Foursquare: perché facciamo check-in? La geolocalizzazione (per gli utenti e per le aziende) spiegata da Diego Orzalesi [INTERVISTA]

Mobile Marketing

Check-in, mayorship, venue, badge, tips: queste le parole chiave della geolocalization e, in particolare, di Foursquare, social network dedicato alla condivisione della propria posizione, disponibile su mobile e su web. 

C’è chi sostiene stia attraversando una fase d’arresto per la continua diffusione di applicazioni simili che ne riprendono funzionalità e stile, ma i dati parlano chiaro: (più di) 20 milioni sono gli utenti registrati, (più di) 2 miliardi sono i check-in effettuati, (più di) 750.000 aziende lo utilizzano per contribuire all’eco del proprio Brand

Ma in che modo è possibile sfruttarne il potenziale? Quali sono i consigli per utilizzarlo al meglio per il proprio business?

Da grande Foursquare Lover quale sono, ho avuto il piacere di confrontarmi con Diego Orzalesi, CEO di Fritumuv e SuperUser Foursquare, che interverrà durante il prossimo Corso Online di Ninja Academy dedicato al Mobile Marketing

(PS. Oggi è l’ultimo giorno di Sconto Early Booking, approfittatene!)

Ninja Academy

Perché facciamo check-in? Cosa vogliamo comunicare? La mia curiosità si è spostata anche su una prospettiva più prettamente sociologica e ho scoperto che.. 

Diego Orzalesi

Ciao Diego. All’interno del Corso Online in Mobile Marketing ci sarà un tuo prezioso intervento. Cosa impareranno i partecipanti?

Grazie per il prezioso 🙂 Faremo un Foursquare Tour focalizzando l’attenzione sia sull’utilizzo lato utente (funzionalità dell’App e del website) che sugli aspetti legati alla presenza aziendale.

Vedremo quali sono le forme dedicate ai local business e ai brand di dimensioni maggiori. Scopriremo come ottimizzare un luogo (venue) una volta reclamata la proprietà e come utilizzare al meglio le potenzialità della piattaforma a livello commerciale, monitorandone i ritorni.

C’è chi lo reputa ormai sorpassato e chi invece lo scopre solo ora. Qual è la forza di Foursquare?

Lo ritengo uno strumento interessante da inserire in un piano bilanciato di presenza Social, specie in ottica Mobile come in questo caso. Utilizzato da solo credo abbia poco senso, ma in una strategia di Marketing Mix dà un tocco di colore e giocosità che a mio avviso non guasta affatto. Io lo uso spesso per indagare cosa ci sia nei dintorni, specie in località che non conosco molto, seguendo i consigli lasciati da persone con le quali sono in contatto, sul web o nella vita reale.

Essendo un social comunque di nicchia, gli utenti in genere sono discretamente attivi e hanno cerchie sociali abbastanza sviluppate, quindi la singola registrazione in un luogo (check-in), se condivisa, ha una buona diffusione online, contribuendo al branding aziendale. Curare la propria presenza su Foursquare necessita di poco tempo e poche risorse da allocare. Mi piace molto anche come strumento di valorizzazione territoriale, vedremo questo aspetto in maniera specifica.

Sappiamo che sei un SuperUser! Ma chi si cela dietro questo appellativo?

Noi SuperUsers (@It4sqSU su Twitter) siamo gli utenti più attivi e appassionati di Foursquare: abbiamo il compito di tenere ordinati i “luoghi” sul social network allo scopo di garantire la migliore esperienza di utilizzo agli utenti. Possiamo editare i luoghi (ad esempio possiamo modificarne nome, posizione e categoria, accorpare quelli duplicati e chiudere i fasulli) dei quali definiamo e applichiamo le regole di naming nel rispetto delle guidelines di Foursquare.

Ad esempio, una volta decisa quale sia la corretta formattazione delle stazioni ferroviarie, ciascuno le ottimizza e riorganizza per competenza territoriale o altra metodologia decisa in community. Inoltre controlliamo che gli utenti e le marche utilizzino Foursquare in maniera etica e conforme alla policy

Foursquare Brand Pages: qual è il potenziale per le aziende?

