Nel 2010 il film horror “The Last Exorcism” (L’ Ultimo Esorcismo) sconvolse milioni di spettatori in tutto il mondo. La pellicola univa infatti lo stile classico dei film sulle possessioni diaboliche allo stile documentaristico di blockbuster come Blair Witch Project e [REC].
Il film fu sin da subito al centro delle polemiche per la violenza delle immagini mostrate già nei manifesti pubblicitari, e ben presto la campagna di comunicazione venne ritirata perché troppo spiazzante e, parole testuali, angosciante (per i più audaci tra di voi, qui la locandina originale).
Negli Stati Uniti esce in questi giorni il sequel del film, “The Last Exorcism – part II“. Gli autori giurano di aver mantenuto gli standard raggiunti con il primo episodio, e per rafforzare questa tesi hanno elaborato una campagna di guerrilla letteralmente da brividi.
In un salone di bellezza statunitense, gli ideatori della campagna hanno posizionato dietro gli specchi un’attrice truccata in maniera raccapricciante. Un mix tra un fantasma, la protagonista di The Ring e lo Scrondo.
Le sfortunate avventrici, tra un pettegolezzo e un bigodino, hanno improvvisamente intravisto la spaventosa immagine nello specchio. Pessimo lavoro della loro estetista o allucinazione causata dallo smog urbano?
L’inquietudine ha preso ben presto il sopravvento. Fino all’apoteosi finale.
L’orrore, come in un classico dei fumetti Bonelli, è uscito dallo specchio, e ha cominciato a scorrazzare per il salone di bellezza seminando il panico e il terrore.
Le reazioni sono da Oscar.
Il premio per la reazione più sbalorditiva lo vince la signora che scappa in strada urlando con ancora indosso l’asciugamano della parrucchiera. Non so voi, ma io avrei pagato moltissimo per passare lì davanti in quel preciso istante.
Effetto passaparola garantito, e pellicola che già prima di uscire nei cinema fa parlare di sè per il terrore che ha seminato.
La prossima volta che andate a tagliarvi i capelli, non guarderete più con gli stessi occhi lo specchio di fronte a voi…
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Danilo di Capuahttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngDanilo di Capua2013-03-08 12:30:122013-03-08 12:30:12The Last Exorcism, part II: l'orrore corre dietro lo specchio
Cos’è quel musone? Siete stati troppo impegnati e vi siete persi le ultime pubblicità? Tranquilli, ecco una selezione dei migliori annunci della settimana. Perfetti se cercate una parola o un naming, se dovete mandar giù un meal un po’ unhappy o volete scappare su Marte. O anche solo per rilassarvi con delle simpatiche creatività.
Per chi ha perso le parole
Ti manca la parola? Magari è proprio lì, più che sulla punta della lingua nascosta tra le sinapsi e non proprio archiviata sotto la cartella “lingua inglese”. La soluzione di Inlingua per pubblicizzare i propri corsi di lingua, un po’ Escher un po’ Settimana Enigmistica, ma molto efficace.
Credits
Kolle Rebbe GmbH, Hamburg, Germany
Foreste come quartieri in Brasile
Ce l’hanno detto in tutti i modi possibili: stiamo distruggendo le foreste mettendo in pericolo l’intero ecosistema. Probabilmente non è abbastanza chiaro e, curiosamente, per far capire un messaggio semplice quanto allarmante, è necessario ribaltare il concetto: è molto più efficace utilizzare un bellissimo visual e dirci che ogni 15 secondi sparisce un quartiere della foresta Brasiliana.
Credits
Advertising Agency: Filadélfia, Brazil
Lego atterra su Marte
Lego ci sorprende sempre per le sue pubblicità ironiche, iconiche e capaci di emozionare mattoncino dopo mattoncino. Anche questa volta, ci ha regalato un bel concept che è diventato subito viral, guadagnando 14.000 likes e 1500 condivisioni in poche ore.
