Nivea e la stampa lenticolare: la tradizione incontra l’innovazione

Totem lenticolare, 60 x 160 cm.

La crema NIVEA è uno di quei prodotti che tutti conosciamo, dotato di una forte carica emozionale:  l‘inconfondibile profumo e il suo colore bianco candido ci riportano alla nostra infanzia.

Il marchio NIVEA con i suoi 100 anni di storia è sinonimo di una tradizione che strizza l’occhio al futuro: pensiamo alla vasta gamma di prodotti innovativi che offre, ma anche alla scelta di materiali promozionali all’avanguardia come la stampa Lenticolare H3D System®. Questa nuova tecnologia, sviluppata da un’azienda tutta italiana, la TreD, consente di dare l’illusione della tridimensionalità con profondità e nitidezza, offrendo innovative soluzioni per la comunicazione stampata.

NIVEA  ha scelto la tecnica lenticolare per la realizzazione dei totem con i quali comunica, all’interno del punto vendita, il lancio del nuovo pack dei prodotti della linea corpo; un effetto FLIP realizzato con tecnologia H3D System raffigura il cambio netto tra il vecchio e il nuovo packshot conferendo eleganza ed efficacia ad un supporto semplice come un totem promozionale. La brillantezza è garantita dall’impiego dei colori UV e la massima definizione dei dettagli è ottenuta grazie all’utilizzo del retino stocastico, per un risultato di altissima qualità.

Ma non è la prima volta che il brand si affida alla stampa lenticolare per i suoi piani di comunicazione: nell’immagine possiamo vedere un wobbler lenticolare inserito come richiamo sul prodotto a scaffale.

Presso la grande distribuzione NIVEA ha inoltre fatto uso del lenticolare in occasione del lancio della linea NIVEA Aqua Effect: un pannello di pochi cm. di spessore è stato utilizzato come rivestimento delle barriere antitaccheggio all’ingresso dei principali ipermercati; l’effetto di movimento ha permesso di riprodurre gli ultimi frame dello spot TV su un supporto tradizionalmente statico.

Il marchio NIVEA è stato inoltre protagonista di una campagna istituzionale lenticolare di pubblicità esterna appartenente al circuito IGP Decaux Innovate

Il lenticolare con i suoi realistici effetti 3D e di movimento, si conferma essere un’opzione versatile e di sicuro impatto visivo nel campo della comunicazione stampata; adatto alle esigenze di aziende piccole, medie e multinazionali. Hai in mente una soluzione graficamente accattivante per un’iniziativa pubblicitaria? La stampa lenticolare potrebbe essere la soluzione giusta per te!

Vibram: quando è il resto del mondo a correre dietro l'Italia

Vibram quando il resto del mondo corre dietro l'italia
Mai come in questi ultimi giorni, abbiamo fatto fatica a dichiararci italiani. Lo diciamo sottovoce, quasi ci vergognassimo!
Colpo di scena! Ecco un’occasione per dichiararci orgogliosi di essere italiani. Vibram, una società di Varese che, dal 1935 produce suole per scarpe tecniche, ha portato a casa un successo mondiale grazie alla sua ultima invenzione: FiveFingers®.
Ripercorriamo la scalata al successo di questa azienda nostrana.

La prima intuizione

Era il lontano 1936 quando Vitale Bramani, accademico del Club Alpino Italiano, ebbe l’intuizione di applicare la tecnica sviluppata dalla Pirelli per costruire gomme, alle scarpe. Ebbe così inizio la attività della Vibram, da 75 anni leader mondiale nella produzione e commercializzazione di suole in gomma ad alte prestazioni, destinate ai mercati del lavoro, tempo libero, moda, riparazione e ortopedico.

Un’attività nascosta

Dietro ogni prodotto c’è dedizione, studio, ricerca, studi medici, sperimentazione e tanti test. Il team più numeroso è probabilmente quello dei tester, gruppi di sportivi e non, che verificano sul campo la validità del prodotto, per presentare al mercato l’eccellenza. Un lavoro fatto nel silenzio. Quanti di voi hanno infatti mai sentito parlare di Vibram prima del successo di FiveFingers®? Non azzardo neanche un pronostico.