Le Brand Pages sono la forma di presenza dedicata in genere a brand di ampie dimensioni, ma non solo. Permettono di inserire in un’unica o più liste luoghi collegati in qualche modo alla filosofia aziendale, che li reinterpreta attraverso i tips (consigli). Così, ad esempio, un brand di abbigliamento sportivo potrebbe listare luoghi dove si pratica sport fornendo consigli specifici caso per caso, che vengono visualizzati dagli utenti che seguono la pagina.

Sono un ottimo strumento che le aziende hanno per lasciare segnali geolocalizzati che contribuiscono al loro branding, sempre a mio avviso all’interno di una strategia di più ampio respiro.

Perché sentiamo l’esigenza di fare check-in? Cosa vogliamo comunicare a chi ci segue?

I luoghi che frequentiamo fanno parte di noi, della nostra vita di ogni giorno. Le registrazioni degli utenti aiutano a dare un’identità al luogo stesso. Noto una voglia e un’attitudine sempre maggiore alla condivisione di qualsiasi tipo di informazione, non ultima la posizione.

Conosco persone che fanno check-in solo in posti che ritengono fighi, per dare un’immagine di sé di un certo tipo, altri che si registrano dovunque solo per dire: hey, se mi volete sono qui. Altri ancora per rincorrere lo sblocco di un badge o l’acquisizione di una mayorship (il “sindaco” di un posto su Foursquare è la persona che lo frequenta più assiduamente). A ciascuno il suo, insomma.

Mobile 2013: quali saranno i nuovi trend? Su cosa dovrebbero puntare le aziende?

Forse ti direi applicazioni di Realtà Aumentata, ma su questo mi rimetto alla competenza di Mauro Rubin. A mio avviso le aziende dovrebbero semplicemente puntare ad avere una presenza bilanciata e congrua (sconosciuta alla maggior parte delle realtà) partendo da un website responsive adatto alla navigazione da dispositivi mobile e da un’attenzione al modo attuale di fruire il web, specie da parte dei nativi digitali, web on the go, attraverso gli smarthphone o i tablet.

Niente di trascendentale quindi, spesso mi sembra manchi una corretta impostazione di base e credo sia il caso di partire da qui, ma per questo ci sono i corsi di Ninja Academy 😉

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Delocalizzare in Cina (forse) non conviene più

La Cina fornisce sempre interessanti spunti per approfondire la situazione economica e sociale del paese, abbiamo infatti già affrontato il tema dell’eCommerce dal punto di vista cinese e le nuove regole di questa potenza economica.
Questa volta ci spingiamo oltre e ci poniamo un quesito: conviene ancora delocalizzare in Cina?

La domanda è complessa e non esiste una risposta applicabile universalmente a tutte le aziende, però è possibile analizzare i singoli fattori che possono influenzare una scelta del genere per poi capire se nel caso specifico convenga o no investire in Cina.

Costo del lavoro

Il motivo principale che negli anni ha spinto le aziende occidentali a spostare tutta o parte della propria capacità produttiva nell’est è stato un costo del lavoro irrisorio e neanche lontanamente paragonabile a quello dei lavoratori dei paesi più sviluppati.
Questo ha attratto in Cina moltissime realtà produttive, soprattutto quelle labor-intensive, decretando spesso la perdita di migliaia di posti di lavoro nei paesi di origine.

Oggi tuttavia a causa del miglioramento netto dell’economia e di alcune leggi che impongono l’aumento dei salari minimi del 10-15% per alcune fasce di lavoratori il costo del lavoro non rappresenta più un vantaggio così ampio, pur rimanendo nettamente inferiore alla media Europea o Americana.

Yuan in apprezzamento

Una valuta mantenuta per anni volutamente a valori bassissimi ha permesso alla Cina di conquistare un immenso vantaggio a livello commerciale sul resto del mondo.
Le esportazioni risultavano molto convenienti per i paesi importatori e le importazioni venivano penalizzate, facendo in modo che la ricchezza prodotta all’interno del paese restasse in Cina.

Tuttavia gli alti livelli di inflazione cui è andata incontro la Cina negli ultimi anni l’hanno costretta ad un apprezzamento forzato dello Yuan e questo rende tutto più caro per un eventuale investitore esterno.

La bolla immobiliare

Un po’ come ci sia aspetta in ogni economia in forte crescita, gli immobili raggiungono prezzi elevatissimi a causa dell’alta domanda.
Acquistare terreni e fabbricati in Cina oggi è molto più costoso rispetto a qualche anno fa e sicuramente può scoraggiare l’apertura di uffici e impianti nel paese.
Si dice tuttavia che la bolla immobiliare stia per scoppiare a causa del rallentamento nell’economia.