Credits
Grey, Paris, France
Leggere una fotografia
Una headline “sbagliata” per mettere in risalto l’importanza della fotografia: se siete dei poeti, può non essere l’idea vincente. Trattandosi di servizi fotografici per architettura d’interni, la cosa può funzionare e non solo perché le immagini sono davvero bellissime. Un vecchio trucco cognitivo che calza a pennello, soprattutto se la chiave per decifrare l’annuncio è proprio nell’head!
Credits
Art Director / Copywriter: Craig Skinner
Photographer: Lincoln Barbour
Il tempo passa, gli ombrelli proteggono
Dal 1936, Regina e Hernryk Nideccy si occupano di ombrelli fatti a mano. Ne è passata di acqua sopra gli ombrelli, mentre sotto le cose sono davvero cambiate! Una soluzione davvero creativa che riprende il plus di prodotto senza annoiarci.
Credits
Lowe GGK Warsaw, Poland
A volte ritornano
Il visual attira, l’headline si spiega e il payoff chiarisce. Per fortuna l’americana Miami Ad School è riuscita a rendere attraente e divertente un prodotto difficilmente digeribile – almeno dal punto di vista creativo. Ottimo lavoro!
Credits
Miami Ad School, Miami, USA
L’importanza di inventarsi naming
“In principio era il verbo”, eppure per un’agenzia di naming non è semplice far capire il valore del proprio lavoro. Una serie di copy ad incentrati sul valore che può avere una sola, memorabile parola chiarisce ogni dubbio. Sarà un caso che a metterci lo zampino sia stata l’agenzia Lucifer?
Credits
Lucifer Labs
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2013/03/annunci-della-settimana_lego-mars.jpg12761800Yuukihttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngYuuki2013-03-08 11:07:022013-03-08 11:07:02Naming, ombrelli e unhappy meal: i migliori annunci stampa della settimana
Dopo i vari rumors è finalmente arrivato il nuovo NewsFeed di Facebook. In una conferenza stampa seguitissima sia on line via webstreaming sia off line sono state presentate le molteplici innovazioni del nuovo layout: una trasformazione che porta nuovamente al centro il contenuto e gli utenti che scelgono di entrare su Facebook per trovare ciò che più gli interessa, dalle immagini del proprio calciatore preferito alla pagina fan di un regista.
In particolare a Palo Alto si è lavorato a un’interfaccia unica per computer, tablet e smartphone: “una sorta di “porta universale” sulla dimensione social, che sottolinea come l’esperienza di navigazione di ambienti virtuali come questo debba essere sempre uguale, a dispetto dello strumento che si utilizza.”
Per gestire meglio i contenuti, saranno attivati dei filtri nei NewsFeeed, per clusterizzare i contenuti fra musica, foto, video, o post di una particolare fonte che l’utente ritiene più importante e interessante.
Insomma, sono tantissime le novità, che sicuramente influenzeranno anche il lavoro dei social media manager di tutto il mondo, che già avevano avuto molti grattacapi all’introduzione della Timeline 😆
Se volete anticipare la concorrenza e provare il nuovo NewsFeed, non dovete far altro che mettervi in lista, visitando questa pagina!
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Francesco Gavatortahttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngFrancesco Gavatorta2013-03-08 10:00:312013-03-08 10:00:31Facebook cambia: presentato il nuovo NewsFeed [BREAKING NEWS]
Windows 7 ha riscosso un enorme successo tra gli utenti, i quali ne hanno particolarmente apprezzato il design, la semplicità di utilizzo e le prestazioni. Visto l’entusiasmo suscitato da tale sistema operativo, viene spontaneo chiedersi quali motivi potrebbero giustificare un eventuale passaggio a Windows 8. La risposta è semplice: Windows 8 è migliore di Windows 7. Le differenze tra i due prodotti sono decisamente evidenti già al primo utilizzo della nuova versione.
