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YouTube e Adpocalypse, colpo di grazia agli youtuber?

La piattaforma di video sharing sta usando un nuovo algoritmo per fugare le paure degli inserzionisti, ledendo però agli introiti dei content creator

Andrea Graziano
Andrea Graziano

Freelance Editor

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    Da qualche mese gli utenti e i fruitori di YouTube sono in subbuglio: tra aprile e maggio 2017, il secondo sito più cliccato al mondo (preceduto solo dal suo stesso proprietario, Google), ha applicato una grande restrizione che sta notevolmente cambiando il volto della comunità virtuale creatasi da quando Chad Hurley annunciò, nel gennaio 2007, che gli utenti “più importanti” avrebbero ricevuto introiti dalla piattaforma.

    Tale restrizione, la cosiddetta “Adpocalypse” (advertising + apocalypse), ha sostanzialmente diminuito gli introiti degli youtuber, le persone che guadagnano grazie ai contenuti audiovisivi pubblicati sul proprio canale YouTube.

    adpocalypse

    «Mamma farò lo youtuber!»

    Se quindi alla fine dell’estate avevi intenzione di chiamare il tuo capo e dirgli «Mi licenzio, può trovarmi googlando TizioGamer5000!» e dedicarti al content editing su YouTube, sarebbe meglio che ci riflettessi un attimo. Nei primi mesi del 2017 diverse testate internazionali hanno giudicato non consoni alcuni dei contenuti presenti sulla piattaforma, muovendo una sorta di “crociata” all’eccessiva, a loro avviso, libertà di pubblicazione sul sito.

    In particolare, come spiega in questo video l’italiano Breaking Italy, uno dei contenuti messi alla gogna è il video di uno youtuber britannico nel quale lo stesso, cercando di mostrare la vulnerabilità delle dotazioni delle forze dell’ordine inglesi, ha (mal) pensato di mostrare come fosse facile ferire con un coltello un poliziotto con indosso un giubbotto antiproiettile. Dalla pubblicazione, è passato poco tempo prima che il video proliferasse in rete e fosse additato come un incitamento alla violenza sul quale oltretutto, e oltraggiosamente per alcuni, lo youtuber ha guadagnato soldi.

    A scatenare quello che per alcuni componenti della comunità YouTube Italia è un vero e proprio disastro, è stato lo screenshot raffigurante una delle ads che precedeva il video recante il logo di Netflix. La gogna mediatica che ne è seguita ha fatto muovere un passo indietro a diversi investitori (circa il 50% secondo AdWeek), il che ha acceso un preoccupante campanellino d’allarme per il sito di video sharing.

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    YouTube Adpocalypse

    YouTube, sentitosi alle corde, ha quindi deciso di cambiare registro: Adpocalypse! In cosa consiste? A inizio maggio tutti i video presenti sul sito sono stati divisi in due panieri principali: contenuti “buoni” e contenuti “cattivi”, quindi non visibili ai minorenni o fortemente limitati nelle schermate di trending. Seppur la cosiddetta “grande restrizione” sia attivabile e disattivabile a piacimento dell’utente, l’algoritmo creato appositamente ha ricollocato le inserzioni in maniera diversa rispetto a prima e, di conseguenza, ha modificato i margini di guadagno sui video creati.

    A parte il panico generale, c’è chi non si è dato per vinto e ha continuato a produrre (magari anche forte di contatti di sponsorizzazione e advertising paralleli), chi ha pensato di migrare verso altri lidi (Twitch o i celebri theShow su Patreon), chi ha tentato di procedere comunque per mezzo del crowdfounding. Ad ogni modo, il sito di proprietà di Google ha cercato di andare incontro ai propri content editor con novità in corso.

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    Mentre i creators sono in attesa di sapere di più, le tre icone qui sopra elencate sono per ora croce e delizia degli youtubers: l’icona verde indica una monetizzazione senza alcuna limitazione, l’icona gialla indica una monetizzazione soggetta a limitazione, l’icona in bianco e nero significa nessuna monetizzazione. Dunque, l’Adpocalypse sembra aver leggermente frenato la propria corsa, seppur non sia stata scongiurata. La palla è quindi ancora a YouTube: starà alla piattaforma trovare il giusto equilibrio tra content creator e inserzionisti.

    Scritto da

    Andrea Graziano

    Freelance Editor

    Ostiense (RM) classe '92, laureato triennale in Scienze Politiche, laureando magistrale in "Media, comunicazione digitale e giornalismo". Passo le giornate a scrivere (per ... continua

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