Telelavoro: non sempre l'uso della tecnologia favorisce il business

Abbiamo commentato questa mattina la notizia relativa la decisione di Marissa Mayer, Ceo di Yahoo!, di abolire il telelavoro riuscendosi a tirare addosso polemiche di moltissime donne che non condividono la sua visione di crescita aziendale. Ecco allora che vi proponiamo una versione analitica della stessa, perchè il telelavoro è una pratica ormai molto diffusa anche nel nostro Paese, non si tratta solo di una tecnica per delocalizzare gli uffici, ma consente di dimenticare i vincoli spaziali e temporali consentendo alle persone di scegliere come e dove lavorare.

Sul web troviamo moltissime definizioni più o meno dettagliate, ve ne proponiamo una forse un pochino troppo scolastica, ma che chiarisce bene quali sono le caratteristiche per considerarsi un "teleworker". Secondo Giampiero Bracchi e Sergio Campo dall'Orto,

"Un'attività si configura come telelavoro qualora siano rispettate le seguenti condizioni:

- esista una delocalizzazione dell'attività rispetto alla sede tradizionale di lavoro
- si usino strumenti telematici nello svolgimento del lavoro
- l'attività svolta a distanza abbia caratteristica di sistematicità
- esista un rapporto di lavoro basato su un contratto in esclusiva"

[da L'impresa n.10, 1995].

E' indubbiamente un grande cambiamento, praticamente l'unico limite col quale dover fre i conti nella scelta del luogo dove lavorare è la presenza di una connessione internet. Come in tutte le rivoluzioni, però, accanto ad ricca schiera di sostenitori troviamo anche chi contesta questà modalità di lavorare.

Tra questi il CEO di Yahoo, Marissa Mayer che ha da poco modificato la politica aziendale rispetto al telelavoro, imponendo che tutti i dipendenti debbano presentarsi in ufficio ogni giorno.
La novità ha suscitato le proteste da parte dei dipendenti convinti di essere molto più produttivi lavorando da casa, ma come Marissa molti pensano che il telelavoro possa nuocere al business e vi proponiamo alcune ragioni a sostegno di questa tesi.

Quali sono le insidie di un lavoro "troppo virtuale"?

(1). Scarse opportunità di collaborazione

Le piccole imprese vivono di innovazione e le idee migliori spesso provengono da conversazioni casuali davanti a un caffè o in pausa pranzo.

"Non si possono replicare i risultati di una collaborazione faccia a faccia"

spiega Nick Balletta, amministratore delegato di TalkPoint, una società di webcasting con sede a New York.

"In qualità di proprietario di una società di IT, mi preoccupa di più quello che potrebbero sviluppare tre ragazzi in un garage, piuttosto che quello che tre ragazzi in tre garage separati potrebbe fare. Non c'è sostituto per quello che può accadere quando le persone in una stanza insieme".

(2). Difficoltà di capire la direzione dell'azienda

Mettere in atto una nuova strategia aziendale è possibile solo quando i dipendenti riescono a capire quale strada voglia intraprendere l'azienda e che tipo di lavoro è richiesto per raggiungere l'obiettivo prefissato.

Cindy Lubitz, fondatrice e amministratore delegato di inTalent Consulting, società di consulenza con focus sulle risorse umane con sede ad Atlanta:

"Mayer è stata chiamata a salvare un'impresa in difficoltà, dalla mia esperienza con le organizzazioni di dimensioni simili, so che è difficile raggruppare persone che sono sparse, una webinar o una conference-call possono accorciare le distanze. Nella fase in cui cui si trova ora Yahoo, è fondamentale assicurarsi che tutti capiscano e facciano proprio il nuovo orientamento strategico."

(3). Rischio di non incentivare abbastanza la cultura aziendale

I "capi" di solito non vedono di buon occhio le pause dei dipendenti, un'interruzione del lavoro fa pensare immediatamente ad un calo di produttività. In realtà queste soste hanno un ruolo fondamentale per lo sviluppo delle relazioni interpersonali, che esistono e si alimentano solo lavorando fianco a fianco.

"Non si può avere un'ora di svago virtuale dal lavoro", dice Balletta. "Parte dell'ambiente di lavoro sta sviluppando esprit de corp (spirito di apartenenza al grupp). Questo è ciò che crea cultura aziendale e favorisce l'innovazione."

(4). I lavoratori meno produttivi non possono essere monitorati

La nuova politica di Marissa Mayer potrebbe risolvere questa situazione.

"Coloro che non vorranno esserci si taglieranno fuori da soli"

spiega Balletta, che conclude

"oggi, non solo le persone devono lavorare di più e in modo più intelligente, devono lavorare insieme".

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E voi cosa ne dite?

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