Successivamente all’installazione di Windows 8, PC e dispositivi risulteranno nettamente più rapidi. Anche la durata della batteria migliorerà in modo sorprendente. Nell’odierno ambiente aziendale, sempre più incentrato su rapidità e mobilità, è importante poter contare su dispositivi che garantiscano velocità elevate senza dover essere continuamene collegati e caricati.
Una caratteristica fondamentale di Windows 8 Pro è lo standby connesso, una funzionalità che consente l’attivazione immediata, la ricezione di notifiche e l’esecuzione di aggiornamenti in PC, tablet e portatili anche a schermo spento.
Inoltre, i programmi vengono eseguiti con maggiore semplicità e sicurezza, e la possibilità di evitare aggiornamenti manuali consentirà un notevole risparmio di tempo.
Le impostazioni di rete migliorate permettono di selezionare i singoli segnali radio da utilizzare o, nel caso dei viaggiatori più assidui, di disattivarli completamente con la “modalità aeroplano“. La possibilità di Windows 8 di memorizzare le reti Wi-Fi preferite comporterà una maggiore rapidità di connessione, spesso ancora prima che il display sia pronto. Ma la sua migliore caratteristica è che, essendo automatico, non richiederà l’intervento dell’utente.
Nel caso di utilizzo di più di uno schermo, Windows 8 consente inoltre di disporre della schermata Start su un monitor e del desktop sull’altro, offrendo un passaggio più rapido da un programma all’altro e una migliore visualizzazione degli elementi aperti.
Windows Explorer con la barra multifunzione include funzionalità precedentemente nascoste, semplificando la visualizzazione e la gestione delle operazioni effettuate sui file. Gestione attività, disponibile sotto forma di dashboard, offre un controllo senza precedenti. Inoltre, la riconfigurazione viene effettuata in maniera decisamente più semplice garantendo comunque all’utente una corretta comprensione di ogni processo.
Lavorare più rapidamente, con maggiore produttività, semplicità e massima sicurezza! Tutto questo grazie a un ambiente migliorato rispetto a Windows 7.
Le piccole e medie imprese possono inoltre trarre vantaggio dai contratti multilicenza, che includono tre programmi, da un livello base prepagato fino a Software Assurance. Per coloro che desiderano sfruttare la potenza della cloud, Windows Intune include servizi cloud e funzionalità di gestione della sicurezza per tablet, portatili, desktop e telefoni.
Sviluppo Applicazioni Windows 8 ed ulteriori informazioni
Se vuoi imparare a sviluppare app per Windows 8, partecipa ai laboratori organizzati da Microsoft Italia! Per ulteriori informazioni visita il sito dedicato ai DevCAMPS e Beginners Lab.
Se questo articolo ti è piaciuto, resta collegato con noi visitando la pagina U Generation!
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Massimo Sommellahttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngMassimo Sommella2013-03-07 17:46:162013-03-07 17:46:16Scopri i motivi per passare a Windows 8
Danze scatenate e animali antropomorfizzati sono tra i trend virali più forti del momento. Grumpy Cat imbronciati e Harlem Shake di ogni genere invadono quotidianamente le nostre bacheche. Forse una delle poche cose che mancava ancora all’appello era un pony che esegue il famoso Moonwalk di Michael Jackson sulle note dei Fleetwood Mac.
Realizzata da Wieden + Kennedy per la compagnia telefonica inglese Three, in Italia conosciuta come Tre, la campagna “The Pony #DancePonyDance” si inserisce nella galassia di contenuti online dall’alto tasso d’intrattenimento e poche pretese comunicative.
Immerso nella natura assieme ai compagni, un dolce pony dall’animo disneyano ci alletta con i suoi passi di danza: “silly stuff”, roba sciocca, come recita lo stesso spot nel finale, prima di invitarci a creare e condividere la nostra personale versione della nuova star.
