i movimenti.

MYO: la fascia da braccio tecnologica per gestire i device!

MYO, al momento, supporta pienamente i sistemi operativi Mac e Windows, ma lo staff mette a disposizione le API per gli sviluppatori iOS e Android che gli consentiranno di realizzare apps in grado di interagire con questo bracciale.

Come abbiamo detto, MYO utilizza il Bluetooth per comunicare con altri dispositivi e a bordo integra una batteria ricaricabile e un processore ARM. La fascia da braccio è acquistabile a 149 $, ma le spedizioni partiranno alla fine del 2013. Il numero di pezzi disponibili sembra limitato.

Che cosa ne pensate, non vedete l’ora di indossare il bracciale e gestire i vostri dispositivi?

Volkswagen Jetta, anche ai bambini passa la vita davanti agli occhi [VIDEO]

Oramai siamo avvezzi alla brillante ma sempre sobria ironia degli spot Volkswagen, e spot dopo spot aspettiamo quello successivo per vedere se i creativi del brand tedesco sapranno fare di meglio. Tra una grande campagna e l’altra, possiamo goderci video come quello appena rilasciato per promuovere la nuova Jetta, nel quale vengono ri-coniugati con successo due dei valori comunicativi cardine del brand, ovvero sicurezza e socialitá/famiglia.

Scherzando sul cliché narrativo che vuole la nostra intera vita passarci davanti agli occhi quando ci troviamo ad affrontare la morte, Volkswagen mette l’intera gag nella mani, o meglio negli occhi, di un neonato appena trasportato dai genitori fuori dall’ospedale, dove un furgone rischia di colpire in pieno l’auto della famigliola. Ecco rimaterializzarsi nella mente del piccolo, quindi, la sua esistenza: la mamma che lo tiene in braccio, l’uscita dall’ospedale, il papà che lo accomoda nel suo seggiolino.

Attribuire questo riflesso ad un bambino appena nato cambia completamente la prospettiva dello spot rendendo inusuale il giá visto. Tuttavia, non viene stravolto il senso globale dello spot, che trova nei genitori il suo target principale, e lo cerca tramite la messa in scena di uno dei momenti più emozionanti della storia di un nucleo famigliare.

La polo compie 60 anni: come la reinterpretano i designer

La polo Fred Perry, la tennis shirt per eccellenza, faceva il suo debutto sui campi di Wimbledon 60 anni fa.  Da allora la maglietta ne ha fatta di strada, diventando un capo cult, scelto e indossato anche da chi non ha mai impugnato una racchetta da tennis.

Per spegnere le candeline in grande stile, la Fred Perry ha inviato a 60 designer, artisti e atleti una riproduzione del modello originale, accompagnata da un bigliettino con scritto “Go wild”. Le 60 interpretazioni della polo non potrebbero essere più diverse: alcuni hanno scelto di rimanere fedeli al classico, altri hanno dato un tocco personale in più.

Gustatevi questa gallery e scegliete quale versione preferite:

Potete trovare la collezione completa sul sito ufficiale Fred Perry.

Playstation, polli e clown: i migliori annunci stampa della settimana

La nostra rubrica sui migliori annunci stampa della settimana incontra sempre maggiori difficoltà nel selezionare, tra le tante offerte delle agenzie pubblicitarie mondiali, gli annunci più interessanti. Il potere e la maestria dei creativi stanno prendendo sempre più forma. Ma guardiamo cosa ha riservato per noi la settimana post San Valentino.

Playstation Vita: dovunque tocchi

Un annuncio stampa molto divertente dell’agenzia creativa parigina TBWA  per la Playstation Vita. Il payoff è un vero e proprio consiglio: “Toccare entrambi i lati per un maggior divertimento”. Il sogno di tutti gli uomini!

Advertising Agency: TBWAParis, France
Art Director: Alice Mounoury
Copywriter: Danaé Bilheude
Photographer: Laurent Seroussi

Kleenex: l’assonanza Clown-Cloud

È la volta dei Kleenex, i fazzoletti di carta che ti accompagnano in ogni momento. Stavolta il gioco della Gitam BBDO di Tel Aviv è legata al suono e all’assonanza tra le parole Clown e Cloud. Il payoff recita: “Sembra diverso con il naso chiuso”. Quando siamo raffreddati ascoltiamo i suoni come se fossimo in un mondo ovattato. Quindi, ci possono essere degli errori di pronuncia. Vi è mai capitato di avere il naso otturato, di pronunciare una parola e di farne capire un’altra ai vostri uditori? Utilizzare sempre i fazzoletti Kleenex può essere un modo giusto per “combattere il raffreddore” e i suoi sintomi. Che ne dite?

