Crepax e la letteratura popolare in mostra a Milano [EVENTO]

 Crepax e la letteratura popolare in mostra a Milano

Nei giorni del Salone del mobile a Milano ci saranno tantissime iniziative legate al design tra cui la mostra “Crepax e la letteratura popolare” dal 9 aprile all’8 maggio 2013 presso la Galleria Aiap (Associazione italiana design della comunicazione visiva), in via Amilcare Ponchielli 3.

Crepax e la letteratura popolare in mostra a Milano

Esposte circa 200 copertine: quelle dei volumi della collana di avventura, western e gialli “I Nuovi Sonzogno”, titoli come “I cavalieri della prateria”, “L’ultimo dei moschettieri”, “Il trionfo della primula rossa”, “L’avventuriero”, tutti realizzati negli anni tra il 1966 al 1973.

Crepax e la letteratura popolare in mostra a Milano

Forse non tutti sanno che Guido Crepax, il celebre creatore della conturbante eroina a fumetti Valentina, ha svolto durante la sua carriera professionale anche un interessante lavoro grafico editoriale che ha lasciato un segno nella storia della letteratura popolare italiana. L’Aiap, in occasione dell’anniversario degli ottanta anni dalla nascita (e dieci anni dalla scomparsa) di questo grande artista rende omaggio a queste esperienze con una serie di mostre.

Crepax e la letteratura popolare in mostra a Milano

Crepax e la letteratura popolare in mostra a Milano

Nel corso dell’anno seguiranno infatti le altre due iniziative dedicate a Crepax: la prima sui suoi lavori di all’illustrazione scientifica con le copertine di “Tempo Medico” e la seconda riguardo al legame con il mondo musicale, raccogliendo le copertine di dischi e degli spartiti musicali realizzati, compresa anche la celebre cover dell’ LP “Nel blu dipinto di blu” di Domenico Modugno.

Crepax e la letteratura popolare in mostra a Milano

La mostra “Crepax e la letteratura popolare” è a cura di Mario Piazza e del CDPG / Aiap (Centro di Documentazione sul Progetto Grafico di Aiap), in collaborazione con l’Archivio Crepax. Inaugurazione l’8 aprile alle 18,30. Gli orari di apertura successivamente saranno dal lunedì al giovedì 10:00 alle 18:00, il venerdì dalle 10:00 alle 13:00. L’ingresso è gratuito, un’occasione in più per ammirare il segno inconfondibile di questo grande maestro italiano.

Crepax e la letteratura popolare in mostra a Milano

Email Marketing: scopriamo 5 tool per le nostre campagne

Email Marketing: scopriamo 5 tool per le nostre campagne

Dopo aver appreso i 10 segreti dell’email marketing grazie a Keshagura vediamo oggi alcuni Tool attualmente in circolazione per realizzare la nostra nuovissima e fiammante campagna di email marketing.

Prima di iniziare ricordatevi di tenere in considerazione i tre step fondamentali per ogni campagna di email marketing che colpisca nel segno: budget, timeline e business case. Il budget è uno degli aspetti fondamentali soprattutto perché dobbiamo tenere in considerazione il costo della maggior parte dei tool. Vediamo quindi quali sono i 5 strumenti maggiormente diffusi ed utilizzati.

1 – iContact

State tranquilli, la “i” non indica un prodotto Apple e quindi anche i fedelissimi del mondo Android potranno utilizzarlo senza avere sensi di colpa.

Email Marketing: scopriamo 5 tool per le nostre campagne

Il tool è stato pensato e realizzato per consentire anche ad utenti alle prime armi di creare una campagna di email marketing in modo piuttosto veloce e semplice. A disposizione degli utenti ci sono diversi strumenti:

Email templates: mette a disposizione dell’utente centinaia di template con cui arricchire le proprie mail (mi raccomando la sobrietà 😉 );
MessageBuilder: consente di creare email marketing in pochissimo tempo grazie al tool drag-and-drop adatto anche a chi non conosce il linguaggio HTML;
MessageCoder: nel caso in cui abbiate esperienza di design o sappiate quello che state facendo (ovviamente scherzo 🙂 ) potrete utilizzare questo tool per importare il vostro template favorito o fare tutto ciò che vi passa nella mente;
Email Delivery: il cuore pulsante di ogni campagna di email marketing grazie al quale le vostre email compariranno più o meno magicamente all’interno delle InBox dei vostri clienti senza finire nello spam (SpamCheck);
Tracking: l’indice di gradimento delle vostre email;
Sign-Up Forms: il lato social della vostra campagna (grazie a questa opzione è possibile includere nelle email form Facebook e Twitter).

2 – Constant Contact

Probabilmente il tool più “anziano” dei tre che vedremo dato che è attivo dal 1998 (prima dell’avvento dei social media) e soprattutto Free almeno per iniziare (60 giorni di utilizzo trial). Questo tool viene attualmente utilizzato da più di 500k clienti in tutto il mondo ed include vari servizi.