Superato il milione di views in soli 7 giorni e oramai abbondantemente superati i 3 milioni, #DancePonyDance ha generato un altissimo numro di interazioni online. Lo spot avrebbe generato 2.400 tweets in soli 10 minuti dalla pubblicazione.
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Elena Silvi Marchinihttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngElena Silvi Marchini2013-03-07 16:31:402013-03-07 16:31:40The Pony, l'interattività virale di Tre [VIDEO]
Quante volte, prendendo il vostro smartphone per postare una foto su Instagram, avete immaginato che quell’iconcina quadrata potesse diventare, un giorno, una vera e propria macchina fotografica? Mai?
Beh, a qualcuno quest’idea è venuta, e per realizzarla è stata messa su una startup, Socialmatic, che fra i suoi fondatori conta anche un italiano (la persona a cui è venuta l’idea, appunto), Antonio De Rosa.
Il progetto intende unire la praticità dello scatto fatto da device mobile alla tradizione di una delle macchine fotografiche più affascinanti della storia: la Polaroid. Il tutto in una scocca che replichi, come dicevamo prima, le fattezze della “macchinetta” di Instagram, e che possa connettersi agevolmente ai social network per condividere i propri scatti con i propri amici. Una macchina fotografica pensata per il nuovo modo di immaginare e realizzare foto che con sè ha portato il web, e che sarà in commercio nel 2014.
Socialmatic (che potete trovare anche su Facebook e su Twitter) nasce quindi per unire funzioni differenti in un unico strumento, che sarà in grado di offrire prestazioni elevate sia per il web che per la stampa. Inoltre, in cantiere c’è anche il lancio di un vero e proprio social network proprietario, che possa supportare gli utenti che utilizzeranno questo particolare tipo di camera.
Insomma, sono tanti i progetti legati a Socialmatic. Per farceli raccontare, abbiamo contattato proprio Antonio De Rosa.
Da dove nasce il progetto SocialMatic? Ci puoi raccontare qualcosa su com’è nata l’idea?
Presto detto 🙂 E’ nato da un…sogno. Dopo aver rimuginato a lungo sull’icona di Instagram e sulla portata del suo fenomeno, la mattina mi sono risvegliato con in mente la folle idea di voler creare una camera che ne rispecchiasse le fattezze. Era Maggio del 2012. Il concept sbarca su Internet e diventa un piccolo fenomeno.
Da quello che si legge nel sito, al device verrà associato anche un social network: perché creare uno spazio dedicato e, semplicemente, non sincronizzare direttamente le piattaforme già esistenti?
Perchè c’è margine per ricavare qualcosa che renda l’esperienza del photo-social sharing ancora più immersiva e coinvolgente. I vari Instagram e Pinterest ancora non hanno detto tutto e il rapporto stretto tra Hardware e Software, per fare nostra una massima di Steve Jobs, è ancora la carta vincente.
Socialmatic Network non sarà solo vetrina di gusti e tendenze con una narcisistica virata verso il personale. Rappresenterà un modo per esprimere se stessi attraverso le foto, seguire il loro cammino, la loro evoluzione e assottigliare il confine tra il mondo reale e il mondo virtuale. Perchè ogni foto sarà presente non solo sul social network, ma anche nella vita reale, su una vetrina, in una casa, in un negozio.. e poi c’è la parte business.. le mobile app..
Social Matic unisce la bellezza “vintage” della polaroid alla contemporaneità di Instagram: secondo te, in linea generale andiamo verso una riscoperta dei vecchi modelli di produzione del contenuto “arricchiti” con le proprietà migliorative del web?
E’ una cosa a cui non ho mai rinunciato. Il fascino dell’ “analogico” porta tanto di quel contenuto storico che le nuove tecnologie non p
ossono far altro che apprenderne a piene mani. In alcuni meccanismi, in alcuni tratti, in alcune necessità, noti l’essenza stessa dei concetti e non solo una mera trasposizione digitale. Prendi le Leica, o le nuove Vespa.