Piccola curiosità: Già in passato un’altra agenzia creativa, ma statunitense, aveva utilizzato la figura del Clown da associare all’utilizzo dei Kleenex. Date un’occhiata qui

Advertising Agency: Gitam BBDO, Tel Aviv, Israel
Creative Director: Moshe Saikevich
Art Director: Noga Kara
Copywriter: Ronni Azulay

Le pecore di Toyota Zelas

La Toyota Zelas è un modello coupe della multinazionale giapponese che è stato prodotto per il Sud America e per la Cina. È proprio la Y&R peruviana che ha progettato quest’annuncio stampa caratterizzato da un’immagine molto suggestiva. In questo branco di pecore spicca la potenza e la bellezza dell’autovettura che riesce a passare dovunque. Nel payoff si ringrazia il gregge di Justiniano Ichaccaya Espinoza. Stessa cosa è stata fatta con l’immagine di una processione religiosa. Stessa ambientazione: una folla di persone e tra esse la nuova Zelas. Suggestiva.

Advertising Agency: Y&R, Perú
Executive Creative Director: Flavio Pantigoso
Head of Art: Christian Sánchez
Copywriter: Flavio Pantigoso

Il Chicken Festival di Pizza Hut

È terminato da pochi giorni il Festival del Pollo, iniziativa promossa da Pizza Hut, la nota catena di ristoranti famosi per aver portato la pizza americana in tutto il mondo. I piatti a base di pollo più amati sono stati riproposti negli Emirati Arabi dal 22 dicembre 2012 al 20 febbraio 2013. In Oman le pizze più apprezzate sono la Chicken Super Suprem e la Chicken Portobello. Così giraffe, zebre e tori si travestono da polli per poter partecipare a questo evento imperdibile. Le immagini sono molto ironiche, ma allo stesso tempo il payoff è molto semplice: “Tutti vogliono esserci”.

Advertising Agency: Rasas, UAE
Executive Creative Director: Rani El Khatib
Creative Director: S.M. Ziyad
Art Directors: S.M. Ziyad, Jade David
Copywriters: Kitch Velasco, Abdulrahman Khalil

Save the Planet: Ricicla!

L’agenzia creativa Studio SC di Sao Paulo in Brasile ha progettato un’interessante campagna per Save the Planet. Diventa sempre più pressante il bisogno di avere cura del pianeta attraverso la possibilità di riciclare i materiali. Ecco che una serie di annunci apparentemente molto semplici invitano gli abitanti del mondo a riciclare vetro, metallo plastica e carta facendoci vedere come può essere “verde” e più pulito con dei piccoli accorgimenti.

Advertising Agency: Studio SC, São Paulo, Brazil
Creative Director / Art Director: Ilson Igreja
Copywriter: Márcio Araújo
Photographer: Sergio Coimbra

Cultura mobile: suggerimenti e falsi miti per la vostra strategia

Cultura mobile: il giusto approccio per la vostra strategia

Cultura mobile: suggerimenti e falsi miti per la vostra strategia

Strategia significa prima di tutto cultura mobile.
Perchè parte tutto da lì: a quanta attenzione si presta all’evoluzione del comportamento degli utenti dotati di dispositivi mobili, ai trend di sviluppo più concreti e – perchè no, all’abilità con cui dribblare fail più o meno epici.
Che il mercato mobile non sia da ignorare ormai lo sappiamo bene e che prima di cominciare sia indispensabile una strategia, pure. Guardate come ha risposto un campione di addetti ai lavori sulle previsioni di budget per il 2013 (fonte).

Cultura mobile: suggerimenti e falsi miti per la vostra strategia

Parliamo allora di cultura, di essere utenti prima che marketer: vi siete mai chiesti quanta cultura mobile si respira nella vostra azienda?
Se questa domanda vi getta nello scompiglio, niente paura, oggi siete capitati sul post salvagente 😉
Abbiamo raggruppato un po’ di input essenziali per non partire allo sbaraglio.