Email Marketing: scopriamo 5 tool per le nostre campagne

Template e “One-click editing”;
– Promozione campagne su social media (Facebook e Twitter);
Social Analysis;
Free personal coach e supporto sempre attivi via telefono, email, chat;
– Sicurezza ed anti-spam checker;
– Sincronizzazione con App ed Integrazione.

3 – Mail Chimp

Questo tool è probabilmente il più giovane dei tre ma ha dalla sua alcuni aspetti interessanti tra i quali l’economicità: è completamente Free.
Email Marketing: scopriamo 5 tool per le nostre campagne

Le interfacce grafiche del tool e del sito web sono divertenti e poco seriose, aspetti che infondono una certa sicurezza all’utilizzatore finale. Il tool è ancora “piccolo” dato che conta su 250k utenti ed ha dalla sua le seguenti features:

– il cosiddetto “Forever Free Plan” (al massimo 2k subscrivers e 12k email al mese, niente male);
– email lists, template (linguaggio, immagini, ecc) e forms completamente personalizzabili;
drag-and-drop editor;
– integrazione con i Social Media (Facebook);
– Compatibilità con App (Chimpadeedoo per iPad);
– Tracking dei risultati, Tweet trends.

4 – MailUp

Il tool creato dai ragazzi di MailUp (giunto ormai alla release 8), è uno dei pochissimi tool Made in Italy (così come ContactLab che vedremo tra pochissimo).

Email Marketing: scopriamo 5 tool per le nostre campagne

La piattaforma prevede un periodo trial che consentirà all’utilizzatore finale di capire cosa e come creare delle vere e proprie campagne di email marketing che colpiscano nel segno. Vediamo le risorse di questa piattaforma.

– creazione e gestione email grazie ad un software di mailing creato ad hoc
– gestione iscritti. consente di gestire in modo veloce e snello gli utenti senza il rischio di incorrere in indirizzi doppi o infiniti gruppi
400 template a disposizione con differenti formati e varianti di colore
– integrazione con i maggiori Social Network
– report e statistiche: grafici, monitoraggio ed analisi in tempo reale
– geolocalizzazione grazie alla quale sarà possibile registrare la posizione geografica da cui l’utente aprirà la mail

MailUp offre moltisssime altre features tra cui la possibilità di seguire webinar online sulle tecniche e gli strumenti dell’email marketing!

5 – ContactLab

ContactLab è una delle ultime piattaforme per l’email marketing sviluppate direttamente in Italia (la sede operativa è a Milano) con un portafolio clienti in rapida espansione.

Email Marketing: scopriamo 5 tool per le nostre campagneIl tool si basa su 4 semplici ma altrettanto efficaci passi: organizza, crea, invia e verifica. Secondo questo approccio ed utilizzando le regole principali dell’email marketing potremo realizzare bellissime campagne utilizzando tutte le features principali del tool stesso.

– creazione messaggi email, SMS, MMS e fax personalizzati
– gestione personalizzzabile degli invii email e gestione database contatti
– monitoraggio andamento campagne e comportamento utenti dopo l’invio
– strumenti appositi per il targeting, tracking, profiling e business intelligence

Inoltre grazie alla collaborazione di ContactLab con SrLabs, gli utilizzatori avranno la possibilità di effettuare effettuare dei test di eye-tracking per migliorare il design delle proprie email e quindi l’efficacia delle proprie campagne di email marketing!

Questi sono solo alcuni dei migliori tool in circolazione e, come potete vedere dalla classifica stilata da TopTenReviews per i tool di email marketing, questo mondo è popolato dai più svariati servizi (più o meno costosi) che si possano desiderare!

Ovviamente a voi la scelta ma mi raccomando, non realizzate email assurde, tenete ben presente il vostro target di clienti ed il focus dell’azienda!

Nicola Mattina spiega come presentare la tua startup su Angel List [GUEST POST]

Nicola Mattina è co-founder di Stamplay, la piattaforma che aiuta i designer a realizzare applicazioni web senza dover ricorrere a un programmatore, senza conoscere un linguaggio di programmazione o come configurare un server. E’ anche advisor di Luiss Enlabs e direttore del Founder Institute a Roma.

Angel List è diventato un punto di riferimento per le startup e gli investitori in tutto il mondo. Fondato da Naval Ravikant e Babak Nivi, alla fine del 2012 raccoglieva i profili di oltre centomila startup e aveva agevolato più di mille investimenti early stage. Da alcuni mesi, inoltre, è diventato lo strumento per sottoporre la propria candidatura a molti eventi e acceleratori (tra cui TechStars, 500startups o l’italo-americana Mind The Bridge).

Per un imprenditore è un’arma a doppio taglio. Da un lato, permette di raggiungere “facilmente” investitori e altri imprenditori di tutti i principali hub tecnologici. Dall’altro, mette i founder e le startup sotto il riflettore di molte persone: fare un errore su Angeli List ha un costo molto più alto rispetto a un percorso tradizionale in cui si incontrano pochi interlocutori alla volta.