Tu fai parte di un team internazionale: è stato facile lanciare la vostra startup?
Purtroppo no. All’inizio ho combattuto contro alcuni pregiudizi verso lo spazio che avrebbe potuto avere un progetto del genere. Fortunatamente i miei partner sono andati oltre e hanno visto giusto. Se oggi butatte un occhio sui trend di Twitter o in generale su Facebook dove si parla di Socialmatic, vi renderete conto che il coraggio ha pagato. Purtroppo, almeno in Italia, lanciare una startup continua ad essere complicato.
“Synergic is better”, recita un claim nella sezione “Company” del vostro sito: un principio che dovrà essere adottato sempre più nel settore dei social media?
L’accentramento e l’arroganza vanno di pari passo, ahimè. Se vuoi comunicare, e bene, non puoi esimerti dallo “sfruttare” le sinergie (quasi obbligate) che il mondo dei social media ti impone. Non puoi, con unico canale, coprire tutte le tue necessità. Meglio sintetizzare il meglio ed al meglio quello che il mercato ti offre.
Puoi dare qualche consiglio per gli startupper lettori di Ninja Marketing?
Non ho un Vangelo ne voglio ergermi a maestro. Nel mio caso hanno giocato un ruolo fondamentale parametri che suonano addirittura “banali”: tenacia e coraggio. Non bisogna di certo arrendersi alla prima difficoltà e bisogna sapere “vendere” bene il proprio progetto, che sia verso Business Angel o Venture Capital: la bontà di una idea, se dirompente, è destinata a venire fuori.
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Francesco Gavatortahttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngFrancesco Gavatorta2013-03-07 12:30:162013-03-07 12:30:16Socialmatic: quando social network e device diventano una cosa sola [INTERVISTA]
Cercate un hotel a Parigi che renda ancora più indimenticabile il vostro viaggio? Lasciatevi tentare (in tutti i sensi) dall’hotel Vice Versa: 7 piani ciascuno dedicato a uno dei peccati capitali.
Superbia, avarizia, invidia, ira, lussuria, golosità, pigrizia o accidia: ogni elemento delle suites è stato curato dall’ interior designer Chantal Thomass per essere un tributo ai piccoli e grandi vizi che ognuno di noi nasconde nel proprio animo:
Tra atmosfere da boudoir, tappezzerie golose, soffitti decorati da banconote, ogni camera è curata nei minimi dettagli, per diventare il sogno di chi, alle tentazioni, preferisce cedere.
E voi, quale camera scegliereste?
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Katsumihttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngKatsumi2013-03-07 11:37:182013-03-07 11:37:18ViceVersa: il luxury hotel parigino ispirato ai 7 peccati capitali
Venerdì 22 e sabato 23 marzo al Covo Ninja di Milano sarà tempo di NON-CONVENTIONAL & INTEGRATED COMMUNICATION, un Corso in Aula full immersion per scoprire come progettare campagne efficaci nell’era digitale.
Tra teorie, tecniche e strumenti necessari a progettare una strategia di marketing, affrontando i principali stili del Marketing Non-Convenzionale, parleremo anche di Comunicazione Integrata e lo faremo con Davide Bartolucci, CEO e Co-fondatore di Shado.
L’obiettivo sarà comprendere e utilizzare a nostro vantaggio l’architettura della comunicazione, progettando identità riconoscibili che partano dalla sintesi di un tweet fino al coinvolgimento delle persone nei luoghi fisici.
Are you ready?
Ciao Davide! Il 23 marzo a Ninja Academy sarà tempo di Integrated Communication. Cosa devono aspettarsi i partecipanti?
È un’ottima opportunità per vedere cosa sta accadendo e per gettare lo sguardo sul prossimo futuro in termini di integrazione dei canali di comunicazione. Sono vari anni che si parla di convergenza, di tecnologie che abilitano nuove forme di relazione tra brand e consumatore, ma è oggi, in questi mesi che alcuni trend di mercato si stanno concretizzando in risultati su grande scala, e non lo vediamo solo in comunicazione.