Vibram quando il resto del mondo corre dietro l'italia

La seconda intuizione

Nel 2001 il designer industriale Robert Fliri incontra, Marco Bramani, nipote del fondatore Vitale, per presentargli un progetto bizzarro: delle scarpe che hanno tutta l’aria di essere dei calzini con una suola. Anatomiche, leggere che predicono quella che sarà la tendenza di 10 anni dopo: calzature così piatte e sottili che sembra quasi di camminare scalzi. L’intuizione non fu solo di Fliri, che venne subito assunto dalla Vibram, ma anche di Bramani stesso che decise di puntare su quest’idea.

Provare anche se il problema sembra insormontabile. Provare sempre!

Questo è il motto che ha portato Vibram al successo con le sue FiveFingers®. Infatti dopo aver depositato il brevetto nel 2004, inizia l’anno successivo la commercializzazione del prodotto. La scalata al successo è stata lunga. In questi anni l’azienda non è stata con le mani in mano, ma ha continuato a lavorare al prodotto, perfezionandolo, incrementando i test, anche grazie all’apertura del Performing Test Center, un luogo interamente dedicato alla sperimentazione e alla verifica del prodotto.

Vibram quando il resto del mondo corre dietro l'italia

Un modello da imitare

Molti sono gli sportivi, i professionisti e gli appassionati ad aver usato le FiveFingers® per le loro imprese. Le loro storie sono raccolte in una sezione del sito di Vibram. Tra tutte quella di Mauro un ragazzo italiano che ha percorso più di 3000 km in India: da Dali a Dali, in triciclo.
Ovviamente un così grande successo non poteva lasciare indifferenti le multinazionali quali Nike e New Balance che stanno cercando di correre dietro la Vibram ed imitarne il fortunato cammino.

Ci riusciranno? Poco importa! L’invenzione è tutta italiana e noi ne siamo fieri!

Ottimo lavoro Vibram!

Come i Google Glass cambieranno la pubblicità

I tech blogger stanno ansimando per l’eccitazione. Le agenzie pubblicitarie stanno “letteralmente implorando di averne un paio.” 1.500 dollari è il prezzo da pagare per provare in anteprima il mezzo che promette di rivoluzionare la nostra vita quotidiana.

E i marketers osservano con attenzione, dopo aver imparato, con la diffusione dei telefoni cellulari prima e dei social network poi, che il cambiamento è rapido e guai a chi rimane indietro.

Insomma, è impossibile ignorare le probabili conseguenze della diffusione dei Google Glass. Quali sono le prospettive per l’advertising?

Google ha dichiarato che non ci saranno annunci pubblicitari sui Glass. “Non ci sono piani per la pubblicità su questo dispositivo,” un portavoce ha riferito a Mashable. “Siamo più interessati all’hardware.” Sebbene i Google Glass non siano ancora un business basato sull’advertising, la vendita di spazi pubblicitari sembra un ottima soluzione per abbassarne il prezzo e renderli più accessibili.

Una cosa è certa: i Google Glass e la realtà aumentata faranno parte del nostro futuro. Ma quali sono esattamente le possibilità di integrazione tra la pubblicità e il nuovo mezzo?

L’esperienza “second screen”

Immaginate di essere ad una partita di calcio. Controllate il telefono cellulare per fare check-in o per twittare sull’ultima azione di gioco e perdete un goal.

Con i Google Glass non perdereste neanche un secondo di ciò che state vivendo, potreste guardare la partita e contemporaneamente condividere il vostro punto di vista con gli amici a casa, guardare i replay, accedere alle statistiche di gioco: i Glass diventerebbero subito un must-have per i tifosi più accaniti.
E all’interno di tutte queste caratteristiche, ci saranno ampie opportunità per la pubblicità.

Billboard personalizzati

Abbiamo visto come gli annunci stampa e le affissioni stiano utilizzando la realtà aumentata per estendere l’esperienza dei consumatori. L’avvento dei Google Glass porterebbe senza dubbio ad un aumento delle campagne che utilizzano l’augmented reality. E non solo.

Visualizzereste affissioni pubblicitarie di concerti in base ai vostri gusti musicali. Immaginate che i cartelloni, come gli annunci che vedete on-line, si basino su un identikit creato in base a tutte le ricerche che avete fatto e ai siti web che avete visitato. Sarebbe una forma estremamente efficace di pubblicità.