In questo post faccio una sintesi di quello che ho imparato finora. Sono partito studiando le esperienze condivise da altri imprenditori e frequentando il social network con l’obiettivo di farmi un’idea del suo funzionamento e delle pratiche sociali più diffuse. Quindi ho cominciato a costruire gradualmente il mio profilo come imprenditore e quello della mia startup. Non so ancora se Angel List avrà un ruolo importante per il funding di Stamplay: per il momento è stato un ottimo esercizio e mi ha aiutato a focalizzare meglio la strategia di presentazione dell’azienda.

Non dimenticate i fondamentali

Business angel e venture capitalist sono alla ricerca sempre delle stesse cose, quindi anche per Angel List valgono i fondamentali: un grande team, dei progressi regolari, evidenza della traction, un prodotto difendibile e un business scalabile in un mercato potenzialmente molto grande. La prima cosa da fare è curare il profilo personale (il mio è qui).



I punti più importanti del profilo sono la breve descrizione subito sotto il nome, la fotografia (un primo piano che faccia vedere bene la faccia), il portfolio e la rete sociale.

A mio avviso, è importante scegliere un messaggio da veicolare: personalmente ho puntato sull’esperienza e, quindi, accanto a Stamplay ho inserito l’attività di director del capitolo romano del Founder Institute e come advisor di alcune startup. Queste ultime, però, non sono state ancora confermate e quindi non compaiono nel mio profilo pubblico.

Per il resto, ho cercato di sintetizzare al massimo, rimandando a Linkedin per i dettagli. In termini generali, infatti, preferisco concentrare le informazioni in un unico posto, per evitare di avere troppi profili da gestire. Tutte le mie esperienze professionali significative sono su Linkedin, dove ho costruito anche una robusta rete sociale: è più facile e utile rinviare il lettore a questa fonte che tengo costantemente aggiornata.

Costruite la rete sociale

Costruire e alimentare una rete sociale è sempre un’operazione lunga e laboriosa. Fortunatamente, Angel List permette di fare leva sui social network che già frequentate a partire da Linkedin. Se connettete i vostri profili, il sito individua automaticamente le persone che sono già presenti su Angel List e vi permette di seguirle automaticamente.

La pagina Find Friends va visitata periodicamente, perché Angel List verifica se altri contatti si sono registrati sulla piattaforma e vi da la possibilità di aggiornare automaticamente la lista delle persone con cui siete in contatto con un click.

Avviate la startup

Quando il vostro progetto imprenditoriale è sufficientemente maturo, potete creare il profilo per la startup. Non dichiarate di essere fondatori e CEO di un’idea appena abbozzata: è semplicemente ridicolo. Anche io in passato ho fatto questo errore, ma è un approccio che non paga: avere un’idea e annunciarla al mondo non costa niente. Realizzare un’idea, farla diventare un prodotto, investire dei soldi, magari convincere amici e parenti a finanziarla è decisamente un’altra cosa. Se non siete disposti a fare questo percorso, lasciate perdere.
Impostando il profilo della startup, scegliete con cura la lista dei mercati (avete a disposizione 4 tag, quindi sceglietene due o tre ampi e uno o due più circoscritti) e delle location (gli investitori investono localmente, soprattutto gli angel).
Questo è il profilo di Stamplay.



E’ molto utile avere un video di presentazione che non duri più di un minuto: permette alle persone di farsi un’idea di quello che state facendo con un sforzo cognitivo minimo. Commissionatelo a dei professionisti, perché è un investimento che dura e ha un ottimo ritorno in termini di immagine. Inoltre, includere un video vi permette di avere qualche statistica in più. Se usate la versione Pro di Vimeo, per esempio, potete sapere quante volte è stato caricato il player e quante volte qualcuno ha cliccato sul pulsante play. Secondo Vimeo, nelle prime due settimane su Angel List, la nostra pagina è stata visualizzata circa 500 volte e più del 10% dei visitatori ha visto il video fino in fondo.

La dashboard

Una volta che avete lavorato al profilo della startup, potete controllare il risultato tramite la Dashboard. Questa è quella di Stamplay:

Date un’occhiata ai Tips per ciascuna sezione e controllate se potete effettivamente migliorare e arricchire le informazioni che avete già inserito. Nonostante il lavoro fatto, il profilo di Stamplay può essere ulteriormente migliorato. Costruire una buona presentazione è un processo iterativo e richiede tempo: bisogna essere pazienti e determinati.

Infine, consultate la preview per verificare come vi vedranno gli altri utenti di Angel List.
Nella prossima puntata entrerò nel merito dell’attività di fund raising, illustrando come ho impostato le informazioni riservate ai potenziali investitori e come sto tessendo la rete sociale necessaria a raggiungere gli investitori.

Ovviamente mi interessa molto conosce le vostre esperienze per integrarle con la mia e costruire un quadro più completo possibile di come usare al meglio Angel List. Scrivetemi le vostre osservazioni a nicola.mattina [at] stamplay.com.