E’ una questione di approccio

Cominciamo subito con un’infografica che, con una serie di domande, ci aiuta a mettere a fuoco alcuni temi essenziali per scegliere l’approccio giusto; pronti a prendere nota?

1. Quanto sono importanti le animazioni e gli effetti 3D per la vostra brand image ?
2. Quanto e come interagiscono i vostri utenti con audio e video?
3. Quali sono i device che più frequentemente volete raggiungere?
4. Quanto frequentemente rilascerete aggiornamenti o novità?
5. Quanto a fondo contate di interagire con i sistemi operativi dei device da raggiungere?
6. Avete premura che i vostri contenuti siano ben indicizzati?
7. Quanto è probabile che ci sarà bisogno di utilizzare caratteristiche hardware come i GPS?

Rispondere a queste domande probabilmente non farà che aumentare la sensazione di smarrimento (e la tentazione di lasciar perdere) ma tenente duro, siamo sulla strada giusta.

Ok, probabilmente avete appena finito con i social media e state cercando di capire quali metriche implementare per sfruttare le conversazioni online, ma i mille interrogativi che state aggiungendo al vostro taccuino rappresentano le premesse concrete per cominciare a delineare la vostra road map e muovere i primi passi.

Cultura mobile: suggerimenti e falsi miti per la vostra strategia

Da cultura a strategia

Procediamo ora con una serie di input lanciati da chi ha già fatto scuola, per cominciare a rispondere a tutti i vostri punti interrogativi e capire quali sono le risorse da individuare e portare in casa.

Due contesti essenziali di sviluppo: applicazioni o pagine mobile-friendly

Le prime risiedono direttamente sui dispositivi, le seconde su server. Cosa significa? Che sviluppare un’applicazione richiede una serie di attenzioni e specificità maggiori ovvero tempi e budget probabilmente più corposi.

Non crediate però che disegnare e codificare una pagina web in chiave mobile non sia oneroso, solo avrete dalla vostra la possibilità di utilizzare una serie di contenuti che sono già presenti (scritti, redatti, programmati) sui vostri siti.

Se (domanda retorica, ci auguriamo) pubblicate già contenuti sui social network, avete un grosso vantaggio

Le app dei vari social li distribuiscono in modalità mobile. Non trascurate questo fattore: Facebook, Twitter & co. stanno già diffondendo le vostre notizie su smartphone e tablet, cominciate a pensare a rendere il tutto fruibile non solo in ottica desktop!

Cultura mobile: suggerimenti e falsi miti per la vostra strategia

Utilizzate già un CMS (what? ) per i vostri siti?

Molto probabilmente avete già in mano uno strumento efficace per raggiungere i vostri utenti via mobile: esistono funzioni di responsive design che rilevano un utente che sta navigando da device e gli mostrano le vostre pagine in modalità mobile-friendly. Se il vostro CMS non integra queste capacità, date un’occhiata a Mobify oppure Duda Mobile tra i tanti. 

Attenzione però, non fate l’errore di banalizzare l’esperienza di navigazione mobile: non è come navigare da desktop (ne parliamo da tempo, soprattutto in ottica e-commerce ); c’è sempre un’esperienza da progettare! E ci sono fattori tecnici da individuare a priori (avete risposto con cura alle domande di prima?). 

Un esempio? non tutti i dispositivi supportano flash e far prosciugare le soglie di traffico per scaricare contenuti futili non è il massimo. Di più, non solo tecnologia: i concetto di landing page e form di iscrizione vanno rivisti. Non si atterra più solo e per forza su desktop. Lo stesso vale per la formattazione di email, newsletter e notifiche. E per le possibilità di interazione e condivisione. Non limitate le possibilità degli utenti mobile!

Metriche mobile

Abbiamo già anticipato il problema, preparate i vostri strumenti di analytics in modo tale che sia possibile isolare i dati mobile. Altrimenti tornerete qui per lamentarvi di tanto rumore per nulla 🙂

E questo per oggi è tutto.

Pensate e progettate con il duplice obiettivo di diminuire al massimo la ridondanza di lavoro e raggiungere tutti i possibili utenti. Continuate a seguirci, presto ci occuperemo di errori grossolani e falsi miti.
Siete pronti a innescare una nuova cultura mobile nella vostra azienda?