Coupon e offerte

La strada più ovvia da intraprendere è quella delle offerte location-based. Passeggiate per Milano con i vostri Google Glass e cercate un posto dove pranzare? Potete provare quel ristorante che oggi offre un pranzo al 20% di sconto. State facendo shopping? Attraverso i vostri Google Glass vedreste dei modelli in realtà aumentata che indossano i nuovi costumi di H&M.

La Gamification nella vita quotidiana

Intervistato da Mashable, Andrew Couch, CEO del fornitore di servizi di realtà aumentata Candy Lab, fa notare che una cosa è giocare a Super Mario, un’altra sarebbe viverlo. Potremmo sbloccare missioni o livelli di gioco saltando su una moneta in AR mentre camminiamo per strada!

Video

Una interessante caratteristica dei Google Glass è la possibilità di registrare quello che stiamo vedendo. Sappiamo che è già possibile riprendere video con il vostro smartphone, ma la registrazione dal proprio punto di vista renderebbe le cose ancora più interessanti. Immaginate un video del genere, sponsorizzato, che mostra il primo giro con la vostra nuova auto e subito condiviso sui social network.

Quo Vadis Gratis: gourmet low cost grazie a Facebook offers

Ancora ricordo la prima volta in cui acquistai un’offerta gastronomica su internet; prezzo bassissimo per un menù dalle innumerevoli portate in ristorante notevole. Sembrava che i ristoranti si stessero trasformando in luoghi accessibili a tutte le tasche. Niente di più falso!

O meglio, il ristorante abbassava il prezzo ma la qualità scendeva talmente tanto che se deve essere così piuttosto rimango a casa.

Ma il web è in costante fermento, la crisi impazza e la creatività degli chef non si ferma. Se aggiungiamo qualcuno capace di creare una strategia social, la frittata è fatta.

Così nasce Quo Vadis Gratis, la prima pagina Facebook che riunisce piatti di chef e ristoratori, offrendoli agli utenti a un prezzo vantaggioso grazie allo strumento “Offers” del social network di Zuckerberg.

Il progetto nasce a Roma e viene “consacrato” da un Big della panetteria italiana: Gabriele Bonci. L’uomo capace di fare con acqua e farina delle meraviglie al palato, ha pensato di sfruttare Quo Vadis Gratis per far conoscere la sua ultima creazione: il Porn Dog,

Una versione rivisitata dell’Hot Dog che sembra aver già riscosso successo, visti i commenti positivi sulla bacheca Facebook e le tante richieste d’offerta.

Sembra aprirsi uno spiraglio sul web per una cucina economica ma di qualità. E’ per questo che sono sempre più affamato di internet. Devo solo ricordarmi di fare una corsa al parco tra un’offerta e l’altra.

Storytelling e hardselling sembrano combinarsi per istruire il nostro palato.

Festival of Media Global 2013: le categorie degli Awards

In attesa dell’ormai prossimo inizio dell’edizione 2013 del Festival of Media Global, a Montreux dal 28 al 30 aprile, vediamo assieme quali saranno le categorie in gara durante la serata di gala finale di assegnazione degli Awards.

The Braves Best Branded Entertainment

Questa nuova categoria è nata con lo scopo di premiare casi di branded entertainment mirati all’engagement del consumatore. Vincerà il miglior esempio di branded video, entartainment o istituzionale, rilasciato online o su altre significative piattaforme. La giuria privilegierà l’eccellenza in ogni aspetto della valutazione (idea, produzione, attinenza al brand e risultati), prestando tuttavia particolare attenzione alla capacità di trasmettere informazioni rilevanti e la eco ottenuta dal brand.

Best Launch Campaign

Anche questa seconda categoria è una novità: ad essere premiata sarà la campagna che dimostrerà di avere alle sue spalle la più efficiente strategia di lancio (o il rilancio) per un nuovo prodotto, servizio o brand. La giura valuterà in particolare l’attenzione prestata per audience di riferimento e mercato d’azione. Verrà considerato anche l’utilizzo di un’abile strategia inter-media in grado di generare buzz necessario per il lancio.