(continua)

App of the Week: The Pool, la rivoluzione dei tablet…su tablet

App of the Week è la rubrica di Ninja Marketing sulle app più divertenti, più cool, più utili che il nostro Kenji Uzumaki scova nei market e testa per Voi! Siete pronti a fare download? Fate tap su questa nuova App of the Week!

Vuoi sapere come stanno andando i tablet? O come fare una pubblicità su questo innovativo device che ha cambiato le nostre abitudini? Adesso è possibile, con The Pool: The Lane Tablet!

Un’app interattiva, con dati basati su 14 mesi di test che hanno raccolto 20 milioni di utenti, The Pool: The Lane Tablet rivela il trend delle pratiche e dell’utilizzo dei tablet, che sono destinati a dominare gran parte della scena informatica futura. Il 2015, secondo recenti studi, sarà l’anno in cui i tablet sorpasseranno i computer, sia desktop che portatili, per acquisti ed utilizzo.

L’obiettivo di The Pool è quello di mostrare come il mondo dei tablet si sta evolvendo ed i migliori modi di fare pubblicità su questo dispositivo che ormai fa parte della nostra vita quotidiana.

L’app rappresenta graficamente il report dell’agenzia di New York Melcher Media: una serie di bellissime infografiche, interattive e non, completano l’applicazione e permettono di esplorare il modo in cui la gente sta usando i dispositivi mobili, ed esplorare in prima persona esempi di annunci pubblicitari di successo. Inoltre, The Pool ti da la possibilità di condividerle con amici e colleghi di lavoro.

Un’app utilissima per tutti, per la tua azienda, i tuoi clienti e per tutto ciò che concerne l’ambiente dei tablet, il marketing che gli gira intorno ed i migliori successi pubblicitari. The Pool è un’app divertente, che raccoglie interviste fatte ai leader del settore pubblicitario dei tablet.

Inoltre, mostra dati continuamente aggiornati sul mercato dei tablet, suddivisi in tabelle con una navigazione davvero facile e veloce. I dati riportati non sono altro che il frutto di indagini e studi fatti sulla pubblicità e sul corretto modo in cui dovrebbe muoversi nel mondo dei tablet per portare a risultati concreti di successo commerciale.

The Pool è un’app disegnata per Android su Google Play e per iPad sull’App Store.

 

 

Startup 2013, l'agenda degli eventi imperdibili

La ripresa della crescita economica globale è più che mai affidata ai progetti innovativi in grado di svecchiare processi e sistemi produttivi, attraverso una  necessaria “digitalizzazione” delle idee e delle risorse.
Fare startup non significa isolarsi nella validità della propria idea, ma si configura come un processo di confronto e contaminazione reciproca tra ideatori, finanziatori e incubatori sociali.
Per questo, sempre più importanti e numerose sono le occasioni di incontro tra le realtà nascenti e non a caso molti grandi brand incoraggiano e promuovono eventi dedicati allo start up business.

Di seguito l’agenda degli appuntamenti italiani e internazionali imperdibili per startup del 2013.

Wind business Factor

Competition 2013: Febbraio-Dicembre

Anche quest’anno Wind promuove il proprio contest rivolto a imprese e idee progettuali innovative che valorizzino il know-how italiano, con una serie di eventi organizzati in Selection, Training e Performance.

http://www.windbusinessfactor.it/

Brainstorming Lounge

Bologna, mercoledì 10 aprile 2013

Dopo il successo degli eventi sperimentali a Bologna del 2010 e del 2011, Brainstorming Lounge è diventato un programma stabile dell’Istituto Italiano Imprenditorialità, proponendo quest’anno un ciclo di cinque eventi da Aprile a Ottobre.
Per le startup ricordiamo l’appuntamento del 10 Aprile “Startup&People”.

http://blounge0413.eventbrite.com/

Startup Weekend in H-Farm

Venezia, 19-20-21 aprile 2013

Dal 19 al 21 aprile l’evento itinerante di Startup Weekend farà tappa a Venezia in H-Farm con tre giorni dedicati alla presentazione di idee business.

http://venice.startupweekend.org/

Next Berlin 2013

Berlino, 23-24 aprile 2013

Next Berlin, uno degli eventi di riferimento per l’Europa del digitale, in collaborazione con Deutsche Telekom, è alla ricerca delle startup europee più promettenti del 2013.

http://nextberlin.eu/

TheNextWeb 2013

Amsterdam, 25-26 aprile 2013

Per gli scenari digitali del mondo arriva l’ottava edizione di The Next Web Conference, che lo scorso anno ha coinvolto oltre 30.000 spettatori in streaming.

http://thenextweb.com/conference/europe/

Tech Crunc Disrupt

New York, 27 aprile – 1 maggio 2013

Tra gli eventi più attesi, il TC Disrupt, quest’anno a New York dopo la tappa del 2012 a San Francisco.

http://techcrunch.com/events/

Creative Camp

Milano, 21-24 maggio 2013

Per sviluppare il networking fra giovani creativi, professionisti, imprese, istituzioni locali, università e centri di ricerca, anche la Lombardia propone la sua competizione a colpi di multimedia, moda e design dei servizi.

