Twitter: censura geolocalizzata (e come aggirarla!)

 

Il grande successo di Twitter ha fatto sì che il suo utilizzo si sia diffuso anche in quei paesi dove vigono restrizioni alla libertà di espressione. Fin’ora l’unico modo per tenere conto di questi limiti era quello di rimuovere il contenuto a livello globale.

È di ieri – ma ha già fatto molto discutere – l’annuncio sul blog ufficiale di Twitter della possibilità di censurare i tweet solo in quei paesi in cui il contenuto potrebbe risultare offensivo.
Twitter spiega che questo è stato deciso per “adattarsi alle differenti idee sulla libertà di espressione presenti nei vari paesi”.

Con questo nuovo sistema, nel caso in cui venga richiesto da un ente autorizzato di rimuovere un determinato contenuto, Twitter sarà in grado di oscurarlo solo per quel paese, rimanendo visibile per tutto il resto del mondo.

L’utente che ha pubblicato quel tweet sarà avvisato della censura e sarà possibile prendere visione di tutte queste decisioni su Chilling Effect, dove verranno raccolte e rese pubbliche tutte le richieste di cancellazione, le relative motivazioni e il nome di chi ha proposto la cancellazione di quel determinato contenuto.

 

 

L’annuncio (guarda caso?) è stato fatto un giorno dopo la comunicazione che Twitter è ora disponibile anche in arabo, persiano, ebraico e urdu, lingue parlate in molti paesi dove vigono severe restrizioni alla libertà di informazione.

Come fa notare Mashable Mustafa Kazemi, corrispondente di guerra in Afghanistan, ipotizza che alla base di questo aggiornamento vi siano le recenti richieste del Senatore statunitense Joe Lieberman di rimuovere gli account filo-talebani che incitano alla violenza, e afferma che “questa censura può essere un duro colpo per l’indipendenza e la libertà di espressione online e certamente ci saranno delle ripercussioni sull’utilizzo di Twitter a livello mondiale, in particolar modo in quei paesi in cui c’è un’alto tasso di attività web anti-Usa”.

Alcuni pensano anche che dietro a questa mossa di Twitter vi sia il tentativo di approdare in Cina, dove l'utilizzo di internet è limitato; fatto sta che in rete sono già partite le polemiche, che potete seguire con l’hastag #TwitterCensored, e per domani Sabato 28 Gennaio è stato indetto il #TwitterBlackout, uno sciopero dei tweet che durerà tutto il giorno come segno di protesta alla nuova policy di Twitter.

UPDATE: in realtà, non tutto è perduto: TheNextWeb riporta come sia possibile aggirare l'ostacolo di censura geolocalizzata cambiando semplicemente le impostazioni di account relative alla propria nazione di appartenenza. Long live freedom!

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