Concorrenza dei paesi cintura

Ebbene sì, anche la Cina comincia a soffrire la concorrenza di paesi più poveri che riescono ad essere più competiviti sul costo del lavoro.
Ma non solo, alcuni dei paesi vicini come Vietnam, Cambogia e Indonesia, subappaltano una parte del lavoro ai paesi Africani, a loro volta più poveri, riuscendo quindi a offrire prodotti manufatturieri a prezzi bassissimi.

Molti in queste condizioni potrebbero preferire cercare altri paesi in grado di offrire vantaggi di costo maggiori, anche se quasi sicuramente a scapito della qualità.

I Cinesi si accontentano di una ciotola di riso (ancora per poco)

La popolazione Cinese per vivere si accontenta di poco. Sappiamo tutti che si tratta di un popolo che vive quasi esclusivamente per lavorare ed è felice di avere una ciotola di riso a fine giornata.
Questo è un fattore sul quale il governo fa molto affidamento, anche per una questione di presa sulla società ed è proprio questo il fattore che permette di mantenere i salari ancora a livelli bassi.

Ma quanto durerà tutto questo? Nel recente articolo sulla nuova economia Cinese, avevamo anticipato di come stiano migliorando nettamente gli stili di vita nelle zone più sviluppate del paese e di come le abitudini di acquisto delle persone si stiano sempre più spostando verso beni di importazione contraddistinti da elevati standard qualitativi.

Dunque i salari in Cina continueranno ad aumentare, gli stili di vita miglioreranno velocemente, la bilancia commerciale Cinese sarà sempre più penalizzata e il commercio si riaprirà un po’ anche verso paesi come il nostro che al momento dalla Cina riescono quasi solo ad importare.
Insomma la ruota gira e lo scotto da pagare per lo sviluppo è proprio questo, resta solo da chiedersi chi sarà la nuova Cina.

Scopri il Marchio, la campagna Oxfam per consumatori consapevoli

Le grandi aziende dell’alimentare scelgono il modo in cui il cibo viene prodotto, l’utilizzo delle risorse e condizionano la vita di milioni di persone. Aumenta sempre più l’esigenza di trasparenza, di sapere da dove proviene e chi produce cosa mangiamo.

Nasce così la campagna Scopri il Marchio’, il cui scopo è quello di fornirci informazioni sui brand che troviamo sugli scaffali del supermercato. Oxfam ha analizzato le politiche adottate dalle 10 maggiori aziende del settore alimentare, le “10 Grandi Sorelle” del cibo (che guadagnano, complessivamente, 1 miliardo di dollari al giorno) su 7 tematiche precise:

– Trasparenza
– Trattamento delle donne che lavorano nella filiera produttiva
– Diritti dei braccianti agricoli nella filiera produttiva
– Trattamento economico e commerciale dei piccoli produttori agricoli
Terra, diritti d’accesso alla terra e uso sostenibile
Acqua, diritti e accesso alle risorse idriche e uso sostenibile
Cambiamento climatico, sia in materia di riduzione delle emissioni di gas serra che di aiuto agli agricoltori ad adattarsi ai cambiamenti climatici

Queste informazioni sono presentate attraverso un’esperienza interattiva sul web. Proprio come al supermercato siamo di fronte allo shopping wall, dove è possibile selezionare il logo dei prodotti che ci piacciono di più, quelli che compriamo ogni giorno, scoprire a quale azienda appartengono e come quest’ultima si comporta su ognuno dei temi considerati. E quando non ti piace ciò che vedi puoi agire, direttamente attraverso la piattaforma.


Curiosi di scoprire quali sono le aziende che hanno raggiunto il punteggio più basso? La pagella di ‘Scopri il Marchio’  ha promosso Unilever e Nestlé, mentre sono rimandate a settembre ABF, Kellogg’s, Mars. Tuttavia, nessuna delle 10 maggiori aziende sta tutelando abbastanza i milioni di uomini e donne che producono e coltivano le loro materie prime, né la terra, l’acqua e l’aria da cui dipende ciò che mangiamo ogni giorno.

Oggi la campagna lancia la sua prima azione pubblica rivolta ai consumatori, esortandoli a chiedere a Nestlé, Mondelez e Mars di proteggere le donne che lavorano nella filiera del cacao, e promuovere migliori opportunità lavorative.