http://www.itsastart.it

Web summit

Dublino, 30-31 ottobre 2013

Sempre dedicata agli startupper, all’importante manifestazione irlandese tra gli ospiti ci sono i protagonisti della scena tecnologia mondiale come Skype, Mozilla, Pinterest a Aol.

http://dublin.websummit.net/

Start Cup Puglia 2013

Puglia, settembre 2013

Ancora per premiare le migliori iniziative imprenditoriali innovative, l’ ARTI della Regione Puglia promuove una competizione per categorie: Life Science, ICT-Social Innovation, Agrifood-Cleantech, Industial.

http://www.startcup.puglia.it

Instagram: come pianificare e realizzare un photo contest [PARTE 2]

Eccoci con la seconda parte della checklist targata NinjaMarketing per realizzare un contest su Instagram. Nella prima parte abbiamo cercato di capire come pianificare la vostra campagna sulla piattaforma di photo sharing, ora – invece – ci concentreremo soprattutto sulla fase di lancio, di misurazione e di ascolto. Andremo, inoltre, a dare uno sguardo agli strumenti che il web mette a disposizione.

8. Annuncio e promozione del contest

Oltre a pubblicare su Instagram alcune immagini che pre-annunciano il contest, è necessario utilizzare in modo strategico i canali di comunicazione a disposizione. Un esempio? Il lancio del photo contest Instagram per il lancio della Ford Fiesta, con la campagna #Fiestagram!

Pubblicizzare in modo adeguato il contest attraverso una campagna di article marketing, l’individuazione e il coinvolgimento degli influencer (qualche incentivo è la strada giusta per invogliarli a parlare del contest!) e con una mirata condivisione dei contenuti della campagna sui canali social.

9. Integrazione con Pinterest (e altri social)

Pinterest ed Instagram hanno molto in comune: l’immagine e l’immediatezza sono i loro tratti fondamentali. Perchè allora non sfruttarli per la vostra campagna creando delle board specifiche per il contest su Pinterest?

Si otterrebbe infatti una maggiore viralità e visibilità per il concorso e per il vostro brand, oltre ad avere più condivisioni. Pinterest grazie al suo impatto altamente visuale può essere facilmente integrato nella vostra strategia per il contest.


Per rendere la vostra campagna ancora più coinvolgente e creare buzz intorno alla vostra iniziativa l’integrazione con i social (oltre a Pinterest) è fondamentale.

La creazione di una gallery per le immagini caricate dagli utenti – come abbiamo già accennato – e la condivisione delle foto dei followers attraverso i diversi canali a disposizione fa sì che percepiscano questa azione come una ‘risposta’ da parte del brand e una ricompensa per la loro partecipazione al contest.

10. Utilizzare l’API Instagram per dare una home al contest

Altro suggerimento per incrementare la partecipazione al contest è quello di creare una tab su Facebook (e la landing page sul vostro sito) che ospiti una gallery con tutte le foto che partecipano in modo che gli utenti possano guardare anche quello che pubblicano gli altri partecipanti.

Realizzare un feed unico per le foto caricate dai partecipanti e quelle caricate dal profilo del brand è semplice: basta utilizzare l’API che Instagram mette a disposizione o un’applicazione di servizi terzi – ce ne sono diversi offerti da Statigram, Nitrogram e l’italianissimo Followgram. La semplicità del feed permette, inoltre, la condivisione dei contenuti anche su altri social, aumentando la portata del contest e il traffico verso il vostro sito.

Fornire al contest un unico feed apporta molti benefici tra cui:

aumento dell’awareness e del reach della campagna
incremento delle condivisioni e degli impression
– fornisce ai follower un branded enviroment dove stare

11. Spargere la voce e dare tempo

Non siate ansiosi se la partecipazione al concorso all’inizio risulta bassa: ogni cosa ha i suoi tempi. Date il tempo al concorso di farsi conoscere, sia attraverso la promozione pianificata sia attraverso il passaparola e la condivisione degli utenti e, soprattutto, di chi partecipa. La facilità dello scatta, carica e vinci è una leva molto convincente e ha una carica virale molto forte se ben utilizzata.

 

Ogni giorno potreste pubblicare sul vostro profilo la foto del giorno: chi partecipa adora vedere le proprie foto pubblicizzate e questo incrementerebbe la diffusione su base giornaliera del vostro concorso, oltre ad attirare su di voi le simpatie dei fan 😉

12.Coinvolgere il pubblico

Il coinvolgimento di chi vi segue è un’azione che permette la sicura riuscita del contest. Gli strumenti per un’efficace call to action sono assai limitati per una piattaforma come Instagram, come invece accade per altri social.

Una chiamata alle armi per i follower può essere creata in molti modi:
condividere le fotografie uploadate dai vostri follower attraverso i diversi account social
commentare le foto inserite e seguire gli utenti che vi seguono è sicuramente più gratificante che ricevere un anonimo e standard ‘grazie per aver partecipato!’.