Presenterai qualche case history? Puoi darci qualche anticipazione a riguardo?
Il mercato statunitense è da sempre il più ricco di spunti ed esperienze concrete, di certo dipende dal fatto che linguaggi ed audience sono cresciuti di pari passo accogliendo l’un l’altro stimoli ed esigenze. Molto di US ci sarà in quel che vedremo quindi, ma non si può non fare una puntata in Far East e Sud America. Il mercato italiano è spesso sorprendente, per cui parleremo anche di casa nostra, sia guardando cosa fanno grandi brand globali nel nostro mercato, sia quelli con un mercato domestico che trovano nel digitale un rapporto più diretto con il loro consumatore.
In che modo è possibile “costruire l’architettura narrativa di una marca”?
È un po’ come aggiungere alla corporate identity una nuova dimensione, fino a qualche anno fa non del tutto necessaria. Si tratta di declinare tutti gli elementi identitari di una marca, i suoi prodotti, non solo in aspetti formali, ma in un linguaggio molto capillare, in ambassador reali o virtuali, insomma di scrivere il copione, come per una saga cinematografica o per una serie tv di successo. Da qui passa l’efficacia di un presidio, quello dei media digitali, per loro natura frammentati ed alimentati di contenuto, prima ancora che di forma.
Differenziare i contenuti in base al canale che si decide di utilizzare: quanto è difficile rimanere coerenti?
La cosa più complessa ritengo sia quella di essere direttori d’orchestra. Chi deve sviluppare o trasformare una marca deve probabilmente mettere in discussione la tradizionale catena del valore che ha costruito campagne, immagine, identità, ma saper combinare professionisti nomadi, contaminati e necessariamente dalla grande personalità, in un risultato che sia indipendente dal processo, dai canali e dalle tecnologie. Non è un processo facile, richiede di mettersi in gioco in prima persona.
Il miglior consiglio per un’efficace Content Strategy?
Identificare, estrarre e spettacolarizzare il tratto che più di tutti gli altri può creare un interesse autentico da parte delle persone per trasformarlo in characters, mondi, meccaniche di comunicazione. Ragionando meno in termini di pubblicità e più in termini di contenuto ci avviciniamo alle dinamiche dell’entertainment, che vedono nel film, nel concerto o nel talent show un elemento aggregante per poi alimentare altri modelli di business. Darsi una chance come creatori di attenzione (non come interruzione dello spettacolo): è così che si occuperà uno spazio più stabile nelle decisioni, soprattutto d’impulso, del consumatore/spettatore.
Branded Entertainment e Connected TV, l’intrattenimento 2.0 ha sempre più un risvolto comunicativo bidirezionale. Quali sorprese per il futuro?
La TV è il luogo dove intrattenimento e interazione costruiranno nuove forme di audience, più connessa, più interattiva, più “spendente”. Ma come ci insegna il recente passato, vincerà l’integrazione, a mio avviso necessariamente nativa, tra strategia, produzione e arricchimento del contenuto. Stanno succedendo cose molto interessanti, confrontarci su questi temi è sempre un bel terreno.
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Knowledge for change.
Be Ninja!
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Ilaria Mangiardihttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngIlaria Mangiardi2013-03-07 11:34:122013-03-07 11:34:12Integrated Communication: come scrivere il copione perfetto per il tuo brand. Quattro chiacchiere con Davide Bartolucci [INTERVISTA]
Nato qualche era geologica fa, il formato per immagini digitali GIF(Graphics Interchange Format) sta conoscendo una nuova inaspettata fortuna nel marketing digitale, interessato soprattutto a sfruttarne le capacità ipnotiche e virali.