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Oxfam non chiede ai consumatori di non comprare più i prodotti che amano, ma di chiedere alle aziende di comportarsi in modo da restare all’altezza delle loro aspettative.

Nessuna azienda è così potente da ignorare la voce dei propri consumatori.

Visit Finland, l'advertising turistico al sole di mezzanotte [VIDEO]

Non solo tanto freddo e neve nella scandinava Finlandia ma anche sole, così tanto sole da illuminare persino le notti: si tratta del fenomeno atmosferico “Midnight sun” raccontato in un torpido video da Visitfinland.com, principale portale del turismo in Finlandia.

Il sole di mezzanotte si manifesta nelle zone al nord del circolo polare artico e al sud del circolo polare antartico e per due settimane, durante l’estate, il sole persiste per intere giornate senza mai tramontare.

Il video descrive questo evento unico al mondo mostrando i paesaggi mozzafiato finlandesi e le inconsuete notti d’estate che la Finlandia è in grado di offrire, il tutto dipinto magistralmente con un bel gioco di luci e minuziosità nei dettagli e orchestrato da un fischiettante pezzo degli Husky Rescue ovviamente a tema: “Sunrider” appunto.

Sul sito è possibile trovare un decalogo delle attività più interessanti da fare in estate in Finlandia dopo mezzanotte, una vera e propria top ten per godere al meglio dell’atmosfera del Midnight Sun, ricordando che tutto quello che potresti fare durante il giorno hai possibilità di replicalo durante la notte.

Apple: primi passi verso la iCar

Apple: primi passi verso la iCar

Le auto sono i prossimi dispositivi mobili: saranno sempre connesse e progettate per comunicare con smartphones e tablets.

Apple pare non volersi lasciare sfuggire le possibilità che offre questo nuovo mercato: il settore auto rallenta, ma la competizione tra i costruttori sta stimolando sempre più lo sviluppo tecnologico. Il recente accordo siglato da Apple con Ferrari pare essere solo l’inizio per una maggiore integrazione degli iDevice con le auto.

Apple: primi passi verso la iCar

Ufficialmente la collaborazione prevede lo sviluppo di un innovativo sistema di infotainment per le auto del Cavallino Rampante, anche se è probabile che l’azienda di Cupertino non si voglia fermare solamente a questo, ma lavorare per qualcosa di ben più rivoluzionario.

Indiscrezioni segnalerebbero la volontà di Apple di sviluppare in maniera ulteriore l’integrazione di iOS con i computer di bordo delle automobili.

A supporto dei rumors ci sono le nuove posizioni lavorative aperte nella sezione jobs dell’azienda di Cupertino. Tra le figure richieste ci sarebbe un Software Quality Assurance Manager, il cui compito sarebbe quello di assicurarsi di rendere migliore l’integrazione tra i dispositivi di casa Apple e gli stereo delle automobili. Altre openings riguardano invece lo sviluppo di applicazioni e frameworks sempre rivolti al settore automotive.

Apple: primi passi verso la iCar

Nonostante diversi modelli di svariati costruttori offrano già la possibilità di interfaccia con i prodotti Apple, sembra che le maggiori opportunità di integrazione degli iDevice con i cruscotti delle auto sia offerta dal rivoluzionario “Siri Eyes Free”, che dà la possibilità a chi guida di dettare messaggi, eseguire brani musicali e chiamate senza bisogno di distogliere gli occhi dalla strada.

Proprio questo grande vantaggio a livello tecnologico sta ormai facendo desistere i produttori a sviluppare sistemi di comando vocale propri (costosi, poco utilizzati o inefficienti) a favore dell’integrazione con gli smartphones.

Apple: primi passi verso la iCar

Visto anche il recente deposito di alcuni brevetti, le voci di corridoio già segnalano che nei laboratori di Apple si stia studiando un vero e proprio sistema multimediale e di navigazione che ha l’obiettivo di sostituire i sistemi degli attuali costruttori.

Le notizie degli ultimi giorni paiono inoltre confermare alcune indiscrezioni che erano già filtrate in passato sulla volontà, da parte di Apple, di sviluppare un’automobile che ricalchi la filosofia del marchio. Siamo di fronte al primo step per il futuro sviluppo della iCar?