Best Communications Strategy

Vincitori saranno quei brand che disveleranno un chiaro insight per i consumatori attraverso lo sviluppo di una strategia brillante e di successo sui media, con il risultato di un engagement effettivo del target. Sarà considerato ogni tipo di medium utilizzato.

Best Engagement Strategy

L’engement sopra a tutto: i giudici valuteranno i risultati effettivi delle campagne in base a metriche precise come ‘il tempo speso con il brand’, ‘numero di interazioni con il brand’, ‘quantità di download’, ‘numero di commenti’, e così via.

Best Entertainment Platform

Che sia tradizionale o di nuovo ingresso, questo premio riconosce il potere delle piattaforme di comunicazione e la progettazione necessaria per massimizzarne il valore. Al cuore del successo di una piattaforma, la capacità di intrattenere il consumatore per guadagnare attenzione.

Best Event/Experiential Campaign

Questa categoria premia quei brand in grado di rilasciare una campagna esperenziale tramite eventi, guerrilla, proiezioni, roadshows o sponsorizzazioni.

Best Social Media Campaign

Con questo premio viene valorizzata l’innovazione nei social media. Vincitrice sarà la campagna in grado di dimostrare grandi risultati: consumer driven campaigns, community building, targeting, engagement e conversational marketing strategies saranno gli esempi tra cui i giudici scoveranno la campagna vincitrice.

Best Targeted Campaign

Questa categoria premia le campagne che hanno identificato e raggiunto specifici pubblici, e utilizzato i dati, da quelli demografici a quelli di consumo, in modo brillante per farlo.

Best Use of Content

Content come parte integrante della strategia, dall’ad funded TV ai progetti musicali sponsorizzati. Anche campagne ‘native’ saranno considerate, come ad esempio sponsored stories, featured videos, advertorials e promoted messages attraverso i social media. La giuria premierà l’utilizzo innovativo della proprietà intellettuale.

Best Digitally Integrated Campaign

Le campagne devono sapersi integrare nel panorama digitale, dai digital media, al web, mobile, IPTV, o gaming, creando grandi esempi di affiliate marketing.

Best Use of Emerging Technology

Questa categoria è aperta all’utilizzo di ogni canale esistente, o creato dall’utilizzo di una nuova tecnologia. Saranno premiate quelle campagne che dimostreranno di aver progettato una tecnologia innovativa applicata al marketing.

Best use of Mobile

Verrà premiato l’utilizzo di canali mobile per il raggiungimento e l’engagement dei propri pubbici di riferimento.

The Creative Use of Media Awards

Parola d’ordine creatività: verrà premiato l’uso creativo del medium, al di là della tecnologia.

The Effectiveness Award

Vincitrice di questa categoria sarà la campagna che dimostrerà di aver raggiunto un importante incremento delle vendite rispetto alle attese.

The Public Service Award

Qui viene premiata la produzione di beneficio per il consumatore – che si tratti di un servizio, un prodotto tangibile, o del sostegno ad una causa sociale – e al tempo stesso la generazione di benefit per il brand.

Best Contribution to a Campaign by a Media Owner

Questa categoria riconosce gli sforzi dei media owner nel loro lavoro di connessione tra inserzionisti e pubblico. Verrà premiata l’applicazione di idee e strategie innovative, basandosi su parametri come pensiero creativo, consumer insight e il successo per il cliente.

Dal soggetto al video. Introduzione al videomaking [HOW TO]

Continuiamo a parlare di processo creativo. Dopo una considerazione sulla nascita dell’idea è bene considerare un’iniziale sistematizzazione di ciò che vogliamo: comunicare, redigere e riprendere.

Il soggetto inteso è in ambito generale, gli spunti senza dubbio provengono da quello cinematografico, ma non dobbiamo dimenticarci che le forme narrative odierne si contaminano e si mescolano facilmente: una web serie può diventare uno spot, un film un videoclip, un documentario una docu-fiction.

Ridurre all’essenziale e badare solo a poche linee guida è utile per imprimere nella mente concetti che possono essere fruibili anche in un lasso di tempo molto breve (occuparsi di videomaking significa essere sempre di corsa!).