Già da qualche anno creativi e pubblicitari hanno iniziato a esplorare l’uso delle gif animate in banner e campagne display, ma l’ultima frontiera è rappresentata dai “cinemagraphs”. Dal punto di vista tecnico si tratta di semplici gif animate. La cosa inedita è che soltanto una piccola regione dell’immagine si muove, mentre la maggior parte di essa resta ferma. Il risultato è una gif di alta qualità all’interno della quale a catturare l’attenzione è un piccolo particolare in movimento in loop ossessivo.
Da qui l’idea di Fox Searchlight Pictures, divisione speciale della 20th Century Fox, che ha deciso di lanciare Stoker, thriller psicologico in uscita a marzo con protagonista Nicole Kidman, con un trailer fatto interamente di ipnotiche e viralissime gift. L’effetto inquietante e ansiogeno è assicurato.
I cinemagraphs di Stoker sono state inseriti su letterstoIndia.com, sito costruito per far immergere gli spettatori nel mondo malvagio e contorto del personaggio principale del film.
L’utilizzo di gif animate per la realizzazione del trailer cinematografico potrebbe sembrare niente più che un’ingegnosa trovata pubblicitaria. Non è così: più che meme destinati ad esaurirsi nella fiammata di un hype su Tumblr o Twitter, le gif animate si stanno imponendo come vera e propria forma espressiva pop.
A partire dal 2011, l’anno in cui il termine “cinemagraphs” è stato coniato dal graphic designer Kevin Burg e dal fotografo Jamie Back, le immagini in movimento sono diventate una vera e propria categoria di foto a sé stanti, molto utilizzata nell’ambito del fashion adv, nella comunità di fan delle serie tv e, in generale, nella comunicazione visiva.
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Daniele Crocellehttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngDaniele Crocelle2013-03-07 11:31:152013-03-07 11:31:15Stoker: un trailer completamente composto da GIF
“Questo è il mio territorio.. questa corte dei re, questo terreno insanguinato”… Comincia così l’ode alla pallacanestro di strada del video “This is my court”, una poesia dedicata al fascino del basketball nei campetti di periferia, dove non ci sono regole se non quelle della strada.
Alla poesia fanno da sfondo una serie di frame in sequenza dei basketball ground newyorkesi e danno vita ad un video che è una celebrazione alla “streetball culture” come forma d’arte. I creatori del video sono la coppia Jonathan and Josh Baker – AKA TWiN – e il testo è scritto da Elizabeth Nolan.
L’utilizzo del bianco e nero e una magistrale fotografia rendono i due minuti di video davvero avvincenti e affascinanti, soprattutto per gli amanti di questo sport e per chi da ragazzino ha vissuto almeno una volta l’atmosfera del campetto di strada dietro casa. La musica scelta rende il climax del testo sempre più ascendente grazie anche ad un’ottima interpretazione dell’attore Michael K. Williams.
A New York ci sono circa 700 campi da pallacanestro, la maggior parte nella zona di Brooklyn, che di recente ha ritrovato la sua squadra di NBA, i Brooklyn Nets appunto, grazie anche al supporto delle celebrità nate nel quartiere, Jay Z in primis, che hanno resuscitato un vigore e desiderio di basket che si nascondeva nei playground di quartiere.
I TWiN brothers non sono stati i primi a raccontare la cultura dello streetball, circa un anno fa, Bobbito Garcia e Kevin Coliau hanno realizzato un documentario dal nome “Doin’ it in the park” che racconta le storie, gli animi e le vite che si aggirano tra i campi della Big Apple.
Le realtà del bronx e le difficili situazioni che la periferia di città come New York portano a dover affrontare si riversano nei campi da pallacanestro e si anima la sfida, una necessità di dimostrare chi è il più forte, l’eterno desiderio di appartenenza, di essere re anche se di 400mq di cemento
https://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.png00Maikihttps://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2018/06/nm-logo-new.pngMaiki2013-03-07 09:30:592013-03-07 09:30:59This is my court: ode allo street basketball [VIDEO]
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