Mirko Pallera presenta il corso in Non-Conventional & Integrated Communication

Il 22 e 23 marzo prossimi non perdete l’occasione di partecipare al nuovo appuntamento Ninja Academy in “Non-Conventional & Integrated Communication: come progettare campagne efficaci nell’era digitale“.

Il corso è tenuto da professionisti che si confrontano ogni giorno con i problemi del settore e con i principali protagonisti del marketing italiano e internazionale, realizzando in prima persona progetti di comunicazione sia per grandi brand globali sia per medie imprese italiane.

Le lezioni si svolgono con l’ausilio di supporti multimediali e si focalizzano sulle strategie e sulle tecniche di marketing utilizzate dai brand più innovativi, tra cui Axe, Red Bull, Nike, Diesel, Dove, Ikea, Burger King, Apple.

A questo link trovate tutte le info dettagliate. Non perdetevi la presentazione del corso del nostro direttore Mirko Pallera!

PIAF 2013: iscrivi il tuo lavoro entro il 4 aprile! [EVENTO]

Il prossimo 21 e 22 maggio si terrà la 3a edizione del Prague International Advertising Festival (PIAF) che riunisce i professionisti del marketing e della comunicazione nella straordinaria cornice della città di Praga.

Quest’anno il presidente della giuria sarà Chris Garbutt – Chief Creative Officer Ogilvy France – che con la sua direzione si è guadagnata per ben due anni il titolo Eurobest Agency. Altri nomi interessanti in giuria sono Adrian Botan – Vice President Creative Excellence McCann WorldGroup per l’Europa centrale e orientale – e Magnus Jakobsson dell’agenzia DDB Stockholm, vincitore di numerosi premi delle scorse edizioni del PIAF. In giuria ci saranno, oltre ai creativi, dei top marketers di brand creativi come Adidas, Absolut e Turkish Airlines.

Le categorie

Come per l’ultima edizione, al PIAF non esistono categorie riservate a media tradizionali e nuovi media. Le dodici categorie sono suddivise in quattro macro categorie: “Art of delivery”, “Idea – strong, brilliant, working”, “Creative Branding, Marketing & Sales” + “PIAF Special Prize”.

“Lodiamo la creatività da entrambe le parti – clienti e agenzie. L’innovazione si verifica nella pianificazione, nella tecnologia, negli affari, nel design, above the line e below the line. Riteniamo che le tradizionali categorie non coprano più il veloce sviluppo di questi anni e che l’aggiunta di nuove categorie e sotto-categorie provochi solo un’inflazione dei prezzi” – ha dichiarato Marek Hlavica, direttore generale del Festival.

Come partecipare

Per partecipare con la propria campagna al festival occorre collegarsi qui, seguire la procedura guidata senza dimenticare di consultare prima i prezzi dell’iscrizione, esplorare tutte le categorie disponibili e il regolamento tecnico per l’uploading dei file.

DEADLINE: 4 Aprile 2013

Pubblicitari e professionisti italiani all’ascolto, cosa state aspettando? Iscrivete i vostri lavori a quest’imperdibile evento!

La street art entra in chiesa con l'affresco di Raul Sanchez Araque

Da una chiesa appena fuori Barcellona ci giunge un perfetto esempio di sposalizio felice tra antico e contemporaneo all’interno di un luogo tradizionalista per antonomasia grazie a un’arte “di strada” per definizione.

Il luogo in questione è la Chiesa Santa Eulalia de Provencana il cui sacerdote, Padre Borr, nel 2012 decise di affidare la realizzazione dell’affresco dell’abside a due artisti di street art spagnoli: Raul Sanchez Araque, aka House, e il suo amico e collega Rudi.

Dopo un attento studio dell’arte romanica e spagnola, i due artisti si sono messi all’opera. Nonostante l’affresco sia stato realizzato con la vernice spray, la somiglianza con i dipinti analoghi ma di epoche antiche è strabiliante, a dimostrazione del fatto che i confini tra belle arti e arte non convenzionale diventino con il passare del tempo sempre più labili.

Non sono pochi gli artisti di street art che prendono in prestito la tradizione romanica, pre-classica e barocca per la realizzazione dei loro graffiti, ma questa volta assistiamo a un evento dalla duplice importanza: da un lato, il tentativo di un sacerdote di avvicinare i giovani alla chiesa e, dall’altro, la legittimazione della street art come di pari dignità all’arte canonica.