Azioni ed immagini

Qui non v’è tempo per la profondità psicologica dei personaggi o per dettagli trascurabili, in poche pagine (dal minimo di 1 al massimo di 10 cartelle, ma il numero di 3 cartelle è più che sufficiente) dovrà essere condensato il cuore della storia. Se fossimo un’azienda questo sarebbe il core business su cui puntare. Descrivete le azioni e le connessioni logiche che ne conseguono. Devono essere ben proiettate nella mente di chi legge le immagini: il video scorre tutto in quella successione di parole e la brevità consente di percorrere agevolmente questo flusso di immagini andando dritto al sodo.

Il presente e il soggetto-oggetto.

E’ vivamente caldeggiato l’utilizzo del presente e della terza persona singolare. Il presente avvicina al lettore, la terza persona distanzia e oggettivizza; il soggetto in questo modo diviene oggetto e si concretizza. L’immediatezza ovviamente corrobora l’idea del qui e ora e dà la sensazione di seguire la storia in tempo reale.

E poi? Il confronto.

Racconta ad un amico il tuo soggetto, in modo poco dissimile da come lo hai impostato. Pensi che il tuo soggetto possa davvero funzionare ed essere strabiliante? Condividi il tuo pensiero e non iniziare ad andare in visibilio se il tuo interlocutore ti fa: “Grandissima idea!”. Probabilmente mente. Potrai iniziare ad essere entusiasta solo nel momento in cui c’è curiosità negli occhi di chi ti parla, il tuo amico fa domande, ti dà suggerimenti, perché vorrà dire che è entrato nel meccanismo della storia e tu sei riuscito a comunicare il tuo progetto. Se durante il tuo racconto ti viene chiesto:“E poi, che succede?” allora sei proprio sulla strada giusta. Se non funziona rivedi il soggetto e cambia amico!

Sintetizzando, l’essenzialità, l‘immediatezza e il confronto sono i tre concetti attorno cui il nostro soggetto potrebbe ruotare. Voi avete altri spunti?

ProxToMe: l'app per condividere contenuti in prossimità

All’inizio era l’esigenza di un DJ, Andrea Motto, che sentiva il bisogno di comunicare con il proprio pubblico. Poi è diventata un’app che consente di scambiare file in prossimità. E’ nata così la startup ProxToMe, fondata, assieme ad Andrea (CTO, Ingegnere Informatico, in passato PM in Acus S.r.l.), da Carlo Capello (CEO, Ph.D. in Ingegneria Gestionale, in passato advisor I3P di startup per le attività di fundraising) e Adriano Marconetto (Executive Chairman, imprenditore seriale che ha quotato la sua prima startup Vitaminic e ne ha portate altre sul mercato con successo).

Assieme hanno portato ProxToMe al South by Southwest, il festival di cinema, musica e tecnologie digitali che si svolge ogni anno ad Austin, Texas. Dal 10 al 13 Marzo hanno infatti presentato ProxToMe all’interno del Trade Show di SXSW Interactive, mentre nei prossimi mesi l’app sarà utilizzata dai Motel Connection durante il loro tour (in partenza il 4 aprile da Milano) per inviare contenuti audio durante i concerti al pubblico e ai giornalisti.

Come funziona dunque ProxToMe e come è andata l’avventura di tre italiani negli Stati Uniti? Ce lo siamo fatti raccontare da Carlo.

Cos’è ProxToMe?

ProxToMe (www.proxtome.com) è la prima app mobile per distribuire contenuti agli utenti intorno a te, in tempo reale. Disponibile per iOS e Android, ProxToMe implementa un motore proprietario di prossimità che consente al dispositivo di rilevare gli utenti in prossimità (circa 80 mt) e stabilire una comunicazione a livello server. Utilizza Facebook per l’autenticazione e Dropbox come memoria in cloud. È semplice, veloce e non usando il GPS ha un basso impatto sulla batteria.

Funziona così: l’utente la accende, scopre gli utenti intorno a sé, ne seleziona uno, alcuni o tutti e, istantaneamente, scambia messaggi e i file che ha sul suo Dropbox, singoli file o cartelle intere, contenuti di qualsiasi tipo e dimensione.

L’interazione poi continua fuori dal campo della prossimità con tutti gli utenti aggiunti alla lista contatti.

Come è nata l’idea?