13. Partecipare

ll brand deve essere costantemente attivo su Instagram, pubblicando foto divertenti ed interessanti, per segnalare agli utenti la propria presenza. Prima di lanciare un contest, infatti, è fondamentale avere una community che vi segua.

La frequenza dei post e la condivisione delle foto su altri social come Facebook o Twitter – per fare solo degli esempi – rendono l’applicazione molto più familiare a chi vi segue.

[yframe url=’http://www.youtube.com/watch?v=MqsASN1CXTE’]

Una strategia ben collaudata è quella utilizzata da GE per il suo ‘The Next GE Instagramer’ che ha prima dato ai suoi followers ‘piccoli assaggi’ del brand – con foto degli impianti, del personale, ecc. – e poi ha dato il via al contest vero e proprio.

14. Misurare

L’importanza di misurare costantemente gli effetti della propria campagna è innegabile. Per monitorare il proprio contest ci sono differenti strumenti a disposizione. Diamogli un’occhiata nel dettaglio:

  • Statigram: con questa piattaforma, quando si decide di organizzare un contest, si può impostare una landing page alla campagna per la promozione (a 360°) e utilizzare uno strumento di monitoraggio con un esteso sistema di metriche. E’ possibile, inoltre, tenere sotto controllo il flusso di foto caricate tramite i tag e annunciare il vincitore direttamente dal sito. Date un’occhiata al set di strumenti a disposizione!
  • Nitrogram: monitora in maniera efficace gli account Instagram utilizzando gli hashtag correlati al vostro business. Gli strumenti che mette a disposizione sono focalizzati all’analisi dei follower del vostro/vostri account in modo da tenere bene in chiaro come il pubblico impegna i contenuti del brand. Qui il plan di pricing completo che mostra nel dettaglio i servizi offerti dalla piattaforma.
  • Followgram: la vanity URL tutta italiana apre le porte alle aziende con i suoi brand account condivisibile e linkabile dove tenere traccia della contest campaign attraverso metriche e venues. La piattaforma permette di modificare l’account per renderlo più accattivante agli occhi dei follower e di creare delle fotogallery divisibili per temi in modo da far vivere all’utente un’esperienza altamente friendly!

15. E quando il concorso è terminato?

Una volta che il contest è chiuso e il vincitore è stato annunciato, lasciamo perdere tutto? Assolutamente no!

E’ importante continuare a mantenere attivo l’account Instagram con contenuti leggeri e divertenti che riguardino il brand e la vita aziendale, i nuovi prodotti/servizi aumentando il reach della vostra impresa.

Instagram può essere una porta dalla quale i follower per poi accedere ai diversi canali aziendali (che vanno specificati nella descrizione del vostro profilo!) e aumentare la portata della vostra audience.

E ora, cosa aspettate a cavalcare l’onda del momento e provare anche voi a lanciare il vostro contest?

Coworking: nuovi modelli di vita e lavoro al ToolBox Festival

Coworking: nuovi modelli di vita e lavoro al ToolBox Festival

Il ToolBox Festival è nato per celebrare il terzo compleanno di ToolBox, incubatore torinese per startuppers, professionisti e freelance, nato con l’obiettivo di offrire postazioni di lavoro e luoghi di condivisione.

Lo scorso 6 aprile presso la sede del laboratorio, in Via Agostino da Montefeltro, si è svolta la rassegna dedicata ai nuovi modelli di stili di vita, consumo e lavoro. La manifestazione ha ospitato circa trenta tra incontri, presentazioni e workshop. Denominatori comuni sono stati i concetti di Sharing, Making e Coworking.
Nonostante le temperature decisamente poco primaverili, startupper, designer, esperti di social media e freelance si sono riuniti per dare voce alle proprie iniziative all’insegna della condivisione.

Coworking: nuovi modelli di vita e lavoro al ToolBox Festival

Condividere è utile, social e smart

Sharing come Economy. E’ il caso di WeToom, blog che aggrega le esperienze di consumatori collaborativi, che ha proposto tre esempi di smart consumers: AirB&B (piattaforma di couch-surfing), BlablaCar (social di car sharing) e Starteed (portale di crowdfunding).

Sharing come Social. Lino Garbellini e Alessandro Veroli parlano di Twitter: dalle sue origini nel 2006, ai suoi utilizzi per il marketing e l’informazione. Interessante anche il progetto di job Sharing della TweetBox di Yogen Italia, piccola camera oscura per registrare tweet in un video di 10 secondi.

Sharing come Consumo intelligente: è la proposta di Contiamoci, social network che collauda e condivide le buone abitudini da adottare per tenere uno stile di vita che rispetti l’ambiente e il bene comune.

L’obiettivo di queste e molte altre realtà emergenti è creare una Massa critica digitale e “analogica” di utenti/persone consapevoli dei propri comportamenti e del proprio stile di vita.

