Visto per voi

Il senso dei Social Media Days di Mashable, in 10 cartoline

Siamo stati all'evento italiano Mashable dedicato ai social (soprattutto a chi ci lavora) e abbiamo raccolto i consigli degli speaker in questo piccolo diario di bordo

Francesco Pannullo

Social Media Manager @Giffoni Innovation Hub

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I Mashable Social Media Days che si sono tenuti a Milano dal 19 al 21 ottobre sono stati molto entusiasmanti. Si tratta di uno degli eventi più riconosciuti dal panorama italiano dei mondo dei digital e dei social media, che quest’anno ha visto raddoppiata la sua “potenza di fuoco” aggiungendo anche i Digital Innovation Days all’evento, espandendo così i suoi orizzonti in una tre giorni che ha visto impegnati tutti i partecipanti a contaminarsi e ad imparare tante, tante cose sui nuovi trend come Open Innovation, Artificial Intelligence, Unconventional Marketing, eCommerce Strategy e tanto altro ancora.

Ma cosa portiamo a casa da questi tre giorni intensissimi? Cerchiamo di riassumere un po’ tutto in dieci punti sibillini e pratici, che secondo il nostro punto di vista racchiudono un po’ lo spirito dei trend del prossimo 2018 del fantastico mondo dei Social Network.

mashable social media day 3

1. Less is More

«Bisogna farsi guidare dalla rilevanza dei contenuti: se non ho niente da dire, non dico niente e aspetto qualche giorno»,  così nel suo speech il Top Teacher Ninja Academy Luca La Mesa ci spiega che la chiave di volta del successo sta principalmente nel condividere contenuti di qualità. Non importa se “restiamo zitti” per qualche giorno, è meglio attendere e produrre contenuti validi per i nostri canali anziché “parlare” a vanvera e rischiare di far danni, soprattutto nell’epoca dell’overflow delle informazioni.

2. La voce

Come spiega Tonia Maffeo di Spreaker, ll trend che vede la crescita della diffusione dei podcast è un concetto che si basa principalmente sul discorso della Fiducia. Spesso tendiamo a fidarci del “verbo scritto” di persone autorevoli e di esperti del settore, ma tutto viene amplificato se alla base di tutto questo vi è uno degli strumenti di comunicazione più antichi del mondo: la nostra voce.

3. La trasformazione è un viaggio inevitabile

Anna Testa di Cisco ci spiega che il concetto di “Digital Transformation” passa inevitabilmente da quello del viaggio. Tutte le aziende presenti sulla faccia della terra devono ormai fare i conti con la realtà del digitale, immaginando e rimodulando nuovi modelli esperenziali che possano piano piano soppiantare quelli analogici, andando così ad offrire all’utente finale (o al cliente, se vogliamo) un nuovo tipo di esperienza totalmente nuova e costruita a pennello per l’epoca in cui viviamo.

4. L’aumento dei fan è una caga** pazzesca!

Tiziano Tassi, CEO di Caffeina ci smonta un po’ alcuni falsi miti della comunicazione digitale. Punti di vista sbagliati, metriche sbagliate, benchmark e contenuti scialbi e poco performanti, possono essere una piaga per le nostre imprese o per i nostri clienti. Alla base della visione di Tiziano, c’è la creazione di una vera e propria cultura digitale all’interno dell’alveo delle nostre aziende: è solo mettendo in moto il meccanismo da un punto di vista più ampio che possiamo avere padronanza di tutto ciò che ci circonda e avere il successo che meritiamo.

5. Alla base di tutto c’è l’empatia

Chi di noi non ha mai avuto a che fare con una -anche piccola- crisi reputazionale? Daniele Chieffi, Head of Social Media Management & Digital PR di Eni ci insegna che alla base di ogni tattica di Crisis Management c’è l’empatia, il potere di riuscire a capire il punto di vista di chi abbiamo dall’altro lato, cercando di comprendere quali possano essere preoccupazioni e problematiche da loro riscontrate per poi risolverle evitando putiferi, pur prestando attenzione a non svilire mai l’identità  e le policy della nostra azienda.

6. Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma

L’esperienza di  Simona Portigliotti, Marketing manager di Gamestop Italia ci insegna che non importa quanto siano tecnologici i prodotti che vende la nostra azienda (in questo caso, videogames), se non ci evolviamo, se non cambiamo focus tenendo alta l’attenzione anche su ciò che magari prima dell’avvento del digital ci sembrava poco interessante o non principalmente rilevante, siamo destinati inesorabilmente a fallire. La distruption è sempre alle porte: è il caso del boom del dlc e degli acquisti in digital, che sono stati propriamente inclusi nella strategia retail dell’azienda da lei presentata, senza disdegnare però il contatto umano con il nostro negoziante di fiducia. In poche parole: think digital, act global, focus local.

7. Gli anticorpi alla disinformazione siamo noi

Sapevate che dietro al mondo delle fake news costruite ad arte c’è ovviamente un guadagno? Così Gianandrea Facchini di Buzzdetector e Manuela Kron di Nestlè Italia, ci svelano un po’ di retroscena sul mondo delle fake news e sulle community dietro collegate: veri e propri gruppi di interesse che spinti dai semplici guadagni, manipolano e alterano le informazioni andando molte volte a danneggiare la reputation di un’azienda o di un prodotto. Qual è il modo migliore per combatterli? Ovviamente stanarli, individuarli e distruggere le loro balle diffondendo la verità.

8. I nuovi modi di immaginare l’apprendimento del futuro

Con la nostra Adele Savarese abbiamo fatto un viaggio nel tempo da qui ai prossimi trent’anni, dove abbiamo scoperto come evolverà il mondo dell’educazione e dell’apprendimento. Se ai nostri tempi utilizzare un cellulare durante le lezioni sembrava un’utopia (e il più delle volte ai più sfortunati veniva anche sequestrato), il futuro sarà costellato dal fondamentale utilizzo degli apparecchi digitali personali, che unite a metodologie di apprendimento personalizzate e modellate sulle skills di ognuno di noi sarà in grado di potenziare ed esaltare le nostre attitudini. Non vi ricorda un po’ un portale a voi familiare?

9. Il nostro ufficio marketing non mangerà, non respirerà, non farà pause e non prenderà caffè grazie ai chatbot

Le intelligenze artificiali sono il futuro, certo. Ma tranquilli, a meno di grandissimi colpi di scena non vivremo in un incubo ad occhi aperti come nel mondo di Terminator 2: Gianfranco Fedele di Insem ci ha mostrato tutte le potenzialità del mondo delle AI applicate ai social network, di come queste possono cambiare in positivo gli scenari futuri delle nostre società e quali saranno le previsioni da qui a qualche anno. Tutto sarà più semplice, immediato, veloce.

10. Bravi sì, ma non disdegnamo il potere della “botta di cu*o”

È vero, possiamo studiare dalla mattina alla sera, impegnarci a fondo per perseverare i nostri obiettivi, impazzire e farci uscire i calli alle mani a furia di scrivere e riscrivere progetti… però come ci insegna la storia di Cristina Fogazzi, in arte L’estetista Cinica, in un’ottima strategia di comunicazione ovviamente la programmazione e le competenze fanno il 99% del lavoro, ma è inutile negare che siamo sempre tutti alla ricerca del magico 1%, di quella magica botta di Fattore C che cambia le nostre vite da un momento all’altro, e che molte volte solo con perseveranza, passione e impegno riusciamo a scovare.