L’idea nasce da Andrea, oggi CTO di ProxToMe. Durante le sue serate da DJ ha sempre cercato modi semplici e rapidi per raccogliere le informazioni delle persone in sala e poter interagire il giorno dopo.

Essendo uno smanettone informatico la sua risposta all’annosa ricerca è stata: il motore di prossimità. Da una tecnologia siamo poi arrivati a ProxToMe.

Ci sono volute tante giornate di brainstorming, altrettante di esposizione delle idee a chiunque incontrassimo. Fino a quando abbiamo individuato quella con una proposizione di valore più chiara e concreta: distribuzione di contenuti in prossimità.

Quali sono le prospettive/difficoltà per una startup che nasce in Italia?

Mi limito a guardare in casa ProxToMe e faccio una doverosa premessa: gli “early adopter” e i partner tecnologici/finanziari che possono farci scalare in fretta sono tutti nella Bay Area (California).

Quindi, le difficoltà per noi in Italia consistono nell’assenza di un tale tessuto, il che si traduce in un’oggettiva difficoltà a fare di ProxToMe una start-up che cresca molto e velocemente. Per superare questa difficoltà abbiamo subito costituito ProxToMe, Inc. e sviluppato il business a San Francisco.

Allo stesso tempo, l’Italia è anche un’opportunità come mercato target. E certamente vogliamo giocare da protagonisti, forti anche del sentirci un po’ a casa!

Com’è andata la vostra esperienza al SXSW?

Alla grande! SXSWi è stato fondamentale. Quando ci siamo uniti lo scorso Aprile 2012 come team di co-fondatori, abbiamo fissato un primo obiettivo di breve termine: essere a SXSWi 2013 con la App sul mercato, una base utenti dignitosa, i media che avessero già annunciato al mondo che esistiamo. Da quell’obiettivo abbiamo costruito tutto a ritroso: business plan, roadmap di sviluppo, e chiaramente tutta l’execution settimana per settimana.

Se oggi sei una start-up digitale (mobile e non) che tratta in qualche modo contenuti, SXSWi è l’evento dell’anno a cui bisogna partecipare. La comunità tecnologica, i geek sono tutti lì, stampa compresa. Mescolati con chi opera a vario livello e titolo nelle industrie della musica e film.

È una pioggia di feedback e contatti dal valore inestimabile. E la sera si mangia tanto BBQ e ci si diverte anche parecchio (cosa che non guasta)!


Quali sono i vostri prossimi passi nello sviluppo della vostra startup?

I prossimi mesi sono dedicati a sviluppare il business. Target: mondo degli eventi musicali. A fianco della app per gli utenti finali ci sarà un pannello web-based per gli artisti (ossia i nostri clienti).

Gli artisti potranno gestire i contenuti da distribuire ai concerti, consultare le informazioni raccolte sugli utenti e le statistiche di utilizzo dei contenuti inviati, concerto per concerto, e interagire con i fan anche quando l’evento è terminato. USA e Europa come primo passo. Poi apriremo ad altri mercati geografici.

Se volete provarla durante un evento, la vostra occasione è dunque il tour dei Motel Connection.

Le sedie-icona del design nelle illustrazioni minimal di Andrea Locci

Armchair, Mezzadro, Chair One: le sedute che hanno fatto la storia del design raccolte in un vero e proprio dizionario illustrato.

La serie Please, have a seat di di Andrea Locci è una raccolta tematica, aggiornata settimanalmente, di illustrazioni dal tratto minimal che ha come soggetto le sedie-icona del design. L’idea del progetto nasce dal desiderio di celebrare le sedute dei designer cult, sviluppando un’educazione al design del prodotto, ridotto ai minimi segni e corredato da poche informazioni base (il nome del designer, il nome della sedia e l’anno):

A lezione di Email Marketing da Oreo

“The new world order of communications today incorporates the whole of the way people are interacting with brands right now. Once the blackout happened, no one was distracted — there was nothing going on. The combination of speed and cultural relevance propelled it the forefront.”  

Queste le parole rilasciate a  Wired  da Sarah Hofstetter, presidente dell’agenzia 360i, che si è occupata del tweeting per Oreo durante l’ultimo Super Bowl.