Coworking: nuovi modelli di vita e lavoro al ToolBox Festival

Do It Yourself: le soddisfazioni del fai-da-te digitale e open source

Accanto alle pratiche di sharing, si colloca il Making, illustrato dalla mostra “Quanto sei maker” curata da Massimo Potì (in arte Mapo). Declinata in dieci oggetti chiave, l’installazione rappresenta la figura del maker come colui o colei che non butta niente, riutilizza e ripara tutto, anche quelle tazze sbeccate apparentemente inutilizzabili.

Capostipite del Making è il FabLab, bottega di artigianato digitale che si occupa di realizzare manufatti stampati in 3D e oggetti tagliati con laser-cut. Il tutto con software opensource. Il FabLab, in occasione del Festival, ha tenuto un workshop sulla realizzazione di ciondoli elettronici, un incontro sul come fabbricare un germogliatore per avere verdura fresca in casa e una presentazione sul funzionamento di Arduino, il sempre più noto microcontrollore programmabile.

Coworking: nuovi modelli di vita e lavoro al ToolBox Festival

Coworking: il lavoro autonomo in uno spazio condiviso

Chi lavora in Coworking solitamente segue progetti professionali indipendenti e condivide con gli altri professionisti “soltanto” i luoghi adibiti al lavoro: open space, sale riunioni e le aree relax. Toolbox è l’esempio torinese; a Milano troviamo WorkOn e Ellequadra, per citarne alcuni, a Roma c’è Cowo360, a Napoli si trova il Business Office 55 e RiotStudio. Centinaia di professionisti di diversa estrazione, hanno trovato nel coworking un modello di lavoro efficace perché in grado di valorizzare le competenze individuali e allo stesso tempo di fornire stimoli creativi e intellettuali, con esiti spesso inediti e fruttuosi.

La giornata è stata intensa ed è volata via tra caffè solidali, mele appena colte e workshop di green action. Insomma lo sharing non è solo l’ultima moda del momento, ma fa bene e serve. La condivisione è senza dubbio un arricchimento: se non economico, sicuramente personale perché prima che digitali, siamo tutti esseri umani.

Vinci l'ebook di ‘A lezione dai Mad Men. Come evolve la pubblicità’ [GIVEAWAY]


Dopo il grande successo del primo giveaway targato Ninja, siamo pronti a replicarci e a fare un altro regalo ai nostri lettori per dimostravi il nostro affetto!
Questa volta in palio ci sono, rullo di tamburi, 5 copie dell’ebook ‘A lezione dai Mad Men. Come evolve la pubblicità, di Adele Savarese e Emma Gabriele.

Il libro, edito dal Sole24Ore, è un’immersione nel passato della pubblicità e una prospettiva del suo percorso fino a oggi, raccontata attraverso la serie televisiva Mad Men.
Un libro colmo di riferimenti e citazioni, oltre alla prefazione scritta dalla leggenda dell’advertising mondiale Jacques Séguéla (vicepresidente e Chief Creative Officer Euro RSCG) e alle interviste a sette Mad Men italiani: Massimo Guastini, Alessandro Orlandi, Francesco Emiliani, Roberto Maraggia, Francesca De Luca, Alex Brunori, Pasquale Diaferia.

Come partecipare?
– Diventa fan della pagina Facebook di Ninja Marketing (se non lo sei già!)
– Sulla nostra pagina su Facebook verrà pubblicata la copertina del libro. Non dovrai far altro che commentare sotto l’immagine rispondendo a questa domanda: Cosa chiederesti o cosa diresti a Don Draper oggi?

Il contest durerà tre giorni e i 5 commenti migliori vinceranno le copie dell’ebook.

Tutto ciò di cui avete bisogno è la vostra creatività e lasciare un commento che renda Mr. Draper fiero di voi!

 

Funziona il social recruiting in Italia? [INFOGRAFICA]

Il social recruiting piace di più ai responsabili delle Risorse Umane che ai candidati in cerca di lavoro. E’ questo uno degli interessanti risultati dell’indagine condotta, per il terzo anno consecutivo, da Adecco (Agenzia per il Lavoro leader in Italia e nel mondo nella gestione delle risorse umane), in collaborazione con Ivana Pais Docente di Sociologia Economica all’Università Cattolica del Sacro Cuore.

Un po’ più scontato è invece un altro risultato: il fatto che, per trovare lavoro, sia necessario integrare le relazioni online con quelle offline. In questo modo si acquisisce quello che è definito: “capitale sociale integrato”. Le relazioni online consentono infatti non solo di costruire nuove relazioni con persone di status superiore, ma anche incrementare la frequenza e la stabilità dei rapporti esistenti, approfondire la conoscenza reciproca e intercettare più facilmente informazioni su offerte di lavoro disponibili.

Ma vediamo meglio in dettaglio i risultati.

Per quanto riguarda gli strumenti utilizzati Linkedin rimane il canale privilegiato per la ricerca di nuovi profili da parte dei responsabili HR, seguito da Facebook e da Twitter. Per i candidati la ricerca di lavoro in rete avviene invece prevalentemente attraverso i siti di lavoro, le App, Facebook.

