Robotica

Cosa ci lascia l’European Robotics Week 2017

I segreti della robotica svelati in più di 1000 eventi: così l'Europa per una settimana è diventata il palcoscenico per robot e androidi

Ha avuto inizio venerdì 17 e terminerà domenica 26 novembre la  Settimana Europea della Robotica 2017 (ERW2017) : più di 1000 eventi per il pubblico, che includono giornate aperte in aziende e laboratori di ricerca, visite scolastiche, conferenze di esperti e gare di robot.

L’educazione è uno degli argomenti chiave di queste giornate: “Dal 2011, abbiamo voluo le scuole di tutti i paesi d’Europa per dimostrare l’istruzione a tutti i livelli sulla robotica”, dice Reinhard Lafrenz, il Segretario Generale di Eurobotics, l’associazione di ricercatori che organizza ERW2017.

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In tutta Europa, ERW2017 mostra al pubblico come i robot possono supportare la nostra vita quotidiana, dall’ambiente al settore sanitario, dove i robot sono ad esempio un valido aiuto per la chirurgia e per l’assistenza alle persone con disabilità. Inoltre la robotica è una parte essenziale dei centri di innovazione digitale finanziati dall’UE, che in queste sette giornate aprono le porte al pubblico per far conoscere i loro progetti.

I protagonisti e gli eventi più interessanti

Tra i 1000 e più eventi che si sono aggiunti al programma della ERW2017, ci sono mostre, incontri, gare di robotica e molto altro. Ecco qualche esempio: in Bosnia-Erzegovina, si svolgeranno le competizioni di robotica della SPARKreactors League mentre in Germania, dove si svolgeranno quasi 40 eventi, si terranno le competizioni First Lego League per i giovani e una giornata di formazione presso l’organizzazione di ricerca IPA Fraunhofer, oltre ad un laboratorio di robot umanoidi presso l’Università della Tecnologia di Amburgo.

In Italia, la School of Robotics trasmetterà un incontro in streaming in collaborazione della compagnia di robot KUKA, una delle aziende produttrice di robotica leader al mondo.

Sempre nell’ambito delle competizioni, segnaliamo le prove della European Robotics League (ERL), finanziata dalla Commissione europea, i cui tornei hanno sede in Europa e sono aperti alla partecipazione internazionale.

 

Un altro protagonista della ERW2017 è Tiago, il robot dell’azienda Pal Robotics di Barcellona che ha vinto le recenti competizioni appunto dell’European Robotics League. Tiago è un robot di servizio con navigazione autonoma e abilità nella percezione e nella manipolazione, che può svolgere svariati compiti, come l’assistenza personale o le attività più semplici dell’industria leggera. “Tiago è nato per migliorare la nostra vita e aiutarci con compiti ripetitivi, scomodi o pesanti”, ha spiegato il product manager del robot, Jordi Pagès.

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I robot nel futuro: chi ha paura delle macchine?

La European Robotics Week è l’occasione per toccare con mano il futuro non soltanto di questa disciplina, ma in generale di quello dell’umanità: attualmente c’è molta confusione (e forse anche troppa fantasia) su come i robots modificheranno le nostre abitudini, il nostro lavoro, la nostra educazione, la nostra salute.

Sin dagli albori dell’era industriale, un dubbio ricorrente è stato che il cambiamento tecnologico generi la disoccupazione di massa. Gli economisti neoclassici già allora avevano predetto che ciò non sarebbe accaduto: le persone avrebbero trovato altri posti di lavoro, anche se dopo un lungo periodo di doloroso aggiustamento.

Un robot cameriere al Pizza Hut di Shangai

In generale, questa previsione si è dimostrata corretta: duecento anni di innovazioni hanno prodotto un aumento del tenore di vita della gente comune in gran parte del mondo, senza generare una tendenza in forte aumento alla disoccupazione.

Sì, ci sono stati molti problemi: periodi di disuguaglianza, guerre civili, scioperi. A conti fatti, tuttavia, in gran parte del mondo, le persone oggi vivono più a lungo e lavorano molto meno ore di duecento anni fa.

La Settimana Europea della Robotica offre uno scorcio del futuro con i robots: l’impressione è sempre più quella che l’innovazione  contribuirà, ancora una volta, alla creazione di nuovi posti di lavoro. L’apertura al mondo delle scuole ha proprio l’intento di creare ora le basi per i lavoratori del domani. Insomma, Capitan Ludd è un brutto ricordo del passato: l’intelligenza e la forza umana non hanno e non avranno mai motivo di temere quelle artificiali.