La vicenda è ormai conosciuta: durante la partita si è verificato un “power outage” (blackout) e mentre tutte le aziende entravano nel panico pensando ai tanti $ spesi per l’evento più atteso dell’anno, c’è stato qualcuno che ha saputo sfruttare a proprio vantaggio l’imprevisto e questo qualcuno è stato Oreo.

Grazie ad un social media team preventivamente organizzato, composto da 15 persone tra cui copywriters, stratega pubblicitari e alcuni artisti pronti a reagire ad ogni situazione in meno di 10 minuti, sono stati in grado di non lasciare che il buio calasse anche sui famossissimi biscotti. Ed è bastato un Tweet “Power out? No problem. You can still dunck in the dark”  per ottenere in pochi minuti più di 16.000 Retweets, 6.000 Preferiti!!!

Cosa dovremmo imparare dall’esperienza Oreo?

1) Essere Tempestivi

Un messaggio (sia esso basato sulla classica mail, o che si tratti di strumenti legati al mondo social) inviato tempestivamente ad una mailing list – magari dopo un grande evento – può ottenere una percentuale di click-through superiore (rapporto tra il numero di click ottenuti su un messaggio pubblicitario e il numero di visualizzazioni del messaggio pubblicitario stesso) rispetto ad una normale newsletter settimanale. L’importante è possedere una mailing list definita e un software che riesca ad innescare in poco tempo l’invio in modo da riuscire a sfruttare il vostro “momento Oreo“.

2) Abbattere i costi si può!

Quando si parla di eventi in cui il costo medio per uno spot da 30 secondi è di 3,8 milioni di dollari, sembra quasi impossibile pensare di ottenere risultati con un piccolo budget. E invece, questa esperienza dimostra che il marketing può essere efficace anche senza costare una fortuna, si pensi che i costi di trasmissione del messaggio Oreo sono stati pari a zero ed il risultato è stato quello di essere, probabilmente, il miglior annuncio della serata!

3) Praevidet ac providet

Campagne pubblicitarie in real-time non sono del tutto nuove, ma non sono così comuni come dovrebbero essere.

Cosa sarebbe accaduto se Oreo non avesse avuto un account Twitter, e tanto meno un numero così elevato di followers? Per quanto il team sia stato bravo e tempestivo, senza la folta platea di followers, non avrebbero ottenuto gli stessi risultati.

Questo deve fungere da monito per le aziende che ancora non hanno intrapreso una strategia social e/o che non abbiano ancora realizzato una mailing list. I clienti vanno incoraggiati (e corteggiati) a seguire un brand! Senza questi ingredienti applicare la filosofia (vincente a quanto pare) del Carpe Diem è praticamente impossibile!

4) K.I.S

Questo acronimo derivato dal linguaggio informatico sta per “Keep it Simple“: Falla Semplice! Già perché i nostri utenti non concedono molto tempo prima di cestinare un messaggio. Per quanto sia grande la tentazione di condividere contenuti intelligenti, è necessaria una buona dose di semplicità per massimizzare il tasso di apertura di una mail o per la condivisione di un testo. Perciò: titoli brevi e concisi!

Come sostenuto dal prof. Jonah Berger della Wharton business school (University of Pennsylvania) nel suo libro “Contagious: Why Things Catch On”: “sebbene sia difficile stabilire se questo tweet geniale sarà capace di incrementare le vendite di Oreo, fa sicuramente sembrare il brand più intelligente, più interessante e raffinato e quindi in termini di brand equity è forse più efficace che un banale spot per la tv“. Per cui non lasciatevi cogliere impreparati da quell’attimo fuggente e coglietelo al volo; rimarrete stupiti dai risultati!

In conclusione volendo citare ancora Wired“Touchdown: Oreo”.

Il nuovo passaporto finlandese si sfoglia come un flipbook [VIDEO]

Quando pensiamo alle lunghe file alle quali dobbiamo sottoporci per ottenere dei documenti d’identità, la sensazione che si insinua in noi non ha certo nulla a che fare con l’allegria. Potrebbe essere differente, d’ora in poi, per i cittadini finlandesi.

Il nuovo passaporto del paese noreuropeo infatti nasconde una simpatica sorpresa: le pagine possono essere sfogliate a mò di flipbook che mostra un alce in movimento.