Ancora una volta, dunque, abbiamo modo di imparare come l’arte possa trascendere stile ed epoca, unificando le tradizioni.

Corso Online in Email Marketing: coinvolgi i tuoi clienti e aumenta le vendite!

Email Marketing 1972 è la data di nascita dell’email, diffusa poi solo nel 1996 grazie al World Wide Web. Una vita fa, se facciamo riferimento all’inarrestabile crescita del mondo 2.0. Il tutto sembra infatti confermato quando pensiamo ai molteplici esempi di nuova comunicazione, partendo dagli SMS fino ad arrivare ai Social Network e alla messaggistica online. Restiamo increduli e diffidenti quando si parla di spam: su 10 email inviate 9 sono junk mail (ma, per fortuna, ci sono altrettante tecnologie che intercettano e bloccano messaggi inutili e fastidiosi).

E se vi dicessi che, nonostante le apparenze, quasi 3 miliardi di persone utilizzano ancora la vecchia e cara email per comunicare? E se aggiungessi poi che 1 € investito in Email Marketing può rendere il DOPPIO degli altri canali

Qualche pro? L’email è:

• una metodologia di comunicazione estremamente semplice
• utilizzabile anche in caso di connettività limitata e assente
• l’applicazione più diffusa su smartphone, computer, tablet e TV

Ma soprattutto.. una grande opportunità per le aziende che ne comprendono l’enorme potenziale.

È in questo scenario che prende vita il prossimo Corso Online di Ninja Academy dedicato all’EMAIL MARKETING: 10 ore formative in compagnia di Marco Massara e Nazzareno Gorni, rispettivamente Direttore Marketing e CEO di MailUp, piattaforma professionale di invio email. 

(A proposito, avete scaricato l’eBook gratuito
5 motivi per cui non fatturi quanto ti aspetti“?)

Newsletter, direct, email transazionali, liste di qualità, profilazione del target, generazione di lead o aumento delle vendite online: inutile dirvi che su questi termini, a fine corso, non avrete più alcun dubbio.

Pronti a carpire i segreti dell’Email Marketing per coinvolgere i vostri clienti aumentando così il vostro fatturato? Pronti a far sì che siano i destinatari ad aspettare e desiderare la vostra newsletter anziché esserne infastiditi o annoiati? 

Marco Massara, Nazzareno Gorni

Marco Massara | Nazzareno Gorni

Niente spostamenti né viaggi, vale a dire nessuna perdita di tempo: comodamente seduti sul divano di casa o direttamente in ufficio, potrete accedere ad un’aula virtuale dove ascoltare live la voce dei relatori visionando le slide delle lezioni.

E se quel preciso giorno a quella precisa ora non poteste essere disponibili? Nessun problema. I webinar saranno poi disponibili anche on demand sull’apposita piattaforma e-learning senza limiti di tempo: potrete quindi decidere di seguirle o rivederle in qualsiasi momento!

Il corso – che comincia lunedì 6 maggio e si conclude venerdì 17 maggio, dà la possibilità di interagire direttamente con i docenti grazie alle ore di Question Time e di scaricare l’attestato di partecipazione previo superamento di un test di valutazione.

SCOPRI IL PROGRAMMA COMPLETO!  

Email Marketing

EMAIL MARKETING
[online, maggio 2013]

DESTINATARI

Il corso è rivolto a tutti i professionisti e le società che desiderano scoprire aspetti del canale email, allo scopo di generare fatturato per la propria azienda.

In particolare il corso è rivolto a:

Imprenditori | Responsabili Comunicazione | Consulenti Marketing
Digital Strategist | PR & Event Manager | Account Manager 


PROGRAMMA

✉ BE DIRECT
➪ Direct Mailing e Newsletter
➪ Direct Email Marketing

 PLAN & COMMUNICATION
➪ Pianificare, gestire e misurare una campagna di Email Marketing
➪ Creare una DEM

 GESTIRE EMAIL DI QUALITÀ
➪ List building: esempi pratici
➪ Profilazione email: come fare?