L'innovazione aziendale al tempo dei Ninja

L'innovazione aziendale al tempo dei Ninja

Quale segreto si nasconde dietro il successo di società quali E-Bay, Amazon, Ford e la stessa Apple? Perchè alcune aziende si sviluppano, crescono giorno dopo giorno ed altre colano a picco?
Come si realizza l’innovazione aziendale?
Se ci fosse una formula magica, un manuale da seguire rigorosamente, molti businessman e impiegati dormirebbero sogni più tranquilli.

Ma qualcuno, e non di certo l’ultimo arrivato, si è spinto lontano, andando a risvegliare i guerrieri giapponesi, le loro tecniche di combattimento e la loro filosofia.

Il connubio vi sembra strano? A quanto pare i Ninja erano degli ottimi businessman. A svelarlo è Gary Shapiro, presidente CEA (Consumer Electronic Association), un’associazione commerciale che promuove la crescita delle piccole e medie aziende che operano nel settore dell’elettronica e della tecnologia. Nel gennaio scorso è infatti stato pubblicato un suo libro “Ninja Innovation: The Ten Killer Strategies of the World’s Most Successful Businesses“, già un best seller che ripercorre il successo di alcune aziende e le strategie dei loro manager confrontandole con la filosofia ninja.

L'innovazione aziendale al tempo dei Ninja

Sopravvivere non basta, il successo è l’obiettvo finale

Quando a un Ninja veniva affidata una missione, il primo passo era definire la strategia di attacco che lo avrebbe portato a compiere il proprio dovere. Fissava degli obiettivi precisi, considerava tutti i possibili ostacoli e soprattutto si preparava ad affrontare gli imprevisti, perchè sopravvivere non basta, bisogna avere successo. Proprio il successo dovrebbe essere l’obiettvo ultimo di ogni imprenditore che avvia una attività.
Definire una strategia nei minimi dettagli è dunque importante, ma non basta se non si ha poi l’intelligenza di saperla cambiare nel momento in cui si incontrano degli ostacoli o si corre il rischio di stagnarsi e non crescere. In questo le piccole e medie imprese sono avvantaggiate, rispetto alle grandi aziende, in quanto non impantanate nella burocrazia, ma possono dunque muoversi con maggiore agilità ed esseri innovativi.

Accettare il fallimento e imparare da esso

Sebbene i Ninja calcolassero con meticolosa attenzione tutti i rischi possibili, non si fermavano davanti agli ostacoli e accettavano l’eventualità di fallire. Il fallimento è la spinta che permette di fare meglio, di riprovare più volte fino a trovare la strada più giusta. Un businessman che vuole innovare la propria azienda deve lasciarsi consigliare e consigliare ovviamente.
Le buone idee non arrivano solo dai top manager, ma anche dagli impiegati e dagli stagisti. Creare un ambiente aperto alla condivisione, al confronto stimola la creatività e il sorgere delle idee. Così come i ninja non si presentavano mai dai loro mandanti con dei problemi, così è necessario arrivare con delle idee e offrire soluzioni. Questa è la via da seguire per l’innovazione aziendale.

Non muoversi da soli

I Ninja agivano in solitudine, ma se necessario e soprattutto nelle grandi imprese univano le proprie forze. Uno degli errori alla base del fallimento delle start up e delle piccole e medie imprese è la convinzione, da parte del fondatore o del manager, di poter correre da soli. L’intelligenza sta nel vedere i propri limiti e capire quando è il momento di affidarsi alla professionalità di altri.
Se nel 1998 il fondatore di eBay, Pierre Omidyar non avesse capito di non essere in grado di condurre la società verso un’offerta pubblica e non avesse assunto Meg Whitman probabilmente non sentiremmo parlare ancora di questa azienda.

L'innovazione aziendale al tempo dei Ninja

Innovarsi o morire

Flessibilità, capacità di adattarsi, di aggiustare il tiro e inventarsi sempre qualcosa di nuovo. Questi sono i principi fondamentali della filosofia ninja e dell’innovazione aziendale. Non importa se deve assumere nuovo personale, definire una strategia, dare consigli ai colleghi, mantenere lo status quo delle cose è l’errore più grande!

L’innovazione è vitale per avere successo!

Festival of Media Global 2013: torna il meglio della comunicazione mondiale

L’edizione 2013 del Festival of Media Global si avvicina. Dal 28 al 30 aprile prossimi Mountreux sarà la sede dell’evento, unico nel suo genere, dedicato al settore dei Media e al futuro dell’industria della comunicazione aziendale.