Anche rispetto all’efficacia le valutazioni divergono: i selezionatori apprezzano principalmente Linkedin, seguito dai siti di matching, mentre per i candidati le preferenze sono invertite.

Per quanto riguarda le motivazioni che spingono ad utilizzare gli strumenti online per cercare lavoro, i responsabili delle Risorse Umane guardano principalmente alla possibilità di allargare il bacino dei candidati e verificare la completezza e solidità dei curriculum vitae ricevuti. Il 14% dei selezionatori utilizza inoltre i canali online per informarsi sulle relazioni professionali del candidato.

Per chi è in cerca di una occupazione il primo motivo di utilizzo della rete risiede invece nella possibilità di trovare un maggior numero di offerte seguito dall’opportunità di dare maggiore visibilità al proprio curriculum vitae.

Se invece viene valutata l’efficacia di tali strumenti, afferma di essere soddisfatto del ricorso al social recruiting la metà dei responsabili delle Risorse Umane e solo un quarto dei candidati.

L’efficacia dei siti di social network dipende però dal capitale sociale pregresso dei candidati. Infatti il 50% di chi ha trovato lavoro attraverso questo strumento dispone di una rete sociale ricca vs 27% di chi ha trovato lavoro tramite i Centri per l’impiego e 30% delle Agenzie per il lavoro, ma anche 33% di chi si è rivolto alle reti sociali offline (amici e famiglia).

Piena sintonia si riscontra invece sull’importanza della digital reputation. Sia candidati che selezionatori mostrano grande attenzione alla “identità online”: il 70% delle persone verifica le informazioni personali che circolano online “googlando” il proprio nome così come il 77% dei recruiter inserisce il nominativo di un candidato su un motore di ricerca per raccogliere maggiori elementi di valutazione.

Proprio a questo proposito i responsabili delle Risorse Umane hanno dichiarato che nel 12% dei casi si sono trovati ad escludere dei candidati per le informazioni che hanno reperito in rete.

Un fenomeno degno di nota è la richiesta da parte dei selezionatori di accedere al profilo Facebook tramite la password del candidato, pratica confermata dall’1% dei candidati e dal 5% dei selezionatori.


Questi dunque i risultati della ricerca sul social recruiting svolta da Adecco per il terzo anno consecutivo. E’ già possibile quindi identificare un trend di cambiamento, come afferma Silvia Zanella, Marketing & Communication Manager di Adecco Italia:

“Sicuramente il fenomeno è più maturo rispetto alla prima edizione: le persone sono più attente alla salvaguardia della propria reputazione e le aziende hanno fatto passi da gigante nell’ambito del social recruiting, superando scetticismi e vere e proprie paure. Permangono naturalmente delle differenze a seconda della dimensione dell’organizzazione e della provenienza geografica, senza contare che è naturalmente mutato anche il mercato di riferimento. La contrazione nelle offerte di lavoro disponibili, ad esempio, ha fatto registrare nella survey di quest’anno una sorta di scoraggiamento che finora era stato rilevato solo off line.”

Email marketing design: 8 tips per disegnare mail efficaci

Stai progettando una campagna di email marketing? Forse non hai pensato che hai solo 3-5 secondi per convincere il destinatario che la tua email contiene contenuti interessanti e vale la pena di essere letta.

Il design della tua mail, per avere qualche chance di non essere cestinata, deve essere curato nei minimi dettagli, se vuoi raggiungere il tuo scopo. Ecco qualche consiglio utile per creare una mail che non sia solo visivamente accattivante, ma soprattutto efficace:

Metti le informazioni importanti all’inizio

Le tue mail devono essere scritte in modo da catturare l’attenzione fin da subito: le informazioni più rilevanti(e la call to action!) devono trovarsi entro 250 pixel dal margine superiore. Hai molti contenuti ugualmente importanti e non sai a quale dare la priorità? Puoi riassumerli in poche righe e collegarli, tramite degli anchor links alla parte della mail dove gli utenti possono avere maggiori informazioni.

Font e colori: non lasciarli al caso

Coordina il font e i colori del template della mail ai colori del logo e del sito web aziendale: tutto fa branding e aumenta la riconoscibilità del tuo marchio.

Tieni conto delle dimensioni dello schermo

Con la diffusione di smartphone e tablet, le mail vengono sempre più spesso lette da dispositivi diversi dal computer, e secondo BlueHornet, il 70% degli utenti cancellano le mail che non sono visualizzate correttamente dal cellulare.

Nel disegnare la mail perfetta, tieni conto di queste informazioni e cerca di testarla su diversi supporti e con diverse risoluzioni.

 

Keep it simple

Non strafare: riempire la mail di immagini, informazioni e link potrebbe non portare al risultato sperato, confondendo l’occhio (e la testa) del potenziale cliente. Considera che molti servizi mail non mostrano le immagini a meno che l’utente non lo accetti, per cui ricorda di non essere troppo creativo inserendo informazioni importanti ”nascoste” nelle foto. Evita di usare JavaScript: molti servizi di posta elettronica lo rimuovono per ragioni di sicurezza.