 EMAIL E FATTURATO
➪ Email Marketing per lead generation
➪ Email Marketing per vendere


NINJA MASTER

Marco Massara ➪ Direttore Marketing di MailUp

Inizia il suo percorso all’Università della Svizzera italiana di Lugano, approfondendo con metodo scientifico gli aspetti linguistico-semantici di corpi di testo e della comunicazione su Internet con particolare attenzione a motori di ricerca e dinamiche dialogiche via email. Opera, in seguito, nell’ambito di progetti SEO e multimediali contribuendo a costruire team per la promozione di aziende on e offlineNegli ultimi 5 anni, oltre a gestire progetti di Marketing Online, ha iniziato ad accompagnare le aziende partner/clienti nella definizione e nel raggiungimento di obiettivi misurabili attraverso una consulenza tecnico-creativa di Internet MarketingÈ co-autore di libri, formatore in corsi aziendali e docente universitario. Ad ottobre 2012 entra nello staff di MailUp come Direttore Marketing.

Nazzareno Gorni ➪ CEO di MailUp

Fondatore, insieme ad altri soci, di NWEB. Si occupa direttamente dell’ideazione e dello sviluppo della soluzione MailUp, affermata piattaforma per la gestione di campagne di Email Marketing, Newsletter, SMS e Social Media, che vanta migliaia di clienti nel mondo. Alla competenza tecnica sull’Email Marketing e il Direct Marketing, Nazzareno unisce una riconosciuta capacità di Divulgatore e Public Speaker. Docente presso Università IULM e Sole24Ore, dal 2007 partecipa all’E-mail Marketing Task Force dello IAB dove ha collaborato alla stesura delle Golden Rules per l’E-mail MarketingCo-autore di E-mail Marketing (ed. Hoepli), Fare business con Facebook – Email Marketing (ed. Sole24Ore) e Social Media Marketing (ed. Hoepli).


VANTAGGI DEL CORSO ONLINE 

✔ Puoi seguire i corsi live comodamente da casa o dall’ufficio
✔ Nessuno spostamento né viaggio da intraprendere
✔ Un costo decisamente inferiore e più vantaggioso rispetto ai corsi in aula
✔ Question Time in diretta per esporre dubbi e domande e interagire con i docenti
✔ Accesso alla piattaforma e-learning per rivedere i contenuti on-demand
✔ Attestato di partecipazione


SCONTO EARLY BOOKING 

Entro il 25 aprile199 € 
Dopo il 25 aprile: 249 € 

iscriviti_al_corso

Il team Ninja Academy resta a vostra disposizione per qualsiasi dubbio o chiarimento. Potete scrivere a info[@]ninjacademy.it o telefonare allo 02 40042554 o al 346 4278490.

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Abbattere la crisi a colpi di brevetto

Prendere in esame i numeri dei brevetti in un dato momento storico sociale fornisce sempre degli spunti di discussione e di analisi interessanti.

Il primo numero che salta agli occhi è quello delle domande totali presentate all’European Patent Office: 257.744 richieste di brevetti, il 5,2% in più rispetto all’anno prima, ma soprattutto un nuovo record complessivo di domande (il precedente era del 2008 quando la crisi non aveva contagiato ancora nessuno).

Proprio da questi numeri si deduce che sotto la cenere della crisi, il fuoco delle idee è ancora vivo.

La brace di questo fuoco però è soprattutto di origine extraeuropea (il 63,5%).
Al primo posto ci sono gli Stati Uniti, con il 24% di richieste, seguiti da Giappone (20,1%), Germania (13,3%), Cina (7,3%) e Corea (5,6%); per quanto riguarda i Paesi europei, dietro la Germania seguono Francia (4,7%), Svizzera (3,2%), Regno Unito (2,6%) e Paesi Bassi (2,5%). L’Italia, invece, con 4.735 richieste ha fatto segnare un calo del 3,4% rispetto al 2011.

Una classifica che riflette in buona parte quella dei Paesi che investono di più nel settore delle innovazioni, investimenti che influenzano pesantemente anche il mondo dell’impresa privata.
Nessuna azienda italiana è presente nella top 50 che è guidata dalla sudcoreana Samsung, seguita dalle multinazionali tedesche Siemens e Bosch.

Dai dati forniti dall’ufficio europeo, emerge con chiarezza anche un’altra particolarità: le aziende europee investono molto nel settore dei trasporti (come quello automobilistico o aeronautico), mentre le rivali americane e asiatiche si concentrano maggiormente nei settori dell’hi-tech.

Probabilmente anche da questi numeri e dalle conseguenti analisi si possono intuire i motivi per cui alcuni Paesi sembrano patire questa crisi economica meno di altri.