From Content To Commerce

Il tema portante dell’evento di quest’anno sarà il content come leva principe e irrinunciabile di marketing. Durante i numerosi speech in programma, si parlerà degli scenari futuri del mondo della comunicazione aziendale. La tendenza è chiara: da qui a 5 anni, come ci fanno sapere gli organizzatori, la quantità di denaro speso online nei territori più sviluppati del mondo supererà gli investimenti in luoghi fisici.

Siamo nel bel mezzo di una transizione che vedrà i retailer trasformarsi in content companies e viceversa? Se così sarà, che ruolo giocheranno le media agencies? E come si evolveranno nell’era dell’algoritmo e del SEO?

Gli Awards

Ma non è certo finita qui. The Festival of Media Global è anche uno dei più importanti momenti di premiazione della creatività pubblicitaria. Durante l’evento saranno assegnati premi per diverse categorie, tra cui la ‘new entry’ Best Branded Entertainment. Per l’ufficializzazione delle shortlist dovremo aspettare il 28 marzo, ma nel frattempo godiamoci i vincitori della passata edizione.

Le iscrizioni si sono oramai concluse, ma se voleste carpire i segreti per una perfetta proposta da nomination, ecco i consigli di alcuni maestri indiscussi, i giudici degli award.

Un evento imperdibile

I numeri sono il più grande attestato di prestigio di questo evento: nel 2012 hanno partecipato ben 700 delegati rappresentanti di 40 differenti Paesi.

Cogliete l’occasione di partecipare! Trovate tutte le info qui e sul sito ufficiale.

Red Bull: quando il “VIP trip” si trasforma in un incubo

Non è tutto oro quel che luccica. Da sempre abbiamo lodato le iniziative del brand Red Bull ma come per tutti anche il marketing dell’azienda austriaca ha mostrato qualche falla.

Il contest lanciato dall’azienda recitava “Vinci un VIP trip per il Gran Premio di Formula1 in Belgio”. Tutto si sarebbero aspettati i due fratelli vincitori del contest fuorché viaggiare con una compagnia low cost, pernottare in uno spa hotel senza spa, condividere un letto matrimoniale e lasciare la gara prima della fine.

Invece di avere un volo diretto per Bruxelles, ai due fratelli infatti è stato offerto un volo low cost su Colonia (Germania) e hanno poi dovuto raggiungere con mezzi propri l’hotel in Olanda.

L’hotel in questione, secondo il contest “un quattro stelle di lusso con Spa” non solo non si trovava nel paese della gara, ma non offriva alcun centro benessere al suo interno. Inoltre i due fratelli non hanno potuto richiedere letti separati.

Una volta arrivati al circuito del Gran Premio i due fratelli non hanno trovato alcun pass VIP ad attenderli ma sono stati sistemati in tribuna coperta assieme ad altri migliaia di fan. I due inoltre hanno dovuto lasciare prima la gara per esser sicuri di raggiungere in tempo l’aeroporto e prendere il volo di ritorno, questa volta da Bruxelles.

L’ Advertising Standards Authority (ASA) dopo aver ricevuto il reclamo dei due “vincitori” ha fortemente criticato Red Bull per la dicitura errata del contest e per non aver specificato chiaramente che il viaggio, oltre i voli, dovevano organizzarlo da soli.

Red Bull dal canto suo ha tenuto a specificare che mai nessuno ha parlato di biglietti VIP ma che la dicitura VIP faceva riferimento ad “una delle più prestigiose gare in calendario della Formula1” e all’intero pacchetto riservato ai vincitori (voli più hotel 4 stelle).

L’ASA ha però chiarito che la dicitura VIP è legata ad un trattamento esclusivo o comunque “non standard” e che quindi i due fratelli hanno interpretato correttamente la comunicazione Red Bull supponendo di ricevere un volo di linea e biglietti VIP.

Le risorse messe a disposizione dal brand non si sono rivelate adeguate a gestire la promozione in maniera equa ed efficiente” – ha concluso l’ASA – aggiungendo che la dicitura “Vip trip” ha violato il codice ASA.

Per ora Red Bull ha offerto un compenso ai vincitori solo per il fatto di aver dovuto abbandonare la gara prima della fine.